Giochi senza scogliere

La Regione Marche ci odia, è palese.

Certo alle orecchie di Spacca&co. la richiesta di 18 milioni di euro per salvare Porto Sant’Elpidio deve aver suonato come la richiesta di un kamikaze di essere messo in cima alla lista per il trapianto, ma ciò non giustifica le menzogne perpetrate a noi elpidiensi.

E non solo. Ribadisce l’astio verso la nostra città scartandoci chirurgicamente da ogni intervento, rispondendo in sostanza che i tratti di spiaggia maggiormente colpiti dalla furia delle mareggiate interessano solo spiaggia libera e concessioni a privati, e quindi non prioritario dal punto di vista degli interventi, a differenza invece dei tratti di spiaggia dell’anconetano ad esempio dove il mare sta mettendo in serio pericolo il traffico ferroviaro.

In parole povere, per la Regione, P.S.Elpidio non avrebbe passaggi ferroviari minacciati dall’acqua e quindi può aspettare. Si sbagliano!

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Fonte foto: Corriere Adriatico (Capito informazione.tv?)

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Fonte foto: Resto del Carlino (Capito informazione.tv?)

Riconfermato l'appalto per la gestione della piscina comunale

Ora speriamo che queste foto vengano allegate al dossier.

Intanto Franchellucci e la Pasquali non stanno a guardare, hanno fatto rinforzare i punti critici della costa disponendo specifici cubi di cemento per alimenti.

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E continuano a lanciare messaggi indirizzati alla regione sulle maggiori testate locali.

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Anche se quest’ultimo è un bluff. Come facciamo a sapere che è così?

Ma perché, pensate davvero che se a concedere i fondi della Regione spettasse al Sindaco di P.S.Elpidio li avrebbe affidati all’amministrazione di P.S.Elpidio?

Ecco una proiezione di come potrebbe apparire il nostro litorale ad agosto 2016 se la Regione Marche continuasse ad ignorare la situazione lasciandoci in balia dell’amministrazione.10685527_10205400127952545_1830327868721393290_n

 

Ovviamente, la speranza condivisa all’unanimità dalla popolazione, forse anche la più logica, è che il nostro Paolo Petrini possa vincere in regione per poi convogliare tutti i soldi nel nostro comune trasformandoci in una nuova Acapulco e che tutti gli altri comuni, democraticamente, selapijessedanterculo.

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Ma se ciò non dovesse accadere? se questa propaganda politica inversa dovesse fallire?

Post-X, da sempre al fianco dei cittadini elpidiensi, si è spinta oltre i confini delle rotonde, non si ferma ad osservare e raccontare ma propone sempre soluzioni alternative e a costo zero che speriamo vengano accolte.

Ecco come possiamo risolvere il problema delle scogliere: facciamole sponsorizzare ai privati.10914739_10205226244908174_5884872345316665014_o

Vendiamo uno spazio pubblicitario ad esempio a 3000 euro al metro di scogliera alle aziende a cui verranno aggiunti i costi di verniciatura del logo sullo scoglio, per 7 kilometri di scogliera otterremmo 21 milioni di euro. Le grandi aziende non potrebbero resistere ad una proposta simile, il monte Rushmore delle sponsorizzazioni, un ritorno di immagine mai visto prima e ad un costo bassissimo! Per non parlare del rilancio turistico al nostro paese grazie ad una scogliera originale e coloratissima. Cosa stiamo aspettando?

 

 

Vittorio L.

Foto: Alessio C. e Marco B.

La VERA storia di San Crispino

Il 25 di Ottobre si festeggia San Crispino, patrono di Porto Sant’Elpidio, santo protettore dei calzolai. In pochi pero’ conoscono la storia del santo:

Secondo il ‘Martirologio Romano’ vengono collocati a Soissons nella Gallia belgica, ora Francia, santi Crispino e Crispiniano martiri. 1525140_10204557936778292_4053046593555438638_n

Crispino e Crispiniano erano due fratelli di origine romana appartenenti ad una famiglia aristocratica che, ad un certo punto della loro vita si convertirono al cristianesimo e si dedicarono al Signore diffondendo il Vangelo. Secondo la tradizione, di giorno predicavano e pregavano Gesù Cristo, mentre di notte lavoravano come calzolai.

