La leggenda della Fim

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – La Fim, la bonifica e l’eredità culturale della città di Porto Sant’Elpidio. Questo il tema tutto incentrato sull’ex Fim, un racconto di una “leggenda” tanto vera quanto fiabesca, un percorso trentennale raccontato da Legambiente, oggi alle ore 16.30, presso la sala conferenza di Villa Baruchello.

La presentazione di Anna Maria Nobilio (presidente del circolo di Legambiente cittadino) e i saluti del sindaco Nazareno Franchellucci inaugureranno l’incontro pubblico che vedrà protagonisti Adriano Santato (Consiglio nazionale di Legambiente) con la relazione “La bonifica Fim: riscatto o sconfitta?”, l’arch. Tiziana Maffei con un intervento sull’eredità culturale nella città contemporanea; tra gli altri interverranno Vittorio Cogliate Dezza (presidente di Legambiente).

“Sarà un incontro pubblico incentrato sulla storia della Fim negli anni, più che nello specifico dei dati, già visti e rivisti in questi anni, vogliamo indirizzare lo sguardo del pubblico, e dei giovani che preservano solamente un ricordo del “mostro” Fim e non di cosa ha rappresentato per questa città. Cerco di trovare un punto di vista alternativo al mero discorso del cemento, come potrebbe quindi essere riqualificato uno spazio a mare così importante per una città che vorrebbe fare del turismo un settore strategico”.

Legambiente cita anche Calvino in un suo passaggio emblematico. “Se si vuole descrivere un luogo, descriverlo completamente, non come una apparenza temporanea, ma come una porzione di spazio che ha una forma, un senso e un perché, bisogna rappresentarlo attraversato dalla dimensione del tempo…nelle sue relazioni passate, presenti e future”.

Durante l’incontro verrà proiettato il video “Le cattedrali del mare”, a cura dell’ass.ne “Venti di Cultura”; ed anche una rassegna di “cose trovate” e documentazioni prodotte ed accumulate dal circolo durante gli ultimi venti anni.

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Bosco di Villa Fonteserpe (Baruchello) un gioiello cittadino da tutelare

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Villa Baruchello è stata da sempre immagine della città di Porto Sant’Elpidio. La struttura principale, restaurata di recente, è orgoglio della città e usata dal Comune per eventi culturali, conferenze e quant’altro.

L’intero complesso, comprendente anche il bosco, è patrimonio storico dei Beni Culturali ed è stato venduto al Comune di Porto Sant’Elpidio dall’ultima proprietaria, la signora Coppini di Roma (moglie di Baruchello, da qui il nome usato impropriamente per la villa) che la acquistò nel 1933 come residenza estiva, al prezzo di 180 mila lire dell’epoca.

Il bosco, uno dei più grandi della città e comprendente essenze arboree di rara bellezza, vessa in completo abbandono. Dilaniato dalle intemperie, dal maltempo e dai recenti lavori per l’autostrada, sta morendo giorno dopo giorno. Ultima voce della lista i danni causati nella giornata dell’ 11 novembre scorso, in cui sono caduti alcuni alberi interni ed altri adiacenti il giardino retrostante la villa, con l’emblematica distruzione del tavolo “degli innamorati” da parte di un pino già da molto tempo pericolante e privo di messa in sicurezza, anche dopo le molte segnalazioni fatte alle autorità competenti.

Un altro arbusto della stessa famiglia minaccia nel bosco interno la torretta di avvistamento; piegato sopra quest’ultima, potrebbe cadere alla prossima nevicata. Altri cedri e essenze, con i loro rami non curati da una preventiva potatura, rischiano di cedere sotto il proprio peso, abbattendosi su quel che è rimasto della struttura in legno ai lati degli scalini (completamente ricoperti da terra e fogliame e non più visibili) che comprendevano il percorso interno al bosco.

Il terreno ad ovest dell’ex parco giochi è completamente devastato e i recenti lavori per l’autostrada hanno lasciato quella parte del complesso completamente martoriata, un deserto di sabbia e terra che mina la sostenibilità degli alberi sulla fiancata della collina.

Dopo le numerose segnalazioni di privati e dell’associazione di quartiere Marina Picena, che aveva anche trovato degli specialisti per una messa in sicurezza straordinaria per la potatura di quelle piante che potrebbero non superare l’invernata, in accordo con la forestale, a costa zero per le casse comunali, l’Amministrazione, nella figura di nessuno sa ancora chi, ha mandato l’Ecoelpidiense; gli operai si sono fermati alla potatura di un arbusto e ad una pulizia a terra di un tratto di bosco per arrivare in cima, nella scorsa settimana, ma i lavori sono tuttora in essere e bisognerà capire che tipo di azione si sta portando avanti se di messa in sicurezza o di mera pulizia straordinaria; l’Amministrazione ha assicurato che gli operai stanno lavorando a costo zero, dando la maggior quantità di legname raccolto a disposizione delle famiglie meno abbienti e una piccola parte depositata presso l’Ecoelpidiense. Un’azione piuttosto opaca dato che una manutenzione di questo tipo richiede la mano di professionisti del settore.

