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Le news, la politica, i fatti di Porto Sant'Elpidio

Elezioni europee, a Porto Sant’Elpidio 284 firme per ‘L’Altra Europa con Tsipras’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Le elezioni europee sono alle porte e siamo, di fatto, in piena campagna elettorale. Abbiamo intervistato due dei promotori della lista ‘Europa unita con Tsipras’ per la città di Porto Sant’Elpidio, Mattia Rinaldi di Sel e Roald De Tino di Rifondazione Comunista. Gli stessi presenteranno la lista l’8 maggio alla Croce Verde insieme ai candidati, Roberto Felice Pizzuti, professore di economia della Sapienza di Roma, e Giuseppe Santarelli, sindacalista calzaturiero della Cgil.

Nel fermano sono state raccolte 750 firme, 1/3 delle quali nella sola Porto Sant’Elpidio. Più di 4 mila nella Regione Marche. Mentre a livello nazionale, su un minimo di 150 mila per partecipare alle elezioni, ne sono state raccolte 220 mila. “Siamo sicuri che a livello locale si raggiungerà un buon risultato. Abbiamo registrato un forte interesse tra la cittadinanza, pur avendo a disposizione mezzi inferiori rispetto alle altre liste; questo è indice del fatto che si sente il bisogno negli elettori di avere una lista di sinistra in Europa”.

Perché Alexis Tsipras dovrebbe essere la scelta per la sinistra europea?

È la storia politica di Tsipras che lo pone come proposta per la sinistra europea. Il suo partito, Syriza (ndr partito che riunisce i movimenti di sinistra greci), nel 2008, all’inizio di questa crisi economica, era dato al 4% mentre il Pasok (ndr. partito socialista greco) viaggiava sul 25-26%; arrivando ad oggi quest’ultimo, secondo i sondaggi, è dato intorno al 12% mentre Syriza è al 28 %.

Lo scenario che si sta proponendo in Europa agli elettori vede: da un lato il Partito Popolare Europeo (PPE) che propone di continuare sulla strada delle politiche neoliberiste, di sostegno all’economia capitalista tout court, con una ricetta di detassazione favorendo i grandi poteri finanziari come banche e multinazionali, queste formazioni sociale invece che quelle più colpite dalla crisi, e non mi riferisco soltanto a Spagna, Grecia, Italia ma a tutti i paesi europei; dall’altra c’è il Partito Socialista Europeo (PSE) che candida Schultz, un uomo che in Germania governa insieme ad Angela Merkel in un governo simile a quello che abbiamo attualmente in Italia. E qui è il problema perché questo candidato, che dovrebbe rappresentare un’alternativa alle politiche neoliberiste, in realtà il suo programma si allinea sostanzialmente sulle politiche delle banche similmente a quelli che dovrebbero essere i suoi antagonisti politici.

Serviva un candidato di sinistra quindi…

Tsipras è anche una candidatura simbolo perché viene da un paese, la Grecia, che incarna una via alternativa a quella che è la politica dominante. Laddove noi abbiamo un centrosinistra ed un centrodestra che propongono una strada unica e l’unica percorribile, secondo loro, con tagli alla cultura, alla sanità, alla scuola, al sociale, alle pensioni, solo per continuare a finanziare banche e grandi industrie; mentre dall’altra parte c’è un’alternativa fatta di socialità perché non si esce dalla crisi dando i soldi a chi già li ha ma soprattutto a chi la crisi l’ha creata.

Il programma di Tsipras, in sostanza, propone un nuovo tipo di piano ‘Marshall’. Non pensare all’Europa come una matrigna che imponga a molti, non responsabili di questa crisi, di stringere la cinghia mentre pochi continuano ad accentrare il potere finanziario distruggendo l’economia reale tutto quello che deriva da questo. Non possiamo fidarci di Shultz perché è al governo con Angela Merkel e se in patria sostieni l’austerità non puoi, perché ci sono le elezioni, dire che ne farai di meno. Non sei credibile, Tsipras lo è in questo momento storico.

Come mai in questo momento storico, in Europa, non abbiamo governi o un governo che faccia come la storia e gli economisti insegnano: bolla finanziaria – crisi – austerità – governi che dirigono le risorse finanziarie verso un nuovo sviluppo economico – perché siamo ancora alla quarta fase?