La leggenda vuole che quando ormai l’impero romano stava crollando ed i contadini fuggivano all’incalzare delle orde di Attila, San Crispino e San Crispiniano una notte di Natale, tremanti di freddo, bussarono alla porta di una misera casupola di Crespy en Valois. Comparve una donna in lacrime. Con voce rotta dai singhiozzi, narrò che pochi giorni prima, suo marito era stato ucciso dai Vandali. Ora le rimaneva solo un bambino di due anni che piangeva in una culla. I due Santi, commossi, andarono ad abbattere un albero nel bosco vicino e intagliarono due rozzi sandaletti che posarono davanti al focolare spento. Poi si inginocchiarono in preghiera. Ed ecco che miracolosamente i trucioli che avevano gettato nel camino si misero a danzare e a brillare.
Non erano più trucioli di legno, ma pepite d’oro.

E così Crispino e Crispiniano furono proclamati patroni dei calzolai.

Ovviamente stiamo parlando di una leggenda come tante altre che aleggiarono sui santi dell’epoca per tutti i mestieri e le arti.

In realtà, secondo più approfondite ricerche storiche, Crispino e suo fratello Crispiniano erano gli unici due calzolai che non bestemmiavano ogni 5 parole pronunciate e per questo vennero canonizzati di diritto senza bisogno di ulteriori miracoli e non solo, furono uccisi giovanissimi e non fecero in tempo nemmeno a litigare e a fondare 2 nuove fabbriche con marchi simili come richiama la tradizione calzaturiera.

Molti i quadri che raffigurano il martirio dei 2 santi cacciabollettati a morte per ordine dell’imperatore Massimiano.75150A

Nonostante la fantasiosa leggenda, sono molti gli elementi che fanno pensare che i 2 santi siano realmente esistiti: i famosi zoccoli (conclamato simbolo natalizio francese) tramutati in pepite d’oro (Reliquia conservata nella collezione privata della famiglia Della Valle a Casette D’Ete) sarebbero in realtà eleganti scarpe decolletè con strass, Tacco 13cm, Plateau 4cm, Colore Oro. Ma non solo.

Lo stesso modello di evangelizzazione dei due santi trova riscontro nelle abitudini che si sono tramandate fino ai giorni nostri, adattandosi ai ritmi di vita moderni, infatti di notte molte fabbriche lavorano, tradizione rispettata soprattutto dagli orientali, mentre durante il giorno i calzolai non smettono mai di nominare Gesù Cristo.

L’etimologia del nome Crispino = dai capelli ricci, dal latino mentre Crispiniano = dai capelli ricci meshati.

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Forse il giorno di San Crispino è meglio conosciuto per essere citato da Shakespeare nell’Enrico V (1599), dallo stesso re nel discorso ai suoi uomini durante l’assemblea dell’Associazione San Crispino Eventi https://www.youtube.com/watch?v=BuZjHSsNbqw

Tra gli emblemi con cui vengono raffigurati oltre alle scarpe anche il simbolo della palma.

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E’ evidente che a Porto Sant’ Elpidio abbiamo bisogno di festeggiare anche Crispiniano, San Crispino da solo non basta.

