Il tema del fine vita. Un convegno per informare e riflettere

finevita

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Sono tutti molto entusiasti di esporre il frutto del proprio lavoro: un convegno di caratura nazionale sul tema del fine vita, con relatori di grande esperienza e ospiti d’eccezione. Sabato 10 ottobre al Diamond Palace di Porto Sant’Elpidio si terrà il convegno intitolato “Il tema del fine vita in uno stato di diritto: scelte, limiti, criticità”.

Inizia Milena Corradini, ideatrice del convegno che è il frutto di anni d’impegno sul tema della bio etica e del fine vita, e non ultima dell’amicizia instaurata con Beppino Englaro col quale ha già organizzato due incontri nel corso degli ultimi anni. “Abbiamo voluto il contraddittorio – spiega Corradini – non volevamo un incontro a senso unico, interverrà sia chi è favorevole all’eutanasia e alla sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale, sia chi è contrario”. E continua, “dopoi casi Welby ed Englaro per anni in parlamento non si è fatto nulla, oggi invece sembra che qualcosa si muova in quanto è nato un intergruppo parlamentare che lavorerà ad una proposta di legge su questi temi”.

Il convegno ha già guadagnato la risonanza nazionale, in quanto sostenuto e pubblicizzato dall’associazione Luca Coscioni dall’Ant e da Radio Radicale, che manderà in diretta l’evento.

A rappresentare l’Ant è Federico Costantini che sottolinea l’impegno concreto dell’associazione nel trattare quotidianamente con pazienti alla fine della loro vita(circa 4500 al giorno). “Proposi alla Leoni l’aggiunta di un ospite per gli interventi, perché la presidente nazionale Ant Raffaella Pannuti voleva essere presente in prima persona”.

Fa una riflessione da psicologa che ha a che fare con pazienti oncologici, Liuva Capezzani, che spiega, “il tema del fine vita non è qualcosa da affrontare alla fine della vita, ma prima – e continua – è qualcosa che ha a che fare con la qualità della vita e con la dignità della persona. Porterò il contributo dei pazienti che ho seguito, le loro riflessioni sulla morte e sull’eredità che lasceranno a chi rimane. Un tema importante è l’incremento delle aree di soddisfazione dei pazienti, che soffrono delle incombenze dei familiari e vedono ridotta la loro autonomia – continua la psicologa – un’altra mancanza è che le persone non sottoscrivono nessuna dichiarazione anticipata, su questo c’è da sensibilizzare i cittadini per una maggiore consapevolezza – e conclude – questo è un convegno per aumentare la sensibilità morale su questi temi, non sarà un’autopromozione per nessuno”.

È il turno di Mauro Tosoni, propulsore dell’evento, colui che ha dato la spinta fattiva all’organizzazione, che lancia non troppo ironicamente l’hashtag #nonsolosagre, per affermare il bisogno di eventi di qualità a Porto Sant’Elpidio. Ribattezzato “il dubbiologo” proprio da Beppino Englaro, dichiara: “non ho mai dedicato molto tempo a capire la questione, questo convegno servirà anche per spronare gli altri dubbiologi elpidiensi a riflettere su questi temi – e aggiunge – questo è l’inizio di un format di convegni ad alto livello da riproporre in futuro anche su altri temi”.

L’assessore alla cultura Monica Leoni è molto soddisfatta del lavoro fatto “non con semplicità, visto che ci lavoriamo ormai da più di sei mesi”, e tiene a precisare che il convegno “non sarà a senso unico, ma con contraddittorio, perché lo scopo è quello di informare”. “L’amministrazione questo doveva fare, favorire un dibattito su un tema importante attraverso un contraddittorio e una riflessione che possa creare una città più consapevole”. E conclude, “ultimamente ci sono state alcune sentenze su questi temi, in parlamento qualcosa si muove, diciamo che stiamo sul pezzo, e che Porto Sant’Elpidio è la prima città ad organizzare un incontro del genere in questo momento così importante”.

Milena Corradini ci tiene a precisare che la moderazione sarà affidata a due persone, Andrea Braconi e Leonardo Tosoni. Quest’ultimo, ragazzo appena ventenne, è stato scelto per un motivo ben preciso, per non lasciar cadere l’importanza di questo momento nel vuoto, per garantire una continuità, per lasciare un testimone alle generazioni più giovani. Neanche la scelta dell’immagine del manifesto è casuale, “è una foto di Giovanni Marrozzini che ritrae un cerchio di gabbiani simboleggianti il cerchio della vita che si chiude in volo”.

I ringraziamenti a chi ha collaborato all’organizzazione, agli sponsor, ai relatori ecc. si sono sprecati, e sono stati ringraziamenti sinceri, sentiti, che manifestano una serietà nell’organizzazione e un entusiasmo in chi ha collaborato che si poteva quasi toccare con mano.

Il comitato organizzativo è composto da: Milena Corradini, Liuva Capezzani, Mauro Tosoni, Edy Virgili, Giovanni Marrozzini e con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura Monica Leoni e dell’Università del Tempo Libero di Porto Sant’Elpidio.

I relatori saranno: Milena Corradini, Beppino Englaro, Mina Welby, Liuva Capezzani, Patrizia Caporossi, Vincenzo Saraceni, Bruno Andreoni e Raffaella Pannuti.

Qui il link dell’evento facebook del convegno.

Il Partito Pigliatutto

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il sindaco Franchellucci continua la lunga tradizione di controllo ferrato del territorio e dei “luoghi” strategici della città. L’ultima azione a riguardo è la totale occupazione da parte dei giovani del Partito Democratico (GD) dell’associazione che organizza la festa di San Crispino.

