POST IT PSE AWARDS 2014

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Eccoci arrivati all’appuntamento più atteso da tutti i lettori del nostro Blog, ovvero agli ambitissimi POST IT PSE AWARDS. Anche quest’anno abbiamo selezionato per voi i migliori avvenimenti e i personaggi che hanno segnato maggiormente la vita pubblica cittadina.

L’anno che si sta concludendo è stato ricco di cambiamenti e noi di POST IT abbiamo seguito tutto con lo spirito di libertà che ci contraddistingue. Il supporto dei nostri lettori è stato fondamentale per continuare la nostra attività: dalle collaborazioni attive, alle segnalazioni, alle semplici pacche sulle spalle accompagnate da un “bravi, continuate così”.

Lanciando questo concorso rivolgiamo a tutti i più sentiti auguri di buon Natale e felice anno nuovo, augurandoci che l’anno che verrà sia migliore di quello appena trascorso.

Anche per quest’anno non mancano le sorprese, infatti sono cambiate alcune categorie: abbiamo aggiunto “Top player di Pse Speaker’s Corner” per decretare il personaggio più importante del gruppo di discussione più amato/odiato di Pse. Abbiamo inoltre istituito un premio speciale, che la redazione assegnerà al cittadino che si è distinto durante l’anno per determinate peculiarità. Sarete quindi voi a decretare chi sarà l’elpidiense dell’anno, e i vincitori di tutte le altre categorie. Avanti, al voto!

Ecco le categorie:

Elpidiense dell’anno

Evento dell’anno

Peggior figura dell’anno

Miglior attore non protagonista

Effetti speciali

Premio alla carriera

Rivelazione dell’anno

Top player di Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La città delle figuracce

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ha qualcosa di stupefacente quello che succede a Pse. La città del Natale con albero di Natale, ma senza addobbi. Con il programma degli eventi di Natale, ma senza la pista di pattinaggio e il teatro-tenda che dovrebbe ospitarli.

L’esperienza dell’anno scorso con la pista di pattinaggio(montata senza delibera, con convenzioni e sconti poco chiari, con perdite di acqua che hanno causato degli incidenti) sarebbe dovuta servire da lezione al Sindaco “per far meglio i prossimi anni”, invece sembra che sia servita a poco.

Infatti anche quest’anno i nostri amministratori hanno dato prova d’inadeguatezza. Nonostante sul programma “La città del Natale” sia scritto che da giovedì 11 dicembre a domenica 18 gennaio ci sarebbe stata una pista di pattinaggio e un teatro tenda per ospitare eventi, niente di tutto questo ci sarà. “Autorizzazione respinta per incompletezza della domanda”, questa la spiegazione che viene dal comune. Nicola Convertino (proprietario della società Insonnia Agency), che avrebbe dovuto montare la pista, il tendone e che avrebbe organizzato parecchi eventi, dice che “il sindaco non vuole firmare l’autorizzazione”, e che hanno respinto la domanda “senza specificare cosa mancava”.

Due questioni sono da chiarire. La prima: cos’è che manca alla domanda presentata da Insonnia Agency? La scelta del Sindaco di non firmare l’autorizzazione al montaggio della pista e del tendone potrebbe anche essere vista come una positiva prudenza se venisse spiegato il perché. Altrimenti si lascia spazio a delle supposizioni che, si sa, non portano mai da nessuna parte. Aspettiamo fiduciosi che Franchellucci chiarisca questa scelta.

locandinanatalealternativa

Seconda questione. L’assessore al Turismo Milena Sebastiani esce ridimensionata da questa storia. L’assessore organizzaeventi che incappa in un problema (forse)burocratico e manda in mezzo fallimento la città del Natale è da criticare o da elogiare “perché comunque è l’unica che si dà da fare?”

Avrebbe potuto assicurarsi prima che l’agenzia alla quale affidava l’organizzazione del natale avesse tutti i requisiti per fare ciò che proponeva. Invece così è stata “sbugiardata” dal Sindaco che non si è voluto prendere la responsabilità di far montare il tendone e la pista di ghiaccio. Dopo un fallimento del genere di solito ci dovrebbero essere delle conseguenze adeguate.

