Franchellucci taxi driver

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Articolo del Corriere Adriatico on-line del 30/03/15

 

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il 31 marzo di quest’anno sui giornali locali è uscita una notizia che ha fatto ridere ed anche indignare molti cittadini. Il Sindaco Franchellucci dichiarava che non avrebbe messo a bando due nuove licenze taxi nel nostro comune perché “oltre l’ottanta per cento delle persone che si rivolgono all’unico taxi in circolazione sono le prostitute, allora ho ritenuto inopportuno mettere in moto altre due licenze”.

Pochi giorni dopo, con determinazione n°4 del 18/04/2015, il responsabile delle attività economiche del comune di Porto Sant’Elpidio indice un bando pubblico per l’assegnazione di tre autorizzazioni per l’attività di noleggio auto con conducente(NCC).

Le NCC, sostanzialmente, non sono altro che taxi senza la scritta “taxi” sopra il tetto.

Ora, se andiamo a rileggere la motivazione con cui Franchellucci si è pubblicamente giustificato per il fatto di non voler rilasciare due nuove licenze taxi, viene veramente da ridere(e tralasciamo pure il bigottismo che sottende tale dichiarazione). Se i taxi, secondo la sua visione, favorirebbero le prostitute, o comunque le renderebbero la vita più facile, le auto NCC sono pure peggio. Le NCC sono più appetibili per le prostitute in quanto più discrete, e con la possibilità di concordare il prezzo. Se fosse stato coerente con se stesso non avrebbe fatto partire il bando per tre NCC.

A questo punto ci chiediamo, che senso ha fare una dichiarazione così ridicola per giustificare il fatto di non dare nuove licenze taxi, e poi fare in sostanza l’esatto contrario venti giorni dopo? Qual è la logica di questo comportamento? Che modo di amministrare è questo?

Oltretutto Franchellucci non ci ha detto come ha fatto a scoprire che l’ottanta per cento dei clienti dell’unico taxi in circolazione sono prostitute. Si può però facilmente ipotizzare che l’abbia chiesto proprio alla persona interessata, in quanto l’unico titolare di licenza taxi a Porto Sant’Elpidio abita nello stesso palazzo della famiglia del Sindaco.

Non vorremmo che questa apparente schizofrenia sia in realtà una malcelata scelta di mantenere al meglio i rapporti di buon vicinato.

 

Il bando per tre nuove licenze NCC:

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In piazza la chiarezza

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Domani sera, alle ore 21:00 presso “La Piccola”, si terrà un incontro organizzato congiuntamente dalle forze di opposizione per fare chiarezza riguardo alla riqualificazione di Piazza Garibaldi.

“In piazza la chiarezza” è il titolo dell’iniziativa. “Le forze politiche di opposizione proveranno a fare chiarezza sul progetto di riqualificazione di Piazza Garibaldi promosso dalla maggioranza, si analizzerà insieme alla cittadinanza le priorità e le giuste linee per una piazza di tutti, per tutta la città.”

Una serata di informazione e di partecipazione, con lo scopo di mettere al corrente i cittadini dell’idea di piazza portata avanti dall’amministrazione, capire cosa non va, e proporre delle soluzioni alternative.

Franchellucci e i crono-programmi

A maggio 2014 il Sindaco Franchellucci stilava un crono-programma dei passi necessari al raggiungimento dell’agognato risultato:

LUGLIO(2014): Presentazione del progetto alla cittadinanza;

LUGLIO(2014): Contributi da parte della commissione consiliare competente

LUGLIO/AGOSTO/SETTEMBRE(2014): Incontri bilaterali “fiume”tra l’amministrazione e tutti i cittadini che vorranno dare il loro contributo in termini di idee al progetto (non escludendo, ma valutandone la fattibilità, un concorso di idee per la progettazione del “corso naturale”)

SETTEMBRE/OTTOBRE(2014): Avvio del procedimento amministrativo di “Variante al Piano di RecuperoEsistente”

#tantavogliadirisultatiimmediati

Nonostante abbia parecchia fretta di portare a casa qualche successo, la variante in questione ancora non s’è ancora vista, e il progetto non è stato presentato alla cittadinanza per poterne poi recepire i contributi(senza parlare del fatto che preferisce gli incontri “tete a tete” alle assemblee pubbliche). La falsa partecipazione ha fatto un buco nell’acqua, com’era facilmente prevedibile. Le promesse di un progetto redatto in maniera partecipativa sono rimaste tali, senza alcun seguito. Il concorso di idee rimane un miraggio, come un’oasi nel deserto.

