Frodi bancarie e bollette energeitche, istruzioni per l’uso.

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – “Come evitare una frode bancaria, come procedere in sede legale in caso un cittadino dovesse sentirsi danneggiato; come leggere le bollette di luce e gas, come intervenire nel caso di errori dei fornitori e dove vanno a finire le tasse versate da noi cittadini”. Questi i punti che verranno toccati venerdì 28 novembre alle ore 21 presso la sala conferenze della casa del volontariato(Croce Verde), nel convegno intitolato “Frodi bancarie, bollette fortinure energetiche, tutela dei consumatori” organizzato dal gruppo Facebook “Sei di Porto Sant’Elpidio se…”.

“Scopo del convegno è quello di fornire ai cittadini diverse informazioni che molto spesso non trovano spazio attraverso i mass media nazionali e locali – specificano gli organizzatori, che continuano – pensiamo che di questi tempi il peggiore dei mali è il non sapere, ignorare. Questa malattia, però, dovete sapere che è curabile”.

Un’altra serata informativa aperta a tutti, quindi. “Stavolta si parlerà di Economia, Banche, Equitalia, etc, proprio per essere informati, per cercare di prendere meno fregature legalizzate possibili. Saremo supportati da relatori di livello nazionale ed internazionale.”

Interverranno Elio Veltri, Ex membro commissione parlamentare Anticorruzione e Presidente dell’associazione “Democrazia & Legalità”; Alessandro Lippo, consulente giuridico ass. “Consumatori Utenti”; Giuseppe Tosoni, Associazione “Tutela impresa”; Rodolfo Nasini, consulente settore energetico; Mirko Rainelli, “Co.Re.Com”.

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La gita a Roma

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un pulmino parte dal Comune e percorre la A24 in direzione Roma. Ma non è la classica gita scolastica(anche se ne ha il sapore). È un’uscita per la presentazione del programma del Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio, nella sala stampa della Camera dei Deputati.

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Appena vista la foto celebrativa con i protagonisti tutti in tiro e sorridenti ci siamo chiesti: ma che senso ha? Che senso ha fare la conferenza stampa di presentazione del programma teatrale della città di Porto Sant’Elpidio a Roma, alla Camera dei Deputati? Forse si punta al pubblico romano? O alla cerchia dei parlamentari? Chi lo sa…

Un teatro(o per meglio dire, un auditorium acchittato) costruito ai bordi di un quartiere residenziale, con 400 posti a sedere e 40 posti auto, che ha succhiato dal centro uno degli spazi caratterizzanti la piazza del paese, soltanto per il personale tornaconto in termini di immagine e di voti dell’apparato piddino locale.

La storia del “delle Api” infatti è rappresentativa del modo d’agire autoreferenziale e personalistico che hanno i nostri amministratori. Invece di acquisire il cineteatro moderno “Beniamino Gigli” il nostro padrino politico l’ha lasciato comprare ad un costruttore amico col quale si è accordato per la “valorizzazione” della piazza. Cioè, radiamo al suolo tutto e ricostruiamo con l’aggiunta di un po’ d’appartamenti che non fanno mai male. Il piano diabolico per fortuna o purtroppo non è andato a buon fine, lasciando la nostra piazza nelle condizioni che vediamo. Quindi invece che puntare su ciò che già esisteva, un teatro storico nel mezzo della piazza centrale della città, si è preferito ingaggiare un percorso di speculazione edilizia e di spostare il teatro in un quartiere periferico, lontano da tutto e da tutti. L’impressione è che Petrini abbia voluto costruirsi il suo personale teatrino da dare in gestione all’amico famoso che porta a Pse i propri amici della televisione a prezzi altrettanto amichevoli, e così sono tutti contenti.

Ecco allora che la conferenza stampa di presentazione del nostro(o loro) teatro che si celebra a Roma acquista senso. Il direttore, il nostro illustre concittadino Neri Marcorè, vive e lavora a Roma. Il nostro illustre concittadino Paolo Petrini lavora a Roma. Perché far spostare le persone importanti?

