Progetto sì, progetto no.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Giovedì 19 marzo c’è stato un incontro “ristretto” tra l’amministrazione comunale, alcuni commercianti del centro e i membri dell’associazione di quartiere centro per parlare del progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi. C’erano anche cittadini che non ricadevano nelle suddette categorie, e nonostante all’amministrazione piaccia interfacciarsi soltanto con portatori organizzati di interessi, questi cittadini hanno avuto accesso alla riunione e diritto di parola. Peccato che hanno fatto scappare l’ospite più importante della serata, il disegno del progetto che ha in mente l’amministrazione. Il computer era attaccato al video-proiettore, e lo schermo era aperto pronto a ricevere le immagini, invece niente. Così ci siamo ritrovati ad assistere alla coniazione di un nuovo modo di esplicare i progetti: il “progetto raccontato”. Scherza così l’assessore ai lavori pubblici Buono, ma ha ben poco di cui ridere, almeno per quanto ci riguarda. Sì, perché il loro comportamento cozza platealmente con le loro dichiarazioni. È avvilente ricordare ancora una volta che l’assessore Pasquali a dicembre ’14 promise un’assemblea pubblica da fare a gennaio(di non si sa quale anno) nella quale si sarebbe parlato del progetto di riqualificazione per rendere i cittadini protagonisti. Assemblea pubblica mai svoltasi, sostituita invece con un più compiacente incontro ristretto con alcune categorie.

riunione ristretta

Oltre all’allergia al confronto e alla partecipazione da parte degli amministratori è stato evidente a tutti che i tempi e le modalità di realizzazione dell’opera non sarebbero comunque brevi. L’assessore al bilancio Leoni ci ha infatti spiegato che per quest’anno il comune investirà un milione di euro contraendo un mutuo. Con un milione però rischiamo che non si riesce a fare nemmeno il primo dei tre interventi ipotizzati dall’amministrazione. Poi ci ha spiegato che nel 2016 (senza specificare se all’inizio o alla fine) scadranno tanti dei mutui stipulati negli anni passati, così avremo la possibilità di reperire altre risorse stipulando nuovi mutui. Ma allora, se potremo sperare soltanto nel 2016 di avere i soldi necessari, negli anni passati ci hanno portato in giro dicendoci che avrebbero fatto la piazza “subito”? Anche in campagna elettorale Franchellucci disse che la piazza aveva priorità assoluta, invece…

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Il disegno presentato nel dicembre del 2014 con il crono-programma dei lavori

Voglia di partecipazione

Il concetto che ci preme chiarire al Sindaco, se ancora non l’ha capito, è che non stiamo giocando a chi si aggiudicherà la medaglia di aver realizzato la piazza, o a chi vuole fare e a chi gufa contro(come piace far credere al capo del suo partito). Non giochiamo come i bambini dell’asilo. Tutta la città vuole una nuova piazza e il miglior modo per realizzarla è farlo in maniera partecipativa. Ciò che farà la differenza non è fare due opere di sistemazione viaria entro la fine dell’anno per mettere la medaglietta sulla camicia e postare #promessamantenuta, ma creare un progetto il più possibile condiviso, discusso, sviscerato ed approvato dai cittadini, non la solita pappetta pronta da mostrare una volta prese tutte le decisioni importanti.

I soldi

Naturalmente se ci limitiamo al discorso delle risorse, i cittadini chiedono e gli amministratori fanno spallucce dicendo che non ci sono i soldi. Se però andiamo a vedere alcune scelte del recente passato possiamo trarre delle interessanti conclusioni. Prendiamo due casi: lungomare Europa e l’ampliamento della zona industriale S. Filippo.

Per costruire il lungomare Europa il comune ha speso circa quattro milioni di euro, anticipando una spesa inutilmente in quanto la costruzione di una strada sarebbe stata a carico dei futuri lottizzanti di quell’area. Cioè, quando quell’area sarebbe diventata abitata, chi costruiva le case avrebbe avuto l’onere di costruire anche la strada. Invece prima ancora che in quella zona si insediasse chicchessia il comune ha sprecato quattro milioni di euro. A chi avrà giovato la realizzazione di quell’opera?

