Elezioni europee, a Porto Sant’Elpidio 284 firme per ‘L’Altra Europa con Tsipras’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Le elezioni europee sono alle porte e siamo, di fatto, in piena campagna elettorale. Abbiamo intervistato due dei promotori della lista ‘Europa unita con Tsipras’ per la città di Porto Sant’Elpidio, Mattia Rinaldi di Sel e Roald De Tino di Rifondazione Comunista. Gli stessi presenteranno la lista l’8 maggio alla Croce Verde insieme ai candidati, Roberto Felice Pizzuti, professore di economia della Sapienza di Roma, e Giuseppe Santarelli, sindacalista calzaturiero della Cgil.

Nel fermano sono state raccolte 750 firme, 1/3 delle quali nella sola Porto Sant’Elpidio. Più di 4 mila nella Regione Marche. Mentre a livello nazionale, su un minimo di 150 mila per partecipare alle elezioni, ne sono state raccolte 220 mila. “Siamo sicuri che a livello locale si raggiungerà un buon risultato. Abbiamo registrato un forte interesse tra la cittadinanza, pur avendo a disposizione mezzi inferiori rispetto alle altre liste; questo è indice del fatto che si sente il bisogno negli elettori di avere una lista di sinistra in Europa”.

Perché Alexis Tsipras dovrebbe essere la scelta per la sinistra europea?

È la storia politica di Tsipras che lo pone come proposta per la sinistra europea. Il suo partito, Syriza (ndr partito che riunisce i movimenti di sinistra greci), nel 2008, all’inizio di questa crisi economica, era dato al 4% mentre il Pasok (ndr. partito socialista greco) viaggiava sul 25-26%; arrivando ad oggi quest’ultimo, secondo i sondaggi, è dato intorno al 12% mentre Syriza è al 28 %.

Lo scenario che si sta proponendo in Europa agli elettori vede: da un lato il Partito Popolare Europeo (PPE) che propone di continuare sulla strada delle politiche neoliberiste, di sostegno all’economia capitalista tout court, con una ricetta di detassazione favorendo i grandi poteri finanziari come banche e multinazionali, queste formazioni sociale invece che quelle più colpite dalla crisi, e non mi riferisco soltanto a Spagna, Grecia, Italia ma a tutti i paesi europei; dall’altra c’è il Partito Socialista Europeo (PSE) che candida Schultz, un uomo che in Germania governa insieme ad Angela Merkel in un governo simile a quello che abbiamo attualmente in Italia. E qui è il problema perché questo candidato, che dovrebbe rappresentare un’alternativa alle politiche neoliberiste, in realtà il suo programma si allinea sostanzialmente sulle politiche delle banche similmente a quelli che dovrebbero essere i suoi antagonisti politici.

Serviva un candidato di sinistra quindi…

Tsipras è anche una candidatura simbolo perché viene da un paese, la Grecia, che incarna una via alternativa a quella che è la politica dominante. Laddove noi abbiamo un centrosinistra ed un centrodestra che propongono una strada unica e l’unica percorribile, secondo loro, con tagli alla cultura, alla sanità, alla scuola, al sociale, alle pensioni, solo per continuare a finanziare banche e grandi industrie; mentre dall’altra parte c’è un’alternativa fatta di socialità perché non si esce dalla crisi dando i soldi a chi già li ha ma soprattutto a chi la crisi l’ha creata.

Il programma di Tsipras, in sostanza, propone un nuovo tipo di piano ‘Marshall’. Non pensare all’Europa come una matrigna che imponga a molti, non responsabili di questa crisi, di stringere la cinghia mentre pochi continuano ad accentrare il potere finanziario distruggendo l’economia reale tutto quello che deriva da questo. Non possiamo fidarci di Shultz perché è al governo con Angela Merkel e se in patria sostieni l’austerità non puoi, perché ci sono le elezioni, dire che ne farai di meno. Non sei credibile, Tsipras lo è in questo momento storico.

