Andrea Putzu si dimette dal consiglio comunale – Video

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Come avevamo anticipato alcuni giorni fa, il capogruppo di Fratelli d’Italia, nonché ex candidato sindaco Andrea Putzu si dimette ufficialmente dal consiglio comunale. “Mi dimetto per coerenza, per un fatto che riguarda la mia persona, e per dare il buon esempio di come un politico debba comportarsi quando viene rinviato a giudizio”. Non le manda a dire Putzu, che tira in ballo alcuni componenti della giunta che avrebbero ricevuto degli avvisi di garanzia, e che invita a seguire il suo esempio.

“Ho ricevuto la solidarietà di molti colleghi, anche da Giorgia Meloni, che mi ha invitato a continuare – dichiara orgoglioso Putzu – come hanno fatto i consiglieri del nostro gruppo, che ringrazio e che sono sicuro porteranno avanti al meglio il buon lavoro svolto fin ora. Ma da adesso darò il mio apporto dall’esterno”.

Continua nel merito Putzu facendo notare che le firme contestate erano a sostegno della lista La Destra, “una lista a me concorrente, quindi non c’era nemmeno l’intenzione di favorire il mio partito. Volevo auto-sospendermi, ma visto che il processo molto probabilmente andrà per le lunghe, non ho voluto bloccare il lavoro del mio gruppo, quindi ho scelto le dimissioni”. E sull’immediato futuro Putzu è chiaro, “alle elezioni regionali non mi candiderò, perché sarei politicamente incoerente. Quando il processo finirà si vedrà”.

Con le dimissioni di Putzu, che verranno ribadite oggi in consiglio comunale, il seggio da lui occupato andrebbe(ironia della sorte) alla lista La Destra, in particolare il suo sostituto sarebbe Antonesio Diomedi, che da indiscrezioni avrebbe l’intenzione di accettare l’incarico. Putzu si auspica che Diomedi “entri nel gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, con Balestrieri come capogruppo”. Ma, sempre da indiscrezioni, si pensa che possa confluire nel gruppo di Forza Italia, capitanato dal consigliere Enzo Farina. Si prospetta quindi un assestamento degli equilibri tra i banchi dell’opposizione in consiglio.

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Tanta voglia di piazza, o di negozi?

Vecchia sede comunale in fase di ultimazione 1961, di fianco il teatro Beniamino Gigli. - foto del gruppo facebook Porto Sant'Elpidio nelle immagini

Vecchia sede comunale in fase di ultimazione 1961, di fianco il teatro Beniamino Gigli. – foto del gruppo facebook Porto Sant’Elpidio nelle immagini

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Dopo l’hashtag coniato dal Sindaco per lanciare l’ultimo nuovo progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi, torna a parlare Angela Serafini ed il suo gruppo di amici. La signora Serafini, veterana della lotta per il mantenimento dell’identità cittadina ed in particolare di piazza Garibaldi, sviscera la proposta del sindaco e ne mette a nudo le incoerenze.

“Non è vero, come dice il sindaco, che non costruiranno sull’area del sedime dell’ex municipio, perché ci realizzeranno un edificio di un piano con un loggiato verso ovest, a destinazione commerciale – e continua la Serafini – il teatro non sarà usato per spettacoli e attività culturali di ogni genere, a disposizione di tutti, ma per il commercio. Diventerà una piazza coperta, ad uso e vantaggio esclusivo del privato”.

Sulla destinazione del teatro Gigli la Soprintendenza nel decreto di vincolo del 2010 sentenzia “la necessità che il ripristino dello spazio interno non rischi di stravolgere la destinazione d’uso per cui era stato concepito“. Nel progetto del sindaco dentro al teatro verranno costituiti degli spazi commerciali. Ci dovrà spiegare se e come vorrà eludere il vincolo.

Un altro punto del quale Angela Serafini non è affatto soddisfatta è la copertura che unirà il cine-teatro al mercato coperto, e al riguardo ricorda nuovamente le parole della soprintendenza che raccomandava di “salvaguardare la prospettiva della luce, l’integrità visuale, il decoro e la libera percezione” del cine-teatro.

