Dentro “Il Samaritano”, intervista al presidente Panetta

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Successivamente al nostro articolo riguardante una problematica riscontrata nella gestione del furgone del “Samaritano”, abbiamo incontrato il presidente di tale associazione di volontariato.

Arrivati in Via del Palo siamo stati accolti dal presidente in carica Antimo Panetta, dalla sua signora, e da un altro membro del direttivo.

Abbiamo constatato come i locali dell’associazione, retrostanti la struttura polivalente della Croce Verde, siano molto ampi: un ingresso, due uffici, un magazzino con due celle frigorifere, un refettorio da 30 posti, un locale di smistamento dei pasti, un comparto sanitario con bagni e docce, un nuovo magazzino ristrutturato dai volontari.

Il magazzino

Il magazzino

I volontari

L’associazione comprende una decina di volontari, alcuni fissi: Dino Pasquali (ex assessore ai Servizi Sociali e padre dell’attuale ass. all’Urbanistica Annalinda Pasquali) e Carlo Lattanzi, i quali fanno anche accoglienza d’ascolto per gli utenti; il diacono Sergio Stacchietti, mandato in aiuto dalla diocesi e da essa stipendiato, opera tutti i giorni presso l’associazione; e gli altri volontari come il consigliere Daniele Stacchietti, figlio del primo e impegnato nell’aiuto per le problematiche legali degli utenti, una psicologa che dona il suo contributo qualche ora a settimana, l’assistente sociale Alice Ciccolini impegnata nella realizzazione di progetti.

Manca un ricambio generazionale dei volontari purtroppo” afferma il presidente, che si lamenta della poca conoscenza dell’associazione, seppur trentennale, tra la popolazione. “Avevamo fatto richiesta al Comune per il bando del Servizio Civile ma è stato rimandato a febbraio 2014 perché sono a corto di risorse”. Per fare un paragone, i volontari della Croce Verde sono moltissimi, e a volte anche sottoutilizzati.

Azioni svolte

Il grosso del lavoro al Samaritano viene svolto nella consegna di generi alimentari, la maggioranza derivanti dall’Agea (ex Aima, l’ente che gestisce i fondi europei per le derrate alimentari). I “pacchi” vengono distribuiti ogni giovedì a circa 450 utenti, previa presentazione di un Isee, e in questi tempi di crisi si presentano anche molti connazionali. “Riscontriamo problemi non solo derivanti dalla povertà economica, ma anche dal fatto che veniamo a contatto con persone che non sanno gestirsi -dichiara Panetta. Col tempo sono aumentati molto gli utenti italiani e ho l’impressione che noi vediamo soltanto la punta dell’iceberg: ci sono moltissime persone che non riescono a chiedere aiuto perché si vergognano”. Da qui il progetto che verrà presentato alle associazioni di quartiere per delle segnalazioni dei casi di difficoltà. Un’azione importante soprattutto in un momento come questo, in cui il 60% degli italiani conosce almeno una persona con problemi economici di tipo alimentare.

L’associazione si occupa anche della raccolta e distribuzione di vestiario il quale “fortunatamente non manca mai, ed il servizio è organizzato ottimamente grazie all’aiuto di alcune volontarie” afferma la signora Biagioli.

E non solo, l’associazione dispone di 6 posti letto di prima emergenza situati al secondo piano della Casa del Volontariato, e gestisce per conto del Comune due mini appartamenti, uno per un nucleo familiare e uno per uomini soli. Attualmente entrambi sono occupati e il “maggiore” è occupato da una famiglia italiana. “Noi direttamente non abbiamo mai mandato nessuno negli appartamenti, tutto viene fatto tramite delle segnalazioni dei Servizi Sociali”.

Il refettorio

Il refettorio

L’associazione aveva all’attivo quasi cento mila euro alla chiusura dell’anno 2012, derivanti per lo più dai 125000 euro di finanziamenti regionali per l’accoglienza dei profughi. Con tali finanziamenti sono stati pagati inoltre lavori di ristrutturazione, utenze, i rimborsi dei volontari, ed anche quei generi alimentari di difficile reperibilità o più costosi, come quelli per l’infanzia.

I soldi vengono anche utilizzati per il pagamento di bollette, rate di mutui o assicurazioni per quelle persone che rischiano di perdere la casa e versano in situazioni di instabilità per la perdita del lavoro. “Non diamo mai soldi liquidi alle persone, andiamo direttamente noi a pagare la bolletta”.