Alle prime notizie del cambio di guardia eravamo contenti e fiduciosi che ci fosse un ricambio generazionale e un ammodernamento della festa. Peccato scoprire poi che la nuova associazione è composta quasi totalmente dai Giovani Democratici di Porto Sant’Elpidio. Presidente il fratello minore dell’ex assessore ai lavori pubblici Catini, e nel direttivo il segretario dei GD Senesi.

“Sindaco e giunta non hanno la minima intenzione di confrontarsi democraticamente con i cittadini e soprattutto con coloro che non sono considerati “amici”. L’unico obiettivo di questa amministrazione è quello di pensare a come assicurarsi una continuità amministrativa – commenta il consigliere Perticarini – non cercando il consenso attraverso scelte giuste per il paese ma cercando di controllare politicamente tutti i nodi strategici.”

Focalizza il problema sul metodo con cui è stata gestita la transizione Gian Daniele Battilà. “Il problema non è la partecipazione politica della nuova associazione. La cosa su cui bisogna discutere è il ‘come’ si assegna la gestione per una associazione che ha 27 anni”. Dalle critiche di Battilà non esce indenne neanche l’opposizione, “sono tre anni che parlo di una operativa di gestione degli eventi, del montaggio palchi. Qualcosa che dia lavoro ai giovani. Io contesto all’opposizione che arriva dopo l’amen”.

Non è della stessa opinione il sindaco Franchellucci che si assume la responsabilità del cambio di gestione della festa. “Quando a giugno è emersa la volontà della vecchia gestione di lasciare, ci siamo trovati in difficoltà e questi giovani da anni collaborano, ma sarebbe meglio dire faticano, al fianco degli storici organizzatori”. Quindi il loro merito consiste nell’aver sgobbato da facchini nelle edizioni passate? E allora cosa cambia tra tutti quelli che hanno faticato con gli organizzatori durante gli anni passati e i ragazzi che hanno preso in mano la festa? Forse l’età, o l’appartenenza politica?

“Non c’era tempo” dice il sindaco. Eppure da giugno a ottobre è bastato il tempo per mettere insieme una nuova organizzazione targata Giovani Democratici, ma non per coinvolgere altri comuni mortali. E l’invito del sindaco a partecipare è qualcosa di fenomenale, “dietro loro quattro ci sono almeno quindici persone e appena finita la festa dialogheremo con chiunque voglia fare parte della nuova associazione. La città, oltre a parlare, ora agisca”. Chi volesse entrare nell’associazione occupata dai Giovani Democratici potrà comodamente farlo, alla fine della festa. Che la città s’impegni! Ma per l’anno prossimo.

crispinoecrispiniano

Intanto, notizia di pochi giorni fa, la guardia di finanza e l’agenzia delle entrate hanno fatto visita alla vecchia associazione San Crispino per controllare i conti dei bilanci. Un’associazione che negli anni oltre ad organizzare la festa del Patrono ha fatto da “spalla” all’assessore al turismo in diversi eventi, tra i quali il primo maggio. Staremo a vedere gli sviluppi dell’inchiesta.

A pensar male si potrebbe dire che il sindaco abbia voluto affidare l’organizzazione della festa a qualcuno di vicino e fidato magari per coprire qualche magagna del passato, o qualche modo d’agire non troppo trasparente. Altrimenti non si spiega il perché invece di “aprirsi” alla città in cerca di aiuto, abbia deciso di “chiudersi” a riccio e affidarla a qualcuno dei suoi. La successione degli eventi è eloquente. La vecchia associazione si defila, subentra la nuova di sotterfugio, e il comune raddoppia pure il contributo per la festa (ben 17mila euro, a fronte dei 9mila previsti in precedenza).

Sull’aumento del finanziamento comunale stendiamo un velo pietoso, l’assessore al bilancio Leoni si è giustificata con un semplice “sono ragazzi giovani, bisogna aiutarli” pronunciato durante il consiglio comunale del 30 settembre. Non mi sembra una spiegazione degna di un assessore al bilancio. A questo punto un comune cittadino che deve pensare vedendo che gli amici dell’amministrazione vengono premiati con posti di comando?

Alla fine della fiera, chi ci perde a livello di rispettabilità nei confronti della città sono proprio i ragazzi che stanno gestendo la festa. La loro appartenenza partitica e l’ammissione di responsabilità del Sindaco li espongono alla critica del “stanno lì perché sono del partito”. E la buona riuscita della festa non cancellerà questa macchia. Un gesto di responsabilità, ed infine di dignità ci sarebbe da aspettarselo proprio da loro, per non essere tacciati di nepotismo o peggio ancora di servilismo. Ma purtroppo questo scatto non c’è stato. Comprensibile in effetti, perché il Partito Pigliatutto è l’unica istituzione cittadina nella quale si può fare carriera. E in questi tempi di vacche magre, quale carriera migliore di quella politica?

 

 

Associazioni di quartiere e verde pubblico

verde associazioni

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Le associazioni di quartiere, organi sempre più importanti all’interno della vita cittadina, gestiranno parte delle aree verdi della città. Due di queste, San Filippo e Cretarola, lo fanno già da alcuni anni, mentre le altre inizieranno a breve. All’interno di questo progetto di cura del verde, oltre alle associazioni di quartiere, rientrano anche il centro anziani di villa Murri e della Faleriense.

“Le associazioni, oltre a fare le segnalazioni, ora agiranno direttamente diventando così ancora più responsabili”, ha affermato l’assessore Buono durante la conferenza stampa di oggi, e continua “con la promessa che se ci sarà bisogno faranno anche di più di quello che gli viene realmente corrisposto”.