Una volta creata la strada che costeggia la ferrovia e costruito l’edificio commerciale sul sedime dell’ex municipio, non rimarrà praticamente nessuna area verde, e la piazza si trasformerebbe in un “grande centro commerciale“. “I commercianti forse credono che questo potenzierà le loro attività?” si chiede retoricamente la Serafini, che lancia anche un’ultima stoccata al sindaco, “Questa è la piazza che vuole il sindaco, o è quella che pretendono di ottenere i proprietari del “Beniamino Gigli”? Forse a risarcimento per l’affare sfumato con l’imposizione del vincolo?”

Conclude però speranzosa, “ci auguriamo che sul potere speculativo prevalga l’intelligenza, la sensibilità, l’amore per la propria città e la sua storia.”

 

Anche il consiglio comunale dei ragazzi ha deliberato una “piazza libera, con il verde e senza costruzioni in mezzo”

Il progetto di piazza presentato dal Sindaco

La nostra analisi del progetto di piazza

Ex Fim. La Provincia approva l’accordo di programma

Un grande ‘fardello’ quello che si accinge a portare il presidente Fabrizio Cesetti nel canto del cigno del governo politico del fermano. Un accordo di programma firmato in bianco, senza nessuna documentazione agli atti se non il progetto presentato dai privati nel luglio 2013. “Franchellucci merita il nostro appoggio ma sia chiaro che questo non significa che domani partiranno i lavori”.

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Di Marco Vesperini

FERMO – Il Consiglio provinciale approva, nel suo ultimo giorno di vita, la procedura di accordo di programma dell’area ‘Ex Fim’. Uno strumento più veloce rispetto la variante al PRG che consiste nell’accordo tra Comune e Provincia o Regione per “rilevante interesse pubblico regionale, provinciale o comunale”. In questo caso si tratta della bonifica, ancora non terminata, di un sito inquinato su cui si prevedono 35.000 mq di superfice edificabile sui 22.160 precedentemente previsti. Un aumento di 13.160 mq, un regalo non da poco ai privati se pensiamo che nel giugno 2013 è scaduto il tempo che gli stessi si erano dati per la bonifica: un contratto disatteso con il Comune; e quest’ultimo invece di incamerare i 3 milioni rimanenti dalla fidejussione ha pensato bene non solo di disattendere, ma anche di non rinnovarla, lasciando il pubblico interesse dei suoi abitanti di vedere bonificato quel sito alla mercé del caso. La motivazione del ritardo adottata dall’attuatore, nonché uno dei 3 soci privati, l’Eco Elpidiense, riguarda il calcolo sbagliato di piombo risultante da una parte dell’area inquinata, maggiore delle previsioni; per il quale è stato necessario il trasporto in un sito adatto allo smaltimento prima non previsto.

Cesetti sottolinea che “l’accordo reale dovrà essere ancora costruito dalle sua fondamenta che passerà per la conferenza dei servizi, il Via e il Vas – e continua – la nostra è solo una procedura di garanzia di valutazione della conformità ai piani sovraordinati e all’interesse pubblico”. Una mera approvazione burocratica, secondo il presidente, che non vuole rimanere “indifferente perché quel sito è una vergogna, una ferita”. D’accordo tutti i membri della maggioranza democrat e molti nelle file dell’opposizione, che di fatto, visti gli interventi, sembrano non conoscere a fondo il tema trattato.

Un'immagine del progetto urbanistico

Un’immagine del progetto urbanistico

 

Tutti d’accordo tranne Saturnino Di Ruscio, ex sindaco di Fermo. “Noi stiamo approvando una procedura di accordo di programma in bianco, senza nessun documento – e sottolinea che – il motivo problematico sono i tempi di attuazione. Se non hai pianificato la bonifica, come si può adottare l’accordo di programma non conoscendo i tempi?”. Infatti il Comune ha chiesto ai privati di rifare un progetto di bonifica adeguato viste le problematiche prima citate. Non si può far dopo “perché poi chi controlla?”; e ricorda che per la legge le volumetrie che sono state abbattute non sono recuperabili dal privato “quindi quelle aggiuntive sono delle concessioni”. Mentre il business plan, secondo le stime del consigliere, sarebbe intorno ai 98 milioni di euro per il costo e 113 milioni il ricavato complessivo. “Porto Sant’Elpidio ha la capacità di riassorbire 350 appartamenti, un albergo e svariati metri cubi di comparto commerciale? A me sembra il film di Lido Tre Archi”.

