Notte di sirene lungo la statale

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Intorno alla mezzanotte si è consumato l’ennesimo regolamento di conti per il mercato del sesso in pieno centro. Protagonisti due gruppi di persone di nazionalità romena scontratisi tra Via Diaz e Via Maddalena, all’altezza della statale. Coinvolte anche alcune prostitute e avventori del vicino pub che hanno assistito a quello che sembrerebbe esser stato un vero e proprio agguato.

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Secondo alcuni testimoni un gruppo di persone sarebbe sbucato in pochi secondi dalle vie parallele alla Statale Adriatica mentre ne stava transitando un altro, ingaggiando immediatamente lo scontro. Due i feriti lasciati a terra prima dell’arrivo di due volanti dei Carabinieri della vicina caserma: il resto degli aggressori si sarebbe dileguato appena sentite le sirene. I due giovani ragazzi, 20 e 28 anni, sono stati trasportati dai volontari della Croce Verde presso il pronto soccorso di Fermo; riportando entrambi ferite da taglio, alla spalla e alla mano, dovute probabilmente ad una bottiglia rotta usata come arma. Un’altra ragazza coinvolta ha riportato una lieve ferita alla testa.

Sul posto anche il sindaco Nazareno Franchellucci, l’assessore Carlo Vallesi e il comandante della polizia municipale Gattafoni, arrivati poco dopo che i testimoni fossero portati in Caserma per le identificazioni.

La polizia municipale pochi minuti dopo è dovuta intervenire poche centinaia di metri a nord in un incidente tra un’Audi nera e uno scooter: di fronte la Torre dell’Orologio. Secondo le prime ricostruzioni l’auto sarebbe stata tamponata mentre svoltava sulla destra per piazza Garibaldi. Un forte impatto che ha divelto quasi completamente il paraurti posteriore del mezzo e scaraventato il conducente del due ruote, un giovane, sull’asfalto. Immediati i soccorsi del 118. Il ragazzo avrebbe riportato una ferita alla testa ma non sarebbe in pericolo di vita.

Ritrovata la spiaggia scomparsa

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – “La spiaggia elpidiense non è scomparsa si è spostata grazie alla barriera costituita dal “pennello” sud della città”. Questo quanto affermato da Mattia Rinaldi, segretario del circolo cittadino di Sel, dopo un sopralluogo della foce del fiume Tenna.

La linea dello sbocco sul mare infatti si è spostata di 140 m oltre il “pennello”, parte delle barriere poste a freno dell’erosione costiere dalla precedente amministrazione comunale. Un’area di circa 36,000 metri quadri (3,6 ettari), con un’altezza di 2 metri da livello del mare che in alcuni punti arriva a 4. “In queste condizioni nessuna scogliera, emersa o sommersa che sia, potrà in futuro garantire la difesa della nostra cosa –continua Rinaldi – avendo bloccato l’apporto naturale di sedimenti”. I riflettori si accendono anche lungo il corso del fiume dove l’opera che sarebbe dovuto servire a limitare le piene del Tenna è stata distrutta, prova dell’inefficacia delle opere di contenimento.

La denuncia secondo Sinistra ecologia e libertà sarebbe avallata dal “Piano di Gestione Integrata delle Aree costiere” della Regione Marche e nello studio fatto dall’Università di Ancona. “Qui si raccomandava infatti di non intervenire sul litorale di Porto Sant’Elpidio, perché si trovava in equilibrio, proprio per gli apporti fluviali di ghiaia – conclude il giovane coordinatore – intendiamo promuovere un’azione di informazione e discussione con la cittadinanza e con le forze politiche e di governo del territorio su un tema che ci interessa tutti da vicino”.

Avevamo già parlato dettagliatamente dell’erosione costiera e delle sue problematiche in un corposo articolo di Riccardo Marchionni, che vi riproponiamo dal quale potrete trarre importanti informazioni sulla tematica:Quanto ci costa salvare la costa?

Il nuovo referente dell’Amministrazione comunale è l’assessore Annalinda Pasquali alla quale è stata affidata una delega ad hoc per la difesa della costa. E il primo cittadino Nazareno Franchellucci è intervenuto più volte sull’argomento ribadendo l’importanza di creare un nuovo Piano di difesa costiera in collaborazione con la Regione Marche e la Provincia. Di seguito vi riportiamo le sue dichiarazioni in merito in una nostra recente intervista:

Parlerei della situazione del maltempo, la mareggiata, la salvaguardia della costa, la darsena ecc. I due pennelli erano previsti nel progetto darsena, soprattutto quello al fosso di Castellano era propedeutico per la costruzione della darsena.
Il sentore di parecchi è che in realtà il progetto doveva essere più lungo con scogliere che si estendevano tra i due fiumi, secondo lei sarebbe stato un progetto buono, che avrebbe dato i suoi frutti? Nel frattempo c’è un piano a medio-breve termine per arginare questo problema?