Infatti il contributo che il comune darà alle associazioni sarà al ribasso rispetto ai costi che sosteneva il comune servendosi dell’Ecoelpidiense. “Si fa un computo forfettario al ribasso rispetto a prima e i soldi risparmiati andranno nel sociale”, dichiara il sindaco Franchellucci.

Rimarca il grande spirito di volontariato delle associazioni di quartiere l’assessore Leoni, che spiega come “partendo dallo statuto della associazioni di quartiere, e anche su proposta di alcune di loro, abbiamo voluto allargare l’esperimento già iniziato con San Filippo e Cretarola”.

“Le associazioni con i soldi incassati andranno ad implementare le molte attività che compiono durante l’anno”, spiega il presidente dell’associazione di quartiere Corva Gaetano Pieroni.

Una bella iniziativa che responsabilizza i cittadini rendendoli partecipi della cura del proprio quartiere. Due punti restano da capire: se la pertinenza da parte delle associazioni rispetto alle 92 aree verdi individuate sarà limitata soltanto al proprio quartiere o se come adesso si “sconfinerà” in altri. E in che maniera, nello specifico, verranno impiegati i soldi risparmiati con questa operazione.

Giunta Franchellucci 2.0

picture candidati csx

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – La squadra del sindaco torna al completo. L’architettura assessorile cambia, si assesta. Nuove deleghe. E vecchie deleghe che passano di mano da un assessore all’altro. La struttura sembra tenere, ma non è bella a vedersi.

C’è qualcosa di buono nella ridistribuzione delle deleghe conseguente al ritorno del 5° assessore. Innanzitutto due neonate deleghe importanti: difesa della costa(Pasquali), mobilità e trasporto pubblico(Vallesi). Il sindaco cede le pesanti responsabilità ereditate con la requisizione delle deleghe all’ex vicesindaco Scotucci, mettendole in mano al nuovo assessore Peppino Buono. Le politiche giovanili vengono accorpate a sport e turismo, e istruzione e scuola ritorna insieme alla cultura.

La situazione di partenza comunque, non era bella. Il bilancio e la cultura non possono essere affidate allo stesso assessore, per ovvie ragioni di opportunità: chi ha il bilancio tende a stringere, chi ha la cultura tende a spendere. Tenendo separate le due deleghe si creerebbero dei confronti, dei compromessi tra i due assessori, che porterebbero ad un equilibrio tra “rigore di bilancio” e “pazzi investimenti”. Accorpandole, al contrario, si tenderà probabilmente a favorire il rigore di bilancio a discapito della cultura, vista la situazione economica attuale. Senza contare che l’assessore alla cultura della scorsa amministrazione ora è assessore all’urbanistica. Che cosa può significare questo, che per il nuovo sindaco la Pasquali non ha agito bene nei precedenti cinque anni di amministrazione, o che ha dovuto cedere qualcosa in sede di insediamento, per garantire la tenuta della sua maggioranza?

Confermando la carica di vicesindaco ad Annalinda Pasquali, e togliendole due vecchie deleghe, il sindaco stravolge il suo assessorato, staccandolo definitivamente dall’impianto originario. Diventa così un assessorato molto importante perché tra un anno si riscriverà il piano regolatore comunale, e perché c’è da sgobbare sul piano della difesa della costa.

Le due altre pretendenti al titolo di vicesindaco: Monica Leoni e Milena Sebastiani, prendono in cambio dell’ambita carica una delega a testa, pescate appunto tra quelle della Pasquali. Cambio di deleghe azzeccato in questo caso, ma senza risolvere i problemi di partenza. Ecco che si mischiano ancor di più le carte in tavola e si ingarbuglia ulteriormente la matassa degli assessorati.

Inoltre nell’alleggerire il proprio pacchetto deleghe, il sindaco cede l’ambiente alla Pasquali. Urbanistica-Ambiente stesso discorso di Bilancio-Cultura. Soprattutto in fase di stesura del piano regolatore, sarebbe bello che chi è addetto a scriverlo sia “controllato” dall’assessore all’ambiente, e quindi che urbanistica e ambiente non siano in capo alla stessa persona.

A questo punto l’unico assessore con deleghe coerenti tra loro è Vallesi. Assessorato ereditato grazie al sacrificio del padre in Provincia, all’inizio sottovalutato ed anche deriso da qualcuno, ora ha la possibilità di far vedere cosa sa fare. Deleghe come “Polizia municipale”, “agenda digitale”, “partecipazione”, ecc. in un momento come questo, sono deleghe importanti. Suggeriamo ad esempio all’assessore Vallesi di fornire la sede del consiglio comunale di una rete wi-fi per far connettere i cittadini che assistono al consiglio, questo gioverebbe sicuramente a noi giornalisti che seguiamo in diretta il consiglio comunale, ma anche tutti gli altri cittadini che vogliono condividere in diretta le loro impressioni sul consiglio che stanno seguendo.

Sul nuovo assessore ai lavori pubblici quello che c’era da dire lo abbiamo detto al momento del suo insediamento, tanto un problema di incompatibilità in più o in meno, poco cambia per questa giunta.

