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Le news, la politica, i fatti di Porto Sant'Elpidio

Notte di sirene lungo la statale

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Intorno alla mezzanotte si è consumato l’ennesimo regolamento di conti per il mercato del sesso in pieno centro. Protagonisti due gruppi di persone di nazionalità romena scontratisi tra Via Diaz e Via Maddalena, all’altezza della statale. Coinvolte anche alcune prostitute e avventori del vicino pub che hanno assistito a quello che sembrerebbe esser stato un vero e proprio agguato.

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Secondo alcuni testimoni un gruppo di persone sarebbe sbucato in pochi secondi dalle vie parallele alla Statale Adriatica mentre ne stava transitando un altro, ingaggiando immediatamente lo scontro. Due i feriti lasciati a terra prima dell’arrivo di due volanti dei Carabinieri della vicina caserma: il resto degli aggressori si sarebbe dileguato appena sentite le sirene. I due giovani ragazzi, 20 e 28 anni, sono stati trasportati dai volontari della Croce Verde presso il pronto soccorso di Fermo; riportando entrambi ferite da taglio, alla spalla e alla mano, dovute probabilmente ad una bottiglia rotta usata come arma. Un’altra ragazza coinvolta ha riportato una lieve ferita alla testa.

Sul posto anche il sindaco Nazareno Franchellucci, l’assessore Carlo Vallesi e il comandante della polizia municipale Gattafoni, arrivati poco dopo che i testimoni fossero portati in Caserma per le identificazioni.

La polizia municipale pochi minuti dopo è dovuta intervenire poche centinaia di metri a nord in un incidente tra un’Audi nera e uno scooter: di fronte la Torre dell’Orologio. Secondo le prime ricostruzioni l’auto sarebbe stata tamponata mentre svoltava sulla destra per piazza Garibaldi. Un forte impatto che ha divelto quasi completamente il paraurti posteriore del mezzo e scaraventato il conducente del due ruote, un giovane, sull’asfalto. Immediati i soccorsi del 118. Il ragazzo avrebbe riportato una ferita alla testa ma non sarebbe in pericolo di vita.

Ritrovata la spiaggia scomparsa

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – “La spiaggia elpidiense non è scomparsa si è spostata grazie alla barriera costituita dal “pennello” sud della città”. Questo quanto affermato da Mattia Rinaldi, segretario del circolo cittadino di Sel, dopo un sopralluogo della foce del fiume Tenna.

La linea dello sbocco sul mare infatti si è spostata di 140 m oltre il “pennello”, parte delle barriere poste a freno dell’erosione costiere dalla precedente amministrazione comunale. Un’area di circa 36,000 metri quadri (3,6 ettari), con un’altezza di 2 metri da livello del mare che in alcuni punti arriva a 4. “In queste condizioni nessuna scogliera, emersa o sommersa che sia, potrà in futuro garantire la difesa della nostra cosa –continua Rinaldi – avendo bloccato l’apporto naturale di sedimenti”. I riflettori si accendono anche lungo il corso del fiume dove l’opera che sarebbe dovuto servire a limitare le piene del Tenna è stata distrutta, prova dell’inefficacia delle opere di contenimento.

La denuncia secondo Sinistra ecologia e libertà sarebbe avallata dal “Piano di Gestione Integrata delle Aree costiere” della Regione Marche e nello studio fatto dall’Università di Ancona. “Qui si raccomandava infatti di non intervenire sul litorale di Porto Sant’Elpidio, perché si trovava in equilibrio, proprio per gli apporti fluviali di ghiaia – conclude il giovane coordinatore – intendiamo promuovere un’azione di informazione e discussione con la cittadinanza e con le forze politiche e di governo del territorio su un tema che ci interessa tutti da vicino”.

Avevamo già parlato dettagliatamente dell’erosione costiera e delle sue problematiche in un corposo articolo di Riccardo Marchionni, che vi riproponiamo dal quale potrete trarre importanti informazioni sulla tematica:Quanto ci costa salvare la costa?