Poi cita alcuni nomi che si intrecciano tra affari e politica nella città rivierasca. “Ho visto che l’ex presidente dell’Eco Elpidiense al tempo dell’asta di acquisto dell’area, Massimo Properzi, è oggi il segretario del Pd a Porto Sant’Elpidio; Il figlio dell’attuale presidente(Nicolai) è il segretario provinciale del PD; mentre il presidente del Tennacola è Renato Vallesi(ex assessore comunale e provinciale), padre dell’assessore Carlo Vallesi (dipendente dell’Ecoelpidiense). Un intreccio tra il Pd e i vertici dell’Eco Elpidiense, tra il Pd il Tennacola e l’Eco Elpidiense – e conclude – quindi parliamo del Pd o dell’Eco Elpidiense? Non ho le prove per dire che qualcosa non va, ma sarebbe buona norma separare affari e politica”. Incassato l’ok della provincia la stipula dell’accordo di programma dovrà essere depositata presso le sedi dei due enti, dopodiché partiranno i sessanta giorni di consultazioni pubbliche dove cittadini e associazioni interessate potranno dire la loro sul progetto.

Primo raduno regionale dei bersaglieri

La manifestazione si terrà il 4-5 novembre, previsti circa 1600 bersaglieri marchigiani e altre delegazioni dalle regioni limitrofe. Tra le fanfare partecipanti quella di Jesi-Ostra. “Un momento di riflessione culturale e storica per la nostra città – sottolinea l’ass. Leoni – importante sensibilizzare tutti gli ex-bersaglieri che volessero collaborare o sponsorizzare l’evento”.

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Spesso la prima immagine che si associa ai bersaglieri è la ‘Presa di Porta Pia’; il Corpo, costituito da Alessandro La Marmora sotto Carlo Alberto di Savoia il 18 giugno del 1836, si è distinto per le sue peculiarità di fanteria leggera e velocità d’azione. “La leggenda vuole che la prima volta che furono passati in rassegna dal Re, percorsero di corsa il tragitto che li separava dalla città successiva, anticipando il sovrano che se ne stupì”. Racconta il colonnello Nicola Ciccarelli, consigliere dell’associazione nazionale. Mentre in pochi sanno che fu l’unico corpo militare che diede impeto al ‘biennio rosso’ insieme alle classi operaie, con la rivolta della caserma Villarey di Acona.

“Abbiamo voluto focalizzare il primo raduno della Regione Marche nelle giornate del 4-5 novembre – afferma l’ass. alla Cultura Monica Leoni – e vorremmo sensibilizzare i bersaglieri della regione per collaborazioni e sponsorizzazioni per l’evento”. Le risorse devolute serviranno per acquistare bandiere, service e materiali e “saranno introitati dal Comune che effettuerà apposite fatture”. Il programma per la prima giornata prevede la cerimonia dell’alzabandiera, la consegna al sindaco di un medagliere con 11 medaglie d’oro, 156 d’argento, 175 di bronzo e 52 croci al valor militare: in serata si esibirà la fanfara di Jesi-Ostra; il giorno successivo invece è previsto l’ammassamento di truppe, interventi delle autorità e una sfilata tra le vie della città. “Invitiamo tutti i bersaglieri a mettersi in contatto con la sezione di Porto Sant’Elpidio – esorta il presidente di sezione Pierluigi Alessandrini – siamo aperti il venerdì dalle 20.30 alle 23”.

Indicasativa Trade, la fiera della Canapa a Fermo

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Di Riccardo Marchionni

FERMO – Dal 20 al 22 giugno 2014 presso il Fermoforum (contrada Girola), si terrà la seconda edizione di Indicasativa Trade, fiera della canapa e delle tecnologie dedicate.

Più di 70 espositori tra associazioni di coltivatori di canapa, banche dei semi, aziende produttrici di materiali per la coltivazione, aziende edili, aziende agroalimentari e di cosmesi, natural stores, giornali e riviste, e associazioni promotrici della legalizzazione.

