A caccia di cinesi

18 febbraio 2013, torno nella mia amata Porto sant’Elpidio dopo 6 mesi di sano e puro smog pechinese. Neanche smaltisco il fuso orario che già vengo risucchiata nel dibattito politico che, manco fosse la febbre gialla, sta imperversando sul mio paese: le elezioni amministrative. Non mi sento pronta, tuttavia so di non avere scelta. Mi preparo ad aprire i programmi elettorali dei candidati sindaco e trovare campagne di decinesizzazione, ronde per fare la guardia ai gatti randagi improvvisamente scomparsi dai nostri quartieri, fiaccolate per porre fine alla pratica dei piedi fasciati. Mi infilo la tutina arancione regalatami da un monaco guerriero dello shaolin e lego i capelli con una fascetta rosso comunista comprata in piazza Tiananmen. Brevi esercizi di riscaldamento liberamente ispirati a Kungfu Panda, foglie di thé in infusione, incenso tibetano in combustione e ventaglio a portata di mano per rinvenire in caso di mancamento. Sono pronta. Scorro febbricitante le pagine dei programmi, passo in rassegna ogni punto, leggo e rileggo gli slogan elettorali, cerco messaggi subliminali nei cartelloni affissi in paese. Ne trovo tanti, ma non quelli che cerco. Dei cinesi non c’è più traccia. Con il passo felpato di un ninja, faccio un giro di perlustrazione della zona. Negozi chiusi, festoni spiccati dai muri, ai matrimoni non va manco più di moda far volare in cielo le lanterne di carta. La statale sembra il set di un film di Sergio Leone, dal centro in poi, uno di Tinto Brass. Dietro casa mia abitava una famiglia di cinesi e, prima di partire, ero solita rimanere in silenzio ad ascoltare gli scatarri del capofamiglia, che mi catapultavano indietro coi ricordi alla mia prima volta in Cina. Una delizia. Ora se ne sono andati e non trovo nulla di ugualmente evocativo.
Amareggiata dalla ricerca e ormai contagiata dalla febbre della rivoluzione che parte dalle masse, o forse delusa perché studiosa di un problema già passato di moda, decido di riportare l’attenzione dei miei compaesani sul dramma che fino allo scorso semestre attanagliava maggiormente i loro animi: l’invasione gialla. Conduco una limitata serie di interviste su un campione della popolazione elpidiense, raccogliendo materiale di scarso interesse, risposte livellate e tutte uguali: “Io co li cinesi? Mai un problema! Adè l’unici che paga!”, “Je se po’ dì tutto, a rutta, a sputa per terra, però a me m’ha sempre pagato prima dela fine delu mese.” Mi sento spaesata.
Questa non me l’aspettavo. Raccolgo le idee, faccio confronti, mi perdo in ipotesi ed interrogo pure l’antico oracolo cinese con le monetine. Il responso è semplice e immediato: “Accondiscendenza”. Ancora una volta l’I-Ching mi sorprende, conosce gli elpidiensi meglio di me! L’accondiscendenza è una caratteristica che da sempre contraddistingue l’esemplare elpidiense medio, spara a zero dalla conca del suo divano ma non è disposto ad alzare il culo per cambiare le cose. Se c’è da guadagnarci qualcosa un modo lo trova sempre ed è dotato dell’astuzia necessaria ad aggirare i problemi, almeno per il tempo che basta a guadagnarci un altro paio di mocassini.
Chi sto prendendo in giro? Quale Cina voglio raccontare? Mi sa che in questi sei mesi non mi sono mossa di un centimetro. Eppure i saggi elpidiensi mi avevano messa in guardia: “Che ce devi rrià a Pechino pe vedè li cinesi?? Ecco ci ni sta quanti ti ni pare!”. Avevate davvero ragione.
Per quanto riguarda l’abbandono cinese del jet set elpidiense, solo un dubbio non riesco ancora a sciogliere:
Chi s’è rotto prima li cojoni?
…Vediamo che mi dice l’I-Ching!

