La piazza che non c’è

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Cosa abbiamo capito del “nuovo progetto di piazza” dell’amministrazione comunale.

Il cineteatro verrà restaurato ma non verrà espropriato, perché – dice il Sindaco – siccome è probabile che aumentino i costi in corso d’opera allora si rischierebbe di dover fermare il restauro ad ogni step per reperire i soldi necessari a portare a termine i lavori. L’auspicio di Franchellucci è quello che “l’amministrazione riesca al più presto a fare un accordo progettuale pubblico-privato per il restauro del cinema”. Ma se per anni hanno detto che sotto alle pareti nord e ovest non c’era niente di storico, che paura ha oggi di fare i lavori?

Sul sedime dell’ex municipio si è deciso di non costruire, non per decisione dell’amministrazione come hanno voluto far intendere, ma a causa della crisi del mercato immobiliare. Non è stato minimamente menzionato lo stabile “Belletti”(dove c’è Birimbao e Walter), nonostante sia parte integrante della piazza.

Non si farà il sottopassaggio in via Piave, per non ben specificati motivi tecnici ed economici. Ci è stato presentato però un nuovo sottopassaggio, anzi un’idea di nuovo sottopassaggio, che dovrebbe sorgere in via Regina Elena, all’altezza della Madonnina vicino alla stazione. Il geometra comunale Principi ha spiegato che sarà come quello di via Panama(vicino alla farmacia comunale 1). Ai dubbi sollevati da alcuni cittadini circa l’incompatibilità di un sottopassaggio di tre metri e venti in una zona del genere, il geometra ha rassicurato tutti dicendo che i conti sono stati fatti bene e che non si crea nessun problema di viabilità. Allora ho fatto un esempio grafico: ho tracciato una linea sopra al sottopassaggio di via Panama e ho fatto copia e incolla su dove dovrebbe sorgere quello nuovo. Principi ha detto che la rampa di entrata da ovest inizierà in via San Francesco, e lì l’ho posizionata. Soltanto che la rampa d’uscita in direzione est va a finire in mezzo all’Orfeo Serafini, alla stessa altezza della strada del lungomare centro. Che dobbiamo pensare quindi, che si andrà a restringere l’Orfeo Serafini per far spazio a questa nuova strada?

pontemadonnina

La strada che passerà dietro al Gigli verrà realizzata, ma comporterà non pochi problemi di viabilità, tanto che il comandante della Polizia Locale Gattafoni ha ammesso che la viabilità dell’incrocio tra la nuova strada e il sottopassaggio di piazza sarà “sperimentale”. Si partirà chiudendo via Roma, così che quelli che vengono da mare non potranno girare a destra dopo il ponte, e comunque solo una volta realizzata si saprà se funzionerà.

Un’altra curiosità è stata la rivelazione fatta dall’architetto comunale Giulia Catani. Un cittadino fa notare che dal disegno mostrato durante la serata si nota che le panchine di via principe Umberto sono pericolosamente attaccate alla linea del parcheggio, “se uno parcheggia come mia moglie che fa venti manovre, quello che sta seduto si fa un bell’aerosol di aria pulita”, ha commentato ironicamente un attento cittadino. La Catani risponde che le panchine così vicine in realtà sono “un’illusione ottica”, poi ha detto che “quello che appare oggi attaccato al parcheggio non sarà attaccato al parcheggio, quella è la visione che dà il rendering, a volte dobbiamo aggiustare le misure per rappresentare tutto bene”. Ha candidamente ammesso che hanno barato con le distanze per dare un’idea di qualcosa che in realtà non c’è. Via Principe Umberto non diventerà mai un vialone, anche se i marciapiedi saranno rasoterra, lasciando la carreggiata e le due file di parcheggi lo spazio a disposizione sarà sempre lo stesso.

Sulla presentazione del progetto che la ditta Pellegrini “dona” al Comune per riportare in auge il giardino di villa Muri è già stato detto tutto da un cittadino intervenuto durante la serata: negli anni passati quello di villa Murri era uno dei giardini più belli del fermano, non si può trasformare in un “parchetto”. Un intervento estemporaneo di cui nessuno sentiva il bisogno.

