Andrea Putzu si dimette dal consiglio comunale – Video

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Come avevamo anticipato alcuni giorni fa, il capogruppo di Fratelli d’Italia, nonché ex candidato sindaco Andrea Putzu si dimette ufficialmente dal consiglio comunale. “Mi dimetto per coerenza, per un fatto che riguarda la mia persona, e per dare il buon esempio di come un politico debba comportarsi quando viene rinviato a giudizio”. Non le manda a dire Putzu, che tira in ballo alcuni componenti della giunta che avrebbero ricevuto degli avvisi di garanzia, e che invita a seguire il suo esempio.

“Ho ricevuto la solidarietà di molti colleghi, anche da Giorgia Meloni, che mi ha invitato a continuare – dichiara orgoglioso Putzu – come hanno fatto i consiglieri del nostro gruppo, che ringrazio e che sono sicuro porteranno avanti al meglio il buon lavoro svolto fin ora. Ma da adesso darò il mio apporto dall’esterno”.

Continua nel merito Putzu facendo notare che le firme contestate erano a sostegno della lista La Destra, “una lista a me concorrente, quindi non c’era nemmeno l’intenzione di favorire il mio partito. Volevo auto-sospendermi, ma visto che il processo molto probabilmente andrà per le lunghe, non ho voluto bloccare il lavoro del mio gruppo, quindi ho scelto le dimissioni”. E sull’immediato futuro Putzu è chiaro, “alle elezioni regionali non mi candiderò, perché sarei politicamente incoerente. Quando il processo finirà si vedrà”.

Con le dimissioni di Putzu, che verranno ribadite oggi in consiglio comunale, il seggio da lui occupato andrebbe(ironia della sorte) alla lista La Destra, in particolare il suo sostituto sarebbe Antonesio Diomedi, che da indiscrezioni avrebbe l’intenzione di accettare l’incarico. Putzu si auspica che Diomedi “entri nel gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, con Balestrieri come capogruppo”. Ma, sempre da indiscrezioni, si pensa che possa confluire nel gruppo di Forza Italia, capitanato dal consigliere Enzo Farina. Si prospetta quindi un assestamento degli equilibri tra i banchi dell’opposizione in consiglio.

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Putzu nell’occhio del ciclone. “Se rinviato a giudizio mi dimetto”

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ieri mattina sono stato svegliato dal rumore di sirene e di un elicottero che volava sopra casa mia, dopo qualche ora ho scoperto che erano diretti alla country house “La finestra sul mare” di via Pescolla, a soccorrere un uomo di 72 anni caduto da una finestra.

Ordinaria amministrazione? Neanche per sogno.

I nostri lettori ricorderanno sicuramente la polemica scaturita a novembre dell’anno scorso, quando la struttura in questione è stata ispezionata dal reparto Nas dei Carabinieri constatando che la country house si era trasformata in casa di riposo. Si parla ancora al condizionale però, in quanto la diffida a chiudere la struttura emessa dal sindaco è stata impugnata, prima di fronte al Tar, poi al Consiglio di Stato. E stiamo aspettando che quest’ultimo si pronunci.

Ciò che ha animato ancor di più la discussione è il fatto che il responsabile della società che gestisce tale struttura è il padre del consigliere comunale Andrea Putzu.

A Putzu furono sollevate delle questioni come ad esempio, cosa sarebbe successo se qualcuno si fosse fatto male all’interno di questa struttura? Lui non prese in considerazione questa opzione e si difese citando i familiari degli ospiti del country house che erano molto soddisfatti del trattamento che ricevevano i loro cari. Ora il danno è successo, all’interno di una struttura che potrebbe rivelarsi abusivamente adibita a casa di riposo, uno degli ospiti è caduto dalla finestra, procurandosi la rottura del bacino. Sono partite le indagini dei Carabinieri e vedremo come si evolveranno. Qualcuno all’epoca chiese le dimissioni di Putzu, ma “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli” si disse, e lui non cedette.

Per un’altra storia ora l’ex candidato sindaco rischia di trovarsi in imbarazzo, politicamente parlando. È partita infatti a suo carico un’indagine da parte della procura di Fermo per delle presunte firme false che ha autenticato per delle liste concorrenti alle elezioni politiche del 2013. “Ho dato una mano nei banchetti per la raccolta firme per le politiche dell’anno scorso, e su settemila firme raccolte in tutta la provincia, 4 persone non hanno riconosciuto la propria firma”. Spiega così Putzu la sua posizione. Tra quelle contestate(raccolte a Montegranaro), attualmente soltanto due a sostegno della lista La Destra rimangono da chiarire, in quanto le stesse persone risulterebbero firmatarie per più liste.

