La storia di Mariella Martellini, allontanata dal Samaritano per il suo bene

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

Si fa sempre più calda la situazione intorno alla Caritas cittadina, infatti dai commenti al nostro ultimo articolo è emersa la storia di Mariella, una volontaria allontanata dall’associazione per essere protetta. Mariella e suo marito Lamberto sono stati per anni colonne portanti della storica pesca benefica di San Crispino. Siamo andati a trovarli per verificare quanto affermato dalla signora sul nostro blog riguardo l’allontanamento dall’associazione. “Mi è stato imposto, e chiedendo il perché la risposta è stata “è l’unico modo per proteggerti”. Non dagli utenti, ma da qualcuno all’interno dell’associazione stessa. Non ho mai saputo, nonostante avessi il diritto di sapere e di salvaguardare la mia persona, chi fosse il pericolo da cui stare lontana. Mio marito, allontanata me, abbandonò il servizio”. Parole dure quelle della signora, rispettata e molto conosciuta a Porto Sant’Elpidio.

Signora Mariella ci può raccontare la sua storia all’interno del Samaritano?

Io e mio marito siamo stati volontari per tredici anni nell’associazione, facendo parte anche del direttivo. Fino all’anno scorso sono stata responsabile della pesca che l’associazione fa annualmente in occasione della festa del patrono. Il tempo che dedicavo all’associazione riguardava anche la consegna dei pacchi e i rapporti diretti con gli utenti. Ho sempre cercato di svolgere i miei compiti al meglio, facendo sentire il calore umano e la mia vicinanza a quelle persone che versavano in condizioni difficili per le cause più disparate. Proprio in occasione della pesca di San Crispino del 2012, è successo che inizialmente sono stata tenuta al margine nell’organizzazione, e poi sono stata attaccata ed umiliata pubblicamente da un responsabile dell’associazione quando, chiamata dal presidente, mi sono presentata per dare una mano(erano presenti alcuni membri dell’associazione ed altra gente). Successivamente a questo episodio il presidente mi ha imposto di lasciare l’associazione perché a suo dire (cito testualmente) era “l’unico modo per proteggerti”. Alle mie richieste di spiegazioni, non ha mai voluto rispondere. Il presidente avrebbe dovuto difendermi e tutelarmi in quanto membro del direttivo, invece di invitarmi ad andarmene. Avrebbe dovuto prendere una posizione chiara e decisa, invece di mortificare anni di sacrifici all’interno dell’associazione. Ora so con certezza da dove viene la minaccia, ma non capisco come ed in che modo potrebbe farmi del male questa persona. Senza parlare del fatto che a chi chiede di me viene detto che ho dei problemi di salute. Questo lo trovo scandaloso. Ci sono stati un paio di mesi, quando abbiamo ristrutturato casa, in cui ho dovuto diminuire la mia presenza in associazione, dato che i lavori mi hanno tenuta impegnata e mi ero un po’ debilitata, ma dire in giro che sto male mi sembra a dir poco eccessivo. Non voglio più che questa scusa venga utilizzata per non dover dire alle persone che sono stata allontanata senza alcuna motivazione valida. Infine voglio fare una richiesta al presidente: cosa avrei fatto di tanto grave da dover essere allontanata? Se vuole darmi delle spiegazioni, anche dopo un anno d’attesa sono disposta ad accoglierle.

9 thoughts on “La storia di Mariella Martellini, allontanata dal Samaritano per il suo bene

  1. L’Italia e’ questa: si è forti con i deboli e deboli con i forti, anche se poi le lezioni di vita arrivano dalle piccole persone. Si deve avere il coraggio di mettere la parola fine a questa storia con le giuste spiegazione, in caso contrario ci si dovrebbe fare da parte. Bisognerebbe capire quali interessi propri sono coperti da questa coltre di nebbia, perché altrimenti questa
    inspiegabile omertà non sarebbe
    giustificata.

  2. Ma io mi domando e dico: ma questi sono uomini di chiesa?o meglio dire uomini che rappresentano la chiesa?come mai non rispondono o perlomeno raccontano la loro verità se si può chiamare così.

  3. Ho ricevuto decine e decine di visite e telefonate in riferimento alla mia situazione. 
    Tanta gente si è interessata e prodigata. 
    Ringrazio tutti indistintamente, specialmente gli sconosciuti. Ringrazio il gruppo di signore che so che si firma fan club ma non mi vedrete mai né presidente né più volontaria di quest’associazione.  
    Risposte e conferme sono arrivate non da chi doveva darmele ma da chi ha capito che le mie sono parole di una donna onesta. 
    Dico a tutti che non sono rassegnata, tutt’altro, più decisa che mai a cercare la verità, attraverso i giusti organi e con mezzi leciti e legali. Basta scuse, dopo un anno non sono più ben accette. 

  4. Chissà se ci saranno persone pulite che faranno volontariato in questa associazione,visto che il presidente va in cerca di volontari,però come vediamo volontari che hanno un gran cuore,ed oneste vengono mandati a casa, perchè scomodi? perchè vedono cose illecite.?Adesso si spiega perchè restano tutte mele marce li dentro.

  5. Egregio Sig. Panetta,
    Le ho scritto in privato una lettera e per conoscenza ho inviato la stessa ad altre persone, come ha visto. 
    Non ho voluto rendere pubblica la lettera per evitare di compromettere un Suo collaboratore. 
    Ebbene, ho ricevuto una Sua risposta. Lei mi ha scritto che non vuole trattare la questione sul blog. Io invece continuo a farlo perché sono chiara e trasparente. La mia non è “una questione personale tra due volontari”. Di personale c’era ben poco e tra i due, l’unica volontaria ero io, come Lei ben sa. Ha continuato scrivendo che nell’ottobre 2012 mi ha chiesto tempo per comprendere la situazione. Dopo più di un anno  ancora non Le è chiara? 
    Per quanto riguarda il nostro ultimo incontro, visto che né Lei né l’altro presente avete dato risposte ai miei perché, me ne sono ovviamente andata. 
    Si è scusato per avermi causato involontariamente sofferenza. Non Le credo. Non faccia passare per involontario ciò che invece ha fatto per altri scopi. 
    In ultimo Lei si è rammaricato di essersi immischiato nelle mie questioni personali. Anche questa una bella scusa. Io e l’altro coinvolto,  non avevamo questioni da risolvere.  Lei avrebbe dovuto tutelarmi invece ed informarsi meglio sul mio operato. 
    Mi sarei aspettata un comportamento consono a “uomini di Chiesa” ma nonostante tutto “tifo” ancora per la carità. 
    La ringrazio e ricambio gli auguri di un buon Natale, avendo la conoscenza a posto, di sicuro lo trascorrerò serenamente, ma ancora inconsapevole del mio allontanamento. 

  6. attenzione! attenzione! nuove novità sul samaritano poche settimane fa è stato mandato via dal vescovo di fermo la prima mela marcia.cioè colui che faceva campagna elettorale il direttore.adesso cè da fare un’altro po di pulizia,perchè ci sono altri 3 mele che stanno marcendo li dentro.comunque l’albero per lo meno è stato abbattuto.

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