III Commissione, discussione informale sugli indirizzi

Salta l’ufficialità della terza Commissione consiliare permanente Urbanistica e Ambiente, tenutasi questa mattina; mancano all’appello Giacomo Perticarini (l’Alternativa), Giuseppe Summa (Patti Chiari), Alessandro Piersanti (Pd), quest’ultimo arrivato in ritardo. La discussione degli indirizzi programmatici con i presenti è avvenuta ugualmente, in modo informale, aspettando la riunione della prossima settimana. Oltre al presidente, Daniele Stacchietti (Pd), e al consigliere Roberto Cerquozzi (Mov.5 Stelle), presente anche l’assessora all’Urbanistica Annalinda Pasquali e il vice sindaco Daniele Scotucci.

Data l’evidente problematica lavorativa si è passati subito all’accordo per una calendarizzazione di date e orari che conciliassero lavoro e commissione, per evitare che non venga raggiunto il numero legale. Proposta una doppia data preliminare, la prima e la terza settimana del mese, per gli incontri e la dotazione di un regolamento interno che detti le varie linee guida per un esaustivo svolgimento dei lavori. Sollevato il problema della mancanza di un elenco dei regolamenti approvati negli anni e della difficoltà di reperire tale documentazione a volte rimasta allegata a vecchie delibere e non indicizzata. Sotto questo punto di vista viene proposta la possibilità di indirizzare i singoli assessori a tenere una documentazione consultabile celermente; come sta facendo la Pasquali che ha dato direttive per la digitalizzazione e la creazione di una FAQ (Frequently Asked Questions) per migliorare la comunicazione dei lavori nei suoi campi di competenza.

Si è poi passati alla presenza della stampa in sede di commissione, novità di questa amministrazione, la presenza di due siti di informazione, invitati da alcuni consiglieri ad ascoltare quanto detto durante i lavori. In nome della trasparenza e di quanto detto da tutte le forze politiche nella scorsa campagna elettorale, e a fronte delle lamentele interne ed esterne sulla problematica delle molte diserzioni delle passate commissioni nelle amministrazioni precedenti, l’attenzione della stampa può sicuramente incentivarne l’operato (anche se soltanto di tipo consultivo), snellendo il lavoro degli assessori. Due sono le problematiche poste da Stacchietti, non d’accordo sulla presenza della stampa, di qualsiasi tipo, in sede di commissione. Una riguarda la non presenza nel regolamento di queste figure, ma soltanto di tecnici chiamati dai consiglieri per le materie specifiche delle commissioni; un’opposizione poco solida dato che è prassi consolidata invitare anche capigruppo non facenti parti di una commissione specifica, e non previsto dal regolamento. L’altra, invece, riguarda il fatto che non essendo rappresentanti pubblici, non dovrebbero venire a conoscenza, per la legge sulla privacy, di dati sensibili quando ce ne fossero, e che sarebbero riportati al pubblico soltanto in Consiglio comunale o con una richiesta motivata di accesso agli atti dopo  la stesura del verbale. “Più una problematica di attuazione che di principio”, afferma il presidente.

L’accordo proposto, e accolto positivamente da tutti i presenti, è stato quello di far partecipare la stampa nell’ultima parte dei lavori, per una sintesi su quanto deciso, lasciando approfondimenti, ove ce ne fosse bisogno, conclusa la seduta. Ed è lo stesso presidente a proporre, in aggiunta, l’inserimento nel regolamento e di proporlo anche alle altre commissioni permanenti.

Le ultime battute hanno riguardato le problematiche riguardanti alcune zone della Faleriense, in via Pesaro, in cui recentemente sono sorti problemi per il dissesto del marciapiedi dovuto alle radici degli alberi presenti; ma anche l’assemblea pubblica, avvenuta la scorsa settimana, sulla possibile costituzione di un comitato referendario su piazza Garibaldi. Quest’ultimo tema è stato accennato da Cerquozzi che ha invitato e auspicato anche la partecipazione della maggioranza alla prossima assemblea pubblica.

                                                                                                                        Marco Vesperini

Ex Fim. Come stanno le cose?

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Oggi, giovedì 11 luglio 2013, alle ore 12:00 si è riunita al IV commissione consigliare presieduta dal consigliere Giacomo Perticarini, per parlare dell’area ex Fim. Hanno partecipato, il capogruppo del Pd Aldo Acconcia, il capogruppo di Fdi Andrea Putzu, il capogruppo del M5S Roberto Cerquozzi, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Daniele Scotucci, il capogruppo del Pdl Enzo Farina, il capogruppo di Impegno per Pse Sergio Ciarrocca, il consigliere Giuseppe Summa, l’ingegner Stefano Stefoni, e seppur per poco l’assessore all’urbanistica Annalinda Pasquali.