Putzu, che viene indagato in quanto autenticatore delle firme, ritiene di aver poca responsabilità in questa storia, “se io faccio il banchetto e uno viene e firma con la carta d’identità, poi davanti al giudice disconosce la firma, io posso farci poco”. Ma dichiara di essere pronto a dimettersi. “A me piace la trasparenza, preferisco dimettermi per qualcosa che riguarda la mia persona, piuttosto che su qualcosa che riguarda mio padre – afferma Putzu, e continua – se verrò rinviato a giudizio mi dimetterò, perché mi aspetto che tutti i politici che sono rinviati a giudizio si dimettano”.

Diventa così molto critica la posizione dell’ex candidato sindaco, che paga il pegno di aver dato il proprio aiuto a movimenti politici vicini al suo e di essersi fidato di persone delle quali forse non doveva fidarsi. In fondo, per ogni consigliere che si presta ad autenticare le firme, questo è un rischio da mettere in conto. Rimane il fatto che è giusto che un consigliere indagato per delle firme false si dimetta dal suo incarico. In un momento come questo, in cui i super tangentari sono immuni da qualsiasi censura politica, un consigliere comunale che si dimette per un rinvio a giudizio è quantomeno da rispettare, e da prendere come esempio da parte di chi commette reati peggiori.

Consiglio Comunale, la maggioranza boccia una sua proposta perché presentata dai 5 Stelle

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Bocciata la mozione del consigliere Roberto Cerquozzi sull’istituzione di un regolamento definitivo per le unioni civili in sede di Commissione I e l’impegno del Consiglio Comunale di votarlo nel successivo passaggio nella sede consiliare. Questo quanto successo venerdì 21 dicembre durante la seduta straordinaria dell’assise cittadina. Lo stesso capogruppo del Movimento 5 Stelle ha ricordato la paternità della proposta e il percorso portato avanti da Luca Piermartiri (Pd). “Noi fummo entusiasti della bozza di regolamento portata in commissione e anche se affermammo di avere già pronta una mozione in merito non l’abbiamo presentata nei precedenti Consigli Comunali perché rassicurati dal fatto che sarebbe stata presentata al più presto dallo stesso Piermartiri – afferma Cerquozzi – Poi i tempi si sono sempre più allungati, dopo vari solleciti verbali a vuoto vogliamo che il Consiglio e la maggioranza si pronunci in materia”.

2 voti favorevoli, 14 contrari, 2 astenuti (Piersanti e Mecozzi, Pd). Emblematiche la parole del sindaco Nazareno Franchellucci che ha chiesto con forza di ritirare la mozione. “Non credo che il sollecito che arriva con questa mozione serva a qualcosa perché questo è un tema talmente delicato e profondo che non esistono linee all’interno della maggioranza che possano dire non lo portiamo o non è il momento giusto. Appena finito l’iter negli uffici si porterà in Consiglio Comunale, poi ognuno voterà secondo coscienza”. Un doppione secondo il primo cittadino che però parla di tema delicato e “riflessione nella maggioranza”. Un’aria di maretta fuoriuscita anche dal voto quando due consiglieri Pd si sono astenuti. Altri voti contrari sono arrivati dai rappresentanti di destra. Putzu parla di “registro inutile nei fatti”. Mentre Enzo Farina di “argomento delicato che ad oggi neanche la politica nazionale ha saputo inquadrare”.

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Sicuramente il voto contrario con maggior peso è stato quello di chi aveva proposto il registro in principio, il consigliere Luca Piermartiri. “Io ho dato la precedenza ad altri progetti rispetto al registro per questioni di scadenza. Io ho un modo diverso di lavorare, la mia agenda è organizzata in maniera diversa dal Movimento 5 Stelle. La porto in consiglio quando mi pare perché è una cosa mia. Voterò contro per la scorrettezza con cui è stata presentata la mozione”. I consiglieri di maggioranza e il sindaco si sono impegnati a portare l’approvazione del regolamento delle unioni civili al prossimo Consiglio Comunale.

Ne esce sicuramente male la figura di Piermartiri tanto che i Giovani Democratici stessi il giorno seguente sono dovuti uscire con un comunicato che spiegava il perché del suo voto contrario. Sono questi i frangenti della vita politica in cui si capisce quanto pesi di più la gloria personale del reale interesse per la collettività. La politica di casa ha perso l’occasione per dimostrare di essere andata oltre i meri interessi del proprio orticello.

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Citando un passaggio contenuto nella mozione bocciata: art. 2 della Costituzione «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale», art. 3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…e richiede i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. I diritti dell’uomo esistono già, devono essere soltanto riconosciuti. Perché perdere tempo?

Foto: Antonio Bracone

Gli anni d’oro di Putzu

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Di Marco Vesperini

Pochi giorni fa sulla carta stampata è uscita la notizia che “i Nas hanno scoperto una casa di riposo abusiva a Porto Sant’Elpidio”. Conseguentemente il comune di Porto Sant’Elpidio ha emesso una diffida a continuare l’attività nei confronti della società “Anni d’Oro S.r.l.”, con legale rappresentante Putzu Marco, padre dell’ex candidato sindaco ed ora consigliere comunale Putzu Andrea.