Il post di Milena Sebastiani subito cancellato, lo trovate solo su Post It Pse.

Il post di Milena Sebastiani subito cancellato, lo trovate solo su Post It Pse.

La Sebastiani si è distinta anche in un’altra occasione, commentando il fatto che l’albero di Natale di piazza Garibaldi non fosse stato addobbato per l’8 dicembre. Evidentemente non era lei ad occuparsi dell’albero e degli addobbi, perché ha commentato con un tagliente post sul suo profilo facebook, poi prontamente cancellato. Come dovremmo considerare un assessore che gode del fallimento dell’operato di altri componenti della giunta, e che commenta una figuraccia di tutta l’amministrazione con un “No Milena… no party”? E che dire ora che proprio Milena ha toppato un party?

Come non citare infine la mega-figuraccia del consigliere Rocchi, che ha scatenato l’ira dei cittadini postando su Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner un’immagine dell’albero dell’anno scorso e augurando a tutti i cittadini un buon Natale. Correggendo il tiro successivamente dicendo che quella era una pubblicazione “edonistica”. Mai come in questo caso il silenzio sarebbe stato d’oro.

La conclusione alla quale si arriva analizzando la situazione è che l’amministrazione è allo sbaraglio, ognuno agisce per conto suo. È evidente che non c’è un lavoro di squadra in giunta, ma ogni assessore ha il proprio binario dove viaggia e costruisce la propria carriera personale insieme al proprio gruppo di fedelissimi. E come se non bastasse, a causa di deleghe date in base al peso elettorale, e non in base alle capacità personali, si è creata una confusione di competenze per cui l’assessore al Turismo insieme alla Commissione Pari Opportunità(dalla Sebastiani creata) organizza eventi culturali, che dovrebbero essere seguiti dall’assessore alla Cultura(Monica Leoni), ma che in realtà dovrebbe fare Annalinda Pasquali(vero assessore alla cultura), che però si occupa di Urbanistica ed Erosione Costiera.

Una giunta del genere non serve il paese, ma le singole personalità che la compongono, e se non cambia subito qualcosa non potremo che continuare ad essere “la città delle figuracce”.

Hip Hop e Street Art con Cinergie Musica, stasera a villa Baruchello

theartofrap

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Venerdì 5 dicembre si terrà il penultimo appuntamento con la sesta edizione di CINERGIE MUSICA. Il documentario, THE ART OF RAP, girato dal rapper e padre dell’Hip Hop Ice-T e da Andy Baybutt nel 2012, indaga sulle origine e l’evoluzione dl rap: come è passato dalle strade delle periferie alle vette delle classifiche? Come nasce un pezzo Hip Hop? A queste domande rispondono i maggiori rapper del passato e del presente, tra i quali Eminem, Run-Dmc, Snoop Dog, Kanye West e tanti altri ancora.

Ospite speciale della serata sarà Giulio Vesprini, grafico e artista freelance, curatore di alcuni importanti progetti di Street Art in ambito regionale e nazionale.

L’appuntamento è quindi per stasera alle ore 21:30 alla sala conferenze di villa Baruchello.

Per ulteriori informazioni

Evento facebook:  https://www.facebook.com/events/739040999514302/?fref=ts

www.petitemaison.it

http://www.giuliovesprini.it

Sudomagodo se ne va. Chi sarà il prossimo?

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sconforto e delusione sono i due sentimenti che si provano a vedere il triste spettacolo dello chalet Sudomagodo che rischia di franare in mare. Sentimenti che si provano pensando a quanto lavoro e quanti soldi sono stati investiti in una struttura turistica che per colpa di scelte clamorosamente sbagliate da parte dell’amministrazione rischia di venire distrutta dalla forza del mare. E non sarà neanche l’unico a subire le conseguenze peggiori di tali scellerate scelte. Infatti nella tarda mattinata anche alcuni cubi di cemento che sostengono la pavimentazione di Saxa Beach sono franati in mare lasciando la struttura in balia delle onde.