Come detto la Pasquali ha dovuto abbandonare dopo poco i lavori causa un impegno precedentemente assunto, ma l’assessore Scotucci e l’ingegner Stefoni hanno saputo chiarificare esaustivamente tutti i dubbi venuti fuori durante la discussione. In particolare Stefoni ha fatto, in due/tre interventi, una panoramica riguardante tutto ciò che gira intorno a quell’area(proprietà, bonifica, riqualificazione).

Innanzitutto si è capito che il 70% di bonifica realizzato in quell’area è riferito ad una valutazione per così dire “vecchia”, inserita nel vecchio progetto ormai cassato dalla sovrintendenza. Infatti ad agosto 2011 i lavori di bonifica sono stati stoppati dall’Arpam che ha ritenuto i materiali che venivano trattati come non pericolosi, in realtà pericolosi. Il costo della bonifica era stato preventivato in dieci milioni di euro, che alla luce delle nuove rilevazioni fatte, aumenterà del 50% circa.

Nei mesi di Marzo e Aprile l’Arpam ha effettuato nuove rilevazioni sul terreno, e dalle previsioni di Stefoni, se i risultati di queste analisi arrivassero entro l’estate, entro ottobre-novembre si farà la variante al programma di bonifica necessaria, per gennaio 2014 potranno ricominciare i lavori di bonifica che potrebbero concludersi in circa otto mesi.

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Per quanto riguarda le metrature di residenziale, è venuto fuori dalla discussione che il terreno destinato a questa utilità sarà il dieci percento del totale di tutta l’area, e a detta del vicesindaco Scotucci(che ha visto il progetto presentato dal privato alla maggioranza), l’impatto visivo è molto positivo, le costruzioni abitative, dai due ai cinque piani, sono disposte in una maniera tale da non “rovinare” il paesaggio.

I tremilacinquecento metri quadrati in più che chiede il privato al comune, molto probabilmente verranno concessi, nonostante l’assessore all’urbanistica Pasquali sia stata contraria, perché è meglio non rischiare che il privato faccia saltare in aria tutto, e non rispetti l’impegno di bonificare l’area, hanno specificato Scotucci e Stefoni.

Il capogruppo Acconcia rimarca invece un aspetto molto importante, cioè che in quell’area sarà creato un parco di centomila metri quadrati, destinato al pubblico utilizzo. Quindi anche 50- 60 appartamenti in più non intaccheranno significativamente in complesso l’equilibrio della riqualificazione dell’area.

La cattedrale sarà ristrutturata ed adibita ad albergo, con il piano terra(1400 metri quadrati), utilizzabile anche dalla comunità cittadina. Il complesso ricettivo prevede 70-80 camere, per una metratura totale di 5000 metri quadrati. In realtà è proprio da qui che escono fuori i 3500 metri quadrati di residenziale che probabilmente verranno concessi al privato. Nel piano erano stati destinati 8500 metri quadrati al ricettivo, ma siccome l’area della cattedrale può ospitare massimo 5000 metri quadrati di edificio, la differenza è stata chiesta in metri di residenziale.

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I tempi di realizzazione dell’opera, senza contare i tempi indicati da Stefoni per la bonifica, dovrebbero aggirarsi tra i cinque e i sette anni. Se ad agosto 2014 finirà la bonifica, nel giro di sette anni potremmo vedere completato il lavoro di riqualificazione di quell’area.

Al pubblico resterà dunque, oltre al già citato mega parco, la struttura costruita all’interno delle mura della cattedrale che però verrà ceduta al privato(mantenendo l’uso del piano terra), ed una palazzina per gli uffici completamente nuova e pronta all’uso.

Un aspetto importante che merita di essere chiarito è che i proprietari cercheranno di completare l’opera il più celermente possibile, per rientrare al più presto del grande debito assunto con le banche, che ogni anno succhiano fior fior di interessi passivi sui mutui. In particolare, il socio di minoranza che ha acquistato l’area, cioè l’Ecoelpidiense, se si verificassero ulteriori slittamenti rischierebbe praticamente il tracollo finanziario.

I dubbi che son venuti fuori dalla discussione sono stati molteplici, indichiamo i più importanti.

I 25000 metri quadrati di residenziale saranno difficili da vendere in questo particolare momento storico, anche perché per evitare l’effetto “tre archi”, gli appartamenti non saranno più piccoli di 65-70 metri quadri, con un conseguente costo medio abbastanza alto anche vista la posizione in cui si troveranno.

