L’Ant nei quartieri con il ‘Progetto Melanoma’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Diagnosi gratuita del Melanoma di 40 persone per ogni quartiere della città a partire dal 30 marzo. Il Progetto Melanoma promosso dall’Ant (Fondazione Assistenza Malati Tumorali), insieme al Comune di Porto Sant’Elpidio, consiste in visite dermatologiche gratuite da svolgersi nelle sedi delle associazioni di quartiere. Lo screening sarà eseguito da personale medico specializzato ed effettuato attraverso un videodermatoscopio acquistato con il contributo dell’Amministrazione Comunale.

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“Siamo disposti a incontrare la gente nei quartieri per spiegare la diagnosi e la malattia – afferma la dottoressa – puntualizzando che noi ci troviamo in un paese della costa in cui più di altri si rischia l’esposizione solare”. Le visite verranno effettuate nell’arco di una giornata, secondo una lista di 40 persone individuate dalle associazioni di quartiere; anche loro contribuenti del progetto con 2500 euro totali. San Filippo e Fonte di Mare hanno già stilato la propria lista mentre Marina Picena presenterà il progetto in un’assemblea dei soci il 10 Aprile prima di prendere i nominativi. “A settembre potremmo ricominciare – spiega Federico Costantini, volontario ed ex consigliere comunale – ma noi non ci stiamo sostituendo al servizio pubblico. Consideriamo che una visita di questo genere fatta a pagamento (120 €), non inclusa nel servizio sanitario, e non con questa attrezzatura di ultima generazione. Volevo ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione tutta che ha capito quello che facciamo”.

L’Ant si spinge oltre con altri due progetti in cantiere: diagnosi della tiroide e trasporto gratuito per malati oncologici. Il primo necessita di un macchinario da 10 mila euro e si interessa ad una fascia d’età giovane, dai 18 ai 30 anni. “Stanno aumentando le malattie della tiroide in questa fascia d’età”. Mentre il secondo cerca di sopperire alla delibera regionale vigente dallo scorso lunedì, per la quale le Asl non hanno rinnovato la convenzione con le varie associazioni (es. croce verde) per la gratuità del servizio di trasporto malati oncologici. Da qualche giorno infatti verrà presentato il costo della “corsa” dati i tagli regionali alla sanità marchigiana. “Vorremo coinvolgere anche gli imprenditori per l’acquisto delle strumentazioni che saranno stoccate e utilizzate in appositi presidi”. Conclude Costantini.

I rappresentanti delle associazioni di quartiere hanno auspicato il coinvolgimento delle associazioni sportive per i prossimi progetti dell’Ant. “Oggi abbiamo visto quanto i servizi proposti da questa associazione sono validi – afferma il primo cittadino – e anche se può dar fastidio alla sanità privata ma in un momento come questo in cui abbiamo difficoltà anche per il trasposto sanitario è contingente. Con il nuovo presidente delle farmacie comunali stiamo già mettendo a punto nuovi servizi da offrire ai cittadini. E il fatto che ospiteremo due giornate di visite nella nostra farmacia tre è emblematica della nostra vicinanza all’associazione”.

Ex-Fim, scade la fidejussione: Comune rinuncia a 3 milioni di euro

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Il 25 giugno 2013 è scaduta la fideiussione a garanzia della bonifica dell’area dell’ex-Fim e l’Amministrazione comunale che avrebbe potuto prendere 3 milioni di euro dalla proprietà non lo ha fatto. Uno dei punti salienti della ricostruzione fatta dal Movimento 5 Stelle elpidiense attraverso la documentazione.

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“Un atto di inadempienza da parte dell’Amministrazione – afferma il consigliere Marco Fioschini – ed inoltre non è stata rinnovata la fideiussione a tutela della bonifica dell’area”. Rinnovo che sarebbe dovuto essere fatto entro 90 giorni prima della scadenza. Inoltre, questo atto è stato approvato in Consiglio comunale senza il numero legale previsto dal regolamento: 9 consiglieri rispetto i 10 necessari per la votazione (il sindaco non ha facoltà di votare per un atto come questo). Poi modificato in sede di Giunta nel febbraio 2008. L’art. 42 del Tuel (testo unico enti locali) da prerogativa  di competenza all’Assise cittadina rispetto la Giunta, chiamata ad intervenire sull’ordinaria amministrazione. “Secondo noi la Giunta comunale non poteva modificare l’accordo che sarebbe dovuto passare per l’approvazione in Consiglio – e continua il pentastellato – vi è una chiara incongruenza, come mai questo fatto?”.

