Europee, 5 Stelle presentano il candidato Bottiglieri

La senatrice Serenella Fucsia rivendica l’emendamento dei pentastellati sull’esenzione dal pagamento delle cartelle di Equitalia per le aziende creditrici dello Stato. Mentre la deputata Patrizia Terzoni scocca una freccia all’ex sindaco, ora deputato, Paolo Petrini. “La sua legge regionale sulle centrali a biogas è stata dichiarata incostituzionale e il ritorno economico c’è stato per i soliti imprenditori e non per i piccoli agricoltori”.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Un comizio baciato dal sole quello avvenuto domenica in piazza Garibaldi: protagonisti i rappresentanti del Movimento 5 Stelle per le europee. Le due parlamentari marchigiane Serenella Fucsia e Patrizia Terzoni, insieme ai consiglieri comunale Marco Fioschini e Massimo Spina, hanno presentato il candidato per la circoscrizione centro Fabio Bottiglieri.

“Siamo l’unica opposizione – afferma la senatrice Fucsia – dobbiamo mandare nel Parlamento europeo chi potrà informarci realmente sui meccanismi che governeranno le politiche del nostro futuro”. La direttiva Bolkestein ancora una volta al centro del dibattito. “Bisogna rimodulare lo scambio dei servizi nel mercato europeo, così com’è la direttiva non fa altro che danneggiare i nostri prodotti”. La senatrice introduce anche il lavoro dei pentastellati per una legge che preservi realmente il 100% Made in Italy. Mentre la deputata Terzoni, membro della Commissione Ambiente, scocca una freccia all’ex sindaco Petrini, prima vice governatore di Spacca, ora deputato alla Camera. “Il mio collega Petrini, che è stato premiato dal suo partito con un posto alla Camera, è firmatario di una legge incostituzionale sulle centrali a biogas”. Riferendosi alla sentenza della Corte Costituzionale, n.93 del 2013, che dichiarava parzialmente incostituzionale la legge regionale sulle centrali a biogas. Una brutta storia che ha ricevuto anche l’attenzione della Procura di Ancona, in un procedimento in cui sono coinvolti alti funzionari regionali, imprenditori e professionisti, legati da regalie e consulenze di società incrociate.

Il candidato civitanovese Bottiglieri ricorda “la sanzione europea che rischiamo di dover pagare per la speculazione dei 7,5 miliardi avvenuta con la ricapitalizzazione della Banca d’Italia”. Una cifra, che se fosse applicata, girerebbe intorno ai 50 milioni di euro. Non manca l’importanza di ottimizzare gli sprechi nelle rappresentanze dell’Unione. “Le ambasciate europee nei vari paesi hanno il quintuplo dei dipendenti delle singole nazioni. Alle isole Mauritius – una delle più piccole – ci sono 37 impiegati rispetto i 4 dell’ambasciata britannica”.

Consiglio straziante e politica latitante

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un consiglio lunghissimo con discussioni estremamente prolisse. Poca trasparenza e poca partecipazione, si rafforzano le critiche al modo di agire dell’amministrazione comunale, che in consiglio incassa gli attacchi dell’opposizione senza scomporsi troppo.

Errare è umano, perseverare è diabolico. Effettivamente è stato un po’ diabolico il consiglio comunale appena celebratosi. Per la seconda volta in pochi mesi infatti, la conferenza dei capigruppo è caduta nell’errore di convocare un consiglio con 15 punti all’ordine del giorno. Nel primo caso a rimetterci fu la coalizione di Putzu che ricevette un discreto scossone per non aver battuto il ferro sulla riapertura di piazza al traffico, mentre in questo caso è stato il presidente Romitelli a chiedere la sospensione, perché in effetti a quell’ora della notte, dopo circa sei ore di consiglio, la concentrazione e le energie necessarie a trattare alcuni punti rimasti non erano assolutamente sufficienti.

Su alcuni temi caldi si è scatenata la discussione, come ad esempio sull’abbattimento delle palme in via Mameli. Il coro dei consiglieri d’opposizione era quello della condanna al modus operandi adottato dall’amministrazione, che su alcune tematiche non coinvolge affatto le forze politiche né il resto della popolazione. Il mantra che risuonava dalla maggioranza e dall’assessore ai lavori pubblici Buono era quello dell’inevitabilità e della natura “tecnica” di questa decisione. “Questo è un atto tecnico che andava fatto”, sentenzia l’assessore. Conferma l’ineluttabilità della decisione il consigliere Stacchietti dichiarando “io non convoco la commissione per pura volontà informativa, in commissione non potevamo cambiare una virgola di quello che ha deciso Stefoni”.