                                                                                                                               Giulia Cuini

 

Breve analisi del voto

balotagio

Sicuramente non siamo abituati a votare col doppio turno. Alle politiche votiamo con una legge che supera i confini della costituzionalità per dannosità dei suoi effetti e per diabolicità dei suoi meccanismi. Alle amministrative il sistema elettorale è diverso, ma qui a Pse al secondo turno ci siamo arrivati poche volte ultimamente, quindi siamo disabituati a concepire il voto amministrativo come un voto a doppio turno.

Politologicamente parlando il doppio turno è un sistema molto bello, auspicato dai maggiori politologi anche per il sistema politico italiano(visto che in Francia funziona molto bene). Questo sistema di voto è utile quando funziona bene, cioè quando i cittadini lo hanno compreso e lo sanno usare, perché permette di dare il voto al candidato preferito al primo turno, successivamente se il candidato preferito arriva al ballottaggio allora si continuerà sulla strada intrapresa al primo turno, ma nel caso in cui al ballottaggio non vada il candidato preferito, si vota il “meno lontano” alle proprie idee tra i due candidati rimasti. Questo “gioco” serve a capire (al primo turno) quali sono le preferenze reali, e la forza di ogni partito. Al secondo turno i vari partiti si coalizzano(palesemente o tacitamente) e il più forte va a governare.

Dalle testimonianze raccolte in questi giorni, posso dire con estrema sincerità, che i cittadini elpidiensi non hanno capito come funziona il doppio turno. Ho parlato con persone, anche molto critiche con le amministrazioni passate che hanno votato Pd perché non volevano Putzu o Ceruqozzi sindaco. Accettabile, ma è un discorso da fare al ballottaggio, non al primo turno.

C’è da dire inoltre che mi ha spiazzato il comportamento degli elettori di certi quartieri. Ad esempio a Fonte di Mare, dove verranno costruite delle case popolari all’insaputa degli abitanti del quartiere, e dove verrà costruito il fantomatico polo del lusso che presumibilmente ucciderà ciò che è rimasto del piccolo artigianato locale, il centro-sinistra ha preso il 48%. Questo risultato può essere indicatore di almeno tre cose: che gli abitanti del quartiere sono felici di subire le scelte dell’amministrazione e di essere considerati meno del due di coppe; che gli abitanti del quartiere non hanno capito come l’amministrazione ha deciso che si svilupperà il loro quartiere; che gli abitanti non si interessano di come si svilupperà il loro quartiere.

Stessa storia per Cretarola, dove verrà innalzata(grazie alle penose leggi partorite dal governo Berlusconi) un’antenna per la telefonia mobile. Antenna infuocata dalle polemiche degli ultimi mesi, che riguardano la non adeguata pubblicizzazione del piano antenne, e l’ancor meno adeguato interessamento da parte dei cittadini a questo piano. Se i cittadini di Cretarola hanno quasi assalito i rappresentanti dell’amministrazione al confronto organizzato per parlare del “problema antenna”, suona stonato il 47% dato al centro-sinistra. Mistero.

La Corva, un quartiere sui generis. Maltrattato a livello di viabilità, sembra non preoccuparsi della pericolosità della “nuova” strada che collega il quartiere con villa Murri. Un ponte mobile non andava bene, non avrebbe permesso in futuro di edificare lungo quell’asse, che in realtà doveva essere il collegamento verde tra la Corva e il centro. Non c’è stata preoccupazione neanche per la localizzazione di un posto per un’antenna della telefonia alla rotonda ovest in uscita dal quartiere, che si verrebbe a posizionare a pochi metri dalle case circostanti. All’incontro tra candidati sindaco organizzato dall’associazione del quartiere Corva, poteva accidentalmente uscire una considerazione sulla possibilità di spostare l’antenna prima che un’azienda di telefonia faccia la richiesta di impiantarla. Niente di tutto ciò, alla Corva il centro-sinistra prende intorno al 45%.

