Sulla Fim il Sindaco glissa, e l’opposizione non affonda

Di Riccardo Marchionni – Foto gentilmente concesse da Giulia Piermartiri

PORTO SANT’ELPIDIO – Sabato 2 Aprile si è svolto il Consiglio Comunale. L’ultimo punto all’ordine del giorno riguardava l’annosa situazione dell’ex Fim.

Il capogruppo(FI) Enzo Farina, ha presentato una mozione per far pressione sulla società Fim s.p.a. in merito alla stipula di una nuova fideiussione bancaria a garanzia dei lavori di bonifica(la polizza vecchia è scaduta a giugno 2013).

Riassumendo brevemente, ricordiamo che i nuovi proprietari della società Fim s.p.a. hanno iniziato l’opera di bonifica nel 2008. A garanzia della buona riuscita di questi lavori avevano stipulato una polizza fideiussoria(un’assicurazione) a favore del comune di Porto Sant’Elpidio, per l’intero ammontare del costo dell’operazione.

I lavori sarebbero dovuti durare 18 mesi, la polizza durava invece ben 5 anni. Passati questi 5 anni, i lavori non sono terminati(sono tutt’oggi fermi), e il comune non ha escusso la polizza per la corrispettiva cifra utile rimasta per ultimare la bonifica, nonostante la proprietà non avesse manifestato l’intenzione reale di rinnovare tale polizza. Ora ci troviamo nella spiacevolissima situazione di avere un’area prima fila mare non completamente bonificata(da metalli pesanti come ferro, piombo, cadmio, mercurio ecc.), e senza nemmeno un’assicurazione che ci garantisca la buona riuscita di questa bonifica.

Il Sindaco Franchellucci ha risposto sostenendo che “chi vota contro tale mozione non è contrario alla richiesta di una nuova fideiussione”, ed ha portato in allegato la cronistoria dei solleciti che gli uffici comunali hanno mandato alla Fim negli ultimi due anni, rassicurando tutti che “senza fideiussione non c’è bonifica, e senza bonifica non c’è permesso a costruire”. La sua posizione è alquanto contraddittoria, oltre che scottante dal punto di vista legale(ma questa è un’altra storia), perché se gli uffici preposti chiedono con cadenza trimestrale il rinnovo della polizza, allora che senso ha opporsi ad una mozione che fa esprimere anche il consiglio comunale nella stessa direzione? E ancora, perché ad una proprietà che non rispetta il patto minimo di garantire la buona riuscita della bonifica(obbligo di legge) si fanno invece regali a suon di varianti urbanistiche aumentando la superficie residenziale?

Farina punta i piedi e dichiara che non vuole essere complice di questa situazione che non garantisce la salute dei cittadini. Al dibattito oltre ai sopracitati ha partecipato anche il consigliere Marco Fioschini(m5s), che ha ribadito la totale diversità di visione del Movimento riguardo questo problema, “noi avremmo escusso la polizza prima della scadenza”, per poi utilizzare i meccanismi di sostituzione ai privati inadempienti concessi dalla legge regionale in materia.

In generale, forse anche a causa della lunghezza delle discussioni precedenti, il consesso è sembrato poco interessato a questa discussione, le risposte del Sindaco sono state superficiali e divaganti, ed è purtroppo mancato l’affondo delle opposizioni sulla manifesta debolezza dell’amministrazione in questo affare.

 

Referendum Trivelle, un convegno per votare consapevolmente

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Venerdì 1 Aprile alle ore 21:15 si terrà presso “La Piccola” un incontro pubblico per parlare del referendum abrogativo di domenica 17 Aprile.

Il referendum, richiesto da 9 Regioni(tra le quali la Regione Marche) chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.

La domanda che i cittadini italiani troveranno sulla scheda è “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”

Chi vuole eliminare le trivelle dai mari italiani deve votare sì, chi vuole che le trivelle restino senza una scadenza deve votare no.

Non cambierà invece nulla per le perforazioni su terra e in mare oltre le 12 miglia, che proseguiranno, né ci saranno variazioni per le nuove perforazioni entro le 12 miglia, già proibite dalla legge.

Degli aspetti tecnici e degli approfondimenti sul tema se ne occuperà Gian Vittorio Battilà, Dottore di ricerca in Ingegneria, con esperienza lavorativa nell’ambito di discussione. Degli impatti ambientali e delle prospettive future per le energie rinnovabili ne parleranno Carlo Baleani, membro del direttivo di Legambiente Fermo, e Andrea Bagalini, direttore regionale Legambiente.

Quest’incontro è stato promosso dai gruppi consiliari di opposizione e dal comitato cittadino “Vota Si per fermare le trivelle”. Per quanto riguarda il partito di maggioranza relativa, si registra la sua posizione astensionistica assoggettata alla posizione ufficiale del governo.