L’associazione Marina Picena, che aveva già previsto in un accordo di collaborazione con il Comune, non ancora arrivato a compimento, si sta facendo portavoce dei residenti per l’affidamento della manutenzione del verde (giardini e parco boschivo) nonché dei locali della struttura, minati dall’umidità, con un progetto già protocollato negli uffici comunali che aspetta le risorse necessarie.

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“Riguardo il bosco ci sarebbe bisogno di un progetto a parte, con professionisti del settore; io lavorerei per settori, con cadenza triennale, in modo da rinverdire il sottobosco, dopo una attenta e mirata pulizia delle piante morte e del fogliame, nonché una seria salvaguardia degli alberi a rischio, fermo restando che non si possono ripiantare alberi nel terreno del bosco così com’è perché per esperienza posso dire che morirebbero dopo qualche tempo – afferma Gaetano Fulgenzi, ex custode della villa – ci sono però dei lavori riguardanti il giardino e le essenze adiacenti che potrebbe essere fatto immediatamente e a costi quasi inesistenti se ci fossero dei volontari guidati da professionisti del settore. Come ad esempio tagliare tutte le piante malate del viale di ingresso dopo il cancello fino alla siepe e lavorare su quest’ultima per tutto il perimetro della villa. Ci sono infatti molti punti in cui sono cresciute tipi di piante che non facevano parte della siepe originale e che creano soltanto danno a quest’ultima, importante riparo dei giardini, sia come frangivento che come stabilità per la luce. Portarla a 1.70-1.80 m sarebbe ottimale, tagliando tutti i lauri vecchi. Il cedro ( il grande albero di fronte alla facciata esterna della struttura, a destra del viale interno) è morto, in un primo tempo bisognerebbe potarlo e coprirlo con un edera per una prima messa in sicurezza, anche se nel tempo andrebbe tagliato”.

Anche altri lavori riguarderebbero le aiuole, la fontana (sotto la villa c’è un acqua sorgiva dei sibillini potabile che prima con tutta una serie di vasche, tuttora esistenti, portava l’acqua alla fontana principale e in un punto dietro la struttura principale per uso domestico), i cespugli e le essenze dietro la scalinata principale con statue. Questa e la messa in sicurezza del bosco sono delle vere priorità, urgenti se non vogliamo che un gioiello cittadino e regionale venga completamente distrutto per l’abbandono da parte della comunità che dovrebbe preservarlo.

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Convocazione consiglio comunale Venerdì 29 novembre

Di Redazione POST IT PSE

È convocato per domani alle ore 17:30 il consiglio comunale. Si discuterà principalmente del bilancio di previsione per l’anno 2013, ma anche di altri temi importanti.

Si ricorda inoltre che questo sarà il primo consiglio comunale con diretta streaming organizzata dal comune. L’assemblea verrà trasmessa sulla piattaforma Livestream, e tramite il canale YouTube del comune rimarrà registrata integralmente e fruibile ai cittadini per future visualizzazioni.

Ecco il link del canale YouTube ufficiale del comune di Porto Sant’Elpidio:

http://www.youtube.com/user/pseced/feed

Questo è il sito dedicato alla diretta streaming:

http://new.livestream.com/accounts/1668274?query=porto%20sant’elpi&cat=account

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Carabinieri alla commissione bilancio per far rispettare le regole

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Di Riccardo Marchionni

Questo pomeriggio alla commissione bilancio sono intervenuti i carabinieri della locale stazione, chiamati dal consigliere Cerquozzi perché è stata negata la possibilità al pubblico presente di assistere alla riunione.

All’orario di inizio della commissione II si sono presentate una quindicina di persone per assistere ai lavori, ma è stata negata loro la possibilità di farlo in base ad un accordo compromissorio a cui si era arrivati qualche mese fa cercando di risolvere il problema di chi poteva partecipare alle commissioni. L’accordo prevedeva che i giornalisti o blogger che volevano assistere alle commissioni, potevano entrare un quarto d’ora prima della conclusione della riunione per farsi riassumere tutto quello di cui si era parlato.