Ma arriviamo al succo. La madre di tutti i problemi è che ci hanno venduto un progettino di arredo urbano come “l’unico progetto” per piazza Garibaldi da vent’anni a questa parte. Prima cosa, di progetti su Piazza Garibaldi ne sono stati fatti a iosa, da studenti, da professionisti, commissionati dal comune con gara pubblica, fatti di propria volontà per tesi di laurea ecc. In secondo luogo, se andiamo a prendere la delibera con la quale viene affidato l’incarico alla Maiolatesi si legge benissimo che l’architetto viene ingaggiato per un progetto di arredo urbano di via Principe Umberto, Piazza Garibaldi e via Cesare Battistti, nell’ambito del piano di recupero di Piazza. E non per fare un progetto di riqualificazione del centro cittadino, con necessaria variante a tale piano di recupero.

Fatto sta che l’architetto Maiolatesi, scelto non si sa con quale criterio, forse perché è una dipendente del proprietario del cineteatro Gigli, in un anno e mezzo di lavoro ha prodotto qualche tavola dove far appoggiare la propaganda dell’amministrazione del fare, e l’ha fatto pure male. Infatti i render dell’architetto sono tutti con la luce sbagliata, il sole è stato posizionato a nord, con le ombre verso sud. Una cosa del genere meriterebbe di essere rispedita al mittente con un bel calcio nel sedere.

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Il premio per migliore discorso panegirico va al Sindaco quando ha ammesso il fallimento delle politiche sulla piazza adottate fin’ora, ma senza dirlo esplicitamente. Franchellucci ha esortato tutti a non parlare più del passato, perché “questo è un progetto che sintetizza al meglio vent’anni di dibattito sulla piazza”. Peccato che non ci sia mai stato un dibattito vero e proprio, ma soltanto una cieca volontà di speculare da una parte, e la volontà di salvaguardare la storia della città e la richiesta d’ascolto dall’altra. Verrebbe da dire: era ora! Era ora che l’amministrazione capisse che la loro idea di piazza era assurda. Hanno pian piano privato la piazza centrale degli edifici caratterizzanti(Municipio, teatro), negli ultimi anni hanno investito in opere rivelatesi inutili e dannose(ampiamento zona industriale, lungomare Europa ecc.), ed ora vogliono far passare una clamorosa debacle in un atto di riavvicinamento a quella fetta di popolazione che per anni li ha giustamente criticati

Per capire che non sono cambiati affatto basta vedere come Franchellucci, sia durante la serata di presentazione del progetto, sia in consiglio comunale lunedì 12 ottobre, abbia trattato la raccolta firme dell’opposizione per indicare tre priorità da seguire. Prima ha detto che non si può fare una raccolta firme ogni volta che c’è un’idea diversa, poi in consiglio ha criticato il fatto che avessero fatto firmare delle proposte prima di sapere qual’era l’idea dell’amministrazione. In questo caso bisogna spezzare più di una lancia nei confronti dell’opposizione, hanno organizzato due serate informative per spiegare l’attuale piano di recupero, hanno proposto delle soluzioni e le hanno corredate con le firme dei cittadini che le hanno volute sposare. Se l’amministrazione promette un’assemblea pubblica perché vuole rendere partecipata al massimo la realizzazione di piazza Garibaldi(come scritto anche nel programma elettorale), perché ritarda l’assemblea di più di un anno e poi organizza una mera presentazione con finto dibattito? Se da parte dell’amministrazione non c’è una vera volontà di creare una piazza di tutti ma solo quella di portare a casa un risultato, non può far ricadere le proprie mancanze sull’opposizione.