In mattinata c’è stata una riunione proprio allo chalet Sudomagodo con l’amministrazione e la Capitaneria di Porto e si è arrivati alla conclusione che nell’immediato(domani) ci sarà una delibera ad hoc per permettere il posizionamento di blocchi di cemento a difesa delle strutture nell’area che va dai casotti dei pescatori fino a Saxa Beach. Lascia tutti ammutoliti Cristiano Recanati(proprietario di Saxa Beach) quando arriva sul posto, commentando con un rassegnato “e adesso che ci inventiamo?”.

Franchellucci, proprio perché ha deciso di improntare la sua amministrazione in continuità con quelle passate ora ne paga il prezzo. Paga lo scotto del non poter dire chiaramente ed apertamente che il progetto di salvaguardia della costa portato avanti dai suoi predecessori non solo non è stato efficace ma è stato dannoso. Ed il non ammettere questa ovvietà, unito al rattoppare malamente le pecche passate lo rende un Sindaco dimezzato. Non può essere sincero con i cittadini ed ha le mani legate per colpa delle precedenti amministrazioni. Ora infatti, scaricare la colpa sulla Regione che non ha incluso la nostra città nel piano regionale di difesa costiera, equivale a buttare fumo negli occhi. I soldi la Regione ce li ha già dati pochi anni fa, e la nostra amministrazione li ha usati malissimo, inoltre a livello regionale si preferisce intervenire dove ci sono pericoli per le infrastrutture pubbliche, e non è il caso nostro.

C’è anche il consigliere Enzo Farina a guardare la scena, “hanno fatto il lungomare sud per poter mettere la bandierina, ma il problema parte proprio da lì. Il problema riguarda il progetto del lungomare sud, del marciapiede, dei pali posti al contrario e in tale quantità che guardando in lontananza coprono la vista della spiaggia, e degli chalet costruiti troppo a ridosso del mare. Mi ricordo quand’ero più giovane il mare arrivava fino a lambire la ferrovia quando c’erano le mareggiate”, commenta laconico Farina. E dà anche una visione d’insieme dei problemi della nostra città, “è ora di dire basta, non se ne può più, la nostra città è impantanata in quattro/cinque situazioni private che bloccano lo sviluppo a discapito di tutti. Questo è un modo di fare che non va più bene, bisogna dirlo”.

Su questo fronte il Sindaco rischia grosso. Rischia di pagare il conto aperto dai suoi predecessori. Se i balneari intentano una causa collettiva contro il comune, come la mettiamo? Chi pagherà? Toccherà fare un pellegrinaggio fino al quartiere San Filippo e al quartiere Cretarola per suonare il campanello dei due ex sindaci e anche(forse soprattutto) a casa del quasi ex capo dell’ufficio tecnico.

Il piano di difesa costiera è stato un bluff per mascherare la costruzione della darsena, le barriere soffolte sono state fatte buttando la terra in mare al posto delle pietre, e i danni provocati dai pennelli ora ce li chiedono indietro i balneari con le cause in tribunale; il “lungomare sud” è costato tantissimo, è stato realizzato male e troppo vicino al mare(perché non era stata risolta la questione Fim, altra ferita aperta), e i cittadini che ci camminano sopra e cadono chiedono giustamente i danni al comune. Ma che modo di amministrare è questo? E che Sindaco è quello che è fiero di amministrare in continuità con chi ha commesso questi gravi errori?

La scomparsa degli chalet non sarà una cosa facile da far scordare alla cittadinanza. Nazareno Franchellucci è ad un bivio, o prende le distanze e ammette il fallimento delle strategie fin ora adottate e va a chiamare chi ha sbagliato per chiedergli conto di ciò che ha fatto, oppure, se non ha il coraggio di fare questo, è meglio che se ne torni a casa, perché la città non può restare un minuto in più sotto al giogo dei rapporti di potere che hanno segnato fino ad ora la nostra vita amministrativa.

Frodi bancarie e bollette energeitche, istruzioni per l’uso.

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – “Come evitare una frode bancaria, come procedere in sede legale in caso un cittadino dovesse sentirsi danneggiato; come leggere le bollette di luce e gas, come intervenire nel caso di errori dei fornitori e dove vanno a finire le tasse versate da noi cittadini”. Questi i punti che verranno toccati venerdì 28 novembre alle ore 21 presso la sala conferenze della casa del volontariato(Croce Verde), nel convegno intitolato “Frodi bancarie, bollette fortinure energetiche, tutela dei consumatori” organizzato dal gruppo Facebook “Sei di Porto Sant’Elpidio se…”.