È difficile ipotizzare i vari motivi perché noi possiamo cercare di immaginare il motivo per il quale vengono prese certe strade. Secondo il punto di vista, di sinistra, della Lista Tsipras che riunisce tutti coloro che non condividono a sinistra le scelte europee e nazionali, noi assistiamo ad un attacco ben mirato, ad un certo modo di intendere lo Stato, da parte di un potere economico con una forza che mai si è vista nella storia. Con la globalizzazione, le grandi industrie, gli speculatori finanziari, banche e compagnie assicurative internazionali ecc. con un potere che trova dei limiti nello Stato e, nel nostro esempio, in Europa. La pressione esercitata si sente maggiormente da noi rispetto ad esempio in America, proprio perché in Europa il sistema di welfare (ndr. lo Stato sociale) è molto forte rispetto altri paesi.

Gli stati europei, nel tempo, hanno limitato, ieri più di oggi, la speculazione di tali capitali. Lo vediamo anche nel nostro territorio come i grandi calzaturieri che si possono permettere di spostare le fabbriche in Cina, in India o dove gli conviene, grazie alla globalizzazione, sono gli stessi che poi a livello internazionale, come le banche, possono spostare grandi capitali dove più gli conviene e premono sugli stati per far si che i vincoli imposti dal sistema di walfare europeo venga meno.

L’attacco, secondo noi, avviene tramite la speculazione finanziaria. Per questo, oggi, chi ci governa rincorre questi potentati nella logica che: se noi li favoriamo vengono da noi e creano lavoro; però per favorirle distruggiamo lo stato sociale che abbiamo creato con duri sacrifici in Europa. Una vittoria di Pirro perché abbiamo ottenuto il lavoro ma di che tipo? Una volta c’era il posto fisso, la scala mobile e tutta una serie di garanzie che sono state erose. Questo i greci lo hanno patito in modo maggiore essendo uno Stato piccolo, con meno risorse e meno capacità.

Una volta le grandi crisi mondiali si risolvevano con le guerre, oggi non c’è un tale rischio quando le istituzioni non tengono lo Stato sociale o vi è una differenza?

Le guerre ci sono ma non si combattono più sul suolo europeo e il progresso tecnologico, essendo aumentato, non porta ancora a una fame da far sfociare in una crisi di tale portata che fù cavalcata da fascismi vari in Europa. Per quanto vediamo l’avanzare di partiti come Alba Dorata, Le Pen in Francia, quindi anche adesso l’uscita dalla crisi con slogan facili mantiene un forte appeal.

In Italia abbiamo il Movimento 5 Stelle come nuova proposta che, per quanto non può essere classificato come un fascismo, ha degli slogan facili. Il problema di Grillo è che fa tante proposte condivisibili ma dopo si inseriscono in un programma non completo che non considera tutti gli aspetti della società europea, fatta su slogan generici assumendo due misure su due piedi. Quello che ci differenzia da Grillo è che per uscire da una crisi simile bisogna immaginare un nuovo modello di società, con istituzioni, democraticamente elette, che riacquistino il ruolo centrale per guidare i cittadini oltre questo momento storico.

 

Un successo il meeting organizzato da Team Atletica Porto Sant’Elpidio

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Un successo di pubblico e di partecipazione. Il meeting di staffette svedesi, tenutosi domenica scorsa, organizzato dalla Team Atletica Porto Sant’Elpidio, ha portato nella città rivierasca 12 società di atletica delle marche; regalando un pomeriggio di competizione e passione come lo sport sa dare.

Osimo, Fabriano, Chiaravalle, Ancona, Castelfidardo, Senigallia, Ascoli Piceno, Jesi, San Benedetto, Macerata e Porto San Giorgio hanno risposto alla chiamata dell’evento fortemente voluto dalla nuova società elpidiense e dal presidente/coach Leonardo Paci. In gara le categorie di esordienti, ragazze e ragazzi. Oltre alle staffette classiche 4×100 maschili e femminili, gli organizzatori hanno arricchito l’evento con staffette svedesi di 200m+400m+600m+800m per i cadetti e 100m+200m+300m+400m per i ragazzi.