Il nuovo referente dell’Amministrazione comunale è l’assessore Annalinda Pasquali alla quale è stata affidata una delega ad hoc per la difesa della costa. E il primo cittadino Nazareno Franchellucci è intervenuto più volte sull’argomento ribadendo l’importanza di creare un nuovo Piano di difesa costiera in collaborazione con la Regione Marche e la Provincia. Di seguito vi riportiamo le sue dichiarazioni in merito in una nostra recente intervista:

Parlerei della situazione del maltempo, la mareggiata, la salvaguardia della costa, la darsena ecc. I due pennelli erano previsti nel progetto darsena, soprattutto quello al fosso di Castellano era propedeutico per la costruzione della darsena.
Il sentore di parecchi è che in realtà il progetto doveva essere più lungo con scogliere che si estendevano tra i due fiumi, secondo lei sarebbe stato un progetto buono, che avrebbe dato i suoi frutti? Nel frattempo c’è un piano a medio-breve termine per arginare questo problema?

“Sarebbe stato meglio avere una protezione su tutta la costa, ma purtroppo non bastavano le risorse. Allora c’era l’emergenza della zona sud, e quindi si è deciso che i soldi si sarebbero spesi per la zona sud. La situazione non era grave come adesso.
Le direzioni d’azione sono due. L’altro giorno l’avvocato che segue il contenzioso è stato a parlare col giudice, perché il 31 dicembre scade il termine dato dal tribunale per effettuare la perizia da parte del Ctu. Ha chiesto al giudice che immediatamente sblocchi l’area di modo che noi con soldi nostri andiamo a completare, cioè ricaricare le altezze degli scogli e prendere materiali dal fiume per il ripascimento. Ma dico con certezza che quel lavoro non basta più. Con Annalinda ormai due mesi prima delle mareggiate ci siamo iniziati a muovere in maniera veloce con dei comprovati specialisti tecnici per individuare il soggetto migliore per fare un nuovo studio su tutta la costa, da sud a nord.
La settimana scorsa sono stato a parlare con Spacca. Loro entro il 2015 vogliono rifare il piano di sicurezza del litorale, quindi ogni comune presenterà la propria proposta di modifica. Questo è il presupposto per chiedere i finanziamenti, non possiamo pensare di fare un opera del genere senza i soldi della regione.
Il tecnico certifica che la situazione è drammatica, in modo che la regione capisca la nostra necessità, e su quello si tara l’intervento. La soluzione ce la dobbiamo far dare da chi queste cose le capisce. Ormai dopo quasi dieci anni la situazione della costa è cambiata quindi serve uno studio sulla situazione attuale”.

Recreativo P.S.E. – Tirassegno ’95, due modi diversi d’intendere il calcio

Di Riccardo Marchionni

L’A.S.D. Recreativo P.S.E. è una squadra di calcio di terza categoria che gioca nel campionato Marchigiano. Sarebbe una squadra come tante altre, e per certi versi lo è, ma c’è qualcosa che la caratterizza sin dalla sua nascita. Dirigenti e giocatori sono un gruppo di amici molto affiatato, sono ragazzi giovani che hanno voluto dare l’esempio di come si possa giocare a calcio in maniera diversa, senza pensare di diventare ricchi giocando o di fare chissà quale carriera strabiliante, ma rimanendo sempre con i piedi per terra, senza montarsi mai la testa. Inoltre il presidente Roberto Sbrolla, ha importato dal Rugby il cosiddetto “terzo tempo”, ogni partita giocata in casa del Recreativo è seguita da panini, vino e birra per tutti, per concludere in maniera conviviale la gara sportiva. Come ogni impresa di nuova formazione, il Recreativo ha impiegato un po’ di tempo per arrivare a pieno ritmo, trovare i giusti equilibri in campo ed in panchina, e quest’anno(al terzo anno di attività) iniziano a raccogliere i frutti del loro lavoro. Sono primi in classifica, con zero sconfitte.