Non c’è da stupirsi se tra gli stand ci saranno delle aziende edili, perché la canapa tra le sue molteplici applicazioni, annovera quella della bio-edilizia. Nelle costruzioni è usata in molti modi, i trucioli derivanti dalla lavorazione dello stelo sono utilizzati per isolare termicamente ed acusticamente, sotto forma di mattoni si usa per muri divisori, unita alla calce si usa come intonaco, ecc. Ma ciò che rende irraggiungibile l’utilità di questo materiale è l’impatto ambientale negativo, in quanto l’anidride carbonica “catturata” è maggiore di quella prodotta. “La filiera della canapa italiana: dal seme alla bioedilizia” è il titolo del convegno che si terrà in apertura della fiera venerdì 20 alle ore 11:30, al quale parteciperanno i responsabili di alcune aziende edili, di società agricole, architetti, e concluderà l’onorevole Massimo Fiorio, presidente della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.

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In Italia coltivare la canapa cosiddetta industriale(cannabis sativa a basso contenuto di Thc) è legale, ma coltivare qualsiasi altro tipo di canapa per altro scopo, nonostante la recente abolizione della Fini-Giovanardi, non è affatto legale. Di una nuova legge che sorpassi il dannoso e fallimentare impianto proibizionista, si parlerà sabato 21 alle ore 15:00 durante il convegno “Quale legge dopo la Fini-Giovanardi?”, in cui interverranno i parlamentari Daniele Farina e Franco Giordano di Sel, Alberto Airola e Vittorio Ferraresi del M5S, e the last but not the least Nando Popu dei Sud Sound System. Proprio il gruppo reggae salentino sarà protagonista del concerto che si terrà sabato sera dalle 22:00 in poi all’interno della fiera.

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Nel nostro paese nonostante dal 2007 la canapa e i suoi derivati siano stati riconosciuti dal decreto Turco come medicinali, i malati che si curano ufficialmente con la canapa sono pochi(circa 60 nel 2013). Questo succede non perché la canapa non sia efficace, tutt’altro, ma perché l’iter burocratico che un malato deve assolvere per poter accedervi tramite il servizio sanitario nazionale è lento e macchinoso. Per com’è strutturato lascia di fatto i malati senza medicina(fiori di canapa essiccati) per sei mesi all’anno. Per ovviare a questi problemi, a Racale in provincia di Lecce, è nata dalla volontà di alcuni malati di sclerosi multipla l’associazione “La PianTiamo”, primo ed unico cannabis social club italiano, che sarà presente alla fiera. Degli effetti terapeutici della canapa si parlerà domenica 22 alle ore 15:00 durante il convegno “Sistema endocannabinoide e fitocannabinoidi, prospettive dell’uso terapeutico”, tenuto dal dottor Mariano Gracia de Palau. A seguire verrà presentata la rivista “CANNABIS TERAPEUTICA”, prima rivista italiana dedicata esclusivamente all’uso terapeutico della canapa.

Una fiera ricca di eventi quindi, che vuole riportare al livello che gli spetta il dibattito pubblico sulla canapa e sui suoi infiniti utilizzi. Un dibattito in cui non ci si può più esimere dal parlare di completa e giusta legalizzazione, per far cadere il muro di bigottismo e d’ignoranza che confina questa pianta nel ruolo di droga, e riportarla al suo posto di regina, di amica ed alleata dell’uomo.

 

Il video della prima edizione di Indicasativa Trade, realizzato da DolceVita:

 

La legalizzazione illustrata agli adulti:

 

 

 

 

 

 

Legambiente: “Operazione finanziaria sulla Fim”

L’accordo di programma approderà il 23 giugno in provincia. “Questo accordo prevede una variante urbanistica che aumenta da 22.000 a 35.000 i mq di costruito, e nessun amministratore ha saputo spiegare il perché un aumento di 13.000 mq”. Un aumento delle volumetrie senza giustificazione secondo Legambiente, dimenticando di applicare alla lettera la legge che, con il decreto Ronchi del 1993, applica il principio del “chi inquina paga”. 

