Resoconto di un’ottima discussione su piazza Garibaldi

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Martedì 3 novembre si è svolta la seconda serata promossa da “Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner”. Sala piena, dibattito vivo e interessante. Evidentemente parlare pubblicamente di piazza Garibaldi interessa a molte persone.

Nella parte iniziale della serata c’è stata una introduzione volta ad analizzare le mosse recenti dell’amministrazione comunale. Il 22 dicembre 2014 con una determina viene affidato un “incarico professionale per il progetto di massima dell’arredo e sistemazine di via Cesare Battisti, via Principe Umberto e piazza Garibaldi, nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ed Orfeo Serafini” ad Alessia Maiolatesi, architetto sangiorgese dipendente di Moreschini(uno dei proprietari del cineteatro Gigli). Il 23 dicembre l’amministrazione presenta alla stampa il progetto della Maiolatesi e un cronoprogramma dei lavori per il 2015, 2016 e 2017.

Nonostante nel programma elettorale della coalizione del Sindaco ci fosse scritto che i primi soldi disponibili sarebbero stati spesi in piazza, e che la progettazione sarebbe stata partecipativa, queste promesse sono state disattese. I primi soldi vengono spesi per rifare completamente via Cesare Battisti(una delle strade messe meglio in centro), e il progetto è stato fatto senza chiamare minimamente in causa nessuno oltre i proprietari del cineteatro.

Estratto del programme elettorale di Nazareno Franchellucci

Estratto del programma elettorale di Nazareno Franchellucci

L’8 ottobre scorso a villa Baruchello l’amministrazione ha presentato in pompa magna il lavoro della Maiolatesi, vendendolo come un progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi e del centro città. Quello che ci è stato fatto vedere in realtà è un progetto di arredo urbano di tre vie. Il secondo aspetto da mettere in evidenza è che non è fatto “nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ex Orfeo Serafini” perché prevede il cambiamento dello stesso, come confermato quella sera dal Sindaco che ha dichiarato che arriverà al più presto in consiglio comunale una variante.

Il geometra Salvucci ha portato a conoscenza di tutta la città un documento semi-leggendario, cioè l’atto di compravendita del 1928 tramite il quale il comune di Sant’Elpidio a Mare cede il terreno per l’edificazione del Teatro Moderno. In questo documento è previsto il pagamento di una somma(mai pagata) nel momento in cui la società cessasse l’attività di pubblico utilizzo o nel momento della vendita dell’immobile. Un’altra clausola importante è quella che dà al comune il diritto di prelazione in caso di vendita.

Andando un po’ avanti cogli anni si arriva al 2003 quando il comune e l’allora proprietario Marchetti sottoscrivono un preliminare di permuta in cui il cineteatro viene valutato 1.142.000 euro. Dopo sei mesi, il cineteatro viene venduto a 750.000 euro ad un’altra società(gli attuali proprietari).

Ciò che si evince è che l’amministrazione non ha mai avuto la volontà di risolvere la questione piazza, ma ha sempre cercato delle scuse per non risolverla. Altrimenti in quegli anni li avrebbe potuti spendere settecentocinquantamila euro per comprare il teatro e rimettere a posto tutta piazza, invece di spendere inutilmente dodici milioni di euro per ampliare la zona industriale.