Così il legame tra il direttore del teatro e il Partito Democratico si rafforza. Ricorderanno tutti che prima delle elezioni amministrative del 2008 Marcorè sentenziò senza nessuna remora: “se non vince Andrenacci, non farò più il direttore del teatro”. Questo ci fa capire che non fa il direttore per il bene e l’interesse della nostra città, ma per piacere personale al politico potente. Siamo sicuri che sia positivo per la nostra città avere un direttore che lavora a queste condizioni?

La gita a Roma si sa, è un must di tutte le scuole italiane. Ed anche il nostro Sindaco non poteva fare a meno di visitare il luogo in cui il suo padre putativo è arrivato a sedere dopo anni di mala gestione della cosa pubblica. Speriamo che nonostante tutti questi anni di scuola petriniana il nostro Nazareno non segua le orme del suo mentore. Altrimenti per i prossimi anni ci ritroviamo un’altra cattedrale nel deserto, un altro fallimento su piazza Garibaldi, un altra strada inutile sul lungomare, un altro lungomare costosissimo e di qualità pessima con marciapiede perennemente rotto, un altra mancata risoluzione della questione Fim, un altro intervento a difesa della costa che aumenta l’erosione costiera, un altro ampliamento della zona industriale in momento di crisi, un altro progetto di depauperamento del territorio mascherato da opera di interesse pubblico, etc, etc.

Se sceglierà di seguire le orme di Petrini, con un po’ di fortuna e di aiuto ma senza la stessa disponibilità economica, tra qualche anno potrà sedersi sullo scranno che è andato a visitare l’altro giorno. Ma a noi cosa resterà? Se i nostri sindaci continuano a pensare soltanto alla loro carriera personale utilizzando la cosa pubblica per aumentare il loro potere, a noi cittadini cosa resterà in mano? Molto probabilmente una città ancora più disastrata di com’è oggi, e con le migliori risorse in mano ai privati collusi col potere politico.

Nel frattempo ci tocca sperare che Petrini diventi governatore, magari è la volta buona che fa qualcosa per il nostro paesello.

Sacchi alimentari posti a difesa degli chalet. Serve chiarezza.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ecco alcune immagini che ritraggono la situazione della spiaggia di Porto Sant’Elpidio al 25 ottobre 2014. In particolare il tratto in direzione della ex Fim, dei casotti dei pescatori e di una parte del lungomare sud.

 

Si vede chiaramente che i sacchi in alcune zone hanno fatto il loro lavoro, ma in altre si sono strappati ed hanno iniziato a perdere sabbia. I casotti dei pescatori sembrano veramente spacciati. I sacchi fanno da barriera alle fondamenta, sono l’ultimo baluardo prima del loro crollo. Facile immaginare che durante l’invernata si potrebbero verificare dei danni importanti. Nei punti in cui i sacchi non sono presenti, naturalmente il mare ha mangiato più spiaggia e arriva quasi a lambire le palme che arredano la passeggiata del lungomare.

Di fronte all’ex Fim invece abbiamo fatto una scoperta interessante. Dalla spiaggia erosa è emerso il vecchio canale di scarico della fabbrica di concimi, immerso in un tappeto di pirite solidificata che il mare ha spezzato in maniera frastagliata, creando una zona surreale, quasi un paesaggio vulcanico. È da considerare anche questo come archeologia industriale ed eventualmente da salvare e da riqualificare? Oppure finite le mareggiate verrà ricoperto di nuovo di ghiaia e lasciato nel dimenticatoio?

Il caso dei sacchi alimentari

Rimane il dubbio sull’adeguatezza dei sacchi utilizzati per difendere gli stabilimenti balneari. I sacchi in questione sono in polipropilene, certificati per contenere materia prima alimentare tipo orzo, grano, riso ecc. e proprio in bella vista, sul fogliettino attaccato ad ogni sacco è indicato che nel caso in cui i sacchi vengano posti all’esterno debbano essere al riparo dalla luce del sole e dalla pioggia. sacchialimenti A Senigallia l’inverno scorso hanno sperimentato per la difesa della costa e di alcuni stabilimenti balneari dei sacconi in geotessuto denominati “Stop Wave”, appositamente progettati per questo uso. Questo materiale, estremamente robusto e permeabile all’acqua, può essere riempito di sabbia, terra, ghiaia ecc. e va a formare un’opera stabile e resistente nel tempo. Si può inoltre facilmente rimuovere l’opera nel momento opportuno ripristinando la situazione iniziale della spiaggia. Il costo per 200 sacchi in geotessuto specifici per la difesa della costa da cm. 160 x 120 x 40 è stato di 4500 euro circa. Noi per 150 sacchi da alimenti abbiamo speso 3500 euro.