Dice il Sindaco che può realizzare l’80% del progetto senza cambiare il piano di recupero vigente, e che rispetterà il cronoprogramma dato l’anno scorso(ma che ad oggi non è stato rispettato). Speriamo che i lavori che faranno non saranno abusivi come quelli per la cabine Enel, e che tutte le carte siano veramente in regola. Fatto sta che l’impressione avuta valutando queste mosse è che, non avendo più terreno fertile sulla Fim, vanno a creare un cavallo di battaglia da cavalcare alle prossime elezioni, quando ci ritroveremo(molto probabilmente) ancora una volta a parlare dei ritardi della sistemazione della piazza.

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Ora andate su Google Maps, scrivete “piazza garibaldi porto sant’elpidio” e premete invio. Vengono fuori due risultati, uno Corso Garibaldi a Casette d’Ete, e un altro Corso Garibaldi a Civitanova. Di Piazza Garibaldi a Porto Sant’Elpidio nemmeno l’ombra, manco verso sud. Ringraziamo il nostro lettore Marco Paolini per averci fatto notare questa “mancanza”, e ci auguriamo che al prossimo passaggio quelli della Google car si possano accorgere che invece di un incrocio in quello spazio c’è la piazza del nostro paese.

 

 

[Post-X] ‘Il Dalai Lama è un Fashion blogger’ Intervista a Gaspare Bitetto (Diecimila.me, Io ti amavo)

– Gaspare innanzitutto grazie di cuore per aver accettato l’invito e Benvenuto a Pse.

Grazie a voi per avermi invitato, è un piacere essere qui. Le marche sono la regione che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di cazzaro. Qui ho appreso la passione per le belle donne e il buon cibo. Ho scelto di scendere in campo a Porto Sant’Elpidio proprio per appagare questi miei bassi appetiti.

– Pse, città natale di artisti come Neri Marcorè ed il cantautore Moltheni, sede legale di eccellenze come Loriblu e Lercio.it e porta d’ingresso dell’Expo (anche se questo non lo abbiamo ancora capito). Molti personaggi di spessore hanno scelto Porto Sant’Elpidio per presentare il loro libro, da Odifreddi a teatro a Cucuzza a colazione in un bar, cosa dovremmo aspettarci mercoledì sera? 

Il Dalai Lama vi consiglierebbe di non aspettatevi nulla, perché è soltanto questa l’unica via per raggiungere la vera felicità. In compenso il Dalai Lama vi consiglierebbe anche di vestirvi di arancione acceso e io non ho mai avuto fiducia nei fashion blogger, quindi lasciate perdere il Dalai Lama e concentratevi su l’unico elemento che accomuna tutte le persone che mi hai citato. Pensateci bene: Neri Marcorè imitava Maurizio Gasparri, Lercio.it parla spesso di Maurizio Gasparri, l’Expo è un evento fortemente voluto da Maurizio Gasparri, Loriblu produce calzature, che sono l’unico accessorio di vestiario che Maurizio Gasparri sa indossare da solo, e Moltheni, ecco, vi è mai capitato di vedere Moltheni e Maurizio Gasparri nello stesso posto allo stesso momento? Avete mai pensato che Moltheni e Maurizio Gasparri, in realtà, non siano altro che la stessa persona? Ecco. Probabilmente questo mercoledì fareste bene ad aspettarvi Maurizio Gasparri (del quale allego una recente istantanea)11840234_10153836595745839_1646098252_o

– 7km di prostitute a destra e sinistra della statale (misurazione effettuata dal nostro amico Giorgio Montanini), mafia e traffico di droga, cosa manca ancora a Porto Sant’Elpidio per esser considerata la Tijuana delle Marche?

Vi manca un manipolo di Texani creazionisti xenofobi che vi aspettino coi fucili spianati al confine, se solo doveste mai provare a oltrepassarlo. Mi sembra un punto a favore. In compenso Tijuana è considerata “La porta del Messico”, mentre da quello che ho capito PSE è considerata “La porta dell’Expo”. Questo invece è un punto a favore di Tijuana.

– L’ultimo libro presentato a Porto Sant’Elpidio prevedeva una visita al cimitero propedeutica alla presentazione, violando il regolamento cimiteriale e questo ha turbato una discreta fetta di cittadini che hanno inscenato una protesta, secondo te come potremmo rendere ancora più irritante la presentazione del vs libro?