La gara maschile 4×100, categoria cadetti, ha visto prevalere la Sef Stamura Ancona, mentre l’Atletica Fabriano vince quella femminile. Nelle staffette svedesi, per la categoria cadetti maschile, la Stamura Ancona strappa il primo gradino del podio; lo stesso fa Avis Macerata per la femminile, conquistando anche il primo posto nel 4×100 femminile, categoria ragazzi. Quest’ultima ha visto nel maschile la vittoria della Collection Sambenedettese, così come nella staffetta svedese maschile. È invece l’Atletica Chiaravalle a trionfare nella femminile svedese.

Molto combattute anche le gare dei piccoli esordienti, il più piccolo dei quali ha 7 anni; infuocando gli spalti e il tifo del pubblico. È la prima gara organizzata dalla nuova società ed è subito un successo. “Ringraziamo gli sponsor e l’assessore allo Sport Milena Sebastiani per il sostegno – affermano gli organizzatori – invitiamo tutti color che vogliono avvicinarsi all’atletica a farlo. Vi aspettiamo nella nostra struttura in Via 1 Maggio”.

“La Piccola” ospita arte e allontana il degrado

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Di Marco Bastiani

PORTO SANT’ELPIDIO – A volte la differenza tra quello che si legge sui giornali e quello che accade realmente è davvero piccola. Altre volte “La Piccola” è la differenza tra quello che si legge e quello che accade realmente.
Qualche giorno fa è uscito questo articolo: 

La Piccola, il centro giovanile che di notte ospita le lucciole

Dopo averlo letto siamo andati a sentire le persone che gestiscono quel luogo.
L’ex stazione di Porto Sant’Elpidio, da Maggio del 2011 è a tutti gli effetti un centro culturale di importanza assoluta. Passando un pomeriggio all’interno del locale, la prima cosa che si nota (e si sente) sono i gruppi di ragazzi che suonano all’interno delle tre sale prove a disposizione. Ci sono gruppi che vanno e gruppi che vengono, dal pomeriggio fino alla sera tardi. La seconda cosa che si nota è che la struttura è viva, è piena di iniziative e funziona bene. Oltre alle sale prove il locale dispone anche di una sala polivalente dove si tengono sia concerti che altre iniziative culturali. “Facendo teatro per bambini, cinema per famiglie e la domenica le commedie dialettali si è creato un bel giro di persone di Porto Sant’Elpidio e non, di varie fasce di età” – commentano i gestori del locale Massimo Mannucci e Fabio Bartolacci – “La cosa che ci è dispiaciuta è stata leggere determinate frasi che andavano ad accostare a questa struttura fenomeni di prostituzione e di tossicodipendenza. Fenomeni che sono completamente estranei a questa realtà.”

La Piccola si trova al centro del parcheggio della stazione ferroviaria di Porto Sant’Elpidio, parcheggio transitato da un buon numero di persone. Nei due pomeriggi che siamo stati alla sala prove non abbiamo notato nulla di anomalo nel parcheggio, anche se alcuni residenti hanno riferito di episodi di tossicodipendenza e di “auto con i vetri appannati”.

E’ opportuno fare qualche piccola considerazione:

1 – È un dato di fatto che nella maggior parte delle città le zone adiacenti alla stazione siano crocevia di individui “poco raccomandabili”. In realtà sono all’ordine del giorno segnalazioni di siringhe e di persone che si bucano nei luoghi pubblici. La nostra città ne è piena.

2 – In una città dove il tasso di prostituzione è probabilmente tra i più alti di tutta la riviera Adriatica può capitare di imbattersi in “auto con i vetri appannati”, soprattutto in parcheggi ampi e con scarsa illuminazione.

3 – Un centro che svolge delle attività utili per la società, frequentato da molta gente a tutte le ore, contribuisce notevolmente a ridurre le “cose che non si dovrebbero vedere”. Cosa succederebbe se quella zona fosse deserta e il parcheggio abbandonato?

Il degrado in un luogo si riduce riqualificandolo, coinvolgendo persone che fanno attività costruttive così da creare un ambiente sano e positivo che induce ad andare via chi fa cose “negative”. È per questo che i bambini vanno lì a giocare a pallone quando c’è il sole.