È andata peggio per l’ampliamento della zona industriale S. Filippo, opera costata circa dodici milioni di euro. Durante l’ultimo consiglio comunale in cui si è deciso di posticipare nuovamente la scadenza per costruire sui lotti della zona industriale, il capogruppo Pd Acconcia ha confessato che quella è stata “una scelta folle, azzardata”. Ecco, giocano d’azzardo con i soldi di tutti, in un momento in cui già l’industria calzaturiera era in contrazione hanno agito senza lungimiranza, ampliando una zona industriale che ora è disabitata e con le strade e fognature già deteriorate.

La chiara conclusione da tirare è che per l’amministrazione la piazza centrale non è mai stata una priorità, ha preferito sperperare denaro pubblico in azzardi invece che sul “sicuro”. Bisognerebbe che rendano conto alla cittadinanza di queste sciagurate scelte e che i cittadini li facciano pagare per le miriadi di cavolate simili a queste che hanno fatto negli ultimi anni. Con dodici milioni di euro quante piazze Garibaldi potevamo mettere a posto?

Altre questioni in sospeso

Rimangono ancora altre domande in attesa di risposta. Ad esempio, come mai è l’architetto del proprietario del cineteatro Gigli a fare il progetto di piazza del comune? Non c’erano profili professionali all’altezza nel nostro ufficio tecnico? Che fine farà l’altro edificio privato della piazza(palazzo di Birimbao e Caffè Dolce Vita), e quali rapporti ci sono tra l’amministrazione e i proprietari di quell’immobile, si incontrano, c’è una contrattazione, si muove qualcosa? Il primo stralcio del progetto(spostamento della cabina dell’Enel e costruzione nuova strada adiacente la ferrovia) è previsto per il 2015, siamo a fine Marzo, dobbiamo immaginare che questi lavori si faranno nella stagione estiva, oppure slitterà tutto di un anno?

Prendiamo atto che l’amministrazione ha paura di far vedere ciò che hanno già deciso che si farà in piazza e che continua sulla strada della finta partecipazione. Tanto ormai, progetto sì o progetto no, restiamo sempre la terra dei cachi.

L’albero della discordia

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Di Riccardo Marchionni

“In questi giorni al Comune di Porto Sant’Elpidio, si sta verificando l’ennesimo spreco di denaro a discapito delle casse comunali e delle tasche dei nostri concittadini, che dovrà essere portato se non avrò risposte e motivazioni concrete, al vaglio della Corte dei Conti”.

Non le manda a dire il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Balestrieri. Il suo interessamento riguarda l’albero di natale acquistato per piazza Garibaldi. Il consigliere infatti ha chiesto di visionare la fattura del pagamento del suddetto albero, ed ha scoperto una somma a suo dire “del tutto fuori da ogni ragionamento che un amministrazione può erogare in tempi di ristrettezza economica”.

La critica è mossa anche dal fatto che ci si è rivolti ad un vivaio di fuori provincia, quando si poteva favorire un vivaio della zona, oltretutto andando a pagare di più rispetto a quello che avrebbero fatto pagare i vivai locali. Continua infatti Balestrieri, “ho contattato diversi vivai di zona e tutti come impegno di spesa si sono aggirati ad un terzo meno della cifra che oggi il comune dovrà erogare, e alcuni avevano anche inviato nei mesi precedenti a dicembre offerte per abeti natalizi”.

“Tutti questi debiti fuori bilancio con una gestione oculata della macchina amministrativa potevano senza ombra di dubbio essere evitati. Non sto parlando di illeciti di nessun tipo, ma sapere perché si è arrivati a questa scelta è un diritto di tutti”. Infine Balestrieri dichiara che si batterà “affinché venga da chi di dovere predisposta una relazione alla luce di tutto ciò – e conclude – contrariamente presenterò tutto agli organi competenti”.