Alla luce di tutto ciò non posso che fare i complimenti al sindaco per come ha gestito la crisi politica d’agosto e i suoi risvolti. La sua maggioranza è stata depurata da mine vaganti, da cani sciolti che stavano creando problemi alla realizzazione del progetto politico della coalizione. La giunta è tornata al completo e a livello di deleghe è riuscito ad accontentare tutti, anche in maniera furba, ad esempio rimettendo nelle mani dei segretari delle liste di coalizione la creazione di un nuovo criterio per assegnare il titolo di vicesindaco. Ha sfruttato la rissosità delle anime della sua coalizione salvo poi rabbonire tutti dopo la sua scelta, con la compensazione a base di deleghe per Leoni e Sebastiani. La maggioranza è solida e la giunta pure, ma vedendo entrambe da vicino non sono assolutamente un bello spettacolo.

Post It Pse chiama, Franchellucci risponde. L’intervista al sindaco

intervneno

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

Successivamente alla cacciata di Scotucci lei aveva detto che avrebbe rimesso mano agli assessorati solo dopo l’approvazione del bilancio preventivo. Eccoci arrivati, ha in mente anche di redistribuire le deleghe?

Da questa settimana cominciamo a fare gli incontri con i segretari delle liste che sono in maggioranza. Siccome è passato molto poco tempo, a me non piace stravolgere completamente il sistema delle deleghe, magari dopo due anni e mezzo di lavoro, più o meno a metà mandato, puoi dire se uno ha lavorato bene o meno. Quello che dirò ai segretari politici è che vorrei mantenere lo stesso impianto.

La delega alla cultura rimarrà alla Leoni? Perché anche dalle iniziative culturali fin’ora proposte si capisce che ad occuparsene è di fatto la Pasquali, vedi il cinema all’aperto della scorsa estate.

Io vorrei cercare di mantenere la cultura separata dall’istruzione e dalle politiche giovanili, però se dal dialogo viene qualcosa di meglio vediamo. Comunque vorrei mantenerle così soprattutto per le persone, almeno per dare il tempo di lavorare.

Sarà Buono l’assessore che entrerà in giunta in quota Patti chiari?

Non lo so non mi hanno fatto proposte neanche loro. Non mi hanno dato una rosa dei nomi.

intervneno2

Parlerei della situazione del maltempo, la mareggiata, la salvaguardia della costa, la darsena ecc. I due pennelli erano previsti nel progetto darsena, soprattutto quello al fosso di Castellano era propedeutico per la costruzione della darsena.
Il sentore di parecchi è che in realtà il progetto doveva essere più lungo con scogliere che si estendevano tra i due fiumi, secondo lei sarebbe stato un progetto buono, che avrebbe dato i suoi frutti? Nel frattempo c’è un piano a medio-breve termine per arginare questo problema?

Sarebbe stato meglio avere una protezione su tutta la costa, ma purtroppo non bastavano le risorse. Allora c’era l’emergenza della zona sud, e quindi si è deciso che i soldi si sarebbero spesi per la zona sud. La situazione non era grave come adesso.
Le direzioni d’azione sono due. L’altro giorno l’avvocato che segue il contenzioso è stato a parlare col giudice, perché il 31 dicembre scade il termine dato dal tribunale per effettuare la perizia da parte del Ctu. Ha chiesto al giudice che immediatamente sblocchi l’area di modo che noi con soldi nostri andiamo a completare, cioè ricaricare le altezze degli scogli e prendere materiali dal fiume per il ripascimento. Ma dico con certezza che quel lavoro non basta più. Con Annalinda ormai due mesi prima delle mareggiate ci siamo iniziati a muovere in maniera veloce con dei comprovati specialisti tecnici per individuare il soggetto migliore per fare un nuovo studio su tutta la costa, da sud a nord.
La settimana scorsa sono stato a parlare con Spacca. Loro entro il 2015 vogliono rifare il piano di sicurezza del litorale, quindi ogni comune presenterà la propria proposta di modifica. Questo è il presupposto per chiedere i finanziamenti, non possiamo pensare di fare un opera del genere senza i soldi della regione.
Il tecnico certifica che la situazione è drammatica, in modo che la regione capisca la nostra necessità, e su quello si tara l’intervento. La soluzione ce la dobbiamo far dare da chi queste cose le capisce. Ormai dopo quasi dieci anni la situazione della costa è cambiata quindi serve uno studio sulla situazione attuale.

La darsena sarà compresa nel piano di salvaguardia? Sarà considerata? In pratica, il pennello di castellano va via subito o no?

Se nella progettazione si capisce che il pennello crea problemi di erosione verrà levato. Se devo dirti però se la darsena verrà fatta oppure no, non posso perché è troppo presto per dirlo. Noi naturalmente al progettista diremo che lì c’è la previsione di una darsena. In campagna elettorale l’ho detto mille volte, lì c’è un percorso molto lungo poi bisogna trovare gli investitori, io oggi non vedo un clima fervente di proposte accettabili.

Però tutte le cose propedeutiche sono state fatte, la strada e il pennello ci sono.

La strada non è propedeutica per la darsena, quello è un intervento che sarebbe stato fatto comunque, non si poteva prescindere dal fare una strada nella zona nord.

Il problema infatti non è strada si o strada no, ma il fatto che sta attaccata alla ferrovia e crea una zona pericolosa vicino al sottopassaggio(tanto che l’estate scorsa è morta una ragazza proprio lì), che si poteva fare più verso mare.

Forse è stato scelto di farla attaccata alla ferrovia perché altrimenti si doveva fare un esproprio maggiore, quella è tutta terra privata. Comunque i dossi sono già arrivati, li installeremo entro natale.

Riguardo l’Ecoelpidiense, si è visto che soprattutto durante le feste aumenta la quantità di grigio e quindi il costo da pagare, è previsto un piano per risolvere questo problema?

