Lo Stage universitario in Comune

 

Di Comune di Porto Sant’Elpidio

PORTO SANT’ELPIDIO – Il settore “Pianificazione Urbanistica e Tutela del territorio” attuerà progetti formativi di tirocini curriculari che abbiano una durata di sei mesi o inferiore riguardanti il tema della gestione cartografica del territorio e l’informatizzazione. “Lo scopo – spiega l’assessore all’Urbanistica Annalinda Pasquali – è quello di procedere il più rapidamente possibile alla informatizzazione dell’area per facilitare sia il lavoro dei dipendenti sia l’accesso degli utenti ai documenti, senza doversi recare presso gli uffici. Al riguardo sono state previste risorse per programmi GIS e gestionali ed è già stata fatta una dimostrazione pratica della funzionalità dei sistemi informatici per tutti i dipendenti. I giovani tirocinanti affiancheranno con il loro “nuovo” bagaglio di conoscenze i tecnici del settore, dai quali, a loro volta, acquisiranno informazioni maturate con l’esperienza. Per tale scopo il Comune  si è già convenzionato con diverse Università quali Tor Vergata, Bologna, Ancona, Camerino, ha attivato le procedure per convenzionarsi con gli atenei di Pescara , Ferrara, Firenze, Venezia, Torino. In questo modo gli studenti universitari di architettura o ingegneria residenti a Porto Sant’Elpidio e nei comuni limitrofi  interessati a svolgere il tirocinio curriculare sugli argomenti proposti, possono avere l’opportunità di approfondire problematiche attuali e pratiche inerenti il loro percorso di studi, ottenendo crediti formativi in un ambiente di lavoro pubblico e noto. Indubbiamente ciò può servire a rafforzare in un giovane la coscienza del senso di appartenenza ad una comunità e del volersi  prendere cura di essa”

 

Incentivi alle famiglie che usufruiranno dei nidi domiciliari

Di Comune di Porto Sant’Elpidio

PORTO SANT’ELPIDIO – A breve verrà pubblicato sul sito del Comune www.elpinet.it il bando della Regione Marche per poter accedere ai contributi da parte delle famiglie che desiderano usufruire del servizio dei nidi domiciliari. Nello specifico  è previsto un contributo di 1200 euro annui per quelle famiglie che  usufruiranno del servizio per un totale di 80 ore mensili e per 10 mesi all’anno  mentre il contributo ridotto di 600 euro verrà erogato a quelle famiglie che usufruiranno del servizio per un monte ore compreso tra le 50 e le 79 mensili per 10 mesi all’anno.

“Tali incentivi – spiega il Sindaco Nazareno Franchellucci – sono volti a favorire quelle famiglie che non possono permettersi l’asilo tradizionale e che attivando forme di cooperazione con altre famiglie possono comunque usufruire del medesimo servizio,  in maniera tale che stimolando la domanda venga anche stimolata l’offerta con la creazione di nidi domiciliari che oltre a rappresentare un opportunità per le famiglie meno abbienti sono un occasione di incremento del reddito per single e mamme che possono permettersi di ospitare a casa loro fino ad un massimo di 5 bambini da 0 a 3 anni”.

L’operatore di nidi domiciliari è una persona, appositamente formata, che accoglie nella propria casa o in un luogo appositamente attrezzato uno o più bambini per accudirli e provvedere loro, dal gioco al riposo, dall’attività didattica alla pappa, mentre i loro genitori sono al lavoro, come in un vero e proprio asilo nido.

Il nido domiciliare oltre a rispondere alle nuove esigenze delle famiglie, permette di ampliare in numero dei posti-bambino attualmente disponibili sul territorio. Un servizio flessibile e personalizzato, specialmente negli orari, in piena consonanza con le nuove esigenze dei genitori impegnati in lavori con orari non tradizionali.

Le persone che vogliono aprire un  nido domiciliare devono avere dei requisiti professionali e strutturali ma non sono sottoposte a quei vincoli e regole a cui sono soggetti i nidi tradizionali. La procedura di accreditamento è molto più snella e per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’ambito XX chiamando il numero 0734.908320.

A livello regionale sono già operativi dei corsi di formazione organizzati dalle singole Province volti alla preparazione di tutti coloro che desiderano aprire un nido domiciliare che comunque devono essere affiancati, nello svolgimento dell’attività, da un educatore professionale.

