Consiglio comunale mercoledì 16 luglio

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È convocato per mercoledì 16 luglio 2014 alle ore 18:00 il consiglio comunale.

Sono sette i punti all’ordine del giorno. Si inizia con la sostituzione del dimesso consigliere Andrea Putzu. Al suo posto subentrerà Antonesio Diomedi della lista “La Destra”.

Si discuterà anche della modifica della soglia ISEE per la rateizzazione dei loculi cimiteriali.

Per concludere si discuteranno tre mozioni, presentate da Piermartiri, Balestrieri, e Spina. Quella di Piermartiri riguarda l’abrogazione di due delibere della giunta Regionale che sostanzialmente fanno ricadere sui comuni i costi delle strutture assistenziali non ospedaliere per persone anziane e disabili. Il consigliere Balestrieri propone invece l’introduzione di una figura avente funzione di portierato. Con la mozione del consigliere Spina si discuterà del regolamento delle commissioni consiliari permanenti.

 

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Andrea Putzu si dimette dal consiglio comunale – Video

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Come avevamo anticipato alcuni giorni fa, il capogruppo di Fratelli d’Italia, nonché ex candidato sindaco Andrea Putzu si dimette ufficialmente dal consiglio comunale. “Mi dimetto per coerenza, per un fatto che riguarda la mia persona, e per dare il buon esempio di come un politico debba comportarsi quando viene rinviato a giudizio”. Non le manda a dire Putzu, che tira in ballo alcuni componenti della giunta che avrebbero ricevuto degli avvisi di garanzia, e che invita a seguire il suo esempio.

“Ho ricevuto la solidarietà di molti colleghi, anche da Giorgia Meloni, che mi ha invitato a continuare – dichiara orgoglioso Putzu – come hanno fatto i consiglieri del nostro gruppo, che ringrazio e che sono sicuro porteranno avanti al meglio il buon lavoro svolto fin ora. Ma da adesso darò il mio apporto dall’esterno”.

Continua nel merito Putzu facendo notare che le firme contestate erano a sostegno della lista La Destra, “una lista a me concorrente, quindi non c’era nemmeno l’intenzione di favorire il mio partito. Volevo auto-sospendermi, ma visto che il processo molto probabilmente andrà per le lunghe, non ho voluto bloccare il lavoro del mio gruppo, quindi ho scelto le dimissioni”. E sull’immediato futuro Putzu è chiaro, “alle elezioni regionali non mi candiderò, perché sarei politicamente incoerente. Quando il processo finirà si vedrà”.

Con le dimissioni di Putzu, che verranno ribadite oggi in consiglio comunale, il seggio da lui occupato andrebbe(ironia della sorte) alla lista La Destra, in particolare il suo sostituto sarebbe Antonesio Diomedi, che da indiscrezioni avrebbe l’intenzione di accettare l’incarico. Putzu si auspica che Diomedi “entri nel gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, con Balestrieri come capogruppo”. Ma, sempre da indiscrezioni, si pensa che possa confluire nel gruppo di Forza Italia, capitanato dal consigliere Enzo Farina. Si prospetta quindi un assestamento degli equilibri tra i banchi dell’opposizione in consiglio.

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Putzu nell’occhio del ciclone. “Se rinviato a giudizio mi dimetto”

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ieri mattina sono stato svegliato dal rumore di sirene e di un elicottero che volava sopra casa mia, dopo qualche ora ho scoperto che erano diretti alla country house “La finestra sul mare” di via Pescolla, a soccorrere un uomo di 72 anni caduto da una finestra.

Ordinaria amministrazione? Neanche per sogno.

I nostri lettori ricorderanno sicuramente la polemica scaturita a novembre dell’anno scorso, quando la struttura in questione è stata ispezionata dal reparto Nas dei Carabinieri constatando che la country house si era trasformata in casa di riposo. Si parla ancora al condizionale però, in quanto la diffida a chiudere la struttura emessa dal sindaco è stata impugnata, prima di fronte al Tar, poi al Consiglio di Stato. E stiamo aspettando che quest’ultimo si pronunci.

