Imprenditori donano un bus per la ‘Cittadella del Sole’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Inaugurato giovedì scorso il bus che 45 imprenditori hanno donato alla ‘Cittadella del Sole’. Il progetto denominato ‘Mobilità Garantita’, a cui già molti comuni hanno aderito,  permetterà  di avere ai ragazzi e ospiti del centro di spostarsi sul territorio in modo gratuito.

“Questo mezzo rappresenta per noi la possibilità di poterci muovere autonomamente – spiega la coordinatrice Stefania Santarelli – per noi è una possibilità di integrarci con il territorio e portare avanti i nostri progetti: come ad esempio il ‘Museo Torre dell’Orologio’; un grazie va a tutti colore che hanno contribuito a questo importante servizio”. Il centro è gestito dalla cooperativa ‘Nuova Ricerca Agenzia Res’ ed ospita persone affette da disabilità: offre molti servizi e laboratori.

I due rappresentanti della PMG Italia SpA, la società che fornisce il mezzo ai comuni per servizi con finalità sociale, hanno sottolineato la generosità dimostrata dagli imprenditori elpidiensi e la lungimiranza dell’Amministrazione comunale. “Non è così scontato che questo servizio sia reso disponibile in una comunità” afferma Diego Carpetti.

Visibilmente soddisfatto anche il sindaco Nazareno Franchellucci. “Questa è la dimostrazione che i nostri imprenditori non rispondono soltanto nelle feste o grandi eventi. Questa mattina ho avuto una riunione d’ambito per affrontare le problematiche del sociale e ne sono uscito amareggiato. In una situazione di difficoltà economica come quella che stiamo vivendo è sempre più difficile mantenere i servizi ordinari. Per la nostra comunità questa è una boccata d’ossigeno”.

‘Una voce per la chirurgia’ a Porto San Giorgio per la buona sanità

Di Marco Vesperini

PORTO SAN GIORGIO – L’associazione nata per tutelare la buona sanità, dopo l’evento di quest’inverno a Camerino, si sposta sulla costa adriatica con una serata a Porto San Giorgio, il 17 maggio presso il Teatro comunale. Abbiamo intervistato la presidente Gabriella Accoramboni.

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Quali sono le motivazioni che hanno spinto tanti pazienti della Provincia di Fermo e Macerata ad associarsi per promuovere la buona sanità?

I soci firmatari sono quasi tutti o pazienti o familiari, quindi c’è sempre un legame derivato dall’esperienza che hanno avuto con il reparto chirurgico di Camerino. Ma anche al momento che stiamo vivendo della politica dei tagli alla sanità.  I cittadini si sono mossi per tutelare una struttura, come quella di Camerino, che funziona in modo ottimale. Le risorse mancano ma c’è anche purtroppo una gestione di interesse e alle volte sono in gioco dei favoritismi di un primario rispetto ad un altro, quando si dovrebbe fare un discorso di ottimizzazione sulla qualità delle strutture.

C’è un problema di fondo, con i tagli non esisterà più la figura del primario, e tante figure di rilievo potrebbero andare via preferendo il privato al pubblico. Stanno prospettando di fare dei poli di specializzazione, creando delle reti di spostamento tra i medici specializzati dette “reti cliniche”. Da questo punto di vista c’è il rischio di perdere la continuità nel seguire un paziente, una dispersione che potrebbe rivelarsi dannosa.

L’ospedale di Fermo sta ampliando sia la sua struttura sia l’organico, eppure in questi anni molti pazienti hanno preferito spostarsi nel maceratese e a Camerino. Come si spiegano questi flussi crescenti? 