L’ipotesi più semplice mi sembra quella di riesumare tutti i cadaveri del cimitero e portarli alle Grottacce. Potrebbe sembrare un atto irrispettoso, ma, ehi, essere morti è una noia spaventosa. Portateli a divertirsi un po’!

Stasera ore 21,30 presso le Grottacce di Villa Murri, non mancate!

Post It Pse chiama, Franchellucci risponde. L’intervista al sindaco

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Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

Successivamente alla cacciata di Scotucci lei aveva detto che avrebbe rimesso mano agli assessorati solo dopo l’approvazione del bilancio preventivo. Eccoci arrivati, ha in mente anche di redistribuire le deleghe?

Da questa settimana cominciamo a fare gli incontri con i segretari delle liste che sono in maggioranza. Siccome è passato molto poco tempo, a me non piace stravolgere completamente il sistema delle deleghe, magari dopo due anni e mezzo di lavoro, più o meno a metà mandato, puoi dire se uno ha lavorato bene o meno. Quello che dirò ai segretari politici è che vorrei mantenere lo stesso impianto.

La delega alla cultura rimarrà alla Leoni? Perché anche dalle iniziative culturali fin’ora proposte si capisce che ad occuparsene è di fatto la Pasquali, vedi il cinema all’aperto della scorsa estate.

Io vorrei cercare di mantenere la cultura separata dall’istruzione e dalle politiche giovanili, però se dal dialogo viene qualcosa di meglio vediamo. Comunque vorrei mantenerle così soprattutto per le persone, almeno per dare il tempo di lavorare.

Sarà Buono l’assessore che entrerà in giunta in quota Patti chiari?

Non lo so non mi hanno fatto proposte neanche loro. Non mi hanno dato una rosa dei nomi.

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Parlerei della situazione del maltempo, la mareggiata, la salvaguardia della costa, la darsena ecc. I due pennelli erano previsti nel progetto darsena, soprattutto quello al fosso di Castellano era propedeutico per la costruzione della darsena.
Il sentore di parecchi è che in realtà il progetto doveva essere più lungo con scogliere che si estendevano tra i due fiumi, secondo lei sarebbe stato un progetto buono, che avrebbe dato i suoi frutti? Nel frattempo c’è un piano a medio-breve termine per arginare questo problema?

Sarebbe stato meglio avere una protezione su tutta la costa, ma purtroppo non bastavano le risorse. Allora c’era l’emergenza della zona sud, e quindi si è deciso che i soldi si sarebbero spesi per la zona sud. La situazione non era grave come adesso.
Le direzioni d’azione sono due. L’altro giorno l’avvocato che segue il contenzioso è stato a parlare col giudice, perché il 31 dicembre scade il termine dato dal tribunale per effettuare la perizia da parte del Ctu. Ha chiesto al giudice che immediatamente sblocchi l’area di modo che noi con soldi nostri andiamo a completare, cioè ricaricare le altezze degli scogli e prendere materiali dal fiume per il ripascimento. Ma dico con certezza che quel lavoro non basta più. Con Annalinda ormai due mesi prima delle mareggiate ci siamo iniziati a muovere in maniera veloce con dei comprovati specialisti tecnici per individuare il soggetto migliore per fare un nuovo studio su tutta la costa, da sud a nord.
La settimana scorsa sono stato a parlare con Spacca. Loro entro il 2015 vogliono rifare il piano di sicurezza del litorale, quindi ogni comune presenterà la propria proposta di modifica. Questo è il presupposto per chiedere i finanziamenti, non possiamo pensare di fare un opera del genere senza i soldi della regione.
Il tecnico certifica che la situazione è drammatica, in modo che la regione capisca la nostra necessità, e su quello si tara l’intervento. La soluzione ce la dobbiamo far dare da chi queste cose le capisce. Ormai dopo quasi dieci anni la situazione della costa è cambiata quindi serve uno studio sulla situazione attuale.