“In questo difficile momento di congiuntura economica – conclude il Sindaco Franchellucci – ritengo fondamentale la creazione di una rete di cooperazione solidale in grado di garantire servizi alle persone più svantaggiate e allo stesso tempo, per chi fornisce la prestazione, avere  la possibilità di arrotondare il proprio reddito familiare con una ulteriore entrata. Ci tengo comunque a precisare che il nido domiciliare non vuole in alcun modo mettersi in contrapposizione con le attuali strutture esistenti che sono valide e funzionali ma  si rivolgono ad un diverso target group rispetto a quello cui si rivolgono i nidi domiciliari”.

ANALISI DELIBERA DI GIUNTA N. 185 DEL 2.10.2013 – COMUNE DI PORTO SANT’ELPIDIO

Di Fratelli d’Italia, Andrea Balestrieri

PORTO SANT’ELPIDIO – Riteniamo scandaloso l’atto di indirizzo deliberato in sede di Giunta per la redazione del nuovo bando per la gestione del palazzetto e delle palestre comunali.
Oltre l’assurdità di dare in gestione beni del comune a privati a cui viene anche versato un contributo di circa 90.000 (prima 123.000) riteniamo ci siano molteplici vizi nella delibera.
E’ incomprensibile che siano escluse dalla gara le società o associazioni che non abbiamo almeno tre anni di esperienza nella gestione di impianti è un fattore discriminante che limita enormemente l’accessibilità.

Un bando ove l’offerta tecnica (parametro non confrontabile in maniera oggettiva) vale il 70% a discapito del parametro sulla migliore offerta economica che pesa solo il 30%.
Siamo difronte all’ennessima presa di posizione di una giunta che non coinvolge le commissioni e si accinge ad approvare l’ennesimo atto a discapito della città che da qui a pochi giorni verrà informata dell’innalzamento delle imposte comunali.

Andremo fino in fondo su questa situazione coinvolgeremo tutta l’opposizione per farne una battaglia comune, inviteremo anche i consiglieri Natali e Summa a commentare la questione visto che in consiglio si sono dichiarati vicini alla maggioranza, ma forse si dimenticano che nel loro programma indicavano la volontà di combattere gli sprechi e gli abusi di potere o forse la maggioranza si è dimenticata di avvisarli?

Premiati i “Comuni ricicloni”: Pedaso, Altidona, Torre San Patrizio, Porto San Giorgio

Di Marco Vesperini

FERMO – Questi i comuni del fermano premiati ieri nella sede della Provincia per aver superato la soglia del 65% di raccolta differenziata. L’ormai storico premio inventato da Legambiente ha visto vincitori quattro comuni fermani dopo la brutta performance a livello nazionale del luglio scorso.

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“Reginetta” del quartetto Pedaso con il 71,03 segue Altidona con il 65,80 Torre San Patrizio con il 65,73 e Porto San Giorgio con il 65,23. Non raggiunge la percentuale di poco Porto Sant’Elpidio che fu il primo tra i Comuni marchigiani ad attivare la differenziata porta a porta. I Comuni che non raggiungono la soglia obbligatoria del 65% di differenziato, prevista per legge, incapperanno in un’addizionale del 20% per lo smaltimento del non-riciclabile.

“Vorrei ricordare, in questi giorni difficili penso a quello che è successo a Lampedusa, che nei centri di riciclaggio provinciale c’è una grande percentuale di immigrati. Un pensiero va a P.s.e. perché è stato il primo comune delle marche abbastanza grande ad avviare la raccolta differenziata. Marche regione che ricicla di più nel centro e centro-sud. 41 comuni su 59 con la raccolta oltre il 65 %, 4 sono della provincia”. Afferma il Presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti, ricordando anche il tragico evento di questa settimana. “Con il 56 % media regionale, 74 i comuni che hanno superato il 65% della media regionale, contro il 60 % del 2011, più che raddoppiato il dato del 2008 – afferma l’Assessore regionale Maura Malaspina – bisognerà lavorare anche nel fermano per raggiungere una maggiore percentuale. I 4 comuni che hanno avranno una tariffa in discarica minore rispetto gli altri”.