“Sarebbe stato meglio avere una protezione su tutta la costa, ma purtroppo non bastavano le risorse. Allora c’era l’emergenza della zona sud, e quindi si è deciso che i soldi si sarebbero spesi per la zona sud. La situazione non era grave come adesso.
Le direzioni d’azione sono due. L’altro giorno l’avvocato che segue il contenzioso è stato a parlare col giudice, perché il 31 dicembre scade il termine dato dal tribunale per effettuare la perizia da parte del Ctu. Ha chiesto al giudice che immediatamente sblocchi l’area di modo che noi con soldi nostri andiamo a completare, cioè ricaricare le altezze degli scogli e prendere materiali dal fiume per il ripascimento. Ma dico con certezza che quel lavoro non basta più. Con Annalinda ormai due mesi prima delle mareggiate ci siamo iniziati a muovere in maniera veloce con dei comprovati specialisti tecnici per individuare il soggetto migliore per fare un nuovo studio su tutta la costa, da sud a nord.
La settimana scorsa sono stato a parlare con Spacca. Loro entro il 2015 vogliono rifare il piano di sicurezza del litorale, quindi ogni comune presenterà la propria proposta di modifica. Questo è il presupposto per chiedere i finanziamenti, non possiamo pensare di fare un opera del genere senza i soldi della regione.
Il tecnico certifica che la situazione è drammatica, in modo che la regione capisca la nostra necessità, e su quello si tara l’intervento. La soluzione ce la dobbiamo far dare da chi queste cose le capisce. Ormai dopo quasi dieci anni la situazione della costa è cambiata quindi serve uno studio sulla situazione attuale”.

Giunta nei quartieri per presentare il Piano di Protezione Civile

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – È iniziata giovedì scorso a Marina Picena la presentazione del Piano di Protezione Civile da parte della Giunta comunale. Il tour toccherà nelle prossime settimane tutti i quartieri della città; una serie di assemblee pubbliche in cui i cittadini potranno confrontarsi con l’Amministrazione e il rappresentante del centro operativo comunale: Filippo Berdini.

L’attuale piano comunale, redatto in gran parte da Costantino Finocchi, è operativo dall’11 marzo 2013 e si rifà a quello regionale. Il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) ne è l’esecutore e il referente istituzionale è il sindaco, responsabile della salute pubblica, il quale attiva, in accordo con la Protezione Civile regionale, le varie funzioni previste per le emergenze. 10 in totale, alcune aggiunte ad hoc per le peculiarità delle territorio (es. l’obbligatorietà della contabilità, aggiunta dopo il terremoto dell’Aquila).

“Il piano comprende il metodo denominato Augustus di previsione e prevenzione dei rischi – afferma Berdini – completamente informatizzato”. Un monitoraggio costante che dal nazionale, passando regioni e comuni, collega a cascata ogni centro operativo di protezione civile. Il C.O.C. viene attivato anche durante le manifestazioni classificate come grandi eventi: primo maggio, San Crispino, Tirreno-Adriatico ecc. Ed è sempre il sindaco il responsabile dell’attivazione dei sei livelli che precedono l’emergenza, ognuno dei quali ha proprie caratteristiche di intervento.

Sono previste inoltre delle aree per ogni quartiere dette di “attesa” (es. raccolta durante un terremoto), per Marina Picena sono campo sportivo e il parcheggio dell’Holiday. “A breve verranno evidenziate con apposita segnaletica le varie zone che svolgono questa funzione – specifica l’assessore Vallesi – e verranno attrezzate durante le emergenze con una segreteria e una postazione radio”. Il collegamento via etere rimane fondamentale e da questo punto di vista Porto Sant’Elpidio possiede le migliori attrezzature della regione, coprendo una delle aree più grandi.

Nel piano sono inserite anche delle ordinanze specifiche prestampate che il sindaco può utilizzare per la celerità che solitamente richiede una situazione di emergenza. Un vero a proprio manuale contenente anche dati sensibili. Come la popolazione residente in ogni Via, divisa in fasce d’età. “Anche se da questo punto di vista abbiamo un problema, per la privacy, purtroppo non possiamo registrare la popolazione disabile o che ha bisogno di cure specifiche (es. dialisi)”.

Le amministrazioni precedenti hanno investito molto sulla protezione civile che è dovuta intervenire spesso in situazioni di emergenza dentro e fuori la Regione Marche. Quest’ultima infatti è la più virtuosa in quest’ottica rispetto tutte le altre regioni d’Italia, con 10 mila volontari all’attivo. “Bisogna che la popolazione entri nell’ottica che la prevenzione è già protezione civile”. Alcuni interrogativi sono d’obbligo, come ad esempio il fatto che negli anni precedenti la Protezione Civile ha investito poco in formazione di personale e vista la sua caratteristica di volontariato, il personale non aveva la professionalità di un lavoratore stipendiato (es. vigili del fuoco). In una zona dove il più giovane di questi ultimi ha cinquant’anni. “Si sta investendo molto sulla formazione del personale, sia di terra che quello adibito ad immersioni e antincendio – conclude Berdini – la prevenzione rimane una priorità”.

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – La squadra del sindaco torna al completo. L’architettura assessorile cambia, si assesta. Nuove deleghe. E vecchie deleghe che passano di mano da un assessore all’altro. La struttura sembra tenere, ma non è bella a vedersi.

C’è qualcosa di buono nella ridistribuzione delle deleghe conseguente al ritorno del 5° assessore. Innanzitutto due neonate deleghe importanti: difesa della costa(Pasquali), mobilità e trasporto pubblico(Vallesi). Il sindaco cede le pesanti responsabilità ereditate con la requisizione delle deleghe all’ex vicesindaco Scotucci, mettendole in mano al nuovo assessore Peppino Buono. Le politiche giovanili vengono accorpate a sport e turismo, e istruzione e scuola ritorna insieme alla cultura.