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – L’accordo di programma si avvicina ed insieme la fine della Provincia di Fermo come la conosciamo oggi. Infatti la provincia verrà commissariata per attuazione del disegno di legge sull’abolizione del Governo Renzi. Il medesimo ente che lo scorso anno approvava un documento per lo stop al consumo del suo territorio, oggi dovrà approvare 35.000 mq di cemento a ridosso del mare.

“La Fim è uno dei 6000 siti di interesse regionale e locale per i quali resta da quantificare il giro di affari finalizzato al risanamento ambientale – afferma il circolo cittadino di Legambiente – Nel nostro caso si è scelta la pregiudiziale urbanistica e l’interesse privato a scapito del risanamento ambientale”. Il risultato di tale scelta è stato uno stallo che dura dal 1990. Facendo una fotografia ad oggi vediamo che il progetto di 22.000 mq dell’azienda Palazzetti, risalente a fine al 1998-99, è stato integrato con 13.000 mq perché sembrerebbe che l’inquinamento sia più del previsto, un dato questo che è tutto da accertare perché ancora devono arrivare i risultati dell’Arpam sugli ultimi rilevamenti, dopo che la bonifica è stata fermata nel 2011. Eppure questo non giustificherebbe tale aumento di volumetria dato che la legge prevede ben altro sui siti di inquinamento, anche di proprietà che hanno acquisito postumi i terreni; infatti la legge prevede che “le spese sostenute per la messa in sicurezza, la bonifica e ed il ripristino ambientale delle aree inquinate[…]sono assistite da privilegio speciale immobiliare sulle aree medesime, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2748, secondo comma, del codice civile. Detto privilegio si puo’ esercitare anche in pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi sull’immobile”.

L’attuale proprietà ha acquisito il 98% delle quote dai vecchi consorzi pubblici di Macerata, Fermo, Pesaro, cui uno dei soci di maggioranza, insieme alla Generale Costruzioni, è l’Ecoelpidiense S.r.l.; oggi azienda privata che all’epoca dell’acquisto, 2006, era ancora a tutti gli effetti una partecipata mista in cui il Comune deteneva il 43%. Legambiente si chiede il perché di una variante urbanistica su un’area ancora inquinata? “La tecnica è quella di mettere tutti davanti al fatto compiuto. 35.000 mq di costruito su un progetto di massima praticamente inesistente; un nuovo quartiere che nessuno sa, ad oggi, se verrà realizzato”. Il timore espresso dagli ambientalisti è che, con l’aumento del valore dato al lotto grazie alla variante urbanistica, la proprietà metta a sua volta in vendita le quote, attuando una mera speculazione finanziaria su un sito inquinato dove l’Amministrazione allora guidata dal sindaco Mario Andrenacci, nel 2008, aveva estinto finanche le cause per danno ambientale, in cui si aspettava ormai solo la sentenza, portate avanti dai precedenti amministratori per 20 anni: cause che, in caso di riconoscimento del danno causato dall’inquinamento, avrebbero fatto entrare nelle casse comunali diversi milioni di euro. Soldi che sarebbero potuti essere usati per la bonifica e per un progetto alternativo.

Putzu nell’occhio del ciclone. “Se rinviato a giudizio mi dimetto”

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ieri mattina sono stato svegliato dal rumore di sirene e di un elicottero che volava sopra casa mia, dopo qualche ora ho scoperto che erano diretti alla country house “La finestra sul mare” di via Pescolla, a soccorrere un uomo di 72 anni caduto da una finestra.

Ordinaria amministrazione? Neanche per sogno.

I nostri lettori ricorderanno sicuramente la polemica scaturita a novembre dell’anno scorso, quando la struttura in questione è stata ispezionata dal reparto Nas dei Carabinieri constatando che la country house si era trasformata in casa di riposo. Si parla ancora al condizionale però, in quanto la diffida a chiudere la struttura emessa dal sindaco è stata impugnata, prima di fronte al Tar, poi al Consiglio di Stato. E stiamo aspettando che quest’ultimo si pronunci.

Ciò che ha animato ancor di più la discussione è il fatto che il responsabile della società che gestisce tale struttura è il padre del consigliere comunale Andrea Putzu.