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

La critica che è stata mossa al Sindaco non è quella al metodo utilizzato. L’uso di sacchi per difendere gli stabilimenti balneari è sacrosanto, anzi è la “toppa” che l’inverno scorso è mancata. Mossa azzeccata quindi. La critica alla quale il Sindaco non ha voluto rispondere è quella sull’adeguatezza del materiale con cui sono fatti questi sacchi. Siccome nascono e vengono certificati per altri utilizzi, e nel “bugiardino” attaccato al sacco è sconsigliato di tenerli al sole e all’acqua allora nasce spontanea la domanda se siano idonei o meno.

“Il nostro obiettivo era quello di creare a costo minimale una barriera meccanica che in caso di mareggiata medio-grande potesse arginare i piccoli danni che gli stabilimenti puntualmente registrano in queste situazioni”, sostiene il Sindaco Franchellucci, che continua “è chiaro che come li abbiamo usati noi non devono tenere per chissà quanti anni, ma solo per un tempo limitato di sei mesi”. La vera notizia però non è che i sacchi hanno tenuto alla prima mareggiata per altro di media intensità. La notizia è che con una mareggiata di media intensità già i sacchi hanno iniziato a rompersi. Ma se si sono rotti con una media mareggiata, quando in pieno inverno ci saranno mareggiate imponenti che presumibilmente romperanno altri sacchi che facciamo? Ci rimettiamo le mani? Forse sarebbe stato meglio utilizzare materiali idonei creati apposta per questo tipo di utilizzo.

“Facciamo come a Senigallia”

Da uno studio del dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università di Firenze intitolato “Opere di difesa della costa costruite con contenitori in geotessuto riempiti di sabbia”, si capisce che l’intervento realizzato a Porto Sant’Elpidio è assimilabile agli interventi che si facevano negli anni ’80 e ’90 cioè con “sacchi non specificamente studiati per l’impiego marino, che non avevano sufficienti caratteristiche di resistenza e durabilità”, mentre invece “negli ultimi anni sono state realizzate difese con nuovi geosintetici”, quelli utilizzati per l’appunto a Senigallia.

A questo punto il Sindaco e l’assessore Pasquali che ha la speciale delega alla salvaguardia della costa dovrebbero rendere conto ai propri cittadini in maniera seria delle loro scelte, non buttare fumo negli occhi e difendendosi dichiarando delle banalità. Devono dire chi ha consigliato di acquistare questi sacchi e chi li ha forniti. E come mai l’assessore Pasquali a settembre dichiarava “faremo come a Senigallia”, e che non sarebbero stati utilizzati i sacchi messi a disposizione dalla regione, ma che sarebbero stati presi “quelli prodotti da una ditta italiana, gli stessi utilizzati a Senigallia (cioè gli StopWave, ndr), che hanno determinate caratteristiche tecniche”. Come giustifica questo cambio di strategia?

Ci sarebbe da ridire anche sul fatto che i sacchi sono stati posizionati “di volta in volta seguendo le indicazioni degli operatori turistici”, come sostenuto dagli assessori Buono e Pasquali. A Senigallia invece i sacchi sono stati posizionati in base ad una relazione tecnica di un ingegnere dell’Università di Ancona.

Un detto popolare recitava: “contenti e cojonati”.