Una decisione tecnica quindi, che i rappresentanti politici non avrebbero potuto stoppare. Peccato che a smentire questa tesi sia proprio il dirigente Stefoni quando dice che dopo aver tagliato le palme nella parte nord di via Mameli, “non abbiamo tagliato le altre piante(quelle dietro piazza Garibaldi) perché l’assessore Buono, Romitelli e Ciarrocca si sono messi di traverso”. Infatti gli abitanti di via Mameli hanno chiamato incavolati neri i loro referenti nell’amministrazione(Romitelli e Ciarrocca), i due intervenuti insieme all’assessore Buono hanno fermato il taglio delle altre palme nella parte sud della via. Se il dirigente quella mattina è uscito con l’intenzione di tagliare tutte le palme perché le riteneva pericolose allora le avrebbe dovute tagliare tutte, ma ne ha lasciate alcune perché i tre di cui sopra si sono opposti fermamente. Questo significa che la scelta “tecnica” che ha evocato l’assessore in consiglio in realtà non era inevitabile.

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Di questa storia si sapeva che c’era una serie di lettere mandate dalle Ferrovie e dalla Prefettura che intimavano il comune di tagliare le palme vicino la ferrovia, perché violavano le distanze prescritte dalla legge. Nel momento in cui il dirigente ritiene che è arrivata l’ora di passare all’azione dopo tanti anni di carteggi, il sindaco e i suoi collaboratori avrebbero dovuto condividere questa scelta almeno con il resto della maggioranza e con le altre forze politiche. Perché così facendo avrebbero potuto trovare soluzioni alternative o in caso contrario non sarebbero finiti nell’occhio del ciclone delle proteste dei cittadini del centro.

Ciò che emerge palesemente da questo episodio è la completa mancanza del lavoro della politica. Quando un assessore si maschera dietro alla tecnicità di una scelta e quindi della sua inesorabilità abdica al suo ruolo di rappresentante politico della cittadinanza. Il ruolo dell’assessore o del consigliere comunale di riferimento è quello di fare da cuscinetto, da filtro tra la cittadinanza e i dirigenti comunali.

Proprio per questa ragione l’osservazione del consigliere Farina, nel far notare che è incoerente organizzare la giornata ecologica insieme a Legambiente e due giorni dopo tagliare nove palme storiche senza proferir parola a nessuno, non è affatto inappropriata, anzi calza proprio a pennello. Dare spiegazioni postume non è degno di un’amministrazione comunale che vuole apparire come partecipativa e trasparente, e a dispetto di ciò che sostiene l’assessore Pasquali, le ragioni del taglio e l’eventuale futura piantumazione di altri alberi più idonei sono arrivate dopo il fatto, non prima. La paura che hanno in molti è che questo taglio sia propedeutico alla realizzazione del piano di riqualificazione urbanistica di piazza Garibaldi nel quale è prevista la realizzazione di una doppia corsia in via Mameli e dei parcheggi a spina di pesce sul lato ferrovia. Sorprendentemente l’assessore Buono ha negato che ciò succederà, staremo a vedere.

Amplia il discorso il consigliere Fioschini nel suo intervento, “non vorrei che questa situazione di non trasparenza si sommi ad altre situazioni di non trasparenza come sulla fidejussione per la bonifica della Fim ecc, e la popolazione perda la fiducia in voi”.

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Non è da sottovalutare ciò che sostiene Fioschini, perché di trasparente nella storia della Fim c’è ben poco. Da quello che era emerso nella riunione della IV commissione consiliare del luglio 2013, i lavori di bonifica sarebbero dovuti riprendere a gennaio 2014, invece il sindaco rispondendo all’interrogazione del consigliere Farina ci ha fatto sapere che probabilmente riprenderanno a settembre 2014. Un ritardo di nove mesi che si somma al ritardo di cinque anni precedentemente accumulato. Ciò che risulta più nebuloso di tutto è il perché il comune, nel momento in cui la proprietà non rinnovava la polizza in tempo utile, non abbia incassato i soldi che la banca aveva messo a garanzia del buon esito della bonifica. Su questo tema ci saremmo aspettati una mozione o una interrogazione da parte del Movimento 5 Stelle, visto che sono stati proprio loro a portare all’attenzione di tutti questa anomalia con una conferenza stampa di qualche settimana fa.

La mancanza di azione politica da parte dell’amministrazione è stata evidente. Questa mancanza si ripercuote negativamente anche nel consiglio comunale, che è diventato la valvola di sfogo dei consiglieri e un luogo di supplizio per la giunta, in testa a tutti il Sindaco, che assume un atteggiamento di insofferenza rispetto alla discussione consiliare tanto da concentrarsi soltanto sul suo tablet nascosto sotto la scrivania. Ci auguriamo che i prossimi consigli siano più umani sotto tutti i punti di vista.

Ex-Fim, scade la fidejussione: Comune rinuncia a 3 milioni di euro

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Il 25 giugno 2013 è scaduta la fideiussione a garanzia della bonifica dell’area dell’ex-Fim e l’Amministrazione comunale che avrebbe potuto prendere 3 milioni di euro dalla proprietà non lo ha fatto. Uno dei punti salienti della ricostruzione fatta dal Movimento 5 Stelle elpidiense attraverso la documentazione.

