Angela Serafini critica il “totem” informativo eretto in piazza Garibaldi

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Non potevano mancare le voci di Angela Serafini e il suo gruppo di amici a commentare l’erezione del totem in piazza Garibaldi, posto dall’amministrazione comunale a favore dei cittadini che vogliono farsi un’idea di come sarà la nuova piazza. Non sappiamo che idea possano farsi i cittadini guardando quelle tre foto e leggendo quelle dieci righe, di sicuro informare a cose fatte e poco prima dell’inizio dei lavori non è la cosa più democratica che un Sindaco possa fare. Ma purtroppo ci siamo abituati.

“Sono anni che noi cittadini chiediamo ripetutamente al sindaco di mostrare e di spiegare la bozza del disegno della piazza che vuole realizzare; ebbene, per tutta risposta, venerdì 20 ottobre 2017 fa erigere in piazza un cartellone con le immagini riguardanti la sistemazione dello spazio centrale della città”.

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La Serafini, insieme al suo gruppo, ha condotto per anni battaglie per la salvaguardia e la valorizzazione della piazza principale della nostra città, e non ci sta ad accettare l’ennesima pappa pronta dell’amministrazione. “Questo è un progetto definitivo. Così ci informano i nostri governanti e, per giunta, solo pochi giorni prima dell’inizio dei lavori! Secondo il sindaco quella messa in mostra sarebbe la nuova piazza, ma noi vediamo uno spazio massicciamente piastrellato, poco verde e un “recinto per le pecore” sul fosso”.

Poi entra nello specifico, “il sindaco afferma pure che sarà un luogo d’incontro e di aggregazione, infatti colloca i bambini nel recinto a sud-ovest fra la statale e via Piave, i giovani nella biblioteca del Teatro, e gli anziani in cerca del poco verde nella parte nord-est. Vale a dire uno spazio pavimentato, senz’anima e senza storia dove ognuno è separato dall’altro: anonimo, uguale a tanti altri luoghi di qualsiasi periferia”.

E conclude, “non avremo certamente più la nostra vera piazza Garibaldi che ci identificava, che sentivamo vicina e ricca di storia, che ha dato origine alla città. Noi cittadini avremo solo da pagare i mutui accesi dall’amministrazione per opere non qualificanti. Siamo ancora orfani della piazza della città”.

 

Referendum Trivelle, un convegno per votare consapevolmente

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Venerdì 1 Aprile alle ore 21:15 si terrà presso “La Piccola” un incontro pubblico per parlare del referendum abrogativo di domenica 17 Aprile.

Il referendum, richiesto da 9 Regioni(tra le quali la Regione Marche) chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.

La domanda che i cittadini italiani troveranno sulla scheda è “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”

Chi vuole eliminare le trivelle dai mari italiani deve votare sì, chi vuole che le trivelle restino senza una scadenza deve votare no.

Non cambierà invece nulla per le perforazioni su terra e in mare oltre le 12 miglia, che proseguiranno, né ci saranno variazioni per le nuove perforazioni entro le 12 miglia, già proibite dalla legge.

Degli aspetti tecnici e degli approfondimenti sul tema se ne occuperà Gian Vittorio Battilà, Dottore di ricerca in Ingegneria, con esperienza lavorativa nell’ambito di discussione. Degli impatti ambientali e delle prospettive future per le energie rinnovabili ne parleranno Carlo Baleani, membro del direttivo di Legambiente Fermo, e Andrea Bagalini, direttore regionale Legambiente.

Quest’incontro è stato promosso dai gruppi consiliari di opposizione e dal comitato cittadino “Vota Si per fermare le trivelle”. Per quanto riguarda il partito di maggioranza relativa, si registra la sua posizione astensionistica assoggettata alla posizione ufficiale del governo.

 

 

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Resoconto di un’ottima discussione su piazza Garibaldi

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Martedì 3 novembre si è svolta la seconda serata promossa da “Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner”. Sala piena, dibattito vivo e interessante. Evidentemente parlare pubblicamente di piazza Garibaldi interessa a molte persone.

Nella parte iniziale della serata c’è stata una introduzione volta ad analizzare le mosse recenti dell’amministrazione comunale. Il 22 dicembre 2014 con una determina viene affidato un “incarico professionale per il progetto di massima dell’arredo e sistemazine di via Cesare Battisti, via Principe Umberto e piazza Garibaldi, nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ed Orfeo Serafini” ad Alessia Maiolatesi, architetto sangiorgese dipendente di Moreschini(uno dei proprietari del cineteatro Gigli). Il 23 dicembre l’amministrazione presenta alla stampa il progetto della Maiolatesi e un cronoprogramma dei lavori per il 2015, 2016 e 2017.

Nonostante nel programma elettorale della coalizione del Sindaco ci fosse scritto che i primi soldi disponibili sarebbero stati spesi in piazza, e che la progettazione sarebbe stata partecipativa, queste promesse sono state disattese. I primi soldi vengono spesi per rifare completamente via Cesare Battisti(una delle strade messe meglio in centro), e il progetto è stato fatto senza chiamare minimamente in causa nessuno oltre i proprietari del cineteatro.