 

L'articolo pubblicato dal Corriere Adriatico che ha innescato l'affaire "La Piccola"

L’articolo pubblicato dal Corriere Adriatico che ha innescato l’affaire “La Piccola”

Erosione costiera. Enormi danni e soluzioni difficili, ma nessuno paga

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Giovedì 10 aprile, al salone della Croce Verde, si è tenuto l’incontro informativo sull’erosione costiera promosso dal circolo locale di Sinistra Ecologia e Libertà.
La tematica è molto sentita dalla cittadinanza, tant’è che la partecipazione è stata alta. Presenti anche diverse forze politiche e ambientaliste, pesante invece l’assenza dell’amministrazione comunale.

Sono intervenuti il professor Gino Cantalamessa docente di sedimentologia e stratigrafia all’università di Scienze della Terra di Camerino, il professor Carlo Bisci docente di geomorfologia e geografia fisica della medesima università e il dottor Alessio Acciarri dottorando in dinamica costiera e regime dei litorali.
Dopo i saluti iniziali del coordinatore cittadino di Sel Mattia Rinaldi, si è entrati nel vivo della serata. I professori hanno sviscerato le varie problematiche del litorale marchigiano, e in particolare di quello elpidiense.

Sono state esposte diverse modalità per la risoluzione del problema, ma senza uno studio accurato è difficile dare indicazioni precise. Ciò che si è capito bene è che alcuni interventi fatti dal 2003(i pennelli al fiume tenna e al fosso di castellano) hanno peggiorato una situazione già non troppo rosea, ma che era bilanciata dall’afflusso di detriti portati dal fiume e smistati dalle correnti. Ora, togliere i pennelli potrebbe essere pericoloso quanto tenerli, nel senso che ogni azione che si andrebbe a compiere comporterebbe delle conseguenze, alcune delle quali non si possono conoscere preventivamente.

Ricordiamo che il piano per la salvaguardia della costa è stato redatto dalla Modimar di Roma, e veniva inoltre inserita la realizzazione della darsena. Secondo questo studio infatti, la darsena e i pennelli avrebbero difeso la costa elpidiense. Infine, i pennelli sono stati realizzati nonostante il piano regionale di difesa costiera prescrivesse di non agire oltre la realizzazione delle barriere soffolte. Sarebbe ora di chieder conto dei danni che queste opere hanno comportato, a chi allora ha creduto ad occhi chiusi a questi studi, cioè il sindaco di allora, i vari assessori e dirigenti competenti.

 

Imprenditori donano un bus per la ‘Cittadella del Sole’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Inaugurato giovedì scorso il bus che 45 imprenditori hanno donato alla ‘Cittadella del Sole’. Il progetto denominato ‘Mobilità Garantita’, a cui già molti comuni hanno aderito,  permetterà  di avere ai ragazzi e ospiti del centro di spostarsi sul territorio in modo gratuito.

“Questo mezzo rappresenta per noi la possibilità di poterci muovere autonomamente – spiega la coordinatrice Stefania Santarelli – per noi è una possibilità di integrarci con il territorio e portare avanti i nostri progetti: come ad esempio il ‘Museo Torre dell’Orologio’; un grazie va a tutti colore che hanno contribuito a questo importante servizio”. Il centro è gestito dalla cooperativa ‘Nuova Ricerca Agenzia Res’ ed ospita persone affette da disabilità: offre molti servizi e laboratori.

I due rappresentanti della PMG Italia SpA, la società che fornisce il mezzo ai comuni per servizi con finalità sociale, hanno sottolineato la generosità dimostrata dagli imprenditori elpidiensi e la lungimiranza dell’Amministrazione comunale. “Non è così scontato che questo servizio sia reso disponibile in una comunità” afferma Diego Carpetti.

Visibilmente soddisfatto anche il sindaco Nazareno Franchellucci. “Questa è la dimostrazione che i nostri imprenditori non rispondono soltanto nelle feste o grandi eventi. Questa mattina ho avuto una riunione d’ambito per affrontare le problematiche del sociale e ne sono uscito amareggiato. In una situazione di difficoltà economica come quella che stiamo vivendo è sempre più difficile mantenere i servizi ordinari. Per la nostra comunità questa è una boccata d’ossigeno”.

‘Una voce per la chirurgia’ a Porto San Giorgio per la buona sanità

Di Marco Vesperini

PORTO SAN GIORGIO – L’associazione nata per tutelare la buona sanità, dopo l’evento di quest’inverno a Camerino, si sposta sulla costa adriatica con una serata a Porto San Giorgio, il 17 maggio presso il Teatro comunale. Abbiamo intervistato la presidente Gabriella Accoramboni.