 

DOCUMENTAZIONE

 

La determina del dirigente del comune di Senigallia per l’acquisto dei sacchi in geotessuto:

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OPERE DI DIFESA DELLA COSTA COSTRUITE CON CONTENITORI IN GEOTESSUTO RIEMPITI DI SABBIA – relazione a cura di Pier Luigi Aminti ed Enrica Mori del dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli studi di Firenze:

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La Delibera della giunta di Porto Sant’Elpidio per l’acquisto dei sacchi a difesa degli stabilimenti balneari:

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La VERA storia di San Crispino

Il 25 di Ottobre si festeggia San Crispino, patrono di Porto Sant’Elpidio, santo protettore dei calzolai. In pochi pero’ conoscono la storia del santo:

Secondo il ‘Martirologio Romano’ vengono collocati a Soissons nella Gallia belgica, ora Francia, santi Crispino e Crispiniano martiri. 1525140_10204557936778292_4053046593555438638_n

Crispino e Crispiniano erano due fratelli di origine romana appartenenti ad una famiglia aristocratica che, ad un certo punto della loro vita si convertirono al cristianesimo e si dedicarono al Signore diffondendo il Vangelo. Secondo la tradizione, di giorno predicavano e pregavano Gesù Cristo, mentre di notte lavoravano come calzolai.

La leggenda vuole che quando ormai l’impero romano stava crollando ed i contadini fuggivano all’incalzare delle orde di Attila, San Crispino e San Crispiniano una notte di Natale, tremanti di freddo, bussarono alla porta di una misera casupola di Crespy en Valois. Comparve una donna in lacrime. Con voce rotta dai singhiozzi, narrò che pochi giorni prima, suo marito era stato ucciso dai Vandali. Ora le rimaneva solo un bambino di due anni che piangeva in una culla. I due Santi, commossi, andarono ad abbattere un albero nel bosco vicino e intagliarono due rozzi sandaletti che posarono davanti al focolare spento. Poi si inginocchiarono in preghiera. Ed ecco che miracolosamente i trucioli che avevano gettato nel camino si misero a danzare e a brillare.
Non erano più trucioli di legno, ma pepite d’oro.

E così Crispino e Crispiniano furono proclamati patroni dei calzolai.

Ovviamente stiamo parlando di una leggenda come tante altre che aleggiarono sui santi dell’epoca per tutti i mestieri e le arti.

In realtà, secondo più approfondite ricerche storiche, Crispino e suo fratello Crispiniano erano gli unici due calzolai che non bestemmiavano ogni 5 parole pronunciate e per questo vennero canonizzati di diritto senza bisogno di ulteriori miracoli e non solo, furono uccisi giovanissimi e non fecero in tempo nemmeno a litigare e a fondare 2 nuove fabbriche con marchi simili come richiama la tradizione calzaturiera.

Molti i quadri che raffigurano il martirio dei 2 santi cacciabollettati a morte per ordine dell’imperatore Massimiano.75150A

Nonostante la fantasiosa leggenda, sono molti gli elementi che fanno pensare che i 2 santi siano realmente esistiti: i famosi zoccoli (conclamato simbolo natalizio francese) tramutati in pepite d’oro (Reliquia conservata nella collezione privata della famiglia Della Valle a Casette D’Ete) sarebbero in realtà eleganti scarpe decolletè con strass, Tacco 13cm, Plateau 4cm, Colore Oro. Ma non solo.

Lo stesso modello di evangelizzazione dei due santi trova riscontro nelle abitudini che si sono tramandate fino ai giorni nostri, adattandosi ai ritmi di vita moderni, infatti di notte molte fabbriche lavorano, tradizione rispettata soprattutto dagli orientali, mentre durante il giorno i calzolai non smettono mai di nominare Gesù Cristo.

L’etimologia del nome Crispino = dai capelli ricci, dal latino mentre Crispiniano = dai capelli ricci meshati.

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Forse il giorno di San Crispino è meglio conosciuto per essere citato da Shakespeare nell’Enrico V (1599), dallo stesso re nel discorso ai suoi uomini durante l’assemblea dell’Associazione San Crispino Eventi https://www.youtube.com/watch?v=BuZjHSsNbqw

Tra gli emblemi con cui vengono raffigurati oltre alle scarpe anche il simbolo della palma.

