Indicasativa Trade, la fiera della Canapa a Fermo

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Di Riccardo Marchionni

FERMO – Dal 20 al 22 giugno 2014 presso il Fermoforum (contrada Girola), si terrà la seconda edizione di Indicasativa Trade, fiera della canapa e delle tecnologie dedicate.

Più di 70 espositori tra associazioni di coltivatori di canapa, banche dei semi, aziende produttrici di materiali per la coltivazione, aziende edili, aziende agroalimentari e di cosmesi, natural stores, giornali e riviste, e associazioni promotrici della legalizzazione.

Non c’è da stupirsi se tra gli stand ci saranno delle aziende edili, perché la canapa tra le sue molteplici applicazioni, annovera quella della bio-edilizia. Nelle costruzioni è usata in molti modi, i trucioli derivanti dalla lavorazione dello stelo sono utilizzati per isolare termicamente ed acusticamente, sotto forma di mattoni si usa per muri divisori, unita alla calce si usa come intonaco, ecc. Ma ciò che rende irraggiungibile l’utilità di questo materiale è l’impatto ambientale negativo, in quanto l’anidride carbonica “catturata” è maggiore di quella prodotta. “La filiera della canapa italiana: dal seme alla bioedilizia” è il titolo del convegno che si terrà in apertura della fiera venerdì 20 alle ore 11:30, al quale parteciperanno i responsabili di alcune aziende edili, di società agricole, architetti, e concluderà l’onorevole Massimo Fiorio, presidente della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.

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In Italia coltivare la canapa cosiddetta industriale(cannabis sativa a basso contenuto di Thc) è legale, ma coltivare qualsiasi altro tipo di canapa per altro scopo, nonostante la recente abolizione della Fini-Giovanardi, non è affatto legale. Di una nuova legge che sorpassi il dannoso e fallimentare impianto proibizionista, si parlerà sabato 21 alle ore 15:00 durante il convegno “Quale legge dopo la Fini-Giovanardi?”, in cui interverranno i parlamentari Daniele Farina e Franco Giordano di Sel, Alberto Airola e Vittorio Ferraresi del M5S, e the last but not the least Nando Popu dei Sud Sound System. Proprio il gruppo reggae salentino sarà protagonista del concerto che si terrà sabato sera dalle 22:00 in poi all’interno della fiera.

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Nel nostro paese nonostante dal 2007 la canapa e i suoi derivati siano stati riconosciuti dal decreto Turco come medicinali, i malati che si curano ufficialmente con la canapa sono pochi(circa 60 nel 2013). Questo succede non perché la canapa non sia efficace, tutt’altro, ma perché l’iter burocratico che un malato deve assolvere per poter accedervi tramite il servizio sanitario nazionale è lento e macchinoso. Per com’è strutturato lascia di fatto i malati senza medicina(fiori di canapa essiccati) per sei mesi all’anno. Per ovviare a questi problemi, a Racale in provincia di Lecce, è nata dalla volontà di alcuni malati di sclerosi multipla l’associazione “La PianTiamo”, primo ed unico cannabis social club italiano, che sarà presente alla fiera. Degli effetti terapeutici della canapa si parlerà domenica 22 alle ore 15:00 durante il convegno “Sistema endocannabinoide e fitocannabinoidi, prospettive dell’uso terapeutico”, tenuto dal dottor Mariano Gracia de Palau. A seguire verrà presentata la rivista “CANNABIS TERAPEUTICA”, prima rivista italiana dedicata esclusivamente all’uso terapeutico della canapa.

Una fiera ricca di eventi quindi, che vuole riportare al livello che gli spetta il dibattito pubblico sulla canapa e sui suoi infiniti utilizzi. Un dibattito in cui non ci si può più esimere dal parlare di completa e giusta legalizzazione, per far cadere il muro di bigottismo e d’ignoranza che confina questa pianta nel ruolo di droga, e riportarla al suo posto di regina, di amica ed alleata dell’uomo.

 

Il video della prima edizione di Indicasativa Trade, realizzato da DolceVita:

 

La legalizzazione illustrata agli adulti:

 

 

 

 

 

 

Putzu nell’occhio del ciclone. “Se rinviato a giudizio mi dimetto”

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ieri mattina sono stato svegliato dal rumore di sirene e di un elicottero che volava sopra casa mia, dopo qualche ora ho scoperto che erano diretti alla country house “La finestra sul mare” di via Pescolla, a soccorrere un uomo di 72 anni caduto da una finestra.