Nel boulevard centrale pedonale e ciclabile che attraverserà il complesso residenziale saranno previsti al piano terra degli spazi commerciali, che a detta del vicesindaco Scotucci dovrebbero servire a rilanciare i commercianti del centro. Sinceramente difficile da seguire, in quanto se si insedierà un nuovo complesso commerciale all’interno di una nuova area residenziale, o facciamo trasferire tutti i commercianti del centro lì(e quindi spariscono dal centro), oppure nasceranno nuove attività che si aggiungeranno a quelle già esistenti che soffrono una tremenda crisi. Sicuramente questo sarà un punto da approfondire accuratamente.

In generale questa riunione è stata molto costruttiva e soddisfacente per tutti. I toni sono stati a volte duri, a volte inutilmente stizziti, ma la maggior parte delle volte calmi e pacati. La disponibilità a far assistere i Blog che seguono le vicende cittadine alla riunione della commissione da parte del presidente e di tutti i membri, è sintomo di una predisposizione alla trasparenza, alla condivisione ed alla partecipazione, e spero che sia da esempio anche per le altre commissioni. Per assurdo, se tutti i cittadini di Porto Sant’Elpidio avessero assistito alla riunione di oggi, andrebbero in giro meno cazzate sul conto della Fim, e sarebbero stati tutti più informati e consapevoli della complessità e della difficoltà nel risolvere una questione così importante per il futuro della nostra città.

Riccardo Marchionni

Foto by Giulia Piermartiri: http://giuliapiermartiri.jimdo.com/

Piano antenne, una riunione di cittadini per i cittadini

Un briefing quello avvenuto ieri sera presso l’agenzia Adriatica. Il tema? Come passare all’azione per la sensibilizzazione della cittadinanza sulla problematica dei siti predisposti per la costruzione di antenne di telefonia (comprendenti anche rete internet) e spingere l’Amministrazione ad una revisione del Piano antenne. Tra i partecipanti alla riunione anche Monica Genovese di Fratelli d’Italia, Marco Fioschini, Luca Casmiri e il consigliere Roberto Cerquozzi per i 5 Stelle, alcuni residenti del quartiere Cretarola, proprietari di un appartamento di fronte al sito dove sorgerà una delle antenne, e Angela Serafini, la lady di ferro elpidiense.

Il Piano antenne, approvato nel 2009, era nato per arginare la legge Gasparri sulle “antenne selvagge” che dava poteri assoluti ai gestori di poter istallare contrattando direttamente con i privati. Il rischio riguardava anche la salute pubblica ma la celerità con cui è stato approvato il piano, anche riconosciuta dal sindaco Nazareno Franchellucci in campagna elettorale, è stata foriera di malcontento tra la popolazione. Infatti molti sono i siti all’interno dell’abitato, predisposti alla costruzione delle “torri” che dovrebbero migliorare la ricezione telefonica. Quello che si chiedono i promotori dell’iniziativa è quanto sia veramente informata la popolazione.

Planimetria dei siti individuati per la costruzione di antenne a Porto Sant'Elpidio

Planimetria dei siti individuati per la costruzione di antenne a Porto Sant’Elpidio

Alcuni residenti hanno fatto notare come proprio a Cretarola, il posizionamento dell’antenna sia troppo vicino all’abitato; con tutte le problematiche di sicurezza riguardanti l’impatto delle frequenze sulla salute. Infatti, secondo la relazione tecnica la distanza minima sarebbe dovuta essere di 40 metri, mentre sono 25-28 quelli reali. Per non parlare della svalutazione degli immobili adiacenti ai siti per le antenne.

Rendering dell'antenna di cretarola, come sarà l'antenna a fine lavori.

Rendering dell’antenna di Cretarola, come sarà l’antenna a fine lavori.

Le iniziative proposte avanzano su più livelli. Primo, informazione a mezzo internet, stampa e volantinaggio. Comprendente informazioni sul piano, sui singoli siti con tanto di foto in render. Poi organizzare delle riunioni nei vari quartieri, portando gli esempi delle antenne che saranno costruite in ognuno di essi, sull’impatto di immagine turistica per le costruzioni interne all’abitato e la svalutazione degli immobili adiacenti, portando esempi di piani diversi, come quello milanese che comprende una diversa distribuzione degli impianti. Per poi indire un’assemblea pubblica nella quale tutta la cittadinanza si potrà confrontare con esperti, sia ingegneri che medici.