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Quali sono le motivazioni che hanno spinto tanti pazienti della Provincia di Fermo e Macerata ad associarsi per promuovere la buona sanità?

I soci firmatari sono quasi tutti o pazienti o familiari, quindi c’è sempre un legame derivato dall’esperienza che hanno avuto con il reparto chirurgico di Camerino. Ma anche al momento che stiamo vivendo della politica dei tagli alla sanità.  I cittadini si sono mossi per tutelare una struttura, come quella di Camerino, che funziona in modo ottimale. Le risorse mancano ma c’è anche purtroppo una gestione di interesse e alle volte sono in gioco dei favoritismi di un primario rispetto ad un altro, quando si dovrebbe fare un discorso di ottimizzazione sulla qualità delle strutture.

C’è un problema di fondo, con i tagli non esisterà più la figura del primario, e tante figure di rilievo potrebbero andare via preferendo il privato al pubblico. Stanno prospettando di fare dei poli di specializzazione, creando delle reti di spostamento tra i medici specializzati dette “reti cliniche”. Da questo punto di vista c’è il rischio di perdere la continuità nel seguire un paziente, una dispersione che potrebbe rivelarsi dannosa.

L’ospedale di Fermo sta ampliando sia la sua struttura sia l’organico, eppure in questi anni molti pazienti hanno preferito spostarsi nel maceratese e a Camerino. Come si spiegano questi flussi crescenti? 

I reparti li fanno le persone. Molti pazienti, non essendo soddisfatti di alcune strutture, hanno preferito affidarsi nelle mani di chi invece li ha trattati meglio. Un’altra problematica riguarda il fatto che, secondo le ultime disposizione legislative, chi fa ambulatorio privato ed è un medico di una struttura pubblica, deve effettuare tale servizio sotto l’Asur. Purtroppo però la burocrazia e non solo rallenta certi meccanismi, e ne è un esempio quello del dott.Catalini (ndr. Primario di chirurgia di Camerino) che da Fermo si è dovuto spostare in una struttura privata come la Crisalide, quando ha diritto ad una pubblica come ad esempio la Cittadella del Sole, dove ha fatto richiesta. Anche questo è emblematico perché alla Crisalide si pagano comunque 100 euro per accedere ad un servizio medico.

Al momento la problematica che riguarda l’Asur per questo ambulatorio è la mancanza di un assistente per l’ambulatorio. E questo ricade sui pazienti che per medicazioni o visionare una t.a.c. devono pagare l’accesso ad una struttura privata.

Avete intenzione di coinvolgere aziende private per iniziative di raccolta fondi?

Si, sicuramente. Ci sono alcuni nostri associati che da questo punto di vista ci hanno rassicurato molto. Abbiamo in mente molte iniziative di raccolta fondi, soprattutto per acquistare strumentazioni e medicinali perché sembra assurdo ma alle volte ci sono problemi per avere l’antibiotico per esempio. Però per quanto ci sia molta buona volontà ci siamo scontrati con la burocrazia. Abbiamo avuto problemi per essere riconosciuti come Onlus, abbiamo lavorato per l’iter con l’Agenzia delle entrate in cui chiedevano anche la convenzione con l’Asur. Ma nel momento in cui siamo andati a chiederla ai dirigenti dell’Asur ci sono stati dei problemi di comunicazione, così ci hanno detto, per cui dopo 20 giorni che ancora l’Agenzia delle entrate non aveva ricevuto questo documento hanno fatto decadere l’atto. Abbiamo dovuto far ripartire l’iter dal punto di vista del volontariato. La volontà è forte e vogliamo fare una cosa buona quindi non ci fermeremo.

Le Amministrazioni come hanno risposto alla vostra chiamata?

I giornali e le università ci hanno appoggiato, le amministrazioni un po’ meno per ora ma speriamo che quando si svilupperà la cosa ci sia un contatto maggiore. L’unico è stato il sindaco di Porto Sant’Elpidio per quando riguarda l’ambulatorio presso la Cittadella del Sole, anche se ancora non c’è una risposta certa.

Ora abbiamo organizzato questa iniziativa il 17 maggio presso il teatro comunale di Porto San Giorgio, sia perché tanti nostri associati provengono dal fermano, sia per chi non è potuto venire questo inverno a Camerino. Una serata per far conoscere l’associazione e per portare le nostre esperienze personali e le iniziative che vogliamo attuare per promuovere una buon sanità che deve essere difesa.