Nella diffida si legge che “emergono chiaramente tutti gli elementi che configurano la gestione di una struttura socio – assistenziale che questo Comune non ha autorizzato né per la quale è pervenuta domanda di autorizzazione”. E quindi il comune, nella persona del dirigente dell’area servizi alla persona e alla comunità “Diffida Putzu Marco a gestire senza autorizzazione, una casa di riposo/ residenza protetta per anziani non autosufficienti nell’unità immobiliare ubicata in Contrada Pescolla n° 7/A a Porto Sant’Elpidio.” La diffida indica in dieci giorni il tempo massimo per la cessazione dell’attività. Niente di strano o di difficilmente comprensibile: i carabinieri hanno riscontrato delle irregolarità, hanno fatto un verbale e sulla base di quello gli organi comunali competenti hanno agito. Per aprire una casa di riposo bisogna rispettare una serie di regole e seguire una serie di prescrizioni indicate nella legge regionale di riferimento. Bisogna avere inoltre una valutazione da parte “della competente Unità Valutativa Distrettuale”, per quanto riguarda le persone non autosufficienti. Questa struttura da ciò che dicono i carabinieri e il comune, non aveva i requisiti fondamentali per svolgere questa attività, quindi dovrà chiudere.

Immediata la reazione del Movimento 5 Stelle che ha chiesto le dimissioni del consigliere Putzu. Non si sono espressi invece gli altri schieramenti protagonisti della vita politica locale. La discussione si è svolta soprattutto sui social network, e a volte è diventata anche confusionale a causa dei molti commentatori. Alcuni difendono il presunto illecito con la tesi che gli ospiti erano trattati bene, e che le famiglie erano felici di tenerli lì. Ci mancherebbe pure che venissero trattati male! Ma la questione sollevata dalle autorità e diffidata dal comune non riguarda il tipo di trattamento riservato agli ospiti, ma il fatto che la società non aveva i permessi per gestire una casa di riposo. La superficialità di alcuni commentatori invece si manifesta quando si dice che questo non è il problema peggiore che abbiamo a Pse. Esatto, ma non per questo dobbiamo lasciar correre. Se c’è un illecito bisogna riconoscerlo e prenderne atto, non fregarsene. Altri invece difendono il consigliere Putzu, sostenendo che non dovrebbe dimettersi perché “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli”. Potremmo anche essere d’accordo in linea di principio, ma in questo caso il figlio non sembrerebbe estraneo alla situazione. Da ciò che sappiamo sembrerebbe che frequentasse il country house del padre, ed insieme a lui avrebbe dovuto aprire un centro diurno per anziani. Veramente il consigliere Putzu pensava che i clienti di questa struttura fossero anziani dei dintorni che venivano in vacanza a Porto Sant’Elpidio tutto l’anno?
È molto difficile credere che Putzu Andrea fosse totalmente all’oscuro di quello che stava facendo Putzu Marco, è difficile quasi quanto credere che Ruby sia la nipote di Mubarak.

Ma pensiamo un attimo cosa sarebbe successo se qualche mese fa Putzu fosse diventato sindaco. Nel suo programma, nel capitolo delle politiche sociali, si parlava della mancata realizzazione “di una casa protetta per anziani proseguendo la virtuosa collaborazione all’interno del distretto sanitario e dell’ambito XX”. Ma “qualora le problematiche che hanno impedito la realizzazione del progetto persistano, sarà dovere della nuova amministrazione comunale intervenire per rispondere alla carenza di posti riservati agli anziani nel distretto, realizzando nel proprio territorio una casa di riposo, o attivando politiche di sostegno alla realizzazione di alloggi per la terza età”.
Visto che è chiaro ed era chiaro anche prima delle elezioni che la casa di riposo in questione sarebbe stata realizzata a Sant’Elpidio a Mare e non qui a Porto Sant’Elpidio, a chi avrebbe dato gli aiuti necessari a realizzare alloggi per la terza età il sindaco Putzu? Si sarebbe creato un conflitto d’interessi enorme alla luce di ciò che è emerso in questi giorni. Sarebbe stato come minimo imbarazzante, ma gli elettori hanno detto no.

A questo punto sarebbe bello che il consigliere Putzu prenda le distanze da quello che è accaduto, e non continui a difendere una situazione illecita. Oppure, sarebbe ancora meglio se spiegasse pubblicamente la situazione fugando ogni dubbio sulla sua estraneità alla vicenda, evidenziando quelle che secondo lui sono le ingiuste o infondate accuse mosse dai Carabinieri. Se così non fosse non gli resterebbe che ritirarsi dalla sua attività di consigliere comunale, per dare il buon esempio agli altri consiglieri della sua coalizione e per essere coerente e conseguente con le sue idee di buona politica, così da razzolare bene dopo aver ben predicato. Gli anni d’oro della sua carriera politica sembrerebbero finiti, ma non è detto che non possa trovare l’oro in qualcos’altro.