La darsena sarà compresa nel piano di salvaguardia? Sarà considerata? In pratica, il pennello di castellano va via subito o no?

Se nella progettazione si capisce che il pennello crea problemi di erosione verrà levato. Se devo dirti però se la darsena verrà fatta oppure no, non posso perché è troppo presto per dirlo. Noi naturalmente al progettista diremo che lì c’è la previsione di una darsena. In campagna elettorale l’ho detto mille volte, lì c’è un percorso molto lungo poi bisogna trovare gli investitori, io oggi non vedo un clima fervente di proposte accettabili.

Però tutte le cose propedeutiche sono state fatte, la strada e il pennello ci sono.

La strada non è propedeutica per la darsena, quello è un intervento che sarebbe stato fatto comunque, non si poteva prescindere dal fare una strada nella zona nord.

Il problema infatti non è strada si o strada no, ma il fatto che sta attaccata alla ferrovia e crea una zona pericolosa vicino al sottopassaggio(tanto che l’estate scorsa è morta una ragazza proprio lì), che si poteva fare più verso mare.

Forse è stato scelto di farla attaccata alla ferrovia perché altrimenti si doveva fare un esproprio maggiore, quella è tutta terra privata. Comunque i dossi sono già arrivati, li installeremo entro natale.

Riguardo l’Ecoelpidiense, si è visto che soprattutto durante le feste aumenta la quantità di grigio e quindi il costo da pagare, è previsto un piano per risolvere questo problema?

Io lo proposi e Scotucci ci lavorò moltissimo su questo: vogliamo far acquistare materiali biodegradabili a chi organizza le feste da noi patrocinate. Le associazioni di quartiere sanno che quest’anno per avere il patrocinio e per fare le feste dovranno dimostrare di usare materiali biodegradabili. È al vaglio degli uffici un regolamento per le “feste bio” che approveremo al più presto in giunta. Questo è un pacchetto “feste non selvagge” che stiamo mettendo a punto: prima tiriamo fuori un calendario delle feste e iniziative storiche di modo che se c’è qualcun altro che vuole organizzare qualcos’altro, lo deve fare rispettando il calendario ed in più dovranno rispettare le regole sul materiale biodegradabile. Anche per i palchi ci sarà un regolamento.

I palchi saranno alcuni fissi ed uno mobile, giusto?

Si. Uno sarà alla pineta, uno a villa Murri, ed uno all’Orfeo Serafini. Poi il quarto palco girerà nelle feste di quartiere. Per far funzionare bene questo sistema ne servirebbe un quinto, infatti molto probabilmente lo metteremo a bilancio.

Il montaggio e smontaggio dei palchi lo fa la piramide?

Abbiamo il montaggio e smontaggio gratuito di 15 palchi derivante dal bando per le palestre. Ma noi nel regolamento prevediamo un’esternalizzazione per il resto dei montaggi. Se stiamo sotto ai 40mila euro lo affidiamo direttamente, se è di più faremo un bando. Gli operai in quei mesi faranno la manutenzione che serve alle scuole al verde ecc. invece di montare e smontare palchi e casette.

Per approfondire sul contratto dell’Ecoelpidiense, in pratica si riapriranno le isole ecologiche?

Non è una riapertura, è il fatto di ragionare di trovare delle zone dove poter conferire direttamente il materiale in modo molto tecnologico. È un cambio totale di mentalità, proprio per questo se si partisse con questa modalità bisogna dire come cominceremmo a fare questa cosa. Cominceremo con i commercianti perché sono quelli che si lamentano di più per la differenziata, anche perché un commerciante una macchina ce l’ha. In questo modo li puoi sgravare avendo dei risparmi però devono conferire in maniera diretta. A Bressanone lo fanno tutti, anche i cittadini. Le hanno messe in zone di visibilità assoluta, sotto un monumento tutelato dalla sovrintendenza, perché serve un luogo di visibilità massima, non nascosto dietro qualcosa.