“Scopo del convegno è quello di fornire ai cittadini diverse informazioni che molto spesso non trovano spazio attraverso i mass media nazionali e locali – specificano gli organizzatori, che continuano – pensiamo che di questi tempi il peggiore dei mali è il non sapere, ignorare. Questa malattia, però, dovete sapere che è curabile”.

Un’altra serata informativa aperta a tutti, quindi. “Stavolta si parlerà di Economia, Banche, Equitalia, etc, proprio per essere informati, per cercare di prendere meno fregature legalizzate possibili. Saremo supportati da relatori di livello nazionale ed internazionale.”

Interverranno Elio Veltri, Ex membro commissione parlamentare Anticorruzione e Presidente dell’associazione “Democrazia & Legalità”; Alessandro Lippo, consulente giuridico ass. “Consumatori Utenti”; Giuseppe Tosoni, Associazione “Tutela impresa”; Rodolfo Nasini, consulente settore energetico; Mirko Rainelli, “Co.Re.Com”.

seidipsefrodibancarie

La gita a Roma

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un pulmino parte dal Comune e percorre la A24 in direzione Roma. Ma non è la classica gita scolastica(anche se ne ha il sapore). È un’uscita per la presentazione del programma del Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio, nella sala stampa della Camera dei Deputati.

confstampateatrocameraroma

Appena vista la foto celebrativa con i protagonisti tutti in tiro e sorridenti ci siamo chiesti: ma che senso ha? Che senso ha fare la conferenza stampa di presentazione del programma teatrale della città di Porto Sant’Elpidio a Roma, alla Camera dei Deputati? Forse si punta al pubblico romano? O alla cerchia dei parlamentari? Chi lo sa…

Un teatro(o per meglio dire, un auditorium acchittato) costruito ai bordi di un quartiere residenziale, con 400 posti a sedere e 40 posti auto, che ha succhiato dal centro uno degli spazi caratterizzanti la piazza del paese, soltanto per il personale tornaconto in termini di immagine e di voti dell’apparato piddino locale.

La storia del “delle Api” infatti è rappresentativa del modo d’agire autoreferenziale e personalistico che hanno i nostri amministratori. Invece di acquisire il cineteatro moderno “Beniamino Gigli” il nostro padrino politico l’ha lasciato comprare ad un costruttore amico col quale si è accordato per la “valorizzazione” della piazza. Cioè, radiamo al suolo tutto e ricostruiamo con l’aggiunta di un po’ d’appartamenti che non fanno mai male. Il piano diabolico per fortuna o purtroppo non è andato a buon fine, lasciando la nostra piazza nelle condizioni che vediamo. Quindi invece che puntare su ciò che già esisteva, un teatro storico nel mezzo della piazza centrale della città, si è preferito ingaggiare un percorso di speculazione edilizia e di spostare il teatro in un quartiere periferico, lontano da tutto e da tutti. L’impressione è che Petrini abbia voluto costruirsi il suo personale teatrino da dare in gestione all’amico famoso che porta a Pse i propri amici della televisione a prezzi altrettanto amichevoli, e così sono tutti contenti.

Ecco allora che la conferenza stampa di presentazione del nostro(o loro) teatro che si celebra a Roma acquista senso. Il direttore, il nostro illustre concittadino Neri Marcorè, vive e lavora a Roma. Il nostro illustre concittadino Paolo Petrini lavora a Roma. Perché far spostare le persone importanti?

Così il legame tra il direttore del teatro e il Partito Democratico si rafforza. Ricorderanno tutti che prima delle elezioni amministrative del 2008 Marcorè sentenziò senza nessuna remora: “se non vince Andrenacci, non farò più il direttore del teatro”. Questo ci fa capire che non fa il direttore per il bene e l’interesse della nostra città, ma per piacere personale al politico potente. Siamo sicuri che sia positivo per la nostra città avere un direttore che lavora a queste condizioni?

