La gita a Roma

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un pulmino parte dal Comune e percorre la A24 in direzione Roma. Ma non è la classica gita scolastica(anche se ne ha il sapore). È un’uscita per la presentazione del programma del Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio, nella sala stampa della Camera dei Deputati.

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Appena vista la foto celebrativa con i protagonisti tutti in tiro e sorridenti ci siamo chiesti: ma che senso ha? Che senso ha fare la conferenza stampa di presentazione del programma teatrale della città di Porto Sant’Elpidio a Roma, alla Camera dei Deputati? Forse si punta al pubblico romano? O alla cerchia dei parlamentari? Chi lo sa…

Un teatro(o per meglio dire, un auditorium acchittato) costruito ai bordi di un quartiere residenziale, con 400 posti a sedere e 40 posti auto, che ha succhiato dal centro uno degli spazi caratterizzanti la piazza del paese, soltanto per il personale tornaconto in termini di immagine e di voti dell’apparato piddino locale.

La storia del “delle Api” infatti è rappresentativa del modo d’agire autoreferenziale e personalistico che hanno i nostri amministratori. Invece di acquisire il cineteatro moderno “Beniamino Gigli” il nostro padrino politico l’ha lasciato comprare ad un costruttore amico col quale si è accordato per la “valorizzazione” della piazza. Cioè, radiamo al suolo tutto e ricostruiamo con l’aggiunta di un po’ d’appartamenti che non fanno mai male. Il piano diabolico per fortuna o purtroppo non è andato a buon fine, lasciando la nostra piazza nelle condizioni che vediamo. Quindi invece che puntare su ciò che già esisteva, un teatro storico nel mezzo della piazza centrale della città, si è preferito ingaggiare un percorso di speculazione edilizia e di spostare il teatro in un quartiere periferico, lontano da tutto e da tutti. L’impressione è che Petrini abbia voluto costruirsi il suo personale teatrino da dare in gestione all’amico famoso che porta a Pse i propri amici della televisione a prezzi altrettanto amichevoli, e così sono tutti contenti.

Ecco allora che la conferenza stampa di presentazione del nostro(o loro) teatro che si celebra a Roma acquista senso. Il direttore, il nostro illustre concittadino Neri Marcorè, vive e lavora a Roma. Il nostro illustre concittadino Paolo Petrini lavora a Roma. Perché far spostare le persone importanti?

Così il legame tra il direttore del teatro e il Partito Democratico si rafforza. Ricorderanno tutti che prima delle elezioni amministrative del 2008 Marcorè sentenziò senza nessuna remora: “se non vince Andrenacci, non farò più il direttore del teatro”. Questo ci fa capire che non fa il direttore per il bene e l’interesse della nostra città, ma per piacere personale al politico potente. Siamo sicuri che sia positivo per la nostra città avere un direttore che lavora a queste condizioni?

La gita a Roma si sa, è un must di tutte le scuole italiane. Ed anche il nostro Sindaco non poteva fare a meno di visitare il luogo in cui il suo padre putativo è arrivato a sedere dopo anni di mala gestione della cosa pubblica. Speriamo che nonostante tutti questi anni di scuola petriniana il nostro Nazareno non segua le orme del suo mentore. Altrimenti per i prossimi anni ci ritroviamo un’altra cattedrale nel deserto, un altro fallimento su piazza Garibaldi, un altra strada inutile sul lungomare, un altro lungomare costosissimo e di qualità pessima con marciapiede perennemente rotto, un altra mancata risoluzione della questione Fim, un altro intervento a difesa della costa che aumenta l’erosione costiera, un altro ampliamento della zona industriale in momento di crisi, un altro progetto di depauperamento del territorio mascherato da opera di interesse pubblico, etc, etc.

Se sceglierà di seguire le orme di Petrini, con un po’ di fortuna e di aiuto ma senza la stessa disponibilità economica, tra qualche anno potrà sedersi sullo scranno che è andato a visitare l’altro giorno. Ma a noi cosa resterà? Se i nostri sindaci continuano a pensare soltanto alla loro carriera personale utilizzando la cosa pubblica per aumentare il loro potere, a noi cittadini cosa resterà in mano? Molto probabilmente una città ancora più disastrata di com’è oggi, e con le migliori risorse in mano ai privati collusi col potere politico.

Nel frattempo ci tocca sperare che Petrini diventi governatore, magari è la volta buona che fa qualcosa per il nostro paesello.

