Perticarini si scaglia contro il sindaco dopo la svolta renziana

Schietto e spietato, il consigliere Giacomo Perticarini attacca a muso duro la scelta del sindaco di abbracciare la linea renziana all’interno del Partito Democratico. Il commento integrale.

“Leggo dalla stampa il patetico e prevedibile salto della quaglia fatto dal sindaco Franchellucci. Lui e tutti gli altri vedevano i renziani, quindi Catini e Andrenacci come lebbrosi, quando solo Bersani poteva essere il futuro!!
Lui non può rappresentare la nuova politica come dice, non può perché continua come i vecchi navigati a parlare in politichese la lingua tipica del politico di razza senza mai dire nulla di concreto, non la può rappresentare perché non ha una sua identità politica non ci credo io in questo cambiamento di opinione perché troppo repentino e troppo palese, non basta la giovinezza anagrafica per rappresentare il nuovo, la novità si dimostra con i fatti e le idee qualità che non ha mai dimostrato.
Conoscendo Franchellucci non e’ il primo salto che fa visto che nel 2001 si dichiarava di centrodestra, nel 2004 votava Azione Universitaria (movimento universitario di Alleanza Nazionale) per poi riscoprirsi del PD. Questo significa che non ha un anima e dimostra che per una poltrona sarebbe capace di tutto.
Questo improvviso cambiamento e il suo cinismo politico mi danno sempre più la convinzione di ciò che pensavo di Franchellucci cioè che la poltrona di Sindaco di Porto Sant’Elpidio è solo un tramite per la sua carriera politica il quale spera di concludere a Roma e non il fine ultimo per amore della sua città. Tutto questo gli sta facendo dimenticare che deve amministrare e risolvere i problemi della nostra città e dei cittadini invece di pensare ad accontentare la sua “maggioranza” con l’assegnazione della poltrona dopo la cacciata di Scotucci.”

Tanta voglia di Renzi

2013-06-10 16.12.21

“Adesso” diventano tutti renziani.

Vista la pessima figura dei gerarchi di partito alle ultime elezioni, e la maniera ancor meno degna di come hanno gestito il dopo voto, con la rielezione dell’ottuagenario difensore dello status quo Napolitano, e con il sodalizio mortale col caimano ormai pregiudicato, ora puntano tutti sul “rottamatore”. Che però non è più un rottamatore, è diventato il cavallo vincente per conquistare il partito al prossimo congresso.

È così che il sindaco Franchellucci col probabile futuro segretario del Pd elpidiense Massimo Properzi, hanno dichiarato ieri in una conferenza stampa, di essere diventati renziani.

Nulla da eccepire nel cambiamento d’opinione, ma questo cambio di marcia, per usare un paragone ciclistico, sa di scatto, di fuga a metà tappa in vista dell’arrivo del prossimo congresso. Sembra un cambiamento non tanto per ragioni ideologiche o di filosofia politica, ma di convenienza. Sa anche di scorretto a dir la verità, perché alle ultime amministrative tutti i renziani sono stati messi alla porta, primo su tutti l’ex assessore Marco Catini, che ne è il referente cittadino. Catini e Andrenacci sono stati cancellati dal Pd elpidiense, manco fossero lebbrosi, ed ora gli ex bersaniani non fanno nemmeno un cenno di scuse.

Questa mossa del sindaco ci sembra un po’ maldestra, perché se non fanno i conti con chi renziano era prima di loro, perdono di credibilità politica.

Ed in più, cosa dirà il padre putativo del sindaco nonché deputato in quota Bersani Paolo Petrini di questa folgorazione del suo delfino e di uno dei suoi ex collaboratori più fidati?

Il segretario Conoscenti invece, è stato esautorato di fatto dal suo incarico dopo questa conferenza stampa?

I vari consiglieri comunali che fino a ieri insultavano e bistrattavano Renzi, faranno “spallucce” e tireranno avanti o faranno mea culpa?

L’impressione che trasmette il sindaco con le azioni fin’ora intraprese è quella di un uomo appesantito dagli schemi della vecchia politica ereditati da chi l’ha reso “grande”, che prova a disfarsene cercando però di restare “vergine”. La gente non dimenticherà facilmente lo strappo tra Petrini ed Andrenacci. Ora come non mai il Pd è in difficoltà, e se i suoi rappresentanti non si prendono la responsabilità di affrontare i problemi, invece di ignorarli, non riusciranno a fermare l’emorragia che sta dissanguando il partito.

Riccardo Marchionni

Foto: Alessio Cimadamore – Archivio Post it Pse