Piazza, Serafini: “il Sindaco ha paura di confrontarsi coi cittadini”

Di Angela Serafini e il suo gruppo di amici

PORTO SANT’ELPIDIO – Nell’intervista dell’8 Gennaio scorso finalmente il sindaco è venuto allo scoperto e ha detto ciò che pensa veramente: “UN NUOVO TEATRO IN PIAZZA NON LO VOGLIAMO”!

In realtà, sono i cittadini che devono volere un bene che appartiene loro di diritto e non un sindaco che guida per pochi anni la città e poi se ne va!

Il sindaco inoltre afferma “NON VOGLIO CHE I MIEI FIGLI NON ABBIANO UN LUOGO IN CENTRO CITTA’ DOVE STUDIARE E RITROVARSI… PER QUESTO E’ NECESSARIO AMPLIARE LE OPPORTUNITA’ COMMERCIALI…”

Forse che si studia solo se la biblioteca è dentro la piazza e il ritrovarsi presuppone solo gli acquisti nei negozi…?

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[Post-X] L’Aventino elpidiense

 

La maggioranza ha deciso, sarà Moreschini a ristrutturare una proprietà di Moreschini alle condizioni di Moreschini nella piazza di Moreschini. È quanto stabilito nell’ultimo Consiglio comunale di Porto Sant’Elpidio, dando vita ad uno dei più tristi eventi del 2016, talmente avvilente che Summa e Ciarrocca non si sono dovuti nemmeno prendere a pugni. L’opposizione ha fatto pesare la propria assenza, poi ha abbandonato il Consiglio comunale.

La consigliera Barbara Mecozzi ha subito fatto notare che la presenza di consiglieri in Consiglio comunale è diminuita del 70%. Acconcia non ci sta e replica: “Abbiamo fatto un’ampia discussione con la cittadinanza sul progetto di piazza”. Poi si è ricordato di far parte della maggioranza.

Piermartiri risponde alle critiche con decisione: “I consiglieri di opposizione hanno preso tutti insieme meno dei miei voti. Pappappero!” Franchellucci spiega: “per completare il progetto di piazza l’unico esproprio percorribile era quello dei cervelli dei consiglieri di maggioranza.”

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Resoconto di un’ottima discussione su piazza Garibaldi

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Martedì 3 novembre si è svolta la seconda serata promossa da “Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner”. Sala piena, dibattito vivo e interessante. Evidentemente parlare pubblicamente di piazza Garibaldi interessa a molte persone.

Nella parte iniziale della serata c’è stata una introduzione volta ad analizzare le mosse recenti dell’amministrazione comunale. Il 22 dicembre 2014 con una determina viene affidato un “incarico professionale per il progetto di massima dell’arredo e sistemazine di via Cesare Battisti, via Principe Umberto e piazza Garibaldi, nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ed Orfeo Serafini” ad Alessia Maiolatesi, architetto sangiorgese dipendente di Moreschini(uno dei proprietari del cineteatro Gigli). Il 23 dicembre l’amministrazione presenta alla stampa il progetto della Maiolatesi e un cronoprogramma dei lavori per il 2015, 2016 e 2017.

Nonostante nel programma elettorale della coalizione del Sindaco ci fosse scritto che i primi soldi disponibili sarebbero stati spesi in piazza, e che la progettazione sarebbe stata partecipativa, queste promesse sono state disattese. I primi soldi vengono spesi per rifare completamente via Cesare Battisti(una delle strade messe meglio in centro), e il progetto è stato fatto senza chiamare minimamente in causa nessuno oltre i proprietari del cineteatro.

Estratto del programme elettorale di Nazareno Franchellucci

Estratto del programma elettorale di Nazareno Franchellucci

L’8 ottobre scorso a villa Baruchello l’amministrazione ha presentato in pompa magna il lavoro della Maiolatesi, vendendolo come un progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi e del centro città. Quello che ci è stato fatto vedere in realtà è un progetto di arredo urbano di tre vie. Il secondo aspetto da mettere in evidenza è che non è fatto “nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ex Orfeo Serafini” perché prevede il cambiamento dello stesso, come confermato quella sera dal Sindaco che ha dichiarato che arriverà al più presto in consiglio comunale una variante.