La gita a Roma si sa, è un must di tutte le scuole italiane. Ed anche il nostro Sindaco non poteva fare a meno di visitare il luogo in cui il suo padre putativo è arrivato a sedere dopo anni di mala gestione della cosa pubblica. Speriamo che nonostante tutti questi anni di scuola petriniana il nostro Nazareno non segua le orme del suo mentore. Altrimenti per i prossimi anni ci ritroviamo un’altra cattedrale nel deserto, un altro fallimento su piazza Garibaldi, un altra strada inutile sul lungomare, un altro lungomare costosissimo e di qualità pessima con marciapiede perennemente rotto, un altra mancata risoluzione della questione Fim, un altro intervento a difesa della costa che aumenta l’erosione costiera, un altro ampliamento della zona industriale in momento di crisi, un altro progetto di depauperamento del territorio mascherato da opera di interesse pubblico, etc, etc.

Se sceglierà di seguire le orme di Petrini, con un po’ di fortuna e di aiuto ma senza la stessa disponibilità economica, tra qualche anno potrà sedersi sullo scranno che è andato a visitare l’altro giorno. Ma a noi cosa resterà? Se i nostri sindaci continuano a pensare soltanto alla loro carriera personale utilizzando la cosa pubblica per aumentare il loro potere, a noi cittadini cosa resterà in mano? Molto probabilmente una città ancora più disastrata di com’è oggi, e con le migliori risorse in mano ai privati collusi col potere politico.

Nel frattempo ci tocca sperare che Petrini diventi governatore, magari è la volta buona che fa qualcosa per il nostro paesello.

Il ‘campetto’ dove lo metto?

okallintegrazione

Anche Post-X vuole contribuire a trovare una soluzione per la sistemazione temporanea dei Rom e per questo propone e snocciola alcune interessanti prospettive che l’amministrazione dovrebbere prendere in considerazione e non dare ascolto a provocatori xenofobi che odiano così tanto i Rom da volerli collocare vicino a Piermartiri.

Ecco le zone individuate analizzando i dati forniti dagli esperti sondaggisti di Post-it:

SOLUZIONE 1

Parcheggio dell’Auchan – il comune offrirebbe un comodo parcheggio illuminato e lontano dal centro abitato completo di servizi giornalieri, alberi dove spandere panni, farmacia con servizio notturno, rifornimento, supermercato, giochi per bambini, maxischermo per partite di cartello e concessionari Audi e Mercedes a due passi.

I clienti elpidiensi, spaventati dalla presenza dei nomadi nel parcheggio ( nel caso dei più xenofobi dalla troppa vicinanza della caserma dei pompieri) torneranno a fare acquisti in centro favorendo l’economia locale.

SOLUZIONE 2

Area ex Fim – zona cara alle comunità nomadi e dichiarata sacra proprio per le vicinanze di un antico cimitero rom. La paura degli elpidiensi in questo caso sarebbe legata alla loro permanenza nel caso in cui non fosse davvero a breve termine perchè potrebbe danneggiare la stagione turistica dei campeggiatori e non solo,

ecco una proiezione di come potrebbe apparire il prossimo Halloween Horror Fim Party 128_max

SOLUZIONE 3

A difesa della costa – Questa soluzione risulta la più gradita dalla popolazione secondo i dati raccolti su speaker’s corner. Certo non è la soluzione definitiva ma dovrebbe garantire la messa in sicurezza delle strutture balneari anche con mareggiate di media intensità. Le roulotte verrebbero disposte secondo le indicazioni degli imprenditori balneari ma il compito più arduo in questo caso spetta all’amministrazione che dovrà convincerli a riempirle con la sabbia.

10749153_10204479747606208_851326293_n

A voi la scelta.

V.L.