I reparti li fanno le persone. Molti pazienti, non essendo soddisfatti di alcune strutture, hanno preferito affidarsi nelle mani di chi invece li ha trattati meglio. Un’altra problematica riguarda il fatto che, secondo le ultime disposizione legislative, chi fa ambulatorio privato ed è un medico di una struttura pubblica, deve effettuare tale servizio sotto l’Asur. Purtroppo però la burocrazia e non solo rallenta certi meccanismi, e ne è un esempio quello del dott.Catalini (ndr. Primario di chirurgia di Camerino) che da Fermo si è dovuto spostare in una struttura privata come la Crisalide, quando ha diritto ad una pubblica come ad esempio la Cittadella del Sole, dove ha fatto richiesta. Anche questo è emblematico perché alla Crisalide si pagano comunque 100 euro per accedere ad un servizio medico.

Al momento la problematica che riguarda l’Asur per questo ambulatorio è la mancanza di un assistente per l’ambulatorio. E questo ricade sui pazienti che per medicazioni o visionare una t.a.c. devono pagare l’accesso ad una struttura privata.

Avete intenzione di coinvolgere aziende private per iniziative di raccolta fondi?

Si, sicuramente. Ci sono alcuni nostri associati che da questo punto di vista ci hanno rassicurato molto. Abbiamo in mente molte iniziative di raccolta fondi, soprattutto per acquistare strumentazioni e medicinali perché sembra assurdo ma alle volte ci sono problemi per avere l’antibiotico per esempio. Però per quanto ci sia molta buona volontà ci siamo scontrati con la burocrazia. Abbiamo avuto problemi per essere riconosciuti come Onlus, abbiamo lavorato per l’iter con l’Agenzia delle entrate in cui chiedevano anche la convenzione con l’Asur. Ma nel momento in cui siamo andati a chiederla ai dirigenti dell’Asur ci sono stati dei problemi di comunicazione, così ci hanno detto, per cui dopo 20 giorni che ancora l’Agenzia delle entrate non aveva ricevuto questo documento hanno fatto decadere l’atto. Abbiamo dovuto far ripartire l’iter dal punto di vista del volontariato. La volontà è forte e vogliamo fare una cosa buona quindi non ci fermeremo.

Le Amministrazioni come hanno risposto alla vostra chiamata?

I giornali e le università ci hanno appoggiato, le amministrazioni un po’ meno per ora ma speriamo che quando si svilupperà la cosa ci sia un contatto maggiore. L’unico è stato il sindaco di Porto Sant’Elpidio per quando riguarda l’ambulatorio presso la Cittadella del Sole, anche se ancora non c’è una risposta certa.

Ora abbiamo organizzato questa iniziativa il 17 maggio presso il teatro comunale di Porto San Giorgio, sia perché tanti nostri associati provengono dal fermano, sia per chi non è potuto venire questo inverno a Camerino. Una serata per far conoscere l’associazione e per portare le nostre esperienze personali e le iniziative che vogliamo attuare per promuovere una buon sanità che deve essere difesa.

Abbattute 8 palme storiche, la cittadinanza insorge

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Qualche giorno fa i residenti di Via Mameli hanno assistito impotenti al massacro di 8 palme secolari adiacenti alla ferrovia. L’episodio ha generato scalpore non solo tra la cittadinanza ma anche tra le fila della maggioranza, puntando il dito contro il primo cittadino Nazareno Franchellucci e l’esecutore, il dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici Ing. Stefano Stefoni.

“A volte per tutelare la sicurezza pubblica e la conservazione di altri esemplari arborei simili siamo costretti a prendere delle decisioni difficili ma indispensabili – afferma Franchellucci – perché come amministratori siamo i primi responsabili dalla sicurezza dei nostri concittadini e del mantenimento complessivo del patrimonio Comunale”. Sono diversi anni che le Ferrovie dello Stato premono sui comuni della costa per risolvere il problema delle piantumazioni a ridosso del tracciato ferroviario; ed anche il parassita ‘punteruolo rosso’ ha messo del suo, intaccando 3 delle 8 palme divelte. La legge parla chiaro: gli alberi con altezza fino ai 4 metri debbono stare ad una distanza di 6 dalla ferrovia, per quelli che superano tale altezza bisogna calcolare la distanza della stessa più altri 2 metri. La posizione delle essenze arboree violavano tale indicazione.