Pineta Nord, l’8 settembre al via i lavori

Stanziati 80 mila euro dalla Regione Marche per i danni della nevicata 2012; l’operazione prevede potatura e nuove piantumazioni: lecci, larici, frassini, pini domestici, tamerici e querce. L’ultimo intervento risale al 2009

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Le prossime generazioni cammineranno in una pineta diversa da quella che conosciamo. Questo quanto affermato dal dott. Giulio Ciccalè, funzionario della regione, durante l’assemblea pubblica per la presentazione del progetto di riqualificazione della Pineta Nord, tenutasi lo scorso lunedì nei locali della Croce Verde; i lavori, diretti dal dott. Marco Cardinali, ideatore del progetto che ha intercettato il finanziamento regionale, inizieranno l’8 settembre.

L’intervento si dividerà in due fasi: rimozione dei ceppi tagliati e potatura di circa 70 pini, piantumazione, ad aree circoscritte, di essenze arboree di varie tipologie. “Lavoreremo a zone, sarà quindi sempre possibile accedere alla spiaggia e alle altri parte della pineta – afferma Cardinali – dopo la nevicata del 2012, purtroppo, data l’urgenza e il pericolo, molte piante sono state tagliate a moncone, lasciando grandi aree scoperte nella parte sud”. Verrà eseguito un primo intervento sulla fascia periferica, con la piantumazione di una settantina di tamerici e una trentina di lecci. Fondamentale, infatti, la copertura dai venti di tramontana che “hanno scavato grandemente i pini di Aleppo piantati nei primi del 900’ – ricorda il dott. Ciccalè, che snocciola le cause dell’attuale degrado – il terreno è pessimo, sia per la composizione argillosa, sia per il fatto di essere asfittico (ndr. dovuto alla mancanza di ossigeno derivante dal calpestio); il pino di Aleppo, noto per la sua resistenza a zone salmastre, ha una durata, in questo particolare microclima, di 60-70 anni; la mancata manutenzione e interventi di sfoltimento nel corso degli anni”.

Nel 1966 venne fatto un intervento di rinfoltimento, ma la posizione, la lunghezza, i pochi interventi e il maltempo, hanno degradato i pini a dal punto che, secondo Cardinali, sarà necessario abbattere 50 piante, segnalate come pericolose e a rischio rottura. L’ultimo intervento risale al 2009: circa 40 mila euro spesi per la potatura. Per i tecnici sarà fondamentale riparare la rete metallica frangivento e ridimensionare alcune uscite a mare, che creano dei corridoi di vento pericolosi per gli alberi. La pineta nord che conosciamo, se l’intervento andrà in porto, non sarà la stessa. Larici, lecci, querce, frassini, tamerici e pini domestici verranno piantumati nelle zone scoperte; cercando, così, di ricreare quella macchia mediterranea che potrà attrarre anche una diversa tipologia di fauna.

Certo, gli ottantamila euro stanziati dalla Regione Marche, difficilmente, basteranno per vedere il progetto portato a compimento. Infatti, già lo scorso anno, l’Amministrazione aveva inserito nel bilancio, una previsione di spesa di due tranche da 100 mila euro per il biennio 2015/2016. Questi soldi ci sono o devono essere ancora raccolti? Non vorremo dover ascoltare, tra altri 20-30, qualcuno dire: “Se si fossero fatti degli interventi di manutenzione…”. Inoltre, un’altra riflessione sorge spontanea dai membri del circolo del circolo cittadino di Legambiente: si può riqualificare la pineta (marina) senza parlare dei restanti sei km e mezzo di litorale?

Illuminazione Lungomare Nord, Franchellucci: “100 mila euro investimento sul futuro”

Sono 42 i lampioni led a basso consumo energetico. Lavori fatti in economia; sui ritardi si l’ass. ai lavori pubblici Buono: “problematiche dovute al maltempo” . E aggiunge Stefoni: “la vecchia illuminazione andava comunque cambiata perché non più a norma”.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – E luce fu. Finalmente il lungomare nord riacquista la sua visibilità notturna terminati i lavori per la nuova illuminazione a basso consumo. 42 lampioni a led che vanno dal Fosso dell’Albero alla Pineta Nord.

Il progetto ha avuto una lenta gestazione, sarebbe dovuto iniziare prima della stagione estiva ma si è concluso soltanto il 18 luglio. “Il maltempo ha rallentato i lavori ma ora funziona tutto alla perfezione – assicura Buono – la precedente amministrazione ha speso molto tempo per scegliere la tipologia di lampione, noi abbiamo scelto di fare”. Altro ritardo precisa il dirigente dell’ufficio lavori pubblici Stefoni “riguarda la legge regionale 10 del 2001, che rendeva la vecchia illuminazione non a norma”.