La diffida emessa dal comune di Porto Sant’Elpidio:

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Putzu lascia il Consiglio provinciale

Di Andrea Putzu (Fratelli d’Italia)

PORTO SANT’ELPIDIO – Dopo una lunga riflessione, ho deciso di rassegnare le dimissioni da consigliere provinciale. Una scelta ponderata, che prende le mosse da diversi aspetti. In primo luogo, ritengo che in questo momento sia doveroso da parte mia occuparmi principalmente della mia città, Porto Sant’Elpidio.

L’ampia fiducia riscossa da parte dell’elettorato, che mi ha portato a sfiorare l’elezione alla carica di sindaco pur non avendo alle spalle i grandi partiti, mi impone di concentrare le mie energie sul mandato ricevuto dagli elettori. Porto Sant’Elpidio, peraltro, vive una fase politica di estrema fragilità, vista l’immediata frantumazione del patto politico-amministrativo tra le forze che hanno portato il centrosinistra conquistare il governo locale. C’è bisogno di un’opposizione presente, costante e attenta.

In secondo luogo, ritengo esaurito il mio compito tra i banchi del consiglio provinciale. Sono deluso dall’istituzione Provincia, che ritengo non sia stata in grado di esprimere, in questi anni, buona parte degli obiettivi con i quali era nata.

Credo che il fermano, nato trascinato dall’entusiasmo di una popolazione che orgogliosamente rivendicava la propria autonomia, non sia stato capace di esprimere, a livello politico, senza distinzioni di schieramenti o di colori, l’importanza della sua funzione ed il valore della sua esistenza. Se a distanza di 4 anni e mezzo dalla costituzione della provincia di Fermo ed a 9 dalla legge che l’ha istituita, la stragrande maggioranza della popolazione non percepisce l’utilità di questa istituzione, evidentemente abbiamo fallito, tutti. Se da una parte ci sono cittadini arrabbiati con le istituzioni perche’ esse non danno più risposte, dall’altra ci sono dirigenti che guadagnano circa 100.000 euro all’anno e firmano atti amministrativi senza conoscere le problematiche serie che il nostro territorio ha.

Ritengo di non aver più nulla da esprimere in questo scorcio di legislatura che volge al termine.  Ho la sensazione che in questi ultimi mesi, tutto si stia limitando ad un gioco di strategie e calcoli politici da parte dei protagonisti di un ente che era nato con ben altre aspirazioni.

Non credo di poter offrire altro ai cittadini del fermano con la mia presenza sui banchi di minoranza e sono  certo che queste dimissioni saranno utili a me ed ai cittadini della citta’ che amo per rilanciare con proposte serie e con più tempo da dedicare a loro che oggi ne hanno veramente bisogno di una presenza fisica da parte di chi fa politica

Il Movimento 5 Stelle tra i quartieri in vista del Consiglio comunale

PORTO SANT’ELPIDIO – Parte questa sera dal quartiere Faleriense il tour dei 5 Stelle tra i cittadini per presentare mozioni ed interpellanze che verranno portate il 30 settembre in Consiglio comunale. Riduzione dell’indennità di posizione dei dirigenti comunali, interpellanze sulla riqualificazione di Piazza Garibaldi e sul Piano antenne, costituzione delle Commissioni comunali per l’ammissibilità dei referendum e di controllo e garanzia.

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Durante il Consiglio verranno discusse anche le mozioni presentate dalle altre forze di opposizione. Il Pdl, tramite il suo consigliere Enzo Farina, ne ha presentato due. Una sulla zona nord del quartiere Marina Picena e un’altra riguardante il recupero turni della Polizia Locale per utilizzo contro microcriminalità e prostituzione. Altrettanto hanno fatto Fratelli d’Italia e la civica L’Alternativa, presentando una mozione per la modifica del cambio di marcia di Via Corva e la riduzione del C.d.a. Farmacie Comunali ad un solo membro (ad oggi ve ne sono tre).