Il consigliere Cerquozzi e gli attivisti del Movimento 5 stelle locale invece si sono muniti del TUEL(testo unico sugli enti locali), che prevede che le commissioni consiliari siano pubbliche alla pari del consiglio comunale. È stata questa la conclusione a cui sono arrivati i Carabinieri: siccome il regolamento comunale non norma la presenza o meno di pubblico alle commissioni, allora fa fede ciò che dice il TUEL.

Si toccava con mano l’imbarazzo del presidente della commissione Malavolta e dell’assessore al bilancio Leoni, che non hanno potuto far altro che prendere atto di ciò che hanno riscontrato i Carabinieri. La Leoni ha proposto inoltre che tutti i presidenti si riuniscano per redarre un regolamento delle commissioni, per chiarificare una volta per tutte la situazione. Esasperato invece il consigliere Cerquozzi che sbotta dicendo che è da sei mesi che protocolla richieste per far lavorare le commissioni e per redarre un regolamento, ma tutti fanno orecchie da mercante.

Il verbale è stato redatto, vedremo come proseguirà questa storia. Nel frattempo bisogna prendere atto che c’è una parte dell’opposizione che non le manda a dire, e che la partecipazione di cui si riempivano tutti la bocca in campagna elettorale, quando bisogna metterla in pratica diventa amara ed indigesta a chi governa.

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Gli anni d’oro di Putzu

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Di Marco Vesperini

Pochi giorni fa sulla carta stampata è uscita la notizia che “i Nas hanno scoperto una casa di riposo abusiva a Porto Sant’Elpidio”. Conseguentemente il comune di Porto Sant’Elpidio ha emesso una diffida a continuare l’attività nei confronti della società “Anni d’Oro S.r.l.”, con legale rappresentante Putzu Marco, padre dell’ex candidato sindaco ed ora consigliere comunale Putzu Andrea.

Nella diffida si legge che “emergono chiaramente tutti gli elementi che configurano la gestione di una struttura socio – assistenziale che questo Comune non ha autorizzato né per la quale è pervenuta domanda di autorizzazione”. E quindi il comune, nella persona del dirigente dell’area servizi alla persona e alla comunità “Diffida Putzu Marco a gestire senza autorizzazione, una casa di riposo/ residenza protetta per anziani non autosufficienti nell’unità immobiliare ubicata in Contrada Pescolla n° 7/A a Porto Sant’Elpidio.” La diffida indica in dieci giorni il tempo massimo per la cessazione dell’attività. Niente di strano o di difficilmente comprensibile: i carabinieri hanno riscontrato delle irregolarità, hanno fatto un verbale e sulla base di quello gli organi comunali competenti hanno agito. Per aprire una casa di riposo bisogna rispettare una serie di regole e seguire una serie di prescrizioni indicate nella legge regionale di riferimento. Bisogna avere inoltre una valutazione da parte “della competente Unità Valutativa Distrettuale”, per quanto riguarda le persone non autosufficienti. Questa struttura da ciò che dicono i carabinieri e il comune, non aveva i requisiti fondamentali per svolgere questa attività, quindi dovrà chiudere.

Immediata la reazione del Movimento 5 Stelle che ha chiesto le dimissioni del consigliere Putzu. Non si sono espressi invece gli altri schieramenti protagonisti della vita politica locale. La discussione si è svolta soprattutto sui social network, e a volte è diventata anche confusionale a causa dei molti commentatori. Alcuni difendono il presunto illecito con la tesi che gli ospiti erano trattati bene, e che le famiglie erano felici di tenerli lì. Ci mancherebbe pure che venissero trattati male! Ma la questione sollevata dalle autorità e diffidata dal comune non riguarda il tipo di trattamento riservato agli ospiti, ma il fatto che la società non aveva i permessi per gestire una casa di riposo. La superficialità di alcuni commentatori invece si manifesta quando si dice che questo non è il problema peggiore che abbiamo a Pse. Esatto, ma non per questo dobbiamo lasciar correre. Se c’è un illecito bisogna riconoscerlo e prenderne atto, non fregarsene. Altri invece difendono il consigliere Putzu, sostenendo che non dovrebbe dimettersi perché “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli”. Potremmo anche essere d’accordo in linea di principio, ma in questo caso il figlio non sembrerebbe estraneo alla situazione. Da ciò che sappiamo sembrerebbe che frequentasse il country house del padre, ed insieme a lui avrebbe dovuto aprire un centro diurno per anziani. Veramente il consigliere Putzu pensava che i clienti di questa struttura fossero anziani dei dintorni che venivano in vacanza a Porto Sant’Elpidio tutto l’anno?
È molto difficile credere che Putzu Andrea fosse totalmente all’oscuro di quello che stava facendo Putzu Marco, è difficile quasi quanto credere che Ruby sia la nipote di Mubarak.