Lavori fatti in economia; la campionatura e i lavori preliminari sono stati eseguiti prima della stagione estiva e con gli operai del comune. “Gli obiettivi erano di illuminare la passeggiata, la pista ciclabile e parte del verde. Per questo è stato scelto un palo a doppia luce”. Il progetto si è sviluppato sulle infrastrutture esistenti, mentre il posizionamento dei lampioni è stato eseguito dalla Mariani di Macerata: vincitrice dell’appalto da 65 mila euro. “I 100 mila euro che la precedente Amministrazione aveva destinato per l’opera – precisa Franchellucci – sono stati spesi anche per i materiali e aspettiamo il consuntivo per eventuali risparmi”. Soldi dovevano essere spesi in fretta per il progetto “altrimenti sarebbero finiti sarebbero dovuti essere disimpegnati”. Una complicazione riscontrata dalla soprintendenza di Ancona oltre all’approvazione dell’impatto ambientale sullo skyline. “Anche se i lavori sono finiti nel mese di luglio – conclude Franchellucci – abbiamo lasciato un’infrastruttura che durerà nel tempo”.

Un anno di Amministrazione Franchellucci

Messa in sicurezza di piazza Garibaldi, difesa costiera, convenzione verde con i quartieri, regolamento ecofeste, sostegno alle famiglie, convenzione con asili nido privati, rilancio del Teatro delle Api e l’aumento degli arrivi in città per le molte iniziative turistiche. Grande assente, giustificata, l’ex Fim e l’agognata bonifica. “L’iter amministrativo sta procedendo e l’accordo di programma è fissato per il 23 giugno – afferma Franchellucci – quando si concretizzerà potremo citarlo tra le promesse mantenute”.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – È passato un anno dal suo insediamento e Nazareno Franchellucci traccia il primo bilancio di governo. “Sono soddisfatto della mia squadra, questo gruppo compatto che sta lavorando molto e speditamente – dichiara il sindaco, circondato dai suoi assessori – conclusa l’esperienza con la lista ‘Patti Chiari’, ho nell’ingegner Buono un valido collaboratore”. Prima della lista non poteva che essere piazza Garibaldi. “Abbiamo messo in sicurezza nei primi cento giorni l’area in cui sorgeva l’ex municipio ed è partito il progetto #tantavogliadipiazza con cui speriamo di poter dare ai cittadini quella piazza che tutti vogliamo”. Un progetto che necessita anche delle risorse previste dalla vendita del lotto in Via Mameli, di difficile collocazione, reso ora appetibile grazie ad una variante che permetterà la costruzione di garage interrati.

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Difesa della costa, tema caldo e scivoloso, da una parte l’impegno per contenere i danni e progettare un nuovo piano. “Abbiamo stanziato 70 mila euro per i nuovi studi sull’erosione e 120 mila per il ripascimento delle aree più colpite”. Dall’altra però il peso delle scelte fatte negli anni addietro dalla medesima compagine governativa: sindaco Mario Andrenacci; gli studi portati avanti potrebbero dimostrare che l’aumento vertiginoso di erosione sia dovuto anche dai due pennelli non previsti dal piano regionale.

Non sono mancate in quest’ultimo anno le iniziative ‘verdi’. Dall’istallazione di cinque impianti di solare termico sugli edifici scolastici, al regolamento ‘ecofeste’ che consentirà di diminuire i rifiuti non riciclabili. E poi “quello che consideriamo un successo, tanto che gli altri comuni ci stanno osservando per apprendere”, la convezione con le associazioni di quartiere e i centri sociali per il taglio del verde; un’iniziativa che peserà un 50% in meno per le casse della città. Senza dimenticare l’ampliamento del Parco San Filippo e la riqualificazione della Pineta nord: per entrambi l’inizio dei lavori è fissato in settembre.

