Un successo il meeting organizzato da Team Atletica Porto Sant’Elpidio

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Un successo di pubblico e di partecipazione. Il meeting di staffette svedesi, tenutosi domenica scorsa, organizzato dalla Team Atletica Porto Sant’Elpidio, ha portato nella città rivierasca 12 società di atletica delle marche; regalando un pomeriggio di competizione e passione come lo sport sa dare.

Osimo, Fabriano, Chiaravalle, Ancona, Castelfidardo, Senigallia, Ascoli Piceno, Jesi, San Benedetto, Macerata e Porto San Giorgio hanno risposto alla chiamata dell’evento fortemente voluto dalla nuova società elpidiense e dal presidente/coach Leonardo Paci. In gara le categorie di esordienti, ragazze e ragazzi. Oltre alle staffette classiche 4×100 maschili e femminili, gli organizzatori hanno arricchito l’evento con staffette svedesi di 200m+400m+600m+800m per i cadetti e 100m+200m+300m+400m per i ragazzi.

La gara maschile 4×100, categoria cadetti, ha visto prevalere la Sef Stamura Ancona, mentre l’Atletica Fabriano vince quella femminile. Nelle staffette svedesi, per la categoria cadetti maschile, la Stamura Ancona strappa il primo gradino del podio; lo stesso fa Avis Macerata per la femminile, conquistando anche il primo posto nel 4×100 femminile, categoria ragazzi. Quest’ultima ha visto nel maschile la vittoria della Collection Sambenedettese, così come nella staffetta svedese maschile. È invece l’Atletica Chiaravalle a trionfare nella femminile svedese.

Molto combattute anche le gare dei piccoli esordienti, il più piccolo dei quali ha 7 anni; infuocando gli spalti e il tifo del pubblico. È la prima gara organizzata dalla nuova società ed è subito un successo. “Ringraziamo gli sponsor e l’assessore allo Sport Milena Sebastiani per il sostegno – affermano gli organizzatori – invitiamo tutti color che vogliono avvicinarsi all’atletica a farlo. Vi aspettiamo nella nostra struttura in Via 1 Maggio”.

Un anno di Team Atletica

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Primo giro di boa per la società del Team Atletica Porto Sant’Elpidio che lo scorso week-end ha compiuto un anno di attività. Tutti riuniti per i lieto evento, bambini, ragazzi, genitori. Si respira l’aria conviviale della festa e sorride il presidente, nonché allenatore, Leonardo Paci. “Siamo riusciti a rendere la “struttura” più umana possibile, abbiamo formato un gruppo compatto ed è quello che ci eravamo prefissati”. I ragazzi hanno festeggiato mister Paci con un video divertente in cui traspare tutto l’attaccamento.

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Com’è il bilancio personale e del gruppo di questo primo anno?

La mia prima era una figura prettamente tecnica ma fare anche il presidente è completamente differente. Ho scoperto che ti impegna totalmente, in un campo poi che non è il mio. E devo ringraziare Renato Bruni e altri presidenti nella regione che mi hanno dato qualche consiglio per andare avanti. Noi vogliamo essere un’entità non uguale alle altre seppur piccola.

L’Amministrazione comunale ha rinnovato il vostro contratto? come vi ha aiutato?

Ci hanno rinnovato il contratto e devo ringraziare l’assessore Milena Sebastiani che mi ha convinto a intraprendere questa sfida; con il suo aiuto e quello dell’Amministrazione possiamo fare molte cose, il campo rimane questo e ci hanno anche dato un contributo per il settore giovanile. Per ora ci stanno vicino quindi devo ringraziare lei e il Comune di Porto Sant’Elpidio.

Collaborate con le altre società sportive? Come vi rapportate con loro e quali peculiarità vi differenziano?