Estratto del programme elettorale di Nazareno Franchellucci

Estratto del programma elettorale di Nazareno Franchellucci

L’8 ottobre scorso a villa Baruchello l’amministrazione ha presentato in pompa magna il lavoro della Maiolatesi, vendendolo come un progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi e del centro città. Quello che ci è stato fatto vedere in realtà è un progetto di arredo urbano di tre vie. Il secondo aspetto da mettere in evidenza è che non è fatto “nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ex Orfeo Serafini” perché prevede il cambiamento dello stesso, come confermato quella sera dal Sindaco che ha dichiarato che arriverà al più presto in consiglio comunale una variante.

Il geometra Salvucci ha portato a conoscenza di tutta la città un documento semi-leggendario, cioè l’atto di compravendita del 1928 tramite il quale il comune di Sant’Elpidio a Mare cede il terreno per l’edificazione del Teatro Moderno. In questo documento è previsto il pagamento di una somma(mai pagata) nel momento in cui la società cessasse l’attività di pubblico utilizzo o nel momento della vendita dell’immobile. Un’altra clausola importante è quella che dà al comune il diritto di prelazione in caso di vendita.

Andando un po’ avanti cogli anni si arriva al 2003 quando il comune e l’allora proprietario Marchetti sottoscrivono un preliminare di permuta in cui il cineteatro viene valutato 1.142.000 euro. Dopo sei mesi, il cineteatro viene venduto a 750.000 euro ad un’altra società(gli attuali proprietari).

Ciò che si evince è che l’amministrazione non ha mai avuto la volontà di risolvere la questione piazza, ma ha sempre cercato delle scuse per non risolverla. Altrimenti in quegli anni li avrebbe potuti spendere settecentocinquantamila euro per comprare il teatro e rimettere a posto tutta piazza, invece di spendere inutilmente dodici milioni di euro per ampliare la zona industriale.

Sono stati poi presentati due progetti, due tesi di laurea su piazza Garibaldi. La scelta di proporre queste presentazioni è stata fatta con l’intento di dare ai presenti l’idea di come si possa agire nelle maniere più disparate per modificare uno spazio urbano, infatti i due progetti sono quasi diametralmente opposti. Il primo, di Marta Cordone, prevede il restauro del cineteatro; dei collegamenti ciclabili e pedonali tra piazza, lungomare e torre dell’orologio; un parcheggio sotterraneo sotto la piazza; una zona attrezzata lungo la dorsale nord e una zona verde sopra alla linea del fosso. Il secondo, di Alessandro Pierleoni, è decisamente più visionario. Prevede l’abbattimento di tutti gli edifici presenti in piazza; la realizzazione di una struttura adiacente la ferrovia che diventi stazione ferroviaria sopra e zona commerciale sotto; nel terrapieno della ferrovia inserisce un sistema meccanizzato per il parcheggio delle auto, in quanto l’intera area della piazza diventa pedonale; il fosso è usato come linea di congiunzione mare-monti con un camminamento pedonale poco sopra il livello dell’acqua; nella zona ovest prevede un piccolo anfiteatro coperto, e nella zona centrale un parco verde con collinette artificiali.

La presentazione di questi due progetti serviva anche a far capire qual è l’analisi che ci deve essere dietro ad una progettazione, i presenti hanno potuto apprezzare uno studio comparato delle piazze di alcune città adriatiche e il lavoro concettuale che porta alla redazione di un progetto architettonico.

Per quanto riguarda la campagna d’ascolto riservata ai tecnici promossa dall’amministrazione, è evidente a tutti che si tratta soltanto di una mera operazione di facciata, perché già nel 2014 avevano un progetto fatto da una dipendente del proprietario del cineteatro che hanno presentato alla stampa il giorno dopo l’affidamento dell’incarico. Dopo dieci mesi di limature da parte della soprintendenza si arriva alla presentazione pubblica, e solo dopo si chiede il parere dei tecnici della città? Il parere dei tecnici si chiede prima di presentare un progetto al pubblico, non dopo.

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Qualcuno durante la discussione diceva che i tecnici avrebbero dovuto andare a questi incontri per dire che la strada adiacente alla ferrovia è un obbrobrio, che il cineteatro va espropriato e ridato alla città, che non si può iniziare l’intervento di riqualificazione del centro andando a rifare via Cesare Battisti. Allora qualcuno ha fatto presente che le forze di opposizione proprio su questi temi avevano presentato una mozione in consiglio comunale corredata da più di duemila firme, ma non è stata minimamente presa in considerazione, anzi, in consiglio è stata votata velocissimamente e il Sindaco ha anche sbeffeggiato l’iniziativa più volte.

Si è creato anche un altro filone di pensiero che propone di non andare a questi incontri e di motivare con un documento il perché si disertano, per far sapere alla cittadinanza che l’amministrazione non sta seguendo il giusto iter che si confà ad un progetto partecipativo. Rimane ora il dubbio: andare sapendo di perder tempo, o non andare e denunciare pubblicamente ciò che non va?

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. L’appuntamento con la prossima assemblea è per il periodo di Natale, per discutere nuovamente di temi importanti e per tirare le somme di questa campagna d’ascolto.

 

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La piazza che non c’è

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Cosa abbiamo capito del “nuovo progetto di piazza” dell’amministrazione comunale.

Il cineteatro verrà restaurato ma non verrà espropriato, perché – dice il Sindaco – siccome è probabile che aumentino i costi in corso d’opera allora si rischierebbe di dover fermare il restauro ad ogni step per reperire i soldi necessari a portare a termine i lavori. L’auspicio di Franchellucci è quello che “l’amministrazione riesca al più presto a fare un accordo progettuale pubblico-privato per il restauro del cinema”. Ma se per anni hanno detto che sotto alle pareti nord e ovest non c’era niente di storico, che paura ha oggi di fare i lavori?