Infatti se vi sono questi comuni virtuosi, che oltre alla raccolta porta a porta spinta, si portano avanti con la creazione di centri del riuso (Porto Sant’Elpidio è stato il primo a dotarsene, ma stanno seguendo anche Pedaso e Altidona con un progetto comune), ve ne sono altri con percentuali irrisorie (10%) come Montegiorgio, Ponzano di Fermo, Monterubbiano, Monterinaldo e Monsampietro Morico. I quali abbassano la media provinciale al 42,75%. “Quando si parte dalla differenziata urbana non tutti i rifiuti vengono riciclati allo stesso modo, quelli artigianali o delle fabbriche non sono sommati a quelli delle abitazioni – afferma Luigino Quarchioni di Legambiente – L’Europa ci ha chiesto di fare un piano per la prevenzione dei rifiuti entro fine 2013, che il governo neanche la bozza ha fatto, si dovrà fare ancora molto in questo senso. Poi il passaggio tassa- tariffa. Nei comuni dove questo avviene è migliorata la qualità della raccolta differenziata perché la gente produce meno grigio e paga meno bolletta, e aumenta anche la quantità degli altri rifiuti riciclabili”.

Fonte immagine: www.legambiente.it

[Post.X] I cento passi a Pse

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di Sergio Marinelli
Oggi, mentre mi accingevo a uscire di casa, per la mia solita camminata quotidiana, m’è balenata una domanda. Anzi tre. Mi son chiesto: “Se’, ma tu sai contare?” “Sì” “E camminare?” “Sì, certo” “E camminare e contare insieme?” “Sì, dai fino a qua c’arrivo”, e mi son dato da fare. Ed ecco che già nei miei primi cento passi lo vedo. E allora non mollo, vado avanti per altri cento passi. Ed eccolo di nuovo. No, non è Tano Badalamenti a palesarsi di fronte a me, no, un altro nome affiora dai miei cento passi: Bedetta. Quel cognome affisso in ogni angolo del paese, sembra proprio un marchio fluorescente di un boss che marchia il territorio. La mia camminata frazionata in passi da cento lo rileva.
Ma per un momento torno sulla terra e più precisamente a PSE, e tiro un sospiro di sollievo: qua la mafia non c’è. E Bedetta è solamente l’agenzia immobiliare più famosa, che vende case e affitta. Non abbiamo pilastri sorretti da carne e cemento, nessuno getta via rifiuti tossici per trarne profitto.
E per qualche istante son fiero d’essere elpidiense.
Poi, un centinaio di passi più in là, vedo una serie di residenze dove, l’ultima di queste, lambisce la spiaggia.
Altri cento passi e trovo un sacco grigio laddove c’era un’isola ecologica. E’ logoro e dentro vi scorgo taniche di colle industriali semivuote.
Cazzo, vorrei poter gridare tutto il mio sdegno e inveire e satireggiare contro un Tanoseduto della minchia qualunque!
Ma qui non siamo mica a Cinisi, questa è PSE, e la mafia non c’è, non c’è, non c’è cazzo! No, ma una certa omertà si sta già crogiolando tra di noi.
Faccio altri cento passi e sono di nuovo a casa.

Ad esser troppo buoni…

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – L’altro giorno mi è capitato di assistere ad una piccola discussione mentre ero passato a salutare un amico a lavoro, in cui un uomo parlava animatamente sul ciglio della strada. Continuando a discutere attraversa la carreggiata e si dirige verso la mia direzione, ma l’interlocutore a cui si sta rivolgendo non sono io: ma il padre del mio amico, appena sceso dall’auto. Incuriositi ci avviciniamo e sento questa persona lamentarsi per qualcosa riguardante un’associazione di volontariato.
Il nocciolo della questione era futile.
Si lamentava del fatto che il furgone dell’associazione sostava costantemente almeno due ore al mattino e due al pomeriggio nei pressi del bar scommesse di Via Belgio. L’uomo sosteneva che fosse parcheggiato li perché il conducente andava a scommettere, mettendo in risalto la pessima figura che stava facendo fare all’associazione e che se aveva i soldi per scommettere, non era così bisognoso ecc.
Il conducente del furgone, ce ne siamo accertati, è un utente dell’associazione di volontariato. Uno dei tanti che vengono aiutati perché vertono in situazioni di difficoltà. Quindi abbiamo verificato se questo comportamento fosse solo un caso isolato o se si verificasse costantemente.