Si potrebbe definire l’albero della discordia, visto che nel periodo natalizio si è innalzata una polverosissima polemica intorno a questo albero, o per meglio dire intorno a questi alberi. Di alberi infatti ne sono due, il primo che è arrivato in piazza, non era quello scelto dall’amministrazione, per ovviare all’errore la ditta ne ha fornito subito un altro(naturalmente senza farlo pagare). Quindi ci siamo ritrovati con due alberi, uno in piazza e l’altro… l’altro è stato portato al quartiere San Filippo, in barba alla parità di trattamento che dovrebbero ricevere tutti i quartieri della città. Si era infatti arrivati ad un accordo tra l’amministrazione e i quartieri che per il natale 2013 non si sarebbero comprati alberi all’infuori di quello di piazza Garibaldi. In effetti di albero ne è stato comprato solo uno, ma ce ne siamo ritrovati due.

Da questo episodio abbiamo avuto prova che l’amministrazione Franchellucci soffre dello stesso difetto di quella precedente: preferisce il sotterfugio alla discussione aperta, il mettere a tacere invece del discutere. Se non fosse stato per l’intervento del sempre attento Mauro Tosoni, di questa storia manco ne sentivamo parlare. L’anno prossimo potremmo rispondere alle offerte mandateci dai vivai di Porto Sant’Elpidio e con una spesa simile a quella di quest’anno compriamo l’albero a tutti i quartieri. O ancor meglio ogni quartiere potrebbe realizzare il proprio albero, magari utilizzando materiali di scarto in maniera creativa. Le idee per risolvere la questione si potevano trovare, bastava parlarne.

Analisi del progetto Piazza e proposte per il futuro

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Di Marco Ruggieri, Matteo Nasini, Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – È stato uno dei temi caldi dell’ultima campagna elettorale, un problema che persiste dalla nascita del nostro comune, ma che negli ultimi anni è peggiorato: Piazza Garibaldi, o meglio ciò che ne rimane, è ancora al centro del dibattito cittadino dati gli ultimi sviluppi da parte dell’amministrazione.
Il sindaco Franchellucci ha raggiunto un accordo con il proprietario dell’ex cineteatro “Beniamino Gigli” che, nel caso in cui venga rispettato, non sarebbe esagerato chiamare “storico”. La proprietà infatti si è impegnata a ripulire internamente ed esternamente l’edificio, e ad iniziare un progetto di restauro. Il primo cittadino ha dichiarato inoltre che entro la fine dell’anno verrà realizzata la strada dietro il teatro, adiacente alla ferrovia, che permetterà la pedonalizzazione completa del resto della piazza.

Dai rumors che si sentono in giro sembra superato l’ultimo progetto approvato per la riqualificazione di piazza Garibaldi, che tra l’altro prevede lo spostamento del mercato coperto fuori dal perimetro della piazza, sempre sopra al fosso, ma tra la ferrovia e il lungomare. Proprio il mercato coperto è stato oggetto di una discussione negli ultimi mesi, in particolare è stato proposto da Mauro Tosoni che il mercato venga ristrutturato e potenziato anziché abbattuto. Questa proposta ha trovato porte aperte in quasi tutti gli schieramenti politici locali e in larga parte della cittadinanza.

Nonostante ciò, noi di POST IT PSE abbiamo preso in mano il progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi, e con l’aiuto di alcuni amici ingegneri e architetti abbiamo buttato giù una piccola analisi esplicativa.
La nostra non sarà quindi un’analisi del progetto prettamente tecnica, vogliamo invece divulgare il più possibile ciò che gira intorno alla piazza, per creare un dibattito pubblico che faccia avvicinare più cittadini possibile a questo tema tanto importante quanto inflazionato.

