Do you speak CouchSurfing? Surf sui divani di P.S. Elpidio!

L’arrivo della bella stagione porta con sé turisti provenienti da ogni dove, viaggiatori attratti dal mare e dallo shopping di qualità del made in Italy. E’ stato così che due ragazze ucraine, a caccia di scarpe e borse di alta manifattura, mi hanno contattata tramite CS, CouchSurfing, un sito totalmente gratuito e non a scopo di lucro che mette in contatto chi offre e chi cerca ospitalità in ogni angolo del mondo (www.couchsurfing.org).

Organizzando il loro itinerario “alternativo”, che partiva da Mosca e prevedeva 7000 km da percorrere in macchina, le due bionde hanno deciso di far tappa a Porto Sant’Elpidio per far scorta di scarpe, consigliate da Google, che ci ha indicato come importante centro del settore calzaturiero.

E’ stata la mia prima volta da “host”, così si chiama chi ospita, a casa propria e del tutto gratuitamente, i “surfers”, viaggiatori bisognosi di un divano che preferiscono il calore di una casa al mobilio di una camera d’albergo. Tra le ragioni che spingono le due ragazze a preferire questa modalità di viaggio c’è proprio la sensazione di sentirsi un po’ come in famiglia, un bel salto ad occhi semichiusi (la fiducia reciproca è l’ingrediente segreto di tante cose, ed è il presupposto di CS) in una cultura diversa di cui altrimenti sarebbe difficile fare esperienza diretta in pochi giorni. Se volete un esempio pratico, la mattina della partenza invece di fare il checkout in hotel ti viene offerta una tazza di caffè e un augurio di buon viaggio, con immancabile e sincera promessa di “Keep in touch”, “Tenersi in contatto”, e la speranza di ricambiare il favore in futuro. Sono sensazioni diverse, e ovviamente non va sempre così, ma chi non risica…

Va da sé che ospitare due ragazze tue coetanee e scortarle in giro per outlet significa irrimediabilmente shopping anche per te, sventurata accompagnatrice che calzi il 37 e in tutto ciò non hai un euro da guadagnarci, anzi. Così è andata avanti la giornata, a colpi di punta e sfide sui tacchi, con una media di un paio di scarpe per loro ogni due portati a casa da me.

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Maria, Irina, Giulia e Vittorio

Le due belle non potevano sperare in ciceroni migliori, io e Vittorio dello staff di Post-it Pse le abbiamo coccolate e guidate nel magico mondo del tacco e del soprattacco, scatenando giubili di piacere da parte di Maria, che si è abbandonata ad espressioni quali “Vittorio, you are a magician!” “Vittorio, tu sei un mago!”. Credo che alla fine non si sia annoiato così tanto a star dietro ai nostri capricci.

Quello che le due ragazze ventiseienni, Maria e Irina, hanno gradito maggiormente di Porto Sant’Elpidio è stato il lungomare e la qualità delle nostre scarpe e borse, di cui hanno fatto man bassa. Si sono dilungate in infiniti ringraziamenti poiché, se non avessero potuto contare sul nostro aiuto, la realtà del nostro paese non sarebbe stata pronta a riceverle e dare loro gli strumenti sufficienti a muoversi autonomamente sul territorio.

Cosa aspettiamo a creare strutture ricettive adeguate, provviste di giovani svegli e preparati di cui, possiamo dire con orgoglio, il nostro comune è ben fornito? Aspettiamo che i turisti interessati vengano a bussarci alla porta? Beh, lo stanno già facendo, se aprire o no spetta solo a noi deciderlo.

                                                                                                                               Giulia Cuini

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