La situazione di partenza comunque, non era bella. Il bilancio e la cultura non possono essere affidate allo stesso assessore, per ovvie ragioni di opportunità: chi ha il bilancio tende a stringere, chi ha la cultura tende a spendere. Tenendo separate le due deleghe si creerebbero dei confronti, dei compromessi tra i due assessori, che porterebbero ad un equilibrio tra “rigore di bilancio” e “pazzi investimenti”. Accorpandole, al contrario, si tenderà probabilmente a favorire il rigore di bilancio a discapito della cultura, vista la situazione economica attuale. Senza contare che l’assessore alla cultura della scorsa amministrazione ora è assessore all’urbanistica. Che cosa può significare questo, che per il nuovo sindaco la Pasquali non ha agito bene nei precedenti cinque anni di amministrazione, o che ha dovuto cedere qualcosa in sede di insediamento, per garantire la tenuta della sua maggioranza?

Confermando la carica di vicesindaco ad Annalinda Pasquali, e togliendole due vecchie deleghe, il sindaco stravolge il suo assessorato, staccandolo definitivamente dall’impianto originario. Diventa così un assessorato molto importante perché tra un anno si riscriverà il piano regolatore comunale, e perché c’è da sgobbare sul piano della difesa della costa.

Le due altre pretendenti al titolo di vicesindaco: Monica Leoni e Milena Sebastiani, prendono in cambio dell’ambita carica una delega a testa, pescate appunto tra quelle della Pasquali. Cambio di deleghe azzeccato in questo caso, ma senza risolvere i problemi di partenza. Ecco che si mischiano ancor di più le carte in tavola e si ingarbuglia ulteriormente la matassa degli assessorati.

Inoltre nell’alleggerire il proprio pacchetto deleghe, il sindaco cede l’ambiente alla Pasquali. Urbanistica-Ambiente stesso discorso di Bilancio-Cultura. Soprattutto in fase di stesura del piano regolatore, sarebbe bello che chi è addetto a scriverlo sia “controllato” dall’assessore all’ambiente, e quindi che urbanistica e ambiente non siano in capo alla stessa persona.

A questo punto l’unico assessore con deleghe coerenti tra loro è Vallesi. Assessorato ereditato grazie al sacrificio del padre in Provincia, all’inizio sottovalutato ed anche deriso da qualcuno, ora ha la possibilità di far vedere cosa sa fare. Deleghe come “Polizia municipale”, “agenda digitale”, “partecipazione”, ecc. in un momento come questo, sono deleghe importanti. Suggeriamo ad esempio all’assessore Vallesi di fornire la sede del consiglio comunale di una rete wi-fi per far connettere i cittadini che assistono al consiglio, questo gioverebbe sicuramente a noi giornalisti che seguiamo in diretta il consiglio comunale, ma anche tutti gli altri cittadini che vogliono condividere in diretta le loro impressioni sul consiglio che stanno seguendo.

Sul nuovo assessore ai lavori pubblici quello che c’era da dire lo abbiamo detto al momento del suo insediamento, tanto un problema di incompatibilità in più o in meno, poco cambia per questa giunta.

Alla luce di tutto ciò non posso che fare i complimenti al sindaco per come ha gestito la crisi politica d’agosto e i suoi risvolti. La sua maggioranza è stata depurata da mine vaganti, da cani sciolti che stavano creando problemi alla realizzazione del progetto politico della coalizione. La giunta è tornata al completo e a livello di deleghe è riuscito ad accontentare tutti, anche in maniera furba, ad esempio rimettendo nelle mani dei segretari delle liste di coalizione la creazione di un nuovo criterio per assegnare il titolo di vicesindaco. Ha sfruttato la rissosità delle anime della sua coalizione salvo poi rabbonire tutti dopo la sua scelta, con la compensazione a base di deleghe per Leoni e Sebastiani. La maggioranza è solida e la giunta pure, ma vedendo entrambe da vicino non sono assolutamente un bello spettacolo.

Registro delle Unioni Civili

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Un embrione di diritto che sembra poter diventare realtà. Stiamo parlando del Registro delle Unioni Civili, tema del dibattito svoltosi giovedì scorso presso la Croce Verde promosso da PD, Sel e Gd; presenti in sala anche esponenti consiliari e politici del Movimento 5 Stelle.
L’iniziativa, che ha avuto un forte riscontro di presenze, è stata fortemente voluta dai Giovani Democratici; tra i relatori la professoressa Angela Cossiri, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Macerata, il segretario cittadino di Sel Mattia Rinaldi, il consigliere Luca Piermartiri e Stefano Senesi segretario dei Gd.

“Vogliamo vedere le unioni civili dal punto di vista politico. Perché è proprio la politica che deve farsi garante dei diritti – afferma Senesi – alle coppie di fatto mancano quei diritti fondamentali di una coppia a livello giuridico, e molte non sono dello stesso sesso”. Mentre nel suo intervento il sindaco Nazareno Franchellucci parla dell’importanza di “correre ai ripari quando ci sono persone che non si sentono parte di una comunità. Dobbiamo dare questo segnale in ambito locale – e continua – mi fa piacere il fatto che si siano ritrovati su questo tema che sarà affrontato nel prossimo Consiglio comunale anche se non ci siamo confrontati con le altre forze politiche e non sappiamo se questa proposta passerà”.