Abbiamo capito che molto probabilmente la piazza sarà la prima “grande opera” che vedremo realizzata, e nonostante ciò il progetto approvato è conosciuto da pochissime persone. Nel libricino propagandistico della campagna elettorale dell’allora candidato sindaco Franchellucci c’era una foto del progetto, ma era difforme rispetto al progetto originale: mancava il mercato coperto. Non era segnato né dov’è ora, né dove è previsto nel progetto. Forse un refuso di stampa…

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Partiamo dai lati positivi. Sicuramente la chiusura della strada che per anni ha attraversato piazza è più che positiva, perché si crea finalmente uno spazio delimitato, successivamente trasformabile in una vera e propria piazza. Un altro aspetto positivo è sicuramente il passaggio pedonale-ciclabile che si estende lungo il fosso dell’albero che collega villa Murri al mare. Di bello c’è la creazione di un asse visivo piazza-torre dell’orologio. Altro punto interessante è la previsione dello spostamento a sud del sottopassaggio dietro al mercato coperto, che ora è situato nel letto del fosso e ad ogni piovuta si allaga.

Le criticità sono molte, e molte derivano dalla situazione preesistente. Ad esempio i luoghi tipici, quelli che caratterizzano la piazza non ci sono più: il municipio, la chiesa ed il teatro non sono in piazza. Il municipio è stato spostato in quello che prima era la villa Asclepi, poi Bernetti, poi palazzo del commercio. Il teatro è stato spostato addirittura in un altro quartiere, realizzando la classica cattedrale nel deserto all’italiana: quattrocento posti a sedere, trenta parcheggi, dietro una scuola, davanti alla campagna, all’inizio di un quartiere residenziale.

La chiesa grande, l’attuale municipio e il parco pubblico retrostante sono isolati, mal collegati a quella che dovrebbe essere la piazza, e nel progetto questa criticità non viene neanche affrontata. Ma il lato peggiore di questo progetto è la previsione di spostare il mercato coperto verso mare, andando così a frammentare ancor di più il sistema piazza già di per se debole. Delocalizzando ulteriormente i luoghi tipici della piazza non rimarrebbe più niente di caratterizzante. Anziché “piazza Garibaldi” diventerebbe “piazzale Garibaldi”.

In ultimo, ma non per questo meno importante, è la strada a tre corsie di fianco al fosso dell’albero, che va a tagliare in maniera netta il paese tra nord e sud, rendendo l’attraversamento pedonale e ciclabile non appetibile, isolando così la piazza dal corso. Ai nostalgici, a chi ama la Porto Sant’Elpidio di una volta piacerà sicuramente perché si andrebbe a ricreare l’annosa divisione tra “sopre e sotta lu fossu”. Sulle due rotonde nei pressi dell’ex “Orfeo Serafini” stendiamo un velo pietoso.

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Per concludere, riconosciamo al sindaco le sue aperture e i cambi di posizione rispetto ai suoi predecessori. È encomiabile la sua proposta di lanciare un concorso di idee su piazza Garibaldi, e noi vogliamo spronarlo a portare avanti questo processo, per capire i bisogni della città, per reperire le risorse e le proposte dalle migliori menti del paese. Una volta fatto ciò si può indire un bando con delle linee guida uscite dal concorso di idee e da indispensabili incontri pubblici, e realizzare finalmente la piazza del paese con l’apporto decisionale e propositivo dei cittadini. È finito il tempo del progettino fatto da uno, conosciuto da pochi e capito da pochissimi, senza prendere minimamente in considerazione la volontà dei cittadini. Esistono delle modalità decisionali alternative, ed in particolare questa si chiama urbanistica partecipata.