Vittorio Lattanzi

“Nel mondo contemporaneo la devozione nei confronti di que­sti due santi appare alquanto ri­dimensionata e rimane più un in­teresse storico che religioso tenendo conto del fatto che co­munque sono raffigurati su di­verse opere di cui alcune, come quella appena ricordata, collo­cate ancora in edifici sacri. In realtà quanto avviene nel caso di questi due santi si verifica a pro­posito di quasi tutti gli altri santi patroni dei mestieri. Le ragioni non sono tanto di ti­po religioso quanto storiche nel senso che le associazioni di arti e mestieri nel corso dei secoli (tranne in qualche raro caso) han­no perduto la loro funzione e la loro ragione d’essere e sicura­mente non sono più una forza ag­gregante di primo piano come av­veniva nel Medioevo ed ancora in età moderna. Venendo meno l’as­sociazione che promuoveva il cul­to del proprio patrono la devo­zione poteva al limite assumere forme strettamente private per­dendo le valenze pubbliche.”  Prof. Laura Borello

[Post.X] LA MEGLIO BALNEAZIONE

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“Sversamenti di liquami in mare derivanti da fossa settica”. E’ questa la pesante denuncia del M5S. Dalle prime analisi pare infatti che le sostanze rovesciate in mare sarebbero compatibili con la loro figura alle ultime europee.
La segnalazione è partita da alcuni bagnanti che avevano notato che l’acqua era così sporca che gli stronzi, una volta giunti a riva, correvano subito a farsi la doccia.
Comunque l’Arpam e la Guardia Costiera rassicurano: “Nessun inquinamento è stato rilevato, ma al fine di tutelare la balneazione e la salute pubblica verranno effettuate nuove analisi delle feci“.

Finalmente è entrata in funzione la nuova illuminazione del lungomare centro, un impianto elegante e funzionale che ha ottenuto elogi anche dall’opposizione tanto che nella redazione de ‘Laprovinciadifermo’ erano così eccitati che hanno provato a caricare l’articolo su youporn.
Ora la luce è così forte che si è già formato il comitato anti-illuminazione.

Nell’ultimo consiglio comunale si sono concretizzate le dimissioni del consigliere Putzu, al suo posto l’esplosivo Antonesio Diomedi.
Le dimissioni di Andrea hanno destato incredulità tra i suoi sostenitori e lo hanno manifestato sui social con moltissimi di attestati di stima.
Eppure le accuse che pendevano su Putzu non erano gravi, forse per questo si è dimesso.

Brutte notizie per i dipendenti dell’ Auchan, lavoreranno anche a Ferragosto. Tra le motivazioni, che i diretti concorrenti rimarranno aperti e che, come negli altri centri commerciali, i lavoratori ormai non contano più un cazzo.

 

V. L.

 

 

 

 

 

[PostX] Pse città dell’estate, ecco il calendario ricco di eventi

Di R. Vit.

PORTO SANT’ELPIDIO – “I turisti ci chiedevano un volantino esplicativo delle attività, una guida, e così ci siamo adoperati anche perché gli eventi di questa estate continuano con grande dinamicità.” Esordisce così l’assessore al turismo Milena Sebastiani, nel presentare gli eventi clou dell’estate elpidiense. Ed eccoli qua, in un continuum tra tradizione ed innovazione, gli appuntamenti che ci aspettano da qui a settembre.

Venerdì 20 luglio ci sarà la prima edizione della “Contesa delle Maddalene”, con il patrocinio del comune autonomo di Lido tre Archi ed il finanziamento della Banca del Seme di Ascoli Piceno. I giochi inizieranno dalle 22:00 e si protrarranno fino a notte fonda, forze dell’ordine permettendo.

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Dopo tanti anni di attesa torna il “Palio del Mare”, finalmente un evento degno del quartiere che conta così di risollevare le sorti degli esercizi commerciali. Domenica 28 Luglio dalle ore 16:30 sfileranno i carri allegorici, in Piazza Garibaldi. Tante le novità, come la nascita di ben cinque nuovi rioni: Tracine, Sgombri, Calamari, Murene e Meduse.