Sarà tanta la carne al fuoco da cuocere quindi, molti sono i punti oscuri ancora da chiarire. Uno, importantissimo, è quello che riguarda il rapporto tra Moreschini(proprietario del “Gigli”) e l’amministrazione comunale. Ultimamente abbiamo assistito alla riaccensione del dibattito sul futuro della piazza. Da un lato il Sindaco diceva di aver avviato trattative con Moreschini e di aver strappato un accordo, dall’altro lo stesso Moreschini a mezzo stampa smentisce clamorosamente il Sindaco, dichiarando che finché campa lui, quel “coso”(il cineteatro), può rimanere così com’è.

Perché non espropriare?

Il costruttore dichiara inoltre di essere favorevole ad un eventuale esproprio. Perché non si prende in considerazione di praticare questa strada? Perché non si sfrutta il vantaggio dato da una situazione immobiliare stagnante, e quindi favorevole per la collettività? Il Sindaco dice di voler lasciare quest’opzione come ultima spiaggia “perché avrebbe dei tempi lunghi”. Ma se Moreschini non interverrà(“finché campo io resta così com’è”), quale altra strada si può pensare di intraprendere?

L’impressione data dal Sindaco e dalla giunta durante gli ultimi incontri pubblici(oltre all’insofferenza ai pareri contrari, o a chi semplicemente pone questioni per loro spinose) è quella di qualcuno che cerca soltanto di portare a casa un risultato in tempi brevi per metterci il cappello sopra, e che vede in chi vuole una decisione partecipata dei gufi contrari alla buona riuscita della riqualificazione. Il rischio è che si vada spediti con la costruzione della strada radente la ferrovia e che poi ci si impantani, senza un’idea generale e di più ampio respiro, in una situazione ancora più complicata di quella attuale.

Documenti scottanti

Si parla addirittura dell’esistenza di alcuni documenti risalenti ai primi del ‘900, che annullerebbero le compravendite del Cineteatro Moderno effettuate negli anni, a causa della mancata riscossione di un canone da parte del comune, e che potrebbero far tornare lo stabile di proprietà pubblica.

Di questo e di molto altro si parlerà domani sera, tutti quelli interessati alla riqualificazione del centro della nostra città sono invitati a partecipare per apportare un positivo contributo di idee o anche solo di presenza. Perché partecipare è importante, soprattutto quando si parla del futuro della piazza e quindi del futuro dell’intera città.

 

L’evento facebook della serata:

https://www.facebook.com/events/513897285416288/

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Proibizionismo come soluzione, e i valori di sinistra se ne vanno a farsi fottere.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Introduzione del reato di prostituzione e processo penale per i clienti. Questa è la soluzione che auspica il Sindaco di Porto Sant’Elpidio, Nazareno Franchellucci, per risolvere la questione “prostituzione selvaggia”. Un intervento legislativo di forte stampo proibizionista, che limiterebbe la libertà dell’individuo di disporre come meglio crede del suo corpo e della sua vita, che andrebbe a sindacare nell’intimo delle scelte che riguardano solo e soltanto la sfera personale.

Una visione un po’ retrograda quella del nostro Sindaco, degna del miglior conservatorismo di destra. Ma dove sono finiti gli ideali di sinistra che dovrebbero contraddistinguere il Partito Democratico e i suoi rappresentanti? Probabilmente si sono persi lungo la strada della gentrificazione del partito. Forse si sono persi mentre festeggiavano il fatto di “avere” una banca, o mentre contavano i soldi intascati applicando un metodo mafioso all’amministrazione pubblica(ogni giorno sentiamo di amministratori a vari livelli che vengono trovati con le mani nella marmellata).