Agli “addetti ai lavori”, ai vari architetti, ingegneri e geometri elpidiensi invece chiediamo di interessarsi al tema, di studiarselo per poi incontrarsi/incontrarci per fare il punto della situazione sulla piazza, e cercare di capire verso quale direzione si possa andare, per fare quelle chiare e trasparenti pressioni sull’amministrazione che dovrebbero caratterizzare il rapporto società civile-amministrazione pubblica, per dimostrare una volta per tutte che il rapporto uno ad uno, o uno a pochi non è l’unico modo di agire che un’amministrazione ha.

Breve analisi del voto

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Sicuramente non siamo abituati a votare col doppio turno. Alle politiche votiamo con una legge che supera i confini della costituzionalità per dannosità dei suoi effetti e per diabolicità dei suoi meccanismi. Alle amministrative il sistema elettorale è diverso, ma qui a Pse al secondo turno ci siamo arrivati poche volte ultimamente, quindi siamo disabituati a concepire il voto amministrativo come un voto a doppio turno.

Politologicamente parlando il doppio turno è un sistema molto bello, auspicato dai maggiori politologi anche per il sistema politico italiano(visto che in Francia funziona molto bene). Questo sistema di voto è utile quando funziona bene, cioè quando i cittadini lo hanno compreso e lo sanno usare, perché permette di dare il voto al candidato preferito al primo turno, successivamente se il candidato preferito arriva al ballottaggio allora si continuerà sulla strada intrapresa al primo turno, ma nel caso in cui al ballottaggio non vada il candidato preferito, si vota il “meno lontano” alle proprie idee tra i due candidati rimasti. Questo “gioco” serve a capire (al primo turno) quali sono le preferenze reali, e la forza di ogni partito. Al secondo turno i vari partiti si coalizzano(palesemente o tacitamente) e il più forte va a governare.

Dalle testimonianze raccolte in questi giorni, posso dire con estrema sincerità, che i cittadini elpidiensi non hanno capito come funziona il doppio turno. Ho parlato con persone, anche molto critiche con le amministrazioni passate che hanno votato Pd perché non volevano Putzu o Ceruqozzi sindaco. Accettabile, ma è un discorso da fare al ballottaggio, non al primo turno.

C’è da dire inoltre che mi ha spiazzato il comportamento degli elettori di certi quartieri. Ad esempio a Fonte di Mare, dove verranno costruite delle case popolari all’insaputa degli abitanti del quartiere, e dove verrà costruito il fantomatico polo del lusso che presumibilmente ucciderà ciò che è rimasto del piccolo artigianato locale, il centro-sinistra ha preso il 48%. Questo risultato può essere indicatore di almeno tre cose: che gli abitanti del quartiere sono felici di subire le scelte dell’amministrazione e di essere considerati meno del due di coppe; che gli abitanti del quartiere non hanno capito come l’amministrazione ha deciso che si svilupperà il loro quartiere; che gli abitanti non si interessano di come si svilupperà il loro quartiere.

Stessa storia per Cretarola, dove verrà innalzata(grazie alle penose leggi partorite dal governo Berlusconi) un’antenna per la telefonia mobile. Antenna infuocata dalle polemiche degli ultimi mesi, che riguardano la non adeguata pubblicizzazione del piano antenne, e l’ancor meno adeguato interessamento da parte dei cittadini a questo piano. Se i cittadini di Cretarola hanno quasi assalito i rappresentanti dell’amministrazione al confronto organizzato per parlare del “problema antenna”, suona stonato il 47% dato al centro-sinistra. Mistero.

La Corva, un quartiere sui generis. Maltrattato a livello di viabilità, sembra non preoccuparsi della pericolosità della “nuova” strada che collega il quartiere con villa Murri. Un ponte mobile non andava bene, non avrebbe permesso in futuro di edificare lungo quell’asse, che in realtà doveva essere il collegamento verde tra la Corva e il centro. Non c’è stata preoccupazione neanche per la localizzazione di un posto per un’antenna della telefonia alla rotonda ovest in uscita dal quartiere, che si verrebbe a posizionare a pochi metri dalle case circostanti. All’incontro tra candidati sindaco organizzato dall’associazione del quartiere Corva, poteva accidentalmente uscire una considerazione sulla possibilità di spostare l’antenna prima che un’azienda di telefonia faccia la richiesta di impiantarla. Niente di tutto ciò, alla Corva il centro-sinistra prende intorno al 45%.