Sul sedime dell’ex municipio si è deciso di non costruire, non per decisione dell’amministrazione come hanno voluto far intendere, ma a causa della crisi del mercato immobiliare. Non è stato minimamente menzionato lo stabile “Belletti”(dove c’è Birimbao e Walter), nonostante sia parte integrante della piazza.

Non si farà il sottopassaggio in via Piave, per non ben specificati motivi tecnici ed economici. Ci è stato presentato però un nuovo sottopassaggio, anzi un’idea di nuovo sottopassaggio, che dovrebbe sorgere in via Regina Elena, all’altezza della Madonnina vicino alla stazione. Il geometra comunale Principi ha spiegato che sarà come quello di via Panama(vicino alla farmacia comunale 1). Ai dubbi sollevati da alcuni cittadini circa l’incompatibilità di un sottopassaggio di tre metri e venti in una zona del genere, il geometra ha rassicurato tutti dicendo che i conti sono stati fatti bene e che non si crea nessun problema di viabilità. Allora ho fatto un esempio grafico: ho tracciato una linea sopra al sottopassaggio di via Panama e ho fatto copia e incolla su dove dovrebbe sorgere quello nuovo. Principi ha detto che la rampa di entrata da ovest inizierà in via San Francesco, e lì l’ho posizionata. Soltanto che la rampa d’uscita in direzione est va a finire in mezzo all’Orfeo Serafini, alla stessa altezza della strada del lungomare centro. Che dobbiamo pensare quindi, che si andrà a restringere l’Orfeo Serafini per far spazio a questa nuova strada?

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La strada che passerà dietro al Gigli verrà realizzata, ma comporterà non pochi problemi di viabilità, tanto che il comandante della Polizia Locale Gattafoni ha ammesso che la viabilità dell’incrocio tra la nuova strada e il sottopassaggio di piazza sarà “sperimentale”. Si partirà chiudendo via Roma, così che quelli che vengono da mare non potranno girare a destra dopo il ponte, e comunque solo una volta realizzata si saprà se funzionerà.

Un’altra curiosità è stata la rivelazione fatta dall’architetto comunale Giulia Catani. Un cittadino fa notare che dal disegno mostrato durante la serata si nota che le panchine di via principe Umberto sono pericolosamente attaccate alla linea del parcheggio, “se uno parcheggia come mia moglie che fa venti manovre, quello che sta seduto si fa un bell’aerosol di aria pulita”, ha commentato ironicamente un attento cittadino. La Catani risponde che le panchine così vicine in realtà sono “un’illusione ottica”, poi ha detto che “quello che appare oggi attaccato al parcheggio non sarà attaccato al parcheggio, quella è la visione che dà il rendering, a volte dobbiamo aggiustare le misure per rappresentare tutto bene”. Ha candidamente ammesso che hanno barato con le distanze per dare un’idea di qualcosa che in realtà non c’è. Via Principe Umberto non diventerà mai un vialone, anche se i marciapiedi saranno rasoterra, lasciando la carreggiata e le due file di parcheggi lo spazio a disposizione sarà sempre lo stesso.

Sulla presentazione del progetto che la ditta Pellegrini “dona” al Comune per riportare in auge il giardino di villa Muri è già stato detto tutto da un cittadino intervenuto durante la serata: negli anni passati quello di villa Murri era uno dei giardini più belli del fermano, non si può trasformare in un “parchetto”. Un intervento estemporaneo di cui nessuno sentiva il bisogno.

Ma arriviamo al succo. La madre di tutti i problemi è che ci hanno venduto un progettino di arredo urbano come “l’unico progetto” per piazza Garibaldi da vent’anni a questa parte. Prima cosa, di progetti su Piazza Garibaldi ne sono stati fatti a iosa, da studenti, da professionisti, commissionati dal comune con gara pubblica, fatti di propria volontà per tesi di laurea ecc. In secondo luogo, se andiamo a prendere la delibera con la quale viene affidato l’incarico alla Maiolatesi si legge benissimo che l’architetto viene ingaggiato per un progetto di arredo urbano di via Principe Umberto, Piazza Garibaldi e via Cesare Battistti, nell’ambito del piano di recupero di Piazza. E non per fare un progetto di riqualificazione del centro cittadino, con necessaria variante a tale piano di recupero.

Fatto sta che l’architetto Maiolatesi, scelto non si sa con quale criterio, forse perché è una dipendente del proprietario del cineteatro Gigli, in un anno e mezzo di lavoro ha prodotto qualche tavola dove far appoggiare la propaganda dell’amministrazione del fare, e l’ha fatto pure male. Infatti i render dell’architetto sono tutti con la luce sbagliata, il sole è stato posizionato a nord, con le ombre verso sud. Una cosa del genere meriterebbe di essere rispedita al mittente con un bel calcio nel sedere.