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“Un atto di inadempienza da parte dell’Amministrazione – afferma il consigliere Marco Fioschini – ed inoltre non è stata rinnovata la fideiussione a tutela della bonifica dell’area”. Rinnovo che sarebbe dovuto essere fatto entro 90 giorni prima della scadenza. Inoltre, questo atto è stato approvato in Consiglio comunale senza il numero legale previsto dal regolamento: 9 consiglieri rispetto i 10 necessari per la votazione (il sindaco non ha facoltà di votare per un atto come questo). Poi modificato in sede di Giunta nel febbraio 2008. L’art. 42 del Tuel (testo unico enti locali) da prerogativa  di competenza all’Assise cittadina rispetto la Giunta, chiamata ad intervenire sull’ordinaria amministrazione. “Secondo noi la Giunta comunale non poteva modificare l’accordo che sarebbe dovuto passare per l’approvazione in Consiglio – e continua il pentastellato – vi è una chiara incongruenza, come mai questo fatto?”.

“In diritto amministrativo quando ci sono atti che sono nulli, diventano nulli anche tutti quelli conseguenti – afferma Massimo Spina – se si dovesse dimostrare che questo atto sia nullo verrebbero invalidati i successivi”. L’escussione dei 3 milioni di euro, comprendente il blocco dell’ultimo 30 % della bonifica, sarebbe dovuta essere applicata dal d.a.t. (diretto alla tecnica) nella figura del dirigente comunale Stefano Stefoni. Quest’ultimo, secondo la documentazione, ha più volte denunciato agli organi competenti  i ritardi della bonifica rispetto l’accordo tra il privato e il Comune. “Questi sono soldi che il comune avrebbe potuto incamerare per le più disparate esigenze e questo non è stato fatto – continua il consigliere – non può passare il messaggio che ad ogni rilevamento di inquinamento maggiore del previsto vengano fatte ulteriori concessioni al privato, la bonifica è un obbligo da parte di chi ha acquistato quell’area”.

I 5 stelle lamentano anche un’incongruenza sul mancato incameramento di questi soldi e sul progetto di fare più di 200 appartamenti in un’area vessata dall’erosione costiera. “Si sarebbe potuto pensare ad un possibile arretramento delle strutture balneari di quella zona, che sono colpite dall’erosione”. Il 21 vi sarà la conferenza dei servizi in cui verranno discussi i lavori urbanistici dell’area della ex-Fim. Nel frattempo l’accordo di programma sulla variante urbanistica sta per arrivare in Provincia. La stessa che qualche mese fa ha approvato un documento di stop al consumo del territorio. “Secondo noi la bonifica deve essere per forza di cose prioritaria rispetto la variante urbanistica, ridando un’area priva di inquinamento”. Nel mese di maggio dovrà concludersi l’approvazione del progetto urbanistico, il timore è che venga approvato prima della completa bonifica.

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Elezioni europee, incontro con i senatori a 5 Stelle

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Le europee si avvicinano e la politica nazionale torna al vaglio dei cittadini; i quali hanno potuto confrontarsi con due senatori della repubblica del Movimento 5 Stelle, Serena Fucksia e Carlo Martelli, il 28 febbraio, presso la Croce Verde. L’incontro, organizzato dagli attivisti e consiglieri elpidiensi, Massimo Spina e Marco Fioschini, si è incentrato sulla direttiva Bolkestein, Ambiente, Sanità e Governo, sfociando inevitabilmente su molti temi e tenendo tutti i presenti incollati alle sedie fino a tarda notte.

“La Bolkestein è stata un’arma a doppio taglio, soprattutto per quanto riguarda il modo in cui è stata recepita dall’Italia – afferma la Fucksia, Segretario della Commissione Igiene e Sanità – le forme legislative con le quali è stata modificata cercano di far diventare bello ciò che non è”. La direttiva quadro del 2006, relativa al mercato interno di servizi dell’Unione Europea, è stata fortemente criticata fin dall’inizio in quanto carente dal punto di vista socio-economico e della concorrenza. Innescando un meccanismo di concorrenza sleale tra Stati. “Bisogna intervenire nelle misure di controllo, sia per i gestori che per i consumatori – continua il Vicepresidente della 13°Commissione Territorio e Ambiente, Martelli – non possiamo imporre dei consorzi perché questo andrebbe contro il principio del libero scambio, ma potremmo incorporare nel costo del prodotto tutti quei fattori esterni che ne aumenterebbe il costo rispetto a quello autoctono: distanza, inquinamento ecc. Per quanto riguarda i servizi questo è fiscalmente più difficile ma stiamo lavorando ad un risoluzione simile a livello europeo: questa è la chiave di volta”.

“Siamo molto indietro in Italia per quanto riguarda la promozione all’estero – continua la senatrice – basti pensare che quando la Francia si presenta agli incontri di promozione internazionale ci va come Francia, e poi si dirama nelle tipicità regionali, invece noi ci andiamo con sei uffici per ogni Regione. Bisogna sconfiggere questo cappio culturale in cui gli italiani si sovrastano l’uno con l’altro: o ci salviamo tutti o affondiamo tutti insieme”. E sulla sanità avanza la proposta di trasferire i cup all’interno delle farmacie per snellire la burocrazia e abbassare i costi.