 

 

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Commissione su Piazza, niente di buono all’orizzonte

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Oggi 19 marzo 2016, alle ore 12:00 si è riunita la IV Commissione consiliare presieduta da Giorgio Famiglini. L’argomento di discussione era Piazza Garibaldi. Erano presenti oltre al sopracitato, il presidente del Consiglio Comunale Vitaliano Romitelli i consiglieri Rocchi, Farina, Fioschini, Summa e Ciarrocca, e come tecnici Giorgio Marcotulli e l’ex assessore ai lavori pubblici Peppino Buono.

La discussione si è soffermata su pochi punti, ma importanti. Primo fra tutti la variante al piano di recupero di Piazza. L’ufficio tecnico del Comune sta elaborando una variante al Pdr attualmente vigente, della quale però i consiglieri di maggioranza hanno saputo dare soltanto generiche informazioni(non costruzione sull’area dell’ex Municipio, non spostamento del mercato coperto). Allora ci chiediamo, in maggioranza si discute di questioni fondamentali come questa o i consiglieri vengono messi al corrente a posteriori delle decisioni prese da qualcun altro? O non vogliono far trapelare qualcosa che li preoccupa? Seconda domanda, se il Sindaco dice che con il piano di recupero attualmente vigente si possono fare l’80% dei lavori, perché non hanno iniziato subito dove la situazione era peggiore, cioè in Piazza?

Forse quando qualcuno dice che il Sindaco ha sulla testa scatoloni di cambiali non dice totalmente il falso. Che aspetta Frachellucci ad espropriare il Cineteatro? Sta forse ultimando un accordo col proprietario? A vantaggio di chi, ci chiediamo? Se si volesse soltanto difendere l’interesse della città, il teatro sarebbe stato espropriato il giorno dopo l’arrivo della stima da parte dell’Agenzia delle Entrate. Che aspettiamo?

Un altro punto dolente è la cabina Enel. Il Sindaco si è finalmente auto-smentito nero su bianco riguardo la storia per cui è l’Enel che decide dove va posizionata la cabina, tramite la risposta inviata alla Soprintendenza di Ancona sulle perplessità sollevate proprio sul “piano Piazza”, affermando che il posizionamento viene “concordato” con l’ente gestore, quindi l’amministrazione propone un luogo e l’Enel accetta a meno che non ci siano evidenti fattori contrari, non è quindi l’Enel che ha deciso di posizionare la cabina lì.

La maggioranza dice che siccome la cabina è un’opera di urbanizzazione primaria, il suo collocamento all’interno del piano di recupero non comporta necessariamente una variante al piano stesso. Il problema è che rispetto al piano attualmente vigente quella cabina occupa lo spazio destinato all’allargamento della strada che porterebbe dietro al Teatro. Di conseguenza comporterebbe una modificazione della pendenza del sottopassaggio previsto in via Piave, e una modificazione della strada che andrebbe a portare dietro al Teatro. Tutto questo sarebbe da sottoporre a variante secondo alcuni tecnici. Allora ci chiediamo, si sta forse preparando una variante per sanare ex-post dei lavori fatti in fretta e furia, malamente, e forse anche abusivi?

Un ultimo appunto è necessario per sottolineare l’arroganza del Sindaco che è apparso per un istante all’inizio della riunione con fare sprezzante soltanto per consegnare al presidente la lettera di risposta che l’amministrazione ha mandato alla Soprintendenza di Ancona. Questo comportamento tradisce un’enorme nervosismo, che però non dovrebbe esistere se le procedure e le regole vengono rispettate. Arroganza accompagnata da ignoranza e dalla poca conoscenza della lingua italiana sono invece le caratteristiche che contraddistinguono il consigliere Summa, che ha spiccato per la sua poca propensione al dialogo e per il suo pressapochismo. Certo, il livello dei consiglieri comunali non è mai stato così basso come oggi, ma questo non può non farci indignare nel vedere certi spettacoli indecorosi da parte di chi amministra tutta la città.

Ricordiamo che le commissioni consiliari sono pubbliche, ognuno può assistere. Vi invitiamo a farlo per quanto possibile. Di sicuro è un’esperienza chiarificante.

Resoconto di un’ottima discussione su piazza Garibaldi

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Martedì 3 novembre si è svolta la seconda serata promossa da “Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner”. Sala piena, dibattito vivo e interessante. Evidentemente parlare pubblicamente di piazza Garibaldi interessa a molte persone.

Nella parte iniziale della serata c’è stata una introduzione volta ad analizzare le mosse recenti dell’amministrazione comunale. Il 22 dicembre 2014 con una determina viene affidato un “incarico professionale per il progetto di massima dell’arredo e sistemazine di via Cesare Battisti, via Principe Umberto e piazza Garibaldi, nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ed Orfeo Serafini” ad Alessia Maiolatesi, architetto sangiorgese dipendente di Moreschini(uno dei proprietari del cineteatro Gigli). Il 23 dicembre l’amministrazione presenta alla stampa il progetto della Maiolatesi e un cronoprogramma dei lavori per il 2015, 2016 e 2017.