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Il premio per migliore discorso panegirico va al Sindaco quando ha ammesso il fallimento delle politiche sulla piazza adottate fin’ora, ma senza dirlo esplicitamente. Franchellucci ha esortato tutti a non parlare più del passato, perché “questo è un progetto che sintetizza al meglio vent’anni di dibattito sulla piazza”. Peccato che non ci sia mai stato un dibattito vero e proprio, ma soltanto una cieca volontà di speculare da una parte, e la volontà di salvaguardare la storia della città e la richiesta d’ascolto dall’altra. Verrebbe da dire: era ora! Era ora che l’amministrazione capisse che la loro idea di piazza era assurda. Hanno pian piano privato la piazza centrale degli edifici caratterizzanti(Municipio, teatro), negli ultimi anni hanno investito in opere rivelatesi inutili e dannose(ampiamento zona industriale, lungomare Europa ecc.), ed ora vogliono far passare una clamorosa debacle in un atto di riavvicinamento a quella fetta di popolazione che per anni li ha giustamente criticati

Per capire che non sono cambiati affatto basta vedere come Franchellucci, sia durante la serata di presentazione del progetto, sia in consiglio comunale lunedì 12 ottobre, abbia trattato la raccolta firme dell’opposizione per indicare tre priorità da seguire. Prima ha detto che non si può fare una raccolta firme ogni volta che c’è un’idea diversa, poi in consiglio ha criticato il fatto che avessero fatto firmare delle proposte prima di sapere qual’era l’idea dell’amministrazione. In questo caso bisogna spezzare più di una lancia nei confronti dell’opposizione, hanno organizzato due serate informative per spiegare l’attuale piano di recupero, hanno proposto delle soluzioni e le hanno corredate con le firme dei cittadini che le hanno volute sposare. Se l’amministrazione promette un’assemblea pubblica perché vuole rendere partecipata al massimo la realizzazione di piazza Garibaldi(come scritto anche nel programma elettorale), perché ritarda l’assemblea di più di un anno e poi organizza una mera presentazione con finto dibattito? Se da parte dell’amministrazione non c’è una vera volontà di creare una piazza di tutti ma solo quella di portare a casa un risultato, non può far ricadere le proprie mancanze sull’opposizione.

Dice il Sindaco che può realizzare l’80% del progetto senza cambiare il piano di recupero vigente, e che rispetterà il cronoprogramma dato l’anno scorso(ma che ad oggi non è stato rispettato). Speriamo che i lavori che faranno non saranno abusivi come quelli per la cabine Enel, e che tutte le carte siano veramente in regola. Fatto sta che l’impressione avuta valutando queste mosse è che, non avendo più terreno fertile sulla Fim, vanno a creare un cavallo di battaglia da cavalcare alle prossime elezioni, quando ci ritroveremo(molto probabilmente) ancora una volta a parlare dei ritardi della sistemazione della piazza.

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Ora andate su Google Maps, scrivete “piazza garibaldi porto sant’elpidio” e premete invio. Vengono fuori due risultati, uno Corso Garibaldi a Casette d’Ete, e un altro Corso Garibaldi a Civitanova. Di Piazza Garibaldi a Porto Sant’Elpidio nemmeno l’ombra, manco verso sud. Ringraziamo il nostro lettore Marco Paolini per averci fatto notare questa “mancanza”, e ci auguriamo che al prossimo passaggio quelli della Google car si possano accorgere che invece di un incrocio in quello spazio c’è la piazza del nostro paese.

 

 

L’opinione pubblica attenta e attiva al servizio della città

Di Redazione POST IT PSE – Foto: Alessio Cimadamore

PORTO SANT’ELPIDIO – Non sapevamo cosa aspettarci, lo confessiamo. Stimavamo che se fossero venute cinquanta persone sarebbe stato un successone, invece la realtà ha superato le nostre aspettative. Una settantina di persone ieri sera ha partecipato alla prima assemblea del Corner di Porto Sant’Elpidio. La qualità degli interventi è stata molto alta, la discussione è stata sempre civile e cordiale. Possiamo dire che per certi versi è stata una serata introspettiva, una seduta d’analisi collettiva. Ed è andata molto bene!

C’è stata la presa di coscienza definitiva del potere d’influenza che ha il corner tramite gli interventi dei suoi membri più preparati, e grazie alla partecipazione di tutti. Abbiamo raccontato com’è nato il gruppo: dalla voglia di creare un’opinione pubblica attenta e attiva, che renda sempre più cittadini consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Ne abbiamo analizzato il primo anno di vita, abbiamo parlato molto del rapporto creatosi con l’amministrazione comunale, ma soprattutto della necessità di ridimensionare gli interventi inopportuni o devianti, per assicurare una buona credibilità al lavoro che viene svolto nel gruppo.

Tutti unanimemente hanno concordato sul voler tenere alto il livello qualitativo degli interventi, di ridimensionare il più possibile le deleterie diatribe personali tra utenti. Se l’alibi che gli amministratori utilizzano per non confrontarsi nel gruppo è quello della gazzarra, degli attacchi personali e della brutalità di certi interventi, ora è arrivato il momento di non fornirgli più nemmeno quest’ultima scusa. La realtà infatti, come ben detto durante la serata, è che chi si confronta liberamente nel gruppo è perché non ha niente da nascondere, se gli amministratori non lo fanno evidentemente c’è qualche problema.

Parlare con onestà ed in maniera civile del nostro paese, mettendo le capacità personali di ognuno al servizio della collettività, è questo in estrema sintesi il succo dell’assemblea di ieri. Si è sentita da parte di tutti quelli che sono intervenuti la voglia di mettersi a disposizione in maniera incondizionata, senza pretendere lustri personali, senza voler creare gruppi o gruppetti politici con l’intento di disarcionare l’amministrazione per sostituirla al potere. Si è voluta rimarcare l’importanza della forza dirompente di un’opinione pubblica vigile, che sappia intervenire con cognizione di causa e sappia far capire cosa succede al maggior numero possibile di cittadini, e la voglia di portare avanti questa “missione” il più a lungo possibile.