I cittadini del centro hanno invece “punito” la mancata risoluzione di Piazza Garibaldi, e la progressiva estinzione dei commercianti a causa della creazione in aree periferiche di grandi supermercati e centri commerciali. In due sezioni del centro le preferenze per il centro-sinistra sono state meno del 35% e in una ha raggiunto di poco il 40%. Hanno invece accolto con favore le proposte del candidato Putzu che in queste tre sezioni alza di molto la percentuale presa complessivamente.

Neanche da commentare le percentuali bulgare raggiunte dal centro-sinistra al quartiere San Filippo. Testimonianza dell’ottimo rapporto dell’amministrazione con il quartiere.

Marina Picena(altro quartiere dimenticato) in parte boccia l’amministrazione uscente dando al centro-sinistra intorno al 40% in due sezioni, ma in una sezione raggiunge il 48%.

In generale la città sembra non volere il cambiamento che si era percepito in campagna elettorale. Probabilmente i cittadini non hanno avuto fiducia nei candidati che sfidavano lo strapotere Pd. O forse non se la sono sentita di svoltare in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

La festa del Pd per celebrare la vittoria in programma alla Corva è rimandata di quindici giorni. Abbiamo capito però che non si vince più a mani basse al primo turno. Ed ora si voterà di nuovo, e questa volta sarà un voto d’approvazione o di disapprovazione nei confronti del modo di agire delle amministrazioni degli ultimi venti anni. Certo, Putzu che si presenta come “nuovo” o “civico” o come “cambiamento” è difficile da accettare, perché per dieci anni ha fatto un’opposizione a dir poco scarsa. Ma questo è quello che c’è: chi vuole dare una svolta al governo della città ha la possibilità di farlo votando Putzu, chi vuole la continuità può votare Franchellucci. Chi non se la sente, può restare a casa. A noi la scelta.

P.s. Sarebbe bello sapere, oltre ai nomi degli assessori, anche i nomi dei finanziatori della campagna elettorale in maniera completa ed esaustiva.

Riccardo Marchionni

[Post.X] Elezioni falsate a Pse. Scandalo Whitewool-gate

Sono 336 le schede annullate alle amministrative di Porto Sant’Elpidio tutte contenenti come preferenza “Remo de Biancalana”, nome d’arte, con cui si è affermato nel campo della ristorazione massiva.
I voti ingiustamente sottratti al candidato Tomassini Remo hanno scatenato le proteste dei vertici della sua lista, Patti Chiari, che ha annuciato ricorso, lo stesso Remo ha annunciato che si aggirerà nudo per Porto Sant’Elpidio fino a quando quei voti non verranno restituiti.

remoforesta

E non solo, la vicenda ha avuto anche risvolti a livello internazionale. In Corea del Nord migliaia di cittadini sono scesi in piazza con delle barbe finte ed in tutto il paese sono state organizzate feste della Pinturetta in segno di solidarietà nei confronti del compagno Remo amico intimo di Kim Jong Il, compianto dittatore.

remo yong il

Lo scandalo, ribattezzato ‘Whitewool Gate’ dalla CNN, ha provocato un forte ribasso a Piazza Affari che ha perso 6 punti solo nella mattinata. Remo, che con quelle preferenze si sarebbe piazzato appena sotto la Pasquali, aveva provato durante tutta la campagna elettorale, a far capire agli elpidiensi quale fosse il suo cognome, organizzando cene e banchetti e stampando persino dei ‘santini’.

whitewoolgate

Ma purtroppo, proprio questa idea ha avuto un effetto boomerang per il suo successo elettorale. In effetti il “Santino” di Remo de Biancalana è già di per se un ossimoro, lui che di solito li ‘cala’, tanto da disorientare i propri elettori, che per assicurarsi di non sbagliare candidato, hanno rimarcato Biancalana (in alcuni casi Viancalana) sfidando le solite rigide e burocratiche regole elettorali.