Essere il leader di un campionato di calcio di qualsiasi categoria implica il non dover sbagliare mai, perché ogni squadra gioca la partita della vita contro la prima in classifica. Sabato scorso infatti, nella partita contro il “Tirassegno ’95” giocata al “Ferranti 2”, il Recreativo ha disputato un match impeccabile vincendo con un secco 3 – 0. I problemi sono però sorti fuori dal campo, dove un manipolo di tifosi fermani, sul gol del 3 a 0, ha aggredito a calci e pugni alcuni tifosi della squadra di casa, con una violenza inaudita e in maniera del tutto inaspettata.
Il casus belli è stato un post pubblicato su Facebook da un tifoso del Recreativo, in cui si evocava una partita di trenta anni fa tra San Crispino e Fermana, disputata all’Orfeo Serafini, in cui la squadra elpidiense si era distinta per caparbietà, conquistando una storica vittoria. L’intento del tifoso era quello di incitare gli altri supporter del Recreativo ad andare a vedere la partita, invece fuori dai confini elpidiensi quel post è stato visto come un attacco all’onore della Fermana, come un affronto che non poteva essere trascurato.

È così che a partita praticamente conclusa, appena segnato il gol del 3 a 0 alcuni personaggi si sono scagliati contro un giocatore del Recreativo che si trovava in tribuna, che nel corso della partita si era “preso a parole” con un giocatore del Tirassegno. Dalle testimonianze dei presenti si è capito che è stato proprio il giocatore del Tirassegno che era in campo a dare l’ok alla “spedizione punitiva”. Iniziato il parapiglia, è intervenuto prontamente il padre di un giocatore della squadra di casa per calmare gli animi, ma inutilmente perché ormai le tribune si erano trasformate in un ring in cui si combatteva venti contro uno! Una volta precipitata la situazione, preoccupato per l’incolumità del padre e della fidanzata, il portiere del Recreativo ha istintivamente scavalcato la rete per soccorrerli. Solo l’intervento dei carabinieri che erano presenti alla partita, ha fermato quello che non si può altro che definire un attacco barbaro e vigliacco mosso da motivazioni malate.
Non saprei come altro definire, se non malata, la visione del calcio di queste persone, che vedono in un’inoffensivo invito a partecipare ad una partita, la motivazione per fare venti chilometri e picchiare chi secondo loro aveva il torto di aver nominato la loro squadra in maniera impropria. Un comportamento degno dei peggiori fondamentalismi religiosi. Senza contare poi che questa società si è distinta negli anni passati per episodi simili, quindi non è nemmeno da considerarsi un caso isolato quel che è successo sabato.

Quella infatti non è stata “la classica rissa che ogni tanto capita nei campi di terza categoria”. È stato (in maniera simbolica) anche un attacco ad un modo di vivere il calcio fatto di amicizia, onestà, e fratellanza. Il “modello Recreativo” è stato attaccato, macchiato da chi vede il calcio come una valvola di sfogo basata sulla violenza e sulla rissosità.

Da notare anche la differenza di stile tra le due società, i ragazzi del Recreativo non hanno voluto infierire sul risultato finale dopo il parapiglia, mentre gli avversari speravano in una sospensione della partita, rigirando a loro favore la violenza perpetuata dai loro tifosi. “Tifosi”, che dopo l’intervento dei Carabinieri sono prontamente scappati a gambe levate.

 

Rettifica

Mi ha contattato telefonicamente Marco, un responsabile degli ultras della Fermana, che teneva a precisare che le persone coinvolte nei fatti sopra descritti non fanno parte del tifo organizzato della Fermana. Sono sicuramente simpatizzanti e seguono le partite di tanto in tanto, ma non fanno parte del gruppo del tifo organizzato.

Nella versione originale dell’articolo era scritto così: “Da quello che siamo riusciti a capire, i violenti in questione sarebbero degli ultras della Fermana, arrivati a Porto Sant’Elpidio per tenere alto l’onore della loro squadra. Non il Tirassegno ’95, ma la Fermana”.

 

Giunta nei quartieri per presentare il Piano di Protezione Civile

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – È iniziata giovedì scorso a Marina Picena la presentazione del Piano di Protezione Civile da parte della Giunta comunale. Il tour toccherà nelle prossime settimane tutti i quartieri della città; una serie di assemblee pubbliche in cui i cittadini potranno confrontarsi con l’Amministrazione e il rappresentante del centro operativo comunale: Filippo Berdini.

L’attuale piano comunale, redatto in gran parte da Costantino Finocchi, è operativo dall’11 marzo 2013 e si rifà a quello regionale. Il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) ne è l’esecutore e il referente istituzionale è il sindaco, responsabile della salute pubblica, il quale attiva, in accordo con la Protezione Civile regionale, le varie funzioni previste per le emergenze. 10 in totale, alcune aggiunte ad hoc per le peculiarità delle territorio (es. l’obbligatorietà della contabilità, aggiunta dopo il terremoto dell’Aquila).