Il furgone

Il furgone

Il furgone e le scommesse

Il furgone del Samaritano, viene gestito dal direttivo, che lo ha affidato in uso ad un paio di utenti, uno dei quali è stato al centro di un nostro articolo. Abbiamo riscontrato in lui, tramite ripetute segnalazioni, una forte dipendenza dal gioco. La sua storia è stata piena di difficoltà: salvato dai volontari del Samaritano da una situazione di abbandono, portato negli uffici del patronato per la richiesta di una pensione che tutt’ora percepisce, ha prima alloggiato in uno dei due mini appartamenti per circa un anno ed ora è ospite fisso degli alloggi di prima necessità alla Casa del Volontariato. Ora il suo apporto all’associazione è diventato fondamentale, in quanto realizza in prima persona vari lavori, tra i quali: riparazioni, imbiancamento, trasporto merci, aiutando così l’associazione a risparmiare compiendo i lavori in economia.

Il presidente ci ha rivelato che era a conoscenza di questa problematica già da un anno (confermando che nel nostro articolo avevamo visto giusto, a dispetto anche di chi non credeva a ciò che abbiamo scritto). Provando anche a parlare con il gestore del bar(che ha minimizzato il problema) non si è riusciti a modificare una situazione che poteva portare a delle conclusioni spiacevoli. Qualche mese fa il direttivo si è espresso per un’operazione “trasparenza”, affiggendo sul furgone i simboli dell’associazione, “perché non abbiamo niente da nascondere”- dichiara il presidente. “Quella di lasciare il furgone al volontario è stata una scelta umana del direttivo. Non è che finito il servizio possiamo dirgli: adesso lasci il furgone e torni a casa a piedi. Poi quello che fa al bar noi non lo possiamo sapere con certezza”, ha concluso il presidente Panetta.

Il disagio

Dalle parole di Panetta abbiamo capito che il disagio che l’associazione si trova di fronte è troppo grande da combattere e vincere con la “forza” che ha adesso. Principalmente per mancanza di “personale”, cioè di volontari che mettano a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità per aiutare le molte famiglie di Porto Sant’Elpidio che si trovano in difficoltà.

Per esempio la persona in questione avrebbe bisogno di un aiuto psicologico per superare la dipendenza da gioco d’azzardo, che ormai e purtroppo ci siamo abituati a sopportare perché dilagante nel nostro paese.

L'entrata della sede principale

L’entrata della sede principale

Il conflitto d’interesse

Abbiamo chiesto inoltre ai tre volontari come fosse andata a finire la questione uscita fuori in campagna elettorale, in cui l’allora candidato sindaco Andrea Putzu accusava: “alla Caritas si fa campagna elettorale con pasta e santini”.

Io come presidente mi sono sentito in dovere di rispondere negando assolutamente le affermazioni di Putzu, e ci siamo riservati la possibilità di azioni legali, che però mi sembra non siano mai partite” -afferma il presidente Panetta, e continua- “mi sono imposto con le persone coinvolte nella campagna elettorale per lasciar fuori dal Samaritano le questioni politiche, un volontario che era candidato si è per così dire “ritirato” in quel periodo, e Dino Pasquali si è visto poche volte”. Proprio Dino Pasquali e anche Sergio Stacchietti sarebbero stati i bersagli dell’accusa di Putzu, visto che sono i genitori rispettivamente di un assessore e di un consigliere di maggioranza. L’accusa è stata fatta, le conseguenze legali non ci sono state, ma il conflitto d’interesse di Stacchietti figlio e Pasquali figlia rimane, perché da una parte i due amministrano la città, e dall’altra gestiscono indirettamente gli aiuti per una fetta di popolazione abbastanza grande(intorno ai mille utenti, sommando le persone coinvolte nei vari tipi di aiuto) ed in netta difficoltà, che in periodo di elezioni potrebbe diventare un ghiotto bacino di voti.

Riflessioni

Lo scopo principale di quest’associazione è quello di rimettere in carreggiata gli utenti di cui si occupa, facendo così in modo che non debbano più avere il bisogno di essere aiutati. “Certamente questo è un compito difficile da portare a termine, tanto più -dice il presidente Panetta- se ci troviamo a compiere quest’opera in pochi”, e lancia un appello a tutta la cittadinanza invitando più persone possibile ad avvicinarsi al “Samaritano”.

Una cosa è chiara: l’associazione si occupa di aiutare una fascia di popolazione estremamente bisognosa e purtroppo in aumento. Le iniziative messe in campo sono tante(raccolta e distribuzione di cibo, di vestiti, di aiuti monetari ecc.), le strutture in gestione sono parecchie(refettorio da trenta posti, due appartamentini, un alloggio d’emergenza per una decina di persone ecc.), ma i volontari(quelli che devono gestire il tutto) sono pochi, anzi sono in calo rispetto agli anni passati.