Come mai in questo momento storico, in Europa, non abbiamo governi o un governo che faccia come la storia e gli economisti insegnano: bolla finanziaria – crisi – austerità – governi che dirigono le risorse finanziarie verso un nuovo sviluppo economico – perché siamo ancora alla quarta fase?

È difficile ipotizzare i vari motivi perché noi possiamo cercare di immaginare il motivo per il quale vengono prese certe strade. Secondo il punto di vista, di sinistra, della Lista Tsipras che riunisce tutti coloro che non condividono a sinistra le scelte europee e nazionali, noi assistiamo ad un attacco ben mirato, ad un certo modo di intendere lo Stato, da parte di un potere economico con una forza che mai si è vista nella storia. Con la globalizzazione, le grandi industrie, gli speculatori finanziari, banche e compagnie assicurative internazionali ecc. con un potere che trova dei limiti nello Stato e, nel nostro esempio, in Europa. La pressione esercitata si sente maggiormente da noi rispetto ad esempio in America, proprio perché in Europa il sistema di welfare (ndr. lo Stato sociale) è molto forte rispetto altri paesi.

Gli stati europei, nel tempo, hanno limitato, ieri più di oggi, la speculazione di tali capitali. Lo vediamo anche nel nostro territorio come i grandi calzaturieri che si possono permettere di spostare le fabbriche in Cina, in India o dove gli conviene, grazie alla globalizzazione, sono gli stessi che poi a livello internazionale, come le banche, possono spostare grandi capitali dove più gli conviene e premono sugli stati per far si che i vincoli imposti dal sistema di walfare europeo venga meno.

L’attacco, secondo noi, avviene tramite la speculazione finanziaria. Per questo, oggi, chi ci governa rincorre questi potentati nella logica che: se noi li favoriamo vengono da noi e creano lavoro; però per favorirle distruggiamo lo stato sociale che abbiamo creato con duri sacrifici in Europa. Una vittoria di Pirro perché abbiamo ottenuto il lavoro ma di che tipo? Una volta c’era il posto fisso, la scala mobile e tutta una serie di garanzie che sono state erose. Questo i greci lo hanno patito in modo maggiore essendo uno Stato piccolo, con meno risorse e meno capacità.

Una volta le grandi crisi mondiali si risolvevano con le guerre, oggi non c’è un tale rischio quando le istituzioni non tengono lo Stato sociale o vi è una differenza?

Le guerre ci sono ma non si combattono più sul suolo europeo e il progresso tecnologico, essendo aumentato, non porta ancora a una fame da far sfociare in una crisi di tale portata che fù cavalcata da fascismi vari in Europa. Per quanto vediamo l’avanzare di partiti come Alba Dorata, Le Pen in Francia, quindi anche adesso l’uscita dalla crisi con slogan facili mantiene un forte appeal.

In Italia abbiamo il Movimento 5 Stelle come nuova proposta che, per quanto non può essere classificato come un fascismo, ha degli slogan facili. Il problema di Grillo è che fa tante proposte condivisibili ma dopo si inseriscono in un programma non completo che non considera tutti gli aspetti della società europea, fatta su slogan generici assumendo due misure su due piedi. Quello che ci differenzia da Grillo è che per uscire da una crisi simile bisogna immaginare un nuovo modello di società, con istituzioni, democraticamente elette, che riacquistino il ruolo centrale per guidare i cittadini oltre questo momento storico.

 

Erosione costiera. Enormi danni e soluzioni difficili, ma nessuno paga

5-NUOVA FOCE DEL TENNA

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Giovedì 10 aprile, al salone della Croce Verde, si è tenuto l’incontro informativo sull’erosione costiera promosso dal circolo locale di Sinistra Ecologia e Libertà.
La tematica è molto sentita dalla cittadinanza, tant’è che la partecipazione è stata alta. Presenti anche diverse forze politiche e ambientaliste, pesante invece l’assenza dell’amministrazione comunale.