“In diritto amministrativo quando ci sono atti che sono nulli, diventano nulli anche tutti quelli conseguenti – afferma Massimo Spina – se si dovesse dimostrare che questo atto sia nullo verrebbero invalidati i successivi”. L’escussione dei 3 milioni di euro, comprendente il blocco dell’ultimo 30 % della bonifica, sarebbe dovuta essere applicata dal d.a.t. (diretto alla tecnica) nella figura del dirigente comunale Stefano Stefoni. Quest’ultimo, secondo la documentazione, ha più volte denunciato agli organi competenti  i ritardi della bonifica rispetto l’accordo tra il privato e il Comune. “Questi sono soldi che il comune avrebbe potuto incamerare per le più disparate esigenze e questo non è stato fatto – continua il consigliere – non può passare il messaggio che ad ogni rilevamento di inquinamento maggiore del previsto vengano fatte ulteriori concessioni al privato, la bonifica è un obbligo da parte di chi ha acquistato quell’area”.

I 5 stelle lamentano anche un’incongruenza sul mancato incameramento di questi soldi e sul progetto di fare più di 200 appartamenti in un’area vessata dall’erosione costiera. “Si sarebbe potuto pensare ad un possibile arretramento delle strutture balneari di quella zona, che sono colpite dall’erosione”. Il 21 vi sarà la conferenza dei servizi in cui verranno discussi i lavori urbanistici dell’area della ex-Fim. Nel frattempo l’accordo di programma sulla variante urbanistica sta per arrivare in Provincia. La stessa che qualche mese fa ha approvato un documento di stop al consumo del territorio. “Secondo noi la bonifica deve essere per forza di cose prioritaria rispetto la variante urbanistica, ridando un’area priva di inquinamento”. Nel mese di maggio dovrà concludersi l’approvazione del progetto urbanistico, il timore è che venga approvato prima della completa bonifica.

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Difesa della costa, la Regione incontra i balneari ma sul piatto poche risorse

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO –Propositi promettenti ma poche risorse. L’assessore regionale Paola Giorgi è chiara. “Abbiamo stanziato 78 mila euro per Porto Sant’Elpidio nell’immediato e stiamo lavorando su più fronti ma la Regione Marche da sola non dispone delle risorse necessarie”. Le strade percorse sono due: una nel medio e una nel lungo periodo, ma i balneari dovranno mettersi le mani in tasca.

Per completare il progetto di difesa costiera la Regione Marche deve trovare 100 milioni di euro, una cifra non irrisoria in un periodo di ristrettezze economiche e con un fondo regionale di 1,6 milioni già esaurito per far fronte alle richieste immediate di 22 paesi. Da qui derivano i 78 mila euro a fronte di una richiesta fatta dal Comune di 300 mila. “Posso comprendere che abbiamo avuto anche qualcosa in più rispetto alle altre città simili alla nostra ma questi soldi non bastano – afferma il sindaco Nazareno Franchellucci – siamo disposti ad investire 200 mila euro per il ripascimento e ad accendere nuovi mutui ma la Regione deve venirci incontro”.

Da Roma potrebbero arrivare parte delle risorse per completare la difesa costiera marchigiana a patto che venga presentato un progetto unico insieme ad Emilia Romagna ed Abruzzo. L’accordo è già operativo e ieri i tecnici delle regione si sono incontrati per concordare un piano “che entro qualche settimane arriverà sul tavolo del Ministero dell’Ambiente”. “ Ci sono anche i 20 milioni stanziati per l’alluvione del 2011 – continua l’assessore – che ancora devono essere ripartiti tra comuni e privati”. Un’altra strada intrapresa è quella dei fondi europei. Ma le risorse sono poche, 25 milioni in 7 anni. E precisa “riguardo il precedente progetto di difesa per Porto Sant’Elpidio i due pennelli non rientravano nel piano regionale”. Le due “costruzioni” costiere sono quelle che maggiormente sembrano causa dei danni. Per il ripascimento invece (della durata di una mareggiata) il Comune userà il materiale sedimentato proprio dai pennelli e, grazie ad una recente modifica della legge regionale, potrà essere usato quello sedimentato nei bacini dei due fiumi. “Inoltre – conclude la Giorgi – stiamo valutando un’operazione di ripascimento più lunga attingendo ad alcuni punti nel mare dove vi più sedimenti, ma dobbiamo operare insieme alle altre due regioni”.