A Putzu furono sollevate delle questioni come ad esempio, cosa sarebbe successo se qualcuno si fosse fatto male all’interno di questa struttura? Lui non prese in considerazione questa opzione e si difese citando i familiari degli ospiti del country house che erano molto soddisfatti del trattamento che ricevevano i loro cari. Ora il danno è successo, all’interno di una struttura che potrebbe rivelarsi abusivamente adibita a casa di riposo, uno degli ospiti è caduto dalla finestra, procurandosi la rottura del bacino. Sono partite le indagini dei Carabinieri e vedremo come si evolveranno. Qualcuno all’epoca chiese le dimissioni di Putzu, ma “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli” si disse, e lui non cedette.

Per un’altra storia ora l’ex candidato sindaco rischia di trovarsi in imbarazzo, politicamente parlando. È partita infatti a suo carico un’indagine da parte della procura di Fermo per delle presunte firme false che ha autenticato per delle liste concorrenti alle elezioni politiche del 2013. “Ho dato una mano nei banchetti per la raccolta firme per le politiche dell’anno scorso, e su settemila firme raccolte in tutta la provincia, 4 persone non hanno riconosciuto la propria firma”. Spiega così Putzu la sua posizione. Tra quelle contestate(raccolte a Montegranaro), attualmente soltanto due a sostegno della lista La Destra rimangono da chiarire, in quanto le stesse persone risulterebbero firmatarie per più liste.

Putzu, che viene indagato in quanto autenticatore delle firme, ritiene di aver poca responsabilità in questa storia, “se io faccio il banchetto e uno viene e firma con la carta d’identità, poi davanti al giudice disconosce la firma, io posso farci poco”. Ma dichiara di essere pronto a dimettersi. “A me piace la trasparenza, preferisco dimettermi per qualcosa che riguarda la mia persona, piuttosto che su qualcosa che riguarda mio padre – afferma Putzu, e continua – se verrò rinviato a giudizio mi dimetterò, perché mi aspetto che tutti i politici che sono rinviati a giudizio si dimettano”.

Diventa così molto critica la posizione dell’ex candidato sindaco, che paga il pegno di aver dato il proprio aiuto a movimenti politici vicini al suo e di essersi fidato di persone delle quali forse non doveva fidarsi. In fondo, per ogni consigliere che si presta ad autenticare le firme, questo è un rischio da mettere in conto. Rimane il fatto che è giusto che un consigliere indagato per delle firme false si dimetta dal suo incarico. In un momento come questo, in cui i super tangentari sono immuni da qualsiasi censura politica, un consigliere comunale che si dimette per un rinvio a giudizio è quantomeno da rispettare, e da prendere come esempio da parte di chi commette reati peggiori.

Un anno di Amministrazione Franchellucci

Messa in sicurezza di piazza Garibaldi, difesa costiera, convenzione verde con i quartieri, regolamento ecofeste, sostegno alle famiglie, convenzione con asili nido privati, rilancio del Teatro delle Api e l’aumento degli arrivi in città per le molte iniziative turistiche. Grande assente, giustificata, l’ex Fim e l’agognata bonifica. “L’iter amministrativo sta procedendo e l’accordo di programma è fissato per il 23 giugno – afferma Franchellucci – quando si concretizzerà potremo citarlo tra le promesse mantenute”.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – È passato un anno dal suo insediamento e Nazareno Franchellucci traccia il primo bilancio di governo. “Sono soddisfatto della mia squadra, questo gruppo compatto che sta lavorando molto e speditamente – dichiara il sindaco, circondato dai suoi assessori – conclusa l’esperienza con la lista ‘Patti Chiari’, ho nell’ingegner Buono un valido collaboratore”. Prima della lista non poteva che essere piazza Garibaldi. “Abbiamo messo in sicurezza nei primi cento giorni l’area in cui sorgeva l’ex municipio ed è partito il progetto #tantavogliadipiazza con cui speriamo di poter dare ai cittadini quella piazza che tutti vogliamo”. Un progetto che necessita anche delle risorse previste dalla vendita del lotto in Via Mameli, di difficile collocazione, reso ora appetibile grazie ad una variante che permetterà la costruzione di garage interrati.