Sono stati poi presentati due progetti, due tesi di laurea su piazza Garibaldi. La scelta di proporre queste presentazioni è stata fatta con l’intento di dare ai presenti l’idea di come si possa agire nelle maniere più disparate per modificare uno spazio urbano, infatti i due progetti sono quasi diametralmente opposti. Il primo, di Marta Cordone, prevede il restauro del cineteatro; dei collegamenti ciclabili e pedonali tra piazza, lungomare e torre dell’orologio; un parcheggio sotterraneo sotto la piazza; una zona attrezzata lungo la dorsale nord e una zona verde sopra alla linea del fosso. Il secondo, di Alessandro Pierleoni, è decisamente più visionario. Prevede l’abbattimento di tutti gli edifici presenti in piazza; la realizzazione di una struttura adiacente la ferrovia che diventi stazione ferroviaria sopra e zona commerciale sotto; nel terrapieno della ferrovia inserisce un sistema meccanizzato per il parcheggio delle auto, in quanto l’intera area della piazza diventa pedonale; il fosso è usato come linea di congiunzione mare-monti con un camminamento pedonale poco sopra il livello dell’acqua; nella zona ovest prevede un piccolo anfiteatro coperto, e nella zona centrale un parco verde con collinette artificiali.

La presentazione di questi due progetti serviva anche a far capire qual è l’analisi che ci deve essere dietro ad una progettazione, i presenti hanno potuto apprezzare uno studio comparato delle piazze di alcune città adriatiche e il lavoro concettuale che porta alla redazione di un progetto architettonico.

Per quanto riguarda la campagna d’ascolto riservata ai tecnici promossa dall’amministrazione, è evidente a tutti che si tratta soltanto di una mera operazione di facciata, perché già nel 2014 avevano un progetto fatto da una dipendente del proprietario del cineteatro che hanno presentato alla stampa il giorno dopo l’affidamento dell’incarico. Dopo dieci mesi di limature da parte della soprintendenza si arriva alla presentazione pubblica, e solo dopo si chiede il parere dei tecnici della città? Il parere dei tecnici si chiede prima di presentare un progetto al pubblico, non dopo.

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Qualcuno durante la discussione diceva che i tecnici avrebbero dovuto andare a questi incontri per dire che la strada adiacente alla ferrovia è un obbrobrio, che il cineteatro va espropriato e ridato alla città, che non si può iniziare l’intervento di riqualificazione del centro andando a rifare via Cesare Battisti. Allora qualcuno ha fatto presente che le forze di opposizione proprio su questi temi avevano presentato una mozione in consiglio comunale corredata da più di duemila firme, ma non è stata minimamente presa in considerazione, anzi, in consiglio è stata votata velocissimamente e il Sindaco ha anche sbeffeggiato l’iniziativa più volte.

Si è creato anche un altro filone di pensiero che propone di non andare a questi incontri e di motivare con un documento il perché si disertano, per far sapere alla cittadinanza che l’amministrazione non sta seguendo il giusto iter che si confà ad un progetto partecipativo. Rimane ora il dubbio: andare sapendo di perder tempo, o non andare e denunciare pubblicamente ciò che non va?

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. L’appuntamento con la prossima assemblea è per il periodo di Natale, per discutere nuovamente di temi importanti e per tirare le somme di questa campagna d’ascolto.

 

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La piazza che non c’è

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Cosa abbiamo capito del “nuovo progetto di piazza” dell’amministrazione comunale.

Il cineteatro verrà restaurato ma non verrà espropriato, perché – dice il Sindaco – siccome è probabile che aumentino i costi in corso d’opera allora si rischierebbe di dover fermare il restauro ad ogni step per reperire i soldi necessari a portare a termine i lavori. L’auspicio di Franchellucci è quello che “l’amministrazione riesca al più presto a fare un accordo progettuale pubblico-privato per il restauro del cinema”. Ma se per anni hanno detto che sotto alle pareti nord e ovest non c’era niente di storico, che paura ha oggi di fare i lavori?

Sul sedime dell’ex municipio si è deciso di non costruire, non per decisione dell’amministrazione come hanno voluto far intendere, ma a causa della crisi del mercato immobiliare. Non è stato minimamente menzionato lo stabile “Belletti”(dove c’è Birimbao e Walter), nonostante sia parte integrante della piazza.