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E’ evidente che a Porto Sant’ Elpidio abbiamo bisogno di festeggiare anche Crispiniano, San Crispino da solo non basta.

Vittorio Lattanzi

“Nel mondo contemporaneo la devozione nei confronti di que­sti due santi appare alquanto ri­dimensionata e rimane più un in­teresse storico che religioso tenendo conto del fatto che co­munque sono raffigurati su di­verse opere di cui alcune, come quella appena ricordata, collo­cate ancora in edifici sacri. In realtà quanto avviene nel caso di questi due santi si verifica a pro­posito di quasi tutti gli altri santi patroni dei mestieri. Le ragioni non sono tanto di ti­po religioso quanto storiche nel senso che le associazioni di arti e mestieri nel corso dei secoli (tranne in qualche raro caso) han­no perduto la loro funzione e la loro ragione d’essere e sicura­mente non sono più una forza ag­gregante di primo piano come av­veniva nel Medioevo ed ancora in età moderna. Venendo meno l’as­sociazione che promuoveva il cul­to del proprio patrono la devo­zione poteva al limite assumere forme strettamente private per­dendo le valenze pubbliche.”  Prof. Laura Borello

Il Partito Pigliatutto

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il sindaco Franchellucci continua la lunga tradizione di controllo ferrato del territorio e dei “luoghi” strategici della città. L’ultima azione a riguardo è la totale occupazione da parte dei giovani del Partito Democratico (GD) dell’associazione che organizza la festa di San Crispino.

Alle prime notizie del cambio di guardia eravamo contenti e fiduciosi che ci fosse un ricambio generazionale e un ammodernamento della festa. Peccato scoprire poi che la nuova associazione è composta quasi totalmente dai Giovani Democratici di Porto Sant’Elpidio. Presidente il fratello minore dell’ex assessore ai lavori pubblici Catini, e nel direttivo il segretario dei GD Senesi.

“Sindaco e giunta non hanno la minima intenzione di confrontarsi democraticamente con i cittadini e soprattutto con coloro che non sono considerati “amici”. L’unico obiettivo di questa amministrazione è quello di pensare a come assicurarsi una continuità amministrativa – commenta il consigliere Perticarini – non cercando il consenso attraverso scelte giuste per il paese ma cercando di controllare politicamente tutti i nodi strategici.”

Focalizza il problema sul metodo con cui è stata gestita la transizione Gian Daniele Battilà. “Il problema non è la partecipazione politica della nuova associazione. La cosa su cui bisogna discutere è il ‘come’ si assegna la gestione per una associazione che ha 27 anni”. Dalle critiche di Battilà non esce indenne neanche l’opposizione, “sono tre anni che parlo di una operativa di gestione degli eventi, del montaggio palchi. Qualcosa che dia lavoro ai giovani. Io contesto all’opposizione che arriva dopo l’amen”.

Non è della stessa opinione il sindaco Franchellucci che si assume la responsabilità del cambio di gestione della festa. “Quando a giugno è emersa la volontà della vecchia gestione di lasciare, ci siamo trovati in difficoltà e questi giovani da anni collaborano, ma sarebbe meglio dire faticano, al fianco degli storici organizzatori”. Quindi il loro merito consiste nell’aver sgobbato da facchini nelle edizioni passate? E allora cosa cambia tra tutti quelli che hanno faticato con gli organizzatori durante gli anni passati e i ragazzi che hanno preso in mano la festa? Forse l’età, o l’appartenenza politica?

“Non c’era tempo” dice il sindaco. Eppure da giugno a ottobre è bastato il tempo per mettere insieme una nuova organizzazione targata Giovani Democratici, ma non per coinvolgere altri comuni mortali. E l’invito del sindaco a partecipare è qualcosa di fenomenale, “dietro loro quattro ci sono almeno quindici persone e appena finita la festa dialogheremo con chiunque voglia fare parte della nuova associazione. La città, oltre a parlare, ora agisca”. Chi volesse entrare nell’associazione occupata dai Giovani Democratici potrà comodamente farlo, alla fine della festa. Che la città s’impegni! Ma per l’anno prossimo.