Durante il dibattito è emersa la volontà/necessità, per il futuro, di incontrarsi nuovamente per discutere di temi ben precisi. Dati gli ultimi sviluppi, data l’imminente presentazione del progetto di Piazza Garibaldi da parte dell’amministrazione(giovedì 8 ottobre a villa Baruchello ore 21:30), la serata tematica che il Corner organizzerà sarà proprio su piazza Garibaldi. L’idea è quella di chiamare a raccolta tutti i tecnici che hanno avuto a che fare a vario titolo con la nostra piazza: chi ha fatto una tesi di laurea, chi ha partecipato al bando di concorso, chi per proprio diletto o per qualsiasi altra ragione ha studiato il caso e vuole proporre le proprie argomentazioni, insomma chi può parlarne con cognizione di causa ed in maniera comprensibile ad un ampio spettro di persone.

Per ora l’appuntamento è tutti i giorni sul Corner e dal vivo giovedì prossimo a villa Baruchello, per sentire cos’ha da proporci la nostra amministrazione per la piazza. La data del prossimo incontro del Corner verrà ufficializzata prossimamente. Grazie a tutti, continuiamo così!

Cosa vuoi che sia il 70%

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PORTO SANT’ELPIDIO – Ecco il resoconto del viaggio dei nostri inviati, un lunedì di agosto, durante una passeggiata nei prati dell’amore.

Se pensate che lo scopo di questa squallida conta sia sbugiardare il consigliere Mecozzi vi sbagliate, lo scopo è molto più nobile: regalarvi una buona scusa per giustificare a casa un puttan-tour.

La cronaca del filmato:

Ne abbiamo visualizzate, almeno dodici (vi assicuro per difetto, di cui 4 in piedi e almeno 8 appollaiate sotto al chioschetto) nel rifornimento Ciccalé, tutte ragazze di colore.

Una sotto al ponte dell’autostrada, cinque dal rifonimento Ciccalè alla rotatoria del Cityper tutte di colore, quattro subito dopo a destra delle quali solo due di colore verso il concessionario audi, e una quinta piazzata proprio davanti al concessionario.
Dalla rotatoria del Cityper alla statale due ragazze, una all’uscita del Cityper e una all’ingresso del cinema. All’interno del parcheggio del Cityper ancora due ragazze di colore
(le ultime incontrate, dopodiché sulla statale inizia il crocevia dell’est).

Partiamo quindi da quota 30

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Dal ponte di Chienti all’incrocio per Cascinare

Ne abbiamo incontrate tre al rifornimento Agip (di cui una giovanissima), una davanti Angelo Po e una davanti all’incrocio col semaforo pedonale. Una a destra e una a sinistra della traversa del tabaccaio di Fonte di Mare, una davanti al parcheggio pubblico appena dopo Smerilli Auto, una quasi davanti a Norma J Baker e due alla traversa del parrucchiere Santandrea.Immagine54565464rrputa2,

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Dall’incrocio Cascinare/Risacca alla rotonda per l’Holiday

In questo tratto ne erano “solo” sei: due sul parcheggio poco prima del supermercato cinese, due dall’altro lato dell’imbocco per via Pescolla, una biondissima sulla traversa del palazzetto e una sotto al negozio Scavolini poco prima del palazzo Lattanzi.

Raggiungiamo così quota 47

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Dalla rotonda dell’Holiday fino a Piazza Garibaldi

Una bionda con vestito rosso sotto Vagnoni Tabacchi. Una all’incrocio che indica la Chiesa appena prima di bar Cavour. Una sotto l’incrocio per villa Baruchello e due al rifornimento Agip.
Una davanti al negozio di kebab, proprio sotto il palazzo. Una davanti all’ex Perini Sport, due more all’incrocio che porta al sottopasso di via Panama.

Una new entry davanti al concessionario di Abbruzzetti, poi il vuoto fino in centro.

E siamo a quota 57

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Dal centro al ponte del palo

Da segnalare l’assenza delle 2 ragazze a due metri dal comune e quella all’incrocio quasi davanti a Bioplanet.
Dopo l’incrocio della stazione ce ne sono due all’angolo del negozio On the road, una davanti a Boncaffè, e una davanti alla Ferramenta Diomedi.

La più simpatica è quella che esercita da dentro al portone di casa.

E poi ancora una all’incrocio del negozio di cornici e una dall’altra parte della strada. Una statuaria bionda che andava davanti e indietro lungo la via della casa cantoniera, una sotto la Erg e una sull’altro angolo della traversa del forno Calistro.

E sono 67

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Dal ponte del palo al semaforo all’altezza della Carifermo

Due sotto la Esso delle quali una sotto l’orologio della banca. Una all’incrocio davanti la farmacia Pompei, una (new entry) all’angolo dell’ex bar del Cacciatore ora Orchidea.

Arriviamo così a quota 71

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Dall’incrocio della Faleriense fino alla fine di Porto Sant’Elpidio

Una ragazza dopo circa 200mt dall’incrocio,due cinesi all’altezza del bowling e un trans all’uscita dell’ultimo rifornimento.

E fanno 75, sicure, ed era un lunedì e con controlli rafforzati.