Nonostante nel programma elettorale della coalizione del Sindaco ci fosse scritto che i primi soldi disponibili sarebbero stati spesi in piazza, e che la progettazione sarebbe stata partecipativa, queste promesse sono state disattese. I primi soldi vengono spesi per rifare completamente via Cesare Battisti(una delle strade messe meglio in centro), e il progetto è stato fatto senza chiamare minimamente in causa nessuno oltre i proprietari del cineteatro.

Estratto del programme elettorale di Nazareno Franchellucci

Estratto del programma elettorale di Nazareno Franchellucci

L’8 ottobre scorso a villa Baruchello l’amministrazione ha presentato in pompa magna il lavoro della Maiolatesi, vendendolo come un progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi e del centro città. Quello che ci è stato fatto vedere in realtà è un progetto di arredo urbano di tre vie. Il secondo aspetto da mettere in evidenza è che non è fatto “nell’ambito del piano di recupero di piazza Garibaldi ed ex Orfeo Serafini” perché prevede il cambiamento dello stesso, come confermato quella sera dal Sindaco che ha dichiarato che arriverà al più presto in consiglio comunale una variante.

Il geometra Salvucci ha portato a conoscenza di tutta la città un documento semi-leggendario, cioè l’atto di compravendita del 1928 tramite il quale il comune di Sant’Elpidio a Mare cede il terreno per l’edificazione del Teatro Moderno. In questo documento è previsto il pagamento di una somma(mai pagata) nel momento in cui la società cessasse l’attività di pubblico utilizzo o nel momento della vendita dell’immobile. Un’altra clausola importante è quella che dà al comune il diritto di prelazione in caso di vendita.

Andando un po’ avanti cogli anni si arriva al 2003 quando il comune e l’allora proprietario Marchetti sottoscrivono un preliminare di permuta in cui il cineteatro viene valutato 1.142.000 euro. Dopo sei mesi, il cineteatro viene venduto a 750.000 euro ad un’altra società(gli attuali proprietari).

Ciò che si evince è che l’amministrazione non ha mai avuto la volontà di risolvere la questione piazza, ma ha sempre cercato delle scuse per non risolverla. Altrimenti in quegli anni li avrebbe potuti spendere settecentocinquantamila euro per comprare il teatro e rimettere a posto tutta piazza, invece di spendere inutilmente dodici milioni di euro per ampliare la zona industriale.

Sono stati poi presentati due progetti, due tesi di laurea su piazza Garibaldi. La scelta di proporre queste presentazioni è stata fatta con l’intento di dare ai presenti l’idea di come si possa agire nelle maniere più disparate per modificare uno spazio urbano, infatti i due progetti sono quasi diametralmente opposti. Il primo, di Marta Cordone, prevede il restauro del cineteatro; dei collegamenti ciclabili e pedonali tra piazza, lungomare e torre dell’orologio; un parcheggio sotterraneo sotto la piazza; una zona attrezzata lungo la dorsale nord e una zona verde sopra alla linea del fosso. Il secondo, di Alessandro Pierleoni, è decisamente più visionario. Prevede l’abbattimento di tutti gli edifici presenti in piazza; la realizzazione di una struttura adiacente la ferrovia che diventi stazione ferroviaria sopra e zona commerciale sotto; nel terrapieno della ferrovia inserisce un sistema meccanizzato per il parcheggio delle auto, in quanto l’intera area della piazza diventa pedonale; il fosso è usato come linea di congiunzione mare-monti con un camminamento pedonale poco sopra il livello dell’acqua; nella zona ovest prevede un piccolo anfiteatro coperto, e nella zona centrale un parco verde con collinette artificiali.

La presentazione di questi due progetti serviva anche a far capire qual è l’analisi che ci deve essere dietro ad una progettazione, i presenti hanno potuto apprezzare uno studio comparato delle piazze di alcune città adriatiche e il lavoro concettuale che porta alla redazione di un progetto architettonico.

Per quanto riguarda la campagna d’ascolto riservata ai tecnici promossa dall’amministrazione, è evidente a tutti che si tratta soltanto di una mera operazione di facciata, perché già nel 2014 avevano un progetto fatto da una dipendente del proprietario del cineteatro che hanno presentato alla stampa il giorno dopo l’affidamento dell’incarico. Dopo dieci mesi di limature da parte della soprintendenza si arriva alla presentazione pubblica, e solo dopo si chiede il parere dei tecnici della città? Il parere dei tecnici si chiede prima di presentare un progetto al pubblico, non dopo.

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Qualcuno durante la discussione diceva che i tecnici avrebbero dovuto andare a questi incontri per dire che la strada adiacente alla ferrovia è un obbrobrio, che il cineteatro va espropriato e ridato alla città, che non si può iniziare l’intervento di riqualificazione del centro andando a rifare via Cesare Battisti. Allora qualcuno ha fatto presente che le forze di opposizione proprio su questi temi avevano presentato una mozione in consiglio comunale corredata da più di duemila firme, ma non è stata minimamente presa in considerazione, anzi, in consiglio è stata votata velocissimamente e il Sindaco ha anche sbeffeggiato l’iniziativa più volte.