Io lo proposi e Scotucci ci lavorò moltissimo su questo: vogliamo far acquistare materiali biodegradabili a chi organizza le feste da noi patrocinate. Le associazioni di quartiere sanno che quest’anno per avere il patrocinio e per fare le feste dovranno dimostrare di usare materiali biodegradabili. È al vaglio degli uffici un regolamento per le “feste bio” che approveremo al più presto in giunta. Questo è un pacchetto “feste non selvagge” che stiamo mettendo a punto: prima tiriamo fuori un calendario delle feste e iniziative storiche di modo che se c’è qualcun altro che vuole organizzare qualcos’altro, lo deve fare rispettando il calendario ed in più dovranno rispettare le regole sul materiale biodegradabile. Anche per i palchi ci sarà un regolamento.

I palchi saranno alcuni fissi ed uno mobile, giusto?

Si. Uno sarà alla pineta, uno a villa Murri, ed uno all’Orfeo Serafini. Poi il quarto palco girerà nelle feste di quartiere. Per far funzionare bene questo sistema ne servirebbe un quinto, infatti molto probabilmente lo metteremo a bilancio.

Il montaggio e smontaggio dei palchi lo fa la piramide?

Abbiamo il montaggio e smontaggio gratuito di 15 palchi derivante dal bando per le palestre. Ma noi nel regolamento prevediamo un’esternalizzazione per il resto dei montaggi. Se stiamo sotto ai 40mila euro lo affidiamo direttamente, se è di più faremo un bando. Gli operai in quei mesi faranno la manutenzione che serve alle scuole al verde ecc. invece di montare e smontare palchi e casette.

Per approfondire sul contratto dell’Ecoelpidiense, in pratica si riapriranno le isole ecologiche?

Non è una riapertura, è il fatto di ragionare di trovare delle zone dove poter conferire direttamente il materiale in modo molto tecnologico. È un cambio totale di mentalità, proprio per questo se si partisse con questa modalità bisogna dire come cominceremmo a fare questa cosa. Cominceremo con i commercianti perché sono quelli che si lamentano di più per la differenziata, anche perché un commerciante una macchina ce l’ha. In questo modo li puoi sgravare avendo dei risparmi però devono conferire in maniera diretta. A Bressanone lo fanno tutti, anche i cittadini. Le hanno messe in zone di visibilità assoluta, sotto un monumento tutelato dalla sovrintendenza, perché serve un luogo di visibilità massima, non nascosto dietro qualcosa.

intervneno3

Per quanto riguarda la pista di pattinaggio sul ghiaccio invece, tralasciando il fatto che è iniziato il montaggio senza la necessaria delibera, un’altra cosa ci preoccupa. Nella convenzione e nella delibera è previsto che la società, in cambio di quello che il comune dà, garantisca un buono sconto del 50% a tutti gli studenti di ogni ordine e grado. Abbiamo scoperto però che questo è uno sconto una tantum ed è valido fino al 20 dicembre esclusi i giorni festivi e prefestivi. Poi c’è il Conad di via Caserta che restituisce l’altra metà del biglietto con una spesa minima di 50 euro. Entrambe queste cose non erano previste nella delibera e nella convenzione. Questo sconto sa di truffaldino, che significa che dal 20 in poi noi non paghiamo più la corrente? 

Si sarebbe potuto fare meglio? Probabile. Lì più che altro è il rapporto che lega l’amministrazione con il soggetto in questione, tu gli concedi di fare l’attività poi vedono loro il modo in cui si organizzano e fanno convenzioni. Si poteva governare meglio, però questo ci servirà per far meglio i prossimi anni.

Riguardo al bosco di villa Baruchello, c’è un piano per superare l’invernata, per mettere in sicurezza le piante?

Nel periodo invernale non si possono fare i lavori, ora c’è l’Ecoelpidiense che sta pulendo e mettendo a posto, poi lo stiamo dando in gestione all’associazione di quartiere Marina Picena. L’Ecoelpidense fino al 2020 è autorizzata a prendere e trattare i rifiuti, alla luce di questo sollecitati da parte nostra sono andati là ed hanno pulito.
Capisco che prima di darla in affidamento a chiunque sia necessario che prima alcune parti progettuali vengano fatte. Prima di natale facciamo tutto, sia l’affidamento che l’altra parte.
Anche la pineta va in giunta. Siamo pronti con il progetto esecutivo, la provincia ha dato l’ok, lo porto in giunta la settimana prossima dopo il parere del demanio. Metteremo dei cartelli espositivi per spiegare il tipo di intervento che viene fatto, così per la primavera concludiamo.

Carabinieri alla commissione bilancio per far rispettare le regole

commissionecarramba

Di Riccardo Marchionni

Questo pomeriggio alla commissione bilancio sono intervenuti i carabinieri della locale stazione, chiamati dal consigliere Cerquozzi perché è stata negata la possibilità al pubblico presente di assistere alla riunione.

All’orario di inizio della commissione II si sono presentate una quindicina di persone per assistere ai lavori, ma è stata negata loro la possibilità di farlo in base ad un accordo compromissorio a cui si era arrivati qualche mese fa cercando di risolvere il problema di chi poteva partecipare alle commissioni. L’accordo prevedeva che i giornalisti o blogger che volevano assistere alle commissioni, potevano entrare un quarto d’ora prima della conclusione della riunione per farsi riassumere tutto quello di cui si era parlato.

Il consigliere Cerquozzi e gli attivisti del Movimento 5 stelle locale invece si sono muniti del TUEL(testo unico sugli enti locali), che prevede che le commissioni consiliari siano pubbliche alla pari del consiglio comunale. È stata questa la conclusione a cui sono arrivati i Carabinieri: siccome il regolamento comunale non norma la presenza o meno di pubblico alle commissioni, allora fa fede ciò che dice il TUEL.