Parallelamente, sarà organizzata una campagna di raccolta firme per portare la richiesta di una possibile revisione del piano in Consiglio comunale. “Certamente raccogliere le firme è importante ma questo potrebbe essere funzionale alla definizione di una mozione da portare in Consiglio e perché no, ad una interrogazione formale durante la raccolta delle firme”. Afferma Cerquozzi. Riguardo le concessioni già date è difficile prevedere un passo indietro da parte delle compagnie. Ma per gli altri? Vedremo come risponderà la cittadinanza e l’Amministrazione. Franchellucci, in campagna elettorale, è stato favorevole ad una revisione del piano di concerto con la cittadinanza, vedremo se manterrà questa volontà.

                                                                                                                        Marco Vesperini

Postilla. Non avevo certamente intenzione di offendere nessuno. L’ingegnere ha redatto il piano antenne, è una sua responsabilità soltanto tecnica e non può certo pensare che non possa essere citato ne come tecnico e ne come politico, a titolo di riconoscibilità, quale egli è. Secondo l’ingegnere che ha redatto il piano antenne, non ci sono errori al suo interno fino a prova contraria, ne è sua la responsabilità  politica del piano o del partito cui rappresenta (e di cui all’epoca non era presidente).

M. V.

La planimetria del piano di localizzazione delle stazioni di telefonia

PLANIMETRIA

Do you speak CouchSurfing? Surf sui divani di P.S. Elpidio!

L’arrivo della bella stagione porta con sé turisti provenienti da ogni dove, viaggiatori attratti dal mare e dallo shopping di qualità del made in Italy. E’ stato così che due ragazze ucraine, a caccia di scarpe e borse di alta manifattura, mi hanno contattata tramite CS, CouchSurfing, un sito totalmente gratuito e non a scopo di lucro che mette in contatto chi offre e chi cerca ospitalità in ogni angolo del mondo (www.couchsurfing.org).

Organizzando il loro itinerario “alternativo”, che partiva da Mosca e prevedeva 7000 km da percorrere in macchina, le due bionde hanno deciso di far tappa a Porto Sant’Elpidio per far scorta di scarpe, consigliate da Google, che ci ha indicato come importante centro del settore calzaturiero.

E’ stata la mia prima volta da “host”, così si chiama chi ospita, a casa propria e del tutto gratuitamente, i “surfers”, viaggiatori bisognosi di un divano che preferiscono il calore di una casa al mobilio di una camera d’albergo. Tra le ragioni che spingono le due ragazze a preferire questa modalità di viaggio c’è proprio la sensazione di sentirsi un po’ come in famiglia, un bel salto ad occhi semichiusi (la fiducia reciproca è l’ingrediente segreto di tante cose, ed è il presupposto di CS) in una cultura diversa di cui altrimenti sarebbe difficile fare esperienza diretta in pochi giorni. Se volete un esempio pratico, la mattina della partenza invece di fare il checkout in hotel ti viene offerta una tazza di caffè e un augurio di buon viaggio, con immancabile e sincera promessa di “Keep in touch”, “Tenersi in contatto”, e la speranza di ricambiare il favore in futuro. Sono sensazioni diverse, e ovviamente non va sempre così, ma chi non risica…

Va da sé che ospitare due ragazze tue coetanee e scortarle in giro per outlet significa irrimediabilmente shopping anche per te, sventurata accompagnatrice che calzi il 37 e in tutto ciò non hai un euro da guadagnarci, anzi. Così è andata avanti la giornata, a colpi di punta e sfide sui tacchi, con una media di un paio di scarpe per loro ogni due portati a casa da me.

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Maria, Irina, Giulia e Vittorio

Le due belle non potevano sperare in ciceroni migliori, io e Vittorio dello staff di Post-it Pse le abbiamo coccolate e guidate nel magico mondo del tacco e del soprattacco, scatenando giubili di piacere da parte di Maria, che si è abbandonata ad espressioni quali “Vittorio, you are a magician!” “Vittorio, tu sei un mago!”. Credo che alla fine non si sia annoiato così tanto a star dietro ai nostri capricci.

Quello che le due ragazze ventiseienni, Maria e Irina, hanno gradito maggiormente di Porto Sant’Elpidio è stato il lungomare e la qualità delle nostre scarpe e borse, di cui hanno fatto man bassa. Si sono dilungate in infiniti ringraziamenti poiché, se non avessero potuto contare sul nostro aiuto, la realtà del nostro paese non sarebbe stata pronta a riceverle e dare loro gli strumenti sufficienti a muoversi autonomamente sul territorio.

Cosa aspettiamo a creare strutture ricettive adeguate, provviste di giovani svegli e preparati di cui, possiamo dire con orgoglio, il nostro comune è ben fornito? Aspettiamo che i turisti interessati vengano a bussarci alla porta? Beh, lo stanno già facendo, se aprire o no spetta solo a noi deciderlo.