SanRemo

 

Vittorio Lattanzi

Fino al voto ed oltre

Abbiamo iniziato quest’esperienza senza alcuna pretesa, se non quella di animare il dibattito politico-elettorale nell’opinione pubblica cittadina. Eravamo in due, un taccuino ed una telecamera. Poi in tre, si aggiunse una macchina fotografica. Ci siamo ritrovati in cinque, con l’apporto di due penne satiriche, senza nemmeno capir come. E poi ancora photoshoppari, consulenti legali, e tutti i conoscenti e gli amici che ci hanno aiutato in qualche modo a migliorare il nostro lavoro.

Abbiamo cercato di creare dei canali, dei collegamenti tra chi non si sarebbe interessato delle elezioni amministrative e i protagonisti di queste elezioni. Tutto è stato fatto in maniera gratuita, in buona fede, al meglio delle nostre capacità e possibilità.

Il primo traguardo di quest’esperienza è ormai arrivato. È tempo di votare. Ma non pensate che siamo arrivati alla fine. Anzi, il bello comincia proprio adesso. La nuova amministrazione si troverà ad affrontare una situazione per niente semplice. Credo che ora sia importante concentrarsi sulla formazione e sull’operato della giunta e del consiglio che usciranno dalle urne. Dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione su ciò che riguarda il nostro comune. Non dobbiamo riaddormentarci in quel sonno quinquennale che prende quasi tutti i cittadini elpidiensi dopo ogni tornata elettorale.

Facciamo sì che insieme alla nuova amministrazione inizi una nuova era a Porto Sant’Elpidio. Fatta di interesse alla cosa pubblica e di partecipazione attiva da parte di tutti. Le intenzioni dei candidati sono unanimi quando si parla di aumentare la partecipazione dei cittadini nelle decisioni dell’amministrazione. Questa campagna elettorale ha aperto un portone: entriamoci!

Noi faremo la nostra parte, voi fate la vostra. Grazie a tutti!

Riccardo Marchionni

La guerra degli Antò

Come voterà Porto Sant’Elpidio domani e lunedì? In queste ore in molti, nel silenzio elettorale, sanno, sperano, o credono di poter sapere l’esito di queste elezioni amministrative. Viviamo in una fase dove per la prima volta, dopo molto tempo, i cittadini sentono la necessità di scegliere con forza una direzione. Necessità dettata non da una controcultura, non da un pensiero nuovo che vuole imporsi, ma da un bisogno viscerale di quotidianità. La crisi economica è forte e ha profondamente modificato il modus operandi dei nostri concittadini, la consapevolezza del delicato equilibrio con cui dovrà essere guidata la macchina amministrativa è destabilizzante. La rabbia è forte, ancor di più l’amarezza.

Siamo pronti? Si, non si potrà dire che la cittadinanza non abbia partecipato, che i giovani non abbiano partecipato, eppure la storia ci insegna che non avviene mai un taglio netto con il passato. Certe abitudini, certi rituali culturali italiani non vanno via con una passata di spugna. Hanno radici profonde. Incappare in queste inadeguatezze è ancor più difficile quando si ha fame; qualsiasi fune di salvataggio è quella buona.

Di una cosa possiamo essere certi, il peso economico e la mancanza di fondi tracceranno un percorso comune nella prossima amministrazione di questa città. Lo hanno già fatto. Basta leggere i programmi elettorali delle varie forze politiche, dove tralasciando le differenze sostanziali sull’urbanistica, sono molto simili su sociale, turismo, lavoro, maggiore partecipazione. C’è da dire che quest’ultima ha un sapore piuttosto amaro in bocca a chi non si è fidato della propria cittadinanza, o di chi ha finto di conoscerne le dinamiche, con una storia alle spalle di opacità e inadeguatezza.

Alla fine l’unica cosa che conta è la direzione da intraprendere. Una visione futura di città, soprattutto quando siamo chiamati a scegliere quell’amministrazione che andrà a decidere, tra due anni, il nuovo piano urbanistico. Come sarà Porto Sant’Elpidio tra vent’anni. Per quel poco che ci è rimasto da poter decidere.