Il geometra Salvucci ha portato a conoscenza di tutta la città un documento semi-leggendario, cioè l’atto di compravendita del 1928 tramite il quale il comune di Sant’Elpidio a Mare cede il terreno per l’edificazione del Teatro Moderno. In questo documento è previsto il pagamento di una somma(mai pagata) nel momento in cui la società cessasse l’attività di pubblico utilizzo o nel momento della vendita dell’immobile. Un’altra clausola importante è quella che dà al comune il diritto di prelazione in caso di vendita.

Andando un po’ avanti cogli anni si arriva al 2003 quando il comune e l’allora proprietario Marchetti sottoscrivono un preliminare di permuta in cui il cineteatro viene valutato 1.142.000 euro. Dopo sei mesi, il cineteatro viene venduto a 750.000 euro ad un’altra società(gli attuali proprietari).

Ciò che si evince è che l’amministrazione non ha mai avuto la volontà di risolvere la questione piazza, ma ha sempre cercato delle scuse per non risolverla. Altrimenti in quegli anni li avrebbe potuti spendere settecentocinquantamila euro per comprare il teatro e rimettere a posto tutta piazza, invece di spendere inutilmente dodici milioni di euro per ampliare la zona industriale.

Sono stati poi presentati due progetti, due tesi di laurea su piazza Garibaldi. La scelta di proporre queste presentazioni è stata fatta con l’intento di dare ai presenti l’idea di come si possa agire nelle maniere più disparate per modificare uno spazio urbano, infatti i due progetti sono quasi diametralmente opposti. Il primo, di Marta Cordone, prevede il restauro del cineteatro; dei collegamenti ciclabili e pedonali tra piazza, lungomare e torre dell’orologio; un parcheggio sotterraneo sotto la piazza; una zona attrezzata lungo la dorsale nord e una zona verde sopra alla linea del fosso. Il secondo, di Alessandro Pierleoni, è decisamente più visionario. Prevede l’abbattimento di tutti gli edifici presenti in piazza; la realizzazione di una struttura adiacente la ferrovia che diventi stazione ferroviaria sopra e zona commerciale sotto; nel terrapieno della ferrovia inserisce un sistema meccanizzato per il parcheggio delle auto, in quanto l’intera area della piazza diventa pedonale; il fosso è usato come linea di congiunzione mare-monti con un camminamento pedonale poco sopra il livello dell’acqua; nella zona ovest prevede un piccolo anfiteatro coperto, e nella zona centrale un parco verde con collinette artificiali.

La presentazione di questi due progetti serviva anche a far capire qual è l’analisi che ci deve essere dietro ad una progettazione, i presenti hanno potuto apprezzare uno studio comparato delle piazze di alcune città adriatiche e il lavoro concettuale che porta alla redazione di un progetto architettonico.

Per quanto riguarda la campagna d’ascolto riservata ai tecnici promossa dall’amministrazione, è evidente a tutti che si tratta soltanto di una mera operazione di facciata, perché già nel 2014 avevano un progetto fatto da una dipendente del proprietario del cineteatro che hanno presentato alla stampa il giorno dopo l’affidamento dell’incarico. Dopo dieci mesi di limature da parte della soprintendenza si arriva alla presentazione pubblica, e solo dopo si chiede il parere dei tecnici della città? Il parere dei tecnici si chiede prima di presentare un progetto al pubblico, non dopo.

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Qualcuno durante la discussione diceva che i tecnici avrebbero dovuto andare a questi incontri per dire che la strada adiacente alla ferrovia è un obbrobrio, che il cineteatro va espropriato e ridato alla città, che non si può iniziare l’intervento di riqualificazione del centro andando a rifare via Cesare Battisti. Allora qualcuno ha fatto presente che le forze di opposizione proprio su questi temi avevano presentato una mozione in consiglio comunale corredata da più di duemila firme, ma non è stata minimamente presa in considerazione, anzi, in consiglio è stata votata velocissimamente e il Sindaco ha anche sbeffeggiato l’iniziativa più volte.

Si è creato anche un altro filone di pensiero che propone di non andare a questi incontri e di motivare con un documento il perché si disertano, per far sapere alla cittadinanza che l’amministrazione non sta seguendo il giusto iter che si confà ad un progetto partecipativo. Rimane ora il dubbio: andare sapendo di perder tempo, o non andare e denunciare pubblicamente ciò che non va?

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. L’appuntamento con la prossima assemblea è per il periodo di Natale, per discutere nuovamente di temi importanti e per tirare le somme di questa campagna d’ascolto.