Anche a causa di ciò si possono creare situazioni imbarazzanti o spiacevoli. Per risolvere tali problematiche e per aiutare nella sua opera quest’associazione ognuno di noi può fare del suo: facciamolo!

Il bilancio sociale 2012 dell’associazione “Il Samaritano”:

Bilancio-sociale2012

Foto: https://www.facebook.com/ilsamaritanoonlus/photos_stream

Consiglio comunale: ok per dehors e divisione appalti, istituita la Commissione di Vigilanza

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – La “notizia” è sulla bocca di tutti, i consiglieri Giuseppe Summa ed Elio Natali di “Patti Chiari” sono rientrati in maggioranza dopo appena 20 giorni del loro limbo politico. Nessuna sorpresa da parte della sala, tranne quella dei compagni di lista. Riscaldato l’ambiente dalle giustificazioni del ritorno all’ovile, come la presunta rissosità di un’opposizione che ha fino ad ora votato sempre compatta, si è passati a materie più sostanziali.

L’approvazione del regolamento sui dehors, ad esempio, le strutture esterne degli esercizi commerciali, i quali ora saranno di fatto permanenti: 2 anni rinnovabili per altrettanti. “Verranno garantiti un minimo di 20 mq fino a un massimo di 100. Non possono essere superiori al 50% della superfice occupata dall’esercizio”. Afferma l’ass. all’Urbanistica Annalinda Pasquali. “Norme tese ad aumentare i servizi degli esercizi con poche centinai di euro, soprattutto in una situazione economica come quella che stiamo vivendo”. Continua Daniele Stacchietti, presidente della III Commissione che insieme all’opposizione ha lavorato sul tema. Mentre Roberto Cerquozzi tiene a sottolineare la forte discrezione della Giunta riguardo all’occupazione del suolo pubblico (valutato come quello privato), auspicando che possa essere interpellata la commissione stessa qual ora ne fosse richiesto l’intervento. Putzu denuncia disparità di trattamento dei commercianti, asserendo anche che il Sindaco abbia mandato per mail una bozza del piano a gestori amici prima che questo fosse approvato.

I fondi scarseggiano e anche il comparto sociale ne risente. Il costo per ospite delle mense dei centri della “Cittadella del Sole” e “La Serra” sarà ora stilato in base all’ISEE; i 6 euro totali verranno pagati dal comune per quelli sotto i 7,500 euro, mentre fino ai 20,000 si pagherà 4,50 euro integrando il contributo comunale. Oltre questa soglia si pagherà la quota intera.

Mentre per l’atto di indirizzo sullo spacchettamento degli appalti, tema discusso in campagna elettorale, presente in molti programmi, e fortemente voluto dalla Cna, c’è stata l’opposizione del consigliere Giuseppe Summa, quest’ultimo proprietario di una ditta edile: conflitto di interessi? Mentre l’intera assise si è dimostrata favorevole. Il sindaco ha parlato di “volontà politica che il Consiglio da a questo atto di indirizzo”. Il consigliere Summa non era d’accordo “perché i bandi al ribasso non sono sinonimo di qualità”. Vero. Ma è vero anche che nei vari criteri dei bandi l’offerta economica non è l’unico per aggiudicarsi un appalto.

La Commissione di Vigilanza e Controllo, richiesta dall’opposizione e definita dallo Statuto comunale, è stata istituita ad ulteriore garanzia di trasparenza oltre che al controllo esterno redatto dalla Corte dei Conti e a quello interno di responsabilità amministrativa ed economica (già dl. 174/2012). Presidente eletto Massimo Spina, componenti: Luca Piermartiri, Giuseppe Summa, Sergio Ciarrocca, Andrea Putzu.

5 Stelle, incontro con i cittadini sul Consiglio comunale e Bilancio partecipato

PORTO SANT’ELPIDIO – Il Movimento 5 stelle Porto sant’elpidio, insieme ai suoi due Consiglieri comunali, Roberto Cerquozzi e Massimo Spina, esporranno, Giovedì 24 ottobre presso la Sala conferenze della Croce Verde, le votazioni dell’ultimo Consiglio Comunale. Nella serata di lunedì 28 un’altra iniziativa, tema il bilancio partecipato, ospite il Presidente del Centro Studi per la Democrazia Partecipativa dell’Università degli Studi di Milano

Il Comunicato dei 5 Stelle: https://postitpse.wordpress.com/?attachment_id=1480

Putzu lascia il Consiglio provinciale

Di Andrea Putzu (Fratelli d’Italia)

PORTO SANT’ELPIDIO – Dopo una lunga riflessione, ho deciso di rassegnare le dimissioni da consigliere provinciale. Una scelta ponderata, che prende le mosse da diversi aspetti. In primo luogo, ritengo che in questo momento sia doveroso da parte mia occuparmi principalmente della mia città, Porto Sant’Elpidio.