                                                                                                                        Marco Vesperini

Gli ordini del giorno del prossimo Consiglio comunale 

I commenti di due capigruppo dell’opposizione sulla “squadra Franchellucci”

“È dura commentare a caldo la giunta, a me sembra una cosa folle, non sembra vero.” Sono le parole di Roberto Cerquozzi del movimento 5 stelle. “Dopo tutto quello che è stato detto in campagna elettorale: novità, cambiamento ecc, sembra una notizia di satira. È una vergogna, stiamo partendo proprio male.” E continua spiegando come avrebbero agito loro: “Io avrei fatto una squadra di quattro assessori così composta: sociale, sport e cultura; uno con turismo, commercio, pesca e agricoltura; Bilancio, trasparenza, semplificazione e connettività; ed uno con urbanistica, ambiente, rifiuti e lavori pubblici.” Continua dicendo che avrebbe dato “alcune deleghe ai consiglieri comunali, ed eventualmente avremmo creato un supporto all’assessore ai lavori pubblici e urbanistica con un tecnico o addirittura con la commissione urbanistica. In casi eccezionali, per snellire il pesante lavoro di assessorati così ampi in particolari momenti avremmo pensato ad un quinto assessorato solo commercio, solo sociale o solo lavori pubblici.”

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Andrea Putzu usa parole eloquenti. “Una giunta scelta con metodi vecchio stile”. E ancora. “Mi fa piacere che il sindaco ha copiato la mia proposta di nominare consiglieri comunali con delega m quando si copia a volte si rischia di sbagliare. Il Pd con urbanistica e grandi infrastrutture vuole tenere ancora il controllo della città pur nominando la Pasquali che non ha competenze in merito e togliendole la cultura dove lei è competente”. Implacabile, il consigliere di Fratelli d’Italia. “L’assessorato al nulla e’ stato preso da Vallesi che oltre alla delega alla Polizia Locale (questione seria dove andava messa questione capace e competente), gli ha affidato l’agenda digitale (penso si tratti dell’agenda del sindaco…), la partecipazione e la semplificazione”. E poi ancora. “Per quanto riguarda il sindaco che ha deleghe come commercio, le grandi infrastrutture e il sociale dimostra di non reputare competenti nessuno sul sociale e commercio. Ovviamente i commercianti di Porto Sant’Elpidio sapranno con chi prendersela da oggi in poi se il commercio cittadino non decollerà e il sindaco non avrà scusanti”.

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Parole dure da due dei capigruppo dell’opposizione. Eppure il sindaco aveva voluto condividere la scelta della giunta, ascoltando prima i consiglieri non appartenenti alla maggioranza. Rimane ancora una figura da scegliere: il presidente del Consiglio comunale. Franchellucci farà una manovra inconsueta dandolo all’opposizione oppure la scelta ricadrà su uno dei vari nomi circolati in questi giorni?

                                                                                                                        Marco Vesperini

Pennette o porchetta? Le parole non si mangiano mica.

Siamo arrivati al capolinea di queste amministrative, c’è già chi festeggia e chi morde il freno sognando un riscatto. Nella giornata di ieri si sono svolte le rispettive feste conclusive dei due candidati sindaco. Il ballottaggio più noioso che l’umanità possa ricordare, combattuto a colpi di facebook perché la popolazione è troppo anziana soltanto per l’uso di twitter, senza poi andare oltre.

La strategia del “portone” della compagine di centro-sinistra, ritornare casa dopo casa per riportare la gente al voto e perché no a convincere quella parte di elettorato che non si riconosce nella figura di Putzu sindaco. La strategia del “vorrei che fossimo tutti insieme appassionatamente ma alcuni fanno gli stronzi” ha portato il candidato dei civici di destra (così ci inventiamo anche nuove etichette) a giocare il suo ballottaggio. Il si al papello pentastellato, un infrangersi di boccale con Belletti, un abbraccio con il Pdl locale che sembra aver capito cosa fare. Una risposta coerente con la propria campagna elettorale, nessuna poltrona e la frase ripetuta come un mantra in questi giorni. “Loro sono sempre gli stessi, è tempo di cambiamento”. Con tanto di magliette per chiarire che fanno sul serio. Una volta ci si sfidava a duello ma va bè si sa che è da coglioni crepare per un affronto alle proprie idee.

Arrivati sul posto, più che a due feste conclusive di campagna elettorale, sembrava il set di un film di Sergio Leone. Rojo contro Baxter. Con tanto di striscia di Gaza a separare i due schieramenti, armati di porchetta, pennette e vino novello, preferibilmente in boccioni di plastica come vuole la tradizione. Tra le file dei democratici si respirava un clima di certezza, non una gioia mascherata, no no proprio gioia. Ne era un esempio la futura assessora Annalinda Pasquali, volteggiando raggiante tra i convenuti o Milena Sebastiani, dispensatrice di sorrisi e strette di mano. C’erano tutti alla gran festa, dall’onorevole Paolo Petrini, all’ex sindaco Mario Andrenacci; quest’ultimo in sella alla bicicletta si mescolava con i 5 Stelle, tutti rigorosamente su Grazielle. Sui pronostici sono stati tutti molto cauti in casa del Pd, tranne Petrini che con la sicurezza di chi la sa lunga ha sentenziato: “1000 voti di vantaggio”. Ma Nazareno Franchellucci è stato più diretto. “Non basta mettersi una maglia con scritto cambiamento per far si che questo avvenga. Oggi ci vuole anche una vena di follia per guidare un’amministrazione, con i tanti problemi che ci sono e le restrizioni a cui siamo sottoposti. Dobbiamo chiedere scusa quando sbagliamo ed essere in grado di dire no quando è necessario. Abbiamo fatto un grande lavoro e siamo convinti di poter portare a casa la vittoria”.