Ogni cittadino dovrebbe recarsi al seggio con la consapevolezza di aver ben salda la propria decisione. Ben salda l’idea del  proprio avvenire e che dia peso alla responsabilità dell’atto che compie. Dopotutto ricordiamoci che questa è una guerra degli Antò, dopo il voto le problematiche rimarranno e dovranno essere affrontate insieme, senza distinzioni di colori.

“Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza!”, scriveva Benjamin Franklin. Non svendiamoci!

Buon voto a tutti!

                                                                                                                        Marco Vesperini

[Post.X] Troie a Pse

Attraversando per l’ennesima volta la statale del mio paese, mi sento osservato. Gli sguardi che mi fissano mentre scorro veloce con la mia Panda a metano, sono inquietanti. I volti accennano un mezzo sorriso. Ma non voglio cedere al loro richiamo, no, non mi avrete mai.

Allora capisco: sì, il vero problema sono loro, inutile negarlo, ormai hanno invaso il mio paese, in maniera oscena. E non vogliono che una cosa da me: il mio voto!
Ecco le vere troie! Ti propongono ogni cosa: una darsena, una piazza nuova, una strada, una bonifica, più controlli e servizi. Le modalità e i tempi sono da valutare. Promettono di togliere le troie (quelle finte) dalla strada. Ambiscono maledettamente alla tua firma da analfabeta sul loro simbolo.

Riempiono la tua cassetta con i loro mezzibusti, tagliano volutamente la parte inferiore per non incorrere a fraintendimenti con il corriere incontri.
Ma la cosa più dura da mandar giù sono gli slogan, rendono la cosa ancora meno appetibile. Ma ve le immaginate le puttane (sempre quelle finte) con gli slogan: “Nel mio didietro c’è posto anche per te” “Per dei testicoli più leggeri scegli me!” “Goditi il futuro, il prossimo quarto d’ora passalo con me!” No, invece sono concrete, te lo fanno un pompino per 30 euro e basta. Ma ve l’immaginate se una di loro, mentre sta facendo un servizietto, ti dice “Eh, questo pompino ha subito una maggiorazione in corso d’opera e costerà un po’ di più, e poi avevamo detto che te lo facevo stasera, ma mi sa che non potrò iniziarlo prima della settimana prossima.” No, dai, così fanno le troie vere, quelle immortalate in foto gigantesche che, per piazzarle ad un metro dalle vetrine, è dovuta intervenire la prefettura.

Allora mi tocca sognare. Sì, sognare che il futuro sindaco del mio paese sia il meno troia possibile. Qualcuno ha detto che la priorità di Porto Sant’Elpidio è eliminarle. Giusto, sono d’accordo, eliminate la troia che è in voi!

Buon voto a tutti.

                                                                                                                         Sergio Marinelli

Il Cna incontra i candidati – Video

L’ultima domanda dell’incontro organizzato dal Cna con i candidati sindaco di Porto Sant’Elpidio. Cosa farete appena insediati, una volta vinte le elezioni?

Come si vota

Di seguito alcune indicazioni di base per votare correttamente. Ho attinto le informazioni direttamente dal ministero dell’interno. Leggete bene, per non sbagliare.

La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.
L’elettore può votare:

  • per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato;

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  • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;

Schermata 2013-05-24 a 00.14.57

  • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata;

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  • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. “voto disgiunto”).

Schermata 2013-05-24 a 00.15.07

Schermata 2013-05-24 a 15.02.37

L’elettore potrà altresì manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale, scrivendo, nelle apposite righe stampate sotto ogni contrassegno di lista, i nominativi (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) dei candidati preferiti appartenenti alla lista prescelta, avendo però presente che, nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Schermata 2013-05-24 a 00.27.06

Il Ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Chi avesse smarrito la propria tessera personale, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali che, a tal fine, saranno aperti da martedì 21 maggio a sabato 25 maggio, dalle ore 9.00 alle ore 19.00, e domenica 26 e lunedì 27 maggio, giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto. Gli elettori sono invitati a voler verificare sin d’ora se siano in possesso di tale documento e, in mancanza, a richiedere al più presto il rilascio del duplicato, evitando di concentrare tali richieste nei giorni di votazione.