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Difesa della costa, tema caldo e scivoloso, da una parte l’impegno per contenere i danni e progettare un nuovo piano. “Abbiamo stanziato 70 mila euro per i nuovi studi sull’erosione e 120 mila per il ripascimento delle aree più colpite”. Dall’altra però il peso delle scelte fatte negli anni addietro dalla medesima compagine governativa: sindaco Mario Andrenacci; gli studi portati avanti potrebbero dimostrare che l’aumento vertiginoso di erosione sia dovuto anche dai due pennelli non previsti dal piano regionale.

Non sono mancate in quest’ultimo anno le iniziative ‘verdi’. Dall’istallazione di cinque impianti di solare termico sugli edifici scolastici, al regolamento ‘ecofeste’ che consentirà di diminuire i rifiuti non riciclabili. E poi “quello che consideriamo un successo, tanto che gli altri comuni ci stanno osservando per apprendere”, la convezione con le associazioni di quartiere e i centri sociali per il taglio del verde; un’iniziativa che peserà un 50% in meno per le casse della città. Senza dimenticare l’ampliamento del Parco San Filippo e la riqualificazione della Pineta nord: per entrambi l’inizio dei lavori è fissato in settembre.

La collaborazione  con i privati per gli asili nido, approvata due giorni fa in Consiglio comunale; un taglio “necessario con cui abbiamo aumentato 20 posti rispetto al 2013 senza aumentare le tariffe e mantenendo un servizio di qualità”. Mentre la molte iniziative turistiche, dal primo maggio alla Tirreno-Adriatica, hanno portato un flusso del 10% in più dell’anno precedente. “Dimostrazione che la nostra è anche una città turistica con un’offerta a 360°”. Infatti, anche l’offerta culturale non ha disatteso le aspettative, con 1300 presenze in più in una stagione che ha visto vari big dello spettacolo calcare il palco del Teatro delle Api. “Ci tengo a sottolineare in particolare la prima edizione di ‘Libri in Festa’ che ha portato le scolaresche ad affacciarsi maggiormente alla lettura”.

L’istallazione di telecamere nei punti nevralgici della città , “purtroppo abbiamo un problema inerente alla criminalità – continua il sindaco – e in maniera particolare con la prostituzione”; oltre a quelle istallate verranno riattivate le postazioni nel quartiere Fonte di Mare. Il ruolo chiave Franchellucci lo attribuisce al nuovo prefetto Pagliuca; è grazie a quest’ultimo “se in questi mesi vi sono state maggiori forze dell’ordine”. Senza dimenticare l’importanza del supporto dato dalla polizia municipale, che in questi giorni ha infoltito l’organico di 3 stagionali : rimarranno in servizio fino al mese di ottobre .

In conclusione c’è stato l’appello del presidente del consiglio comunale Vitaliano Romitelli, ad una maggiore unità di tutte le forze politiche affinché lavorino unite per il bene della città.

‘Tantavogliadipiazza’, a luglio il progetto di piazza Garibaldi

Valorizzazione degli spazi esistenti, commercio diffuso e spazi di aggregazione, sostenibilità economica e tempi rapidi:  abbandonato il residenziale. “Dopo l’ok di massima della Soprintendenza partiremo con la presentazione del progetto di piazza – annuncia Franchellucci – poi fino al mese di settembre ci saranno incontri con la cittadinanza per raccogliere le idee sullo stesso”. Prevista per il mese di ottobre la variante al piano di recupero necessaria per l’intervento.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – #tantavogliadipiazza, lanciato dal sindaco l’hashtag per il progetto di piazza Garibaldi che verrà presentato alla cittadinanza nel mese di luglio. Via il residenziale in una visione di spazi pubblici e commerciale con una viabilità alternativa. Il progetto dovrebbe basarsi sulla nuova viabilità di raccordo tra Via Indipendenza e Via Roma, fuoriuscito dall’accordo tra la proprietà del Cine-teatro Beniamino Gigli e l’Amministrazione comunale. Quest’ultimo prevede infatti la ristrutturazione dell’immobile da parte del privato, comprendente un collegamento coperto con lo storico mercato che sarà abbattuto e ricostruito in loco con una previsione di commerciale al dettaglio e centro polifunzionale. Stessa sorte, sembra, toccherà all’ex cinema, con una previsione di commerciale e spazi pubblici. Previsto anche lo stop definitivo delle permute per gli immobili commerciali e residenziale esistenti, con un’apertura delle trattative non vincolanti per ristrutturazione/demolizione e ricostruzione degli stessi.