Ma pensiamo un attimo cosa sarebbe successo se qualche mese fa Putzu fosse diventato sindaco. Nel suo programma, nel capitolo delle politiche sociali, si parlava della mancata realizzazione “di una casa protetta per anziani proseguendo la virtuosa collaborazione all’interno del distretto sanitario e dell’ambito XX”. Ma “qualora le problematiche che hanno impedito la realizzazione del progetto persistano, sarà dovere della nuova amministrazione comunale intervenire per rispondere alla carenza di posti riservati agli anziani nel distretto, realizzando nel proprio territorio una casa di riposo, o attivando politiche di sostegno alla realizzazione di alloggi per la terza età”.
Visto che è chiaro ed era chiaro anche prima delle elezioni che la casa di riposo in questione sarebbe stata realizzata a Sant’Elpidio a Mare e non qui a Porto Sant’Elpidio, a chi avrebbe dato gli aiuti necessari a realizzare alloggi per la terza età il sindaco Putzu? Si sarebbe creato un conflitto d’interessi enorme alla luce di ciò che è emerso in questi giorni. Sarebbe stato come minimo imbarazzante, ma gli elettori hanno detto no.

A questo punto sarebbe bello che il consigliere Putzu prenda le distanze da quello che è accaduto, e non continui a difendere una situazione illecita. Oppure, sarebbe ancora meglio se spiegasse pubblicamente la situazione fugando ogni dubbio sulla sua estraneità alla vicenda, evidenziando quelle che secondo lui sono le ingiuste o infondate accuse mosse dai Carabinieri. Se così non fosse non gli resterebbe che ritirarsi dalla sua attività di consigliere comunale, per dare il buon esempio agli altri consiglieri della sua coalizione e per essere coerente e conseguente con le sue idee di buona politica, così da razzolare bene dopo aver ben predicato. Gli anni d’oro della sua carriera politica sembrerebbero finiti, ma non è detto che non possa trovare l’oro in qualcos’altro.

La diffida emessa dal comune di Porto Sant’Elpidio:

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La storia di Mariella Martellini, allontanata dal Samaritano per il suo bene

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

Si fa sempre più calda la situazione intorno alla Caritas cittadina, infatti dai commenti al nostro ultimo articolo è emersa la storia di Mariella, una volontaria allontanata dall’associazione per essere protetta. Mariella e suo marito Lamberto sono stati per anni colonne portanti della storica pesca benefica di San Crispino. Siamo andati a trovarli per verificare quanto affermato dalla signora sul nostro blog riguardo l’allontanamento dall’associazione. “Mi è stato imposto, e chiedendo il perché la risposta è stata “è l’unico modo per proteggerti”. Non dagli utenti, ma da qualcuno all’interno dell’associazione stessa. Non ho mai saputo, nonostante avessi il diritto di sapere e di salvaguardare la mia persona, chi fosse il pericolo da cui stare lontana. Mio marito, allontanata me, abbandonò il servizio”. Parole dure quelle della signora, rispettata e molto conosciuta a Porto Sant’Elpidio.

Signora Mariella ci può raccontare la sua storia all’interno del Samaritano?

Io e mio marito siamo stati volontari per tredici anni nell’associazione, facendo parte anche del direttivo. Fino all’anno scorso sono stata responsabile della pesca che l’associazione fa annualmente in occasione della festa del patrono. Il tempo che dedicavo all’associazione riguardava anche la consegna dei pacchi e i rapporti diretti con gli utenti. Ho sempre cercato di svolgere i miei compiti al meglio, facendo sentire il calore umano e la mia vicinanza a quelle persone che versavano in condizioni difficili per le cause più disparate. Proprio in occasione della pesca di San Crispino del 2012, è successo che inizialmente sono stata tenuta al margine nell’organizzazione, e poi sono stata attaccata ed umiliata pubblicamente da un responsabile dell’associazione quando, chiamata dal presidente, mi sono presentata per dare una mano(erano presenti alcuni membri dell’associazione ed altra gente). Successivamente a questo episodio il presidente mi ha imposto di lasciare l’associazione perché a suo dire (cito testualmente) era “l’unico modo per proteggerti”. Alle mie richieste di spiegazioni, non ha mai voluto rispondere. Il presidente avrebbe dovuto difendermi e tutelarmi in quanto membro del direttivo, invece di invitarmi ad andarmene. Avrebbe dovuto prendere una posizione chiara e decisa, invece di mortificare anni di sacrifici all’interno dell’associazione. Ora so con certezza da dove viene la minaccia, ma non capisco come ed in che modo potrebbe farmi del male questa persona. Senza parlare del fatto che a chi chiede di me viene detto che ho dei problemi di salute. Questo lo trovo scandaloso. Ci sono stati un paio di mesi, quando abbiamo ristrutturato casa, in cui ho dovuto diminuire la mia presenza in associazione, dato che i lavori mi hanno tenuta impegnata e mi ero un po’ debilitata, ma dire in giro che sto male mi sembra a dir poco eccessivo. Non voglio più che questa scusa venga utilizzata per non dover dire alle persone che sono stata allontanata senza alcuna motivazione valida. Infine voglio fare una richiesta al presidente: cosa avrei fatto di tanto grave da dover essere allontanata? Se vuole darmi delle spiegazioni, anche dopo un anno d’attesa sono disposta ad accoglierle.