Fatto sta che il PD locale, levati gli scandali legati al malaffare, è in linea con il PD nazionale. I principi e gli ideali caratterizzanti la sinistra sono ormai un ricordo. Vale soltanto il fare (a qualsiasi costo), conta soltanto vincere e mantenere il potere.

Reato sì, ma anche no.

La posizione presa ieri sera dal Sindaco, durante l’ultimo degli incontri farsa sul fantomatico bilancio partecipato, è da esperto contorsionista. Dice che vorrebbe la caccia alle prostitute e la punizione per i clienti, ma anche “se si facesse qualcosa di diverso andrebbe bene lo stesso”. Basta che si faccia qualcosa insomma, non importa che sia la soluzione sia quella giusta o quella sbagliata.

Aggiungere il reato di prostituzione non cambierebbe affatto la situazione attuale, se non in peggio, infatti porterebbe soltanto un ulteriore ingolfamento dei tribunali, oltre che danni economici e psicologici per chi viene “beccato”(a fare, sostanzialmente, niente di male). Esiste, nel nostro ordinamento, il reato di sfruttamento della prostituzione, ma questo non ferma i criminali che lo gestiscono, perché il guadagno è troppo alto per lasciarselo scappare. E siccome tale mercato è relegato nell’illegalità, allora l’unica legge che esiste è quella del più forte, così le organizzazioni criminali hanno campo libero.

Dentro al recinto della legge.

Se un mercato è fuori dal controllo della legge, e ci guadagnano solo i criminali che vivono tramite le attività illegali, allora l’unica soluzione intelligente e degna di uno stato moderno è quella di portare tale mercato all’interno del recinto della legge, dando delle regole a qualcosa che è lasciato allo “stato di natura”. I risvolti positivi di quest’azione toccherebbero tutti i cittadini, in quanto un controllo sanitario sulle ragazze e di salubrità dei luoghi dove quest’attività viene svolta garantirebbe un risparmio al servizio sanitario perché meno persone rischierebbero di contrarre malattie. Le entrate fiscali che ne deriverebbero sarebbero enormi. Alla criminalità toccherebbe abbandonare il mercato o ridimensionarsi pesantemente.

Questi ragionamenti di buon senso il Sindaco non li fa? Con quali argomentazioni può portare avanti la sua idea di criminalizzare le scelte personali dei cittadini? Sulla base di quale superiorità morale? E ancora, è accettabile per il nostro paese avere un Sindaco che vorrebbe fuori legge le prostitute e i clienti, ma anche no? Che idea ha del futuro del nostro paese se gli sta bene anche qualcosa a cui lui è contrario?

Una manifestazione fine a se stessa?

L’associazione di quartiere centro ha proposto, ieri sera, di indire una manifestazione contro la prostituzione. Anche altre associazioni di quartiere hanno visto di buon grado questa proposta. “Uniamo la nostra rabbia – incita il Sindaco – su questo tema dobbiamo essere tutti uniti”. Ok, uniti per far cosa? Una buona manifestazione di solito, per raggiungere il risultato prefissato(cioè che cambi quello di cui ci si lamenta), porta con sé delle chiare richieste. Non possiamo pensare di risolvere il problema piantonando tutte le sere la statale in massa, è ridicolo. Il problema va risolto alla radice, cioè cambiando la legge.

Allora questa manifestazione può avere un senso se si chiede di cambiare la legge in maniera decisa, verso una legalizzazione e regolamentazione del mercato della prostituzione. Una sessantina di parlamentari di vari schieramenti si sono riuniti ieri mattina per tirar giù un disegno di legge per superare la legge Merlin, che metteva fine all’esperienza delle case di tolleranza. Questa è una buona notizia che la nostra amministrazione tutta avrebbe dovuto accogliere con piacere, invece ci tocca avere a che fare con l’Anslinger di turno. Che amarezza.