 

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Partecipazione immaginaria

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il rapporto tra la maggior parte dei cittadini e la nostra amministrazione, si sa, non è dei migliori. Per questo il Sindaco e la sua giunta hanno iniziato un percorso di cambiamento nel modo d’agire amministrativo. O almeno hanno detto che vorrebbero iniziare a farlo.

Sui giornali abbiamo letto che i cittadini saranno protagonisti del progetto di Piazza Garibaldi e che l’amministrazione gira i quartieri per scrivere il bilancio in maniera partecipata. Ma se chiudiamo Granma e apriamo gli occhi, ci accorgiamo che questa partecipazione esiste soltanto nella mente dei nostri amministratori e sulle pagine dei giornali embedded.

Il 23 dicembre 2014 l’assessore Pasquali, riferendosi al progetto preliminare redatto dall’architetto di Moreschini(proprietario del Gigli), dichiarava: “siccome vogliamo la città e i commercianti protagonisti, a gennaio indiremo una assemblea pubblica e ragioneremo su tutto il piano che, come vedete, non è un progetto definitivo ma una idea di indirizzo di quel che vogliamo fare”. La tattica magistralmente mostrata da Renzi di fissare le scadenze ad un mese senza specificare l’anno è stata ben introiettata dai nostri amministratori: gennaio sì, ma di quale anno non si sa.

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Invece dell’assemblea pubblica per parlare di Piazza Garibaldi, l’amministrazione pensa bene di organizzare un giro nei quartieri intitolato “Bilancio partecipato 2015”. Bisogna ricordare che all’inizio del mandato il Sindaco aveva concertato con le associazioni di quartiere un tour continuo durante l’anno per garantire quella vicinanza necessaria a tutti i cittadini tanto evocata in campagna elettorale. Fin da subito però, Franchellucci ha voluto cambiare le modalità di questi incontri: non più assemblee pubbliche con il quartiere, ma colloqui individuali vis à vis; appuntamenti poi spariti dalla sua agenda. Ora invece ci ripensa e cerca di far passare normali assemblee nei quartieri come bilancio partecipato.

Abbiamo già accertato che nei primi due incontri non si è minimamente parlato di bilancio, si è invece parlato dei soliti problemi che affliggono i quartieri da anni e che l’amministrazione sta goffamente cercando di riparare nell’imminenza di questi incontri. La tempistica di certi interventi in effetti sa di compitino svolto da portare all’assemblea.

Un importante dato che emerge da questa situazione è il grave malfunzionamento del rapporto tra associazioni di quartiere e amministrazione comunale. Uno dei compiti più importanti delle associazioni di quartiere dovrebbe essere quello di fare da trait d’union fra i cittadini del quartiere e l’amministrazione, raccogliendo di continuo informazioni sulle problematiche per poi farle presente all’amministrazione che una volta ogni due/tre mesi(come si era detto all’inizio) potrebbe far visita al quartiere per dar conto di ciò che è stato fatto per porre rimedio. Quando le associazioni fanno il loro lavoro, l’amministrazione non ci mette del suo. Più spesso invece, queste associazioni sono interpretate come uno strumento di potere da parte di chi le occupa per risolvere problemi personali, o grazie al quale ricevere degli incarichi diretti dal comune che ingraziandosi i vertici delle associazioni pensa di controllare un intero quartiere. Abbiamo visto che “elettoralmente” questo sistema funziona abbastanza bene. Ma al fine della buona amministrazione è decisamente deleterio.

Completa il quadro di autoreferenzialità di questa amministrazione l’idea di organizzare un “Question time” molto originale. Nella versione elpidiense infatti non sono previste come di consueto le domande delle opposizioni al governo, ma i vari componenti della maggioranza si fanno delle domande e si danno delle risposte da soli, in perfetto stile marzulliano, per poi mandarle alle redazioni dei giornali spacciandole come interviste vere. Dire che questa mossa è vergognosa è un eufemismo.

Alla luce di tutto ciò e senza approfondire nello specifico i vari argomenti, volendo soltanto analizzare il concetto di partecipazione che ha l’amministrazione, non possiamo che rimandare all’anno il Sindaco e la giunta. Non serve mettersi in bocca il bilancio partecipato per girare nei quartieri, bastava essere coerenti e conseguenti con gli impegni presi all’inizio del mandato. Vale lo stesso discorso per piazza Garibaldi: tante parole, pochi fatti concreti. La finta partecipazione è inutile e dannosa, gli amministratori perdono tempo e i cittadini si sentono presi in giro per l’ennesima volta.