Caro sindaco, l’aria è cambiata

Di Riccardo Marchionni

Sono ormai alcuni giorni che sta salendo la tensione e l’attenzione sull’operato dell’amministrazione comunale.

Sull’erosione costiera non si è capito cosa abbia intenzione di fare, almeno per arginare i danni che porteranno le mareggiate di quest’inverno. Sappiamo solo che il sindaco ha chiesto maggiori risorse dal bilancio regionale per “continuare a lavorare nella direzione indicata dalla Regione Marche”. La richiesta di denaro è fondamentale, ma in pratica cosa ci facciamo? Ci vuole spiegare cosa ha intenzione di fare il sindaco con i soldi chiesti alla regione? Riuscirà poi ad ammettere il fallimento del piano di salvaguardia della costa realizzato fin’ora, e quindi ad intraprendere veramente la direzione indicata dalla regione?

Un’altro fronte aperto è quello all’interno della giunta, dove c’è un assessore inarrestabile che straborda di energia organizzativa, tanto da uscire fuori dal seminato dell’esecutivo ed organizzare all’insaputa di tutti un evento a tre giorni dalla fine dell’anno con due comici di destra con cachet da band di cinque elementi. Il sindaco era al corrente dell’accordo con Martufello? Se no, non sarebbe come se fosse “venuto a mancare il necessario rapporto di fiducia e di leale collaborazione tra lo stesso e il sottoscritto”, come è successo con Scotucci? Perché la serata è stata poi annullata, forse per il tempestivo intervento di Mauro Tosoni che ha portato alle cronache questa scelta improvvida?

Nel programma di coalizione del candidato Franchellucci c’erano delle prescrizioni interessanti per quanto riguarda il turismo, tipo: “potenziare le risorse umane a disposizione dell’ufficio turismo, pianificando attività e programmazioni che coprano l’intero arco temporale dell’anno”. A che punto siamo con la realizzazione di questo punto strategico del programma? C’è almeno l’intenzione di aumentare il personale a disposizione dell’ufficio turismo?

Sempre Mauro Tosoni solleva un altro problema. Alcuni mezzi del comune non sono utilizzati perché necessitano di manutenzione, quindi per muovere le casette di legno per i mercatini si usa una ruspa anziché il camion con il braccio mobile. Dice Tosoni “possibile che si trovino soldi per manifestazioni di ogni genere, e non si trovi un migliaio di euro per sistemare una gru?”.

Un’altra questione riguarda invece il montaggio della pista per il pattinaggio sul ghiaccio, che sarebbe stato realizzato senza la necessaria delibera di giunta. Se questo è l’esempio che l’amministrazione da, come si dovrebbero comportare i cittadini? Uno si può sentire autorizzato ad effettuare dei lavori in casa senza comunicare niente al comune, perché tanto così fa anche l’amministrazione. La legalità era un tema molto caro alle amministrazioni che si sono succedute in questi anni a Pse, o almeno così ci hanno fatto credere.

Il nostro sindaco ha accumulato tantissime deleghe e quindi grandissime responsabilità. A questo punto della situazione non può esimersi dal rispondere e dal fare chiarezza riguardo le questioni sollevate in questi giorni. L’opinione pubblica, per quel poco che può, si è fatta sentire in maniera molto chiara, il sindaco d’ora in poi non potrà più pensare di amministrare senza rendere conto a nessuno come hanno fatto Petrini ed Andrenacci. Perché se lui manca una settimana e arriva una mareggiata, l’assessore deputato alla protezione civile è Carlo Vallesi, che per usare un termine meteorologico in questa situazione si classifica “non pervenuto”. Quindi o sceglie degli assessori all’altezza del ruolo che ricoprono, oppure se intende fare tutto lui in prima persona non può permettersi di lasciare la città nemmeno un giorno.

E per quanto riguarda la partecipazione, come mai non è ancora partito il secondo giro di incontri nei quartieri che il sindaco avrebbe dovuto tenere insieme all’assessore Leoni ciclicamente una volta ogni due settimane?