“Il piano comprende il metodo denominato Augustus di previsione e prevenzione dei rischi – afferma Berdini – completamente informatizzato”. Un monitoraggio costante che dal nazionale, passando regioni e comuni, collega a cascata ogni centro operativo di protezione civile. Il C.O.C. viene attivato anche durante le manifestazioni classificate come grandi eventi: primo maggio, San Crispino, Tirreno-Adriatico ecc. Ed è sempre il sindaco il responsabile dell’attivazione dei sei livelli che precedono l’emergenza, ognuno dei quali ha proprie caratteristiche di intervento.

Sono previste inoltre delle aree per ogni quartiere dette di “attesa” (es. raccolta durante un terremoto), per Marina Picena sono campo sportivo e il parcheggio dell’Holiday. “A breve verranno evidenziate con apposita segnaletica le varie zone che svolgono questa funzione – specifica l’assessore Vallesi – e verranno attrezzate durante le emergenze con una segreteria e una postazione radio”. Il collegamento via etere rimane fondamentale e da questo punto di vista Porto Sant’Elpidio possiede le migliori attrezzature della regione, coprendo una delle aree più grandi.

Nel piano sono inserite anche delle ordinanze specifiche prestampate che il sindaco può utilizzare per la celerità che solitamente richiede una situazione di emergenza. Un vero a proprio manuale contenente anche dati sensibili. Come la popolazione residente in ogni Via, divisa in fasce d’età. “Anche se da questo punto di vista abbiamo un problema, per la privacy, purtroppo non possiamo registrare la popolazione disabile o che ha bisogno di cure specifiche (es. dialisi)”.

Le amministrazioni precedenti hanno investito molto sulla protezione civile che è dovuta intervenire spesso in situazioni di emergenza dentro e fuori la Regione Marche. Quest’ultima infatti è la più virtuosa in quest’ottica rispetto tutte le altre regioni d’Italia, con 10 mila volontari all’attivo. “Bisogna che la popolazione entri nell’ottica che la prevenzione è già protezione civile”. Alcuni interrogativi sono d’obbligo, come ad esempio il fatto che negli anni precedenti la Protezione Civile ha investito poco in formazione di personale e vista la sua caratteristica di volontariato, il personale non aveva la professionalità di un lavoratore stipendiato (es. vigili del fuoco). In una zona dove il più giovane di questi ultimi ha cinquant’anni. “Si sta investendo molto sulla formazione del personale, sia di terra che quello adibito ad immersioni e antincendio – conclude Berdini – la prevenzione rimane una priorità”.

EFFETTO NOTTE – il cinema e il cinema

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Di Manuel Devenuti

Torna il Venerdì a Villa Baruchello il cinema della Petite Maison de Son et Lumières con una rassegna incentrata sul Metacinema dal titolo EFFETTO NOTTE — il cinema & il cinema . Quattro appuntamenti in cui stavolta il protagonista è il cinema che parla e racconta se stesso. Tra i tanti, più o meno famosi, film da poter proporre, sono stati scelti, sotto la super visione di Manuel Devenuti, Petra Felizani e Simone Paglialunga, quattro titoli, particolari, al di fuori di quelli che hanno fatto la storia del cinema, film che sono recenti, innovativi nello sguardo e disillusi nella concezione filmica della finzione.

Questo il calendario:

VENERDI 07 FEBBRAIO 2014 ED WOOD

VENERDI 14 FEBBRAIO 2014 SI GIRA A MANHATTAN

VENERDI 21 FEBBRAIO 2014 LOST IN LA MANCHA

VENERDI 28 FEBBRAIO 2014 LE CINQUE VARIAZIONI

Una doppia visione. Quella dei primi due film, Si gira a Manhattan e Ed Wood, legati a modo loro dalla caratteristica della finzione cinematografica e quindi dalla duplice concezione visiva: il cinema fatto (dal regista) e il cinema visto (dal pubblico). Film che nella loro leggerezza mostrano tutto il loro essere contemporanei, liberi da quella che vuole essere la tradizionale “forma” cinematografica.