Fonte: archivio POST IT PSE

Foto: archivio POST IT PSE

Dal modo in cui l’uomo si lamentava col padre del mio amico si capiva che la sua era soltanto una preoccupazione superficiale.

Sono sicuro che a questa persona non importava realmente della figura che stesse facendo l’associazione, avrà avuto i suoi astiosi motivi, temo persino rivalità calcistiche, e questo l’ho capito perché proponeva come soluzione che parcheggiasse il furgone lontano dal Bar e lo raggiungesse a piedi per non dare nell’occhio. Invece di chiedere se questa persona venisse concretamente aiutata e invece evidentemente non lo era; e nemmeno che il furgone in questione, usato con tali finalità, potesse essere più utile altrove.

Vero è che la gente dovrebbe pensare ai propri problemi ma inevitabilmente mi sono chiesto: questa associazione non vive di donazioni?
Credo basti questa domanda per far desistere lo scommettitore. Non pensate possa essere deleterio per la beneficenza? Non mi fiderei di entrare in un fight club dove tutti parlano del fight club.

Pare che questo utente sia in difficoltà da diverso tempo ormai. Ma se anche fosse finito in difficoltà da poco, non sarebbe grave se proprio l’associazione che gli ha teso una mano fosse la stessa che perpetra la sua problematica, fornendo anche un mezzo di sua proprietà per alimentare un problema che dovrebbe cercare di risolvere o comunque cercare di fargli evitare qualla ‘strada’?

Non solo ciò arrecherebbe danno all’utente, o agli utenti (sarà il solo?), ma usando soldi derivanti da donazioni di privati o pubblici, potrebbe insinuarsi il rischio che tali associazioni, le quali dovrebbero aiutare i bisognosi, li sostengano in modo errato per far si che abbiano bisogno di loro, delle donazioni e della gestione che ne deriva. È già capitato purtroppo a livello nazionale ed internazionale. Con conseguenze anche peggiori della mera gestione delle donazioni. Un’associazione benefica non dovrebbe istillare dubbio alcuno sulla sua efficacia o gestione con possibili casi di negligenza.

Dico questo perché, un associazione di volontariato attiva e che fa concretamente del bene indistintamente a tutti, come appunto “Il Samaritano” che offre tantissimi tipi di aiuto, può permettersi la pecca di non prestare un supporto psicologico ai suoi utenti?
Secondo me sarebbe un ottimo investimento, che permetterebbe non ad 1 ma a 30 utenti con problemi di alcool, droga o gioco, di venire supportati rimettendoli davvero in ‘carreggiata’ per poi non dipendere più dall’associazione, invece che creare un bacino di utenza che inevitabilmente andrà ad aumentare.

“Non credo che 50 mila euro all’anno in meno ai dirigenti risolvano i problemi della città”

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Questo quanto affermato dalla consigliera Barbara Mecozzi (PD) in merito alla mozione del Movimento 5 Stelle sulla riduzione dell’indennità di posizione dei dirigenti comunali, bocciata dalla maggioranza nel primo Consiglio comunale utile svoltosi nella giornata di ieri. In tempi di crisi feroce, facente parte di un’Amministrazione che combatte ogni giorno per trovare i fondi necessari anche alla manutenzione ordinaria, come il sindaco Franchellucci ha più volte ricordato, Barbara Mecozzi “Non crede”. Ma torniamo indietro, contestualizzando tali forti affermazioni di un consigliere facente parte di una compagine politica che si dichiara di sinistra.

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L’assise cittadina in seduta di Consiglio

La mozione in questione, uno dei tanti punti all’ordine del giorno, è quella su cui maggiormente si è acceso il dibattito. Il suo relatore chiedeva che l’indennità di posizione, facente parte della remunerazione annua dei dirigenti del Comune (4 in totale, contando anche quella percepita dal segretario comunale, tutte intorno ai 22 mila euro) venisse portata al minimo consentito dalla legge: 11 mila euro. Senza andare né ad intaccare lo stipendio percepito (intorno ai 5-6 mila euro per i tre dirigenti di funzione), come da contratto nazionale, né l’indennità di risultato, un importo minore rispetto quella di posizione. E che il risparmio di queste risorse, che sommate si aggirano intorno ai 50 mila euro annui, 250 mila per l’intera legislatura, andasse indirizzato verso il comparto sociale, come ipotesi, lasciando discrezione alla Giunta in merito.