Noi siamo l’unica società di atletica leggera, a Porto Sant’Elpidio, che fa un’attività di settore giovanile. un settore assoluto e speriamo di allargarla anche agli amatori. Nonostante che sia il primo anno abbiamo ottenuto dei podi: Paci Mattia, Lorenzo e Leonardo Mancini, Gabriele Rinaldi, Luca e Gianni Virgili. Il fiore all’occhiello è stata la vincita della staffetta svedese contro una forte squadra come quella Sambenedettese.

Un piccolo neo è il settore femminile che rimane più restio a partecipare alle gare seppur vengano ad allenarsi, salvo qualcuna.  Abbiamo un 40 % di esordienti ed avere un buon vivaio è importantissimo.

Quali sono le gare che avete ora davanti?

Al contrario dello scorso anno abbiamo partecipato a due campestri (i cadetti), più abbiamo partecipato agli indoor di Ancona ottenendo un buon risultato perché l’allievo Gianmarco Belletti ha ottenuto il minimo per i campionati italiani; è uscito al primo turno ma li c’era una concorrenza spietata. Questo a dimostrazione che in questi due mesi abbiamo lavorato bene.

Comunicato congiunto ASDCSR Tirassegno ’95 – ASD Recreativo P.S.E.

Di Redazione POST IT PSE

Pace fatta, anzi pace costruita dai dirigenti delle due squadre, che settimana scorsa sono state “travolte dagli eventi”(come affermano loro stessi). Ecco un esempio di come con le buone intenzioni e con il dialogo si possa arrivare a pacificare situazioni molto sgradevoli. A voi il comunicato congiunto delle due società.

“A dieci giorni di distanza dagli ormai tristemente noti fatti avvenuti in occasione della partita dello scorso 8 febbraio al campo sportivo Ferranti di Porto Sant’Elpidio, i vertici delle due società A.S.D. C.S.R. Tirassegno ’95 e A.S.D. Recreativo P.S.E. hanno trovato il coraggio e la forza per confrontarsi con l’obiettivo di ristabilire il giusto clima di serenità che purtroppo era stato guastato sia dagli episodi accaduti che dalle ricostruzioni strumentali ed a volte fantasiose e prive di fondamento fatte dalla stampa locale.

Nell’incontro avvenuto nella sede della società giallorossa, si è avuto modo di prendere le distanze in maniera chiara e definitiva e di dichiarare l’assoluta estraneità delle due società dagli episodi di violenza avvenuti sugli spalti sul finire della gara. Il presidente Roberto Sbrolla ha rilevato l’assenza di responsabilità diretta della società elpidiense nella creazione dell’oramai famoso evento su Facebook.

Tale evento, infatti, creato con un po’ di leggerezza ma in assoluta buona fede da un sostenitore del Recreativo per incitare i tifosi a recarsi al campo a sostenere la loro squadra, ha assunto tutt’altra portata per chi in esso ha voluto leggere una vera e propria provocazione.

Vi era stato poi un tentativo di spiegare il messaggio che si voleva trasmettere con quelle parole, ma ormai l’evento era stato reso pubblico e le varie reazioni non più controllabili anche se nulla faceva temere che la situazione potesse degenerare a tal punto.

Le due società hanno posto l’accento più volte sul comportamento esemplare di giocatori e dirigenti durante la partita, sia prima che dopo gli scontri avvenuti sugli spalti. Nonostante l’importanza della gara ed il clima di tensione creatosi sugli spalti, infatti, in campo ci si è sfidati con agonismo ma soprattutto con grande fair-play, senza nessun episodio di particolare nervosismo. Il presidente Ferroni ed il presidente Sbrolla hanno poi posto attenzione a come questo incontro sia la risposta più concreta ed importante che due società che hanno molte cose in comune, potessero fornire all’opinione pubblica. Passione, amicizia, grande seguito dei tifosi (cosa non frequente in queste categorie) e voglia di stare insieme ed impegnarsi per raggiungere importanti obiettivi sportivi e sociali sempre col massimo rispetto dell’avversario. I due presidenti infine hanno evidenziato che questo sarà semplicemente il primo segnale del ritrovato rapporto di amicizia e stima tra i due sodalizi che avrà sicuramente un seguito fatto di iniziative congiunte sia nel campo sociale che in quello sportivo al fine di ribadire a tutti e con forza che Recreativo e Tirassegno nulla hanno a che vedere con quello che li ha travolti sabato scorso.”