Ordinaria amministrazione? Neanche per sogno.

I nostri lettori ricorderanno sicuramente la polemica scaturita a novembre dell’anno scorso, quando la struttura in questione è stata ispezionata dal reparto Nas dei Carabinieri constatando che la country house si era trasformata in casa di riposo. Si parla ancora al condizionale però, in quanto la diffida a chiudere la struttura emessa dal sindaco è stata impugnata, prima di fronte al Tar, poi al Consiglio di Stato. E stiamo aspettando che quest’ultimo si pronunci.

Ciò che ha animato ancor di più la discussione è il fatto che il responsabile della società che gestisce tale struttura è il padre del consigliere comunale Andrea Putzu.

A Putzu furono sollevate delle questioni come ad esempio, cosa sarebbe successo se qualcuno si fosse fatto male all’interno di questa struttura? Lui non prese in considerazione questa opzione e si difese citando i familiari degli ospiti del country house che erano molto soddisfatti del trattamento che ricevevano i loro cari. Ora il danno è successo, all’interno di una struttura che potrebbe rivelarsi abusivamente adibita a casa di riposo, uno degli ospiti è caduto dalla finestra, procurandosi la rottura del bacino. Sono partite le indagini dei Carabinieri e vedremo come si evolveranno. Qualcuno all’epoca chiese le dimissioni di Putzu, ma “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli” si disse, e lui non cedette.

Per un’altra storia ora l’ex candidato sindaco rischia di trovarsi in imbarazzo, politicamente parlando. È partita infatti a suo carico un’indagine da parte della procura di Fermo per delle presunte firme false che ha autenticato per delle liste concorrenti alle elezioni politiche del 2013. “Ho dato una mano nei banchetti per la raccolta firme per le politiche dell’anno scorso, e su settemila firme raccolte in tutta la provincia, 4 persone non hanno riconosciuto la propria firma”. Spiega così Putzu la sua posizione. Tra quelle contestate(raccolte a Montegranaro), attualmente soltanto due a sostegno della lista La Destra rimangono da chiarire, in quanto le stesse persone risulterebbero firmatarie per più liste.

Putzu, che viene indagato in quanto autenticatore delle firme, ritiene di aver poca responsabilità in questa storia, “se io faccio il banchetto e uno viene e firma con la carta d’identità, poi davanti al giudice disconosce la firma, io posso farci poco”. Ma dichiara di essere pronto a dimettersi. “A me piace la trasparenza, preferisco dimettermi per qualcosa che riguarda la mia persona, piuttosto che su qualcosa che riguarda mio padre – afferma Putzu, e continua – se verrò rinviato a giudizio mi dimetterò, perché mi aspetto che tutti i politici che sono rinviati a giudizio si dimettano”.

Diventa così molto critica la posizione dell’ex candidato sindaco, che paga il pegno di aver dato il proprio aiuto a movimenti politici vicini al suo e di essersi fidato di persone delle quali forse non doveva fidarsi. In fondo, per ogni consigliere che si presta ad autenticare le firme, questo è un rischio da mettere in conto. Rimane il fatto che è giusto che un consigliere indagato per delle firme false si dimetta dal suo incarico. In un momento come questo, in cui i super tangentari sono immuni da qualsiasi censura politica, un consigliere comunale che si dimette per un rinvio a giudizio è quantomeno da rispettare, e da prendere come esempio da parte di chi commette reati peggiori.

Consiglio comunale giovedì 22 maggio

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È convocato per domani giovedì 22 maggio alle ore 17:45 il consiglio comunale. Si tratteranno i punti che non sono stati discussi nell’ultimo consiglio del mese scorso.

Ricordiamo a tutti i cittadini che si può seguire il consiglio comunale in diretta streaming a questo indirizzo: http://new.livestream.com/accounts/1668274

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Rapina con frontale in via Ungheria

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ieri, intorno alla mezzanotte, in via Ungheria(all’altezza del palazzetto dello sport) un uomo alla guida della sua auto è stato avvicinato e fermato da due uomini a bordo di una golf blu. Secondo la testimonianza del primo, i due hanno chiesto patente e libretto al malcapitato, poi gli hanno rubato soldi e documenti scappando con la loro auto in direzione nord.