L’ampia fiducia riscossa da parte dell’elettorato, che mi ha portato a sfiorare l’elezione alla carica di sindaco pur non avendo alle spalle i grandi partiti, mi impone di concentrare le mie energie sul mandato ricevuto dagli elettori. Porto Sant’Elpidio, peraltro, vive una fase politica di estrema fragilità, vista l’immediata frantumazione del patto politico-amministrativo tra le forze che hanno portato il centrosinistra conquistare il governo locale. C’è bisogno di un’opposizione presente, costante e attenta.

In secondo luogo, ritengo esaurito il mio compito tra i banchi del consiglio provinciale. Sono deluso dall’istituzione Provincia, che ritengo non sia stata in grado di esprimere, in questi anni, buona parte degli obiettivi con i quali era nata.

Credo che il fermano, nato trascinato dall’entusiasmo di una popolazione che orgogliosamente rivendicava la propria autonomia, non sia stato capace di esprimere, a livello politico, senza distinzioni di schieramenti o di colori, l’importanza della sua funzione ed il valore della sua esistenza. Se a distanza di 4 anni e mezzo dalla costituzione della provincia di Fermo ed a 9 dalla legge che l’ha istituita, la stragrande maggioranza della popolazione non percepisce l’utilità di questa istituzione, evidentemente abbiamo fallito, tutti. Se da una parte ci sono cittadini arrabbiati con le istituzioni perche’ esse non danno più risposte, dall’altra ci sono dirigenti che guadagnano circa 100.000 euro all’anno e firmano atti amministrativi senza conoscere le problematiche serie che il nostro territorio ha.

Ritengo di non aver più nulla da esprimere in questo scorcio di legislatura che volge al termine.  Ho la sensazione che in questi ultimi mesi, tutto si stia limitando ad un gioco di strategie e calcoli politici da parte dei protagonisti di un ente che era nato con ben altre aspirazioni.

Non credo di poter offrire altro ai cittadini del fermano con la mia presenza sui banchi di minoranza e sono  certo che queste dimissioni saranno utili a me ed ai cittadini della citta’ che amo per rilanciare con proposte serie e con più tempo da dedicare a loro che oggi ne hanno veramente bisogno di una presenza fisica da parte di chi fa politica

Stoccaggio gas, Edison presenta il progetto al ministero: Provincia e Comune contrari

Di Marco Vesperini

SANT’ELPIDIO A MARE – Continua l’odissea elpidiense dello stoccaggio gas. La compagnia Edison ha presentato un progetto definitivo al Ministero per lo Sviluppo Economico. Nel frattempo il Comune e la Provincia di Fermo trovano l’intesa politica esplicitata dalla delibera di Giunta provinciale che dichiara il suo fermo no alla realizzazione dell’impianto presso il giacimento “Palazzo Moroni”.

“Il territorio ha espresso le sue volontà rispetto l’impianto che Edison vorrebbe costruire nel comune di Sant’Elpidio a Mare – afferma l’assessore all’Urbanistica Marcello Diomedi, spiegando che – l’ultimo c.t.r. (Comitato Tecnico Regionale) ha dato ragione a noi riguardo l’incompatibilità con la conduttura”. Per quanto riguarda le valutazioni della Seveso II, la direttiva europea sulle probabilità di incidenti di questo genere di impianti, la compagnia francese, ad oggi, non ha eseguito le valutazioni per il giacimento del pozzo e una delle condotte che rimarrà in parte non interrata. Prevedendo, per quest’ultima, una protezione in scatolato non meglio precisato, senza aver presentato al Comitato le valutazioni di probabilità di incidenti con tale “protezione”.

Intanto la compagnia francese sta andando avanti con la procedura di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) concessa nell’ottobre 2012 e tutt’ora impugnata dal Comune con ricorso pendente al Tar. Infatti sono partiti gli espropri dei lotti privati per la costruzione dell’impianto, conseguenza dell’iter che ha suscitato non poche lamentale da parte dei proprietari. “Anche il Comitato salute ambiente e territorio entro la fine del mese dovrebbe impugnare il V.I.A. come già fatto dal Comune – continua l’assessore – noi ci stiamo battendo in un ambito tecnico presso il c.t.r. e possiamo fare soltanto obiezioni tecniche, ma quella decisiva la giocherà la politica, abbiamo avuto le rassicurazioni dell’assessore ragionale e anche se chiediamo che la Giunta ragione si pronunci contrario ci basterebbe che lo faccia alla Conferenza dei servizi”. Il Ministero ha inviato proprio a quest’ultima una lettera per chiedere l’assenso del territorio e questo rilascia la prossima decisione, fondamentale, nelle mani di Spacca e dei suoi.