Si è creato anche un altro filone di pensiero che propone di non andare a questi incontri e di motivare con un documento il perché si disertano, per far sapere alla cittadinanza che l’amministrazione non sta seguendo il giusto iter che si confà ad un progetto partecipativo. Rimane ora il dubbio: andare sapendo di perder tempo, o non andare e denunciare pubblicamente ciò che non va?

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. L’appuntamento con la prossima assemblea è per il periodo di Natale, per discutere nuovamente di temi importanti e per tirare le somme di questa campagna d’ascolto.

 

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al CENTRO la PIAZZA — Incontro-dibattito su Piazza Garibaldi

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Dopo il successo del primo incontro di poche settimane fa, arriva il secondo appuntamento promosso da “Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner”, martedì 3 novembre alle ore 21:15 presso La Piccola (via San Francesco d’Assisi, di fianco alla stazione).

In questo primo appuntamento tematico si parlerà di Piazza Garibaldi. Si analizzeranno alcuni punti cruciali che hanno determinato nella sostanza questa infinita situazione di stallo. Successivamente verranno presentati due progetti tesi di laurea di altrettanti architetti elpidiensi, per rendere l’idea di come si possa agire in una moltitudine di modi per modellare gli spazi, e per innescare una proficua discussione.

L’amministrazione comunale ha indetto una campagna d’ascolto riservata ai tecnici nel periodo di novembre e dicembre; come gruppo di discussione vogliamo contribuire al pubblico dibattito creando un’ulteriore occasione di confronto, per dare l’opportunità a cittadini e professionisti del settore di dialogare apertamente sulle possibili soluzioni da adottare per la valorizzazione non solo della piazza ma dell’intero centro città.

 

Altre informazioni: POST IT PSE — al CENTRO la PIAZZA – Dibattito su Piazza Garibaldi

 

Ex-Fim, i 5 stelle in tour nei quartieri per informare

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – L’hanno chiamato “La leggenda della Fim”, è il tour nei quartieri del Movimento 5 stelle di Porto Sant’Elpidio. Di leggendario in effetti c’è molto nella storia della ex fabbrica di concime, o almeno ce n’è in quello che ci è stato raccontato negli anni.

I pentastellati vanno ad analizzare alcuni punti salienti, “alcune incongruenze e inadempienze imputabili all’Amministrazione comunale. Descriveremo nel dettaglio la cronistoria della bonifica e urbanística; inoltre porteremo alla luce i dubbi e le anomalie amministrative”. I punti sui quali chiedono lumi sono in particolare tre:

-accordo per la bonifica tra comune e Fim s.p.a ratificato nel consiglio comunale del 23.02.2008 senza che ci sia il numero legale per validare la seduta;
-successiva modifica della delibera del consiglio comunale a giugno dello stesso anno effettuata dalla Giunta Municipale senza il parere del Consiglio Comunale;
-mancata escussione della fidejussione da parte del Direttore dell’area Tecnica per un valore di 3.000.000 di euro, cifra che risarciva il comune per inadempienza sull’opera di bonifica.

Oltre al lavoro di analisi i cinque stelle suggeriscono al sindaco di prendere una posizione importante, di fare una mossa clamorosa, considerando anche il fatto che la procura della repubblica di Fermo sta svolgendo delle indagini proprio su questi fatti: “chiediamo al Sindaco se non sia il caso di sospendere la procedura dell’accordo di programma, voluta da lui stesso appena ricevuto l’incarico di primo cittadino. Procedura che accelererebbe l’iter urbanístico concedendo alla FIM s.p.a. un aumento di volumetrie residenziali di 10.500mq, passando da 22.500 mq previsti ad oggi a 33.000mq.”

Sarà dunque un’ottima occasione per approfondire la storia della zona più strategica per lo sviluppo della nostra città, e per fugare i vari dubbi che ognuno può avere data la complessità del tema.

L’appuntamento per l’ultima data della prima parte del tour è Venerdì 30 ottobre alle ore 21:30 presso la sede dell’associazione di quartiere Marina Picena(via Liguria snc).

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La piazza che non c’è

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Cosa abbiamo capito del “nuovo progetto di piazza” dell’amministrazione comunale.

Il cineteatro verrà restaurato ma non verrà espropriato, perché – dice il Sindaco – siccome è probabile che aumentino i costi in corso d’opera allora si rischierebbe di dover fermare il restauro ad ogni step per reperire i soldi necessari a portare a termine i lavori. L’auspicio di Franchellucci è quello che “l’amministrazione riesca al più presto a fare un accordo progettuale pubblico-privato per il restauro del cinema”. Ma se per anni hanno detto che sotto alle pareti nord e ovest non c’era niente di storico, che paura ha oggi di fare i lavori?