Passato il fronte, dove vi sono stati anche feriti involontari (speranzosi che il signor Martellini si rimetta in sesto dopo la brutta caduta), l’immagine dell’avversario, schierato con le sue truppe su due grandi file di tavoli, stringeva il cuore. O forse era lo stomaco, trasportato dal profumo delle pennette arrabbiate. Andrea Putzu, gioviale ed entusiasta per il risultato del “primo ballottaggio dopo quindici anni”, intratteneva i suoi invitati, anfitrione inossidabile. L’aria anche da questa parte del mondo era in festa, anche se i numeri non sono dalla loro parte, la speranza di riunire tutti contro il nemico è forte. “Dicono che siamo divisi, in realtà siamo persone che stanno sempre in mezzo alla strada. Lo dico chiaramente a questi politici da quattro soldi che parlano di volti nuovi, la realtà parla chiaro, sono sempre gli stessi”. Poi i ringraziamenti agli “alleati” o ai “possibili alleati”. Poi le stoccate finali. “Diciamo a queste persone che oggi pomeriggio c’è stata una rapina a mano armata, di fronte le poste, per cinquanta euro. Questo significa che a Porto Sant’Elpidio non c’è sicurezza e quest’ultima va di pari passo con una crisi economica dilagante. Noi siamo persone vive, non siamo telecomandati. Non dobbiamo piegarci a scelte di partito. Vinceremo noi e il cambiamento, perché la protesta si fa con il voto tra chi ha fatto scelte schifose o una nuova classe dirigente”.

Se fossimo stati in un set di Leone, si sarebbe consumata la sfida sul campo. Con tanto di scena clou, lo scontro finale dove Ramón spara ripetutamente a Joe, mentre quest’ultimo si rialza dopo ogni colpo subito. Nell’incredulità dei suoi uomini, Ramón sfiancato capisce l’inganno, mentre il suo avversario lascia cadere la protezione di ferro sotto il poncho. Poi la certezza della sconfitta negli occhi, prima di essere freddato insieme ai suoi. “Al cuore Ramón, se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore”. Soltanto un film. Eppure domenica e lunedì, sarete voi quelli chiamati a dare un volto agli attori di quest’epica conclusione.

Marco Vesperini

Toto-assessori, Putzu mostra la sua mano.

Il candidato al ballottaggio Andrea Putzu svela i nomi che andranno a comporre la sua giunta in caso di vittoria. Quattro gli assessorati, due occupati da personalità esterne alle liste presentate. Al bilancio, semplificazione, comunicazione: Massimiliano Cotechini, funzionario della Cassa depositi e prestiti. Al turismo, sport, pesca, commercio, agricoltura, artigianato: Milo Capponi, ing. gestionale. Alla cultura e sociale: Monica Genovese di Fratelli d’Italia. All’urbanistica, ambiente, lavori pubblici: Giorgio Marcotulli della civica Credere per ripartire, geometra.

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“Gli assessori vanno scelti in base alle capacità e professionalità, non dalle segreterie di partito o da chi ha portato più voti – afferma lo sfidante di Franchellucci – per noi è fondamentale, oltre alla trasparenza, dare la responsabilità ai consiglieri che fino ad oggi alzavano solo la mano. Noi andremo a modificare lo Statuto comunale, creeremo delle commissioni di supporto agli assessorati anche con personalità competenti esterne all’amministrazione”. Fare squadra, tutti devono dare il loro contributo. Ringrazia Sergio Belletti che “a differenza di altri non ci ha chiesto garanzie e apparentamenti perché vuole mandare a casa quest’amministrazione”. Anche Roberto Cerquozzi riceve il suo grazie, per cercare, anche dopo il voto, trasparenza per la cittadinanza e l’auspicabilità di un voto consapevole e sul programma. Mentre riguardo alla titubanza del Pdl, dichiara: “Ho chiamato la dirigenza del Pdl per proporgli un accordo, dicendo, non chiedeteci poltrone, parliamo del programma. Con l’apparentamento avremmo potuto avere undici consiglieri di maggioranza e il Pdl ne avrebbe avuti due in più (n.d.r. in caso di vittoria del Csx, entrerebbe come consigliere soltanto Enzo Farina), ma volevano maggiori garanzie”. Putzu sa benissimo che l’elettorato di destra deve stare unito. “Se il Pdl non vuole poltrone ma ha a cuore Porto Sant’Elpidio, se vuole veramente mandare a casa quest’amministrazione, domani indicano una conferenza stampa e dichiarino: noi appoggiamo Andrea Putzu, anche senza apparentamento”.