Non vi sono, come ricorda Diomedi, gli interessi del territorio a favore di tale impianto. Sia per il rischio di incidenti, sia per il deprezzamento degli immobili nell’area, che ricordiamo è di tipo residenziale, sia per gli interrogativi legati alla sismicità indotta, sia per il dl. Fare 2 in cui vengono tagliati 1.5 miliardi di metri cubi in meno rispetto il 2010 per la richiesta inferiore che il mercato ha prodotto in questi anni, e ultimo ma non per questo meno importante l’immagine data da un territorio che vuole avere una forte caratterizzazione turistica.

“Non è da escludere che questo potrebbe essere l’inizio – continua Diomedi – perché vi sono altre locazioni di ex giacimenti che possono essere usati per lo stoccaggio nella provincia dove potrebbero essere costruiti gli impianti. Anche in aree abitate”. Questa quindi potrebbe non essere soltanto la battaglia di un Comune ma di tutto un territorio che dovrà decidere per il proprio futuro economico. La Regione Marche dovrà tenerne conto.

ANALISI DELIBERA DI GIUNTA N. 185 DEL 2.10.2013 – COMUNE DI PORTO SANT’ELPIDIO

Di Fratelli d’Italia, Andrea Balestrieri

PORTO SANT’ELPIDIO – Riteniamo scandaloso l’atto di indirizzo deliberato in sede di Giunta per la redazione del nuovo bando per la gestione del palazzetto e delle palestre comunali.
Oltre l’assurdità di dare in gestione beni del comune a privati a cui viene anche versato un contributo di circa 90.000 (prima 123.000) riteniamo ci siano molteplici vizi nella delibera.
E’ incomprensibile che siano escluse dalla gara le società o associazioni che non abbiamo almeno tre anni di esperienza nella gestione di impianti è un fattore discriminante che limita enormemente l’accessibilità.

Un bando ove l’offerta tecnica (parametro non confrontabile in maniera oggettiva) vale il 70% a discapito del parametro sulla migliore offerta economica che pesa solo il 30%.
Siamo difronte all’ennessima presa di posizione di una giunta che non coinvolge le commissioni e si accinge ad approvare l’ennesimo atto a discapito della città che da qui a pochi giorni verrà informata dell’innalzamento delle imposte comunali.

Andremo fino in fondo su questa situazione coinvolgeremo tutta l’opposizione per farne una battaglia comune, inviteremo anche i consiglieri Natali e Summa a commentare la questione visto che in consiglio si sono dichiarati vicini alla maggioranza, ma forse si dimenticano che nel loro programma indicavano la volontà di combattere gli sprechi e gli abusi di potere o forse la maggioranza si è dimenticata di avvisarli?

Premiati i “Comuni ricicloni”: Pedaso, Altidona, Torre San Patrizio, Porto San Giorgio

Di Marco Vesperini

FERMO – Questi i comuni del fermano premiati ieri nella sede della Provincia per aver superato la soglia del 65% di raccolta differenziata. L’ormai storico premio inventato da Legambiente ha visto vincitori quattro comuni fermani dopo la brutta performance a livello nazionale del luglio scorso.

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“Reginetta” del quartetto Pedaso con il 71,03 segue Altidona con il 65,80 Torre San Patrizio con il 65,73 e Porto San Giorgio con il 65,23. Non raggiunge la percentuale di poco Porto Sant’Elpidio che fu il primo tra i Comuni marchigiani ad attivare la differenziata porta a porta. I Comuni che non raggiungono la soglia obbligatoria del 65% di differenziato, prevista per legge, incapperanno in un’addizionale del 20% per lo smaltimento del non-riciclabile.

“Vorrei ricordare, in questi giorni difficili penso a quello che è successo a Lampedusa, che nei centri di riciclaggio provinciale c’è una grande percentuale di immigrati. Un pensiero va a P.s.e. perché è stato il primo comune delle marche abbastanza grande ad avviare la raccolta differenziata. Marche regione che ricicla di più nel centro e centro-sud. 41 comuni su 59 con la raccolta oltre il 65 %, 4 sono della provincia”. Afferma il Presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti, ricordando anche il tragico evento di questa settimana. “Con il 56 % media regionale, 74 i comuni che hanno superato il 65% della media regionale, contro il 60 % del 2011, più che raddoppiato il dato del 2008 – afferma l’Assessore regionale Maura Malaspina – bisognerà lavorare anche nel fermano per raggiungere una maggiore percentuale. I 4 comuni che hanno avranno una tariffa in discarica minore rispetto gli altri”.