Riccardo Marchionni

[Post.X] Anche Porto Sant’Elpidio ha il suo marchio d’eccellenza

Nel 1990 fu costituito a Fermo l’Istituto per la Certificazione del 100% Made in Italy.
23 anni dopo, in quelle stesse terre (ma sulla parte co meno contadì), si è compiuto un grande passo per il rilancio dell’economia locale.
Proprio qui a Porto Sant’ Elpidio infatti, molti artigiani, calzaturieri in primis, lo avevano chiesto ripetutamente per anni ma nessuno ha dato loro ascolto, creando malcontento e sfiducia nella categoria non solo dei produttori. (Lu Magiaru ha ditto che lu prossimu che je portà a ssettà un paru de scarpe de li cinesi je le tira su la testa)

Poi finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di prendere in mano la situazione, cosi,
grazie allo sforzo congiunto di imprenditori locali, legali ed analisti, noi di Post-it Pse,
abbiamo voluto donare ai nostri candidati lo strumento definitivo affinchè le vostre promesse elettorali, almeno questa volta, non siano vane.

Ecco a voi il Brand che restituirà linfa vitale all’economia elpidiense lanciandola di diritto tra le eccellenze mondiali!

Marchio petrini

QUAL’E’ L’OBIETTIVO DEL BRAND?

Consentire al consumatore di avere la garanzia sull’origine elpidiense e sulla qualità dei prodotti acquistati.

Articoli come scarpe e borse devono essere creati solo utilizzando dall’origine, bestemmie pronunciate secondo usi e costumi locali, infatti ogni materiale dovrà contenere almeno l’80% di imprecazioni spontanee farcite di sfiziosi appellativi (scaza, latru, ‘mpestatu, ecc.) queste creazioni inoltre, dovranno essere cucite al massimo da cinesi residenti a Porto Sant’Elpidio. (guai a chi le porta a trapontà a castellà) e con materiali prodotti in zona.

PERCHE’ PAOLO?

Da quando abbiamo scoperto che Pupusillu non ha mai effettuato nessuna missione sullo Shuttle, Paolo è diventato in assoluto la persona piu’ importante della storia di questa città.
Petrini per Porto Sant’Elpidio è come Elvis per Memphis, come Totti per Roma,
il volto dell’elpidiense vincente, uno che ha ottenuto il massimo della soddisfazione dalla nostra città, come chi acquisterà i prodotti con questo marchio.

COME APPARE IL MARCHIO?

Abbiamo scelto il giallo ed il rosso PD che ricordano sia il colore che da sempre caratterizza le nostre amministrazioni, sia il colore della terra davanti all’Ex FIM.
La scritta P.S.E. è gialla ed in rilievo ottenuta con uno speciale cacciabollette laser di ultima generazione, che ne rende impraticabile la contraffazione.

Nei giorni passati, qualcuno ha provato a minare il rilancio economico del paese mettendo a rischio l’intero progetto con l’intento di abbassare i costi di produzione facendo produrre direttamente ai cinesi scarpe col marchio P.S.E., ma fortunatamente, il nucleo speciale antisofisticazione dell’arma dei vigili urbani di P.S.Elpidio, ultimo baluardo della sicurezza cittadina, (a proposito candidati, ma sete sicuri che a le guardie je gusta a fatigà de notte?) durante una perquisizione in 3 diverse case+laboratorio, ha sequestrato oltre 80mila marchi S.G. PSE contraffatti, come questi:

fakelogos

Si tiene a precisare sin da ora che i trasgressori verranno puniti severamente. L’intera produzione delle ditte coinvolte verrà spostata coattivamente a Montegranaro, nonostante l’applicazione di tale pena sia in contrasto con la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

QUALI SONO I VANTAGGI?