Si toccava con mano l’imbarazzo del presidente della commissione Malavolta e dell’assessore al bilancio Leoni, che non hanno potuto far altro che prendere atto di ciò che hanno riscontrato i Carabinieri. La Leoni ha proposto inoltre che tutti i presidenti si riuniscano per redarre un regolamento delle commissioni, per chiarificare una volta per tutte la situazione. Esasperato invece il consigliere Cerquozzi che sbotta dicendo che è da sei mesi che protocolla richieste per far lavorare le commissioni e per redarre un regolamento, ma tutti fanno orecchie da mercante.

Il verbale è stato redatto, vedremo come proseguirà questa storia. Nel frattempo bisogna prendere atto che c’è una parte dell’opposizione che non le manda a dire, e che la partecipazione di cui si riempivano tutti la bocca in campagna elettorale, quando bisogna metterla in pratica diventa amara ed indigesta a chi governa.

commcarramba1

I 5 Stelle presentano il Bilancio Partecipativo

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Manca poco oramai all’ultimo Consiglio Comunale del 2013 che avrà come protagonista il bilancio. La “manovra” amministrativa che detterà la spesa per la città è stata già approvata in Giunta, manca solo l’ok dell’assise cittadina per chiudere il cerchio. In tempi in cui la parola più inflazionata sembra essere “congiuntura economica”, una parolaccia per dire che siamo messi male, il Movimento 5 Stelle, la scorsa settimana, ha incontrato la cittadinanza per presentare un esempio virtuoso di bilancio partecipativo. Relatore dell’iniziativa è Stefano Stortone, presidente del Centro Studi per la democrazia partecipativa – Milano, presente anche l’assessora al Bilancio Monica Leoni, nonché i consiglieri comunali Massimo Spina e Roberto Cerquozzi.

L’esperienza presentata è quella di Canegrate, comune del milanese dove l’amministrazione si è prestata a questa diversa tipologia di scelta di spesa. La ricerca portata avanti dal centro studi verteva sulla possibilità di spendere centomila euro per cinque possibili investimenti: arredi per una scuola primaria, manutenzione del centro sportivo, nuovi strumenti per la banda, ristrutturazione di un centro giovanile, ristrutturazione di una stazione ferroviaria.
La cittadinanza nel corso dell’anno si è riunita e ha partecipato ad assemblee pubbliche valutando i pro e i contro dei vari investimenti. Infatti, ogni gruppo (il centro sportivo spinto dalle associazioni era soggetto a pressioni maggiori rispetto la proposta della stazione, presentata da due soli cittadini) ha informato sulle proprie proposte, spiegando motivazioni e fattibilità dei progetti, con i relativi rientri di spesa per la comunità.

Il cuore del bilancio partecipato è lo scambio di conoscenza tramite la partecipazione ad un sistema decisionale per il quale alla fine la cittadinanza riuscirà, molto probabilmente, a prendere la decisione migliore e nel frattempo a risolvere anche le altre, o almeno a prendere coscienza della reale situazione delle stesse. Vediamo come. Il progetto di questa decisione di spesa ha visto nelle prime votazioni il centro sportivo al primo posto; il motivo è consequenziale: la pressione delle associazioni. Ma durante il processo sono stati gli stessi cittadini a prendere coscienza di quale spesa fosse effettivamente più necessaria alla comunità intera. E alla fine della corsa il progetto più votato è stato quello della ristrutturazione della stazione ferroviaria, presentata da due sole persone. Il motivo? Canegrate è un comune a nord di Milano con una viabilità ferroviaria dismessa e con molti pendolari all’attivo che utilizzano la stazione.

Se la scelta fosse stata fatta da una sola persona o un gruppo ristretto, difficilmente ci sarebbe stato lo stesso risultato date le probabili pressioni delle associazioni, più forti dei singoli, e quindi sarebbe stata scelta la manutenzione del centro sportivo quando magari non era così urgente perché fatta già due anni prima.
Non solo, tra i progetti vi era quello delle uniformi e strumentazioni per la banda del paese, e anche se il progetto non è uscito vincitore, attraverso la spiegazione alla cittadinanza della poca spesa che sarebbe stata necessaria per far fronte alle loro richieste, è stata la comunità a farsi carico di tale necessità in maniera diretta, invece che attraverso l’Amministrazione.

Il lavoro dietro ad un tale processo è sicuramente complesso ma è stato provato come questo percorso democratico venga velocemente assimilato dalla popolazione quando si rende conto che la sua decisione è effettivamente rilevante. Uno strumento ancora pressoché inutilizzato nel nostro paese, che potrebbe mettere un freno alla corruzione, e, soprattutto, ottimizzare le già scarse risorse che oggi le comunità hanno a disposizione.

Per maggiori info sul bilancio partecipativo di Canegrate:

http://www.canegratepartecipa.org/il-progetto/

Analisi di un rimpasto annunciato

Scotucci è fuori dalla giunta. Patti chiari è fuori dalla maggioranza, almeno pare. Sì, perché dai loro comunicati e parole sembrano sperare che il sindaco riprenda in giunta Daniele Scotucci, condicio sine qua non per un rientro in maggioranza di Patti Chiari.