Infatti se vi sono questi comuni virtuosi, che oltre alla raccolta porta a porta spinta, si portano avanti con la creazione di centri del riuso (Porto Sant’Elpidio è stato il primo a dotarsene, ma stanno seguendo anche Pedaso e Altidona con un progetto comune), ve ne sono altri con percentuali irrisorie (10%) come Montegiorgio, Ponzano di Fermo, Monterubbiano, Monterinaldo e Monsampietro Morico. I quali abbassano la media provinciale al 42,75%. “Quando si parte dalla differenziata urbana non tutti i rifiuti vengono riciclati allo stesso modo, quelli artigianali o delle fabbriche non sono sommati a quelli delle abitazioni – afferma Luigino Quarchioni di Legambiente – L’Europa ci ha chiesto di fare un piano per la prevenzione dei rifiuti entro fine 2013, che il governo neanche la bozza ha fatto, si dovrà fare ancora molto in questo senso. Poi il passaggio tassa- tariffa. Nei comuni dove questo avviene è migliorata la qualità della raccolta differenziata perché la gente produce meno grigio e paga meno bolletta, e aumenta anche la quantità degli altri rifiuti riciclabili”.

Fonte immagine: www.legambiente.it

Ad esser troppo buoni…

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – L’altro giorno mi è capitato di assistere ad una piccola discussione mentre ero passato a salutare un amico a lavoro, in cui un uomo parlava animatamente sul ciglio della strada. Continuando a discutere attraversa la carreggiata e si dirige verso la mia direzione, ma l’interlocutore a cui si sta rivolgendo non sono io: ma il padre del mio amico, appena sceso dall’auto. Incuriositi ci avviciniamo e sento questa persona lamentarsi per qualcosa riguardante un’associazione di volontariato.
Il nocciolo della questione era futile.
Si lamentava del fatto che il furgone dell’associazione sostava costantemente almeno due ore al mattino e due al pomeriggio nei pressi del bar scommesse di Via Belgio. L’uomo sosteneva che fosse parcheggiato li perché il conducente andava a scommettere, mettendo in risalto la pessima figura che stava facendo fare all’associazione e che se aveva i soldi per scommettere, non era così bisognoso ecc.
Il conducente del furgone, ce ne siamo accertati, è un utente dell’associazione di volontariato. Uno dei tanti che vengono aiutati perché vertono in situazioni di difficoltà. Quindi abbiamo verificato se questo comportamento fosse solo un caso isolato o se si verificasse costantemente.

Fonte: archivio POST IT PSE

Foto: archivio POST IT PSE

Dal modo in cui l’uomo si lamentava col padre del mio amico si capiva che la sua era soltanto una preoccupazione superficiale.

Sono sicuro che a questa persona non importava realmente della figura che stesse facendo l’associazione, avrà avuto i suoi astiosi motivi, temo persino rivalità calcistiche, e questo l’ho capito perché proponeva come soluzione che parcheggiasse il furgone lontano dal Bar e lo raggiungesse a piedi per non dare nell’occhio. Invece di chiedere se questa persona venisse concretamente aiutata e invece evidentemente non lo era; e nemmeno che il furgone in questione, usato con tali finalità, potesse essere più utile altrove.

Vero è che la gente dovrebbe pensare ai propri problemi ma inevitabilmente mi sono chiesto: questa associazione non vive di donazioni?
Credo basti questa domanda per far desistere lo scommettitore. Non pensate possa essere deleterio per la beneficenza? Non mi fiderei di entrare in un fight club dove tutti parlano del fight club.

Pare che questo utente sia in difficoltà da diverso tempo ormai. Ma se anche fosse finito in difficoltà da poco, non sarebbe grave se proprio l’associazione che gli ha teso una mano fosse la stessa che perpetra la sua problematica, fornendo anche un mezzo di sua proprietà per alimentare un problema che dovrebbe cercare di risolvere o comunque cercare di fargli evitare qualla ‘strada’?

Non solo ciò arrecherebbe danno all’utente, o agli utenti (sarà il solo?), ma usando soldi derivanti da donazioni di privati o pubblici, potrebbe insinuarsi il rischio che tali associazioni, le quali dovrebbero aiutare i bisognosi, li sostengano in modo errato per far si che abbiano bisogno di loro, delle donazioni e della gestione che ne deriva. È già capitato purtroppo a livello nazionale ed internazionale. Con conseguenze anche peggiori della mera gestione delle donazioni. Un’associazione benefica non dovrebbe istillare dubbio alcuno sulla sua efficacia o gestione con possibili casi di negligenza.