Si parla di lacune legislative. Una panoramica della situazione europea in cui paesi come la Danimarca (da sempre avanguardia nel campo dei diritti civili, ha introdotto il registro nazionale nel 1989), Belgio (legge sulla regolamentazione nel 1998 e matrimonio aperto alle coppie dello stesso sesso nel 2003), Finlandia (2002), Francia (PACS 1999), Germania (Eingetragene Lebenspartnerschaft, l’istituto giuridico della convivenza registrata 2001), Grecia (Patto di libera convivenza del 2008 che però esclude le coppie dello stesso sesso), Spagna e Inghilterra (il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2005), e poi altri paesi. L’Europa ha dato specifiche direttive su questo tema e nel corso degli anni tutti, o quasi, gli Stati aderenti si sono muniti di leggi che ne recepissero i principi o alcuni di essi. Tutti tranne l’Italia, fanalino di coda d’Europa in tema di diritti.

“Ho spesso parlato di spread in materia di diritti nel nostro paese e questo è uno di quelli – afferma la professoressa Cossiri – noi italiani osteggiamo questo tema che crea forti disuguaglianze tra le coppie e le persone. Penso all’eredità testamentaria, alle adozioni e parlo anche di quelle di coppi di sessi diversi che nelle graduatorie vengono dopo chi ha un legame giuridico conosciuto dalla legge pur essendo comunque una coppia; il ricongiungimento familiare, la visita del compagno in ospedale, la decisione delle esequie, possibilità di andare a trovare il compagno in carcere e molti altri diritti”. La costituzionalista ricorda le fondamenta costituzionali su cui dovrebbe poggiare una legislazione in questo senso: gli articoli 3 – 2 – 29 della Costituzione repubblicana. “L’articolo 29 in particolare è stato spesso soggetto di una lettura svalutativa da parte di molti legislatori”. Infatti i costituenti si sono guardati bene dal definire matrimonio naturale, puntando i riflettori sull’importanza della famiglia come perno dello Stato e non la natura moralmente accettabile nella società. Concetto morale che, come gli stessi costituenti insegnano grazie alla loro penna lasciata sulla carta repubblicana, è in costante cambiamento nelle società.

“Vogliamo dare un effetto di pubblicità da questo punto di vista – puntualizza Piermartiri – uno spunto per il legislatore”. E passa poi ai punti salienti della proposta che presenterà in assise cittadina. Potranno iscriversi al registro le coppie che risiedono da almeno un anno nel territorio comunale, che non siano già legate da vincoli giuridici e dovranno farlo presso l’ufficio Anagrafe. Il registro permetterà l’equiparazione al parente prossimo del compagno e l’equiparazione nelle decisioni prese dall’Amministrazione che hanno effetto sul territorio. “Avevamo sia noi di Sel, sia il Pd ed anche il Movimento 5 Stelle, questo punto nel programma elettorale – conclude Mattia Rinaldi di Sel – Mi auguro che venga approvato perché sarà fruibile per tutti i cittadini e non vedo il motivo di divisione sui diritti fondamentali”.

Buono ai Lavori Pubblici, Pasquali Vicesindaco prende l’Ambiente. Franchellucci: “Storia chiusa, ora si va avanti con Obiettivo Futuro”.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Fine della crisi di maggioranza che aveva visto protagonista l’ex lista ‘Patti Chiari’. “Dopo il ritiro delle deleghe di Scotucci, mi sono reso conto che la lista Patti Chiari si stava allontanando dalla maggioranza – afferma il primo cittadino – A voce sosteneva il programma, ma Scotucci e Anna Maria Mancinelli ponevano un guado insuperabile. Parallelamente, però, è iniziato un percorso di dialogo con i consiglieri, Summa e Natali, basandomi sulla coerenza del programma”. Il dissenso interno tra le due anime della lista è sfociato nella scissione, nonché nella nascita del nuovo soggetto politico ‘Obiettivo Futuro’ i cui maggiori esponenti sono il consigliere Giuseppe Summa, l’ormai ex Elio Natali (papabile sostituto sembra essere Massimo Rocchi) e il neo assessore Buono.

“Con il rientro in maggioranza, ho deciso di reinserirli all’interno della Giunta”. Conclude Franchellucci che afferma: “Tra i vari nomi che mi erano stati fatti ho scelto l’ingegner. Peppino Buono”. Cambia la struttura comunale a livello di deleghe: Buono avrà Lavori pubblici, patrimonio e infrastrutture, qualità urbana e personale. “Oggi sancisco in maniera definitiva una chiusura totale dal punto di vista politico con Mancinelli e Scotucci – precisa il sindaco – E quindi con la stessa Patti Chiari”. La parola passa a Buono che afferma: “La crisi politica di fine agosto ha creato un forte dibattito dentro la lista. Ci sono state posizione diverse, ma spesso è uscita solo quella dei vertici. In tanti volevamo avere obiettivi diversi, più futuribili. E da questo modo di ragionare è nato ‘Obiettivo futuro’ come logo. Un nuovo movimento non per prendere deleghe, ma per appoggiare una amministrazione in cui credevamo”. Le deleghe sono comunque arrivate. “Il rapporto leale e sincero di collaborazione ci farà lavorare al meglio. Oggi – sottolinea l’assessore – ‘Obiettivo futuro’ cresce. A due consiglieri aggiunge un assessore che porterà progetti nuovi”. Sempre con un occhio al bilancio e alla maggioranza con cui il confronto dovrà essere costante. “Sono pronto ad ascoltare la minoranza, perché le risorse vanno usate al meglio”.

