Pineta Nord, l’8 settembre al via i lavori

Stanziati 80 mila euro dalla Regione Marche per i danni della nevicata 2012; l’operazione prevede potatura e nuove piantumazioni: lecci, larici, frassini, pini domestici, tamerici e querce. L’ultimo intervento risale al 2009

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Le prossime generazioni cammineranno in una pineta diversa da quella che conosciamo. Questo quanto affermato dal dott. Giulio Ciccalè, funzionario della regione, durante l’assemblea pubblica per la presentazione del progetto di riqualificazione della Pineta Nord, tenutasi lo scorso lunedì nei locali della Croce Verde; i lavori, diretti dal dott. Marco Cardinali, ideatore del progetto che ha intercettato il finanziamento regionale, inizieranno l’8 settembre.

L’intervento si dividerà in due fasi: rimozione dei ceppi tagliati e potatura di circa 70 pini, piantumazione, ad aree circoscritte, di essenze arboree di varie tipologie. “Lavoreremo a zone, sarà quindi sempre possibile accedere alla spiaggia e alle altri parte della pineta – afferma Cardinali – dopo la nevicata del 2012, purtroppo, data l’urgenza e il pericolo, molte piante sono state tagliate a moncone, lasciando grandi aree scoperte nella parte sud”. Verrà eseguito un primo intervento sulla fascia periferica, con la piantumazione di una settantina di tamerici e una trentina di lecci. Fondamentale, infatti, la copertura dai venti di tramontana che “hanno scavato grandemente i pini di Aleppo piantati nei primi del 900’ – ricorda il dott. Ciccalè, che snocciola le cause dell’attuale degrado – il terreno è pessimo, sia per la composizione argillosa, sia per il fatto di essere asfittico (ndr. dovuto alla mancanza di ossigeno derivante dal calpestio); il pino di Aleppo, noto per la sua resistenza a zone salmastre, ha una durata, in questo particolare microclima, di 60-70 anni; la mancata manutenzione e interventi di sfoltimento nel corso degli anni”.

Nel 1966 venne fatto un intervento di rinfoltimento, ma la posizione, la lunghezza, i pochi interventi e il maltempo, hanno degradato i pini a dal punto che, secondo Cardinali, sarà necessario abbattere 50 piante, segnalate come pericolose e a rischio rottura. L’ultimo intervento risale al 2009: circa 40 mila euro spesi per la potatura. Per i tecnici sarà fondamentale riparare la rete metallica frangivento e ridimensionare alcune uscite a mare, che creano dei corridoi di vento pericolosi per gli alberi. La pineta nord che conosciamo, se l’intervento andrà in porto, non sarà la stessa. Larici, lecci, querce, frassini, tamerici e pini domestici verranno piantumati nelle zone scoperte; cercando, così, di ricreare quella macchia mediterranea che potrà attrarre anche una diversa tipologia di fauna.

Certo, gli ottantamila euro stanziati dalla Regione Marche, difficilmente, basteranno per vedere il progetto portato a compimento. Infatti, già lo scorso anno, l’Amministrazione aveva inserito nel bilancio, una previsione di spesa di due tranche da 100 mila euro per il biennio 2015/2016. Questi soldi ci sono o devono essere ancora raccolti? Non vorremo dover ascoltare, tra altri 20-30, qualcuno dire: “Se si fossero fatti degli interventi di manutenzione…”. Inoltre, un’altra riflessione sorge spontanea dai membri del circolo del circolo cittadino di Legambiente: si può riqualificare la pineta (marina) senza parlare dei restanti sei km e mezzo di litorale?

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