La promessa da lei fatta di colmare il gap tra l’amministrazione e i cittadini sembra che non venga rispettata. Almeno risponda su Martufello, sulla pista di pattinaggio e sulla difesa degli stabilimenti balneari. Faccia un comunicato stampa, una telefonata, un messaggino. Andrebbe bene qualsiasi cosa, anche un pizzino.

Quanto ci costa salvare la costa?

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Di Riccardo Marchionni

Venerdì 15 novembre si è tenuta una riunione tra proprietari e gestori degli stabilimenti balneari e l’amministrazione comunale, in seguito alla mareggiata di pochi giorni prima che ha inflitto danni ingenti a molti chalet, soprattutto del lungomare sud. Erano presenti una ventina tra proprietari e gestori. Per l’amministrazione erano presenti invece il vicesindaco Pasquali, l’assessore alla protezione civile Vallesi, l’assessore al turismo Sebastiani, il dirigente dell’ufficio tecnico Stefoni, ed il capitano della polizia locale Gattafoni. Tra la platea, in mezzo ai balneari erano inoltre presenti i due consiglieri del M5S Cerquozzi e Spina, ed altri attivisti del movimento.

L’intento della riunione era di creare un piano d’emergenza per far fronte alle mareggiate. Già a settembre c’era stato un’altro incontro tra i balneari e l’allora assessore Scotucci che si era preso l’impegno di creare un tavolo per risolvere questa problematica. Poi Scotucci è stato cacciato e non s’è fatto più nulla. Ma l’ex vicesindaco non è stato il solo a voler affrontare questo problema, infatti sempre a settembre Roberto Cerquozzi, capogruppo del M5S, aveva protocollato la richiesta di poter parlare in commissione III della darsena e dell’erosione costiera. Esito della sua richiesta, negativo. Per prassi le commissioni si riuniscono una volta al mese e sempre per prassi si parla di un solo argomento per volta. Sarebbe il caso forse di cambiare la prassi e di fare un vero e proprio regolamento delle commissioni per renderle un efficace strumento operativo del consiglio comunale, o vogliamo lasciarle l’inutile appendice del consiglio come sono ora? Non si sa. Di certo si sa che l’amministrazione non vuole affrontare questa problematica, tanto che i balneari hanno paura che la prossima riunione si terrà solo dopo la prossima mareggiata e che finirà in nulla di fatto. Il vicesindaco Pasquali rassicura tutti escludendo fermamente questa possibilità. Staremo a vedere.

L’erosione continua

Pennelli, scogli, barriere soffolte, non si sa a chi dare la colpa della continua erosione costiera che affligge il litorale elpidiense. Sui social network all’indomani della mareggiata della scorsa settimana tutti hanno commentato, cercato di spiegare, provato a risolvere le mille tematiche connesse a questo problema. Anche durante la riunione in questione si è cercato di fare chiarezza su tutto ciò. Dagli sviluppi della discussione si è capito che il problema è molto grande e che nessuno vuole prendersi la responsabilità di affrontarlo a modo. Spieghiamo perché.

Con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001 la competenza in materia di tutela del territorio viene affidata alle regioni. Quindi è la regione Marche l’ente indicato ad affrontare la questione. La regione dovrebbe attuare un piano di difesa della costa, ma nel bilancio regionale per la lotta all’erosione costiera non c’è nemmeno il capitolo di spesa.

I progetti

Sul nostro litorale però dei lavori sono stati fatti. Nel recente passato il comune ha dato incarico alla ditta Modimar di redigere due progetti: uno per la realizzazione di una darsena, ed un altro per la difesa della costa.

Le famose barriere soffolte(gli scogli a pelo dell’acqua) che partono dal camping Le Mimose e arrivano più o meno allo chalet Minù, fanno parte del progetto per la difesa della costa. Queste barriere sono state realizzate e collaudate, ma ad oggi c’è ancora un contenzioso giudiziario tra il comune e la ditta esecutrice dei lavori, perché non si sa se il materiale effettivamente messo in acqua corrisponda a quello previsto nelle carte. Nel frattempo gli scogli sommersi si sono assestati sul fondale e sono scesi di alcune decine di centimetri. Per alcuni ora sarebbero addirittura pericolosi, in quanto non spezzerebbero l’onda, ma la ingrandirebbero ancora di più. Per realizzare quest’opera sono stati spesi sei milioni e mezzo di euro(due terzi dalla regione ed un terzo dal comune), ma non sono stati previsti soldi per il ripascimento della spiaggia e per la manutenzione necessaria a mantenere efficienti gli scogli. Per questo appena installati funzionavano ed ora non funzionano più. Anche perché se avessero funzionato a dovere il mare avrebbe sfogato più a nord, mangiando la spiaggia di Tropical e Nero di sole.