Abbattute 8 palme storiche, la cittadinanza insorge

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Qualche giorno fa i residenti di Via Mameli hanno assistito impotenti al massacro di 8 palme secolari adiacenti alla ferrovia. L’episodio ha generato scalpore non solo tra la cittadinanza ma anche tra le fila della maggioranza, puntando il dito contro il primo cittadino Nazareno Franchellucci e l’esecutore, il dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici Ing. Stefano Stefoni.

“A volte per tutelare la sicurezza pubblica e la conservazione di altri esemplari arborei simili siamo costretti a prendere delle decisioni difficili ma indispensabili – afferma Franchellucci – perché come amministratori siamo i primi responsabili dalla sicurezza dei nostri concittadini e del mantenimento complessivo del patrimonio Comunale”. Sono diversi anni che le Ferrovie dello Stato premono sui comuni della costa per risolvere il problema delle piantumazioni a ridosso del tracciato ferroviario; ed anche il parassita ‘punteruolo rosso’ ha messo del suo, intaccando 3 delle 8 palme divelte. La legge parla chiaro: gli alberi con altezza fino ai 4 metri debbono stare ad una distanza di 6 dalla ferrovia, per quelli che superano tale altezza bisogna calcolare la distanza della stessa più altri 2 metri. La posizione delle essenze arboree violavano tale indicazione.

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Eppure altri comuni, vedi San Benedetto, hanno risolto tale problematica coinvolgendo la cittadinanza e cercando soluzioni alternative per evitare l’abbattimento o il costo più oneroso del trasferimento delle essenze. Chiamando a raccolta cittadini e privati che avrebbero potuto decidere cosa farne delle 5 palme sane. È il metodo che ha destato lo sconcerto e l’indignazione, non le motivazioni del caso. Silenziosità e velocità di esecuzione che ricordano la “scomparsa” dell’ex municipio cittadino.

“Quale messaggio questi adulti danno alle future generazioni adottando tali misure, a nostro avviso, così discordanti e diseducative? – afferma il circolo di Legambiente – il rischio è che il valore formativo delle iniziative “ecologiche” intraprese venga vanificato e che queste restino solo una operazione di immagine, di facciata, che svilisce e delude”. Riferendosi alla ‘Giornata Ecologica’ del 30 marzo. Rincara la dose la maestra Angela Serafini, da sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio cittadino. “Cambiano i sindaci, ma il modo arrogante e irriverente di agire è lo stesso – e continua – un’amministrazione seria, amante della città, avrebbe dovuto avvisare per tempo i cittadini, cercare soluzioni per mettere in sicurezza le piante, evitando pericoli per la sicurezza ferroviaria: e si poteva fare!”.

Scintille anche in maggioranza. Il presidente Vitaliano Romitelli e il consigliere Sergio Ciarrocca, avvertiti dalla cittadinanza, si sono immediatamente mobilitati per fermare l’inevitabile. Segno che solo un numero ristretto fosse a conoscenza dell’operazione. Finanche le risposte date dall’assessore ai Lavori Pubblici Peppino Buono sulle essenze che andranno a sostituire le precedenti, destano non pochi interrogativi. “Arriveranno in autunno ma sulla tipologia valuteremo in seguito, per ora abbiamo effettuato gli interventi più urgenti”. Il timore è che l’azione non sia stata pianificata affatto.