Ciò che ha animato ancor di più la discussione è il fatto che il responsabile della società che gestisce tale struttura è il padre del consigliere comunale Andrea Putzu.

A Putzu furono sollevate delle questioni come ad esempio, cosa sarebbe successo se qualcuno si fosse fatto male all’interno di questa struttura? Lui non prese in considerazione questa opzione e si difese citando i familiari degli ospiti del country house che erano molto soddisfatti del trattamento che ricevevano i loro cari. Ora il danno è successo, all’interno di una struttura che potrebbe rivelarsi abusivamente adibita a casa di riposo, uno degli ospiti è caduto dalla finestra, procurandosi la rottura del bacino. Sono partite le indagini dei Carabinieri e vedremo come si evolveranno. Qualcuno all’epoca chiese le dimissioni di Putzu, ma “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli” si disse, e lui non cedette.

Per un’altra storia ora l’ex candidato sindaco rischia di trovarsi in imbarazzo, politicamente parlando. È partita infatti a suo carico un’indagine da parte della procura di Fermo per delle presunte firme false che ha autenticato per delle liste concorrenti alle elezioni politiche del 2013. “Ho dato una mano nei banchetti per la raccolta firme per le politiche dell’anno scorso, e su settemila firme raccolte in tutta la provincia, 4 persone non hanno riconosciuto la propria firma”. Spiega così Putzu la sua posizione. Tra quelle contestate(raccolte a Montegranaro), attualmente soltanto due a sostegno della lista La Destra rimangono da chiarire, in quanto le stesse persone risulterebbero firmatarie per più liste.

Putzu, che viene indagato in quanto autenticatore delle firme, ritiene di aver poca responsabilità in questa storia, “se io faccio il banchetto e uno viene e firma con la carta d’identità, poi davanti al giudice disconosce la firma, io posso farci poco”. Ma dichiara di essere pronto a dimettersi. “A me piace la trasparenza, preferisco dimettermi per qualcosa che riguarda la mia persona, piuttosto che su qualcosa che riguarda mio padre – afferma Putzu, e continua – se verrò rinviato a giudizio mi dimetterò, perché mi aspetto che tutti i politici che sono rinviati a giudizio si dimettano”.

Diventa così molto critica la posizione dell’ex candidato sindaco, che paga il pegno di aver dato il proprio aiuto a movimenti politici vicini al suo e di essersi fidato di persone delle quali forse non doveva fidarsi. In fondo, per ogni consigliere che si presta ad autenticare le firme, questo è un rischio da mettere in conto. Rimane il fatto che è giusto che un consigliere indagato per delle firme false si dimetta dal suo incarico. In un momento come questo, in cui i super tangentari sono immuni da qualsiasi censura politica, un consigliere comunale che si dimette per un rinvio a giudizio è quantomeno da rispettare, e da prendere come esempio da parte di chi commette reati peggiori.

Le statistiche elettorali di Post It Pse

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Sono state presentate quindici liste concorrenti per le elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013. In totale ci sono 231 candidati alla carica di consigliere comunale. Di questi, il 36% sono donne e il 64% sono uomini.

Le liste che candidano più donne sono: Impegno per Pse, Popolari per Pse e Pdl, con 7 donne candidate.

Le liste che candidano meno donne sono: Sergio Belletti e La Destra, entrambe con 4 donne candidate, ma su un totale di 12 candidati anziché 16.

Ho creato 6 fasce d’età: 18-30, 31-40, 41-50, 51-60, 61-70, 71-80.

La fascia 18-30 è rappresentata dal 21% dei candidati, 31-40 dal 29%, 41-50 dal 29%, 51-60 dal 15%, 61-70 dal 5% e 71-80 dall’ 1% dei candidati.