Confermata Annalinda Pasquali come vicesindaco ma con minori deleghe (mantiene l’Urbanistica) più due aggiunte importanti: Ambiente e Difesa della costa, quest’ultimo tema “importantissimo su cui bisognerà concentrare tutti gli sforzi necessari e molto tempo”, puntualizza il primo cittadino. Per quanto riguarda la scelta poi “il criterio del vicesindaco era legato al fatto che sarebbe andato alla prima lista dopo quella del sindaco. E così fu. A dicembre la discussione è continuata in maggioranza. Ora, non essendoci più Patti Chiari, ho chiesto ai segretari politici di trovare un nuovo criterio”. Questo “criterio” non ha trovato accordo tra le forze della maggioranza tanto da dover lasciare la patata bollente nelle mani di Franchellucci che ha preferito mantenere il suo secondo in casa democrat per non scontentare le altre due pretendenti nonché leader di liste alleate importanti. Le quali inglobano alcune deleghe del vicesindaco: Leoni Istruzione e politiche scolastiche, Sebastiani Politiche giovanili.

Si riparte con la Giunta al completo. Sembra superata anche l’incompatibilità del fatto di avere un ingegnere edile come assessore ai Lavori Pubblici. “Io sono trasparente. Non ho rapporti diretti con Rocchi e Summa, non devo certo passare lavori – afferma Buono – sono un libero professionista con una sua etica personale, di livello molto elevato”. Secondo Franchellucci, addirittura, “Buono accettando si auto penalizza. Perché è lui che dovrà rinunciare a lavori. Quindi si può solo apprezzare il tecnico che decide di aiutare il pubblico”. Il Testo Unico sugli Enti Locali parla chiaro in merito: “i componenti della giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato” art.78, comma 3. La trasgressione prevede la sospensione dall’Albo nonché la rimozione dalla carica pubblica.

Encomiabile il fatto che l’ingegner Buono si tolga parte della propria potenziale sfera di lavoro per il benessere pubblico, e proprio nella città in cui ha il suo ufficio. Ma il fatto che sia della stessa compagine politica del proprietario di un’impresa edile, il consigliere Giuseppe Summa, e di un geometra, il nuovo consigliere Massimo Rocchi, non può che generare tutti gli interrogativi del caso che speriamo vengano smentiti dai fatti del loro buon operato.

Piazza Garibaldi riapre al traffico con una nuova sperimentazione

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Retromarcia ma non troppo. “Piazza Garibaldi riapre al traffico cittadino ma questo non è un addio alla piazza chiusa, soltanto un arrivederci”. Lo ha affermato il sindaco Nazareno Franchellucci rilanciando un’altra formula in fase sperimentale: riaprire una parte veicolata del tratto sud-nord con Via Cesare Battisti e Via Piave mantenendo un passaggio pedonale con Via Cesare Battisti e recuperando cinque parcheggi più quello per i disabili. Una nuova fase sperimentale che partirà il 15 gennaio e durerà 30-40 giorni.

Lo spazio del centro di ritrovo cittadino era stata precedentemente chiusa al traffico durante le vacanze natalizie a prova di esperimento. Ma molte sono state le lamentele sia inerenti al rallentamento del traffico, dovuto anche all’assenza di base di una viabilità alternativa (il flusso aveva incentrato il fosso di collegamento tra Via Piave e lo sbocco a mare), sia ad alcuni esercizi commerciali limitrofi che hanno visto scendere gli introiti in queste settimane. Tale sperimentazione sarebbe dovuta finire domenica 12 gennaio.

“I problemi di questa chiusura sono stati di due tipi – continua il primo cittadino – uno tecnico dovuto al rallentamento nelle ore di punta e all’uso di quello che non è un sottopasso ma un fosso per la viabilità a mare. Quest’ultimo poi a rischio allagamento durante il maltempo ha creato non pochi disagi per il flusso del traffico. L’altro dovuto alla problematiche sorte per i commercianti, dato che se tutti hanno espresso soddisfazione per la pedonalizzazione, vero è che alcuni esercizi hanno registrato un trend penalizzato dalla mancanza di una viabilità alternativa”. Il sindaco ha incontrato sia i commercianti, che la consulta dei quartieri. A questi ultimi ha mandato personalmente una lettera dove viene spiegata l’iniziativa e anche un altro cambio di marcia per la politica di riqualificazione della piazza.

“C’è stata anche una forte discussione all’interno della maggioranza sull’argomento, non potevamo non ascoltare voci dei commercianti del centro”. I quali sono scettici anche su questa risoluzione ma “hanno capito le mie motivazioni”. Forse a convincerli è stato anche il cambio di rotta della maggioranza. Infatti si è aperta una nuova fase in cui il piano di recupero attuale (nelle intenzioni dell’ex sindaco Petrini e Andrenacci) difficilmente potrà essere eseguito in blocco. In un momento di forte congiuntura economica non si è trovato un soggetto capace di un simile investimento. “Abbiamo dato la priorità alla viabilità di questo pacchetto di interventi. Entro quest’anno porteremo a termine la viabilità dietro il Cineteatro Gigli”. È stato raggiunto un accordo con la proprietà che dovrà sentire la Soprintendenza per delle azioni di ristrutturazione dell’edificio. Partiranno anche lavori di pulizia all’esterno e all’interno della struttura finanche un camminamento che colleghi il cineteatro al mercato coperto. Anche se nel piano di riqualificazione è previsto l’abbattimento di quest’ultimo, se non ci saranno le risorse “sarà sempre possibile ristrutturare”.