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Intanto, notizia di pochi giorni fa, la guardia di finanza e l’agenzia delle entrate hanno fatto visita alla vecchia associazione San Crispino per controllare i conti dei bilanci. Un’associazione che negli anni oltre ad organizzare la festa del Patrono ha fatto da “spalla” all’assessore al turismo in diversi eventi, tra i quali il primo maggio. Staremo a vedere gli sviluppi dell’inchiesta.

A pensar male si potrebbe dire che il sindaco abbia voluto affidare l’organizzazione della festa a qualcuno di vicino e fidato magari per coprire qualche magagna del passato, o qualche modo d’agire non troppo trasparente. Altrimenti non si spiega il perché invece di “aprirsi” alla città in cerca di aiuto, abbia deciso di “chiudersi” a riccio e affidarla a qualcuno dei suoi. La successione degli eventi è eloquente. La vecchia associazione si defila, subentra la nuova di sotterfugio, e il comune raddoppia pure il contributo per la festa (ben 17mila euro, a fronte dei 9mila previsti in precedenza).

Sull’aumento del finanziamento comunale stendiamo un velo pietoso, l’assessore al bilancio Leoni si è giustificata con un semplice “sono ragazzi giovani, bisogna aiutarli” pronunciato durante il consiglio comunale del 30 settembre. Non mi sembra una spiegazione degna di un assessore al bilancio. A questo punto un comune cittadino che deve pensare vedendo che gli amici dell’amministrazione vengono premiati con posti di comando?

Alla fine della fiera, chi ci perde a livello di rispettabilità nei confronti della città sono proprio i ragazzi che stanno gestendo la festa. La loro appartenenza partitica e l’ammissione di responsabilità del Sindaco li espongono alla critica del “stanno lì perché sono del partito”. E la buona riuscita della festa non cancellerà questa macchia. Un gesto di responsabilità, ed infine di dignità ci sarebbe da aspettarselo proprio da loro, per non essere tacciati di nepotismo o peggio ancora di servilismo. Ma purtroppo questo scatto non c’è stato. Comprensibile in effetti, perché il Partito Pigliatutto è l’unica istituzione cittadina nella quale si può fare carriera. E in questi tempi di vacche magre, quale carriera migliore di quella politica?

 

 

Riqualificazione della pineta, l’amministrazione presenta il progetto.

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Di Redazione POST IT PSE 

PORTO SANT’ELPIDIO – Il prossimo 25 agosto alle ore 21.15 nella sala conferenze della casa del Volontariato l’Amministrazione Comunale ha organizzato un incontro pubblico per informare la cittadinanza sul progetto di riqualificazione della Pineta nord che negli ultimi anni, a causa delle intemperie ed in particolare della nevicata eccezionale del 2012, aveva subito ingenti danni.

“Si tratta di un progetto volto a riqualificare ed implementare Il patrimonio arboreo della città  con la messa a dimora di ben 350 piante” – dichaira il sindaco Nazareno Franchellucci – .La pineta demaniale di Porto Sant’Elpidio ha 60 anni di vita ed ha bisogno di manutenzione e di nuove piantumazioni.”

“Sotto il profilo procedurale – commenta l’Assessore all’ambiente Annalinda Pasquali –  il progetto che andremo ad illustrare prevede diverse fasi: l’infittimento della fascia arborea  protettiva delle prime due file esterne verso il mare, prevalentemente con Tamerici e Lecci; sottopiantagione nelle radure interne con conifere autoctone; potatura del secco e delle branche stroncate di circa 70 piante;  abbattimento di una cinquantina piante morte o a rischio di schianto, qualora dovessero verificarsi condizioni metereologiche eccezionali; estirpamento e rimozione di circa 350 ceppi di piante morte per la messa a dimora delle nuove piante.”

I lavori partiranno l’8  settembre e saranno seguiti dal dott. Marco Cardinali, Agronomo, che ha redatto anche il progetto di riqualificazione della pineta. Non si procederà alla chiusura totale di tutta l’area, ma il cantiere sarà itinerante e si circoscriveranno le aree d’intervento, in modo da favorirne la fruizione.