I cittadini del centro hanno invece “punito” la mancata risoluzione di Piazza Garibaldi, e la progressiva estinzione dei commercianti a causa della creazione in aree periferiche di grandi supermercati e centri commerciali. In due sezioni del centro le preferenze per il centro-sinistra sono state meno del 35% e in una ha raggiunto di poco il 40%. Hanno invece accolto con favore le proposte del candidato Putzu che in queste tre sezioni alza di molto la percentuale presa complessivamente.

Neanche da commentare le percentuali bulgare raggiunte dal centro-sinistra al quartiere San Filippo. Testimonianza dell’ottimo rapporto dell’amministrazione con il quartiere.

Marina Picena(altro quartiere dimenticato) in parte boccia l’amministrazione uscente dando al centro-sinistra intorno al 40% in due sezioni, ma in una sezione raggiunge il 48%.

In generale la città sembra non volere il cambiamento che si era percepito in campagna elettorale. Probabilmente i cittadini non hanno avuto fiducia nei candidati che sfidavano lo strapotere Pd. O forse non se la sono sentita di svoltare in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

La festa del Pd per celebrare la vittoria in programma alla Corva è rimandata di quindici giorni. Abbiamo capito però che non si vince più a mani basse al primo turno. Ed ora si voterà di nuovo, e questa volta sarà un voto d’approvazione o di disapprovazione nei confronti del modo di agire delle amministrazioni degli ultimi venti anni. Certo, Putzu che si presenta come “nuovo” o “civico” o come “cambiamento” è difficile da accettare, perché per dieci anni ha fatto un’opposizione a dir poco scarsa. Ma questo è quello che c’è: chi vuole dare una svolta al governo della città ha la possibilità di farlo votando Putzu, chi vuole la continuità può votare Franchellucci. Chi non se la sente, può restare a casa. A noi la scelta.

P.s. Sarebbe bello sapere, oltre ai nomi degli assessori, anche i nomi dei finanziatori della campagna elettorale in maniera completa ed esaustiva.

Riccardo Marchionni

Sicurezza urbana e degrado giovanile

 Mercoledì 13 marzo 2013 si è tenuta a villa Murri, nella sala del pianoforte, una riunione con il comandante della polizia locale, un rappresentante del S.e.r.d., dell’ambito XX, e l’amministrazione comunale, per parlare del problema sicurezza (in particolare nel quartiere san Filippo).

Voglio sottolineare incidentalmente l’importanza di situazioni come queste, che saldano il rapporto tra cittadini e amministratori. Occasioni del genere sono auspicabili a cadenze costanti durante tutto l’anno, anche per affrontare problematiche diverse dalla sicurezza.

Ciò che mi ha colpito sono state alcune coincidenze. Il problema principale è che al quartiere san Filippo c’è un gruppetto di balordi che tiene sotto scacco un intero quartiere(scassi, intimidazioni, richieste continue di soldi), ma la cosa ancor più grave, che hanno notato in tanti, è che al loro seguito si sta creando un gruppo di ragazzi più giovani, dell’età dei centri di aggregazione. È proprio di questo che vorrei parlare. Una coincidenza strana è che nei quartieri in cui sono stati chiusi i centri di aggregazione giovanile (san Filippo e centro), si sono create delle situazioni spiacevoli: a san Filippo i ragazzi non avendo un luogo dove passare i pomeriggi, vagano nel quartiere e gli unici esempi che trovano sono i suddetti personaggi non raccomandabili. Al centro invece i ragazzetti si sono insediati nelle immediate vicinanze della stazione, nonché sede della polizia municipale, passando i pomeriggi allo sbaraglio e iniziando ad avvicinarsi alla micro-delinquenza(testimoniato dallo stesso comandante della polizia locale).