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Eppure altri comuni, vedi San Benedetto, hanno risolto tale problematica coinvolgendo la cittadinanza e cercando soluzioni alternative per evitare l’abbattimento o il costo più oneroso del trasferimento delle essenze. Chiamando a raccolta cittadini e privati che avrebbero potuto decidere cosa farne delle 5 palme sane. È il metodo che ha destato lo sconcerto e l’indignazione, non le motivazioni del caso. Silenziosità e velocità di esecuzione che ricordano la “scomparsa” dell’ex municipio cittadino.

“Quale messaggio questi adulti danno alle future generazioni adottando tali misure, a nostro avviso, così discordanti e diseducative? – afferma il circolo di Legambiente – il rischio è che il valore formativo delle iniziative “ecologiche” intraprese venga vanificato e che queste restino solo una operazione di immagine, di facciata, che svilisce e delude”. Riferendosi alla ‘Giornata Ecologica’ del 30 marzo. Rincara la dose la maestra Angela Serafini, da sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio cittadino. “Cambiano i sindaci, ma il modo arrogante e irriverente di agire è lo stesso – e continua – un’amministrazione seria, amante della città, avrebbe dovuto avvisare per tempo i cittadini, cercare soluzioni per mettere in sicurezza le piante, evitando pericoli per la sicurezza ferroviaria: e si poteva fare!”.

Scintille anche in maggioranza. Il presidente Vitaliano Romitelli e il consigliere Sergio Ciarrocca, avvertiti dalla cittadinanza, si sono immediatamente mobilitati per fermare l’inevitabile. Segno che solo un numero ristretto fosse a conoscenza dell’operazione. Finanche le risposte date dall’assessore ai Lavori Pubblici Peppino Buono sulle essenze che andranno a sostituire le precedenti, destano non pochi interrogativi. “Arriveranno in autunno ma sulla tipologia valuteremo in seguito, per ora abbiamo effettuato gli interventi più urgenti”. Il timore è che l’azione non sia stata pianificata affatto.

Il “luna park” elpidiense

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sapevate che a Porto Sant’Elpidio sorgerà un parco divertimenti da più di un milione di visitatori l’anno? Verrà costruito nel quartiere Fonte di Mare e si chiamerà “Chienti Shire”. È molto fiera l’assessore Sebastiani nel parlare di questo progetto al convegno sul turismo di villa Baruchello . Anzi, di questa idea, perché il progetto non è di pertinenza pubblica, nonostante l’assessore all’urbanistica Annalinda Pasquali lo abbia mostrato ai colleghi di giunta a novembre 2013.
La prima obiezione nasce spontanea: dove prenderà i soldi il comune per realizzare un’opera così imponente(è previsto centro benessere, centro commerciale, piscine coperte ecc.)? Dal “privato”, è logico. Il privato in questione si chiama Enzo Amadio, condannato in primo grado a 4 anni per bancarotta fraudolenta. Va bene che questo è un periodo di crisi, però tra tanti imprenditori dobbiamo prendere proprio uno condannato per fallimento? Come potranno fidarsi i cittadini elpidiense di un progetto del genere, se parte con questi presupposti? Ma soprattutto, non sarebbe forse il caso di interpellarli prima di iniziare un’avventura simile?
Evidentemente per l’amministrazione comunale non è importante consultare i cittadini per operazioni del genere. Così facendo rischiamo di finire come con la darsena: un progetto di speculazione edilizia mascherato da opera pubblica, che la sovrintendenza ha rispedito al mittente. Mantenuto nel programma elettorale, nonostante il partito di maggioranza sapesse benissimo che ormai al netto della speculazione edilizia nessuno avrebbe mai investito lì, soltanto per non doversi giustificare dei tanti soldi già spesi per un’opera che non vedremo mai.
Ci ritroviamo così, un’amministrazione turisticamente schizofrenica, perché da una parte presenta un progetto di albergo diffuso, che speriamo non rimanga una scatola vuota; e dall’altra parte puntano in un turismo di massa, completamente differente.
Sarebbe invece il caso di discutere insieme ai cittadini di quale tipo di sviluppo turistico vorrebbero per la loro città, riconoscendo quali sono le nostre inclinazioni, magari puntando sulla riqualificazione e sulla valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, invece che lanciarsi nell’ennesimo ed anacronistico progetto di speculazione edilizia. E non possiamo bere la balla del progetto turistico che rivitalizzerà la parte nord del paese e che stimolerà Civitanova Marche a creare un collegamento alternativo sul fiume Chienti. Un altro ponte sul Chienti si può fare anche senza depauperare quasi centomila metri quadri di terreno agricolo.
Ricordiamo nuovamente al sindaco la sua promessa fatta in campagna elettorale di diminuire il gap decisionale tra l’amministrazione comunale e i cittadini, che ha da sempre contraddistinto le scelte importanti in città. Continuando su questa strada non farà che disattendere la sua promessa.