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Dall’1 al 4 agosto, nella splendida cornice di villa Baruchello si svolgerà il famoso festival musicale “Gods of Metal”. Come di consueto si esibiranno i migliori gruppi metal del panorama internazionale in una quattro giorni con 5 palchi e 84 band. Stand gastronomici organizzati dalla Pro Loco. “È un onore per noi portare un evento di risonanza internazionale nella nostra città- ha commentato l’assessore Sebastiani, che continua – dopo il grande successo dell’anno scorso del Sun Burn Party, abbiamo capito che villa Baruchello è il luogo ideale per accogliere eventi di musica con la partecipazione massiva degli amanti del genere.”

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Preparate la pancia perché venerdì 17 e sabato 18 agosto si terrà la “prima sagra del cinghiale di mare”. Una due giorni di alta cucina in riva al mare, con scenografie che richiamano la bestia marina. I colori principali saranno il marrone cattedrale ed il rosso pirite. Nella cornice dell’evento si svolgerà il primo campionato del mondo di pesca al cinghiale da riva. Ospite speciale e testimonial dell’evento Angelo “Cinghialone” Peruzzi, che si esibirà in alcune parate e nella sua consueta sostituzione per problemi muscolari.

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E per concludere in bellezza l’estate un appuntamento sportivo che da anni attira giovani da tutta Italia, il 20 settembre si terrà il decimo memorial Enzo Farina, il mitico consigliere di Forza Italia perduto nei meandri della politica locale. Il torneo di calcetto si svolgerà nei pressi dell’ex stadio “Orfeo Serafini”, ed il ricavato sarà devoluto per l’acquisto di un defibrillatore per far ripartire l’opposizione. “È quello che avrebbe voluto il grande Enzo – commenta la Sebastiani – ed anche se potrebbe essere un autogol per l’amministrazione, vogliamo che l’opposizione si svegli un po’, se no in consiglio mi addormento.”

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Un ringraziamento speciale ai grafici del comune, Alessio Cimadamore e Marco Bastiani.

[Post.X] Chiamiamo l’esercito per seppellire Priebke

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Di Vittorio Lattanzi

PORTO SANT’ELPIDIO – Fa discutere la clamorosa dichiarazione del consigliere Putzu: “Seppelliamo Priebke a Porto Sant’Elpidio, è un onore per la nostra città ospitare la salma di un così grande calciatore”
Ora la sua bacheca è piena di commenti e persino i suoi elettori erano increduli: “Ma davvero ha pronunciato bene Priebke?

Anche se questa boutade sembra più un bengala sparato in cielo da un’imbarcazione in difficoltà, Putzu ci ha abituato a questo tipo di provocazioni, e continuerà a farlo, almeno finché non trova un altro modo per farselo venire duro.

Infatti poco dopo aggiusta il tiro:“Intendevo dire che il funerale di Priebke ci distrae da cose più importanti come l’occupazione, gli italiani in crisi, i politici e dirigenti che guadagnano soldi fregandosene del nostro Paese”.
Per questo dovevamo sparargli settant’anni fa.

Poi ha invitato Perticarini a rimettere a posto la pala.

Priebke ha stranamente una buona presa tra i giovani di destra, probabilmente perché ha ammazzato centinaia di italiani proprio nel modo in cui lo avrebbero fatto i fascisti.

Intanto Don Dario si dice pronto a celebrare la funzione confidando di raccogliere molte più offerte grazie ai lanci di monetine durante gli scontri tra fazioni opposte.

Comunque mi piace l’idea di Putzu, anch’io vorrei che venisse sepolto a Porto Sant’Elpidio, non vorrei fare tanti chilometri per pisciarci sopra.