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Poi una lista di priorità da seguire, in parte snocciolando punti già presenti nel programma elettorale. Una piazza “fulcro della città, molto diversa da chi propone una palazzina sul sedime del vecchio comune”. Putzu vuole costruire una struttura soltanto commerciale. Questo sempre dopo la vendita del lotto, ancora deserta, di via Mameli. “Un piano coordinato sul commercio e sul turismo. Porto Sant’Elpidio deve diventare un grande centro commerciale, che ridia vita alla città. E con la destagionalizzazione degli eventi, avremo un turismo che duri tutto l’anno”. Sportello Europa e intesa di servizi con Sant’Elpidio a Mare, “per iniziare poi dovremmo aprire anche agli altri comuni limitrofi”. Referendum nei quartiere sui temi importanti, consigli comunali aperti; valorizzazione della storia elpidiense nelle scuole; un piano integrato dei rifiuti; rivedere il piano delle antenne, sia per Cretarola che per la Corva.

Prostituzione, aumentare i controlli facendo passare il principio che chi affitta alle prostitute può incappare in favoreggiamento alla prostituzione ed essere penalmente perseguibile. Ma anche aumentare le ora di lavoro della polizia municipale, finanche all’uso di telecamere “dal costo di dodicimila euro, che posizionate sopra i veicoli fotografano le targhe e ti arriva direttamente a casa la multa per il divieto di sosta e fermata”. Riguardo l’IMU invece “andremo ad aumentare il bonus che ora è di duecento euro, trovando i fondi in altri settori che possono essere ottimizzati, come ad esempio il risparmio energetico dell’illuminazione derivante da un ottimizzazione dell’impianto comunale”. Poi ancora verifica dello stato della bonifica presso la zona Fim, “fatta dal comune e non dal privato come invece hanno fatto i nostri avversari”; esternalizzazione delle commesse comunali e tagli agli stipendi dei dirigenti; rateizzazione immediata di pubblicità, passi carrabili e suolo pubblico (la Tares è già stata divisa in tre tranche dall’amministrazione uscente); percorsi ciclabili mare-monti in accordo con le altre amministrazioni.

Operazione trasparenza. “Faremo una grande inchiesta retroattiva per vedere tutto quello che è stato fatto dalle precedenti amministrazioni, riguardo i documenti e gli accordi presi per i progetti in corso d’opera; la affideremo al Movimento 5 Stelle. Firmerò un documento con queste priorità – continua Putzu – che consegnerò a Cerquozzi”.

Conclude con parole di sfida all’avversario, Nazareno Franchellucci. “Abbiamo dimostrato che senza grandi simboli si è riusciti a scrivere una pagina nuova per Porto Sant’Elpidio, questo ballottaggio lo dimostra, come lo dimostrano le due persone giovani, come me, che se andremo all’opposizione saranno i nostri consiglieri. Giovani, perché noi siamo il vero cambiamento, rilanciamo anche l’offerta di dare la presidenza del consiglio comunale all’opposizione, mentre i nostri avversari andrebbero all’opposizione con personalità che hanno già governato – e conclude – Dal 2008 ad oggi sono stati umiliati, lo dicono i numeri. Le liste hanno preso più voti di Franchellucci, segno che il candidato sindaco non piace alla città. Al popolo del centro-destra  dico che il 9-10 giugno deve essere un plebiscito contro chi governa da troppo tempo”.

                                                                                                                        Marco Vesperini

Putzu alla Faleriense: aumenta l’offerta politica

Andrea Putzu tocca una tappa importante per il suo tour di incontri con i quartieri: la Faleriense. L’incontro, tenutosi giovedì 7 marzo presso il centro sociale in via Pesaro, ha visto la partecipazione di circa centoventi persone. “Qui sono nato e cresciuto” – afferma il candidato sindaco delle liste L’Alternativa, Credere per Ripartire, Fratelli D’Italia e La Destra. La modalità di presentazione non cambia, è il candidato sindaco che detiene l’attenzione della sala gremita, nessuno degli altri candidati interviene al dibattito. I dieci anni in Consiglio Comunale e quattro in Provincia sembrano pesare sulla scelta comunicativa: unico interlocutore.

Rispetto l’incontro di apertura del tour notiamo un’offerta politica rinnovata su alcune tematiche già affrontate, senza tralasciare le novità. La trasparenza, uno dei punti “fondamentali del programma”, sicuramente rispecchia proposte come “bilancio semplificato online e diretta streaming del Consiglio Comunale”; quest’ultimo già garantito per il precedente creato lo stesso giorno, poche ore prima, dal Movimento 5 Stelle. “Noi proponiamo di fare Consigli Comunali e commissioni consiliari aperte su problematiche di emergenza – continua il consigliere ex-pdl – proponiamo anche l’istituzione di referendum di quartiere su questioni ordinarie e di sicurezza”.