L’Amministrazione comunale sta agendo parallelamente. “Il progetto della Modimar è stato abbandonato e abbiamo contattato un esperto del Politecnico delle Marche – afferma il primo cittadino – che ha già fatto un sopralluogo e a cui abbiamo affidato di fare uno fotografia sullo stato attuale della nostra costa”. Il professore dovrà constatare se i due pennelli aggravano la situazione già critica dell’erosione e dare un parare tecnico. “Se risulteranno dannosi, li toglieremo immediatamente”. Conclude il sindaco. “Abbiamo richiesto la possibilità di accendere un mutuo per pagare l’opera di innalzamento di quegli scogli che sono scesi oltre il livello del mare”. Il Comune che è attualmente in causa con la Modimar dovrà avere il permesso del giudice per agire. “Abbiamo chiesto al Ministero informazioni su esperti che potessero eseguire un nuovo progetto integrato con quello regionale – conclude Annalinda Pasquali, fresca della nuova delega alla difesa costiera – ci siamo quindi messi in contatto con l’Ismar di Venezia per un progetto definitivo”.

I balneari dal canto loro parlano di “gravi responsabilità per i pennelli che non rientravano nel piano regionale, nel quale – aggiungono – all’art. 6 è scritto che si consigliava di non fare ulteriori opere oltre le scogliere”. Confermate facilitazioni al credito per avviare la stagione. “Se dobbiamo pagare i lavori di tasca nostra almeno chiediamo una garanzia per la liquidità necessaria a far partire la stagione”.

Patti Chiari riparte dalla Piazza

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Dopo la scissione, che ha portato alla creazione della lista Obiettivo Futuro, la compagine rimanente di Patti Chiari per il Cambiamento riparte da un tema caro alla cittadinanza: Piazza Garibaldi.

La riunione pubblica è fissata per venerdì 7 marzo, ore 21.15, presso la Sala del Pianoforte (Villa Murri) con l’iniziativa “La Piazza Parla”.

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Via Cinque Giornate, la rabbia dei residenti

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – È ancora fresco il ricordo dell’aggressione avvenuta la scorsa settimana in Via Cinque Giornate a scapito di un giovane tunisino. “La situazione è grave e il problema si è soltanto spostato” – affermano alcuni residenti – “qui si spaccia eroina alla luce del sole e tutti lo sanno”.

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L’appartamento in cui si è consumata la vicenda è abitato da un italiano, noto agli inquirenti per vicende legate allo spaccio e per le molestie ad altri residenti; ospitava la coppia aggredita che in quel momento era in compagnia dei futuri aguzzini. La ragazza, durante la lite, è uscita urlando dalla porta di casa mentre il ragazzo veniva scaraventato oltre il parapetto, sfondando nella caduta l’auto di alcuni vicini di casa. Il “commando”, poi, è tranquillamente sceso dalle scale dell’appartamento e ha infierito sul giovane finché questi non è riuscito a rifugiarsi nel vicino bar. Nel frattempo sono arrivate le volanti delle forze dell’ordine e i sanitari, avvertiti dai residenti.

I cinque, due tunisini, un marocchino, un algerino e un italiano, sono stati fermati e identificati. Da lunedì agli arresti per tentato omicidio in corso, lesioni aggravate e minacce. I residenti del quartiere San Filippo sono stremati. Un problema derivante dalle frequentazioni di alcuni tossicodipendenti elpidiensi che ospitano personaggi poco raccomandabili provenienti da altri paesi. Sfatato il mito della problematica derivante dalle case popolari. I proprietari dell’immobile sembrano essere decisi a vendere l’abitazione che nel frattempo è stata svuotata dai mobili e chiusa.

“Purtroppo lo spaccio rimane e sembra che questi elementi si siano spostati, ospitati da altri loro conoscenti nel quartiere, e permangono qui, il problema non è ancora risolto”. L’Amministrazione e la Polizia municipale sono a conoscenza della situazione da tempo ed entro maggio dovrebbero portare a compimento l’istallazione di telecamere in punti nevralgici del quartiere, nonché aumentare il controllo dei vigili con la turnazione notturna. Il comandante della municipale Gattafoni nell’ultimo Consiglio comunale ha annunciato che si stanno trovando delle coperture alternative al fondo per il personale, permettendo così l’aumento degli orari dei turni. Anche se ancora non è stata fissata nessuna data per la partenza.