Il “luna park” elpidiense

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sapevate che a Porto Sant’Elpidio sorgerà un parco divertimenti da più di un milione di visitatori l’anno? Verrà costruito nel quartiere Fonte di Mare e si chiamerà “Chienti Shire”. È molto fiera l’assessore Sebastiani nel parlare di questo progetto al convegno sul turismo di villa Baruchello . Anzi, di questa idea, perché il progetto non è di pertinenza pubblica, nonostante l’assessore all’urbanistica Annalinda Pasquali lo abbia mostrato ai colleghi di giunta a novembre 2013.
La prima obiezione nasce spontanea: dove prenderà i soldi il comune per realizzare un’opera così imponente(è previsto centro benessere, centro commerciale, piscine coperte ecc.)? Dal “privato”, è logico. Il privato in questione si chiama Enzo Amadio, condannato in primo grado a 4 anni per bancarotta fraudolenta. Va bene che questo è un periodo di crisi, però tra tanti imprenditori dobbiamo prendere proprio uno condannato per fallimento? Come potranno fidarsi i cittadini elpidiense di un progetto del genere, se parte con questi presupposti? Ma soprattutto, non sarebbe forse il caso di interpellarli prima di iniziare un’avventura simile?
Evidentemente per l’amministrazione comunale non è importante consultare i cittadini per operazioni del genere. Così facendo rischiamo di finire come con la darsena: un progetto di speculazione edilizia mascherato da opera pubblica, che la sovrintendenza ha rispedito al mittente. Mantenuto nel programma elettorale, nonostante il partito di maggioranza sapesse benissimo che ormai al netto della speculazione edilizia nessuno avrebbe mai investito lì, soltanto per non doversi giustificare dei tanti soldi già spesi per un’opera che non vedremo mai.
Ci ritroviamo così, un’amministrazione turisticamente schizofrenica, perché da una parte presenta un progetto di albergo diffuso, che speriamo non rimanga una scatola vuota; e dall’altra parte puntano in un turismo di massa, completamente differente.
Sarebbe invece il caso di discutere insieme ai cittadini di quale tipo di sviluppo turistico vorrebbero per la loro città, riconoscendo quali sono le nostre inclinazioni, magari puntando sulla riqualificazione e sulla valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, invece che lanciarsi nell’ennesimo ed anacronistico progetto di speculazione edilizia. E non possiamo bere la balla del progetto turistico che rivitalizzerà la parte nord del paese e che stimolerà Civitanova Marche a creare un collegamento alternativo sul fiume Chienti. Un altro ponte sul Chienti si può fare anche senza depauperare quasi centomila metri quadri di terreno agricolo.
Ricordiamo nuovamente al sindaco la sua promessa fatta in campagna elettorale di diminuire il gap decisionale tra l’amministrazione comunale e i cittadini, che ha da sempre contraddistinto le scelte importanti in città. Continuando su questa strada non farà che disattendere la sua promessa.

L’Ant nei quartieri con il ‘Progetto Melanoma’

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Diagnosi gratuita del Melanoma di 40 persone per ogni quartiere della città a partire dal 30 marzo. Il Progetto Melanoma promosso dall’Ant (Fondazione Assistenza Malati Tumorali), insieme al Comune di Porto Sant’Elpidio, consiste in visite dermatologiche gratuite da svolgersi nelle sedi delle associazioni di quartiere. Lo screening sarà eseguito da personale medico specializzato ed effettuato attraverso un videodermatoscopio acquistato con il contributo dell’Amministrazione Comunale.

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“Siamo disposti a incontrare la gente nei quartieri per spiegare la diagnosi e la malattia – afferma la dottoressa – puntualizzando che noi ci troviamo in un paese della costa in cui più di altri si rischia l’esposizione solare”. Le visite verranno effettuate nell’arco di una giornata, secondo una lista di 40 persone individuate dalle associazioni di quartiere; anche loro contribuenti del progetto con 2500 euro totali. San Filippo e Fonte di Mare hanno già stilato la propria lista mentre Marina Picena presenterà il progetto in un’assemblea dei soci il 10 Aprile prima di prendere i nominativi. “A settembre potremmo ricominciare – spiega Federico Costantini, volontario ed ex consigliere comunale – ma noi non ci stiamo sostituendo al servizio pubblico. Consideriamo che una visita di questo genere fatta a pagamento (120 €), non inclusa nel servizio sanitario, e non con questa attrezzatura di ultima generazione. Volevo ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione tutta che ha capito quello che facciamo”.

L’Ant si spinge oltre con altri due progetti in cantiere: diagnosi della tiroide e trasporto gratuito per malati oncologici. Il primo necessita di un macchinario da 10 mila euro e si interessa ad una fascia d’età giovane, dai 18 ai 30 anni. “Stanno aumentando le malattie della tiroide in questa fascia d’età”. Mentre il secondo cerca di sopperire alla delibera regionale vigente dallo scorso lunedì, per la quale le Asl non hanno rinnovato la convenzione con le varie associazioni (es. croce verde) per la gratuità del servizio di trasporto malati oncologici. Da qualche giorno infatti verrà presentato il costo della “corsa” dati i tagli regionali alla sanità marchigiana. “Vorremo coinvolgere anche gli imprenditori per l’acquisto delle strumentazioni che saranno stoccate e utilizzate in appositi presidi”. Conclude Costantini.