L’Ant nei quartieri con il ‘Progetto Melanoma’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Diagnosi gratuita del Melanoma di 40 persone per ogni quartiere della città a partire dal 30 marzo. Il Progetto Melanoma promosso dall’Ant (Fondazione Assistenza Malati Tumorali), insieme al Comune di Porto Sant’Elpidio, consiste in visite dermatologiche gratuite da svolgersi nelle sedi delle associazioni di quartiere. Lo screening sarà eseguito da personale medico specializzato ed effettuato attraverso un videodermatoscopio acquistato con il contributo dell’Amministrazione Comunale.

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“Siamo disposti a incontrare la gente nei quartieri per spiegare la diagnosi e la malattia – afferma la dottoressa – puntualizzando che noi ci troviamo in un paese della costa in cui più di altri si rischia l’esposizione solare”. Le visite verranno effettuate nell’arco di una giornata, secondo una lista di 40 persone individuate dalle associazioni di quartiere; anche loro contribuenti del progetto con 2500 euro totali. San Filippo e Fonte di Mare hanno già stilato la propria lista mentre Marina Picena presenterà il progetto in un’assemblea dei soci il 10 Aprile prima di prendere i nominativi. “A settembre potremmo ricominciare – spiega Federico Costantini, volontario ed ex consigliere comunale – ma noi non ci stiamo sostituendo al servizio pubblico. Consideriamo che una visita di questo genere fatta a pagamento (120 €), non inclusa nel servizio sanitario, e non con questa attrezzatura di ultima generazione. Volevo ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione tutta che ha capito quello che facciamo”.

L’Ant si spinge oltre con altri due progetti in cantiere: diagnosi della tiroide e trasporto gratuito per malati oncologici. Il primo necessita di un macchinario da 10 mila euro e si interessa ad una fascia d’età giovane, dai 18 ai 30 anni. “Stanno aumentando le malattie della tiroide in questa fascia d’età”. Mentre il secondo cerca di sopperire alla delibera regionale vigente dallo scorso lunedì, per la quale le Asl non hanno rinnovato la convenzione con le varie associazioni (es. croce verde) per la gratuità del servizio di trasporto malati oncologici. Da qualche giorno infatti verrà presentato il costo della “corsa” dati i tagli regionali alla sanità marchigiana. “Vorremo coinvolgere anche gli imprenditori per l’acquisto delle strumentazioni che saranno stoccate e utilizzate in appositi presidi”. Conclude Costantini.