Ma un altro è il progetto più intrigante e anche più dannoso: l’odiata ed amata darsena. All’inizio era stato presentato anche questo come progetto in difesa della costa, poi è stato inserito a forza all’interno del piano regionale dei porti per ricevere i finanziamenti. Come prima opera prevede la creazione di due “pennelli” di scogli, uno alla foce del Tenna, l’altro in direzione del fosso di Castellano.

Dall'alto si vedono i due pennelli, le scogliere soffolte e la silouette della costa

Dall’alto si vedono i due pennelli, le scogliere soffolte e la silouette della costa

Questi pennelli si sono rivelati controproducenti. Basta vedere su google maps la costa elpidiense per rendersi conto del lavoro che hanno svolto. Nel lato sud dei due pennelli ci sono accumuli di ghiaia e nel lato nord il mare mangia la costa(lo stesso effetto che si verifica intorno ad un porto). I più danneggiati sono stati gli stabilimenti balneari del lungomare sud per quanto riguarda il pennello del Tenna; la Playa de Cococciò e il camping La Risacca per quanto riguarda il pennello del fosso di Castellano(cioè la zona in cui sarebbe dovuta sorgere la darsena).

Il pennello sul fosso di Castellano che aumenta la spiagga davanti all'Holiday e annienta quella davanti a Cococciò e La Risacca

Il pennello sul fosso di Castellano che fa aumentare la spiagga davanti all’Holiday e fa diminuire quella davanti a Cococciò e La Risacca

Quindi le due opere fin ora realizzate a difesa della costa sono risultate inutili, se non dannose. Nonostante ciò alla ditta che le ha progettate l’amministrazione ha dato il compito di riscrivere un nuovo progetto darsena, perché il primo è stato bocciato dalla regione. Intanto però paghiamo i danni di un’azione impacciata a suon di decine di metri di spiaggia scomparsa.

Da quello che è emerso parlando con i vari gestori, la mossa ottimale sarebbe stata quella di creare un pennello alla foce del Chienti ed uno alla foce del Tenna, ed unirli tramite scogliere emerse o soffolte, in modo da creare un “vascone” che proteggerebbe la spiaggia elpidiense dall’erosione.

Puntare i piedi e creare un piano provvisorio

Perché però l’amministrazione non sembra convinta nel portare avanti una battaglia in regione affinché si attui un piano di salvaguardia della costa? Semplicissimo, perché costerebbe una marea di soldi. Significherebbe rompere le scatole, battere i pugni, mettere alle strette la giunta regionale affinché riesca a tirare fuori i soldi necessari. Il sindaco Franchellucci ha la forza di fare questo? Ma soprattutto, i nostri amministratori hanno voglia di rompere le scatole in regione, quando tra due anni ci saranno le elezioni regionali alle quali probabilmente qualcuno parteciperà?

Nel caso in cui il sindaco riesca nell’impresa, bisognerebbe comunque capire cosa si può fare negli anni che servono a portare a compimento l’iter regionale ed eventualmente i vari lavori. Cosa si fa a Porto Sant’Elpidio mentre la regione prepara il piano di salvaguardia della costa e lo realizza? Questa è la domanda più importante alla quale dobbiamo rispondere, e che ha cercato in tutti i modi di ribadire il consigliere Cerquozzi durante la riunione. Inoltre, visto che a Porto Sant’Elpidio dei soldi regionali sono già stati spesi, i prossimi finanziamenti non possiamo di certo aspettarceli di nuovo per noi, quindi i tempi si dilateranno ulteriormente.

Alla luce di tutto ciò l’amministrazione che propone? Il sindaco, l’assessore ai lavori pubblici, l’assessore all’ambiente, l’assessore alle grandi opere, che propongono di fare? Rispondere a queste domande non è solo cortesia, c’è in ballo il futuro di decine di famiglie che vivono grazie agli stabilimenti balneari che forse non sopravviveranno ad un’altra invernata di mareggiate, e c’è in ballo il futuro di tutta l’economia locale, perché se vogliamo vivere di turismo non possiamo farci portar via la spiaggia.

Il lungomare “Petrini”

Un ultimo punto è sembrato importante ribadire ad alcuni operatori balneari. La “colpa” di aver costruito gli chalet a dieci metri dal mare non è certamente la loro, ma di chi gli ha dato la possibilità di farlo. È chiaro che se gli chalet fossero stati costruiti quindici metri più ad ovest non ci sarebbero stati tutti questi danni, visto che le mareggiate sono sempre arrivate alla strada. Dovremmo chiedere all’allora sindaco Petrini perché ha voluto costruire un lungomare così addossato alla riva, prevedendo la costruzione di stabilimenti balneari che sarebbero potuti diventare facili prede delle mareggiate.