Allo stesso modo, Lost in La Mancha e Le cinque variazioni, dichiaratamente sperimentali, seppur nella loro diversità, sono “riflessioni” riflesse sullo schermo, giochi di uno sguardo tutto personale e intimo (quello del regista) che nella condivisione con il pubblico diventa un nuovo modo di vedere e vivere l’esperienza cinematografica.

Per ulteriori info http://www.petitemaison.it/metacinema/index.html

Le proiezioni saranno precedute da presentazioni a scopo didattico che si avvalgono della consulenza dei curatori della rassegna.

L’associazione il cui scopo è la diffusione della cultura fotografica svolge numerosi corsi che spaziano dalla fotografia al compositing ( fare riferimento a http://www.petitemaison.it/camerascuola.asp per info sui corsi)

Per quanto riguarda le prossime iniziative cinematografiche a breve il programma della quarta edizione di Anima, una rassegna di Animazione curata da Corrado Virgili.

Perticarini chiede a sorpresa la sospensione del consiglio comunale

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Grande autogol di una parte dell’opposizione ieri sera al consiglio comunale. Infatti il consigliere Giacomo Perticarini intorno alla mezzanotte, quando si stava per discutere il punto 10 all’o.d.g. ha proposto di “sospendere il consiglio comunale e rinviarlo a data da destinarsi”.
Esplode subito dopo il capogruppo FI Enzo Farina, “io dico che siamo un controsenso ragazzi, abbiamo fatto una battaglia per portare tutti i punti all’ordine del giorno, e decidiamo di sospendere il consiglio comunale? Io non ci sto”.
Undici favorevoli(maggioranza + Putzu e Perticarini), un astenuto(Romitelli) e quattro contrari(Farina, Spina, Fioschini e Balestrieri). Con questa votazione si è sospeso ieri il consiglio comunale, proprio un attimo prima di parlare della mozione presentata dal capogruppo Farina sulla riapertura al traffico di Piazza Garibaldi.

Esiste un precedente, cioè il consiglio comunale scorso ,che è stato impiegato soltanto per l’insediamento del consigliere Fioschini. Il presidente del consiglio Romitelli infatti non ha voluto accettare mozioni da parte di nessuno perché quel consiglio era stato convocato come “straordinario” e quindi non poteva trattare questioni “ordinarie”. Probabilmente per coprire il poco lavoro fatto da alcuni consiglieri di maggioraza(che non avevano nulla da portare in consiglio). I consiglieri di minoranza si sono arrabbiati parecchio ed hanno convinto Romitelli a fare uno strappo alla regola per il consiglio successivo(quello di ieri) dove si sarebbero potute portare più mozioni rispetto a quelle che si presentano di solito.

Il patto è stato rispettato da parte del presidente del consiglio, ma non si capisce per quale ragione quando rimanevano da discutere soltanto mozioni dell’opposizione il consigliere Perticarini ha servito su di un piatto d’argento la possibilità alla maggioranza di evitare la scottantissima discussione sulla viabilità di piazza Garibaldi. Il consiglio è così rimandato a data da destinarsi, al più presto dicono. Perticarini a fine serata si accorge di “aver fatto una cazzata”, e oggi Putzu tramite Facebook fa mea culpa dichiarando “Io ho votato a favore della sospensione del consiglio comunale e mi scuso con i commercianti del centro perché non abbiamo votato la mozione per la riapertura di Piazza al traffico”, ma ormai la frittata è fatta.

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Giunta Franchellucci 2.0

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – La squadra del sindaco torna al completo. L’architettura assessorile cambia, si assesta. Nuove deleghe. E vecchie deleghe che passano di mano da un assessore all’altro. La struttura sembra tenere, ma non è bella a vedersi.

C’è qualcosa di buono nella ridistribuzione delle deleghe conseguente al ritorno del 5° assessore. Innanzitutto due neonate deleghe importanti: difesa della costa(Pasquali), mobilità e trasporto pubblico(Vallesi). Il sindaco cede le pesanti responsabilità ereditate con la requisizione delle deleghe all’ex vicesindaco Scotucci, mettendole in mano al nuovo assessore Peppino Buono. Le politiche giovanili vengono accorpate a sport e turismo, e istruzione e scuola ritorna insieme alla cultura.