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Specifico che per new entry non intendo la ragazza ma la postazione di lavoro diversa da quelle dove sono abituato ad accostare.

Chiediamo scusa alle incolpevoli ragazze, ma se l’attenzione è aumentata nei loro confronti non è certo colpa del filmato dei nostri inviati ma bensì di un disegno politico estremamente fallimentare architettato da stagisti da strapazzo e alimentato da dichiarazioni talmente false da rasentare il ridicolo.

tutte le foto sono state estrapolate dallo stesso filmato ed abbiamo fatto in modo che nessuna ragazza sia riconoscibile in volto, la redazione di POST IT assicura che il video non verrà spedito ai loro genitori.

V.L.

[Post-X] ‘Il Dalai Lama è un Fashion blogger’ Intervista a Gaspare Bitetto (Diecimila.me, Io ti amavo)

– Gaspare innanzitutto grazie di cuore per aver accettato l’invito e Benvenuto a Pse.

Grazie a voi per avermi invitato, è un piacere essere qui. Le marche sono la regione che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di cazzaro. Qui ho appreso la passione per le belle donne e il buon cibo. Ho scelto di scendere in campo a Porto Sant’Elpidio proprio per appagare questi miei bassi appetiti.

– Pse, città natale di artisti come Neri Marcorè ed il cantautore Moltheni, sede legale di eccellenze come Loriblu e Lercio.it e porta d’ingresso dell’Expo (anche se questo non lo abbiamo ancora capito). Molti personaggi di spessore hanno scelto Porto Sant’Elpidio per presentare il loro libro, da Odifreddi a teatro a Cucuzza a colazione in un bar, cosa dovremmo aspettarci mercoledì sera? 

Il Dalai Lama vi consiglierebbe di non aspettatevi nulla, perché è soltanto questa l’unica via per raggiungere la vera felicità. In compenso il Dalai Lama vi consiglierebbe anche di vestirvi di arancione acceso e io non ho mai avuto fiducia nei fashion blogger, quindi lasciate perdere il Dalai Lama e concentratevi su l’unico elemento che accomuna tutte le persone che mi hai citato. Pensateci bene: Neri Marcorè imitava Maurizio Gasparri, Lercio.it parla spesso di Maurizio Gasparri, l’Expo è un evento fortemente voluto da Maurizio Gasparri, Loriblu produce calzature, che sono l’unico accessorio di vestiario che Maurizio Gasparri sa indossare da solo, e Moltheni, ecco, vi è mai capitato di vedere Moltheni e Maurizio Gasparri nello stesso posto allo stesso momento? Avete mai pensato che Moltheni e Maurizio Gasparri, in realtà, non siano altro che la stessa persona? Ecco. Probabilmente questo mercoledì fareste bene ad aspettarvi Maurizio Gasparri (del quale allego una recente istantanea)11840234_10153836595745839_1646098252_o

– 7km di prostitute a destra e sinistra della statale (misurazione effettuata dal nostro amico Giorgio Montanini), mafia e traffico di droga, cosa manca ancora a Porto Sant’Elpidio per esser considerata la Tijuana delle Marche?

Vi manca un manipolo di Texani creazionisti xenofobi che vi aspettino coi fucili spianati al confine, se solo doveste mai provare a oltrepassarlo. Mi sembra un punto a favore. In compenso Tijuana è considerata “La porta del Messico”, mentre da quello che ho capito PSE è considerata “La porta dell’Expo”. Questo invece è un punto a favore di Tijuana.

– L’ultimo libro presentato a Porto Sant’Elpidio prevedeva una visita al cimitero propedeutica alla presentazione, violando il regolamento cimiteriale e questo ha turbato una discreta fetta di cittadini che hanno inscenato una protesta, secondo te come potremmo rendere ancora più irritante la presentazione del vs libro?

L’ipotesi più semplice mi sembra quella di riesumare tutti i cadaveri del cimitero e portarli alle Grottacce. Potrebbe sembrare un atto irrispettoso, ma, ehi, essere morti è una noia spaventosa. Portateli a divertirsi un po’!

Stasera ore 21,30 presso le Grottacce di Villa Murri, non mancate!

Consiglio Comunale 29 luglio

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Mercoledì 29 luglio 2015 alle ore 17:30 si terrà il Consiglio Comunale di Porto Sant’Elpidio. I punti all’ordine del giorno sono 14. Si parlerà di ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare, si decideranno le aliquote IMU, TARI e TASI per l’anno 2015, si discuterà del regolamento del cimitero e dell’evento organizzato dalla commissione pari opportunità che ha destato tante polemiche nei giorni scorsi. Si parlerà infine della realizzazione di un ponte ciclo-pedonale tra Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche, e sempre nell’ottica della collaborazione tra i due comuni si discuterà di creare un tavolo congiunto per il monitoraggio delle acque nella zona del fiume Chienti.

I temi caldi saranno sicuramente quelli delle aliquote delle imposte comunali, ed un acceso dibattito si prospetta anche per la mozione presentata dal consigliere Balestrieri che chiede che l’evento organizzato dalla commissione pari opportunità dentro al cimitero comunale venga spostato altrove. Il Movimento 5 Stelle annuncia che chiederà di emendare il punto 7, proponendo una riduzione della TARI agli esercizi commerciali che non ospitano le cosiddette “macchinette”, al fine di scoraggiare il gioco d’azzardo.