La collaborazione  con i privati per gli asili nido, approvata due giorni fa in Consiglio comunale; un taglio “necessario con cui abbiamo aumentato 20 posti rispetto al 2013 senza aumentare le tariffe e mantenendo un servizio di qualità”. Mentre la molte iniziative turistiche, dal primo maggio alla Tirreno-Adriatica, hanno portato un flusso del 10% in più dell’anno precedente. “Dimostrazione che la nostra è anche una città turistica con un’offerta a 360°”. Infatti, anche l’offerta culturale non ha disatteso le aspettative, con 1300 presenze in più in una stagione che ha visto vari big dello spettacolo calcare il palco del Teatro delle Api. “Ci tengo a sottolineare in particolare la prima edizione di ‘Libri in Festa’ che ha portato le scolaresche ad affacciarsi maggiormente alla lettura”.

L’istallazione di telecamere nei punti nevralgici della città , “purtroppo abbiamo un problema inerente alla criminalità – continua il sindaco – e in maniera particolare con la prostituzione”; oltre a quelle istallate verranno riattivate le postazioni nel quartiere Fonte di Mare. Il ruolo chiave Franchellucci lo attribuisce al nuovo prefetto Pagliuca; è grazie a quest’ultimo “se in questi mesi vi sono state maggiori forze dell’ordine”. Senza dimenticare l’importanza del supporto dato dalla polizia municipale, che in questi giorni ha infoltito l’organico di 3 stagionali : rimarranno in servizio fino al mese di ottobre .

In conclusione c’è stato l’appello del presidente del consiglio comunale Vitaliano Romitelli, ad una maggiore unità di tutte le forze politiche affinché lavorino unite per il bene della città.

‘Tantavogliadipiazza’, a luglio il progetto di piazza Garibaldi

Valorizzazione degli spazi esistenti, commercio diffuso e spazi di aggregazione, sostenibilità economica e tempi rapidi:  abbandonato il residenziale. “Dopo l’ok di massima della Soprintendenza partiremo con la presentazione del progetto di piazza – annuncia Franchellucci – poi fino al mese di settembre ci saranno incontri con la cittadinanza per raccogliere le idee sullo stesso”. Prevista per il mese di ottobre la variante al piano di recupero necessaria per l’intervento.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – #tantavogliadipiazza, lanciato dal sindaco l’hashtag per il progetto di piazza Garibaldi che verrà presentato alla cittadinanza nel mese di luglio. Via il residenziale in una visione di spazi pubblici e commerciale con una viabilità alternativa. Il progetto dovrebbe basarsi sulla nuova viabilità di raccordo tra Via Indipendenza e Via Roma, fuoriuscito dall’accordo tra la proprietà del Cine-teatro Beniamino Gigli e l’Amministrazione comunale. Quest’ultimo prevede infatti la ristrutturazione dell’immobile da parte del privato, comprendente un collegamento coperto con lo storico mercato che sarà abbattuto e ricostruito in loco con una previsione di commerciale al dettaglio e centro polifunzionale. Stessa sorte, sembra, toccherà all’ex cinema, con una previsione di commerciale e spazi pubblici. Previsto anche lo stop definitivo delle permute per gli immobili commerciali e residenziale esistenti, con un’apertura delle trattative non vincolanti per ristrutturazione/demolizione e ricostruzione degli stessi.

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La visione di un corso unico che colleghi le vie del Borgo Marinaro con piazza Garibaldi per costruire un unico spazio sembra prendere forma in queste linee guida. Pedonalizzazione e nuovo arredo di Via Cesare Battisti e Principe Umberto, con chiusura del traffico concordata con i commercianti nel weekend; finanche la pedonalizzazione del fosso di Via Piave nel tratto che va dalla ss16 al mercato coperto, e un sistema di parcheggi nella parte ovest della piazza: l’attuale posizione dei posti macchina davanti la pizzeria Walter.  Potenziamento del sottopasso di Viale della Vittoria, senza precludere in futuro “una sua completa pedonalizzazione nel momento in cui si riuscissero a reperire le risorse necessarie per realizzare un nuovo sottopasso lungo Via Indipendenza e Via Roma o a sud di Via Piave”.

“Non vogliamo nuovi edifici sul sedime dell’ex comune” afferma il primo cittadino che però lascia uno spiraglio per il commerciale “qualora richiesto o raccomandato da parte degli organi sovra comunali”. L’ipotesi è quella di un piano terra/ quinta commerciale ampliata in pianta con un sistema di logge lato ovest.

Dirigenti come cda Farmacie, perché no?

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Bella mossa quella del sindaco Franchellucci, che ha diminuito di due terzi il gettone di presenza per i membri del cda delle Farmacie Comunali(2 più il presidente), e ha legato una parte dello stipendio del presidente ai risultati raggiunti dalla società.