Sul sedime dell’ex municipio si è deciso di non costruire, non per decisione dell’amministrazione come hanno voluto far intendere, ma a causa della crisi del mercato immobiliare. Non è stato minimamente menzionato lo stabile “Belletti”(dove c’è Birimbao e Walter), nonostante sia parte integrante della piazza.

Non si farà il sottopassaggio in via Piave, per non ben specificati motivi tecnici ed economici. Ci è stato presentato però un nuovo sottopassaggio, anzi un’idea di nuovo sottopassaggio, che dovrebbe sorgere in via Regina Elena, all’altezza della Madonnina vicino alla stazione. Il geometra comunale Principi ha spiegato che sarà come quello di via Panama(vicino alla farmacia comunale 1). Ai dubbi sollevati da alcuni cittadini circa l’incompatibilità di un sottopassaggio di tre metri e venti in una zona del genere, il geometra ha rassicurato tutti dicendo che i conti sono stati fatti bene e che non si crea nessun problema di viabilità. Allora ho fatto un esempio grafico: ho tracciato una linea sopra al sottopassaggio di via Panama e ho fatto copia e incolla su dove dovrebbe sorgere quello nuovo. Principi ha detto che la rampa di entrata da ovest inizierà in via San Francesco, e lì l’ho posizionata. Soltanto che la rampa d’uscita in direzione est va a finire in mezzo all’Orfeo Serafini, alla stessa altezza della strada del lungomare centro. Che dobbiamo pensare quindi, che si andrà a restringere l’Orfeo Serafini per far spazio a questa nuova strada?

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La strada che passerà dietro al Gigli verrà realizzata, ma comporterà non pochi problemi di viabilità, tanto che il comandante della Polizia Locale Gattafoni ha ammesso che la viabilità dell’incrocio tra la nuova strada e il sottopassaggio di piazza sarà “sperimentale”. Si partirà chiudendo via Roma, così che quelli che vengono da mare non potranno girare a destra dopo il ponte, e comunque solo una volta realizzata si saprà se funzionerà.

Un’altra curiosità è stata la rivelazione fatta dall’architetto comunale Giulia Catani. Un cittadino fa notare che dal disegno mostrato durante la serata si nota che le panchine di via principe Umberto sono pericolosamente attaccate alla linea del parcheggio, “se uno parcheggia come mia moglie che fa venti manovre, quello che sta seduto si fa un bell’aerosol di aria pulita”, ha commentato ironicamente un attento cittadino. La Catani risponde che le panchine così vicine in realtà sono “un’illusione ottica”, poi ha detto che “quello che appare oggi attaccato al parcheggio non sarà attaccato al parcheggio, quella è la visione che dà il rendering, a volte dobbiamo aggiustare le misure per rappresentare tutto bene”. Ha candidamente ammesso che hanno barato con le distanze per dare un’idea di qualcosa che in realtà non c’è. Via Principe Umberto non diventerà mai un vialone, anche se i marciapiedi saranno rasoterra, lasciando la carreggiata e le due file di parcheggi lo spazio a disposizione sarà sempre lo stesso.

Sulla presentazione del progetto che la ditta Pellegrini “dona” al Comune per riportare in auge il giardino di villa Muri è già stato detto tutto da un cittadino intervenuto durante la serata: negli anni passati quello di villa Murri era uno dei giardini più belli del fermano, non si può trasformare in un “parchetto”. Un intervento estemporaneo di cui nessuno sentiva il bisogno.

Ma arriviamo al succo. La madre di tutti i problemi è che ci hanno venduto un progettino di arredo urbano come “l’unico progetto” per piazza Garibaldi da vent’anni a questa parte. Prima cosa, di progetti su Piazza Garibaldi ne sono stati fatti a iosa, da studenti, da professionisti, commissionati dal comune con gara pubblica, fatti di propria volontà per tesi di laurea ecc. In secondo luogo, se andiamo a prendere la delibera con la quale viene affidato l’incarico alla Maiolatesi si legge benissimo che l’architetto viene ingaggiato per un progetto di arredo urbano di via Principe Umberto, Piazza Garibaldi e via Cesare Battistti, nell’ambito del piano di recupero di Piazza. E non per fare un progetto di riqualificazione del centro cittadino, con necessaria variante a tale piano di recupero.

Fatto sta che l’architetto Maiolatesi, scelto non si sa con quale criterio, forse perché è una dipendente del proprietario del cineteatro Gigli, in un anno e mezzo di lavoro ha prodotto qualche tavola dove far appoggiare la propaganda dell’amministrazione del fare, e l’ha fatto pure male. Infatti i render dell’architetto sono tutti con la luce sbagliata, il sole è stato posizionato a nord, con le ombre verso sud. Una cosa del genere meriterebbe di essere rispedita al mittente con un bel calcio nel sedere.