Sono intervenuti il professor Gino Cantalamessa docente di sedimentologia e stratigrafia all’università di Scienze della Terra di Camerino, il professor Carlo Bisci docente di geomorfologia e geografia fisica della medesima università e il dottor Alessio Acciarri dottorando in dinamica costiera e regime dei litorali.
Dopo i saluti iniziali del coordinatore cittadino di Sel Mattia Rinaldi, si è entrati nel vivo della serata. I professori hanno sviscerato le varie problematiche del litorale marchigiano, e in particolare di quello elpidiense.

Sono state esposte diverse modalità per la risoluzione del problema, ma senza uno studio accurato è difficile dare indicazioni precise. Ciò che si è capito bene è che alcuni interventi fatti dal 2003(i pennelli al fiume tenna e al fosso di castellano) hanno peggiorato una situazione già non troppo rosea, ma che era bilanciata dall’afflusso di detriti portati dal fiume e smistati dalle correnti. Ora, togliere i pennelli potrebbe essere pericoloso quanto tenerli, nel senso che ogni azione che si andrebbe a compiere comporterebbe delle conseguenze, alcune delle quali non si possono conoscere preventivamente.

Ricordiamo che il piano per la salvaguardia della costa è stato redatto dalla Modimar di Roma, e veniva inoltre inserita la realizzazione della darsena. Secondo questo studio infatti, la darsena e i pennelli avrebbero difeso la costa elpidiense. Infine, i pennelli sono stati realizzati nonostante il piano regionale di difesa costiera prescrivesse di non agire oltre la realizzazione delle barriere soffolte. Sarebbe ora di chieder conto dei danni che queste opere hanno comportato, a chi allora ha creduto ad occhi chiusi a questi studi, cioè il sindaco di allora, i vari assessori e dirigenti competenti.

 

Ritrovata la spiaggia scomparsa

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – “La spiaggia elpidiense non è scomparsa si è spostata grazie alla barriera costituita dal “pennello” sud della città”. Questo quanto affermato da Mattia Rinaldi, segretario del circolo cittadino di Sel, dopo un sopralluogo della foce del fiume Tenna.

La linea dello sbocco sul mare infatti si è spostata di 140 m oltre il “pennello”, parte delle barriere poste a freno dell’erosione costiere dalla precedente amministrazione comunale. Un’area di circa 36,000 metri quadri (3,6 ettari), con un’altezza di 2 metri da livello del mare che in alcuni punti arriva a 4. “In queste condizioni nessuna scogliera, emersa o sommersa che sia, potrà in futuro garantire la difesa della nostra cosa –continua Rinaldi – avendo bloccato l’apporto naturale di sedimenti”. I riflettori si accendono anche lungo il corso del fiume dove l’opera che sarebbe dovuto servire a limitare le piene del Tenna è stata distrutta, prova dell’inefficacia delle opere di contenimento.

La denuncia secondo Sinistra ecologia e libertà sarebbe avallata dal “Piano di Gestione Integrata delle Aree costiere” della Regione Marche e nello studio fatto dall’Università di Ancona. “Qui si raccomandava infatti di non intervenire sul litorale di Porto Sant’Elpidio, perché si trovava in equilibrio, proprio per gli apporti fluviali di ghiaia – conclude il giovane coordinatore – intendiamo promuovere un’azione di informazione e discussione con la cittadinanza e con le forze politiche e di governo del territorio su un tema che ci interessa tutti da vicino”.

Avevamo già parlato dettagliatamente dell’erosione costiera e delle sue problematiche in un corposo articolo di Riccardo Marchionni, che vi riproponiamo dal quale potrete trarre importanti informazioni sulla tematica:Quanto ci costa salvare la costa?