Dico questo perché, un associazione di volontariato attiva e che fa concretamente del bene indistintamente a tutti, come appunto “Il Samaritano” che offre tantissimi tipi di aiuto, può permettersi la pecca di non prestare un supporto psicologico ai suoi utenti?
Secondo me sarebbe un ottimo investimento, che permetterebbe non ad 1 ma a 30 utenti con problemi di alcool, droga o gioco, di venire supportati rimettendoli davvero in ‘carreggiata’ per poi non dipendere più dall’associazione, invece che creare un bacino di utenza che inevitabilmente andrà ad aumentare.

“Non credo che 50 mila euro all’anno in meno ai dirigenti risolvano i problemi della città”

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Questo quanto affermato dalla consigliera Barbara Mecozzi (PD) in merito alla mozione del Movimento 5 Stelle sulla riduzione dell’indennità di posizione dei dirigenti comunali, bocciata dalla maggioranza nel primo Consiglio comunale utile svoltosi nella giornata di ieri. In tempi di crisi feroce, facente parte di un’Amministrazione che combatte ogni giorno per trovare i fondi necessari anche alla manutenzione ordinaria, come il sindaco Franchellucci ha più volte ricordato, Barbara Mecozzi “Non crede”. Ma torniamo indietro, contestualizzando tali forti affermazioni di un consigliere facente parte di una compagine politica che si dichiara di sinistra.

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L’assise cittadina in seduta di Consiglio

La mozione in questione, uno dei tanti punti all’ordine del giorno, è quella su cui maggiormente si è acceso il dibattito. Il suo relatore chiedeva che l’indennità di posizione, facente parte della remunerazione annua dei dirigenti del Comune (4 in totale, contando anche quella percepita dal segretario comunale, tutte intorno ai 22 mila euro) venisse portata al minimo consentito dalla legge: 11 mila euro. Senza andare né ad intaccare lo stipendio percepito (intorno ai 5-6 mila euro per i tre dirigenti di funzione), come da contratto nazionale, né l’indennità di risultato, un importo minore rispetto quella di posizione. E che il risparmio di queste risorse, che sommate si aggirano intorno ai 50 mila euro annui, 250 mila per l’intera legislatura, andasse indirizzato verso il comparto sociale, come ipotesi, lasciando discrezione alla Giunta in merito.

L’alzata di scudi levatasi dai banchi della maggioranza non si vedeva dai tempi delle Termopili. “Abbassare l’indennità di posizione non potrebbe essere così conveniente, soprattutto oggi che il mercato dei dirigenti è così concorrenziale, e questo avviene anche nel nostro Comune – afferma Daniele Stacchietti (PD) – anche se la proposta di darlo al sociale mi tocca da vicino. Bisogna fare economie altrove come stiamo facendo con le istallazioni del solare-termico negli edifici pubblici”. E citando la fuga dei cervelli la rapporta ad una possibile fuga dei dirigenti comunali, in cerca di lidi migliori. Anche Simone Malavolta (Popolari per Porto Sant’Elpidio) è del parere che “non è così vantaggioso abbassare il valore professionale dei dirigenti”. Sia Barbara Mecozzi che lo stesso primo cittadino, ricordano che “ll nostro è un Comune virtuoso rispetto le indennità e il numero di dirigenti dei nostri vicini – e continua Nazareno Franchellucci – oggi chi conosce la pubblica amministrazione sa quanto sia fondamentale il lavoro di un dirigente che in questi ultimi anni ha molte più responsabilità rispetto al passato, e che in certi casi la firma di uno di essi può contare più di quella di un assessore. Anche loro in questi anni si sono guardati intorno, con situazioni come Fermo che ne ha all’attivo 9 i quali percepiscono complessivamente intorno alle 250 mila euro di indennità di posizione, o Porto San Giorgio, con un numero minore di abitanti, e con 5 dirigenti e circa 90 mila euro complessivi di indennità di posizione percepita”.

Inutili le ragioni portate dai banchi dell’opposizione. “Dubito che se venisse fatto un bando per posti vacanti lasciati da qualche dirigente che giustamente volesse cambiare Comune, questo andrebbe deserto, ci sarebbe la fila – afferma Roberto Cerquozzi (M5Stelle) – parliamo di compensi da 70 – 80 mila euro annui. Nessuno va a toccare né gli stipendi base, né quelli di risultato. E il Comune avrebbe 53 mila euro annui in più a bilancio”. Mentre Massimo Spina ripete come un mantra che “nessuno mette in dubbio la professionalità dei nostri dirigenti che sono sicuro siano bravissimi, ma questo è un atto di civiltà oltre che di solidarietà in un momento in cui a tutti vengono chiesti dei sacrifici”. Mentre per Enzo Farina “premettendo che penso che i nostri dirigenti siano bravissimi, se fosse necessario non sarei così negativo sul fatto di trovare altri dirigenti anche giovani. I tagli sono giusti, al di là della competenza”. Prende la parola anche Elio Natali (Patti Chiari) e in un concitato e caloroso intervento afferma: «Oggi abbiamo perso la nostra identità, lo dico chiaramente. Io sono orgoglioso di considerarmi di sinistra. Ma dove siamo finiti se si dice c’è il mercato dei dirigenti?! Il risparmio bisogna farlo anche qui. Un’orlatrice guadagna 11 mila euro annui, perché facciamo politica allora? Se c’è bisogno di fare i sacrifici bisogna farli tutti quanti».