Non penso che Franchellucci abbia intenzione di compiere un’azione del genere. Già non lo avrebbe mai voluto in giunta, ora che è riuscito a farlo fuori con un buon pretesto non tornerà sui suoi passi. Quindi, o Patti chiari accetta la condizione del sindaco, cioè di far entrare la Mancinelli(coordinatrice della lista) o qualcun altro in giunta, oppure se ne va tra i banchi dell’opposizione. Anna Maria Mancinelli ha più volte dichiarato che non intende impegnarsi nell’esecutivo, ma Patti chiari potrebbe proporre una persona alternativa. In questo caso il sindaco sarebbe molto contento di ridare le cariche in sospeso ad un uomo della civica, perché rinsalderebbe la sua maggioranza in consiglio senza aver a che fare con qualcuno ormai sfiduciato.

Di Scotucci è stato detto di tutto. Noi pensiamo che stesse facendo un lavoro discretamente buono, almeno per quanto riguarda il progetto di piazza, visto che era riuscito a mettere in difficoltà il piano strategico del Pd di costruire una palazzina al posto dell’ex municipio. Peccato che a soli tre giorni dall’approvazione di questo progetto abbia dato in escandescenze per una festa che a suo parere non doveva essere svolta a villa Baruchello. Piccarsi per un’autorizzazione ad una festa in villa va bene, ma se questo poi manda all’aria tutto il lavoro di piazza e tutti i buoni propositi lanciati in campagna elettorale, allora non va più bene. Il suo comportamento in questo caso ci è sembrato un po’ infantile, di sicuro politicamente miope. Verrà ricordato come l’assessore cacciato per una festa in villa, invece che come l’assessore che ha sistemato e salvato la piazza dalla palazzina.

Sarebbe bello vedere come il sindaco redistribuirebbe le deleghe nel caso in cui Patti chiari non rientrasse in giunta. Probabilmente Franchellucci nominerebbe un assessore preso dalle file del Pd, il più quotato sarebbe Daniele Stacchietti. Una scelta ottimale per il sindaco: levare un “cane sciolto” e metter dentro un “fedelissimo”. Un punto cruciale sarebbe la carica di vicesindaco, che è stata data temporaneamente all’assessore Pasquali, ma che non dispiacerebbe alla Leoni. Se la Leoni diventasse vicesindaco, la Pasquali potrebbe riprendere l’assessorato alla cultura(che di fatto continua ad esercitare), ma la Sebastiani non accetterebbe che alla Leoni venga data tale carica in quanto la lista “Impegno per Pse” esprime già il presidente del consiglio comunale. Quindi si verrebbe a creare una disparità di trattamento tra le due civiche rimaste in maggioranza.

Al sindaco non converrebbe “trattar male” Milena Sebastiani e la sua lista “Popolari per Pse” perché se in consiglio si gioca otto contro otto, si potrebbe verificare una crisi quando si voterà per la riqualificazione dell’area Pietrella, perché il consigliere Simone Malavolta(Popolari per Pse) si era astenuto nell’ultima votazione riguardante questo argomento. In quanto portavoce dei malumori manifestati dal suo quartiere di residenza(Fonte di Mare), sarebbe difficile convincerlo a votarla scontentando così il suo quartiere.

I rappresentanti dell’opposizione hanno dichiarato che presenteranno una mozione per sfiduciare il sindaco, e stanno facendo pressioni per convocare al più presto il consiglio comunale. Nel caso in cui Patti chiari esca dalla maggioranza, potrebbero presentarla proprio loro questa mozione. Sarebbe una sfiducia politica pesantissima, soprattutto ora che bisogna approvare il bilancio preventivo.

Anche se veder cadere anzitempo una giunta a Porto Sant’Elpidio sarebbe un’emozione mai provata prima, almeno per i più giovani, molto probabilmente accadrà che Patti chiari riuscirà a trovare un nome da mettere in giunta a posto di Scotucci. È stato lo stesso ex vicesindaco a dire pochi giorni fa che “il Pd, con in testa il suo onorevole e segretario sta cercando di comprare il voto dei nostri due consiglieri”.

Nei prossimi giorni vedremo se gli “acquisti” sono andati in porto.

Riccardo Marchionni

I consiglieri di opposizione riuniti: “Stiamo valutando una mozione di sfiducia al sindaco”.

Il primo ad intervenire alla conferenza stampa indetta dall’opposizione presso il Bar Aragno è stato Andrea Putzu. “Porto Sant’Elpidio non merita di non essere governato. Io non posso che esprimere la mia solidarietà a Daniele Scotucci per quello che è avvenuto in questi giorni. Patti Chiari è stata l’unica compagine politica che voleva il cambiamento ed ha visto cacciato il proprio rappresentante in giunta – e continua il capogruppo di Fratelli d’Italia – gli unici ad aver coinvolto l’opposizione sul progetto di Piazza Garibaldi. Il concetto di trasparenza non viene applicato da questa Amministrazione neanche all’interno della propria maggioranza. Posso dire che noi come opposizione porteremo avanti il progetto di piazza presentato dall’ex assessore. Se Patti Chiari verrà all’opposizione avremo una situazione di otto e otto, con il sindaco che farà l’ago della bilancia su ogni votazione”.

Enzo Farina si sofferma anche sul problema sicurezza e quello riguardante le convenzioni, scadute oggi sabato 31 agosto, della piscina comunale e del palazzetto sportivo. “Non c’è stata sinergia fin dall’inizio sul progetto di piazza portato dall’opposizione. Ribadisco il fatto che questa è un’Amministrazione poco coesa: sono partiti subito male. I lavori di piazza Garibaldi fermi, non si sa ancora le decisioni sulle convenzioni con importanti impianti sportivi, il problema sicurezza sfociato nello spiacente episodio di Via Mameli; tutto ciò  denota un problema di governabilità”.