I rappresentanti delle associazioni di quartiere hanno auspicato il coinvolgimento delle associazioni sportive per i prossimi progetti dell’Ant. “Oggi abbiamo visto quanto i servizi proposti da questa associazione sono validi – afferma il primo cittadino – e anche se può dar fastidio alla sanità privata ma in un momento come questo in cui abbiamo difficoltà anche per il trasposto sanitario è contingente. Con il nuovo presidente delle farmacie comunali stiamo già mettendo a punto nuovi servizi da offrire ai cittadini. E il fatto che ospiteremo due giornate di visite nella nostra farmacia tre è emblematica della nostra vicinanza all’associazione”.

Ex-Fim, scade la fidejussione: Comune rinuncia a 3 milioni di euro

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Il 25 giugno 2013 è scaduta la fideiussione a garanzia della bonifica dell’area dell’ex-Fim e l’Amministrazione comunale che avrebbe potuto prendere 3 milioni di euro dalla proprietà non lo ha fatto. Uno dei punti salienti della ricostruzione fatta dal Movimento 5 Stelle elpidiense attraverso la documentazione.

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“Un atto di inadempienza da parte dell’Amministrazione – afferma il consigliere Marco Fioschini – ed inoltre non è stata rinnovata la fideiussione a tutela della bonifica dell’area”. Rinnovo che sarebbe dovuto essere fatto entro 90 giorni prima della scadenza. Inoltre, questo atto è stato approvato in Consiglio comunale senza il numero legale previsto dal regolamento: 9 consiglieri rispetto i 10 necessari per la votazione (il sindaco non ha facoltà di votare per un atto come questo). Poi modificato in sede di Giunta nel febbraio 2008. L’art. 42 del Tuel (testo unico enti locali) da prerogativa  di competenza all’Assise cittadina rispetto la Giunta, chiamata ad intervenire sull’ordinaria amministrazione. “Secondo noi la Giunta comunale non poteva modificare l’accordo che sarebbe dovuto passare per l’approvazione in Consiglio – e continua il pentastellato – vi è una chiara incongruenza, come mai questo fatto?”.

“In diritto amministrativo quando ci sono atti che sono nulli, diventano nulli anche tutti quelli conseguenti – afferma Massimo Spina – se si dovesse dimostrare che questo atto sia nullo verrebbero invalidati i successivi”. L’escussione dei 3 milioni di euro, comprendente il blocco dell’ultimo 30 % della bonifica, sarebbe dovuta essere applicata dal d.a.t. (diretto alla tecnica) nella figura del dirigente comunale Stefano Stefoni. Quest’ultimo, secondo la documentazione, ha più volte denunciato agli organi competenti  i ritardi della bonifica rispetto l’accordo tra il privato e il Comune. “Questi sono soldi che il comune avrebbe potuto incamerare per le più disparate esigenze e questo non è stato fatto – continua il consigliere – non può passare il messaggio che ad ogni rilevamento di inquinamento maggiore del previsto vengano fatte ulteriori concessioni al privato, la bonifica è un obbligo da parte di chi ha acquistato quell’area”.

I 5 stelle lamentano anche un’incongruenza sul mancato incameramento di questi soldi e sul progetto di fare più di 200 appartamenti in un’area vessata dall’erosione costiera. “Si sarebbe potuto pensare ad un possibile arretramento delle strutture balneari di quella zona, che sono colpite dall’erosione”. Il 21 vi sarà la conferenza dei servizi in cui verranno discussi i lavori urbanistici dell’area della ex-Fim. Nel frattempo l’accordo di programma sulla variante urbanistica sta per arrivare in Provincia. La stessa che qualche mese fa ha approvato un documento di stop al consumo del territorio. “Secondo noi la bonifica deve essere per forza di cose prioritaria rispetto la variante urbanistica, ridando un’area priva di inquinamento”. Nel mese di maggio dovrà concludersi l’approvazione del progetto urbanistico, il timore è che venga approvato prima della completa bonifica.

Foto by http://giuliapiermartiri.jimdo.com/