“Chiediamo all’Amministrazione di intervenire il più presto possibile, siamo consapevoli delle difficoltà che questa particolare situazione comporta, ma bisogna che ci aiutino a risolverla perché questi episodi sono in aumento – concludono i residenti – la situazione è esasperante e non vogliamo che qualcuno perda la testa e inizi a farsi giustizia da solo”.

Scontro tra moto e auto: in fiamme i mezzi, conducenti salvi

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Due mezzi prendono fuoco dopo uno scontro. Il violento impatto tra una moto e un’auto, avvenuto domenica pomeriggio, in zona Fonte di Mare, ha danneggiato il serbatoio del due ruote che si è incendiato.

Salvi i conducenti, un uomo e una donna sulla motocicletta, prontamente soccorsi dai sanitari, e un recanatese, conducente dell’auto, che è riuscito ad uscire in tempo prima che quest’ultima bruciasse. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Fermo e Civitanova.

Foto: Alessio Cimadamore

Elezioni europee, incontro con i senatori a 5 Stelle

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Le europee si avvicinano e la politica nazionale torna al vaglio dei cittadini; i quali hanno potuto confrontarsi con due senatori della repubblica del Movimento 5 Stelle, Serena Fucksia e Carlo Martelli, il 28 febbraio, presso la Croce Verde. L’incontro, organizzato dagli attivisti e consiglieri elpidiensi, Massimo Spina e Marco Fioschini, si è incentrato sulla direttiva Bolkestein, Ambiente, Sanità e Governo, sfociando inevitabilmente su molti temi e tenendo tutti i presenti incollati alle sedie fino a tarda notte.

“La Bolkestein è stata un’arma a doppio taglio, soprattutto per quanto riguarda il modo in cui è stata recepita dall’Italia – afferma la Fucksia, Segretario della Commissione Igiene e Sanità – le forme legislative con le quali è stata modificata cercano di far diventare bello ciò che non è”. La direttiva quadro del 2006, relativa al mercato interno di servizi dell’Unione Europea, è stata fortemente criticata fin dall’inizio in quanto carente dal punto di vista socio-economico e della concorrenza. Innescando un meccanismo di concorrenza sleale tra Stati. “Bisogna intervenire nelle misure di controllo, sia per i gestori che per i consumatori – continua il Vicepresidente della 13°Commissione Territorio e Ambiente, Martelli – non possiamo imporre dei consorzi perché questo andrebbe contro il principio del libero scambio, ma potremmo incorporare nel costo del prodotto tutti quei fattori esterni che ne aumenterebbe il costo rispetto a quello autoctono: distanza, inquinamento ecc. Per quanto riguarda i servizi questo è fiscalmente più difficile ma stiamo lavorando ad un risoluzione simile a livello europeo: questa è la chiave di volta”.

“Siamo molto indietro in Italia per quanto riguarda la promozione all’estero – continua la senatrice – basti pensare che quando la Francia si presenta agli incontri di promozione internazionale ci va come Francia, e poi si dirama nelle tipicità regionali, invece noi ci andiamo con sei uffici per ogni Regione. Bisogna sconfiggere questo cappio culturale in cui gli italiani si sovrastano l’uno con l’altro: o ci salviamo tutti o affondiamo tutti insieme”. E sulla sanità avanza la proposta di trasferire i cup all’interno delle farmacie per snellire la burocrazia e abbassare i costi.

Il lavoro non viene dimenticato. Nel confronto viene discussa la proposta di fare orario continuato nelle fabbriche simile al modello nordico. “Meglio non fare un regolamento rigido ma lasciare libera possibilità alle aziende. Bisogna anche avanzare proposte su un cambiamento culturale di gestione del nostro tempo”. Conclude la senatrice marchigiana.

Riguardo alle recenti espulsioni dei parlamentari pentastellati Martelli ne fa una questione di tempo. “Ci eravamo accorti mesi fa di alcuni nostri colleghi che stavano minando dall’interno l’azione del gruppo, l’unico rimpianto è quello di avere portato a rilento la procedura di espulsione”. L’ampio dibattito è stato ricco di partecipazione da parte del pubblico. Grandi assenti i rappresentati delle istituzioni del Comune, invitati a partecipare dai consiglieri, hanno lasciato vuoti i posti a loro riservati. Parafrasando Watzlawick: non si può non comunicare.