Non voglio dire che se ci fossero stati i centri di aggregazione queste situazioni non si sarebbero verificate, ma sicuramente ci sarebbe stata una valida e sicura alternativa per questi ragazzini.

Ciò che mi dispiace di più è che l’assessore alla cultura e alle politiche giovanili non senta il bisogno di scusarsi. Non per ciò che ha fatto o non fatto lei personalmente, ma a nome della sua giunta che in questi due casi ha fallito miseramente. Sarebbe stato un bel gesto dire “mi scuso per ciò che non siamo riusciti a fare in questi quartieri”, invece ho sentito un “io non devo scusarmi con nessuno, perché per quanto mi riguarda ho fatto del tutto per evitare la chiusura di quei due centri”. Non metto in dubbio che la Pasquali abbia fatto del tutto, anzi lo credo fermamente, però la sua giunta a maggioranza ha votato la chiusura, e questo ha portato i risultati sopra descritti. Un “mi scuso”, ogni tanto, sarebbe carino sentirlo.

Le ragioni portate dalla Pasquali non bastano. Non basta riversare i ragazzi negli oratori, o sperare che nei centri d’aggregazione rimasti siano i genitori dei ragazzi ad aiutare gli operatori. Alessandro Ranieri dell’ambito territoriale XX ha sottolineato come i centri d’aggregazione abbiano avuto una crescita ed un declino, dimenticandosi di precisare che questo declino è avvenuto nel momento in cui si è iniziato a ridurre progressivamente l’organico da tre operatori ad uno. Uno solo operatore non può far altro che garantire un livello di assistenza minimo, cioè che nessuno si faccia del male. Non può organizzare nessun tipo di attività, di giochi, di svago per i ragazzi fruitori dei centri.

Dalla nuova amministrazione mi aspetterei che organizzasse meno feste e più centri giovanili. Il candidato sindaco Franchellucci al nostro giornale ha dichiarato che questa “è una questione alla quale bisogna assolutamente trovare una soluzione”. Anche lui faceva parte dell’amministrazione che ha chiuso i due centri. Speriamo che non sia solo una promessa da campagna elettorale.

                                                                                                                Riccardo Marchionni

Il candidato sindaco Belletti a 5 stelle

“Ho scoperto di essere grillino e non lo sapevo, adesso chi glie lo dice a mia moglie?”. Scherza così il candidato sindaco Sergio Belletti a margine dell’incontro del movimento 5 stelle al quartiere san Filippo.

Sembra che su molte idee concordino, prima su tutte il voler cambiar rotta rispetto al trend che hanno seguito le amministrazioni comunali degli ultimi venti anni.

“Io non farò serate come questa”, continua il cosiddetto “Sergio de ciotolo”, “la mia campagna elettorale sarà di profilo più basso, andrò a casa della gente, parlerò faccia a faccia con le persone”.

La sua è una candidatura senza “marchi” politici cuciti addosso. Infatti ci tiene a precisare che non è il candidato di facciata di Mauro Tosoni(dal quale si discosta totalmente), ma un puro civico.

Da ciò che ha dichiarato al nostro giornale, possiamo dire che sarà appoggiato da ben tre liste civiche. Una direttamente legata a lui; un’altra un po’ più d’ispirazione di sinistra, guidata dal giovane Giuseppe De Simoni; ed una terza, d’ispirazione di destra, ma non meglio specificata.

Auguriamo al candidato Belletti una buona campagna elettorale, aspettando che la corsa entri nel vivo, e si possa capire meglio quali siano le varie offerte politiche.