Il lavoro non viene dimenticato. Nel confronto viene discussa la proposta di fare orario continuato nelle fabbriche simile al modello nordico. “Meglio non fare un regolamento rigido ma lasciare libera possibilità alle aziende. Bisogna anche avanzare proposte su un cambiamento culturale di gestione del nostro tempo”. Conclude la senatrice marchigiana.

Riguardo alle recenti espulsioni dei parlamentari pentastellati Martelli ne fa una questione di tempo. “Ci eravamo accorti mesi fa di alcuni nostri colleghi che stavano minando dall’interno l’azione del gruppo, l’unico rimpianto è quello di avere portato a rilento la procedura di espulsione”. L’ampio dibattito è stato ricco di partecipazione da parte del pubblico. Grandi assenti i rappresentati delle istituzioni del Comune, invitati a partecipare dai consiglieri, hanno lasciato vuoti i posti a loro riservati. Parafrasando Watzlawick: non si può non comunicare.

Ecofeste, l’intervista al neo-consigliere Marco Fioschini

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Era stata fissata la riunione della commissione I lunedì 20 gennaio, con all’ordine del giorno la discussione sul regolamento per le cosiddette “Feste Ecosostenibili”. Il sindaco aveva già annunciato che questo regolamento era al vaglio degli uffici competenti, e che al più presto lo avrebbe portato in giunta. Infatti sabato 18 gennaio è stato approvato dalla giunta.
Questo provvedimento è finalizzato alla riduzione del grigio derivante dalle feste cittadine. La parte più cospicua della somma che il comune deve dare all’Ecoelpidiense per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è infatti rappresentata dal grigio prodotto durante le numerose feste organizzate nell’arco dell’anno. Obbligare a ridurre la quantità di grigio prodotto nelle feste comporterebbe un risultato concreto: una notevole riduzione della tassa sui rifiuti.

Quando avete presentato la prima volta la proposta per il regolamento delle feste ecosostenibili?
La mozione sul regolamento delle feste ecosostenibili è stata protocollata in data 08/01/14. L’intenzione era quella di presentarla nell’ultimo consiglio comunale, quello del mio insediamento, che però non è stato possibile perché non accettata dal Presidente del Consiglio per i motivi che sappiamo.

Sapevate che il sindaco già da mesi aveva dichiarato in maniera formale ed informale che gli uffici comunali stavano creando un regolamento del genere?
Già in campagna elettorale e quindi all’interno del nostro programma, c’era e c’è, l’intenzione di promuovere una serie di pratiche che potessero diminuire la quantità, fino ad azzerarla completamente, di rifiuti indifferenziati e di aumentare la parte differenziata. Tempo fa a tal proposito siamo andati all’ufficio ambiente, dall’architetto Cardone, per parlare del regolamento sulle ecofeste(una delle pratiche della strategia rifiuti zero), allo scopo di avere dei consigli per la scrittura della mozione da portare in consiglio comunale. Lei ci ha fatto vedere lo stesso regolamento che noi volevamo portare (cioè quello promosso dall’associazione comuni virtuosi), fatte salve alcune aggiunte e correzioni che noi avevamo e abbiamo in mente e che proporremmo al prossimo consiglio comunale. Lo stesso architetto ci ha poi dichiarato che il regolamento era già stato promosso dall’ex assessore Procaccini (amministrazione Andrenacci II) e quindi fermo da molto tempo negli uffici del comune. A quel punto abbiamo appurato che il tema era condiviso fra amministrazione e movimento 5 stelle. In più se non erro avete fatto anche voi un articolo dove il Sindaco dichiarava di avviare un procedimento del genere. (Leggi l’articolo)

Avete parlato col sindaco o con un di lui incaricato per chiedere spiegazione di questa delibera di giunta così tempestiva?
Ne abbiamo parlato in commissione I, dove erano presenti gli assessori Pasquali e Sebastiani. In quella occasione l’assessore Pasquali ci ha ribadito che il regolamento era stato proposto dall’ ex assessore Procaccini. In quell’occasione le “linee guida” erano identiche al regolamento allegato alla nostra mozione.

Cosa cambia tra la vostra proposta e quella approvata in giunta quindi?
Alcuni aspetti per quanto riguarda sanzioni, messa a disposizione di gazebo, luce. Tassa di occupazione del suolo pubblico gratuita per chi aderisce al regolamento a differenza di chi non aderisce. Estendere il controllo per il rispetto del regolamento ad associazioni specializzate in ordine pubblico come protezione civile e guardie zoofile.