Recreativo P.S.E. – Tirassegno ’95, due modi diversi d’intendere il calcio

Di Riccardo Marchionni

L’A.S.D. Recreativo P.S.E. è una squadra di calcio di terza categoria che gioca nel campionato Marchigiano. Sarebbe una squadra come tante altre, e per certi versi lo è, ma c’è qualcosa che la caratterizza sin dalla sua nascita. Dirigenti e giocatori sono un gruppo di amici molto affiatato, sono ragazzi giovani che hanno voluto dare l’esempio di come si possa giocare a calcio in maniera diversa, senza pensare di diventare ricchi giocando o di fare chissà quale carriera strabiliante, ma rimanendo sempre con i piedi per terra, senza montarsi mai la testa. Inoltre il presidente Roberto Sbrolla, ha importato dal Rugby il cosiddetto “terzo tempo”, ogni partita giocata in casa del Recreativo è seguita da panini, vino e birra per tutti, per concludere in maniera conviviale la gara sportiva. Come ogni impresa di nuova formazione, il Recreativo ha impiegato un po’ di tempo per arrivare a pieno ritmo, trovare i giusti equilibri in campo ed in panchina, e quest’anno(al terzo anno di attività) iniziano a raccogliere i frutti del loro lavoro. Sono primi in classifica, con zero sconfitte.

Essere il leader di un campionato di calcio di qualsiasi categoria implica il non dover sbagliare mai, perché ogni squadra gioca la partita della vita contro la prima in classifica. Sabato scorso infatti, nella partita contro il “Tirassegno ’95” giocata al “Ferranti 2”, il Recreativo ha disputato un match impeccabile vincendo con un secco 3 – 0. I problemi sono però sorti fuori dal campo, dove un manipolo di tifosi fermani, sul gol del 3 a 0, ha aggredito a calci e pugni alcuni tifosi della squadra di casa, con una violenza inaudita e in maniera del tutto inaspettata.
Il casus belli è stato un post pubblicato su Facebook da un tifoso del Recreativo, in cui si evocava una partita di trenta anni fa tra San Crispino e Fermana, disputata all’Orfeo Serafini, in cui la squadra elpidiense si era distinta per caparbietà, conquistando una storica vittoria. L’intento del tifoso era quello di incitare gli altri supporter del Recreativo ad andare a vedere la partita, invece fuori dai confini elpidiensi quel post è stato visto come un attacco all’onore della Fermana, come un affronto che non poteva essere trascurato.

È così che a partita praticamente conclusa, appena segnato il gol del 3 a 0 alcuni personaggi si sono scagliati contro un giocatore del Recreativo che si trovava in tribuna, che nel corso della partita si era “preso a parole” con un giocatore del Tirassegno. Dalle testimonianze dei presenti si è capito che è stato proprio il giocatore del Tirassegno che era in campo a dare l’ok alla “spedizione punitiva”. Iniziato il parapiglia, è intervenuto prontamente il padre di un giocatore della squadra di casa per calmare gli animi, ma inutilmente perché ormai le tribune si erano trasformate in un ring in cui si combatteva venti contro uno! Una volta precipitata la situazione, preoccupato per l’incolumità del padre e della fidanzata, il portiere del Recreativo ha istintivamente scavalcato la rete per soccorrerli. Solo l’intervento dei carabinieri che erano presenti alla partita, ha fermato quello che non si può altro che definire un attacco barbaro e vigliacco mosso da motivazioni malate.
Non saprei come altro definire, se non malata, la visione del calcio di queste persone, che vedono in un’inoffensivo invito a partecipare ad una partita, la motivazione per fare venti chilometri e picchiare chi secondo loro aveva il torto di aver nominato la loro squadra in maniera impropria. Un comportamento degno dei peggiori fondamentalismi religiosi. Senza contare poi che questa società si è distinta negli anni passati per episodi simili, quindi non è nemmeno da considerarsi un caso isolato quel che è successo sabato.