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Il premio per migliore discorso panegirico va al Sindaco quando ha ammesso il fallimento delle politiche sulla piazza adottate fin’ora, ma senza dirlo esplicitamente. Franchellucci ha esortato tutti a non parlare più del passato, perché “questo è un progetto che sintetizza al meglio vent’anni di dibattito sulla piazza”. Peccato che non ci sia mai stato un dibattito vero e proprio, ma soltanto una cieca volontà di speculare da una parte, e la volontà di salvaguardare la storia della città e la richiesta d’ascolto dall’altra. Verrebbe da dire: era ora! Era ora che l’amministrazione capisse che la loro idea di piazza era assurda. Hanno pian piano privato la piazza centrale degli edifici caratterizzanti(Municipio, teatro), negli ultimi anni hanno investito in opere rivelatesi inutili e dannose(ampiamento zona industriale, lungomare Europa ecc.), ed ora vogliono far passare una clamorosa debacle in un atto di riavvicinamento a quella fetta di popolazione che per anni li ha giustamente criticati

Per capire che non sono cambiati affatto basta vedere come Franchellucci, sia durante la serata di presentazione del progetto, sia in consiglio comunale lunedì 12 ottobre, abbia trattato la raccolta firme dell’opposizione per indicare tre priorità da seguire. Prima ha detto che non si può fare una raccolta firme ogni volta che c’è un’idea diversa, poi in consiglio ha criticato il fatto che avessero fatto firmare delle proposte prima di sapere qual’era l’idea dell’amministrazione. In questo caso bisogna spezzare più di una lancia nei confronti dell’opposizione, hanno organizzato due serate informative per spiegare l’attuale piano di recupero, hanno proposto delle soluzioni e le hanno corredate con le firme dei cittadini che le hanno volute sposare. Se l’amministrazione promette un’assemblea pubblica perché vuole rendere partecipata al massimo la realizzazione di piazza Garibaldi(come scritto anche nel programma elettorale), perché ritarda l’assemblea di più di un anno e poi organizza una mera presentazione con finto dibattito? Se da parte dell’amministrazione non c’è una vera volontà di creare una piazza di tutti ma solo quella di portare a casa un risultato, non può far ricadere le proprie mancanze sull’opposizione.

Dice il Sindaco che può realizzare l’80% del progetto senza cambiare il piano di recupero vigente, e che rispetterà il cronoprogramma dato l’anno scorso(ma che ad oggi non è stato rispettato). Speriamo che i lavori che faranno non saranno abusivi come quelli per la cabine Enel, e che tutte le carte siano veramente in regola. Fatto sta che l’impressione avuta valutando queste mosse è che, non avendo più terreno fertile sulla Fim, vanno a creare un cavallo di battaglia da cavalcare alle prossime elezioni, quando ci ritroveremo(molto probabilmente) ancora una volta a parlare dei ritardi della sistemazione della piazza.

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Ora andate su Google Maps, scrivete “piazza garibaldi porto sant’elpidio” e premete invio. Vengono fuori due risultati, uno Corso Garibaldi a Casette d’Ete, e un altro Corso Garibaldi a Civitanova. Di Piazza Garibaldi a Porto Sant’Elpidio nemmeno l’ombra, manco verso sud. Ringraziamo il nostro lettore Marco Paolini per averci fatto notare questa “mancanza”, e ci auguriamo che al prossimo passaggio quelli della Google car si possano accorgere che invece di un incrocio in quello spazio c’è la piazza del nostro paese.

 

 

La lezione civica di Englaro

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Sul convegno di sabato scorso ci sono poche cose da dire, il racconto delle esperienze dei relatori ha toccato tutti, discorsi che fino a pochi anni fa sarebbero stati irritanti per molti, oggi possono essere compresi anche dal grande pubblico, come quello che era presente al convegno sul fine vita al Diamond Palace.

Una delle cose che ci ha colpito di più è stata la conclusione dell’intervento di Beppino Englaro, quando rispondendo ad una domanda spiega che probabilmente lui è stato attaccato personalmente e pesantemente da più parti, perché stava dimostrando che la forza di un cittadino con la ragione e il buon senso dalla sua parte, può cambiare le cose. Ha chiosato con una perentorietà che ha lasciato tutti di stucco: “dovete capire che sono i cittadini che cambiano le cose quando non vanno, non i leader di turno, abbiamo visto quanti danni hanno fatto i vari leader negli ultimi anni.”

Se vogliamo tirare una conclusione politica da questa conferenza, possiamo partire proprio da qui, dalla forza dei liberi cittadini che armati di buon senso e pronti a fare del bene alla collettività cambiano le cose che non vanno.

Il convegno stesso, ad esempio, è stata la dimostrazione che quando un gruppo di cittadini decide di alzare il livello qualitativo degli eventi culturali della città, si impegna e lo fa. Non a caso, l’ideatrice dell’evento ed alcuni componenti del comitato organizzativo sono stati tra i più aspri critici della “passeggiata al cimitero” organizzata dalla Commissione pari opportunità elpidiense, un evento di presentazione di un libro che nulla aveva a che vedere con i temi che dovrebbe trattare una commissione pari opportunità.