I prodotti o i servizi che possono fregiarsi del Marchio di Qualità PSE SATISFACTION GUARANTED regaleranno al consumatore diversi tipi di vantaggi tra cui una Garanzia di controllo e qualità.

Ma soprattutto per i nostri produttori, che otterranno un vantaggio inestimabile economicamente, la serenità del proprio nucleo famigliare.
Ormai nessuno crede più alla fiera delle scarpe in Russia, tutti sappiamo che qui in inverno si puo’ uscire a passeggiare al lungomare mentre a Mosca fa -30° sotto zero e 2 metri di neve quando va bene, che scarpe gli possiamo vendere, i sandali? Le espadrillas? Le Clark? Non mi sembra che ci sia un calzolaio elpidiense che si e’ fatto la villa coi dopo-sci, quindi è chiaro l’intento fedifrago. Noi vogliamo evitare queste fiere immonde e sfasciafamiglie così, chi otterrà il marchio, avrà diritto ad esporre il proprio operato nel nostro stand alle fiere solo ed esclusivamente viaggiando con moglie e figli.

QUALI ECCELLENZE SONO STATE FREGIATE DEL MARCHIO?

Pochissime ancora, ma siamo solo all’inizio. Nel settore agroalimentare stiamo pensando di inserire diverse tipicità, (come lu pulento’ delle sirione o lu frustingu senza canditi de zia che pure se lu lasci apertu na settimana non se sciucca) siamo in attesa del loro invito…

COME CONIUGARE AMBIENTE, TURISMO E RIPRESA ECONOMICA?

Siamo in costante evoluzione, chiunque certifichi il nostro Brand, dovrà offrire un alto standard di soddisfazione al cliente finale.

Ad esempio, nel settore dell’intrattenimento, l’angolo della casa cantoniera davanti a Marcaccio ha riscosso molti apprezzamenti dagli utenti, consentendo il rimorchio a piedi, quindi ecologico, grazie alla vicinanza dalla postazione di lavoro all’alcova di piacere e che offre persino la possibilità di rifocillarsi nell’ottimo ristorantino sottostante.
Queste sinergie tra servizi hanno dato vita ad un nuovo progetto chiamato Food&Fuck su cui stiamo lavorando.

IN SINTESI COS’E’ IL BRAND PSE SATISFACTION GUARANTED?

E’ molto più del logo grafico, perché racchiude in sé una serie di azioni non concrete ed utopie condivise dagli elpidiensi, è una Fim, una piazza, una scogliera, è un ponte, il cui stallo da 30anni offre una solidità tale da diventare sinonimo e garanzia di qualità dei servizi e dei prodotti offerti per il futuro nostro e dei nostri figli.

Ora tocca a voi dimostrare chi sarà il vero sindaco 100% PSE.

FAQ

Dove posso ottenere l’ambito Brand?

Potete proporre a noi direttamente sul blog una volta ‘marchiata’ l’eccellenza, addetti di Post-it Pse, verranno direttamente a casa vostra a certificarne l’idoneità.

Come certifico ad esempio, se una calzatura è effettivamente stata interamente prodotta a P.S.Elpidio?

Semplice, portatela a lu Magiaru. (Se non ve la tirà è 100% PSE!)

Vittorio Lattanzi

L’ultimo Consiglio Comunale, approvate quattro varianti urbanistiche

Si è concluso ieri l’ultimo Consiglio Comunale di questa amministrazione, tra i vari punti all’ordine del giorno, approvate le varianti che consentono la costruzione di un nuovo polo commerciale e di un teatro  nelle aree ex-Ligmar, Squadroni e Petrella.

La seduta si apre con una “sorpresa”, un’interpellanza da parte del consigliere Federico Costantini di “Cittadini in Movimento”, riguardante l’acquisizione da parte del comune della bretella di collegamento tra il centro e il quartiere Corva. Su tale collegamento di viabilità alternativa, realizzato per i lavori della terza corsia della A14, privato, penderebbe anche un esposto alla Procura della Repubblica.