Quella infatti non è stata “la classica rissa che ogni tanto capita nei campi di terza categoria”. È stato (in maniera simbolica) anche un attacco ad un modo di vivere il calcio fatto di amicizia, onestà, e fratellanza. Il “modello Recreativo” è stato attaccato, macchiato da chi vede il calcio come una valvola di sfogo basata sulla violenza e sulla rissosità.

Da notare anche la differenza di stile tra le due società, i ragazzi del Recreativo non hanno voluto infierire sul risultato finale dopo il parapiglia, mentre gli avversari speravano in una sospensione della partita, rigirando a loro favore la violenza perpetuata dai loro tifosi. “Tifosi”, che dopo l’intervento dei Carabinieri sono prontamente scappati a gambe levate.

 

Rettifica

Mi ha contattato telefonicamente Marco, un responsabile degli ultras della Fermana, che teneva a precisare che le persone coinvolte nei fatti sopra descritti non fanno parte del tifo organizzato della Fermana. Sono sicuramente simpatizzanti e seguono le partite di tanto in tanto, ma non fanno parte del gruppo del tifo organizzato.

Nella versione originale dell’articolo era scritto così: “Da quello che siamo riusciti a capire, i violenti in questione sarebbero degli ultras della Fermana, arrivati a Porto Sant’Elpidio per tenere alto l’onore della loro squadra. Non il Tirassegno ’95, ma la Fermana”.

 

La pallacanestro è un’altra cosa

Di Marco Bastiani

PORTO SANT’ELPIDIO – E’ stata la partita dell’anno, partita giocata con cuore e con orgoglio come se ne vedono poche. E’ stata la partita della solidarietà, con il palazzetto gremito e l’incasso devoluto in beneficenza. Sarebbe dovuta essere una partita ricordata tra le più belle della storia del basket Elpidiense. Rimarrà nel ricordo come la partita del quindicenne portato via in ambulanza.
Domenica 12 gennaio 2014, al palazzetto di Porto Sant’Elpidio va in scena l’atteso derby tra Ecoelpidiense Porto Sant’Elpidio e Poderosa Montegranaro, valevole per il campionato DNB di pallacanestro. Sulle gradinate del campo di Via Ungheria ci sono 1500 spettatori di cui 200 circa sostenitori della squadra ospite.
Tra questi spettatori ci sono anche gli “Ultras”: gruppi opposti di ragazzi, più o meno giovani, che con i loro colori e il loro tifo assordante cercano di supportare la propria squadra con passione ogni domenica. Presente sugli spalti c’è anche Simone, un bambino di 4 anni , appassionato come tanti altri di questo magico sport. Simone, per via di un brutto incidente domestico, necessita di cure particolari, cure che lo faranno tornare presto in forma e pronto a diventare un futuro MVP. I soldi della beneficenza sono per l’associazione che lo aiuta.