La situazione di partenza comunque, non era bella. Il bilancio e la cultura non possono essere affidate allo stesso assessore, per ovvie ragioni di opportunità: chi ha il bilancio tende a stringere, chi ha la cultura tende a spendere. Tenendo separate le due deleghe si creerebbero dei confronti, dei compromessi tra i due assessori, che porterebbero ad un equilibrio tra “rigore di bilancio” e “pazzi investimenti”. Accorpandole, al contrario, si tenderà probabilmente a favorire il rigore di bilancio a discapito della cultura, vista la situazione economica attuale. Senza contare che l’assessore alla cultura della scorsa amministrazione ora è assessore all’urbanistica. Che cosa può significare questo, che per il nuovo sindaco la Pasquali non ha agito bene nei precedenti cinque anni di amministrazione, o che ha dovuto cedere qualcosa in sede di insediamento, per garantire la tenuta della sua maggioranza?

Confermando la carica di vicesindaco ad Annalinda Pasquali, e togliendole due vecchie deleghe, il sindaco stravolge il suo assessorato, staccandolo definitivamente dall’impianto originario. Diventa così un assessorato molto importante perché tra un anno si riscriverà il piano regolatore comunale, e perché c’è da sgobbare sul piano della difesa della costa.

Le due altre pretendenti al titolo di vicesindaco: Monica Leoni e Milena Sebastiani, prendono in cambio dell’ambita carica una delega a testa, pescate appunto tra quelle della Pasquali. Cambio di deleghe azzeccato in questo caso, ma senza risolvere i problemi di partenza. Ecco che si mischiano ancor di più le carte in tavola e si ingarbuglia ulteriormente la matassa degli assessorati.

Inoltre nell’alleggerire il proprio pacchetto deleghe, il sindaco cede l’ambiente alla Pasquali. Urbanistica-Ambiente stesso discorso di Bilancio-Cultura. Soprattutto in fase di stesura del piano regolatore, sarebbe bello che chi è addetto a scriverlo sia “controllato” dall’assessore all’ambiente, e quindi che urbanistica e ambiente non siano in capo alla stessa persona.

A questo punto l’unico assessore con deleghe coerenti tra loro è Vallesi. Assessorato ereditato grazie al sacrificio del padre in Provincia, all’inizio sottovalutato ed anche deriso da qualcuno, ora ha la possibilità di far vedere cosa sa fare. Deleghe come “Polizia municipale”, “agenda digitale”, “partecipazione”, ecc. in un momento come questo, sono deleghe importanti. Suggeriamo ad esempio all’assessore Vallesi di fornire la sede del consiglio comunale di una rete wi-fi per far connettere i cittadini che assistono al consiglio, questo gioverebbe sicuramente a noi giornalisti che seguiamo in diretta il consiglio comunale, ma anche tutti gli altri cittadini che vogliono condividere in diretta le loro impressioni sul consiglio che stanno seguendo.

Sul nuovo assessore ai lavori pubblici quello che c’era da dire lo abbiamo detto al momento del suo insediamento, tanto un problema di incompatibilità in più o in meno, poco cambia per questa giunta.

Alla luce di tutto ciò non posso che fare i complimenti al sindaco per come ha gestito la crisi politica d’agosto e i suoi risvolti. La sua maggioranza è stata depurata da mine vaganti, da cani sciolti che stavano creando problemi alla realizzazione del progetto politico della coalizione. La giunta è tornata al completo e a livello di deleghe è riuscito ad accontentare tutti, anche in maniera furba, ad esempio rimettendo nelle mani dei segretari delle liste di coalizione la creazione di un nuovo criterio per assegnare il titolo di vicesindaco. Ha sfruttato la rissosità delle anime della sua coalizione salvo poi rabbonire tutti dopo la sua scelta, con la compensazione a base di deleghe per Leoni e Sebastiani. La maggioranza è solida e la giunta pure, ma vedendo entrambe da vicino non sono assolutamente un bello spettacolo.

