Difesa della costa, la Regione incontra i balneari ma sul piatto poche risorse

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO –Propositi promettenti ma poche risorse. L’assessore regionale Paola Giorgi è chiara. “Abbiamo stanziato 78 mila euro per Porto Sant’Elpidio nell’immediato e stiamo lavorando su più fronti ma la Regione Marche da sola non dispone delle risorse necessarie”. Le strade percorse sono due: una nel medio e una nel lungo periodo, ma i balneari dovranno mettersi le mani in tasca.

Per completare il progetto di difesa costiera la Regione Marche deve trovare 100 milioni di euro, una cifra non irrisoria in un periodo di ristrettezze economiche e con un fondo regionale di 1,6 milioni già esaurito per far fronte alle richieste immediate di 22 paesi. Da qui derivano i 78 mila euro a fronte di una richiesta fatta dal Comune di 300 mila. “Posso comprendere che abbiamo avuto anche qualcosa in più rispetto alle altre città simili alla nostra ma questi soldi non bastano – afferma il sindaco Nazareno Franchellucci – siamo disposti ad investire 200 mila euro per il ripascimento e ad accendere nuovi mutui ma la Regione deve venirci incontro”.

Da Roma potrebbero arrivare parte delle risorse per completare la difesa costiera marchigiana a patto che venga presentato un progetto unico insieme ad Emilia Romagna ed Abruzzo. L’accordo è già operativo e ieri i tecnici delle regione si sono incontrati per concordare un piano “che entro qualche settimane arriverà sul tavolo del Ministero dell’Ambiente”. “ Ci sono anche i 20 milioni stanziati per l’alluvione del 2011 – continua l’assessore – che ancora devono essere ripartiti tra comuni e privati”. Un’altra strada intrapresa è quella dei fondi europei. Ma le risorse sono poche, 25 milioni in 7 anni. E precisa “riguardo il precedente progetto di difesa per Porto Sant’Elpidio i due pennelli non rientravano nel piano regionale”. Le due “costruzioni” costiere sono quelle che maggiormente sembrano causa dei danni. Per il ripascimento invece (della durata di una mareggiata) il Comune userà il materiale sedimentato proprio dai pennelli e, grazie ad una recente modifica della legge regionale, potrà essere usato quello sedimentato nei bacini dei due fiumi. “Inoltre – conclude la Giorgi – stiamo valutando un’operazione di ripascimento più lunga attingendo ad alcuni punti nel mare dove vi più sedimenti, ma dobbiamo operare insieme alle altre due regioni”.

L’Amministrazione comunale sta agendo parallelamente. “Il progetto della Modimar è stato abbandonato e abbiamo contattato un esperto del Politecnico delle Marche – afferma il primo cittadino – che ha già fatto un sopralluogo e a cui abbiamo affidato di fare uno fotografia sullo stato attuale della nostra costa”. Il professore dovrà constatare se i due pennelli aggravano la situazione già critica dell’erosione e dare un parare tecnico. “Se risulteranno dannosi, li toglieremo immediatamente”. Conclude il sindaco. “Abbiamo richiesto la possibilità di accendere un mutuo per pagare l’opera di innalzamento di quegli scogli che sono scesi oltre il livello del mare”. Il Comune che è attualmente in causa con la Modimar dovrà avere il permesso del giudice per agire. “Abbiamo chiesto al Ministero informazioni su esperti che potessero eseguire un nuovo progetto integrato con quello regionale – conclude Annalinda Pasquali, fresca della nuova delega alla difesa costiera – ci siamo quindi messi in contatto con l’Ismar di Venezia per un progetto definitivo”.

I balneari dal canto loro parlano di “gravi responsabilità per i pennelli che non rientravano nel piano regionale, nel quale – aggiungono – all’art. 6 è scritto che si consigliava di non fare ulteriori opere oltre le scogliere”. Confermate facilitazioni al credito per avviare la stagione. “Se dobbiamo pagare i lavori di tasca nostra almeno chiediamo una garanzia per la liquidità necessaria a far partire la stagione”.

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