Il progetto di Piazza Garibaldi dell'ex vicesindaco Scotucci

Il progetto di Piazza Garibaldi dell’ex vicesindaco Scotucci

Il M5Stelle invece si interroga sulla questione e proprio il pacatissimo Cerquozzi pone diversi quesiti all’amministrazione: Riuscirà P.S.Elpidio a gestire il flusso turistico che questa sepoltura comporterà? avete in mente quanti pullman di ultras della Lazio e del Verona transiteranno da queste parti? la finiamo di fare a cappellate con i passeri? i costi per la sorveglianza?
c’è un nesso tra l’aumento dei crisantemi e questa frase di Putzu? non venite a dirmi che è solo perché si avvicina il giorno dei morti…
è la potente lobby de Piripò e degli altri fiorai che muove i fili? Allora nutriamo gli asini con le pastarelle?
c’era il bisogno di stoccare altro gas a Porto Sant’Elpidio, per giunta tedesco? buttate i fichi e mangiate le scorze?
per voi è possibile che il bue dica cornuto all’asino? fatemi capire, Gruppì prese le botte e poi andò in prigione?
chi ha approvato la legge de lu Facià?

Dedicato all’amico e compagno Luca Piermartiri

Speciali ringraziamenti a Lorenzo Cisbani ed Andrea Michielotto

[Post.X] Il punteruolo rosso

di Vittorio Lattanzi

Monta la protesta degli studenti della sede distaccata dell’alberghiero “G. Ramsey” di Porto Sant’Elpidio contro la “Classe Pollaio” di 33 elementi in cui sono costretti a studiare. I primi a segnalare il problema sono stati i genitori di uno degli studenti, che avevano chiesto al proprio figlio: “chi è il tuo compagno di classe?”
E lui aveva risposto: “Quale? Quello sopra o quello sotto?”
L’enorme classe inoltre protesta per la mancata possibilità per i futuri cuochi di usufruire di un laboratorio di cucina. Ma come?! Un alberghiero senza cucina? Sarebbe come dare il brevetto da sub ad uno che non si è mai bagnato la testa.

Come tutti i progetti presentati per piazza Garibaldi, anche quello del punteruolo rosso per abbellire la palma nel giardino della piazza è entrato in contrasto con l’amministrazione. Come l’ex vicesindaco, l’insetto aveva presentato un progetto praticamente senza costi per il comune, che però entrava in conflitto con la futura costruzione dell’edificio previsto nel sedime dell’ex municipio. Proprio per questo al punteruolo rosso sono state revocate le deleghe prima di essere sterminato con tutta la sua famiglia, mentre gli altri punteruoli rossi sono passati sulla palma opposta, continuando però a sostenere il progetto del loro compagno, a differenza di “Patti chiari”.

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Periodo intenso anche per il sindaco Franchellucci: prima si è lamentato dei ritardi dell’ufficio postale dopo aver fatto due ore di fila, e poi ha redarguito le Poste per i continui ritardi nella consegna della corrispondenza. Successivamente l’arcano è stato svelato: il postino era Godot.
Come se non bastasse ha dovuto rispondere alle domande dei giornalisti che chiedevano se fosse vero che un investitore israeliano sia interessato all’acquisto del muro del pianto elpidiense: l’ex Fim. Franchellucci ha commentato: “nessuno mi ha messo al corrente di alcuna trattativa, lo giuro sulla Torah”.

Lavori in corso lungo la statale

Lavori in corso lungo la statale

Per concludere, ci sono stati nuovi sviluppi sul caso dell’agguato con spranghe e molotov in via Mameli. Il rumeno sospettato ha un alibi di ferro per quella sera: “Impossibile, io a quell’ora stavo sprangando un altro pappone rumeno”.

Shalom.