Il Giardino del Nonno, un orto-paradiso nel tessuto urbano

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Di Riccardo Marchionni 

PORTO SANT’ELPIDIO – Edoardo ha deciso di abbandonare le scarpe per dedicarsi alla terra. “Mi ero stufato del lavoro in fabbrica, e ad un certo punto ho detto basta”. Così ha messo a frutto un terreno lasciatogli dal padre, e l’anno scorso ha aperto la sua azienda agricola: “Il Giardino del Nonno”.

L’azienda si sviluppa principalmente in due terreni, uno al quartiere Cretarola, l’altro in via Fonteserpe. Il metodo di coltivazione è organico, quindi concimazione naturale con compost e sterco di vari animali. Prima di iniziare a coltivare sui terreni sono state fatte delle analisi, che vengono ripetute ogni sei mesi per “essere sicuri che nessun tipo di pesticida o agente chimico contamini la falda o la terra, anche perché gli altri usano queste cose e potrebbero finire nel nostro terreno”. Ci riferisce Edoardo che “soltanto in casi estremi usiamo il verderame, ma più che altro verso settembre quando inizia a fare freddo”.

L’orto di Cretarola è un vero angolo di paradiso, un piccolo ecosistema che cerca di autoregolarsi. Oltre alle piante ci sono gli animali(galline e papere) e c’è anche un laghetto che funge da riserva d’acqua. “È molto utile il laghetto perché possiamo irrigare con acqua a temperatura ambiente, e poi i pesci che ci sono dentro la mantengono sana e pulita”. Sembra proprio di stare in aperta campagna e invece siamo a cinque minuti dal mare, “è un risultato aver raggiunto questo livello in pieno tessuto urbano” afferma con orgoglio Edoardo.

Non mancano gli esperimenti, infatti in alcuni punti si possono vedere degli orti sinergici, nei quali ogni ortaggio si incastra perfettamente alla vita degli altri, creando un ambiente favorevole alla crescita delle piante e sfavorevole alla proliferazione delle pesti grazie alla biodiversità di radici e parti aeree. “Ogni tanto cerco di seguire il calendario delle semine di Maria Thun(calendario biodinamico per eccellenza), ma non sempre ce la faccio” ci confessa Edoardo.

Dal Giardino del Nonno potrete trovare quindi tutti i tipi di ortaggi, verdure ecc, tra gli altri: zucche, zucchine, pomodori, insalate, fagioli, meloni, cocomeri, sedano, radicchio, cavoli, finocchi, patate, peperoni, peperoncini, carote ecc. Ed anche piante aromatiche come basilico, timo, rosmarino, menta ecc. “Ma sempre roba di stagione” esclama con fermezza Edoardo, a significare che non si scherza con la natura, e che lui preferisce seguire i normali tempi da lei imposti.

L’indirizzo è via Monte Catria (ex via Vecchia Porto), l’apertura è dal lunedì pomeriggio al sabato mattina, dalle 7:00 alle 11:00 la mattina e il pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00.

Per chi ha voglia di mangiar sano e a chilometri zero non resta che fare un salto al Giardino del Nonno a trovare Edoardo e il suo piccolo paradiso.

Questa è la pagina Facebook de Il Giardino del Nonno

 

[Post.X] LA MEGLIO BALNEAZIONE

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“Sversamenti di liquami in mare derivanti da fossa settica”. E’ questa la pesante denuncia del M5S. Dalle prime analisi pare infatti che le sostanze rovesciate in mare sarebbero compatibili con la loro figura alle ultime europee.
La segnalazione è partita da alcuni bagnanti che avevano notato che l’acqua era così sporca che gli stronzi, una volta giunti a riva, correvano subito a farsi la doccia.
Comunque l’Arpam e la Guardia Costiera rassicurano: “Nessun inquinamento è stato rilevato, ma al fine di tutelare la balneazione e la salute pubblica verranno effettuate nuove analisi delle feci“.