I rappresentanti delle associazioni di quartiere hanno auspicato il coinvolgimento delle associazioni sportive per i prossimi progetti dell’Ant. “Oggi abbiamo visto quanto i servizi proposti da questa associazione sono validi – afferma il primo cittadino – e anche se può dar fastidio alla sanità privata ma in un momento come questo in cui abbiamo difficoltà anche per il trasposto sanitario è contingente. Con il nuovo presidente delle farmacie comunali stiamo già mettendo a punto nuovi servizi da offrire ai cittadini. E il fatto che ospiteremo due giornate di visite nella nostra farmacia tre è emblematica della nostra vicinanza all’associazione”.

Ex-Fim, scade la fidejussione: Comune rinuncia a 3 milioni di euro

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Il 25 giugno 2013 è scaduta la fideiussione a garanzia della bonifica dell’area dell’ex-Fim e l’Amministrazione comunale che avrebbe potuto prendere 3 milioni di euro dalla proprietà non lo ha fatto. Uno dei punti salienti della ricostruzione fatta dal Movimento 5 Stelle elpidiense attraverso la documentazione.

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“Un atto di inadempienza da parte dell’Amministrazione – afferma il consigliere Marco Fioschini – ed inoltre non è stata rinnovata la fideiussione a tutela della bonifica dell’area”. Rinnovo che sarebbe dovuto essere fatto entro 90 giorni prima della scadenza. Inoltre, questo atto è stato approvato in Consiglio comunale senza il numero legale previsto dal regolamento: 9 consiglieri rispetto i 10 necessari per la votazione (il sindaco non ha facoltà di votare per un atto come questo). Poi modificato in sede di Giunta nel febbraio 2008. L’art. 42 del Tuel (testo unico enti locali) da prerogativa  di competenza all’Assise cittadina rispetto la Giunta, chiamata ad intervenire sull’ordinaria amministrazione. “Secondo noi la Giunta comunale non poteva modificare l’accordo che sarebbe dovuto passare per l’approvazione in Consiglio – e continua il pentastellato – vi è una chiara incongruenza, come mai questo fatto?”.

“In diritto amministrativo quando ci sono atti che sono nulli, diventano nulli anche tutti quelli conseguenti – afferma Massimo Spina – se si dovesse dimostrare che questo atto sia nullo verrebbero invalidati i successivi”. L’escussione dei 3 milioni di euro, comprendente il blocco dell’ultimo 30 % della bonifica, sarebbe dovuta essere applicata dal d.a.t. (diretto alla tecnica) nella figura del dirigente comunale Stefano Stefoni. Quest’ultimo, secondo la documentazione, ha più volte denunciato agli organi competenti  i ritardi della bonifica rispetto l’accordo tra il privato e il Comune. “Questi sono soldi che il comune avrebbe potuto incamerare per le più disparate esigenze e questo non è stato fatto – continua il consigliere – non può passare il messaggio che ad ogni rilevamento di inquinamento maggiore del previsto vengano fatte ulteriori concessioni al privato, la bonifica è un obbligo da parte di chi ha acquistato quell’area”.

I 5 stelle lamentano anche un’incongruenza sul mancato incameramento di questi soldi e sul progetto di fare più di 200 appartamenti in un’area vessata dall’erosione costiera. “Si sarebbe potuto pensare ad un possibile arretramento delle strutture balneari di quella zona, che sono colpite dall’erosione”. Il 21 vi sarà la conferenza dei servizi in cui verranno discussi i lavori urbanistici dell’area della ex-Fim. Nel frattempo l’accordo di programma sulla variante urbanistica sta per arrivare in Provincia. La stessa che qualche mese fa ha approvato un documento di stop al consumo del territorio. “Secondo noi la bonifica deve essere per forza di cose prioritaria rispetto la variante urbanistica, ridando un’area priva di inquinamento”. Nel mese di maggio dovrà concludersi l’approvazione del progetto urbanistico, il timore è che venga approvato prima della completa bonifica.