[Post.X] I cento passi a Pse

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di Sergio Marinelli
Oggi, mentre mi accingevo a uscire di casa, per la mia solita camminata quotidiana, m’è balenata una domanda. Anzi tre. Mi son chiesto: “Se’, ma tu sai contare?” “Sì” “E camminare?” “Sì, certo” “E camminare e contare insieme?” “Sì, dai fino a qua c’arrivo”, e mi son dato da fare. Ed ecco che già nei miei primi cento passi lo vedo. E allora non mollo, vado avanti per altri cento passi. Ed eccolo di nuovo. No, non è Tano Badalamenti a palesarsi di fronte a me, no, un altro nome affiora dai miei cento passi: Bedetta. Quel cognome affisso in ogni angolo del paese, sembra proprio un marchio fluorescente di un boss che marchia il territorio. La mia camminata frazionata in passi da cento lo rileva.
Ma per un momento torno sulla terra e più precisamente a PSE, e tiro un sospiro di sollievo: qua la mafia non c’è. E Bedetta è solamente l’agenzia immobiliare più famosa, che vende case e affitta. Non abbiamo pilastri sorretti da carne e cemento, nessuno getta via rifiuti tossici per trarne profitto.
E per qualche istante son fiero d’essere elpidiense.
Poi, un centinaio di passi più in là, vedo una serie di residenze dove, l’ultima di queste, lambisce la spiaggia.
Altri cento passi e trovo un sacco grigio laddove c’era un’isola ecologica. E’ logoro e dentro vi scorgo taniche di colle industriali semivuote.
Cazzo, vorrei poter gridare tutto il mio sdegno e inveire e satireggiare contro un Tanoseduto della minchia qualunque!
Ma qui non siamo mica a Cinisi, questa è PSE, e la mafia non c’è, non c’è, non c’è cazzo! No, ma una certa omertà si sta già crogiolando tra di noi.
Faccio altri cento passi e sono di nuovo a casa.

[Post.X] Putzu, c’è posta per te

Ormai tutti conosciamo la generosità di Andrea Putzu, l’abbiamo apprezzata in questa campagna dove ha lavorato benissimo e tantissimo. Ma purtroppo, in tutto questo trambusto elettorale Andrea si è dimenticato di qualcuno.

In esclusiva per Post-it la lettera del piccolo Abebe, il bambino adottato a distanza da Putzu

Caro Vabbo a distanza
So che a te non piace farlo sapere in giro che ti prendi cura di me, come hai scritto anche sul tuo sito, ma un soldato dell’Onu, che pattugliava il pozzo a 6km da casa dove prendo quotidianamente l’acqua, mi ha fatto usare il suo cellulare in cambio di informazioni sull’attuale posizione delle milizie ribelli, cosi’ ho provato a cercarti su facebook, ma non sapendo scrivere bene il tuo cognome ho scritto a Post-it nella speranza che tu potessi leggermi.

E’ un po’ di tempo che non riesco a contattarti, sono molto preoccupato per te. Purtroppo nel villaggio c’e’ un solo telefono. Io tutti i giorni faccio 2 ore di fila sotto il sole per sapere come stai, ma poi quando faccio il tuo numero è sempre occupato.
è rotto per caso?
Ho anche provato a scriverti una cartolina ma come risposta mi è arrivato il programma dell’Alternativa, certo, avrei preferito tue notizie, ma comunque ora sono l’unico della tribù che puo’ permettersi un poster in camera.

Approposito Vabbo ho visto che vuoi chiamare l’esercito, ma sai che li ribelli m’ha insegnato a usà li fucili d’assalto?
Un AK47 lu monto e lu smonto co 40 secondi, ce penso io a le meretrici vabbo. Che poi, se mi volessi stabilire li, per le case popolari posso partecipare alla graduatoria d’assegnazione con gli italiani?

Volevo ringraziarti anche per le 2 maglie della Juventus che mi hai spedito: con quella di Dino Baggio ce so fatto la cresima, lo so, con la panza gonfia che me ritrovo e la maglia originale sembravo Ricky de Tuccio! Invece con l’altra abbiamo battezzato il mio fratellino, il piccolo Dosso, (figlio di mamma e di un gruppo di soldati) solo che pareva Orko de li Masters con quella de Tacchinardi.

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Scusa per il mio italiano ma Suor Maria, la maestra, è un po’ rincojonita, c’ha l’alzheimer e ci fa la stessa lezione da piu’ di 2 mesi ormai, pero’ ogni tanto rraccapezza e mi ha spiegato che sei una persona importante e che ti sei candidato per diventare il capotribù del tuo villaggio ma che purtroppo hai perso, cosi’ me so impaurito, ma poi mi sono ricordato che voi siete una grande democrazia e mi sono tranquillizzato, perchè qua chi perde le elezioni o lascia il paese o gli tagliano la testa.