Secondo voi perché il sindaco ha voluto bruciare sul tempo una proposta che stava seguendo il suo normale iter: proposta e discussa nella commissione competente e prossima all’approvazione in consiglio?
Questo proprio non riesco a capirlo. Se io avessi fatto parte dell’amministrazione avrei apprezzato una proposta (condivisa) da parte dell’opposizione, non avrei nè promosso nè approvato una delibera di giunta, di fatto scavalcando il consiglio comunale ed infine lo avrei portato in commissione per una discussione preliminare e poi in consiglio comunale per discutere le migliori correzioni da apportare fra opposizione e maggioranza. Poi perché definirle “linee guida” quando invece sostanzialmente è un regolamento identico a quello proposto dall’ ass. comuni virtuosi? A questo punto, visto come sono andati i fatti posso solamente trarre delle conclusioni a posteriori. Il fatto è che abbiamo accelerato l’attuazione di un provvedimento fermo da tempo negli uffici comunali costringendo l’amministrazione a muoversi. Questo è il nostro modo di fare opposizione: un ‘opposizione costruttiva. Concludo dicendo che a me non interessano questi giochi politici, la vedo una perdita di tempo, l’importante è che venga attuato il regolamento e fatto rispettare per valutare in seguito un riscontro positivo in termini di raccolta differenziata. Raccolta differenziata fatta con il buon senso dei cittadini che però vedono costantemente non gratificati i loro sforzi per differenziare tutto, dove, il riconoscimento da parte dell’amministrazione è solo quello di aumentare costantemente ogni anno la tassazione. E’ nostra intenzione proporre una serie di provvedimenti per abbassare la tassa sui rifiuti guadagnando sulla parte differenziata. Ora non ci aspetta che vedere al prossimo consiglio comunale come verrà votata la nostra mozione.

Registro delle Unioni Civili

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Un embrione di diritto che sembra poter diventare realtà. Stiamo parlando del Registro delle Unioni Civili, tema del dibattito svoltosi giovedì scorso presso la Croce Verde promosso da PD, Sel e Gd; presenti in sala anche esponenti consiliari e politici del Movimento 5 Stelle.
L’iniziativa, che ha avuto un forte riscontro di presenze, è stata fortemente voluta dai Giovani Democratici; tra i relatori la professoressa Angela Cossiri, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Macerata, il segretario cittadino di Sel Mattia Rinaldi, il consigliere Luca Piermartiri e Stefano Senesi segretario dei Gd.

“Vogliamo vedere le unioni civili dal punto di vista politico. Perché è proprio la politica che deve farsi garante dei diritti – afferma Senesi – alle coppie di fatto mancano quei diritti fondamentali di una coppia a livello giuridico, e molte non sono dello stesso sesso”. Mentre nel suo intervento il sindaco Nazareno Franchellucci parla dell’importanza di “correre ai ripari quando ci sono persone che non si sentono parte di una comunità. Dobbiamo dare questo segnale in ambito locale – e continua – mi fa piacere il fatto che si siano ritrovati su questo tema che sarà affrontato nel prossimo Consiglio comunale anche se non ci siamo confrontati con le altre forze politiche e non sappiamo se questa proposta passerà”.

Si parla di lacune legislative. Una panoramica della situazione europea in cui paesi come la Danimarca (da sempre avanguardia nel campo dei diritti civili, ha introdotto il registro nazionale nel 1989), Belgio (legge sulla regolamentazione nel 1998 e matrimonio aperto alle coppie dello stesso sesso nel 2003), Finlandia (2002), Francia (PACS 1999), Germania (Eingetragene Lebenspartnerschaft, l’istituto giuridico della convivenza registrata 2001), Grecia (Patto di libera convivenza del 2008 che però esclude le coppie dello stesso sesso), Spagna e Inghilterra (il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2005), e poi altri paesi. L’Europa ha dato specifiche direttive su questo tema e nel corso degli anni tutti, o quasi, gli Stati aderenti si sono muniti di leggi che ne recepissero i principi o alcuni di essi. Tutti tranne l’Italia, fanalino di coda d’Europa in tema di diritti.

“Ho spesso parlato di spread in materia di diritti nel nostro paese e questo è uno di quelli – afferma la professoressa Cossiri – noi italiani osteggiamo questo tema che crea forti disuguaglianze tra le coppie e le persone. Penso all’eredità testamentaria, alle adozioni e parlo anche di quelle di coppi di sessi diversi che nelle graduatorie vengono dopo chi ha un legame giuridico conosciuto dalla legge pur essendo comunque una coppia; il ricongiungimento familiare, la visita del compagno in ospedale, la decisione delle esequie, possibilità di andare a trovare il compagno in carcere e molti altri diritti”. La costituzionalista ricorda le fondamenta costituzionali su cui dovrebbe poggiare una legislazione in questo senso: gli articoli 3 – 2 – 29 della Costituzione repubblicana. “L’articolo 29 in particolare è stato spesso soggetto di una lettura svalutativa da parte di molti legislatori”. Infatti i costituenti si sono guardati bene dal definire matrimonio naturale, puntando i riflettori sull’importanza della famiglia come perno dello Stato e non la natura moralmente accettabile nella società. Concetto morale che, come gli stessi costituenti insegnano grazie alla loro penna lasciata sulla carta repubblicana, è in costante cambiamento nelle società.

