Progetto sì, progetto no.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Giovedì 19 marzo c’è stato un incontro “ristretto” tra l’amministrazione comunale, alcuni commercianti del centro e i membri dell’associazione di quartiere centro per parlare del progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi. C’erano anche cittadini che non ricadevano nelle suddette categorie, e nonostante all’amministrazione piaccia interfacciarsi soltanto con portatori organizzati di interessi, questi cittadini hanno avuto accesso alla riunione e diritto di parola. Peccato che hanno fatto scappare l’ospite più importante della serata, il disegno del progetto che ha in mente l’amministrazione. Il computer era attaccato al video-proiettore, e lo schermo era aperto pronto a ricevere le immagini, invece niente. Così ci siamo ritrovati ad assistere alla coniazione di un nuovo modo di esplicare i progetti: il “progetto raccontato”. Scherza così l’assessore ai lavori pubblici Buono, ma ha ben poco di cui ridere, almeno per quanto ci riguarda. Sì, perché il loro comportamento cozza platealmente con le loro dichiarazioni. È avvilente ricordare ancora una volta che l’assessore Pasquali a dicembre ’14 promise un’assemblea pubblica da fare a gennaio(di non si sa quale anno) nella quale si sarebbe parlato del progetto di riqualificazione per rendere i cittadini protagonisti. Assemblea pubblica mai svoltasi, sostituita invece con un più compiacente incontro ristretto con alcune categorie.

riunione ristretta

Oltre all’allergia al confronto e alla partecipazione da parte degli amministratori è stato evidente a tutti che i tempi e le modalità di realizzazione dell’opera non sarebbero comunque brevi. L’assessore al bilancio Leoni ci ha infatti spiegato che per quest’anno il comune investirà un milione di euro contraendo un mutuo. Con un milione però rischiamo che non si riesce a fare nemmeno il primo dei tre interventi ipotizzati dall’amministrazione. Poi ci ha spiegato che nel 2016 (senza specificare se all’inizio o alla fine) scadranno tanti dei mutui stipulati negli anni passati, così avremo la possibilità di reperire altre risorse stipulando nuovi mutui. Ma allora, se potremo sperare soltanto nel 2016 di avere i soldi necessari, negli anni passati ci hanno portato in giro dicendoci che avrebbero fatto la piazza “subito”? Anche in campagna elettorale Franchellucci disse che la piazza aveva priorità assoluta, invece…

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Il disegno presentato nel dicembre del 2014 con il crono-programma dei lavori

Voglia di partecipazione

Il concetto che ci preme chiarire al Sindaco, se ancora non l’ha capito, è che non stiamo giocando a chi si aggiudicherà la medaglia di aver realizzato la piazza, o a chi vuole fare e a chi gufa contro(come piace far credere al capo del suo partito). Non giochiamo come i bambini dell’asilo. Tutta la città vuole una nuova piazza e il miglior modo per realizzarla è farlo in maniera partecipativa. Ciò che farà la differenza non è fare due opere di sistemazione viaria entro la fine dell’anno per mettere la medaglietta sulla camicia e postare #promessamantenuta, ma creare un progetto il più possibile condiviso, discusso, sviscerato ed approvato dai cittadini, non la solita pappetta pronta da mostrare una volta prese tutte le decisioni importanti.

I soldi

Naturalmente se ci limitiamo al discorso delle risorse, i cittadini chiedono e gli amministratori fanno spallucce dicendo che non ci sono i soldi. Se però andiamo a vedere alcune scelte del recente passato possiamo trarre delle interessanti conclusioni. Prendiamo due casi: lungomare Europa e l’ampliamento della zona industriale S. Filippo.

Per costruire il lungomare Europa il comune ha speso circa quattro milioni di euro, anticipando una spesa inutilmente in quanto la costruzione di una strada sarebbe stata a carico dei futuri lottizzanti di quell’area. Cioè, quando quell’area sarebbe diventata abitata, chi costruiva le case avrebbe avuto l’onere di costruire anche la strada. Invece prima ancora che in quella zona si insediasse chicchessia il comune ha sprecato quattro milioni di euro. A chi avrà giovato la realizzazione di quell’opera?

È andata peggio per l’ampliamento della zona industriale S. Filippo, opera costata circa dodici milioni di euro. Durante l’ultimo consiglio comunale in cui si è deciso di posticipare nuovamente la scadenza per costruire sui lotti della zona industriale, il capogruppo Pd Acconcia ha confessato che quella è stata “una scelta folle, azzardata”. Ecco, giocano d’azzardo con i soldi di tutti, in un momento in cui già l’industria calzaturiera era in contrazione hanno agito senza lungimiranza, ampliando una zona industriale che ora è disabitata e con le strade e fognature già deteriorate.

La chiara conclusione da tirare è che per l’amministrazione la piazza centrale non è mai stata una priorità, ha preferito sperperare denaro pubblico in azzardi invece che sul “sicuro”. Bisognerebbe che rendano conto alla cittadinanza di queste sciagurate scelte e che i cittadini li facciano pagare per le miriadi di cavolate simili a queste che hanno fatto negli ultimi anni. Con dodici milioni di euro quante piazze Garibaldi potevamo mettere a posto?

Altre questioni in sospeso

Rimangono ancora altre domande in attesa di risposta. Ad esempio, come mai è l’architetto del proprietario del cineteatro Gigli a fare il progetto di piazza del comune? Non c’erano profili professionali all’altezza nel nostro ufficio tecnico? Che fine farà l’altro edificio privato della piazza(palazzo di Birimbao e Caffè Dolce Vita), e quali rapporti ci sono tra l’amministrazione e i proprietari di quell’immobile, si incontrano, c’è una contrattazione, si muove qualcosa? Il primo stralcio del progetto(spostamento della cabina dell’Enel e costruzione nuova strada adiacente la ferrovia) è previsto per il 2015, siamo a fine Marzo, dobbiamo immaginare che questi lavori si faranno nella stagione estiva, oppure slitterà tutto di un anno?

Prendiamo atto che l’amministrazione ha paura di far vedere ciò che hanno già deciso che si farà in piazza e che continua sulla strada della finta partecipazione. Tanto ormai, progetto sì o progetto no, restiamo sempre la terra dei cachi.

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