Ora vabbo ti saluto che tra poco inizia il coprifuoco, ma sappi che capisco che le tue intenzioni sono buone quando dici P.S.Elpidio prima di tutto, perche’  tanto lo so che nel tuo cuore vengo prima io.

forza Vabbo, forza Juve e forza Amref!

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Vittorio Lattanzi

Pasta e santini, le ricette di [Post.X]

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SPAGHETTI AI 5 SANTINI
250 grammi di spaghetti
1/4 di cipolla
1/2 carota
1/2 costa di sedano
15gr di Santini freschi
4 pomodori pelati
aglio
sale
pepe
noce moscata
olio extravergine di oliva

Gustosi leggeri e di stagione, ricchi di fibre e omega3, i santini, colonna portante della cucina mediterranea offrono una pratica alternativa alla carne o al pesce.
Se usate santini freschi raccolti a terra ricordate di lavarli bene, per assicurarsi di eliminare ogni impurità, possono essere tenuti a bagno con il Solvay per almeno 2 ore. Da evitare se possibile i santini del M5S, difficili da reperire e poco digeribili, specialmente se congelati.
Ancora piu’ pratiche e convenienti le confezioni di santini sott’olio Franchellucci, disponibili in tutti i supermercati della zona.
*i santini nella foto sono stati estratti a sorte dalla cassetta delle lettere

Vittorio Lattanzi

[Post.X] Porto Sant’Elpidio è il paese che amo?

Continuo a interrogarmi su come sia veramente il mio paese. Mi chiedo se amo veramente questo posto dove sono nato e cresciuto. Sì, dai, nonostante tutto lo amo. E allora ho un’idea, voglio vedere se c’è qualcuno che, passando da queste parti, ha avuto un sussulto d’amore per Porto Sant’Elpidio.

Vado su Tripadvisor a guardare le recensioni. E leggo: “Passeggiare senza pensieri” “Bella passeggiata” “Ottimo per passeggiare, pedalare, pattinare” “Il lungomare sud e quello nord offrono una passeggiata davvero rilassante” “Lunghe passeggiate, a piedi o in bicicletta” “La mattina presto ottimo per fare jogging”
Cazzo, più che un paese, un tapis roulant.
Cosa ci manca, su via, in questi giorni in cui infervora la campagna elettorale per il nostro nuovo primo cittadino. Guardo la piazza e immagino… Ho dato un’occhiata ai vari progetti, sentito le varie proposte. Si cerca fondamentalmente la quadratura del cerchio-piazza. Chi presuppone l’utilizzo di edifici (ANCORA?), chi, con più pollice verde, di piante e aiuole varie.

Ma la vera chicca per il futuro della nostra piazza sarà la cosa da mettere al centro. Magnificare l’essenza del nostro paese innalzando nel mezzo ciò che più ci rappresenta. Un monumento alla PROMONTA. Magari in chiave futuristica, per rendere ancora più enigmatica la nostra radice comune. Ma ve la immaginate una scultura bronzea della PROMONTA, fatta, che ne so, da Arnaldo Pomodoro. Questo paese diventerebbe bellissimo, solenne e fiero in un sol colpo.

Racconteremo le storie di chi, davanti a quella macchina, ha sacrificato la propria esistenza. Ne narreremo le vicende come se fossero racconti partigiani: “Mio padre c’ha perso un polpastrello!” Esatto, lì, in quell’incavo sono saltate le dita degli elpidiensi. Lì, dove la scarpa prende vita.Allora continuate a camminare per il nostro lungomare, le scarpe vanno consumate, la strana bestia chiamata PROMONTA ha bisogno d’essere nutrita. Noi Elpidiensi anche.

                                                                                                                         Sergio Marinelli