Le fasce d’età più rappresentate, sono 31-40 e 41-50, che insieme raggiungono quasi il 60% dei candidati. Da notare inoltre che la fascia d’età 18-30 è rappresentata maggiormente(6 punti percentuali in più) rispetto alla fascia 51-60.

La lista in cui sono candidati più giovani(18-30) è Credere per Ripartire, con ben 11 candidati.

La lista che candida meno giovani è l’Udc, con 0 candidati.

La lista che candida più anziani è Impegno per Pse, dove troviamo 3 candidati nella fascia 61-70.

Le liste che candidano meno anziani sono: Movimento 5 stelle, Sergio Belletti, Unione Popolare, Credere per Ripartire, La Destra e L’alternativa, tutte con 0 candidati nelle fasce d’età 61-70 e 71-80.

Il candidato più giovane è Montelpare Lorenzo Maria, nato nel 1995, ed è candidato nella lista Credere per Ripartire.

Il candidato più anziano è Ferroni Franco, nato nel 1937, ed è candidato nella lista Fratelli d’Italia.

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Ho analizzato i dati anche in valore percentuale per confrontare le cinque coalizioni concorrenti.

La coalizione che candida più giovani è quella di Andrea Putzu.

La coalizione che candida meno giovani è quella di Nazareno Franchellucci.

La coalizione che candida più anziani è quella di Enzo Farina.

La coalizione che candida meno anziani è quella di Roberto Cerquozzi.

La coalizione che candida più donne è quella di Nazareno Franchellucci.

La coalizione che candida meno donne è quella di Sergio Belletti.

Dall’analisi di questi dati possiamo dedurre che la maggioranza dei candidati sono uomini tra i 31 e i 50 anni. Che i giovani sono ben rappresentati, in quanto più presenti rispetto alle fasce d’età più mature. E che le donne sono candidate nel numero minimo imposto dalla legge.

Riccardo Marchionni

Puoi scaricare le tabelle esposte nell’articolo dai link di seguito:

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Putzu alla Faleriense: aumenta l’offerta politica

Andrea Putzu tocca una tappa importante per il suo tour di incontri con i quartieri: la Faleriense. L’incontro, tenutosi giovedì 7 marzo presso il centro sociale in via Pesaro, ha visto la partecipazione di circa centoventi persone. “Qui sono nato e cresciuto” – afferma il candidato sindaco delle liste L’Alternativa, Credere per Ripartire, Fratelli D’Italia e La Destra. La modalità di presentazione non cambia, è il candidato sindaco che detiene l’attenzione della sala gremita, nessuno degli altri candidati interviene al dibattito. I dieci anni in Consiglio Comunale e quattro in Provincia sembrano pesare sulla scelta comunicativa: unico interlocutore.

Rispetto l’incontro di apertura del tour notiamo un’offerta politica rinnovata su alcune tematiche già affrontate, senza tralasciare le novità. La trasparenza, uno dei punti “fondamentali del programma”, sicuramente rispecchia proposte come “bilancio semplificato online e diretta streaming del Consiglio Comunale”; quest’ultimo già garantito per il precedente creato lo stesso giorno, poche ore prima, dal Movimento 5 Stelle. “Noi proponiamo di fare Consigli Comunali e commissioni consiliari aperte su problematiche di emergenza – continua il consigliere ex-pdl – proponiamo anche l’istituzione di referendum di quartiere su questioni ordinarie e di sicurezza”.

Sobrietà. “Vi promettono darsene senza avere i soldi per farle”. In periodo di ristrettezze, Putzu e i suoi propongono un dimezzamento degli stipendi percepiti dagli assessori e il taglio dell’indennità di funzione dei dirigenti comunali.

Riguardo il tema della raccolta differenziata viene proposto l’uso di microchip nei sacchetti del secco non riciclabile, dato che la tassa che grava sui cittadini riguarda quella parte di spazzatura. L’uso di microchip è già entrato in vigore in regioni come l’Emilia e partirà il primo luglio nella provincia di Macerata.

