Abbattute 8 palme storiche, la cittadinanza insorge

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Qualche giorno fa i residenti di Via Mameli hanno assistito impotenti al massacro di 8 palme secolari adiacenti alla ferrovia. L’episodio ha generato scalpore non solo tra la cittadinanza ma anche tra le fila della maggioranza, puntando il dito contro il primo cittadino Nazareno Franchellucci e l’esecutore, il dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici Ing. Stefano Stefoni.

“A volte per tutelare la sicurezza pubblica e la conservazione di altri esemplari arborei simili siamo costretti a prendere delle decisioni difficili ma indispensabili – afferma Franchellucci – perché come amministratori siamo i primi responsabili dalla sicurezza dei nostri concittadini e del mantenimento complessivo del patrimonio Comunale”. Sono diversi anni che le Ferrovie dello Stato premono sui comuni della costa per risolvere il problema delle piantumazioni a ridosso del tracciato ferroviario; ed anche il parassita ‘punteruolo rosso’ ha messo del suo, intaccando 3 delle 8 palme divelte. La legge parla chiaro: gli alberi con altezza fino ai 4 metri debbono stare ad una distanza di 6 dalla ferrovia, per quelli che superano tale altezza bisogna calcolare la distanza della stessa più altri 2 metri. La posizione delle essenze arboree violavano tale indicazione.

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Eppure altri comuni, vedi San Benedetto, hanno risolto tale problematica coinvolgendo la cittadinanza e cercando soluzioni alternative per evitare l’abbattimento o il costo più oneroso del trasferimento delle essenze. Chiamando a raccolta cittadini e privati che avrebbero potuto decidere cosa farne delle 5 palme sane. È il metodo che ha destato lo sconcerto e l’indignazione, non le motivazioni del caso. Silenziosità e velocità di esecuzione che ricordano la “scomparsa” dell’ex municipio cittadino.

“Quale messaggio questi adulti danno alle future generazioni adottando tali misure, a nostro avviso, così discordanti e diseducative? – afferma il circolo di Legambiente – il rischio è che il valore formativo delle iniziative “ecologiche” intraprese venga vanificato e che queste restino solo una operazione di immagine, di facciata, che svilisce e delude”. Riferendosi alla ‘Giornata Ecologica’ del 30 marzo. Rincara la dose la maestra Angela Serafini, da sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio cittadino. “Cambiano i sindaci, ma il modo arrogante e irriverente di agire è lo stesso – e continua – un’amministrazione seria, amante della città, avrebbe dovuto avvisare per tempo i cittadini, cercare soluzioni per mettere in sicurezza le piante, evitando pericoli per la sicurezza ferroviaria: e si poteva fare!”.

Scintille anche in maggioranza. Il presidente Vitaliano Romitelli e il consigliere Sergio Ciarrocca, avvertiti dalla cittadinanza, si sono immediatamente mobilitati per fermare l’inevitabile. Segno che solo un numero ristretto fosse a conoscenza dell’operazione. Finanche le risposte date dall’assessore ai Lavori Pubblici Peppino Buono sulle essenze che andranno a sostituire le precedenti, destano non pochi interrogativi. “Arriveranno in autunno ma sulla tipologia valuteremo in seguito, per ora abbiamo effettuato gli interventi più urgenti”. Il timore è che l’azione non sia stata pianificata affatto.

2 thoughts on “Abbattute 8 palme storiche, la cittadinanza insorge

  1. Non facciamo paragoni col vecchio comune,che ha fatto la fine che diveva fare e che dovrebbe fare anche quel rudere del cinema vecchio e quello scempio del mercato coperto. Le piante sono un’altra cosa

    • d’accordo sul mercato coperto..x carità..mla il teatro proprio no..anzi..lo vedo come fulcro della nuova piazza..ripristinato e portato alla sua conformazione originale diverrebbe il nuovo fiore all’occhiello del paese..pensaci, anche se adesso è dura immaginarselo (ma x quello ci sono le foto storiche..ne hai mai vista una?) in quanto coperto da altri obrobri cementizi…

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