                                                                                                                               Giulia Cuini

Post It Pse intervista Filippo Giardina

 

Filippo Giardina, com’è nata l’idea di Satiriasi e soprattutto come mai hai voluto portare la stand-up comedy in Italia?

Mah, per sentirmi meno solo!  cominciato tutto vedendo Lenny, film che mi ha rovinato la vita; allora ho pensato che fosse possibile. È partito prima un progetto che si chiamava Non rassegnata stampa nel 2006, per due anni mi sono chiuso in cantina con Mauro Fratini. Poi non è andata bene a fronte culo esagerato; poi ho pensato che servisse un gruppo più ampio. Quindi ho fatto un pó il talebano, ho scritto un manifesto di regole che sono state accettate da tutti. Da quattro anni, il prossimo sarà il quinto, lavoriamo alacremente sulla comicità, sul senso della comicità, sulla tecnica: soprattutto scriviamo a rotta di collo.

L’esperienza televisiva che hai avuto recentemente con il programma #Aggratis, come l’hai vissuta e come mai ti abbiamo visto in così poche puntate?

L’ho vissuta come una grande emozione perché sono stato chiamato dal capo di questo programma, che mi ha detto: «Porteremo la stand-up comedy in Italia, sarà una trasmissione costruita su Satiriasi, sarete voi al centro del programma». Poi piano piano è stato tolto tutto. Dalla prima puntata che facevamo circa una cinquantina di minuti, siamo passati a venti della seconda e alla quarta mi hanno detto: «Dovreste fare tre comici su sei…», ho detto che forse sarebbe stato meglio finirla li. Ma non è nemmeno colpa loro. Noi in fin dei conti siamo prostituiti perché dall’inizio abbiamo ceduto, purtroppo mi sono reso conto che la televisione ti fa cedere sempre di più. Abbiamo conosciuto il nemico e adesso non ci fregano più.

Il pubblico italiano credi che sia pronto ad ascoltare i messaggi di questo tipo di satira?

No. Assolutamente no. Il dramma non è tanto la televisione, non è tanto la mancanza di comici. Il dramma è proprio il pubblico; secondo me l’ironia è morta in Italia. E quindi bisognerebbe fare non so nemmeno che cosa, siamo rimasti agli anni ottanta. Non c’è possibilità di avere successo adesso, l’unica possibilità è farsi odiare e insultare. Infatti l’anno prossimo stiamo pensando a qualcosa per promuovere Satiriasi; perché tanto la gente non ti capisce, non ha termini di paragone e quindi non apprezzerà mai. Poi se un giorno dovessimo andare di moda allora ci sarà tanta gente che non capisce un cazzo che farà finta di dire: «Ah si sono fighi!», ma non ci capiscono, sono tutti permalosi, aprono tutti bocca: Facebook è lo specchio dell’Italia. Se venticinque milioni di persone pensano di avere qualcosa da dire ma non ce l’hanno, perché  se uno lavora dieci ore al giorno, otto dorme, poi deve andare in palestra, comprarsi vestiti, probabilmente non ha elaborato un pensiero; però, il sistema gli ha dato illusione che il suo pensiero possa essere interessante e valido. Se vogliamo dare un messaggio pubblico: non lo è. Molti di voi sono nati pubblico e moriranno pubblico.

Parlaci del tuo spettacolo, di come lo hai scritto e da cosa hai tratto ispirazione. Considerando che sarà il numero sette…

Il collezionista di spettacoli! Niente vedendo Lenny c’è una bella scena nel film in cui lui litiga con la moglie e poi si vede lo stacco, lui sul palco che fa un pezzo sui rapporti di coppia. Io penso che sia quella la chiave per evitare di dire banalità, dal particolare all’universale. Cercare di trovare ambiti, aspetti, pensieri della propria vita che abbiano una rilevanza collettiva. Mentre molto spesso la satira è stata fraintesa perché con l’entrata in campo di Berlusconi si è creata comunque un’emergenza, e gli autori satirici hanno smesso di fare satira e hanno iniziato a fare contestazione politica. Questo ha snaturato il senso stesso di Satira che è comunque un gioco, un divertimento, una critica verso qualcosa. Prima parlavamo del pubblico che non ci capisce, perché? Perché quelli diciamo di destra non ci capiscono, quelli di sinistra penserebbero che noi siamo di destra. Se io dico frocio, a me non frega un cazzo, farei un pezzo contro froci solo per dire che siamo nel 2013 e non si può andare avanti con gli uomini, le donne, i transessuali, si dovrebbe iniziare a parlare di diritti della persona; però se evocassi la parola frocio si scatenerebbero quelli che direbbero omofobo, che mi darebbero del Giovanardi. Quindi è una battaglia persa.