Abbiamo visto quindi come dalla critica si passa alla proposta alternativa. I sostenitori della teoria del “partito del no”, dei “leoni da tastiera”, dei “4 sfigati”, stanno avendo dimostrazioni concrete del fatto che si sbagliano, che la critica non è solo distruttiva, ma muove nelle coscienze di tutti una forza che, se convogliata nella giusta maniera, porta a risultati molto positivi, a soluzioni e proposte alternative.

Il risveglio civico che tanti si aspettavano dai risultati delle ultime elezioni amministrative pian piano si sta realizzando, nel frattempo ci auguriamo che l’accanimento terapeutico che tiene in vita questa amministrazione cessi al più presto. Cittadini liberi di Porto Sant’Elpidio, uniamoci e cambiamo questo paesello!

Il tema del fine vita. Un convegno per informare e riflettere

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Sono tutti molto entusiasti di esporre il frutto del proprio lavoro: un convegno di caratura nazionale sul tema del fine vita, con relatori di grande esperienza e ospiti d’eccezione. Sabato 10 ottobre al Diamond Palace di Porto Sant’Elpidio si terrà il convegno intitolato “Il tema del fine vita in uno stato di diritto: scelte, limiti, criticità”.

Inizia Milena Corradini, ideatrice del convegno che è il frutto di anni d’impegno sul tema della bio etica e del fine vita, e non ultima dell’amicizia instaurata con Beppino Englaro col quale ha già organizzato due incontri nel corso degli ultimi anni. “Abbiamo voluto il contraddittorio – spiega Corradini – non volevamo un incontro a senso unico, interverrà sia chi è favorevole all’eutanasia e alla sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale, sia chi è contrario”. E continua, “dopoi casi Welby ed Englaro per anni in parlamento non si è fatto nulla, oggi invece sembra che qualcosa si muova in quanto è nato un intergruppo parlamentare che lavorerà ad una proposta di legge su questi temi”.

Il convegno ha già guadagnato la risonanza nazionale, in quanto sostenuto e pubblicizzato dall’associazione Luca Coscioni dall’Ant e da Radio Radicale, che manderà in diretta l’evento.

A rappresentare l’Ant è Federico Costantini che sottolinea l’impegno concreto dell’associazione nel trattare quotidianamente con pazienti alla fine della loro vita(circa 4500 al giorno). “Proposi alla Leoni l’aggiunta di un ospite per gli interventi, perché la presidente nazionale Ant Raffaella Pannuti voleva essere presente in prima persona”.

Fa una riflessione da psicologa che ha a che fare con pazienti oncologici, Liuva Capezzani, che spiega, “il tema del fine vita non è qualcosa da affrontare alla fine della vita, ma prima – e continua – è qualcosa che ha a che fare con la qualità della vita e con la dignità della persona. Porterò il contributo dei pazienti che ho seguito, le loro riflessioni sulla morte e sull’eredità che lasceranno a chi rimane. Un tema importante è l’incremento delle aree di soddisfazione dei pazienti, che soffrono delle incombenze dei familiari e vedono ridotta la loro autonomia – continua la psicologa – un’altra mancanza è che le persone non sottoscrivono nessuna dichiarazione anticipata, su questo c’è da sensibilizzare i cittadini per una maggiore consapevolezza – e conclude – questo è un convegno per aumentare la sensibilità morale su questi temi, non sarà un’autopromozione per nessuno”.

È il turno di Mauro Tosoni, propulsore dell’evento, colui che ha dato la spinta fattiva all’organizzazione, che lancia non troppo ironicamente l’hashtag #nonsolosagre, per affermare il bisogno di eventi di qualità a Porto Sant’Elpidio. Ribattezzato “il dubbiologo” proprio da Beppino Englaro, dichiara: “non ho mai dedicato molto tempo a capire la questione, questo convegno servirà anche per spronare gli altri dubbiologi elpidiensi a riflettere su questi temi – e aggiunge – questo è l’inizio di un format di convegni ad alto livello da riproporre in futuro anche su altri temi”.

L’assessore alla cultura Monica Leoni è molto soddisfatta del lavoro fatto “non con semplicità, visto che ci lavoriamo ormai da più di sei mesi”, e tiene a precisare che il convegno “non sarà a senso unico, ma con contraddittorio, perché lo scopo è quello di informare”. “L’amministrazione questo doveva fare, favorire un dibattito su un tema importante attraverso un contraddittorio e una riflessione che possa creare una città più consapevole”. E conclude, “ultimamente ci sono state alcune sentenze su questi temi, in parlamento qualcosa si muove, diciamo che stiamo sul pezzo, e che Porto Sant’Elpidio è la prima città ad organizzare un incontro del genere in questo momento così importante”.