I lavori per la viabilità verranno pagati con gli introiti previsti per la vendita del lotto in Via Mameli. Oggetto di una delibera per l’approvazione della variante che permetterà la costruzione di parcheggi sotterranei così da aumentarne l’appetibilità.
Verrà lanciato un progetto di idee su come sviluppare la futura pedonalizzazione degli spazi della piazza. “Stiamo lavorando nell’ottica di coinvolgere i commercianti e le associazioni. Vero è che se non mettiamo le mani sulla piazza le persone nel periodo autunno-inverno continueranno a scegliere altre città”.

Ufficio Turismo ed Informagiovani, una fusione per potenziare i servizi

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – “Abbiamo deciso di accorpare e creare uno sportello unico tra Informagiovani e Ufficio Turismo. Non un passaggio indifferente per il cambio della gestione amministrativa. Tra i nostri obiettivi – spiega il sindaco Franchellucci – pur confermando le eccellenze, com’è l’Informagiovani, volevamo realizzare una struttura qualificante per il turismo”.

Una sinergia che porti alla guida di una “macchina” che agisca come un solo corpo. Il progetto è affidato alla dirigente Malvestiti. “Abbiamo cercato di coniugare gli obiettivi con le poche risorse a nostra disposizione. Andando a colmare la lacuna degli orari dell’ufficio Turismo, il nuovo ufficio sarà aperto anche nel pomeriggio dalle 16 alle 19.30 e nel periodo estivo (luglio-agosto) anche il sabato e la domenica”. Tutto il servizio costerà 18mila euro. L’affidamento diretto è stato assegnato alla cooperativa Nuova Ricerca che aveva gestito il servizio di Informagiovani fino ad oggi.

Un potenziamento dell’Ufficio Turismo, come era stato presentato in campagna elettorale dalla maggioranza, pur continuando lo sviluppo dell’Informagiovani “luogo di relazioni con il territorio, a livello di gruppi e istituzioni. Svolge un ruolo chiave per l’utilizzo dei bandi europei e della formazione. Ma puntiamo anche al social networking. Da qui il potenziamento della rete”. Afferma l’assessore responsabile Annalinda Pasquali.  Trait d’union con Milena Sebastiani alla quale è affidata una macchina turistica con maggiore forza (previsto l’arrivo di quattro volontari del servizio civile).  “L’attenzione al comparto cresce. Nel 2013, i dati della Regione Marche ci attestano con una presenza del 9% in più fino ad agosto. Per quest’anno abbiamo già calendarizzato gli eventi più importanti, inoltre ci sarà una novità per Porto Sant’Elpidio perché andremo nelle fiere da soli con un progetto di marketing che stiamo mettendo a punto”.

Progetto Marketing che ricorda la volontà del primo cittadino di creare un brand elpidiense (forse anche in accordo con Sant’Elpidio a Mare come già ventilato in precedenza). “Rilanceremo il progetto di ricettività diffusa, promosso dalla Regione Marche, per spiegare come si aprono queste attività. Faremo un incontro anche con associazioni e cittadini durante i primi giorni di marzo”.

Consiglio Comunale, la maggioranza boccia una sua proposta perché presentata dai 5 Stelle

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Bocciata la mozione del consigliere Roberto Cerquozzi sull’istituzione di un regolamento definitivo per le unioni civili in sede di Commissione I e l’impegno del Consiglio Comunale di votarlo nel successivo passaggio nella sede consiliare. Questo quanto successo venerdì 21 dicembre durante la seduta straordinaria dell’assise cittadina. Lo stesso capogruppo del Movimento 5 Stelle ha ricordato la paternità della proposta e il percorso portato avanti da Luca Piermartiri (Pd). “Noi fummo entusiasti della bozza di regolamento portata in commissione e anche se affermammo di avere già pronta una mozione in merito non l’abbiamo presentata nei precedenti Consigli Comunali perché rassicurati dal fatto che sarebbe stata presentata al più presto dallo stesso Piermartiri – afferma Cerquozzi – Poi i tempi si sono sempre più allungati, dopo vari solleciti verbali a vuoto vogliamo che il Consiglio e la maggioranza si pronunci in materia”.

2 voti favorevoli, 14 contrari, 2 astenuti (Piersanti e Mecozzi, Pd). Emblematiche la parole del sindaco Nazareno Franchellucci che ha chiesto con forza di ritirare la mozione. “Non credo che il sollecito che arriva con questa mozione serva a qualcosa perché questo è un tema talmente delicato e profondo che non esistono linee all’interno della maggioranza che possano dire non lo portiamo o non è il momento giusto. Appena finito l’iter negli uffici si porterà in Consiglio Comunale, poi ognuno voterà secondo coscienza”. Un doppione secondo il primo cittadino che però parla di tema delicato e “riflessione nella maggioranza”. Un’aria di maretta fuoriuscita anche dal voto quando due consiglieri Pd si sono astenuti. Altri voti contrari sono arrivati dai rappresentanti di destra. Putzu parla di “registro inutile nei fatti”. Mentre Enzo Farina di “argomento delicato che ad oggi neanche la politica nazionale ha saputo inquadrare”.