Stasera inizia la 6° edizione di Cinergie Musica a villa Baruchello

cartolina-cinergie6

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Ripartono per il sesto anno consecutivo gli incontri di Didattica Cinematografica organizzati dal Centro di Divulgazione dell’immagine Petite Maison Des Sons et Lumieres. I film scelti quest’anno per Cinergie Musica, seguono quello che vuole essere il filo conduttore delle serate, cioè quel particolare, stretto rapporto che lega il cinema con la musica, le immagini e i suoni, intesi in tutte le sue forme. Anche il cinema mette del suo in queste serate: non film in senso stretto ma documentari, film di finzione, backstage, racconti nei racconti. Domani il primo incontro a Villa Baruchello, presso la Sala Conferenze, con inizio alle ore 21.30. Questo il programma:

Venerdì 7 novembre: Quando l’amore brucia l’anima

Venerdi 14 novmbre: March of gods

Venerdì 21 novembre: Sugar man

Venerdì 28 novembre: Song’e Papule

Venerdi 5 dicembre: The art of Rap

Venerdì 12 dicembre: The Beatles: A Hard Day’s Night

Maggiori informazioni sul sito www.petitemaison.it

 

Sacchi alimentari posti a difesa degli chalet. Serve chiarezza.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ecco alcune immagini che ritraggono la situazione della spiaggia di Porto Sant’Elpidio al 25 ottobre 2014. In particolare il tratto in direzione della ex Fim, dei casotti dei pescatori e di una parte del lungomare sud.

 

Si vede chiaramente che i sacchi in alcune zone hanno fatto il loro lavoro, ma in altre si sono strappati ed hanno iniziato a perdere sabbia. I casotti dei pescatori sembrano veramente spacciati. I sacchi fanno da barriera alle fondamenta, sono l’ultimo baluardo prima del loro crollo. Facile immaginare che durante l’invernata si potrebbero verificare dei danni importanti. Nei punti in cui i sacchi non sono presenti, naturalmente il mare ha mangiato più spiaggia e arriva quasi a lambire le palme che arredano la passeggiata del lungomare.

Di fronte all’ex Fim invece abbiamo fatto una scoperta interessante. Dalla spiaggia erosa è emerso il vecchio canale di scarico della fabbrica di concimi, immerso in un tappeto di pirite solidificata che il mare ha spezzato in maniera frastagliata, creando una zona surreale, quasi un paesaggio vulcanico. È da considerare anche questo come archeologia industriale ed eventualmente da salvare e da riqualificare? Oppure finite le mareggiate verrà ricoperto di nuovo di ghiaia e lasciato nel dimenticatoio?

Il caso dei sacchi alimentari

Rimane il dubbio sull’adeguatezza dei sacchi utilizzati per difendere gli stabilimenti balneari. I sacchi in questione sono in polipropilene, certificati per contenere materia prima alimentare tipo orzo, grano, riso ecc. e proprio in bella vista, sul fogliettino attaccato ad ogni sacco è indicato che nel caso in cui i sacchi vengano posti all’esterno debbano essere al riparo dalla luce del sole e dalla pioggia. sacchialimenti A Senigallia l’inverno scorso hanno sperimentato per la difesa della costa e di alcuni stabilimenti balneari dei sacconi in geotessuto denominati “Stop Wave”, appositamente progettati per questo uso. Questo materiale, estremamente robusto e permeabile all’acqua, può essere riempito di sabbia, terra, ghiaia ecc. e va a formare un’opera stabile e resistente nel tempo. Si può inoltre facilmente rimuovere l’opera nel momento opportuno ripristinando la situazione iniziale della spiaggia. Il costo per 200 sacchi in geotessuto specifici per la difesa della costa da cm. 160 x 120 x 40 è stato di 4500 euro circa. Noi per 150 sacchi da alimenti abbiamo speso 3500 euro.

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

La critica che è stata mossa al Sindaco non è quella al metodo utilizzato. L’uso di sacchi per difendere gli stabilimenti balneari è sacrosanto, anzi è la “toppa” che l’inverno scorso è mancata. Mossa azzeccata quindi. La critica alla quale il Sindaco non ha voluto rispondere è quella sull’adeguatezza del materiale con cui sono fatti questi sacchi. Siccome nascono e vengono certificati per altri utilizzi, e nel “bugiardino” attaccato al sacco è sconsigliato di tenerli al sole e all’acqua allora nasce spontanea la domanda se siano idonei o meno.