Riconosciamo il merito al sindaco quando fa delle scelte azzeccate, e questa è una di quelle. Si vede che quando può agire in autonomia, slegato dalla pesantezza degli accordi presi dalle amministrazioni precedenti, Franchellucci si distingue per la bontà delle sue politiche.

Ricordiamo per esempio quando qualche mese fa in consiglio comunale, aveva esternato l’intenzione di rideterminare il contratto con l’Ecoelpidiense, per migliorare il servizio(e far risparmiare il comune) tramite la creazione di isole ecologiche nelle quali dapprima i commercianti(che hanno esigenze diverse dalle famiglie) potessero riversare i propri rifiuti, evitando le situazioni spiacevoli che si creano ogni tanto con la raccolta porta a porta. Attendiamo fiduciosi gli sviluppi di quest’idea.

Buone idee quindi, quelle partorite dalla mente del sindaco. Risparmio, razionalizzazione delle spese, stipendio legato ai risultati. Ottimi criteri, applicati in modo ineccepibile.

Ora che il sindaco ha incassato le lodi di molti, ora che ha visto come ci si sente bene quando si fanno delle scelte positive, ora che ha rodato questo modo d’agire con la società Farmacie Comunali spa, attendiamo di tessere future lodi per quando applicherà i sopracitati criteri anche agli stipendi dei dirigenti comunali.

Infatti, al di là del ritorno mediatico di questa politica, il risparmio generato sarebbe intorno ai diecimila euro all’anno secondo i nostri calcoli. Andando ad agire sull’indennità di posizione dei dirigenti(portandola al minimo di legge, 11mila euro all’anno) si risparmierebbero circa 50mila euro all’anno. Stessa politica, ma con più sostanza.

Avremmo potuto commentare dicendo che diecimila euro non risolvono i problemi della città, ma questo lo lasciamo fare a qualche consigliere comunale; non ci spingiamo fino a suggerire al presidente del consiglio Renzi di prendere esempio da noi, questo lo lasciamo fare ai giornalisti in carriera. Diciamo solo: bravo Nazareno, ti sei allenato con le Farmacie, ora tocca ai dirigenti comunali.

Consiglio straziante e politica latitante

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un consiglio lunghissimo con discussioni estremamente prolisse. Poca trasparenza e poca partecipazione, si rafforzano le critiche al modo di agire dell’amministrazione comunale, che in consiglio incassa gli attacchi dell’opposizione senza scomporsi troppo.

Errare è umano, perseverare è diabolico. Effettivamente è stato un po’ diabolico il consiglio comunale appena celebratosi. Per la seconda volta in pochi mesi infatti, la conferenza dei capigruppo è caduta nell’errore di convocare un consiglio con 15 punti all’ordine del giorno. Nel primo caso a rimetterci fu la coalizione di Putzu che ricevette un discreto scossone per non aver battuto il ferro sulla riapertura di piazza al traffico, mentre in questo caso è stato il presidente Romitelli a chiedere la sospensione, perché in effetti a quell’ora della notte, dopo circa sei ore di consiglio, la concentrazione e le energie necessarie a trattare alcuni punti rimasti non erano assolutamente sufficienti.

Su alcuni temi caldi si è scatenata la discussione, come ad esempio sull’abbattimento delle palme in via Mameli. Il coro dei consiglieri d’opposizione era quello della condanna al modus operandi adottato dall’amministrazione, che su alcune tematiche non coinvolge affatto le forze politiche né il resto della popolazione. Il mantra che risuonava dalla maggioranza e dall’assessore ai lavori pubblici Buono era quello dell’inevitabilità e della natura “tecnica” di questa decisione. “Questo è un atto tecnico che andava fatto”, sentenzia l’assessore. Conferma l’ineluttabilità della decisione il consigliere Stacchietti dichiarando “io non convoco la commissione per pura volontà informativa, in commissione non potevamo cambiare una virgola di quello che ha deciso Stefoni”.

Una decisione tecnica quindi, che i rappresentanti politici non avrebbero potuto stoppare. Peccato che a smentire questa tesi sia proprio il dirigente Stefoni quando dice che dopo aver tagliato le palme nella parte nord di via Mameli, “non abbiamo tagliato le altre piante(quelle dietro piazza Garibaldi) perché l’assessore Buono, Romitelli e Ciarrocca si sono messi di traverso”. Infatti gli abitanti di via Mameli hanno chiamato incavolati neri i loro referenti nell’amministrazione(Romitelli e Ciarrocca), i due intervenuti insieme all’assessore Buono hanno fermato il taglio delle altre palme nella parte sud della via. Se il dirigente quella mattina è uscito con l’intenzione di tagliare tutte le palme perché le riteneva pericolose allora le avrebbe dovute tagliare tutte, ma ne ha lasciate alcune perché i tre di cui sopra si sono opposti fermamente. Questo significa che la scelta “tecnica” che ha evocato l’assessore in consiglio in realtà non era inevitabile.