Il nuovo referente dell’Amministrazione comunale è l’assessore Annalinda Pasquali alla quale è stata affidata una delega ad hoc per la difesa della costa. E il primo cittadino Nazareno Franchellucci è intervenuto più volte sull’argomento ribadendo l’importanza di creare un nuovo Piano di difesa costiera in collaborazione con la Regione Marche e la Provincia. Di seguito vi riportiamo le sue dichiarazioni in merito in una nostra recente intervista:

Parlerei della situazione del maltempo, la mareggiata, la salvaguardia della costa, la darsena ecc. I due pennelli erano previsti nel progetto darsena, soprattutto quello al fosso di Castellano era propedeutico per la costruzione della darsena.
Il sentore di parecchi è che in realtà il progetto doveva essere più lungo con scogliere che si estendevano tra i due fiumi, secondo lei sarebbe stato un progetto buono, che avrebbe dato i suoi frutti? Nel frattempo c’è un piano a medio-breve termine per arginare questo problema?

“Sarebbe stato meglio avere una protezione su tutta la costa, ma purtroppo non bastavano le risorse. Allora c’era l’emergenza della zona sud, e quindi si è deciso che i soldi si sarebbero spesi per la zona sud. La situazione non era grave come adesso.
Le direzioni d’azione sono due. L’altro giorno l’avvocato che segue il contenzioso è stato a parlare col giudice, perché il 31 dicembre scade il termine dato dal tribunale per effettuare la perizia da parte del Ctu. Ha chiesto al giudice che immediatamente sblocchi l’area di modo che noi con soldi nostri andiamo a completare, cioè ricaricare le altezze degli scogli e prendere materiali dal fiume per il ripascimento. Ma dico con certezza che quel lavoro non basta più. Con Annalinda ormai due mesi prima delle mareggiate ci siamo iniziati a muovere in maniera veloce con dei comprovati specialisti tecnici per individuare il soggetto migliore per fare un nuovo studio su tutta la costa, da sud a nord.
La settimana scorsa sono stato a parlare con Spacca. Loro entro il 2015 vogliono rifare il piano di sicurezza del litorale, quindi ogni comune presenterà la propria proposta di modifica. Questo è il presupposto per chiedere i finanziamenti, non possiamo pensare di fare un opera del genere senza i soldi della regione.
Il tecnico certifica che la situazione è drammatica, in modo che la regione capisca la nostra necessità, e su quello si tara l’intervento. La soluzione ce la dobbiamo far dare da chi queste cose le capisce. Ormai dopo quasi dieci anni la situazione della costa è cambiata quindi serve uno studio sulla situazione attuale”.

Registro delle Unioni Civili

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Un embrione di diritto che sembra poter diventare realtà. Stiamo parlando del Registro delle Unioni Civili, tema del dibattito svoltosi giovedì scorso presso la Croce Verde promosso da PD, Sel e Gd; presenti in sala anche esponenti consiliari e politici del Movimento 5 Stelle.
L’iniziativa, che ha avuto un forte riscontro di presenze, è stata fortemente voluta dai Giovani Democratici; tra i relatori la professoressa Angela Cossiri, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Macerata, il segretario cittadino di Sel Mattia Rinaldi, il consigliere Luca Piermartiri e Stefano Senesi segretario dei Gd.

“Vogliamo vedere le unioni civili dal punto di vista politico. Perché è proprio la politica che deve farsi garante dei diritti – afferma Senesi – alle coppie di fatto mancano quei diritti fondamentali di una coppia a livello giuridico, e molte non sono dello stesso sesso”. Mentre nel suo intervento il sindaco Nazareno Franchellucci parla dell’importanza di “correre ai ripari quando ci sono persone che non si sentono parte di una comunità. Dobbiamo dare questo segnale in ambito locale – e continua – mi fa piacere il fatto che si siano ritrovati su questo tema che sarà affrontato nel prossimo Consiglio comunale anche se non ci siamo confrontati con le altre forze politiche e non sappiamo se questa proposta passerà”.