Roberto Cerquozzi, capogruppo dei 5 Stelle, non si risparmia. “Se il sindaco non sa scegliere neanche il suo vicesindaco, che questa gente andasse a casa. Dopo una campagna elettorale piena di propositi, siamo di fronte a delle scelte portate avanti con metodi e strumenti ottocenteschi. Il problema di Scotucci è l’apice del clima presente nella giunta. Perché c’è anche il discorso della Sebastiani con la Leoni, di Vallesi (che ancora non ho capito cosa faccia). Senza parlare dell’ordinanza di ferragosto che ha svuotato Porto Sant’Elpidio a favore di Porto San Giorgio e lido di Fermo, completamente piene, poi parlano di turismo. E – continua il consigliere – della costruzione di trecento appartamenti nella zona ex-Fim quando c’è il 40% di sfitto nel borgo marinaro. Dobbiamo anche ricordare che il bilancio che si prospetta sarà di lacrime e sangue, con la Tares (Tassa rifiuti e servizi) che aumenterà dato il buco lasciato dall’Imu. Il Comune se punta sulle esternalizzazioni dilaganti non riuscirà più a fare cassa. Con una situazione del genere non possiamo permetterci un’Amministrazione che non governa”.

Non sono presenti i consiglieri comunali di Patti Chiari, Giuseppe Summa e Elio Natali; mentre Scotucci e Anna Maria Mancinelli arrivano successivamente e, alla domanda di Putzu: «Passerete all’opposizione?» , la segretaria afferma: «Io ribadisco quanto detto sulla stampa, se non riprenderanno Daniele, Patti Chiari uscirà dalla maggioranza».

                                                                                                                  Marco Vesperini

 

La “giunta Franchellucci”

Ecco a voi la giunta che governerà Porto Sant’Elpidio per i prossimi cinque anni: Annalinda Pasquali urbanistica, politiche giovanili e scolastiche. Milena Sebastiani turismo e sport. Monica Leoni bilancio, cultura e rapporti con i quartieri. Carlo Vallesi semplificazione, partecipazione, agenda digitale e polizia municipale. Daniele Scotucci vice sindaco, lavori pubblici e ambiente. Il sindaco Nazareno Franchellucci tiene per se le deleghe alle grandi opere, servizi sociali e commercio.

A Franchellucci si sono allineati proficuamente alcuni pianeti. Con la provvidenziale dimissione di Vallesi Renato si è liberato un posto da assessore in provincia dove piazzare Rosanna Vittori, molto vicina a Petrini, che la voleva come assessore ai servizi sociali di Pse. Il sacrificio di Vallesi padre inoltre, spiana la strada dell’assessorato a Vallesi figlio. E qui entra in causa il vicesindaco Daniele Scotucci, che all’inizio della campagna elettorale, durante il freddo febbraio, dichiarava che avrebbe fatto “un macello al prossimo incarico dato a Vallesi”. Vale solo per Vallesi Renato o anche per Vallesi Carlo?

Daniele Stacchietti invece, che sembrava da tempo destinato ai lavori pubblici è rimasto a bocca asciutta. Franchellucci ha dovuto rinunciare a piazzare un suo uomo di fiducia, per sbrogliare la matassa della sua coalizione e delle richieste pressanti dei capi delle liste che lo hanno sostenuto.

Vitaliano Romitelli è stato avvistato a macinare chilometri in macchina per le vie del centro, in attesa che gli vengano riconosciuti i 334 voti che ha preso, che l’hanno reso il secondo candidato consigliere più votato. Lui, si sa, ambisce al posto di presidente del consiglio comunale, ma sono in molti a bramarlo adesso. Cercando di superare le polemiche uscite in campagna elettorale, dobbiamo riflettere sull’opportunità di riconoscere al secondo più votato un ruolo di qualche tipo, e se non verrà fatto, bisognerà spiegarne il perché.

Chi esce a testa alta, vincitore, è sicuramente Scotucci e la lista “Patti chiari per il cambiamento”, che grazie anche al fortunato posizionamento sulla scheda elettorale, è la seconda lista della coalizione ed ora può pretendere tanto dal sindaco, anche il presidente del consiglio comunale a quanto pare. Certo è, che passare da “disturbatore della coalizione che rischiava ogni giorno di essere cacciato” a vicesindaco, è proprio un bel salto di qualità per Scotucci.

Alla luce di tutto ciò, sorgono spontanee alcune domande.

Come mai la votatissima Pasquali non è stata riconfermata alla cultura? Con quale criterio le è stata affidata l’urbanistica? Perché la cultura è stata accorpata al bilancio?

Come mai la delega al commercio l’ha tenuta il sindaco e non è stata accorpata con turismo e sport? Qualche problema di conflitto d’interesse?

L’assessorato di Vallesi è molto singolare(per usare un eufemismo), ha l’aria di un assessorato ad personam, creato soltanto per affidargli un incarico. Praticamente, a che serve?

Durante la campagna elettorale il “sociale” è stato sulla bocca di tutti, in particolare di Franchellucci. I servizi sociali non meritavano un assessorato a parte?

Ciò che viene fuori dalla composizione di questa giunta è un qualcosa di molto confusionario. I ruoli non sono ben definiti, le competenze non sembra siano state prese in considerazione per l’assegnazione di tutti gli incarichi. Sembra un’accozzaglia indefinita di contentini post-elettorali. Non dubito che il lavoro di mediatore in una coalizione così larga come quella di Franchellucci sia molto difficile, ma una giunta così pazza non poteva venir fuori neanche dalla mente malata dei nostri autori satirici.

Prima impressione sulla giunta: pessima. Speriamo di ricrederci osservandone l’operato.

Riccardo Marchionni