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Difesa della costa, la Regione incontra i balneari ma sul piatto poche risorse

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO –Propositi promettenti ma poche risorse. L’assessore regionale Paola Giorgi è chiara. “Abbiamo stanziato 78 mila euro per Porto Sant’Elpidio nell’immediato e stiamo lavorando su più fronti ma la Regione Marche da sola non dispone delle risorse necessarie”. Le strade percorse sono due: una nel medio e una nel lungo periodo, ma i balneari dovranno mettersi le mani in tasca.

Per completare il progetto di difesa costiera la Regione Marche deve trovare 100 milioni di euro, una cifra non irrisoria in un periodo di ristrettezze economiche e con un fondo regionale di 1,6 milioni già esaurito per far fronte alle richieste immediate di 22 paesi. Da qui derivano i 78 mila euro a fronte di una richiesta fatta dal Comune di 300 mila. “Posso comprendere che abbiamo avuto anche qualcosa in più rispetto alle altre città simili alla nostra ma questi soldi non bastano – afferma il sindaco Nazareno Franchellucci – siamo disposti ad investire 200 mila euro per il ripascimento e ad accendere nuovi mutui ma la Regione deve venirci incontro”.

Da Roma potrebbero arrivare parte delle risorse per completare la difesa costiera marchigiana a patto che venga presentato un progetto unico insieme ad Emilia Romagna ed Abruzzo. L’accordo è già operativo e ieri i tecnici delle regione si sono incontrati per concordare un piano “che entro qualche settimane arriverà sul tavolo del Ministero dell’Ambiente”. “ Ci sono anche i 20 milioni stanziati per l’alluvione del 2011 – continua l’assessore – che ancora devono essere ripartiti tra comuni e privati”. Un’altra strada intrapresa è quella dei fondi europei. Ma le risorse sono poche, 25 milioni in 7 anni. E precisa “riguardo il precedente progetto di difesa per Porto Sant’Elpidio i due pennelli non rientravano nel piano regionale”. Le due “costruzioni” costiere sono quelle che maggiormente sembrano causa dei danni. Per il ripascimento invece (della durata di una mareggiata) il Comune userà il materiale sedimentato proprio dai pennelli e, grazie ad una recente modifica della legge regionale, potrà essere usato quello sedimentato nei bacini dei due fiumi. “Inoltre – conclude la Giorgi – stiamo valutando un’operazione di ripascimento più lunga attingendo ad alcuni punti nel mare dove vi più sedimenti, ma dobbiamo operare insieme alle altre due regioni”.

L’Amministrazione comunale sta agendo parallelamente. “Il progetto della Modimar è stato abbandonato e abbiamo contattato un esperto del Politecnico delle Marche – afferma il primo cittadino – che ha già fatto un sopralluogo e a cui abbiamo affidato di fare uno fotografia sullo stato attuale della nostra costa”. Il professore dovrà constatare se i due pennelli aggravano la situazione già critica dell’erosione e dare un parare tecnico. “Se risulteranno dannosi, li toglieremo immediatamente”. Conclude il sindaco. “Abbiamo richiesto la possibilità di accendere un mutuo per pagare l’opera di innalzamento di quegli scogli che sono scesi oltre il livello del mare”. Il Comune che è attualmente in causa con la Modimar dovrà avere il permesso del giudice per agire. “Abbiamo chiesto al Ministero informazioni su esperti che potessero eseguire un nuovo progetto integrato con quello regionale – conclude Annalinda Pasquali, fresca della nuova delega alla difesa costiera – ci siamo quindi messi in contatto con l’Ismar di Venezia per un progetto definitivo”.

I balneari dal canto loro parlano di “gravi responsabilità per i pennelli che non rientravano nel piano regionale, nel quale – aggiungono – all’art. 6 è scritto che si consigliava di non fare ulteriori opere oltre le scogliere”. Confermate facilitazioni al credito per avviare la stagione. “Se dobbiamo pagare i lavori di tasca nostra almeno chiediamo una garanzia per la liquidità necessaria a far partire la stagione”.