Il Consiglio Comunale di Porto Sant’Elpidio aveva già ratificato pochi mesi fa l’adesione del nostro Comune al “Manifesto dei Sindaci contro il gioco d’azzardo”. Ora vedremo se oltre ai buoni intenti, la nostra amministrazione passerà ai fatti, premiando i bar che non offrono le slot machine.

 

ORDINE DEL GIORNO

 

  1. Comunicazioni del Sindaco e del Presidente;
  2. Verifica della qualità e quantità delle aree dia destinarsi a residenza. Attività produttive e terziarie ai sensi delle leggi 167/62, 865/71 e 457/78 da cedere in diritto di proprietà o diritto di superficie – anno 2015;
  3. Art. 58 D.L. giugno 2008 n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008 n. 133 – Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare 2015;
  4. Imposta unica comunale (IUC) modifica Regolamento;
  5. Imposta municipale propria (IMU) Determinazione aliquote anno 2015;
  6. Approvazione piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani;
  7. Approvazione delle tariffe TARI 2015;
  8. (IUC) Determinazione aliquote TASI  anno 2015;
  9. Addizionale comunale IRPEF: determinazione aliquota anno 2015;
  10. Approvazione dello schema di convenzione per la costituzione dell’Assemblea di ambito dell’AATO 4 MARCHE CENTRO SUD ( FERMANO E MACERATESE) ai sensi della L.R. 28 dicembre N.30;
  11. Regolamento comunale per i servizi di Polizia Mortuaria e del Cimitero – Norme per la regolarizzazione delle concessioni cimiteriali;
  12. Art. 54 del Regolamento sul funzionamento del C.C.: mozione inerente lo spostamento dell’evento del 31 luglio organizzato dalla Commissione Pari Opportunità presentata dal Capogruppo Consiliare di “Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale” Andrea Balestrieri;
  13. Ar. 54 del Regolamento sul funzionamento del C.C.: mozione inerente l’ideazione di un progetto condiviso tra il Comune di Porto S.Elpidio e Civitanova Marche per la realizzazione del collegamento tra la pista ciclabile del lungomare Piermanni e la pista ciclabile del comune di Porto S.Elpidio, presentata dal Movimento Cinque Stelle;
  14. Ar. 54 del Regolamento sul funzionamento del C.C.: mozione inerente un tavolo tecnico congiunto fra i Comuni di Porto S.Elpidio e Civitanova Marche in merito al controllo e monitoraggio della qualità delle acque nella zona del fiume  Chienti, presentata dal Movimento Cinque Stelle.

StemmaPSE

Il riuso incivile

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Per la serie “come rovinare una buona idea” oggi vi proponiamo la questione del “Centro del Riuso” di Porto Sant’Elpidio.

Qualche mese fa ricevemmo una segnalazione da parte di un nostro lettore che riguardava il centro del riuso. Il nostro amico svolgeva il servizio civile in una delle tante associazioni di volontariato che si occupano di aiutare le persone in difficoltà, e nell’ambito del suo lavoro ha consigliato molte volte, a chi gli chiedeva aiuto per reperire un mobile o un elettrodomestico, di rivolgersi al centro del riuso.

Questo centro è situato vicino al cimitero in via Garda 14, all’interno della sede della Protezione Civile, che ne ha la gestione. “Il centro del riuso nasce per rispondere in modo semplice e immediato all’esigenza di ridurre la produzione di rifiuti stimolando il riuso e il riciclaggio. Esso viene attrezzato per accogliere materiale usato il quale, anziché divenire inutile rifiuto, potrà tornare ad essere oggetto di interesse per altre persone”. Questa è la definizione presa dalle “Linee guida per l’organizzazione e la gestione del centro del riuso”, documento approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 199 del 02/12/2011.

È o non è una buona idea creare un luogo fisico dove portare mobili, elettrodomestici, vestiti ed altro, che altrimenti andrebbero in discarica, per metterli a disposizione di chi ne ha un qualsiasi bisogno? Come viene rovinata quindi questa buona idea? Dalla mala-gestione, è semplice.

Ci sono state riportate(dal nostro lettore sopracitato) le esperienze di alcune persone che pensando di poter usufruire di questo servizio in maniera gratuita, hanno invece dovuto pagare, trovando addirittura i prezzi sopra gli oggetti esposti(100 euro una tv, 70 un mobile da camera, 90 un materasso).

In occasione dell’inaugurazione, a giugno 2012, l’allora sindaco Andrenacci dichiarava: “non si deve pagare nulla. Chi vuole prende e si porta a casa quello che ritiene più utile gratuitamente. Se poi – rileva Andrenacci – vuole lasciare un’offerta, è gradita. Servirà per migliorare il servizio o per fare beneficenza, ma senza obbligo”.

L’art.3 delle linee guida per il funzionamento del centro del riuso, indica che si può consegnare un oggetto “a titolo di donazione al centro del riuso affinché, mediante la cessazione a terzi gratuita o con un’offerta libera, se ne possa prolungare il ciclo di vita”. L’art. 7 delle linee guida, al punto 10 recita: “Dall’attività del Centro non può derivare alcun lucro“, il punto 11 invece recita: “Il prelievo del bene è a titolo gratuito; è consentito accettare un contributo economico a titolo di offerta a favore del gestore”.