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Sicuramente il voto contrario con maggior peso è stato quello di chi aveva proposto il registro in principio, il consigliere Luca Piermartiri. “Io ho dato la precedenza ad altri progetti rispetto al registro per questioni di scadenza. Io ho un modo diverso di lavorare, la mia agenda è organizzata in maniera diversa dal Movimento 5 Stelle. La porto in consiglio quando mi pare perché è una cosa mia. Voterò contro per la scorrettezza con cui è stata presentata la mozione”. I consiglieri di maggioranza e il sindaco si sono impegnati a portare l’approvazione del regolamento delle unioni civili al prossimo Consiglio Comunale.

Ne esce sicuramente male la figura di Piermartiri tanto che i Giovani Democratici stessi il giorno seguente sono dovuti uscire con un comunicato che spiegava il perché del suo voto contrario. Sono questi i frangenti della vita politica in cui si capisce quanto pesi di più la gloria personale del reale interesse per la collettività. La politica di casa ha perso l’occasione per dimostrare di essere andata oltre i meri interessi del proprio orticello.

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Citando un passaggio contenuto nella mozione bocciata: art. 2 della Costituzione «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale», art. 3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…e richiede i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. I diritti dell’uomo esistono già, devono essere soltanto riconosciuti. Perché perdere tempo?

Foto: Antonio Bracone

Post It Pse chiama, Franchellucci risponde. L’intervista al sindaco

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Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

Successivamente alla cacciata di Scotucci lei aveva detto che avrebbe rimesso mano agli assessorati solo dopo l’approvazione del bilancio preventivo. Eccoci arrivati, ha in mente anche di redistribuire le deleghe?

Da questa settimana cominciamo a fare gli incontri con i segretari delle liste che sono in maggioranza. Siccome è passato molto poco tempo, a me non piace stravolgere completamente il sistema delle deleghe, magari dopo due anni e mezzo di lavoro, più o meno a metà mandato, puoi dire se uno ha lavorato bene o meno. Quello che dirò ai segretari politici è che vorrei mantenere lo stesso impianto.

La delega alla cultura rimarrà alla Leoni? Perché anche dalle iniziative culturali fin’ora proposte si capisce che ad occuparsene è di fatto la Pasquali, vedi il cinema all’aperto della scorsa estate.

Io vorrei cercare di mantenere la cultura separata dall’istruzione e dalle politiche giovanili, però se dal dialogo viene qualcosa di meglio vediamo. Comunque vorrei mantenerle così soprattutto per le persone, almeno per dare il tempo di lavorare.

Sarà Buono l’assessore che entrerà in giunta in quota Patti chiari?

Non lo so non mi hanno fatto proposte neanche loro. Non mi hanno dato una rosa dei nomi.

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Parlerei della situazione del maltempo, la mareggiata, la salvaguardia della costa, la darsena ecc. I due pennelli erano previsti nel progetto darsena, soprattutto quello al fosso di Castellano era propedeutico per la costruzione della darsena.
Il sentore di parecchi è che in realtà il progetto doveva essere più lungo con scogliere che si estendevano tra i due fiumi, secondo lei sarebbe stato un progetto buono, che avrebbe dato i suoi frutti? Nel frattempo c’è un piano a medio-breve termine per arginare questo problema?

Sarebbe stato meglio avere una protezione su tutta la costa, ma purtroppo non bastavano le risorse. Allora c’era l’emergenza della zona sud, e quindi si è deciso che i soldi si sarebbero spesi per la zona sud. La situazione non era grave come adesso.
Le direzioni d’azione sono due. L’altro giorno l’avvocato che segue il contenzioso è stato a parlare col giudice, perché il 31 dicembre scade il termine dato dal tribunale per effettuare la perizia da parte del Ctu. Ha chiesto al giudice che immediatamente sblocchi l’area di modo che noi con soldi nostri andiamo a completare, cioè ricaricare le altezze degli scogli e prendere materiali dal fiume per il ripascimento. Ma dico con certezza che quel lavoro non basta più. Con Annalinda ormai due mesi prima delle mareggiate ci siamo iniziati a muovere in maniera veloce con dei comprovati specialisti tecnici per individuare il soggetto migliore per fare un nuovo studio su tutta la costa, da sud a nord.
La settimana scorsa sono stato a parlare con Spacca. Loro entro il 2015 vogliono rifare il piano di sicurezza del litorale, quindi ogni comune presenterà la propria proposta di modifica. Questo è il presupposto per chiedere i finanziamenti, non possiamo pensare di fare un opera del genere senza i soldi della regione.
Il tecnico certifica che la situazione è drammatica, in modo che la regione capisca la nostra necessità, e su quello si tara l’intervento. La soluzione ce la dobbiamo far dare da chi queste cose le capisce. Ormai dopo quasi dieci anni la situazione della costa è cambiata quindi serve uno studio sulla situazione attuale.

La darsena sarà compresa nel piano di salvaguardia? Sarà considerata? In pratica, il pennello di castellano va via subito o no?

Se nella progettazione si capisce che il pennello crea problemi di erosione verrà levato. Se devo dirti però se la darsena verrà fatta oppure no, non posso perché è troppo presto per dirlo. Noi naturalmente al progettista diremo che lì c’è la previsione di una darsena. In campagna elettorale l’ho detto mille volte, lì c’è un percorso molto lungo poi bisogna trovare gli investitori, io oggi non vedo un clima fervente di proposte accettabili.

Però tutte le cose propedeutiche sono state fatte, la strada e il pennello ci sono.