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Ore 18, inizia la partita. Parte male l’Ecoelpidiense che combina poco e subisce il gioco della squadra Veregrense che ,memore anche della sconfitta rimediata all’andata, vuole portare a casa il risultato. Porto Sant’Elpidio non segna, la Poderosa gioca bene e il distacco arriva fino a -16. Un po’ di difesa forte e qualche canestro da parte dei padroni di casa portano il risultato sul 26 – 34. Intervallo. Simone scende in campo tra gli applausi dei presenti, riceve il pallone autografato da tutti i giocatori e si mette in posa per le foto di rito, insieme al presidente della società e ai rappresentanti dei tifosi, tra sorrisi e strette di mano. “Simone uno di noi!” è il coro che cantano a gran voce gli ultras. Simone ride. E’ la sua giornata. Fine dell’intervallo. Questa volta è l’Ecoelpidiense a partire bene. Con tanto sudore e qualche bel canestro lo svantaggio viene piano piano ridotto. Nessuna delle due squadre in campo vuole mollare. Fine dei tempi regolamentari, 64 -64. Che bella partita, che sport meraviglioso!
Nel palazzetto c’è davvero tanta gente. Si respira la tensione dei tempi supplementari. Si chiama Basket, riesce a metterti pressione anche se non stai giocando. Normale routine, tuttavia il clima è tranquillo. Iniziano i supplementari. Le squadre rientrano in campo per giocarsi la partita in 5 minuti. Come all’ inizio primo quarto è Montegranaro a partire meglio e con un paio di canestri in serie si porta subito sul +6. Time-out. Partita finita? Nemmeno per sogno. I ragazzi di casa non ci stanno e con poco tempo a disposizione sul cronometro ma con tanta grinta messa sul parquet e un pizzico di fortuna riescono a mettere a segno una rimonta che ha dell’incredibile. Ecoelpidiense a + 3 a 10 secondi dalla fine. La pressione è sempre più alta. Palla in mano alla Poderosa che riesce a costruire un tiro pulito da 3 punti che si ferma sul primo ferro; la difesa prende il rimbalzo e apre un contropiede veloce per far scorrere gli ultimi secondi rimasti. Suono della sirena e fallo allo scadere del tempo. L’incontro è terminato ma ci sono ancora due liberi da tirare.
Fine della partita, fine della tensione. In un istante, quel nodo in gola che ha tenuto col fiato sospeso ogni singolo spettatore ora non c’è più: è svanito col suono della sirena. Chi ha vinto può gridare tutta la sua gioia, chi ha perso ha bisogno di qualche secondo per realizzare e per smaltire la delusione, soprattutto dopo una sfida del genere. Sono pochi attimi in cui tutto torna alla normalità e ci si dà una calmata. Vale per tutti, sia vincitori che vinti, in tutti gli sport. O almeno quasi per tutti. Infatti mentre un discreto numero di tifosi invade il campo per abbracciare i giocatori, quattro o cinque “ultras” mirano dritti verso il settore ospite e aggrediscono un tifoso quindicenne, tirandolo giù con forza dai gradoni. Il ragazzo sbatte la testa e perde lucidità. Sono attimi concitati, testimoni parlano di pugni e calci ma ancora non è chiara la dinamica dei fatti. Il ragazzo viene portato via in ambulanza. Ora sta bene, se la caverà con qualche livido e una prognosi di 20 giorni. La società Elpidiense ha pubblicato un comunicato stampa in cui chiarisce le proprie posizioni sull’accaduto.
La partita tecnicamente è stata sospesa anche se praticamente a tempo scaduto. Come era nell’aria il giudice sportivo ha infilitto al Porto Sant’Elpidio Basket una sconfitta a tavolino 0 – 20. Il campo è stato squalificato e la società multata anche se probabilmente verrà presentato un ricorso.
E la partita giocata? La partita giocata non esiste più. Cancellata, dimenticata, distrutta. All’uscita del palazzetto si parlava solo di questi fattacci, in questi giorni si è parlato solo di questi fattacci e in futuro si ricorderà solo questi fattacci.
Saranno contenti secondo voi i giocatori che hanno sputato sangue in campo?
Saranno contenti gli altri tifosi, la società, i cittadini elpidiensi?
Quattro tempi regolamentari più un supplementare. Quarantacinque minuti di fatica e sudore per conquistare 2 punti difficilissimi buttati nel cesso da quattro idioti la cui unica realizzazione è quella di fomentarsi tra di loro e cercare lo scontro fisico.
Il basket non è per voi coglioni, fatevene una ragione. E c’è anche chi ,non trovando di meglio da fare, mostra solidarietà a questi soggetti su Facebook salvo ritirare le proprie affermazioni poco dopo. E pensare che questi erano gli stessi che all’intervallo cantavano “Simone uno di noi!”. Ma siete proprio sicuri che dopo tutto quello che avete combinato Simone voglia diventare uno di voi?