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Di questa storia si sapeva che c’era una serie di lettere mandate dalle Ferrovie e dalla Prefettura che intimavano il comune di tagliare le palme vicino la ferrovia, perché violavano le distanze prescritte dalla legge. Nel momento in cui il dirigente ritiene che è arrivata l’ora di passare all’azione dopo tanti anni di carteggi, il sindaco e i suoi collaboratori avrebbero dovuto condividere questa scelta almeno con il resto della maggioranza e con le altre forze politiche. Perché così facendo avrebbero potuto trovare soluzioni alternative o in caso contrario non sarebbero finiti nell’occhio del ciclone delle proteste dei cittadini del centro.

Ciò che emerge palesemente da questo episodio è la completa mancanza del lavoro della politica. Quando un assessore si maschera dietro alla tecnicità di una scelta e quindi della sua inesorabilità abdica al suo ruolo di rappresentante politico della cittadinanza. Il ruolo dell’assessore o del consigliere comunale di riferimento è quello di fare da cuscinetto, da filtro tra la cittadinanza e i dirigenti comunali.

Proprio per questa ragione l’osservazione del consigliere Farina, nel far notare che è incoerente organizzare la giornata ecologica insieme a Legambiente e due giorni dopo tagliare nove palme storiche senza proferir parola a nessuno, non è affatto inappropriata, anzi calza proprio a pennello. Dare spiegazioni postume non è degno di un’amministrazione comunale che vuole apparire come partecipativa e trasparente, e a dispetto di ciò che sostiene l’assessore Pasquali, le ragioni del taglio e l’eventuale futura piantumazione di altri alberi più idonei sono arrivate dopo il fatto, non prima. La paura che hanno in molti è che questo taglio sia propedeutico alla realizzazione del piano di riqualificazione urbanistica di piazza Garibaldi nel quale è prevista la realizzazione di una doppia corsia in via Mameli e dei parcheggi a spina di pesce sul lato ferrovia. Sorprendentemente l’assessore Buono ha negato che ciò succederà, staremo a vedere.

Amplia il discorso il consigliere Fioschini nel suo intervento, “non vorrei che questa situazione di non trasparenza si sommi ad altre situazioni di non trasparenza come sulla fidejussione per la bonifica della Fim ecc, e la popolazione perda la fiducia in voi”.

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Non è da sottovalutare ciò che sostiene Fioschini, perché di trasparente nella storia della Fim c’è ben poco. Da quello che era emerso nella riunione della IV commissione consiliare del luglio 2013, i lavori di bonifica sarebbero dovuti riprendere a gennaio 2014, invece il sindaco rispondendo all’interrogazione del consigliere Farina ci ha fatto sapere che probabilmente riprenderanno a settembre 2014. Un ritardo di nove mesi che si somma al ritardo di cinque anni precedentemente accumulato. Ciò che risulta più nebuloso di tutto è il perché il comune, nel momento in cui la proprietà non rinnovava la polizza in tempo utile, non abbia incassato i soldi che la banca aveva messo a garanzia del buon esito della bonifica. Su questo tema ci saremmo aspettati una mozione o una interrogazione da parte del Movimento 5 Stelle, visto che sono stati proprio loro a portare all’attenzione di tutti questa anomalia con una conferenza stampa di qualche settimana fa.

La mancanza di azione politica da parte dell’amministrazione è stata evidente. Questa mancanza si ripercuote negativamente anche nel consiglio comunale, che è diventato la valvola di sfogo dei consiglieri e un luogo di supplizio per la giunta, in testa a tutti il Sindaco, che assume un atteggiamento di insofferenza rispetto alla discussione consiliare tanto da concentrarsi soltanto sul suo tablet nascosto sotto la scrivania. Ci auguriamo che i prossimi consigli siano più umani sotto tutti i punti di vista.

Imprenditori donano un bus per la ‘Cittadella del Sole’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Inaugurato giovedì scorso il bus che 45 imprenditori hanno donato alla ‘Cittadella del Sole’. Il progetto denominato ‘Mobilità Garantita’, a cui già molti comuni hanno aderito,  permetterà  di avere ai ragazzi e ospiti del centro di spostarsi sul territorio in modo gratuito.