In aggiunta viene mostrato all’assise un documento, facente parte della risposta che la Provincia ha dato all’Amministrazione per il parere di competenza su tale acquisizione. Qui si evidenzia la problematicità “di una porzione del tracciato nella parte medio orientale, interessata da un fenomeno di dissesto gravitativo cartografato nel PAI (Piano d’Assetto Idrogeologico), avente rischio R1 moderato e pericolosità P3” e continua dicendo “occorre un istanza di parte ad iniziativa dell’Amministrazione comunale. Se il livello di pericolosità dovesse rimanere lo stesso, si richiedono gli adempimenti contenuti nelle norme di attuazione del PAI”. Quindi se il genio civile insieme all’amministrazione dovesse confermare questa tesi, andranno create delle barriere di sostegno alla struttura.

Alle richieste del consigliere, di chi pagherà possibili danni o la possibile messa in sicurezza, dato che la strada non è pubblica, risponde il dirigente Stefano Stefoni. “Ad oggi non sono avvenute frane nella piccola porzione classificata ad alto rischio geologico, quindi se dovremo rifare le analisi con il genio civile, le faremo. Ma dato che la strada è ancora in piedi da quasi tre anni, credo che questa preoccupazione sia soltanto un falso allarme”. La logica del dirigente non fa una piega. La strada è ancora in piedi quindi preoccuparsi è inutile.

Poi l’approvazione di quattro varianti, in via definitiva, al piano urbanistico. Al richiamo allo scandalo per l’azione a quattro giorni dal voto, da parte di Costantini, risponde perentoria il vice sindaco Monica Leoni. “Noi approviamo delle varianti di progetti che non sono cose nuove ma coerenti con questi cinque anni di amministrazioni. Raccogliamo solamente ciò che abbiamo seminato”. Una metafora agricola in stile orwelliano. Dato che di bipensiero stiamo parlando, associate seminato a brecciolino, e agricoltura a cemento. La superfice riguarda il lotto maggiore, quello di 69.000 metri quadrati divisi in sei lotti e di questi, 22.000 metri quadrati adibiti ad edificazioni; gli edifici commerciali non potranno avere più di 12 metri di altezza. Questo enorme polo commerciale dovrebbe attrarre, secondo le stime del progetto, un affluenza di 11.000 persone. Peccato che il comparto viabilità sia carente. Un nodo da sciogliere con le amministrazioni confinanti, Civitanova Marche e Sant’Elpidio a Mare.

Secondo il consigliere Rodolfo Olivieri “Azione Civica”, la maggioranza “sta chiedendo l’approvazione di un progetto di una grande complessità che fu presentato pochi giorni dalla prima approvazione di dicembre. Mancante di una viabilità nei dettagli sufficiente per sostenerlo e di un ponte ad ovest che dovrebbe essere fatto in accordo alle altre amministrazioni ma senza atti ufficiali da parte di queste ultime – e ancora – Come si può consentire una variante di questo tipo senza prevederne la sostenibilità? Se Civitanova non volesse fare il ponte?”.

Costantini ricorda anche come il parcheggio dell’area commerciale sia stato dato dal privato come opera compensativa al comune che dovrà pagare l’illuminazione come avviene per il centro commerciale Auchan. E poi la stoccata al candidato sindaco Nazareno Franchellucci. “Ho sentito martedì parlare di una concertazione con i piccoli commercianti del centro per creare una cabina di regia e stilare insieme un piano del commercio. Con l’approvazione di quest’area, che concertate con i commercianti del centro?”.

Si astiene dal voto il consigliere di maggioranza Simone Malavolta. “Questo progetto dovrà attrarre flussi regionali e nazionali. Facendo interagire quella realtà con il centro cittadino – ad aggiunge – secondo me c’è un problema alla viabilità, che non si può governare in maniera autonoma e si sarebbe dovuto fare un tavolo con gli altri comuni in merito”.

                                                                                                                        Marco Vesperini