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Per quanto riguarda la pista di pattinaggio sul ghiaccio invece, tralasciando il fatto che è iniziato il montaggio senza la necessaria delibera, un’altra cosa ci preoccupa. Nella convenzione e nella delibera è previsto che la società, in cambio di quello che il comune dà, garantisca un buono sconto del 50% a tutti gli studenti di ogni ordine e grado. Abbiamo scoperto però che questo è uno sconto una tantum ed è valido fino al 20 dicembre esclusi i giorni festivi e prefestivi. Poi c’è il Conad di via Caserta che restituisce l’altra metà del biglietto con una spesa minima di 50 euro. Entrambe queste cose non erano previste nella delibera e nella convenzione. Questo sconto sa di truffaldino, che significa che dal 20 in poi noi non paghiamo più la corrente? 

Si sarebbe potuto fare meglio? Probabile. Lì più che altro è il rapporto che lega l’amministrazione con il soggetto in questione, tu gli concedi di fare l’attività poi vedono loro il modo in cui si organizzano e fanno convenzioni. Si poteva governare meglio, però questo ci servirà per far meglio i prossimi anni.

Riguardo al bosco di villa Baruchello, c’è un piano per superare l’invernata, per mettere in sicurezza le piante?

Nel periodo invernale non si possono fare i lavori, ora c’è l’Ecoelpidiense che sta pulendo e mettendo a posto, poi lo stiamo dando in gestione all’associazione di quartiere Marina Picena. L’Ecoelpidense fino al 2020 è autorizzata a prendere e trattare i rifiuti, alla luce di questo sollecitati da parte nostra sono andati là ed hanno pulito.
Capisco che prima di darla in affidamento a chiunque sia necessario che prima alcune parti progettuali vengano fatte. Prima di natale facciamo tutto, sia l’affidamento che l’altra parte.
Anche la pineta va in giunta. Siamo pronti con il progetto esecutivo, la provincia ha dato l’ok, lo porto in giunta la settimana prossima dopo il parere del demanio. Metteremo dei cartelli espositivi per spiegare il tipo di intervento che viene fatto, così per la primavera concludiamo.

Breve analisi del voto

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Sicuramente non siamo abituati a votare col doppio turno. Alle politiche votiamo con una legge che supera i confini della costituzionalità per dannosità dei suoi effetti e per diabolicità dei suoi meccanismi. Alle amministrative il sistema elettorale è diverso, ma qui a Pse al secondo turno ci siamo arrivati poche volte ultimamente, quindi siamo disabituati a concepire il voto amministrativo come un voto a doppio turno.

Politologicamente parlando il doppio turno è un sistema molto bello, auspicato dai maggiori politologi anche per il sistema politico italiano(visto che in Francia funziona molto bene). Questo sistema di voto è utile quando funziona bene, cioè quando i cittadini lo hanno compreso e lo sanno usare, perché permette di dare il voto al candidato preferito al primo turno, successivamente se il candidato preferito arriva al ballottaggio allora si continuerà sulla strada intrapresa al primo turno, ma nel caso in cui al ballottaggio non vada il candidato preferito, si vota il “meno lontano” alle proprie idee tra i due candidati rimasti. Questo “gioco” serve a capire (al primo turno) quali sono le preferenze reali, e la forza di ogni partito. Al secondo turno i vari partiti si coalizzano(palesemente o tacitamente) e il più forte va a governare.

Dalle testimonianze raccolte in questi giorni, posso dire con estrema sincerità, che i cittadini elpidiensi non hanno capito come funziona il doppio turno. Ho parlato con persone, anche molto critiche con le amministrazioni passate che hanno votato Pd perché non volevano Putzu o Ceruqozzi sindaco. Accettabile, ma è un discorso da fare al ballottaggio, non al primo turno.