“Questo mezzo rappresenta per noi la possibilità di poterci muovere autonomamente – spiega la coordinatrice Stefania Santarelli – per noi è una possibilità di integrarci con il territorio e portare avanti i nostri progetti: come ad esempio il ‘Museo Torre dell’Orologio’; un grazie va a tutti colore che hanno contribuito a questo importante servizio”. Il centro è gestito dalla cooperativa ‘Nuova Ricerca Agenzia Res’ ed ospita persone affette da disabilità: offre molti servizi e laboratori.

I due rappresentanti della PMG Italia SpA, la società che fornisce il mezzo ai comuni per servizi con finalità sociale, hanno sottolineato la generosità dimostrata dagli imprenditori elpidiensi e la lungimiranza dell’Amministrazione comunale. “Non è così scontato che questo servizio sia reso disponibile in una comunità” afferma Diego Carpetti.

Visibilmente soddisfatto anche il sindaco Nazareno Franchellucci. “Questa è la dimostrazione che i nostri imprenditori non rispondono soltanto nelle feste o grandi eventi. Questa mattina ho avuto una riunione d’ambito per affrontare le problematiche del sociale e ne sono uscito amareggiato. In una situazione di difficoltà economica come quella che stiamo vivendo è sempre più difficile mantenere i servizi ordinari. Per la nostra comunità questa è una boccata d’ossigeno”.

Abbattute 8 palme storiche, la cittadinanza insorge

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Qualche giorno fa i residenti di Via Mameli hanno assistito impotenti al massacro di 8 palme secolari adiacenti alla ferrovia. L’episodio ha generato scalpore non solo tra la cittadinanza ma anche tra le fila della maggioranza, puntando il dito contro il primo cittadino Nazareno Franchellucci e l’esecutore, il dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici Ing. Stefano Stefoni.

“A volte per tutelare la sicurezza pubblica e la conservazione di altri esemplari arborei simili siamo costretti a prendere delle decisioni difficili ma indispensabili – afferma Franchellucci – perché come amministratori siamo i primi responsabili dalla sicurezza dei nostri concittadini e del mantenimento complessivo del patrimonio Comunale”. Sono diversi anni che le Ferrovie dello Stato premono sui comuni della costa per risolvere il problema delle piantumazioni a ridosso del tracciato ferroviario; ed anche il parassita ‘punteruolo rosso’ ha messo del suo, intaccando 3 delle 8 palme divelte. La legge parla chiaro: gli alberi con altezza fino ai 4 metri debbono stare ad una distanza di 6 dalla ferrovia, per quelli che superano tale altezza bisogna calcolare la distanza della stessa più altri 2 metri. La posizione delle essenze arboree violavano tale indicazione.

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Eppure altri comuni, vedi San Benedetto, hanno risolto tale problematica coinvolgendo la cittadinanza e cercando soluzioni alternative per evitare l’abbattimento o il costo più oneroso del trasferimento delle essenze. Chiamando a raccolta cittadini e privati che avrebbero potuto decidere cosa farne delle 5 palme sane. È il metodo che ha destato lo sconcerto e l’indignazione, non le motivazioni del caso. Silenziosità e velocità di esecuzione che ricordano la “scomparsa” dell’ex municipio cittadino.

“Quale messaggio questi adulti danno alle future generazioni adottando tali misure, a nostro avviso, così discordanti e diseducative? – afferma il circolo di Legambiente – il rischio è che il valore formativo delle iniziative “ecologiche” intraprese venga vanificato e che queste restino solo una operazione di immagine, di facciata, che svilisce e delude”. Riferendosi alla ‘Giornata Ecologica’ del 30 marzo. Rincara la dose la maestra Angela Serafini, da sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio cittadino. “Cambiano i sindaci, ma il modo arrogante e irriverente di agire è lo stesso – e continua – un’amministrazione seria, amante della città, avrebbe dovuto avvisare per tempo i cittadini, cercare soluzioni per mettere in sicurezza le piante, evitando pericoli per la sicurezza ferroviaria: e si poteva fare!”.