L’alzata di scudi levatasi dai banchi della maggioranza non si vedeva dai tempi delle Termopili. “Abbassare l’indennità di posizione non potrebbe essere così conveniente, soprattutto oggi che il mercato dei dirigenti è così concorrenziale, e questo avviene anche nel nostro Comune – afferma Daniele Stacchietti (PD) – anche se la proposta di darlo al sociale mi tocca da vicino. Bisogna fare economie altrove come stiamo facendo con le istallazioni del solare-termico negli edifici pubblici”. E citando la fuga dei cervelli la rapporta ad una possibile fuga dei dirigenti comunali, in cerca di lidi migliori. Anche Simone Malavolta (Popolari per Porto Sant’Elpidio) è del parere che “non è così vantaggioso abbassare il valore professionale dei dirigenti”. Sia Barbara Mecozzi che lo stesso primo cittadino, ricordano che “ll nostro è un Comune virtuoso rispetto le indennità e il numero di dirigenti dei nostri vicini – e continua Nazareno Franchellucci – oggi chi conosce la pubblica amministrazione sa quanto sia fondamentale il lavoro di un dirigente che in questi ultimi anni ha molte più responsabilità rispetto al passato, e che in certi casi la firma di uno di essi può contare più di quella di un assessore. Anche loro in questi anni si sono guardati intorno, con situazioni come Fermo che ne ha all’attivo 9 i quali percepiscono complessivamente intorno alle 250 mila euro di indennità di posizione, o Porto San Giorgio, con un numero minore di abitanti, e con 5 dirigenti e circa 90 mila euro complessivi di indennità di posizione percepita”.

Inutili le ragioni portate dai banchi dell’opposizione. “Dubito che se venisse fatto un bando per posti vacanti lasciati da qualche dirigente che giustamente volesse cambiare Comune, questo andrebbe deserto, ci sarebbe la fila – afferma Roberto Cerquozzi (M5Stelle) – parliamo di compensi da 70 – 80 mila euro annui. Nessuno va a toccare né gli stipendi base, né quelli di risultato. E il Comune avrebbe 53 mila euro annui in più a bilancio”. Mentre Massimo Spina ripete come un mantra che “nessuno mette in dubbio la professionalità dei nostri dirigenti che sono sicuro siano bravissimi, ma questo è un atto di civiltà oltre che di solidarietà in un momento in cui a tutti vengono chiesti dei sacrifici”. Mentre per Enzo Farina “premettendo che penso che i nostri dirigenti siano bravissimi, se fosse necessario non sarei così negativo sul fatto di trovare altri dirigenti anche giovani. I tagli sono giusti, al di là della competenza”. Prende la parola anche Elio Natali (Patti Chiari) e in un concitato e caloroso intervento afferma: «Oggi abbiamo perso la nostra identità, lo dico chiaramente. Io sono orgoglioso di considerarmi di sinistra. Ma dove siamo finiti se si dice c’è il mercato dei dirigenti?! Il risparmio bisogna farlo anche qui. Un’orlatrice guadagna 11 mila euro annui, perché facciamo politica allora? Se c’è bisogno di fare i sacrifici bisogna farli tutti quanti».

La votazione si è conclusa con 9 voti contrari (maggioranza), 5 favorevoli (opposizione) e 2 astenuti (Patti Chiari). Un professionista se sente il bisogno di spostarsi e cercare situazioni lavorative migliori ha il diritto di farlo, ma è compito dell’Amministrazione sostituirlo nel migliore dei modi, facendo anche uno sforzo in questo senso. E poi con quale certezza si può pensare che il legame che hanno questi professionisti con la comunità sia così poco solido da non poter fare a meno di 900 euro al mese in un periodo di difficoltà? 50 mila euro non risolveranno i problemi della città, la consigliera Mecozzi ha ragione, ma qualche aiuto lo possono dare. I contribuenti potrebbero avvicinarsi alla sua linea di pensiero; quando arriveranno nelle loro case le sollecitazioni di pagamento di Imu e T.A.R.E.S potrebbero andare negli uffici comunali dicendo: «Non credo che queste poche centinai di euro all’anno risolverebbero le problematiche di Porto Sant’Elpidio».

Fonte immagine: https://www.facebook.com/photo.phpfbid=370198343110868&set=a.370198573110845.1073741829.141141572683214&type=1&theater