Recreativo P.S.E. – Tirassegno ’95, due modi diversi d’intendere il calcio

Di Riccardo Marchionni

L’A.S.D. Recreativo P.S.E. è una squadra di calcio di terza categoria che gioca nel campionato Marchigiano. Sarebbe una squadra come tante altre, e per certi versi lo è, ma c’è qualcosa che la caratterizza sin dalla sua nascita. Dirigenti e giocatori sono un gruppo di amici molto affiatato, sono ragazzi giovani che hanno voluto dare l’esempio di come si possa giocare a calcio in maniera diversa, senza pensare di diventare ricchi giocando o di fare chissà quale carriera strabiliante, ma rimanendo sempre con i piedi per terra, senza montarsi mai la testa. Inoltre il presidente Roberto Sbrolla, ha importato dal Rugby il cosiddetto “terzo tempo”, ogni partita giocata in casa del Recreativo è seguita da panini, vino e birra per tutti, per concludere in maniera conviviale la gara sportiva. Come ogni impresa di nuova formazione, il Recreativo ha impiegato un po’ di tempo per arrivare a pieno ritmo, trovare i giusti equilibri in campo ed in panchina, e quest’anno(al terzo anno di attività) iniziano a raccogliere i frutti del loro lavoro. Sono primi in classifica, con zero sconfitte.

Essere il leader di un campionato di calcio di qualsiasi categoria implica il non dover sbagliare mai, perché ogni squadra gioca la partita della vita contro la prima in classifica. Sabato scorso infatti, nella partita contro il “Tirassegno ’95” giocata al “Ferranti 2”, il Recreativo ha disputato un match impeccabile vincendo con un secco 3 – 0. I problemi sono però sorti fuori dal campo, dove un manipolo di tifosi fermani, sul gol del 3 a 0, ha aggredito a calci e pugni alcuni tifosi della squadra di casa, con una violenza inaudita e in maniera del tutto inaspettata.
Il casus belli è stato un post pubblicato su Facebook da un tifoso del Recreativo, in cui si evocava una partita di trenta anni fa tra San Crispino e Fermana, disputata all’Orfeo Serafini, in cui la squadra elpidiense si era distinta per caparbietà, conquistando una storica vittoria. L’intento del tifoso era quello di incitare gli altri supporter del Recreativo ad andare a vedere la partita, invece fuori dai confini elpidiensi quel post è stato visto come un attacco all’onore della Fermana, come un affronto che non poteva essere trascurato.

È così che a partita praticamente conclusa, appena segnato il gol del 3 a 0 alcuni personaggi si sono scagliati contro un giocatore del Recreativo che si trovava in tribuna, che nel corso della partita si era “preso a parole” con un giocatore del Tirassegno. Dalle testimonianze dei presenti si è capito che è stato proprio il giocatore del Tirassegno che era in campo a dare l’ok alla “spedizione punitiva”. Iniziato il parapiglia, è intervenuto prontamente il padre di un giocatore della squadra di casa per calmare gli animi, ma inutilmente perché ormai le tribune si erano trasformate in un ring in cui si combatteva venti contro uno! Una volta precipitata la situazione, preoccupato per l’incolumità del padre e della fidanzata, il portiere del Recreativo ha istintivamente scavalcato la rete per soccorrerli. Solo l’intervento dei carabinieri che erano presenti alla partita, ha fermato quello che non si può altro che definire un attacco barbaro e vigliacco mosso da motivazioni malate.
Non saprei come altro definire, se non malata, la visione del calcio di queste persone, che vedono in un’inoffensivo invito a partecipare ad una partita, la motivazione per fare venti chilometri e picchiare chi secondo loro aveva il torto di aver nominato la loro squadra in maniera impropria. Un comportamento degno dei peggiori fondamentalismi religiosi. Senza contare poi che questa società si è distinta negli anni passati per episodi simili, quindi non è nemmeno da considerarsi un caso isolato quel che è successo sabato.

Quella infatti non è stata “la classica rissa che ogni tanto capita nei campi di terza categoria”. È stato (in maniera simbolica) anche un attacco ad un modo di vivere il calcio fatto di amicizia, onestà, e fratellanza. Il “modello Recreativo” è stato attaccato, macchiato da chi vede il calcio come una valvola di sfogo basata sulla violenza e sulla rissosità.

Da notare anche la differenza di stile tra le due società, i ragazzi del Recreativo non hanno voluto infierire sul risultato finale dopo il parapiglia, mentre gli avversari speravano in una sospensione della partita, rigirando a loro favore la violenza perpetuata dai loro tifosi. “Tifosi”, che dopo l’intervento dei Carabinieri sono prontamente scappati a gambe levate.

 

Rettifica

Mi ha contattato telefonicamente Marco, un responsabile degli ultras della Fermana, che teneva a precisare che le persone coinvolte nei fatti sopra descritti non fanno parte del tifo organizzato della Fermana. Sono sicuramente simpatizzanti e seguono le partite di tanto in tanto, ma non fanno parte del gruppo del tifo organizzato.

Nella versione originale dell’articolo era scritto così: “Da quello che siamo riusciti a capire, i violenti in questione sarebbero degli ultras della Fermana, arrivati a Porto Sant’Elpidio per tenere alto l’onore della loro squadra. Non il Tirassegno ’95, ma la Fermana”.

 

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