Non si farà il sottopassaggio in via Piave, per non ben specificati motivi tecnici ed economici. Ci è stato presentato però un nuovo sottopassaggio, anzi un’idea di nuovo sottopassaggio, che dovrebbe sorgere in via Regina Elena, all’altezza della Madonnina vicino alla stazione. Il geometra comunale Principi ha spiegato che sarà come quello di via Panama(vicino alla farmacia comunale 1). Ai dubbi sollevati da alcuni cittadini circa l’incompatibilità di un sottopassaggio di tre metri e venti in una zona del genere, il geometra ha rassicurato tutti dicendo che i conti sono stati fatti bene e che non si crea nessun problema di viabilità. Allora ho fatto un esempio grafico: ho tracciato una linea sopra al sottopassaggio di via Panama e ho fatto copia e incolla su dove dovrebbe sorgere quello nuovo. Principi ha detto che la rampa di entrata da ovest inizierà in via San Francesco, e lì l’ho posizionata. Soltanto che la rampa d’uscita in direzione est va a finire in mezzo all’Orfeo Serafini, alla stessa altezza della strada del lungomare centro. Che dobbiamo pensare quindi, che si andrà a restringere l’Orfeo Serafini per far spazio a questa nuova strada?

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La strada che passerà dietro al Gigli verrà realizzata, ma comporterà non pochi problemi di viabilità, tanto che il comandante della Polizia Locale Gattafoni ha ammesso che la viabilità dell’incrocio tra la nuova strada e il sottopassaggio di piazza sarà “sperimentale”. Si partirà chiudendo via Roma, così che quelli che vengono da mare non potranno girare a destra dopo il ponte, e comunque solo una volta realizzata si saprà se funzionerà.

Un’altra curiosità è stata la rivelazione fatta dall’architetto comunale Giulia Catani. Un cittadino fa notare che dal disegno mostrato durante la serata si nota che le panchine di via principe Umberto sono pericolosamente attaccate alla linea del parcheggio, “se uno parcheggia come mia moglie che fa venti manovre, quello che sta seduto si fa un bell’aerosol di aria pulita”, ha commentato ironicamente un attento cittadino. La Catani risponde che le panchine così vicine in realtà sono “un’illusione ottica”, poi ha detto che “quello che appare oggi attaccato al parcheggio non sarà attaccato al parcheggio, quella è la visione che dà il rendering, a volte dobbiamo aggiustare le misure per rappresentare tutto bene”. Ha candidamente ammesso che hanno barato con le distanze per dare un’idea di qualcosa che in realtà non c’è. Via Principe Umberto non diventerà mai un vialone, anche se i marciapiedi saranno rasoterra, lasciando la carreggiata e le due file di parcheggi lo spazio a disposizione sarà sempre lo stesso.

Sulla presentazione del progetto che la ditta Pellegrini “dona” al Comune per riportare in auge il giardino di villa Muri è già stato detto tutto da un cittadino intervenuto durante la serata: negli anni passati quello di villa Murri era uno dei giardini più belli del fermano, non si può trasformare in un “parchetto”. Un intervento estemporaneo di cui nessuno sentiva il bisogno.

Ma arriviamo al succo. La madre di tutti i problemi è che ci hanno venduto un progettino di arredo urbano come “l’unico progetto” per piazza Garibaldi da vent’anni a questa parte. Prima cosa, di progetti su Piazza Garibaldi ne sono stati fatti a iosa, da studenti, da professionisti, commissionati dal comune con gara pubblica, fatti di propria volontà per tesi di laurea ecc. In secondo luogo, se andiamo a prendere la delibera con la quale viene affidato l’incarico alla Maiolatesi si legge benissimo che l’architetto viene ingaggiato per un progetto di arredo urbano di via Principe Umberto, Piazza Garibaldi e via Cesare Battistti, nell’ambito del piano di recupero di Piazza. E non per fare un progetto di riqualificazione del centro cittadino, con necessaria variante a tale piano di recupero.