Finalmente è entrata in funzione la nuova illuminazione del lungomare centro, un impianto elegante e funzionale che ha ottenuto elogi anche dall’opposizione tanto che nella redazione de ‘Laprovinciadifermo’ erano così eccitati che hanno provato a caricare l’articolo su youporn.
Ora la luce è così forte che si è già formato il comitato anti-illuminazione.

Nell’ultimo consiglio comunale si sono concretizzate le dimissioni del consigliere Putzu, al suo posto l’esplosivo Antonesio Diomedi.
Le dimissioni di Andrea hanno destato incredulità tra i suoi sostenitori e lo hanno manifestato sui social con moltissimi di attestati di stima.
Eppure le accuse che pendevano su Putzu non erano gravi, forse per questo si è dimesso.

Brutte notizie per i dipendenti dell’ Auchan, lavoreranno anche a Ferragosto. Tra le motivazioni, che i diretti concorrenti rimarranno aperti e che, come negli altri centri commerciali, i lavoratori ormai non contano più un cazzo.

 

V. L.

 

 

 

 

 

Consiglio comunale mercoledì 16 luglio

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È convocato per mercoledì 16 luglio 2014 alle ore 18:00 il consiglio comunale.

Sono sette i punti all’ordine del giorno. Si inizia con la sostituzione del dimesso consigliere Andrea Putzu. Al suo posto subentrerà Antonesio Diomedi della lista “La Destra”.

Si discuterà anche della modifica della soglia ISEE per la rateizzazione dei loculi cimiteriali.

Per concludere si discuteranno tre mozioni, presentate da Piermartiri, Balestrieri, e Spina. Quella di Piermartiri riguarda l’abrogazione di due delibere della giunta Regionale che sostanzialmente fanno ricadere sui comuni i costi delle strutture assistenziali non ospedaliere per persone anziane e disabili. Il consigliere Balestrieri propone invece l’introduzione di una figura avente funzione di portierato. Con la mozione del consigliere Spina si discuterà del regolamento delle commissioni consiliari permanenti.

 

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Arrivano le pedane per i disabili

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Siamo a metà luglio e finalmente arrivano le pedane per i disabili. “A partire dalla prossima settimana il Comune andrà a ritirare le pedane, già preventivamente richieste, per garantire l’accesso al mare alle persone diversamente abili.”

“Un servizio che non deve essere pensato solo per i disabili ma che risulterà utile anche agli anziani o alle mamme con i passeggini che hanno spesso le stesse difficoltà ad affrontare asperità del terreno e barriere architettoniche naturali ed/o artificiali. Grazie a queste passerelle chiunque potrà , dunque, godersi una giornata al mare.”

Il comune acquisterà 110 metri lineari di pedane dalla ditta Lietomare, che regalerà al comune ulteriori 20 pedane(10 metri lineari).

“Un gesto di vicinanza – hanno dichiarato gli assessori Buono e Pasquali – apprezzato sicuramente dall’Amministrazione Comunale che è da sempre molto attenta e sensibile alle tematiche inerenti le barriere architettoniche. Questo nuovo servizio sicuramente rappresenterà un valore aggiunto per la nostra spiaggia”.

“La settimana prossima” si colloca più o meno a metà estate. Appurato che il lungomare centro è al buio da qualche settimana per non si sa ancora quanto tempo a causa di lavori alquanto improvvisati, non potevamo aspettarci una tempistica migliore per quanto riguarda le pedane per i disabili. Inoltre l’amministrazione “da sempre molto attenta e sensibile alle tematiche inerenti le barriere architettoniche” è la stessa che per anni si è scordata di dare l’accesso fino al mare ai disabili nelle spiagge libere.

C’è qualcosa che suona strano però, è quel “già preventivamente richieste”, perché la titolare della ditta Lietomare pensò di proporre i suoi prodotti al comune dopo aver letto il nostro articolo. I due assessori sembrano dire, “lo stavamo proprio per fare”. Sarà, l’importante è che finalmente venga data la possibilità ai disabili di arrivare fino al mare in autonomia. Ma soprattutto che l’anno prossimo non si crei la stessa situazione.

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