“Vogliamo dare un effetto di pubblicità da questo punto di vista – puntualizza Piermartiri – uno spunto per il legislatore”. E passa poi ai punti salienti della proposta che presenterà in assise cittadina. Potranno iscriversi al registro le coppie che risiedono da almeno un anno nel territorio comunale, che non siano già legate da vincoli giuridici e dovranno farlo presso l’ufficio Anagrafe. Il registro permetterà l’equiparazione al parente prossimo del compagno e l’equiparazione nelle decisioni prese dall’Amministrazione che hanno effetto sul territorio. “Avevamo sia noi di Sel, sia il Pd ed anche il Movimento 5 Stelle, questo punto nel programma elettorale – conclude Mattia Rinaldi di Sel – Mi auguro che venga approvato perché sarà fruibile per tutti i cittadini e non vedo il motivo di divisione sui diritti fondamentali”.

Consiglio Comunale, la maggioranza boccia una sua proposta perché presentata dai 5 Stelle

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Bocciata la mozione del consigliere Roberto Cerquozzi sull’istituzione di un regolamento definitivo per le unioni civili in sede di Commissione I e l’impegno del Consiglio Comunale di votarlo nel successivo passaggio nella sede consiliare. Questo quanto successo venerdì 21 dicembre durante la seduta straordinaria dell’assise cittadina. Lo stesso capogruppo del Movimento 5 Stelle ha ricordato la paternità della proposta e il percorso portato avanti da Luca Piermartiri (Pd). “Noi fummo entusiasti della bozza di regolamento portata in commissione e anche se affermammo di avere già pronta una mozione in merito non l’abbiamo presentata nei precedenti Consigli Comunali perché rassicurati dal fatto che sarebbe stata presentata al più presto dallo stesso Piermartiri – afferma Cerquozzi – Poi i tempi si sono sempre più allungati, dopo vari solleciti verbali a vuoto vogliamo che il Consiglio e la maggioranza si pronunci in materia”.

2 voti favorevoli, 14 contrari, 2 astenuti (Piersanti e Mecozzi, Pd). Emblematiche la parole del sindaco Nazareno Franchellucci che ha chiesto con forza di ritirare la mozione. “Non credo che il sollecito che arriva con questa mozione serva a qualcosa perché questo è un tema talmente delicato e profondo che non esistono linee all’interno della maggioranza che possano dire non lo portiamo o non è il momento giusto. Appena finito l’iter negli uffici si porterà in Consiglio Comunale, poi ognuno voterà secondo coscienza”. Un doppione secondo il primo cittadino che però parla di tema delicato e “riflessione nella maggioranza”. Un’aria di maretta fuoriuscita anche dal voto quando due consiglieri Pd si sono astenuti. Altri voti contrari sono arrivati dai rappresentanti di destra. Putzu parla di “registro inutile nei fatti”. Mentre Enzo Farina di “argomento delicato che ad oggi neanche la politica nazionale ha saputo inquadrare”.

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Sicuramente il voto contrario con maggior peso è stato quello di chi aveva proposto il registro in principio, il consigliere Luca Piermartiri. “Io ho dato la precedenza ad altri progetti rispetto al registro per questioni di scadenza. Io ho un modo diverso di lavorare, la mia agenda è organizzata in maniera diversa dal Movimento 5 Stelle. La porto in consiglio quando mi pare perché è una cosa mia. Voterò contro per la scorrettezza con cui è stata presentata la mozione”. I consiglieri di maggioranza e il sindaco si sono impegnati a portare l’approvazione del regolamento delle unioni civili al prossimo Consiglio Comunale.

Ne esce sicuramente male la figura di Piermartiri tanto che i Giovani Democratici stessi il giorno seguente sono dovuti uscire con un comunicato che spiegava il perché del suo voto contrario. Sono questi i frangenti della vita politica in cui si capisce quanto pesi di più la gloria personale del reale interesse per la collettività. La politica di casa ha perso l’occasione per dimostrare di essere andata oltre i meri interessi del proprio orticello.

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Citando un passaggio contenuto nella mozione bocciata: art. 2 della Costituzione «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale», art. 3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…e richiede i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. I diritti dell’uomo esistono già, devono essere soltanto riconosciuti. Perché perdere tempo?

Foto: Antonio Bracone

I 5 Stelle presentano il Bilancio Partecipativo

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Manca poco oramai all’ultimo Consiglio Comunale del 2013 che avrà come protagonista il bilancio. La “manovra” amministrativa che detterà la spesa per la città è stata già approvata in Giunta, manca solo l’ok dell’assise cittadina per chiudere il cerchio. In tempi in cui la parola più inflazionata sembra essere “congiuntura economica”, una parolaccia per dire che siamo messi male, il Movimento 5 Stelle, la scorsa settimana, ha incontrato la cittadinanza per presentare un esempio virtuoso di bilancio partecipativo. Relatore dell’iniziativa è Stefano Stortone, presidente del Centro Studi per la democrazia partecipativa – Milano, presente anche l’assessora al Bilancio Monica Leoni, nonché i consiglieri comunali Massimo Spina e Roberto Cerquozzi.