Consiglio comunale venerdì 31 gennaio 2014

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Ecofeste, l’intervista al neo-consigliere Marco Fioschini

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Era stata fissata la riunione della commissione I lunedì 20 gennaio, con all’ordine del giorno la discussione sul regolamento per le cosiddette “Feste Ecosostenibili”. Il sindaco aveva già annunciato che questo regolamento era al vaglio degli uffici competenti, e che al più presto lo avrebbe portato in giunta. Infatti sabato 18 gennaio è stato approvato dalla giunta.
Questo provvedimento è finalizzato alla riduzione del grigio derivante dalle feste cittadine. La parte più cospicua della somma che il comune deve dare all’Ecoelpidiense per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è infatti rappresentata dal grigio prodotto durante le numerose feste organizzate nell’arco dell’anno. Obbligare a ridurre la quantità di grigio prodotto nelle feste comporterebbe un risultato concreto: una notevole riduzione della tassa sui rifiuti.

Quando avete presentato la prima volta la proposta per il regolamento delle feste ecosostenibili?
La mozione sul regolamento delle feste ecosostenibili è stata protocollata in data 08/01/14. L’intenzione era quella di presentarla nell’ultimo consiglio comunale, quello del mio insediamento, che però non è stato possibile perché non accettata dal Presidente del Consiglio per i motivi che sappiamo.

Sapevate che il sindaco già da mesi aveva dichiarato in maniera formale ed informale che gli uffici comunali stavano creando un regolamento del genere?
Già in campagna elettorale e quindi all’interno del nostro programma, c’era e c’è, l’intenzione di promuovere una serie di pratiche che potessero diminuire la quantità, fino ad azzerarla completamente, di rifiuti indifferenziati e di aumentare la parte differenziata. Tempo fa a tal proposito siamo andati all’ufficio ambiente, dall’architetto Cardone, per parlare del regolamento sulle ecofeste(una delle pratiche della strategia rifiuti zero), allo scopo di avere dei consigli per la scrittura della mozione da portare in consiglio comunale. Lei ci ha fatto vedere lo stesso regolamento che noi volevamo portare (cioè quello promosso dall’associazione comuni virtuosi), fatte salve alcune aggiunte e correzioni che noi avevamo e abbiamo in mente e che proporremmo al prossimo consiglio comunale. Lo stesso architetto ci ha poi dichiarato che il regolamento era già stato promosso dall’ex assessore Procaccini (amministrazione Andrenacci II) e quindi fermo da molto tempo negli uffici del comune. A quel punto abbiamo appurato che il tema era condiviso fra amministrazione e movimento 5 stelle. In più se non erro avete fatto anche voi un articolo dove il Sindaco dichiarava di avviare un procedimento del genere. (Leggi l’articolo)

Avete parlato col sindaco o con un di lui incaricato per chiedere spiegazione di questa delibera di giunta così tempestiva?
Ne abbiamo parlato in commissione I, dove erano presenti gli assessori Pasquali e Sebastiani. In quella occasione l’assessore Pasquali ci ha ribadito che il regolamento era stato proposto dall’ ex assessore Procaccini. In quell’occasione le “linee guida” erano identiche al regolamento allegato alla nostra mozione.

Cosa cambia tra la vostra proposta e quella approvata in giunta quindi?
Alcuni aspetti per quanto riguarda sanzioni, messa a disposizione di gazebo, luce. Tassa di occupazione del suolo pubblico gratuita per chi aderisce al regolamento a differenza di chi non aderisce. Estendere il controllo per il rispetto del regolamento ad associazioni specializzate in ordine pubblico come protezione civile e guardie zoofile.