La strada non è propedeutica per la darsena, quello è un intervento che sarebbe stato fatto comunque, non si poteva prescindere dal fare una strada nella zona nord.

Il problema infatti non è strada si o strada no, ma il fatto che sta attaccata alla ferrovia e crea una zona pericolosa vicino al sottopassaggio(tanto che l’estate scorsa è morta una ragazza proprio lì), che si poteva fare più verso mare.

Forse è stato scelto di farla attaccata alla ferrovia perché altrimenti si doveva fare un esproprio maggiore, quella è tutta terra privata. Comunque i dossi sono già arrivati, li installeremo entro natale.

Riguardo l’Ecoelpidiense, si è visto che soprattutto durante le feste aumenta la quantità di grigio e quindi il costo da pagare, è previsto un piano per risolvere questo problema?

Io lo proposi e Scotucci ci lavorò moltissimo su questo: vogliamo far acquistare materiali biodegradabili a chi organizza le feste da noi patrocinate. Le associazioni di quartiere sanno che quest’anno per avere il patrocinio e per fare le feste dovranno dimostrare di usare materiali biodegradabili. È al vaglio degli uffici un regolamento per le “feste bio” che approveremo al più presto in giunta. Questo è un pacchetto “feste non selvagge” che stiamo mettendo a punto: prima tiriamo fuori un calendario delle feste e iniziative storiche di modo che se c’è qualcun altro che vuole organizzare qualcos’altro, lo deve fare rispettando il calendario ed in più dovranno rispettare le regole sul materiale biodegradabile. Anche per i palchi ci sarà un regolamento.

I palchi saranno alcuni fissi ed uno mobile, giusto?

Si. Uno sarà alla pineta, uno a villa Murri, ed uno all’Orfeo Serafini. Poi il quarto palco girerà nelle feste di quartiere. Per far funzionare bene questo sistema ne servirebbe un quinto, infatti molto probabilmente lo metteremo a bilancio.

Il montaggio e smontaggio dei palchi lo fa la piramide?

Abbiamo il montaggio e smontaggio gratuito di 15 palchi derivante dal bando per le palestre. Ma noi nel regolamento prevediamo un’esternalizzazione per il resto dei montaggi. Se stiamo sotto ai 40mila euro lo affidiamo direttamente, se è di più faremo un bando. Gli operai in quei mesi faranno la manutenzione che serve alle scuole al verde ecc. invece di montare e smontare palchi e casette.

Per approfondire sul contratto dell’Ecoelpidiense, in pratica si riapriranno le isole ecologiche?

Non è una riapertura, è il fatto di ragionare di trovare delle zone dove poter conferire direttamente il materiale in modo molto tecnologico. È un cambio totale di mentalità, proprio per questo se si partisse con questa modalità bisogna dire come cominceremmo a fare questa cosa. Cominceremo con i commercianti perché sono quelli che si lamentano di più per la differenziata, anche perché un commerciante una macchina ce l’ha. In questo modo li puoi sgravare avendo dei risparmi però devono conferire in maniera diretta. A Bressanone lo fanno tutti, anche i cittadini. Le hanno messe in zone di visibilità assoluta, sotto un monumento tutelato dalla sovrintendenza, perché serve un luogo di visibilità massima, non nascosto dietro qualcosa.

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Per quanto riguarda la pista di pattinaggio sul ghiaccio invece, tralasciando il fatto che è iniziato il montaggio senza la necessaria delibera, un’altra cosa ci preoccupa. Nella convenzione e nella delibera è previsto che la società, in cambio di quello che il comune dà, garantisca un buono sconto del 50% a tutti gli studenti di ogni ordine e grado. Abbiamo scoperto però che questo è uno sconto una tantum ed è valido fino al 20 dicembre esclusi i giorni festivi e prefestivi. Poi c’è il Conad di via Caserta che restituisce l’altra metà del biglietto con una spesa minima di 50 euro. Entrambe queste cose non erano previste nella delibera e nella convenzione. Questo sconto sa di truffaldino, che significa che dal 20 in poi noi non paghiamo più la corrente? 

Si sarebbe potuto fare meglio? Probabile. Lì più che altro è il rapporto che lega l’amministrazione con il soggetto in questione, tu gli concedi di fare l’attività poi vedono loro il modo in cui si organizzano e fanno convenzioni. Si poteva governare meglio, però questo ci servirà per far meglio i prossimi anni.

Riguardo al bosco di villa Baruchello, c’è un piano per superare l’invernata, per mettere in sicurezza le piante?

Nel periodo invernale non si possono fare i lavori, ora c’è l’Ecoelpidiense che sta pulendo e mettendo a posto, poi lo stiamo dando in gestione all’associazione di quartiere Marina Picena. L’Ecoelpidense fino al 2020 è autorizzata a prendere e trattare i rifiuti, alla luce di questo sollecitati da parte nostra sono andati là ed hanno pulito.
Capisco che prima di darla in affidamento a chiunque sia necessario che prima alcune parti progettuali vengano fatte. Prima di natale facciamo tutto, sia l’affidamento che l’altra parte.
Anche la pineta va in giunta. Siamo pronti con il progetto esecutivo, la provincia ha dato l’ok, lo porto in giunta la settimana prossima dopo il parere del demanio. Metteremo dei cartelli espositivi per spiegare il tipo di intervento che viene fatto, così per la primavera concludiamo.