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La visione di un corso unico che colleghi le vie del Borgo Marinaro con piazza Garibaldi per costruire un unico spazio sembra prendere forma in queste linee guida. Pedonalizzazione e nuovo arredo di Via Cesare Battisti e Principe Umberto, con chiusura del traffico concordata con i commercianti nel weekend; finanche la pedonalizzazione del fosso di Via Piave nel tratto che va dalla ss16 al mercato coperto, e un sistema di parcheggi nella parte ovest della piazza: l’attuale posizione dei posti macchina davanti la pizzeria Walter.  Potenziamento del sottopasso di Viale della Vittoria, senza precludere in futuro “una sua completa pedonalizzazione nel momento in cui si riuscissero a reperire le risorse necessarie per realizzare un nuovo sottopasso lungo Via Indipendenza e Via Roma o a sud di Via Piave”.

“Non vogliamo nuovi edifici sul sedime dell’ex comune” afferma il primo cittadino che però lascia uno spiraglio per il commerciale “qualora richiesto o raccomandato da parte degli organi sovra comunali”. L’ipotesi è quella di un piano terra/ quinta commerciale ampliata in pianta con un sistema di logge lato ovest.

Smaltimento rifiuti, aumenta la Tari

Una circolare del ministero dell’Ambiente obbliga i comuni a procedere ad un ulteriore trattamento dell’indifferenziato. La procedura è passata dopo i gravi eventi della discarica di Malagrotta che hanno fatto aprire una procedura di infrazione all’Italia da parte dell’Unione europea. “Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio – afferma Massimo Properzi dell’Ecoelpidiense – una scelta dettata da una circolare del ministero ricadrà sulle tasche dei cittadini senza che ci siano reali contributi alla salute”. 

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – La nuova procedura di smaltimento del ‘grigio’ peserà di circa 100 mila euro in più sul bilancio comunale. “Un duro colpo alle amministrazioni che cercano di essere virtuose – afferma il sindaco Franchellucci che apre ‘l’operazione trasparenza’ sulla differenziata con questa cattiva notizia – siamo fieri di dire che il nostro comune arriverà al 70% di differenziato quest’anno ma questa procedura, applicata anche nelle discariche dei comuni virtuosi, ci danneggerà soltanto”.

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L’Amministrazione, insieme ai dirigenti dell’Ecoelpidiense, hanno portato il problema sul tavolo regionale, l’unico adibito a scatenare un caso nazionale. “Se ne sono lavati le mani – afferma Mauro De Angelis – avrebbero potuto mettere un freno ma per interessi non l’hanno fatto, spinti anche dalla lobby della termovalorizzazione che senza rifiuti indifferenziati dovrebbe spegnere i propri impianti”. Tale procedura prevede che l’indifferenziato, circa 3000 t, vadano ulteriormente vagliate e biostabilizzate, attraverso una struttura che risiede a Fermo. Di questa quantità appena il 5%, secondo i dirigenti dell’Ecoelpidiense, verrebbe stabilizzato e “comunque sarebbe conferito in discarica e non riutilizzato”. I costi maggiori deriverebbero dal trasporto e per diminuirli verrà disposto un impianto di tritovagliatura nella discarica di Sant’Elpidio a Mare. “Il ministero non doveva fare di tutta l’erba un fascio – afferma Massimo Properzi, segretario cittadino del Pd e consulente dell’Ecoelpidiense – non tutte le discariche sono come Malagrotta”.

A pagare saranno i cittadini con l’aumento della Tari (tassa sui rifiuti), comprendente il pacchetto: accordo del trasporto non previsto nel contratto con l’Ecoelpidiense, la quota di impatto ambientale, il costo delle macchine per il processo. “In questa storia i sindaci possono fare ben poco – conclude De Angelis – e noi operatori dobbiamo sottostare ad un provvedimento demenziale”.