 

Qualche settimana fa, in maniera del tutto casuale siamo andati al centro del riuso ed abbiamo trovato una situazione simile a quella paventataci in anticipo dal nostro amico, e per certi versi anche peggiore. Su di alcuni oggetti erano attaccati dei post-it con un prezzo, e nel ritirare alcuni libri ci è stata chiesta in maniera molto esplicita un’offerta. Come se non bastasse abbiamo scoperto che ci sono persone che usano questo luogo come deposito materiali, infatti alla nostra richiesta di poter prendere una specie di tela(o quinta da teatro) ci è stato risposto che quel materiale era di una signora che lo teneva lì per poi usarlo d’estate. Vicino a queste tele c’era un mobile da giardino in legno, ma non potevamo prenderlo gratuitamente perché era di proprietà della persona responsabile del centro, che ci ha chiesto venti euro per portarcelo a casa.

La Protezione Civile quindi, a quanto abbiamo potuto appurare noi, ed in base alle esperienze di altre persone, vìola le linee guida fornite dall’Amministrazione Comunale. L’offerta, eventualmente si può accettare, non si può chiedere sfrontatamente. Se si porta un mobile in quel posto non lo si può vendere, per quello ci sono i vari mercatini dell’usato privati.

A noi le segnalazioni sono arrivate ad ottobre 2014, quindi è almeno da quel periodo che lì dentro funziona così. Avrà funzionato in questa maniera sin dall’apertura? Speriamo di no.

Questa situazione è esemplare di un modo d’amministrare dedito soltanto agli annunci ed alla facciata: si crea il progetto, si spendono soldi pubblici(73 mila euro per 3 centri in tutta la provincia), si va sul giornale per accaparrarsi simpatie ma non si bada alla buona gestione. Il Sindaco Franchellucci si è fregiato di questo progetto anche allo SMAU di Roma del 2014, una fiera dedicata alle nuove tecnologie, partecipando ad un workshop intitolato“La seconda vita degli oggetti. Recuperare è smart!”

“Siamo onorati – ha dichiarato il Sindaco Nazareno Franchellucci – di poter prendere parte ad un evento di caratura nazionale. Il nostro progetto è stato selezionato insieme ad un altro in tutta Italia e questo ci gratifica moltissimo perché rappresenta il giusto riconoscimento per l’impegno profuso e per l’importanza che esso ricopre. La nostra Amministrazione Comunale si è sempre contraddistinta per la cura e la salvaguardia dell’ambiente e la sensibilizzazione delle giovani generazioni su questi temi importanti dal punto di vista ecologico ed economico”. Magari, prima di andare a Roma e sentirsi onorato, il nostro Sindaco poteva farsi un giro e vedere come funzionava veramente il centro del riuso di Porto Sant’Elpidio.

L’ultima nota dolente di questa storia è il coinvolgimento della nostra Protezione Civile, che si è sempre dimostrata all’altezza di ogni compito fin ora svolto, ma che questa volta ha toppato alla grande nella gestione di un progetto che avrebbe potuto essere veramente il fiore all’occhiello di una città attenta all’ambiente e che guarda al futuro. Vogliamo credere che da parte dei responsabili è stato fatto tutto in buona fede, ma resta il fatto che così non va bene e che bisogna cambiare al più presto.

 

 

Franchellucci taxi driver

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Articolo del Corriere Adriatico on-line del 30/03/15

 

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il 31 marzo di quest’anno sui giornali locali è uscita una notizia che ha fatto ridere ed anche indignare molti cittadini. Il Sindaco Franchellucci dichiarava che non avrebbe messo a bando due nuove licenze taxi nel nostro comune perché “oltre l’ottanta per cento delle persone che si rivolgono all’unico taxi in circolazione sono le prostitute, allora ho ritenuto inopportuno mettere in moto altre due licenze”.

Pochi giorni dopo, con determinazione n°4 del 18/04/2015, il responsabile delle attività economiche del comune di Porto Sant’Elpidio indice un bando pubblico per l’assegnazione di tre autorizzazioni per l’attività di noleggio auto con conducente(NCC).

Le NCC, sostanzialmente, non sono altro che taxi senza la scritta “taxi” sopra il tetto.

Ora, se andiamo a rileggere la motivazione con cui Franchellucci si è pubblicamente giustificato per il fatto di non voler rilasciare due nuove licenze taxi, viene veramente da ridere(e tralasciamo pure il bigottismo che sottende tale dichiarazione). Se i taxi, secondo la sua visione, favorirebbero le prostitute, o comunque le renderebbero la vita più facile, le auto NCC sono pure peggio. Le NCC sono più appetibili per le prostitute in quanto più discrete, e con la possibilità di concordare il prezzo. Se fosse stato coerente con se stesso non avrebbe fatto partire il bando per tre NCC.

A questo punto ci chiediamo, che senso ha fare una dichiarazione così ridicola per giustificare il fatto di non dare nuove licenze taxi, e poi fare in sostanza l’esatto contrario venti giorni dopo? Qual è la logica di questo comportamento? Che modo di amministrare è questo?

Oltretutto Franchellucci non ci ha detto come ha fatto a scoprire che l’ottanta per cento dei clienti dell’unico taxi in circolazione sono prostitute. Si può però facilmente ipotizzare che l’abbia chiesto proprio alla persona interessata, in quanto l’unico titolare di licenza taxi a Porto Sant’Elpidio abita nello stesso palazzo della famiglia del Sindaco.

Non vorremmo che questa apparente schizofrenia sia in realtà una malcelata scelta di mantenere al meglio i rapporti di buon vicinato.

 

Il bando per tre nuove licenze NCC:

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