L’esperienza presentata è quella di Canegrate, comune del milanese dove l’amministrazione si è prestata a questa diversa tipologia di scelta di spesa. La ricerca portata avanti dal centro studi verteva sulla possibilità di spendere centomila euro per cinque possibili investimenti: arredi per una scuola primaria, manutenzione del centro sportivo, nuovi strumenti per la banda, ristrutturazione di un centro giovanile, ristrutturazione di una stazione ferroviaria.
La cittadinanza nel corso dell’anno si è riunita e ha partecipato ad assemblee pubbliche valutando i pro e i contro dei vari investimenti. Infatti, ogni gruppo (il centro sportivo spinto dalle associazioni era soggetto a pressioni maggiori rispetto la proposta della stazione, presentata da due soli cittadini) ha informato sulle proprie proposte, spiegando motivazioni e fattibilità dei progetti, con i relativi rientri di spesa per la comunità.

Il cuore del bilancio partecipato è lo scambio di conoscenza tramite la partecipazione ad un sistema decisionale per il quale alla fine la cittadinanza riuscirà, molto probabilmente, a prendere la decisione migliore e nel frattempo a risolvere anche le altre, o almeno a prendere coscienza della reale situazione delle stesse. Vediamo come. Il progetto di questa decisione di spesa ha visto nelle prime votazioni il centro sportivo al primo posto; il motivo è consequenziale: la pressione delle associazioni. Ma durante il processo sono stati gli stessi cittadini a prendere coscienza di quale spesa fosse effettivamente più necessaria alla comunità intera. E alla fine della corsa il progetto più votato è stato quello della ristrutturazione della stazione ferroviaria, presentata da due sole persone. Il motivo? Canegrate è un comune a nord di Milano con una viabilità ferroviaria dismessa e con molti pendolari all’attivo che utilizzano la stazione.

Se la scelta fosse stata fatta da una sola persona o un gruppo ristretto, difficilmente ci sarebbe stato lo stesso risultato date le probabili pressioni delle associazioni, più forti dei singoli, e quindi sarebbe stata scelta la manutenzione del centro sportivo quando magari non era così urgente perché fatta già due anni prima.
Non solo, tra i progetti vi era quello delle uniformi e strumentazioni per la banda del paese, e anche se il progetto non è uscito vincitore, attraverso la spiegazione alla cittadinanza della poca spesa che sarebbe stata necessaria per far fronte alle loro richieste, è stata la comunità a farsi carico di tale necessità in maniera diretta, invece che attraverso l’Amministrazione.

Il lavoro dietro ad un tale processo è sicuramente complesso ma è stato provato come questo percorso democratico venga velocemente assimilato dalla popolazione quando si rende conto che la sua decisione è effettivamente rilevante. Uno strumento ancora pressoché inutilizzato nel nostro paese, che potrebbe mettere un freno alla corruzione, e, soprattutto, ottimizzare le già scarse risorse che oggi le comunità hanno a disposizione.

Per maggiori info sul bilancio partecipativo di Canegrate:

http://www.canegratepartecipa.org/il-progetto/

5 Stelle, incontro con i cittadini sul Consiglio comunale e Bilancio partecipato

PORTO SANT’ELPIDIO – Il Movimento 5 stelle Porto sant’elpidio, insieme ai suoi due Consiglieri comunali, Roberto Cerquozzi e Massimo Spina, esporranno, Giovedì 24 ottobre presso la Sala conferenze della Croce Verde, le votazioni dell’ultimo Consiglio Comunale. Nella serata di lunedì 28 un’altra iniziativa, tema il bilancio partecipato, ospite il Presidente del Centro Studi per la Democrazia Partecipativa dell’Università degli Studi di Milano

Il Comunicato dei 5 Stelle: https://postitpse.wordpress.com/?attachment_id=1480

“Non credo che 50 mila euro all’anno in meno ai dirigenti risolvano i problemi della città”

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Questo quanto affermato dalla consigliera Barbara Mecozzi (PD) in merito alla mozione del Movimento 5 Stelle sulla riduzione dell’indennità di posizione dei dirigenti comunali, bocciata dalla maggioranza nel primo Consiglio comunale utile svoltosi nella giornata di ieri. In tempi di crisi feroce, facente parte di un’Amministrazione che combatte ogni giorno per trovare i fondi necessari anche alla manutenzione ordinaria, come il sindaco Franchellucci ha più volte ricordato, Barbara Mecozzi “Non crede”. Ma torniamo indietro, contestualizzando tali forti affermazioni di un consigliere facente parte di una compagine politica che si dichiara di sinistra.