Non poteva mancare la proposta di organizzare il Palio del Mare, evento caro alla Faleriense; fermato da molti anni per mancanza di fondi. Come? Attraverso la sponsorizzazione in piccole quote delle aziende private della città.

La tematica della sicurezza è molto sentita in questo quartiere che ha subito anche recenti esperienze criminali, l’ultima la rapina alla gioielleria Orsetto. La proposta presentata si arricchisce di un elemento rispetto al precedente coordinamento generale di tutte le forze dell’ordine: l’esercito. L’affiancamento di quest’ultimo alle forze dell’ordine (ricordiamo che l’esercito usato per pubblica sicurezza deve essere affiancato dai carabinieri o polizia perché, tranne in flagranza di reato, non hanno facoltà di fare perquisizioni o arresti) potrebbe costituire, secondo il candidato sindaco, un deterrente a possibili azioni criminali come prostituzione o microcriminalità.

Passando alla cultura e nello specifico al Teatro delle Api, si registra un deciso attacco all’attuale direttore: Neri Marcorè. “Non trovo giusto che tu fai la chiusura della campagna elettorale con Paolo Petrini perché prima di essere amici, sei il direttore di un teatro che appartiene a tutta la cittadinanza”. Chiara la citazione dell’incontro avvenuto alla chiusura delle elezioni politiche tra l’ex sindaco, ora parlamentare in quota pd, e il comico originario di Porto Sant’Elpidio. Viene accennato, senza fare il nome, ad una possibile personalità alternativa alla direzione del teatro. Da ciò che dice Putzu(“è uno che ha reso famoso Marcorè”) si potrebbe ipotizzare che il candidato alla direzione artistica possa essere il regista e scrittore Pupi Avati. Se fosse così, sarebbe in linea con lo slogan Porto Sant’Elpidio prima di tutto, o diventerebbe Bologna prima di tutto?

Per ultima la proposta di privilegiare l’accesso alle graduatorie per la concessione di case popolari “ai giovani di Porto Sant’Elpidio, mi riferisco ad esempio alle coppie di giovani precari che vengono scavalcate nelle graduatorie da famiglie di extracomunitari con figli a carico”. Citando l’esempio di Montegranaro dove l’amministrazione sembra essere riuscita a dotarsi di un regolamento adibito in tal senso attraverso dei cavilli legali, aggirando la normativa regionale. I cavilli citati riguarderebbero l’inserimento nel regolamento comunale dei requisiti di residenza almeno decennale e pochi figli a carico. Come viene ribadito dal proponente “questa non vuole essere una proposta razzista”, quindi come dovremmo definirla?

A poco più di due mesi dal voto, Andrea Putzu rimane l’alternativa ad un pdl ancora non ufficialmente in campo e la sua voce potrebbe sovrastare quella della casa madre.

                                                                                                                        Marco Vesperini

P.s. Visto che siamo stati chiamati in causa replichiamo. L’idea di aprire una sede distaccata della facoltà di scienze motorie o di scienze del turismo a Porto sant’Elpidio, non si esaurisce soltanto nel risolvere il problema della sede, di avere i permessi, o di poter affittare gli appartamenti agli studenti. In un momento storico come questo in cui si stanno tagliando all’osso gli sprechi nella pubblica istruzione, non in ultime le università, pensiamo che sia anacronistico proporre una sede universitaria in un paese di ventisette mila abitanti. Se critichiamo le piccole sedi universitarie con venti iscritti, e con tre professori, non possiamo proporre l’apertura di una facoltà solo per avere uno slogan elettorale accattivante o per fare un favore ad un amico con un palazzo sfitto dove mettere la sede della suddetta università.

                                                                                                                Riccardo Marchionni

Precisazione: non voglio accusare Putzu di voler favorire qualche amico, ma l’unico aspetto positivo di avere una sede universitaria a Porto Sant’Elpidio, lo vedo solo per chi ha una possibile sede da affittare.