Questo è importante, un mantra per chi si avvicina al mondo satirico. Luttazzi ha creato un equivoco gigantesco, non è che non ci siano limiti alla satira. È che, entrando una persona, mettendoci nome e cognome, quindi scordatevi le battute online; le battute sono fascistoidi, qualsiasi forma di battuta, estrapolata dal contesto, rischia di essere una banalizzazione di un concetto più ampio. Quindi raramente una battuta può essere satirica. Può essere comica, divertente, ben scritta ma quasi mai è satirica. L’errore di Luttazzi è che ha detto che ci sono limiti alla satira. In realtà la satira è limitata dall’autore. Se io ho perso mio figlio perché me l’ha ucciso un pedofilo, e io vado a fare battute sui pedofili, anche gravissime, io pago un prezzo; nel senso che ci metto la faccia e lo faccio per esorcizzare un dramma, un dolore. Il problema è invece che adesso sono tutti concentrati sulla tecnica della satira, che è totalmente disgiunta dal cuore, dall’arta. Come se un chitarrista iniziasse a dare due battute sulle corde, non sarebbe il più bravo del mondo. Poi che cazzo ne so Bob Dylan fa tre accordi ed è il più figo di tutti. Lo stesso vale per la satira.

Two Headed Baby di Stanhope è decontestualizzato. Perché lui lo fa all’interno di uno spettacolo di un’ora e lui è un disperato, trasuda il suo essere un perdente e uno sconfitto. E soprattutto, per fare un esempio, lui durante uno spettacolo usa più di venti volte la parola feggot, che è frocio in maniera molto brutta, e poi ad un certo punto si ferma e dice: «Halt! A me non frega niente, se c’è qualche amico frocio io gli farei un pompino adesso!». Cioè lui dice mi diverte la parola, non manda un messaggio razzista; e se l’avesse voluto mandare cazzi suoi, non esiste qualcuno che decide cosa è satira e cosa no. Prima di tutto bisogna far ridere. Poi bisogna vedere come, è il pubblico che dovrebbe dire se fai satira o no.

Domanda da mille punti. Satiriasi pensi che sia uscita con le ossa rotte dall’avventura televisiva?

Satiriasi non è uscita con le ossa rotte perché nasce, esageriamo, come un movimento culturale. Vuole ripristinare il concetto che si deve poter ridere di tutto. La satira o comunque la comicità più controversa, nasce nei paesi che sono in difficoltà economica. Stanhope diceva che difficilmente avrebbe fatto uno spettacolo alle Hawaii perché la gente li è già felice; lui andava a New York. L’Italia è triste quanto New York, quanto Londra, ma da venticinque anni vive sotto una cappa. Prima si pensava fosse una cappa religiosa, in realtà è proprio una cappa culturale. Credo che Berlusconi e tutte le persone che sono andate contro di lui hanno creato un’eccezione mondiale, solo in Italia poteva prendere il 30% un partito che dice mandiamoli tutti a casa. Non credo in nessun’altra parte del mondo sarebbe successo.

Ingoio o Facial?

È difficile rispondere a una domanda del genere. No ma io ci tenevo a mandare questo messaggio: un giorno arriveranno i bocchini! Quest’idea, questa pioggia, come fosse un film surreale; immagina che bello, tutte donne e uomini, che piovono bocchini. Quello sarebbe il nostro successo, non i soldi, non la critica che non esiste. A proposito! Un attentato ad Aldo Grasso lo vogliamo fare?! Sono trent’anni che quest’uomo dispone…a Fiorello a…mandatelo a casa, ecco. Invece di mandare a casa i politici mandiamo a casa Aldo Grasso! Singole persone vanno mandate a casa.

 

Filippo Giardina

Comunicato stampa, i 5 Stelle per il Referendum Consultivo

Il MoVimento 5 stelle di Porto sant’ Elpidio propone e supporta la costituzione del comitato per IL REFERENDUM CONSULTIVO, per chiedere parere alla cittadinanza se favorevole o contraria all’edificazione in Piazza Garibaldi, da presentare all’attuale Amministrazione.

Si sottolinea la straordinaria rilevanza storica per la città di Porto Sant’ Elpidio, visto che dal 1952, anno dell’autonomia e costituzione del nostro comune, un referendum non è mai stato proposto, dove tutti i cittadini sono chiamati ad esprimere la propria volontà popolare su un tema annoso, ostico, dove ogni giunta che ha amministrato ha costantemente avuto problemi, già nel solo tentativo di progettare Piazza Garibaldi, la piazza centrale, la piazza della città.