È ora di cominciare a chiedere conto del loro operato a quelli che hanno amministrato la nostra città, altrimenti cadiamo dalle nuvole ogni volta che succede qualcosa e sembra che quello che succede sia colpa del destino, non di scelte politiche fatte dagli amministratori del passato.

 

Immagine di copertina by: Alessio Cimadamore – archivio Post It Pse

Consiglio Comunale dei Ragazzi: “Vogliamo Piazza Garibaldi libera, con il verde e senza costruzioni in mezzo”

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Questa una delle prerogative del nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi insediatosi lunedì scorso, con un sindaco “donna”: Alessia Ercolani.
Quaranta consiglieri, sei assessori (tre maschi e tre femmine) e un vicesindaco: Alessia Marchionni; un’Amministrazione al femminile insomma che punta al verde, al decoro urbano, agli spazi ricreativi e alla volontà, preponderante, di veder realizzato finalmente uno spazio centrale per la città.

Alla cerimonia di insediamento erano presenti il Presidente del Consiglio Vitaliano Romitelli, i consiglieri Enzo Farina, Aldo Acconcia, Andrea Balestrieri, Luca Piermartiri e le insegnanti dei giovani consiglieri. “Il Consiglio Comunale dei Ragazzi – spiega il vicesindaco pro tempore Annalinda Pasquali – è un luogo in cui si esercita il diritto di espressione dei cittadini più giovani per sentirsi parte della comunità e delle sue istituzioni. Attraverso la partecipazione attiva i bambini e i ragazzi possono contribuire concretamente alla qualità della vita della comunità. A ciò si aggiunge la candidatura di Porto Sant’Elpidio al progetto regionale “CITTA’ SOSTENIBILI E AMICHE DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI”, promosso da Ombusdam delle Marche, Legambiente e Unicef con lo scopo di favorire la qualità della vita infantile”.

“Gli scopi – prosegue il Presidente del Consiglio Vitaliano Romitelli – sono molteplici: in ambito educativo: porre le basi e sperimentare l’esercizio della cittadinanza attiva; sviluppare le capacità di confronto libero e pluralistico, di negoziazione e gestione dei conflitti; conoscere la Costituzione italiana. In ambito sociale: promuovere il rispetto dei diritti; contribuire alla qualità della vita della comunità.

Proprio la piazza, tanto amata e tanto sognata dai bambini, provenienti dalle scuole elementari elpidiensi, è stata al centro della votazione per il primo cittadino. “Una piazza libera, con il verde e senza costruzioni in mezzo”. Chissà forse potremmo sempre fare a cambio con l’altra assise, sarebbero per giunta giustificati i battibecchi da scolaresche.

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“Il CCR – afferma il consigliere Luca Piermartiri – esercita le sue funzioni sulla base del mandato permanente con cui il  Sindaco, il Consiglio e la Giunta del Comune di Porto Sant’Elpidio, chiedono alle  bambine e ai ragazzi di dar loro consigli utili per  governare meglio la città, rappresentando le proprie esigenze ed esprimendo  il punto di vista dei cittadini più piccoli, ma non meno importanti dei cittadini più grandi”.

Prendiamo alla lettera queste ultime parole del consigliere con delega alle politiche giovanili che sicuramente, insieme agli altri membri della maggioranza, combatteranno per sostenere la volontà dei loro piccoli colleghi, futuro di Porto Sant’Elpidio.

[Post.X] La tempesta imperfetta

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Porto Sant’Elpidio colpita dal maltempo, le raffiche di vento erano talmente forti che sono dovuto andare a puttane alla Corva. Lungomare devastato davanti l’ex Fim dove per l’occasione è stato fatto Architectural Mapping sulla facciata con i pezzi degli chalet.

Folate di vento hanno toccato i 100km/h, erano così forti che sul mio balcone è stato rinvenuto un cinghiale morto. Mentre i papponi dell’agguato estivo hanno dovuto sbarrare via Mameli dall’alto.

Il maltempo ha provocato anche reazioni politiche, la bufera è stata così violenta che Putzu ha indirizzato le cambiali direttamente alla provincia di Terni, Piermartiri ha bannato su facebook un meteorologo mentre Cerquozzi ha i capelli lisci.

Ma non tutto è stato negativo, ad esempio le luminarie di via Principe Umberto, con tutto quel vento non sembravano disposte a cazzo di cane. Della Valle invece, è prontamente ritornato a Casette senza accendere l’elicottero.

Vittorio Lattanzi

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