Patti Chiari riparte dalla Piazza

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Dopo la scissione, che ha portato alla creazione della lista Obiettivo Futuro, la compagine rimanente di Patti Chiari per il Cambiamento riparte da un tema caro alla cittadinanza: Piazza Garibaldi.

La riunione pubblica è fissata per venerdì 7 marzo, ore 21.15, presso la Sala del Pianoforte (Villa Murri) con l’iniziativa “La Piazza Parla”.

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Via Cinque Giornate, la rabbia dei residenti

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – È ancora fresco il ricordo dell’aggressione avvenuta la scorsa settimana in Via Cinque Giornate a scapito di un giovane tunisino. “La situazione è grave e il problema si è soltanto spostato” – affermano alcuni residenti – “qui si spaccia eroina alla luce del sole e tutti lo sanno”.

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L’appartamento in cui si è consumata la vicenda è abitato da un italiano, noto agli inquirenti per vicende legate allo spaccio e per le molestie ad altri residenti; ospitava la coppia aggredita che in quel momento era in compagnia dei futuri aguzzini. La ragazza, durante la lite, è uscita urlando dalla porta di casa mentre il ragazzo veniva scaraventato oltre il parapetto, sfondando nella caduta l’auto di alcuni vicini di casa. Il “commando”, poi, è tranquillamente sceso dalle scale dell’appartamento e ha infierito sul giovane finché questi non è riuscito a rifugiarsi nel vicino bar. Nel frattempo sono arrivate le volanti delle forze dell’ordine e i sanitari, avvertiti dai residenti.

I cinque, due tunisini, un marocchino, un algerino e un italiano, sono stati fermati e identificati. Da lunedì agli arresti per tentato omicidio in corso, lesioni aggravate e minacce. I residenti del quartiere San Filippo sono stremati. Un problema derivante dalle frequentazioni di alcuni tossicodipendenti elpidiensi che ospitano personaggi poco raccomandabili provenienti da altri paesi. Sfatato il mito della problematica derivante dalle case popolari. I proprietari dell’immobile sembrano essere decisi a vendere l’abitazione che nel frattempo è stata svuotata dai mobili e chiusa.

“Purtroppo lo spaccio rimane e sembra che questi elementi si siano spostati, ospitati da altri loro conoscenti nel quartiere, e permangono qui, il problema non è ancora risolto”. L’Amministrazione e la Polizia municipale sono a conoscenza della situazione da tempo ed entro maggio dovrebbero portare a compimento l’istallazione di telecamere in punti nevralgici del quartiere, nonché aumentare il controllo dei vigili con la turnazione notturna. Il comandante della municipale Gattafoni nell’ultimo Consiglio comunale ha annunciato che si stanno trovando delle coperture alternative al fondo per il personale, permettendo così l’aumento degli orari dei turni. Anche se ancora non è stata fissata nessuna data per la partenza.

“Chiediamo all’Amministrazione di intervenire il più presto possibile, siamo consapevoli delle difficoltà che questa particolare situazione comporta, ma bisogna che ci aiutino a risolverla perché questi episodi sono in aumento – concludono i residenti – la situazione è esasperante e non vogliamo che qualcuno perda la testa e inizi a farsi giustizia da solo”.

Scontro tra moto e auto: in fiamme i mezzi, conducenti salvi

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Due mezzi prendono fuoco dopo uno scontro. Il violento impatto tra una moto e un’auto, avvenuto domenica pomeriggio, in zona Fonte di Mare, ha danneggiato il serbatoio del due ruote che si è incendiato.

Salvi i conducenti, un uomo e una donna sulla motocicletta, prontamente soccorsi dai sanitari, e un recanatese, conducente dell’auto, che è riuscito ad uscire in tempo prima che quest’ultima bruciasse. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Fermo e Civitanova.

Foto: Alessio Cimadamore