                                                                                                               Riccardo Marchionni

Movimento 5 Stelle al quartiere San Filippo

“Non siamo politici ma cittadini” – ad affermarlo è Roberto Cerquozzi , candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di Porto Sant’Elpidio. L’incontro, tenutosi lunedì 18 febbraio al parco San Filippo, ha riscosso una discreta risposta da parte della cittadinanza del quartiere. In questa seconda tappa del tour “La parola ai cittadini” (la prima si è tenuta lunedì 11 presso il quartiere Corva) sono state affrontate varie tematiche: dal verde, al lavoro, all’urbanistica.

Marco Fioschini, candidato al consiglio comunale, apre la discussione introducendo la problematica riguardante il piano regionale per lo stoccaggio del gas. I 5 Stelle sono contro tale progetto che ha già raccolto il No da parte dell’amministrazione di Sant’Elpidio a Mare. Il piano, approvato dalla Regione Marche, prevede l’immagazzinamento di gas sotto il suolo comunale (la zona interessata sembra essere quella tra Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare). Le problematiche sono varie, riguardano sia la tecnologia utilizzata che un possibile inquinamento delle falde acquifere. Il vantaggio riguarderebbe un minore costo del gas, evitando di acquistarlo nel periodo di maggiore quotazione. Sulla tematica l’attuale amministrazione non si è mai sbilanciata.

“L’informazione è alla base del nostro lavoro” – continua Fioschini che affronta il progetto della ricostruzione di Piazza Garibaldi. L’idea dei 5 Stelle è quella di una ristrutturazione a costi contenuti (circa 50 mila euro) rispetto ad un progetto faraonico di 50 milioni di euro. Un costo che un’amministrazione con 30 milioni di debiti non potrà permettersi.

La parola passa a Roberto Cerquozzi. “In Italia non abbiamo più un sogno. Abbiamo perso il senso civico, di solidarietà, di costruzione del bene comune”. Il giovane portavoce, 28 anni e una laurea in architettura, dopo aver introdotto l’idea di partecipazione e trasparenza, fondamenta del movimento, passa all’introduzione di un tema sentito a Porto Sant’Elpidio: la gestione del verde pubblico. L’esempio è quello del parco pubblico di Madrid (per il 75% gestito da associazioni); una gestione efficiente che coinvolga il volontariato e la cittadinanza ad ogni livello.

Una delle proposte cardine rimane quella dell’albergo diffuso. Come? Attraverso la creazione di una rete che connetta in maniera capillare i bed and breakfast e pensioni a gestione familiare, che possano ricevere turisti a costi contenuti e distribuiti sul territorio. L’idea è già in moto a Porto Sant’Elpidio ma secondo i 5 Stelle il potenziale non viene ancora sfruttato a pieno, tenendo conto che non vi sono stati incentivi mirati ad un tale progetto da parte dell’attuale amministrazione. Una proposta interconnessa con la tematica del turismo attraverso la creazione di una rete connettiva che possa promuovere Porto Sant’Elpidio. Infatti, parallelamente, abbiamo la proposta di pesca-turismo e di sponsorizzare la pista ciclabile coinvolgendo anche i campeggi locali.

Un altro tema caro al movimento è quello dei rifiuti. La raccolta è gestita dall’Ecoelpidiense, società fino al 2009 con una partecipazione pubblica del 43%, ora interamente privata con un contratto col comune fino al 2020. La mala gestione in generale di questa società da parte delle passate amministrazioni e la cessione della quota pubblica (venduta a 3.360.000 euro a fronte di un valore di 4.200.000 euro) sono al centro della discussione. Nello specifico riguardo alla raccolta differenziata, che avrebbe dovuto portare un risparmio  alla cittadinanza, mentre di fatto la tassazione è aumentata come lo sono gli utili privati fatti dalla società.

Sicuramente i candidati del Movimento 5 Stelle sanno cosa vogliono e soprattutto sono preparati su ogni tematica calda di Porto Sant’Elpidio. Le proposte sono di buonsenso e poggiano su basi solide. Rimane da vedere se Cerquozzi e gli altri candidati sapranno sfruttare la scia penta-stellata delle elezioni politiche.

                                                                                                                    Marco Vesperini