Secondo voi perché il sindaco ha voluto bruciare sul tempo una proposta che stava seguendo il suo normale iter: proposta e discussa nella commissione competente e prossima all’approvazione in consiglio?
Questo proprio non riesco a capirlo. Se io avessi fatto parte dell’amministrazione avrei apprezzato una proposta (condivisa) da parte dell’opposizione, non avrei nè promosso nè approvato una delibera di giunta, di fatto scavalcando il consiglio comunale ed infine lo avrei portato in commissione per una discussione preliminare e poi in consiglio comunale per discutere le migliori correzioni da apportare fra opposizione e maggioranza. Poi perché definirle “linee guida” quando invece sostanzialmente è un regolamento identico a quello proposto dall’ ass. comuni virtuosi? A questo punto, visto come sono andati i fatti posso solamente trarre delle conclusioni a posteriori. Il fatto è che abbiamo accelerato l’attuazione di un provvedimento fermo da tempo negli uffici comunali costringendo l’amministrazione a muoversi. Questo è il nostro modo di fare opposizione: un ‘opposizione costruttiva. Concludo dicendo che a me non interessano questi giochi politici, la vedo una perdita di tempo, l’importante è che venga attuato il regolamento e fatto rispettare per valutare in seguito un riscontro positivo in termini di raccolta differenziata. Raccolta differenziata fatta con il buon senso dei cittadini che però vedono costantemente non gratificati i loro sforzi per differenziare tutto, dove, il riconoscimento da parte dell’amministrazione è solo quello di aumentare costantemente ogni anno la tassazione. E’ nostra intenzione proporre una serie di provvedimenti per abbassare la tassa sui rifiuti guadagnando sulla parte differenziata. Ora non ci aspetta che vedere al prossimo consiglio comunale come verrà votata la nostra mozione.

L’albero della discordia

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Di Riccardo Marchionni

“In questi giorni al Comune di Porto Sant’Elpidio, si sta verificando l’ennesimo spreco di denaro a discapito delle casse comunali e delle tasche dei nostri concittadini, che dovrà essere portato se non avrò risposte e motivazioni concrete, al vaglio della Corte dei Conti”.

Non le manda a dire il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Balestrieri. Il suo interessamento riguarda l’albero di natale acquistato per piazza Garibaldi. Il consigliere infatti ha chiesto di visionare la fattura del pagamento del suddetto albero, ed ha scoperto una somma a suo dire “del tutto fuori da ogni ragionamento che un amministrazione può erogare in tempi di ristrettezza economica”.

La critica è mossa anche dal fatto che ci si è rivolti ad un vivaio di fuori provincia, quando si poteva favorire un vivaio della zona, oltretutto andando a pagare di più rispetto a quello che avrebbero fatto pagare i vivai locali. Continua infatti Balestrieri, “ho contattato diversi vivai di zona e tutti come impegno di spesa si sono aggirati ad un terzo meno della cifra che oggi il comune dovrà erogare, e alcuni avevano anche inviato nei mesi precedenti a dicembre offerte per abeti natalizi”.

“Tutti questi debiti fuori bilancio con una gestione oculata della macchina amministrativa potevano senza ombra di dubbio essere evitati. Non sto parlando di illeciti di nessun tipo, ma sapere perché si è arrivati a questa scelta è un diritto di tutti”. Infine Balestrieri dichiara che si batterà “affinché venga da chi di dovere predisposta una relazione alla luce di tutto ciò – e conclude – contrariamente presenterò tutto agli organi competenti”.

Si potrebbe definire l’albero della discordia, visto che nel periodo natalizio si è innalzata una polverosissima polemica intorno a questo albero, o per meglio dire intorno a questi alberi. Di alberi infatti ne sono due, il primo che è arrivato in piazza, non era quello scelto dall’amministrazione, per ovviare all’errore la ditta ne ha fornito subito un altro(naturalmente senza farlo pagare). Quindi ci siamo ritrovati con due alberi, uno in piazza e l’altro… l’altro è stato portato al quartiere San Filippo, in barba alla parità di trattamento che dovrebbero ricevere tutti i quartieri della città. Si era infatti arrivati ad un accordo tra l’amministrazione e i quartieri che per il natale 2013 non si sarebbero comprati alberi all’infuori di quello di piazza Garibaldi. In effetti di albero ne è stato comprato solo uno, ma ce ne siamo ritrovati due.

Da questo episodio abbiamo avuto prova che l’amministrazione Franchellucci soffre dello stesso difetto di quella precedente: preferisce il sotterfugio alla discussione aperta, il mettere a tacere invece del discutere. Se non fosse stato per l’intervento del sempre attento Mauro Tosoni, di questa storia manco ne sentivamo parlare. L’anno prossimo potremmo rispondere alle offerte mandateci dai vivai di Porto Sant’Elpidio e con una spesa simile a quella di quest’anno compriamo l’albero a tutti i quartieri. O ancor meglio ogni quartiere potrebbe realizzare il proprio albero, magari utilizzando materiali di scarto in maniera creativa. Le idee per risolvere la questione si potevano trovare, bastava parlarne.