“Il nostro obiettivo era quello di creare a costo minimale una barriera meccanica che in caso di mareggiata medio-grande potesse arginare i piccoli danni che gli stabilimenti puntualmente registrano in queste situazioni”, sostiene il Sindaco Franchellucci, che continua “è chiaro che come li abbiamo usati noi non devono tenere per chissà quanti anni, ma solo per un tempo limitato di sei mesi”. La vera notizia però non è che i sacchi hanno tenuto alla prima mareggiata per altro di media intensità. La notizia è che con una mareggiata di media intensità già i sacchi hanno iniziato a rompersi. Ma se si sono rotti con una media mareggiata, quando in pieno inverno ci saranno mareggiate imponenti che presumibilmente romperanno altri sacchi che facciamo? Ci rimettiamo le mani? Forse sarebbe stato meglio utilizzare materiali idonei creati apposta per questo tipo di utilizzo.

“Facciamo come a Senigallia”

Da uno studio del dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università di Firenze intitolato “Opere di difesa della costa costruite con contenitori in geotessuto riempiti di sabbia”, si capisce che l’intervento realizzato a Porto Sant’Elpidio è assimilabile agli interventi che si facevano negli anni ’80 e ’90 cioè con “sacchi non specificamente studiati per l’impiego marino, che non avevano sufficienti caratteristiche di resistenza e durabilità”, mentre invece “negli ultimi anni sono state realizzate difese con nuovi geosintetici”, quelli utilizzati per l’appunto a Senigallia.

A questo punto il Sindaco e l’assessore Pasquali che ha la speciale delega alla salvaguardia della costa dovrebbero rendere conto ai propri cittadini in maniera seria delle loro scelte, non buttare fumo negli occhi e difendendosi dichiarando delle banalità. Devono dire chi ha consigliato di acquistare questi sacchi e chi li ha forniti. E come mai l’assessore Pasquali a settembre dichiarava “faremo come a Senigallia”, e che non sarebbero stati utilizzati i sacchi messi a disposizione dalla regione, ma che sarebbero stati presi “quelli prodotti da una ditta italiana, gli stessi utilizzati a Senigallia (cioè gli StopWave, ndr), che hanno determinate caratteristiche tecniche”. Come giustifica questo cambio di strategia?

Ci sarebbe da ridire anche sul fatto che i sacchi sono stati posizionati “di volta in volta seguendo le indicazioni degli operatori turistici”, come sostenuto dagli assessori Buono e Pasquali. A Senigallia invece i sacchi sono stati posizionati in base ad una relazione tecnica di un ingegnere dell’Università di Ancona.

Un detto popolare recitava: “contenti e cojonati”.

 

DOCUMENTAZIONE

 

La determina del dirigente del comune di Senigallia per l’acquisto dei sacchi in geotessuto:

DeterminaDirigenteSenigallia

OPERE DI DIFESA DELLA COSTA COSTRUITE CON CONTENITORI IN GEOTESSUTO RIEMPITI DI SABBIA – relazione a cura di Pier Luigi Aminti ed Enrica Mori del dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli studi di Firenze:

operedifesacostaingeotessuto

La Delibera della giunta di Porto Sant’Elpidio per l’acquisto dei sacchi a difesa degli stabilimenti balneari:

Deliberagiuntapse

 

La VERA storia di San Crispino

Il 25 di Ottobre si festeggia San Crispino, patrono di Porto Sant’Elpidio, santo protettore dei calzolai. In pochi pero’ conoscono la storia del santo:

Secondo il ‘Martirologio Romano’ vengono collocati a Soissons nella Gallia belgica, ora Francia, santi Crispino e Crispiniano martiri. 1525140_10204557936778292_4053046593555438638_n

Crispino e Crispiniano erano due fratelli di origine romana appartenenti ad una famiglia aristocratica che, ad un certo punto della loro vita si convertirono al cristianesimo e si dedicarono al Signore diffondendo il Vangelo. Secondo la tradizione, di giorno predicavano e pregavano Gesù Cristo, mentre di notte lavoravano come calzolai.