La votazione si è conclusa con 9 voti contrari (maggioranza), 5 favorevoli (opposizione) e 2 astenuti (Patti Chiari). Un professionista se sente il bisogno di spostarsi e cercare situazioni lavorative migliori ha il diritto di farlo, ma è compito dell’Amministrazione sostituirlo nel migliore dei modi, facendo anche uno sforzo in questo senso. E poi con quale certezza si può pensare che il legame che hanno questi professionisti con la comunità sia così poco solido da non poter fare a meno di 900 euro al mese in un periodo di difficoltà? 50 mila euro non risolveranno i problemi della città, la consigliera Mecozzi ha ragione, ma qualche aiuto lo possono dare. I contribuenti potrebbero avvicinarsi alla sua linea di pensiero; quando arriveranno nelle loro case le sollecitazioni di pagamento di Imu e T.A.R.E.S potrebbero andare negli uffici comunali dicendo: «Non credo che queste poche centinai di euro all’anno risolverebbero le problematiche di Porto Sant’Elpidio».

Fonte immagine: https://www.facebook.com/photo.phpfbid=370198343110868&set=a.370198573110845.1073741829.141141572683214&type=1&theater

Piazza Giuseppe Garibaldi (palazzinaro)

di Riccardo Marchionni

Me ne sono accorto solo io o ci avete fatto caso anche voi che dopo la cacciata di Scotucci dei lavori in piazza Garibaldi se ne parla come se niente fosse successo?

I lavori che proseguono in piazza Garibaldi sono per la “messa in sicurezza”, tenete bene presente questo concetto. Non si ristruttura o riqualifica, si mette in sicurezza.

Parla così il sindaco: “Nuovo look, dunque, per l’area Piazza in occasione della Festa di San Crispino, una rinfrescata all’intera zona per rendere più gradevole e fruibile questo spazio in attesa di procedere con la vera ed effettiva riqualificazione.”

Intanto la piazza si rinfresca, anche perché non sarebbe stato più accettabile continuare ad avere delle macerie al centro della piazza, poi si procederà con la “vera ed effettiva riqualificazione”. La traduzione di “vera ed effettiva riqualificazione”, ce la fece una volta l’allora candidato sindaco Sergio Belletti in una memorabile serata al teatro delle Api, quando con l’ausilio delle mani che mimavano la forma di una casa disse “quissu vole fa na palazzina mmenzo de piazza”.

Quindi “vera ed effettiva riqualificazione” sta in realtà per “palazzina di quattro piani in mezzo alla piazza”. Sarebbe il caso di iniziare a chiamare le cose con il nome proprio, quello più consono e calzante, non imbellettare verbalmente obbrobri urbanistici e politici.

I nostri amministratori hanno infilato una serie di mosse strategiche in piazza Garibaldi da far impallidire il miglior stratega del mondo. Hanno fatto comprare il teatro ad un privato senza pianificare un piano per l’acquisto da parte del comune. Con il vincolo messo dalla sovrintendenza ai beni culturali sul Beniamino Gigli, si è intoppato il piano del “padrino” della città, che tanto si è buttato nella propria carriera politica. Non è stato da meno il successore che dieci giorni prima che l’ex comune venisse vincolato, nel buio di una notte di dicembre lo ha raso al suolo. Al suo posto dovrebbe sorgere questa palazzina che servirà come pegno da dare in cambio ai proprietari dello stabile di fronte(quello di Birimbao), che dovrà essere anch’esso abbattuto. Ricapitolando: giù l’ex comune, giù l’edificio di Birimbao, su una palazzina in mezzo alla piazza.

A parte  lo spreco di energie e risorse che si perpetua con questo piano, basterebbe parlare cinque minuti con un esperto di urbanistica per capire che costruire in mezzo ad una piazza è stupido, casomai sarebbe meglio costruire di fianco alla statale, per creare una barriera dalla strada, non in mezzo alla piazza per creare una barriera dalla ferrovia(come è stato detto in campagna elettorale da Franchellucci).

Questo pomeriggio in consiglio comunale è prevista un’interpellanza sui lavori di piazza Garibaldi, speriamo che almeno si parli in maniera chiara e trasparente.