Si parla di lacune legislative. Una panoramica della situazione europea in cui paesi come la Danimarca (da sempre avanguardia nel campo dei diritti civili, ha introdotto il registro nazionale nel 1989), Belgio (legge sulla regolamentazione nel 1998 e matrimonio aperto alle coppie dello stesso sesso nel 2003), Finlandia (2002), Francia (PACS 1999), Germania (Eingetragene Lebenspartnerschaft, l’istituto giuridico della convivenza registrata 2001), Grecia (Patto di libera convivenza del 2008 che però esclude le coppie dello stesso sesso), Spagna e Inghilterra (il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2005), e poi altri paesi. L’Europa ha dato specifiche direttive su questo tema e nel corso degli anni tutti, o quasi, gli Stati aderenti si sono muniti di leggi che ne recepissero i principi o alcuni di essi. Tutti tranne l’Italia, fanalino di coda d’Europa in tema di diritti.

“Ho spesso parlato di spread in materia di diritti nel nostro paese e questo è uno di quelli – afferma la professoressa Cossiri – noi italiani osteggiamo questo tema che crea forti disuguaglianze tra le coppie e le persone. Penso all’eredità testamentaria, alle adozioni e parlo anche di quelle di coppi di sessi diversi che nelle graduatorie vengono dopo chi ha un legame giuridico conosciuto dalla legge pur essendo comunque una coppia; il ricongiungimento familiare, la visita del compagno in ospedale, la decisione delle esequie, possibilità di andare a trovare il compagno in carcere e molti altri diritti”. La costituzionalista ricorda le fondamenta costituzionali su cui dovrebbe poggiare una legislazione in questo senso: gli articoli 3 – 2 – 29 della Costituzione repubblicana. “L’articolo 29 in particolare è stato spesso soggetto di una lettura svalutativa da parte di molti legislatori”. Infatti i costituenti si sono guardati bene dal definire matrimonio naturale, puntando i riflettori sull’importanza della famiglia come perno dello Stato e non la natura moralmente accettabile nella società. Concetto morale che, come gli stessi costituenti insegnano grazie alla loro penna lasciata sulla carta repubblicana, è in costante cambiamento nelle società.

“Vogliamo dare un effetto di pubblicità da questo punto di vista – puntualizza Piermartiri – uno spunto per il legislatore”. E passa poi ai punti salienti della proposta che presenterà in assise cittadina. Potranno iscriversi al registro le coppie che risiedono da almeno un anno nel territorio comunale, che non siano già legate da vincoli giuridici e dovranno farlo presso l’ufficio Anagrafe. Il registro permetterà l’equiparazione al parente prossimo del compagno e l’equiparazione nelle decisioni prese dall’Amministrazione che hanno effetto sul territorio. “Avevamo sia noi di Sel, sia il Pd ed anche il Movimento 5 Stelle, questo punto nel programma elettorale – conclude Mattia Rinaldi di Sel – Mi auguro che venga approvato perché sarà fruibile per tutti i cittadini e non vedo il motivo di divisione sui diritti fondamentali”.

Mattia Rinaldi è il nuovo segretario cittadino di Sel

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Sinistra Ecologia e Libertà ha scelto Mattia Rinaldi come nuovo coordinatore per Porto Sant’Elpidio. Il circolo in sede di congresso, presieduto dal coordinatore provinciale del partito Roberto Vallasciani, ha rinnovato la carica prima affidata all’ing. Mario Galieni, traghettatore della fase costituente nonché della sfida elettorale per le amministrative. 22 anni, laureando in Lettere e Storia all’Università di Macerata, fresco dell’elezione all’assemblea regionale di Sel e candidato alle precedenti elezioni amministrative, è la figura scelta dal circolo elpidiense per uscire dalla “politica dell’isolamento”.

Come hai vissuto la scelta del circolo di Sel, ti senti pronto per questo compito di responsabilità?