La leggenda vuole che quando ormai l’impero romano stava crollando ed i contadini fuggivano all’incalzare delle orde di Attila, San Crispino e San Crispiniano una notte di Natale, tremanti di freddo, bussarono alla porta di una misera casupola di Crespy en Valois. Comparve una donna in lacrime. Con voce rotta dai singhiozzi, narrò che pochi giorni prima, suo marito era stato ucciso dai Vandali. Ora le rimaneva solo un bambino di due anni che piangeva in una culla. I due Santi, commossi, andarono ad abbattere un albero nel bosco vicino e intagliarono due rozzi sandaletti che posarono davanti al focolare spento. Poi si inginocchiarono in preghiera. Ed ecco che miracolosamente i trucioli che avevano gettato nel camino si misero a danzare e a brillare.
Non erano più trucioli di legno, ma pepite d’oro.

E così Crispino e Crispiniano furono proclamati patroni dei calzolai.

Ovviamente stiamo parlando di una leggenda come tante altre che aleggiarono sui santi dell’epoca per tutti i mestieri e le arti.

In realtà, secondo più approfondite ricerche storiche, Crispino e suo fratello Crispiniano erano gli unici due calzolai che non bestemmiavano ogni 5 parole pronunciate e per questo vennero canonizzati di diritto senza bisogno di ulteriori miracoli e non solo, furono uccisi giovanissimi e non fecero in tempo nemmeno a litigare e a fondare 2 nuove fabbriche con marchi simili come richiama la tradizione calzaturiera.

Molti i quadri che raffigurano il martirio dei 2 santi cacciabollettati a morte per ordine dell’imperatore Massimiano.75150A

Nonostante la fantasiosa leggenda, sono molti gli elementi che fanno pensare che i 2 santi siano realmente esistiti: i famosi zoccoli (conclamato simbolo natalizio francese) tramutati in pepite d’oro (Reliquia conservata nella collezione privata della famiglia Della Valle a Casette D’Ete) sarebbero in realtà eleganti scarpe decolletè con strass, Tacco 13cm, Plateau 4cm, Colore Oro. Ma non solo.

Lo stesso modello di evangelizzazione dei due santi trova riscontro nelle abitudini che si sono tramandate fino ai giorni nostri, adattandosi ai ritmi di vita moderni, infatti di notte molte fabbriche lavorano, tradizione rispettata soprattutto dagli orientali, mentre durante il giorno i calzolai non smettono mai di nominare Gesù Cristo.

L’etimologia del nome Crispino = dai capelli ricci, dal latino mentre Crispiniano = dai capelli ricci meshati.

sscrispni
Forse il giorno di San Crispino è meglio conosciuto per essere citato da Shakespeare nell’Enrico V (1599), dallo stesso re nel discorso ai suoi uomini durante l’assemblea dell’Associazione San Crispino Eventi https://www.youtube.com/watch?v=BuZjHSsNbqw

Tra gli emblemi con cui vengono raffigurati oltre alle scarpe anche il simbolo della palma.

10559656_10204557961018898_5116367706138428314_n10553363_10204557960498885_6244413252646567115_n

E’ evidente che a Porto Sant’ Elpidio abbiamo bisogno di festeggiare anche Crispiniano, San Crispino da solo non basta.

Vittorio Lattanzi

“Nel mondo contemporaneo la devozione nei confronti di que­sti due santi appare alquanto ri­dimensionata e rimane più un in­teresse storico che religioso tenendo conto del fatto che co­munque sono raffigurati su di­verse opere di cui alcune, come quella appena ricordata, collo­cate ancora in edifici sacri. In realtà quanto avviene nel caso di questi due santi si verifica a pro­posito di quasi tutti gli altri santi patroni dei mestieri. Le ragioni non sono tanto di ti­po religioso quanto storiche nel senso che le associazioni di arti e mestieri nel corso dei secoli (tranne in qualche raro caso) han­no perduto la loro funzione e la loro ragione d’essere e sicura­mente non sono più una forza ag­gregante di primo piano come av­veniva nel Medioevo ed ancora in età moderna. Venendo meno l’as­sociazione che promuoveva il cul­to del proprio patrono la devo­zione poteva al limite assumere forme strettamente private per­dendo le valenze pubbliche.”  Prof. Laura Borello