Nessun partito, movimento o lista civica, nessuna giunta di nessun colore o ideologia di destra o di sinistra, può arrogarsi il diritto di decidere per tutti, ma dovranno essere tutti in grado di decidere con strumenti di iniziativa popolare.

Proprio per questo che la piazza deve e dovrà essere di tutti a partire dalle scelte.

Crediamo fermamente nella partecipazione e nella presenza sul territorio, quindi, dalla costituzione del comitato referendario ci vedrete in giro per la città come abbiamo sempre fatto fin dall’inizio della nostra avventura da cittadini attivi, organizzando iniziative per promuovere, sponsorizzare ed informare, sul referendum.

MoVimento 5 Stelle Porto Sant’ Elpidio

[Post.X] Week-end col porco!

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Pescato un cinghiale in mare a Porto Sant’Elpidio. Ma è niente se pensate che a Visso un cacciatore ha abbattuto uno stormo di calamari.
All’inizio si pensava che la vittima avesse occupato il “marciapiede sbagliato” invece, molto probabilmente, l’animale, ferito, è stato travolto di sorpresa dalla corrente del fiume e poi trascinato giù sino alla spiaggia senza dargli il tempo di procurarsi un’adeguata crema protettiva solare.
Sul corpo del cinghiale è ben visibile la ferita d’arma da fuoco che lo ha colpito, il povero animale è morto poco dopo tra atroci sofferenze, dopo essersi abbeverato nei pressi del fosso di Castellano.
E’ stato ripescato in acqua senza vita nel primo pomeriggio, eppure lo sanno tutti che non bisogna fare il bagno, prima delle 4.

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Mancavano ancora 48ore al primo consulto della nuova giunta, in molti speravano che il lugubre evento potesse ravvivare un consiglio comunale, ma si sbagliavano. Infatti è caos nel comune dopo il clamoroso ripescaggio. Il peso, oltre un quintale, ha complicato non poco le operazioni per la sistemazione, ma alla fine comunque è stato eletto presidente del consiglio comunale.
Il corpo dell’animale invece, è rimasto per tutto il giorno adagiato sulla riva tra l’indifferenza degli altri cinghiali in spiaggia.
Mentre i mezzi di informazione locali continuano a prelevare foto da Post-It PSE senza neanche un grazie, il Corriere Adriatico, famelico di carcasse, si è fiondato con puntualità elvetica sulla notizia come nel caso del mattatoio di Ripatransone (con tanto di foto del Sindaco che brinda a champagne in mezzo ad un lago di sangue, carcasse di bovini e per coerenza, l’articolo di un macellaio) o come i 10mila auguri di compleanno a Mauro Tosoni ed ha trovato il tempo di intervistare l’assessore Vallesi che ha puntualizzato che lo smaltimento di un cinghiale deve essere affidato ad una società specializzata e non nell’umido, come quando lo trovi morto dentro un piatto di pappardelle. Per questo, durante il consiglio comunale, lo stesso Vallesi è stato elogiato da Putzu: “Non fa parte del mio partito”.

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Ma la notizia della settimana è senza dubbio il giovane sangiorgese beccato a masturbarsi davanti al parco sul lungomare di Porto Sant’Elpidio.
I genitori dei bambini presenti hanno subito avvisato le forze dell’ordine che lo hanno bloccato, il giovane poi ha cercato di giustificare il suo gesto: “Bambini??? Scusate, credevo fossero nani!”.
Però d’altronde come biasimarlo? Neanche io riuscirei a masturbarmi avendo davanti il lungomare di Porto San Giorgio.

Vittorio Lattanzi

Grazie ad Andrea Michielotto ed Augusto Rasori di Acido Lattico/Lercio

Primo Consiglio comunale, maggioranza spaccata sul Presidente

Parte male l’Amministrazione Franchellucci. Già al primo Consiglio comunale si trova divisa sulla nomina del Presidente dell’assise cittadina, eletto al terzo turno con 9 voti favorevoli (decisivo quello del sindaco), 2 astenuti (lista Patti Chiari), 6 contrari, Vitaliano Romitelli torna sullo scranno della presidenza che aveva già ricoperto nel 2003. Una decisione politica obbligatoria per il primo cittadino, che ha cercato di evitare fino all’ultimo; la tenacia del consigliere più eletto nella lista “Impegno per Porto Sant’Elpidio” ha avuto la meglio.