Ancora devo metabolizzare il tutto. Siamo arrivati a questa scelta attraverso il tipico approccio collegiale insito nella natura di Sel. Il tournover ha permesso il passaggio del testimone attraverso un congresso nel modo più trasparente possibile. E mi è stata confermata la fiducia che mi è stata data con l’elezione all’assemblea regionale del partito. Certo cambiano molte cose, sia per la responsabilità che per le iniziative che vogliamo fare. Dobbiamo ricominciare una nostra strada dato che purtroppo Sel è rimasta molto in penombra dopo le ultime elezioni amministrative.
Credo sia molto difficile in questo periodo essere di sinistra perché non abbiamo la stessa capacità camaleontica che alle volte hanno certi partiti che riescono a svincolarsi e dare un colpo alla botte e uno al cerchio. Noi non siamo di centro e abbiamo dei paletti precisi. Diciamo la realtà, cioè che c’è la crisi e si aggrava sempre più, la grande disoccupazione giovanile, la disaffezione alla scuola, il problema ambientale con tutto quello che ne deriva. Anche riallacciando un dialogo con i partiti di sinistra.

A livello nazionale Sel ha preso una strada di avvicinamento al Partito Democratico, a livello locale cosa avverrà?

Noi alle elezioni amministrative non abbiamo avuto modo di allearci con il Pd per via di situazioni pregresse che non possono essere omesse. Ma detto questo è impossibile rimanere isolati che non porta da nessuna parte. Noi dobbiamo fare un progetto per poter capire quali parti saranno interessate.
Per quanto riguarda per esempio la proposta di redigere un registro cittadino delle coppie di fatto noi ci siamo spesi per la sua approvazione. La situazione che è venuta a crearsi con la mozione del Movimento 5 Stelle sulla proposta di redigere il registro da quello che ho capito c’è stato un problema riguardo al regolamento. Sulla bocciatura da parte della maggioranza a prescindere perché fatta dai grillini non mi sento di esprimermi nel merito. So che verrà presentata al prossimo Consiglio Comunale e vedremo come andrà. Già posso dire che pensiamo di fare un’iniziativa insieme ai Giovani Democratici e al Partito Democratico per spiegare alla cittadinanza l’importanza di questa battaglia. E sarei felice che anche i 5 Stelle, dato che l’avevano nel proprio programma elettorale, possano partecipare a tale iniziativa.

Quali altre iniziative pensate di presentare alla cittadinanza nel prossimo futuro?

Un’altra è quella del testamento biologico che è stata già discussa ed approvata a Fermo ed ora a Porto San Giorgio. Credo che i diritti civili toccano tutti. Il testamento biologico è stato criticato perché è visto da alcuni come una morte con scappatoia ma questo non è assolutamente vero. La volontà di cosa fare con la propria vita deve essere rispettata. Come bisogna rispettare la visione di chi è contro ma bisogna cercare di discuterne per l’importanza di un tema etico così delicato.

Come concilia l’idea di consumo del territorio di Sel con quello del Pd e di questa Amministrazione?

La conciliazione con il Pd non deve avvenire per forza. Noi abbiamo fatto dello stop di consumo del territorio un punto fermo del programma elettorale, ed è stato uno degli ostacoli per cui siamo corsi da soli in campagna elettorale. E siamo contro alla strumentalizzazione delle riqualificazioni usate come pretesto per costruire un po’ ovunque. Penso però a Piazza Garibaldi dove il Sindaco si è messo in una situazione in cui dice io il palazzo in piazza com’era prima non lo faccio più, può essere un input alla riconciliazione. Non sarà quindi su tutte le proposte ma dobbiamo trovare i presupposti per cui si crei un dialogo. Precostituirsi fin dall’inizio una visione in cui nessuno vuol dialogare è stupido e deleterio quindi io con i miei compagni lo porteremo avanti fin quando sarà possibile.

Vi riproponiamo la video-intervista fatta a Mattia Rinaldi durante la scorsa campagna elettorale per le amministrative di Porto Sant’Elpidio.