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L’assise cittadina in seduta di Consiglio

La mozione in questione, uno dei tanti punti all’ordine del giorno, è quella su cui maggiormente si è acceso il dibattito. Il suo relatore chiedeva che l’indennità di posizione, facente parte della remunerazione annua dei dirigenti del Comune (4 in totale, contando anche quella percepita dal segretario comunale, tutte intorno ai 22 mila euro) venisse portata al minimo consentito dalla legge: 11 mila euro. Senza andare né ad intaccare lo stipendio percepito (intorno ai 5-6 mila euro per i tre dirigenti di funzione), come da contratto nazionale, né l’indennità di risultato, un importo minore rispetto quella di posizione. E che il risparmio di queste risorse, che sommate si aggirano intorno ai 50 mila euro annui, 250 mila per l’intera legislatura, andasse indirizzato verso il comparto sociale, come ipotesi, lasciando discrezione alla Giunta in merito.

L’alzata di scudi levatasi dai banchi della maggioranza non si vedeva dai tempi delle Termopili. “Abbassare l’indennità di posizione non potrebbe essere così conveniente, soprattutto oggi che il mercato dei dirigenti è così concorrenziale, e questo avviene anche nel nostro Comune – afferma Daniele Stacchietti (PD) – anche se la proposta di darlo al sociale mi tocca da vicino. Bisogna fare economie altrove come stiamo facendo con le istallazioni del solare-termico negli edifici pubblici”. E citando la fuga dei cervelli la rapporta ad una possibile fuga dei dirigenti comunali, in cerca di lidi migliori. Anche Simone Malavolta (Popolari per Porto Sant’Elpidio) è del parere che “non è così vantaggioso abbassare il valore professionale dei dirigenti”. Sia Barbara Mecozzi che lo stesso primo cittadino, ricordano che “ll nostro è un Comune virtuoso rispetto le indennità e il numero di dirigenti dei nostri vicini – e continua Nazareno Franchellucci – oggi chi conosce la pubblica amministrazione sa quanto sia fondamentale il lavoro di un dirigente che in questi ultimi anni ha molte più responsabilità rispetto al passato, e che in certi casi la firma di uno di essi può contare più di quella di un assessore. Anche loro in questi anni si sono guardati intorno, con situazioni come Fermo che ne ha all’attivo 9 i quali percepiscono complessivamente intorno alle 250 mila euro di indennità di posizione, o Porto San Giorgio, con un numero minore di abitanti, e con 5 dirigenti e circa 90 mila euro complessivi di indennità di posizione percepita”.

Inutili le ragioni portate dai banchi dell’opposizione. “Dubito che se venisse fatto un bando per posti vacanti lasciati da qualche dirigente che giustamente volesse cambiare Comune, questo andrebbe deserto, ci sarebbe la fila – afferma Roberto Cerquozzi (M5Stelle) – parliamo di compensi da 70 – 80 mila euro annui. Nessuno va a toccare né gli stipendi base, né quelli di risultato. E il Comune avrebbe 53 mila euro annui in più a bilancio”. Mentre Massimo Spina ripete come un mantra che “nessuno mette in dubbio la professionalità dei nostri dirigenti che sono sicuro siano bravissimi, ma questo è un atto di civiltà oltre che di solidarietà in un momento in cui a tutti vengono chiesti dei sacrifici”. Mentre per Enzo Farina “premettendo che penso che i nostri dirigenti siano bravissimi, se fosse necessario non sarei così negativo sul fatto di trovare altri dirigenti anche giovani. I tagli sono giusti, al di là della competenza”. Prende la parola anche Elio Natali (Patti Chiari) e in un concitato e caloroso intervento afferma: «Oggi abbiamo perso la nostra identità, lo dico chiaramente. Io sono orgoglioso di considerarmi di sinistra. Ma dove siamo finiti se si dice c’è il mercato dei dirigenti?! Il risparmio bisogna farlo anche qui. Un’orlatrice guadagna 11 mila euro annui, perché facciamo politica allora? Se c’è bisogno di fare i sacrifici bisogna farli tutti quanti».

La votazione si è conclusa con 9 voti contrari (maggioranza), 5 favorevoli (opposizione) e 2 astenuti (Patti Chiari). Un professionista se sente il bisogno di spostarsi e cercare situazioni lavorative migliori ha il diritto di farlo, ma è compito dell’Amministrazione sostituirlo nel migliore dei modi, facendo anche uno sforzo in questo senso. E poi con quale certezza si può pensare che il legame che hanno questi professionisti con la comunità sia così poco solido da non poter fare a meno di 900 euro al mese in un periodo di difficoltà? 50 mila euro non risolveranno i problemi della città, la consigliera Mecozzi ha ragione, ma qualche aiuto lo possono dare. I contribuenti potrebbero avvicinarsi alla sua linea di pensiero; quando arriveranno nelle loro case le sollecitazioni di pagamento di Imu e T.A.R.E.S potrebbero andare negli uffici comunali dicendo: «Non credo che queste poche centinai di euro all’anno risolverebbero le problematiche di Porto Sant’Elpidio».

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