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Dieci i punti all’ordine del giorno affrontati nella giornata di ieri. Oltre il punto caldo dell’elezione del Presidente del Consiglio comunale, anche il giuramento sulla Costituzione del sindaco e l’insediamento formale dei consiglieri. Quest’ultimo atto ha visto la cessazione di quelli nominati assessori e la sostituzione con i più votati delle rispettive liste. Simone Malavolta per “Popolari per Porto Sant’Elpidio”, Alessandro Piersanti e Aldo Acconcia per il Pd, Sergio Ciarrocca per “Impegno per Porto Sant’Elpidio”. Quest’ultima lista, coerentemente con quanto detto in campagna elettorale, ha proposto come alternativa a Romitelli, la figura di Daniele Stacchietti, attraverso il consigliere Elio Natali. “Propongo candidato Daniele che è del Pd perché crediamo sia necessario un cambiamento, come abbiamo detto in campagna elettorale”. Prontamente risponde il giovane avvocato. “Ringrazio per la mia candidatura ma non mi sento pronto, ancora non ho l’esperienza politica per ricoprire questa carica”. Di che tipo di esperienza politica parli Stacchietti non si capisce bene, forse che non sappia imparare il regolamento, lo statuto o la prassi? O meglio si capisce benissimo, infatti subito dopo un consigliere del Pd, Aldo Acconcia, invece di far ricredere il proprio collega di partito, propone Romitelli, facente parte di un’altra lista della maggioranza. Il teatrino è compiuto. La candidatura da parte dell’opposizione di Enzo Farina, non riscuote l’appoggio di nessuno dei colleghi di maggioranza; le richieste di una figura, secondo tutti i consiglieri di minoranza, che sia garanzia per tutti di imparzialità e rispecchi un cambiamento (politico più che anagrafico, Farina è alla sua prima esperienza in Consiglio), non viene supportata e il capogruppo di Fratelli d’Italia parla di “rappresentanza del vecchio e sconfitta personale per il sindaco Franchellucci – poi con una battuta – Vitaliano io non ho nulla contro di te, anzi ti dico che quando cadi lo fai sempre in piedi, mi ricordi Mastella!”.

La presa d’atto della Giunta non avviene senza schermaglie. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle parla di “belle parole che condividiamo ma non siamo d’accordo sulle deleghe degli assessori. Non ci chiediamo se non sarebbe stato meglio unire commercio, sport e turismo in un unico assessorato e se la scelta di mettere insieme bilancio e cultura non faccia passare quest’ultima in secondo piano. Anche guardando questa Giunta, io non riesco a vedere il cambiamento; non riesco a capire come mai sia stata data la delega all’urbanistica ad Annalinda Pasquali quando nella passata amministrazione ha occupato l’assessorato alla Cultura, dove sono le competenze le necessarie competenze di cui parlava il sindaco in campagna elettorale?”. Rincara la dose l’ex candidato al ballottaggio Andrea Putzu. “Perché  la sicurezza non è stata riaffidata a Monica Leoni, perché in questi anni non ha lavorato bene? E poi mi chiedo che senso abbia non accorpare lavori pubblici e grandi opere, ma quali grandi opere vuole fare sindaco da doversi tenere anche questa delega? Bisogna che ci spiegate con quali soldi attuerete queste linee programmatiche”. Da parte della maggioranza vi sono stati spiragli di apertura per la volontà di collaborare. Malavolta parla dell’importanza “di dare delle deleghe ai consiglieri di maggioranza, segno della lungimiranza del sindaco. Poi voglio dire chiaramente che non ci arroccheremo sulle nostre posizioni”. Anche Natali ha detto la sua in nome della lista. “Valuteremo anche noi le proposte di volta in volta, anche quelle dell’opposizione”. Un chiaro segnale alla maggioranza, vedremo se manterranno questa promessa.

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I presidenti eletti delle quattro commissioni consiliari permanenti (composte da cinque consiglieri di entrambe le parti) sono stati tre della maggioranza e uno all’opposizione. I primi sono i seguenti. Luca Piermartiri per la commissione Affari istituzionali, cultura, servizi sociali e istituzioni scolastiche. Simone Malavolta per Bilancio e sviluppo economico. Daniele Stacchietti, Urbanistica e ambiente. In oltre, il primo cittadino ha auspicato, anche dopo gli interventi dell’opposizione, di attivare la procedura per la costituzione di una quinta commissione di garanzia, prevista dal testo unico enti locali, la cui presidenza sarà data all’opposizione. Importante sottolineare che tali commissioni hanno soltanto valore consultivo.

Il lavoro del sindaco sarà arduo, sia per la mole di difficoltà in cui grava la città per la crisi economica, sia per una maggioranza non propriamente coesa. Auspicando che si riuscirà a trovare l’accordo su quelle necessarie iniziative che la cittadinanza invoca, con concretezza e nel rispetto dei diritti degli elettori.

                                                                                                                  Marco Vesperini

Consiglio comunale 1 Luglio 2013

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