Sobrietà. “Vi promettono darsene senza avere i soldi per farle”. In periodo di ristrettezze, Putzu e i suoi propongono un dimezzamento degli stipendi percepiti dagli assessori e il taglio dell’indennità di funzione dei dirigenti comunali.

Riguardo il tema della raccolta differenziata viene proposto l’uso di microchip nei sacchetti del secco non riciclabile, dato che la tassa che grava sui cittadini riguarda quella parte di spazzatura. L’uso di microchip è già entrato in vigore in regioni come l’Emilia e partirà il primo luglio nella provincia di Macerata.

Non poteva mancare la proposta di organizzare il Palio del Mare, evento caro alla Faleriense; fermato da molti anni per mancanza di fondi. Come? Attraverso la sponsorizzazione in piccole quote delle aziende private della città.

La tematica della sicurezza è molto sentita in questo quartiere che ha subito anche recenti esperienze criminali, l’ultima la rapina alla gioielleria Orsetto. La proposta presentata si arricchisce di un elemento rispetto al precedente coordinamento generale di tutte le forze dell’ordine: l’esercito. L’affiancamento di quest’ultimo alle forze dell’ordine (ricordiamo che l’esercito usato per pubblica sicurezza deve essere affiancato dai carabinieri o polizia perché, tranne in flagranza di reato, non hanno facoltà di fare perquisizioni o arresti) potrebbe costituire, secondo il candidato sindaco, un deterrente a possibili azioni criminali come prostituzione o microcriminalità.

Passando alla cultura e nello specifico al Teatro delle Api, si registra un deciso attacco all’attuale direttore: Neri Marcorè. “Non trovo giusto che tu fai la chiusura della campagna elettorale con Paolo Petrini perché prima di essere amici, sei il direttore di un teatro che appartiene a tutta la cittadinanza”. Chiara la citazione dell’incontro avvenuto alla chiusura delle elezioni politiche tra l’ex sindaco, ora parlamentare in quota pd, e il comico originario di Porto Sant’Elpidio. Viene accennato, senza fare il nome, ad una possibile personalità alternativa alla direzione del teatro. Da ciò che dice Putzu(“è uno che ha reso famoso Marcorè”) si potrebbe ipotizzare che il candidato alla direzione artistica possa essere il regista e scrittore Pupi Avati. Se fosse così, sarebbe in linea con lo slogan Porto Sant’Elpidio prima di tutto, o diventerebbe Bologna prima di tutto?

Per ultima la proposta di privilegiare l’accesso alle graduatorie per la concessione di case popolari “ai giovani di Porto Sant’Elpidio, mi riferisco ad esempio alle coppie di giovani precari che vengono scavalcate nelle graduatorie da famiglie di extracomunitari con figli a carico”. Citando l’esempio di Montegranaro dove l’amministrazione sembra essere riuscita a dotarsi di un regolamento adibito in tal senso attraverso dei cavilli legali, aggirando la normativa regionale. I cavilli citati riguarderebbero l’inserimento nel regolamento comunale dei requisiti di residenza almeno decennale e pochi figli a carico. Come viene ribadito dal proponente “questa non vuole essere una proposta razzista”, quindi come dovremmo definirla?

A poco più di due mesi dal voto, Andrea Putzu rimane l’alternativa ad un pdl ancora non ufficialmente in campo e la sua voce potrebbe sovrastare quella della casa madre.

                                                                                                                        Marco Vesperini

P.s. Visto che siamo stati chiamati in causa replichiamo. L’idea di aprire una sede distaccata della facoltà di scienze motorie o di scienze del turismo a Porto sant’Elpidio, non si esaurisce soltanto nel risolvere il problema della sede, di avere i permessi, o di poter affittare gli appartamenti agli studenti. In un momento storico come questo in cui si stanno tagliando all’osso gli sprechi nella pubblica istruzione, non in ultime le università, pensiamo che sia anacronistico proporre una sede universitaria in un paese di ventisette mila abitanti. Se critichiamo le piccole sedi universitarie con venti iscritti, e con tre professori, non possiamo proporre l’apertura di una facoltà solo per avere uno slogan elettorale accattivante o per fare un favore ad un amico con un palazzo sfitto dove mettere la sede della suddetta università.

                                                                                                                Riccardo Marchionni

Precisazione: non voglio accusare Putzu di voler favorire qualche amico, ma l’unico aspetto positivo di avere una sede universitaria a Porto Sant’Elpidio, lo vedo solo per chi ha una possibile sede da affittare.