Scintille anche in maggioranza. Il presidente Vitaliano Romitelli e il consigliere Sergio Ciarrocca, avvertiti dalla cittadinanza, si sono immediatamente mobilitati per fermare l’inevitabile. Segno che solo un numero ristretto fosse a conoscenza dell’operazione. Finanche le risposte date dall’assessore ai Lavori Pubblici Peppino Buono sulle essenze che andranno a sostituire le precedenti, destano non pochi interrogativi. “Arriveranno in autunno ma sulla tipologia valuteremo in seguito, per ora abbiamo effettuato gli interventi più urgenti”. Il timore è che l’azione non sia stata pianificata affatto.

Difesa della costa, la Regione incontra i balneari ma sul piatto poche risorse

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO –Propositi promettenti ma poche risorse. L’assessore regionale Paola Giorgi è chiara. “Abbiamo stanziato 78 mila euro per Porto Sant’Elpidio nell’immediato e stiamo lavorando su più fronti ma la Regione Marche da sola non dispone delle risorse necessarie”. Le strade percorse sono due: una nel medio e una nel lungo periodo, ma i balneari dovranno mettersi le mani in tasca.

Per completare il progetto di difesa costiera la Regione Marche deve trovare 100 milioni di euro, una cifra non irrisoria in un periodo di ristrettezze economiche e con un fondo regionale di 1,6 milioni già esaurito per far fronte alle richieste immediate di 22 paesi. Da qui derivano i 78 mila euro a fronte di una richiesta fatta dal Comune di 300 mila. “Posso comprendere che abbiamo avuto anche qualcosa in più rispetto alle altre città simili alla nostra ma questi soldi non bastano – afferma il sindaco Nazareno Franchellucci – siamo disposti ad investire 200 mila euro per il ripascimento e ad accendere nuovi mutui ma la Regione deve venirci incontro”.

Da Roma potrebbero arrivare parte delle risorse per completare la difesa costiera marchigiana a patto che venga presentato un progetto unico insieme ad Emilia Romagna ed Abruzzo. L’accordo è già operativo e ieri i tecnici delle regione si sono incontrati per concordare un piano “che entro qualche settimane arriverà sul tavolo del Ministero dell’Ambiente”. “ Ci sono anche i 20 milioni stanziati per l’alluvione del 2011 – continua l’assessore – che ancora devono essere ripartiti tra comuni e privati”. Un’altra strada intrapresa è quella dei fondi europei. Ma le risorse sono poche, 25 milioni in 7 anni. E precisa “riguardo il precedente progetto di difesa per Porto Sant’Elpidio i due pennelli non rientravano nel piano regionale”. Le due “costruzioni” costiere sono quelle che maggiormente sembrano causa dei danni. Per il ripascimento invece (della durata di una mareggiata) il Comune userà il materiale sedimentato proprio dai pennelli e, grazie ad una recente modifica della legge regionale, potrà essere usato quello sedimentato nei bacini dei due fiumi. “Inoltre – conclude la Giorgi – stiamo valutando un’operazione di ripascimento più lunga attingendo ad alcuni punti nel mare dove vi più sedimenti, ma dobbiamo operare insieme alle altre due regioni”.

L’Amministrazione comunale sta agendo parallelamente. “Il progetto della Modimar è stato abbandonato e abbiamo contattato un esperto del Politecnico delle Marche – afferma il primo cittadino – che ha già fatto un sopralluogo e a cui abbiamo affidato di fare uno fotografia sullo stato attuale della nostra costa”. Il professore dovrà constatare se i due pennelli aggravano la situazione già critica dell’erosione e dare un parare tecnico. “Se risulteranno dannosi, li toglieremo immediatamente”. Conclude il sindaco. “Abbiamo richiesto la possibilità di accendere un mutuo per pagare l’opera di innalzamento di quegli scogli che sono scesi oltre il livello del mare”. Il Comune che è attualmente in causa con la Modimar dovrà avere il permesso del giudice per agire. “Abbiamo chiesto al Ministero informazioni su esperti che potessero eseguire un nuovo progetto integrato con quello regionale – conclude Annalinda Pasquali, fresca della nuova delega alla difesa costiera – ci siamo quindi messi in contatto con l’Ismar di Venezia per un progetto definitivo”.

I balneari dal canto loro parlano di “gravi responsabilità per i pennelli che non rientravano nel piano regionale, nel quale – aggiungono – all’art. 6 è scritto che si consigliava di non fare ulteriori opere oltre le scogliere”. Confermate facilitazioni al credito per avviare la stagione. “Se dobbiamo pagare i lavori di tasca nostra almeno chiediamo una garanzia per la liquidità necessaria a far partire la stagione”.