Milena Corradini ci tiene a precisare che la moderazione sarà affidata a due persone, Andrea Braconi e Leonardo Tosoni. Quest’ultimo, ragazzo appena ventenne, è stato scelto per un motivo ben preciso, per non lasciar cadere l’importanza di questo momento nel vuoto, per garantire una continuità, per lasciare un testimone alle generazioni più giovani. Neanche la scelta dell’immagine del manifesto è casuale, “è una foto di Giovanni Marrozzini che ritrae un cerchio di gabbiani simboleggianti il cerchio della vita che si chiude in volo”.

I ringraziamenti a chi ha collaborato all’organizzazione, agli sponsor, ai relatori ecc. si sono sprecati, e sono stati ringraziamenti sinceri, sentiti, che manifestano una serietà nell’organizzazione e un entusiasmo in chi ha collaborato che si poteva quasi toccare con mano.

Il comitato organizzativo è composto da: Milena Corradini, Liuva Capezzani, Mauro Tosoni, Edy Virgili, Giovanni Marrozzini e con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura Monica Leoni e dell’Università del Tempo Libero di Porto Sant’Elpidio.

I relatori saranno: Milena Corradini, Beppino Englaro, Mina Welby, Liuva Capezzani, Patrizia Caporossi, Vincenzo Saraceni, Bruno Andreoni e Raffaella Pannuti.

Qui il link dell’evento facebook del convegno.

L’opinione pubblica attenta e attiva al servizio della città

Di Redazione POST IT PSE – Foto: Alessio Cimadamore

PORTO SANT’ELPIDIO – Non sapevamo cosa aspettarci, lo confessiamo. Stimavamo che se fossero venute cinquanta persone sarebbe stato un successone, invece la realtà ha superato le nostre aspettative. Una settantina di persone ieri sera ha partecipato alla prima assemblea del Corner di Porto Sant’Elpidio. La qualità degli interventi è stata molto alta, la discussione è stata sempre civile e cordiale. Possiamo dire che per certi versi è stata una serata introspettiva, una seduta d’analisi collettiva. Ed è andata molto bene!

C’è stata la presa di coscienza definitiva del potere d’influenza che ha il corner tramite gli interventi dei suoi membri più preparati, e grazie alla partecipazione di tutti. Abbiamo raccontato com’è nato il gruppo: dalla voglia di creare un’opinione pubblica attenta e attiva, che renda sempre più cittadini consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Ne abbiamo analizzato il primo anno di vita, abbiamo parlato molto del rapporto creatosi con l’amministrazione comunale, ma soprattutto della necessità di ridimensionare gli interventi inopportuni o devianti, per assicurare una buona credibilità al lavoro che viene svolto nel gruppo.

Tutti unanimemente hanno concordato sul voler tenere alto il livello qualitativo degli interventi, di ridimensionare il più possibile le deleterie diatribe personali tra utenti. Se l’alibi che gli amministratori utilizzano per non confrontarsi nel gruppo è quello della gazzarra, degli attacchi personali e della brutalità di certi interventi, ora è arrivato il momento di non fornirgli più nemmeno quest’ultima scusa. La realtà infatti, come ben detto durante la serata, è che chi si confronta liberamente nel gruppo è perché non ha niente da nascondere, se gli amministratori non lo fanno evidentemente c’è qualche problema.

Parlare con onestà ed in maniera civile del nostro paese, mettendo le capacità personali di ognuno al servizio della collettività, è questo in estrema sintesi il succo dell’assemblea di ieri. Si è sentita da parte di tutti quelli che sono intervenuti la voglia di mettersi a disposizione in maniera incondizionata, senza pretendere lustri personali, senza voler creare gruppi o gruppetti politici con l’intento di disarcionare l’amministrazione per sostituirla al potere. Si è voluta rimarcare l’importanza della forza dirompente di un’opinione pubblica vigile, che sappia intervenire con cognizione di causa e sappia far capire cosa succede al maggior numero possibile di cittadini, e la voglia di portare avanti questa “missione” il più a lungo possibile.

Durante il dibattito è emersa la volontà/necessità, per il futuro, di incontrarsi nuovamente per discutere di temi ben precisi. Dati gli ultimi sviluppi, data l’imminente presentazione del progetto di Piazza Garibaldi da parte dell’amministrazione(giovedì 8 ottobre a villa Baruchello ore 21:30), la serata tematica che il Corner organizzerà sarà proprio su piazza Garibaldi. L’idea è quella di chiamare a raccolta tutti i tecnici che hanno avuto a che fare a vario titolo con la nostra piazza: chi ha fatto una tesi di laurea, chi ha partecipato al bando di concorso, chi per proprio diletto o per qualsiasi altra ragione ha studiato il caso e vuole proporre le proprie argomentazioni, insomma chi può parlarne con cognizione di causa ed in maniera comprensibile ad un ampio spettro di persone.

Per ora l’appuntamento è tutti i giorni sul Corner e dal vivo giovedì prossimo a villa Baruchello, per sentire cos’ha da proporci la nostra amministrazione per la piazza. La data del prossimo incontro del Corner verrà ufficializzata prossimamente. Grazie a tutti, continuiamo così!