Fatto sta che l’architetto Maiolatesi, scelto non si sa con quale criterio, forse perché è una dipendente del proprietario del cineteatro Gigli, in un anno e mezzo di lavoro ha prodotto qualche tavola dove far appoggiare la propaganda dell’amministrazione del fare, e l’ha fatto pure male. Infatti i render dell’architetto sono tutti con la luce sbagliata, il sole è stato posizionato a nord, con le ombre verso sud. Una cosa del genere meriterebbe di essere rispedita al mittente con un bel calcio nel sedere.

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Il premio per migliore discorso panegirico va al Sindaco quando ha ammesso il fallimento delle politiche sulla piazza adottate fin’ora, ma senza dirlo esplicitamente. Franchellucci ha esortato tutti a non parlare più del passato, perché “questo è un progetto che sintetizza al meglio vent’anni di dibattito sulla piazza”. Peccato che non ci sia mai stato un dibattito vero e proprio, ma soltanto una cieca volontà di speculare da una parte, e la volontà di salvaguardare la storia della città e la richiesta d’ascolto dall’altra. Verrebbe da dire: era ora! Era ora che l’amministrazione capisse che la loro idea di piazza era assurda. Hanno pian piano privato la piazza centrale degli edifici caratterizzanti(Municipio, teatro), negli ultimi anni hanno investito in opere rivelatesi inutili e dannose(ampiamento zona industriale, lungomare Europa ecc.), ed ora vogliono far passare una clamorosa debacle in un atto di riavvicinamento a quella fetta di popolazione che per anni li ha giustamente criticati

Per capire che non sono cambiati affatto basta vedere come Franchellucci, sia durante la serata di presentazione del progetto, sia in consiglio comunale lunedì 12 ottobre, abbia trattato la raccolta firme dell’opposizione per indicare tre priorità da seguire. Prima ha detto che non si può fare una raccolta firme ogni volta che c’è un’idea diversa, poi in consiglio ha criticato il fatto che avessero fatto firmare delle proposte prima di sapere qual’era l’idea dell’amministrazione. In questo caso bisogna spezzare più di una lancia nei confronti dell’opposizione, hanno organizzato due serate informative per spiegare l’attuale piano di recupero, hanno proposto delle soluzioni e le hanno corredate con le firme dei cittadini che le hanno volute sposare. Se l’amministrazione promette un’assemblea pubblica perché vuole rendere partecipata al massimo la realizzazione di piazza Garibaldi(come scritto anche nel programma elettorale), perché ritarda l’assemblea di più di un anno e poi organizza una mera presentazione con finto dibattito? Se da parte dell’amministrazione non c’è una vera volontà di creare una piazza di tutti ma solo quella di portare a casa un risultato, non può far ricadere le proprie mancanze sull’opposizione.

Dice il Sindaco che può realizzare l’80% del progetto senza cambiare il piano di recupero vigente, e che rispetterà il cronoprogramma dato l’anno scorso(ma che ad oggi non è stato rispettato). Speriamo che i lavori che faranno non saranno abusivi come quelli per la cabine Enel, e che tutte le carte siano veramente in regola. Fatto sta che l’impressione avuta valutando queste mosse è che, non avendo più terreno fertile sulla Fim, vanno a creare un cavallo di battaglia da cavalcare alle prossime elezioni, quando ci ritroveremo(molto probabilmente) ancora una volta a parlare dei ritardi della sistemazione della piazza.

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Ora andate su Google Maps, scrivete “piazza garibaldi porto sant’elpidio” e premete invio. Vengono fuori due risultati, uno Corso Garibaldi a Casette d’Ete, e un altro Corso Garibaldi a Civitanova. Di Piazza Garibaldi a Porto Sant’Elpidio nemmeno l’ombra, manco verso sud. Ringraziamo il nostro lettore Marco Paolini per averci fatto notare questa “mancanza”, e ci auguriamo che al prossimo passaggio quelli della Google car si possano accorgere che invece di un incrocio in quello spazio c’è la piazza del nostro paese.