C’è da dire inoltre che mi ha spiazzato il comportamento degli elettori di certi quartieri. Ad esempio a Fonte di Mare, dove verranno costruite delle case popolari all’insaputa degli abitanti del quartiere, e dove verrà costruito il fantomatico polo del lusso che presumibilmente ucciderà ciò che è rimasto del piccolo artigianato locale, il centro-sinistra ha preso il 48%. Questo risultato può essere indicatore di almeno tre cose: che gli abitanti del quartiere sono felici di subire le scelte dell’amministrazione e di essere considerati meno del due di coppe; che gli abitanti del quartiere non hanno capito come l’amministrazione ha deciso che si svilupperà il loro quartiere; che gli abitanti non si interessano di come si svilupperà il loro quartiere.

Stessa storia per Cretarola, dove verrà innalzata(grazie alle penose leggi partorite dal governo Berlusconi) un’antenna per la telefonia mobile. Antenna infuocata dalle polemiche degli ultimi mesi, che riguardano la non adeguata pubblicizzazione del piano antenne, e l’ancor meno adeguato interessamento da parte dei cittadini a questo piano. Se i cittadini di Cretarola hanno quasi assalito i rappresentanti dell’amministrazione al confronto organizzato per parlare del “problema antenna”, suona stonato il 47% dato al centro-sinistra. Mistero.

La Corva, un quartiere sui generis. Maltrattato a livello di viabilità, sembra non preoccuparsi della pericolosità della “nuova” strada che collega il quartiere con villa Murri. Un ponte mobile non andava bene, non avrebbe permesso in futuro di edificare lungo quell’asse, che in realtà doveva essere il collegamento verde tra la Corva e il centro. Non c’è stata preoccupazione neanche per la localizzazione di un posto per un’antenna della telefonia alla rotonda ovest in uscita dal quartiere, che si verrebbe a posizionare a pochi metri dalle case circostanti. All’incontro tra candidati sindaco organizzato dall’associazione del quartiere Corva, poteva accidentalmente uscire una considerazione sulla possibilità di spostare l’antenna prima che un’azienda di telefonia faccia la richiesta di impiantarla. Niente di tutto ciò, alla Corva il centro-sinistra prende intorno al 45%.

I cittadini del centro hanno invece “punito” la mancata risoluzione di Piazza Garibaldi, e la progressiva estinzione dei commercianti a causa della creazione in aree periferiche di grandi supermercati e centri commerciali. In due sezioni del centro le preferenze per il centro-sinistra sono state meno del 35% e in una ha raggiunto di poco il 40%. Hanno invece accolto con favore le proposte del candidato Putzu che in queste tre sezioni alza di molto la percentuale presa complessivamente.

Neanche da commentare le percentuali bulgare raggiunte dal centro-sinistra al quartiere San Filippo. Testimonianza dell’ottimo rapporto dell’amministrazione con il quartiere.

Marina Picena(altro quartiere dimenticato) in parte boccia l’amministrazione uscente dando al centro-sinistra intorno al 40% in due sezioni, ma in una sezione raggiunge il 48%.

In generale la città sembra non volere il cambiamento che si era percepito in campagna elettorale. Probabilmente i cittadini non hanno avuto fiducia nei candidati che sfidavano lo strapotere Pd. O forse non se la sono sentita di svoltare in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

La festa del Pd per celebrare la vittoria in programma alla Corva è rimandata di quindici giorni. Abbiamo capito però che non si vince più a mani basse al primo turno. Ed ora si voterà di nuovo, e questa volta sarà un voto d’approvazione o di disapprovazione nei confronti del modo di agire delle amministrazioni degli ultimi venti anni. Certo, Putzu che si presenta come “nuovo” o “civico” o come “cambiamento” è difficile da accettare, perché per dieci anni ha fatto un’opposizione a dir poco scarsa. Ma questo è quello che c’è: chi vuole dare una svolta al governo della città ha la possibilità di farlo votando Putzu, chi vuole la continuità può votare Franchellucci. Chi non se la sente, può restare a casa. A noi la scelta.

P.s. Sarebbe bello sapere, oltre ai nomi degli assessori, anche i nomi dei finanziatori della campagna elettorale in maniera completa ed esaustiva.

Riccardo Marchionni