L’uomo, residente a Castelfidardo, capito l’inganno è partito all’inseguimento dei malviventi, che arrivati alla fine di via Ungheria hanno dovuto far manovra(perché la via è chiusa) e mentre tornavano indietro le due auto si sono scontrate frontalmente. La Seat Ibiza su cui viaggiava l’uomo rapinato si è fermata in mezzo alla strada. Il fidardense si è diretto subito verso la golf dei rapinatori cercando di aprire la portiera, ma questi sono ripartiti trascinandolo e investendolo, procurandogli la rottura di una gamba.

Subito i residenti di via Ungheria sono scesi in strada ed hanno chiamato l’ambulanza che è arrivata prontamente. Dopo un’ora è arrivata anche una volante della Polizia Stradale di San Benedetto Del Tronto, ed i Carabinieri della stazione locale.

Un nostro inviato, appena arrivato sul posto ha trovato una scena da film: il sessantenne a terra con la gamba rotta in mezzo ad una pozza di sangue che inveiva contro i rapinatori, e la sua auto completamente distrutta.

I due malviventi, secondo le nostre fonti, dovrebbero essere stati fermati all’altezza della rotonda “Pellegrini” a Civitanova Marche. Viste le condizioni della Seat Ibiza, per i rapinatori sarebbe stato difficile darsi alla fuga con un’auto massacrata frontalmente.

Abbiamo raccolto inoltre il malcontento dei residenti di via Ungheria, che chiedono maggiore illuminazione e più controlli. Quella zona infatti, ci raccontano alcuni residenti, è trafficata di notte dagli avventori delle prostitute che consumano i rapporti in macchina, ed anche in alcuni appartamenti.

Ciò che emerge da questa storia è che il livello di criminalità è molto alto e distribuito in tutta la città. Le forze dell’ordine hanno poche risorse e poco personale per garantire una buona copertura delle notti(tanto che la pattuglia della stradale è partita da San Benedetto). La questione sicurezza rimane di primaria importanza a Porto Sant’Elpidio, sarà una difficile sfida da vincere per il Sindaco e per tutte le forze dell’ordine.

 

 

Dirigenti come cda Farmacie, perché no?

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Bella mossa quella del sindaco Franchellucci, che ha diminuito di due terzi il gettone di presenza per i membri del cda delle Farmacie Comunali(2 più il presidente), e ha legato una parte dello stipendio del presidente ai risultati raggiunti dalla società.

Riconosciamo il merito al sindaco quando fa delle scelte azzeccate, e questa è una di quelle. Si vede che quando può agire in autonomia, slegato dalla pesantezza degli accordi presi dalle amministrazioni precedenti, Franchellucci si distingue per la bontà delle sue politiche.

Ricordiamo per esempio quando qualche mese fa in consiglio comunale, aveva esternato l’intenzione di rideterminare il contratto con l’Ecoelpidiense, per migliorare il servizio(e far risparmiare il comune) tramite la creazione di isole ecologiche nelle quali dapprima i commercianti(che hanno esigenze diverse dalle famiglie) potessero riversare i propri rifiuti, evitando le situazioni spiacevoli che si creano ogni tanto con la raccolta porta a porta. Attendiamo fiduciosi gli sviluppi di quest’idea.

Buone idee quindi, quelle partorite dalla mente del sindaco. Risparmio, razionalizzazione delle spese, stipendio legato ai risultati. Ottimi criteri, applicati in modo ineccepibile.

Ora che il sindaco ha incassato le lodi di molti, ora che ha visto come ci si sente bene quando si fanno delle scelte positive, ora che ha rodato questo modo d’agire con la società Farmacie Comunali spa, attendiamo di tessere future lodi per quando applicherà i sopracitati criteri anche agli stipendi dei dirigenti comunali.

Infatti, al di là del ritorno mediatico di questa politica, il risparmio generato sarebbe intorno ai diecimila euro all’anno secondo i nostri calcoli. Andando ad agire sull’indennità di posizione dei dirigenti(portandola al minimo di legge, 11mila euro all’anno) si risparmierebbero circa 50mila euro all’anno. Stessa politica, ma con più sostanza.

Avremmo potuto commentare dicendo che diecimila euro non risolvono i problemi della città, ma questo lo lasciamo fare a qualche consigliere comunale; non ci spingiamo fino a suggerire al presidente del consiglio Renzi di prendere esempio da noi, questo lo lasciamo fare ai giornalisti in carriera. Diciamo solo: bravo Nazareno, ti sei allenato con le Farmacie, ora tocca ai dirigenti comunali.

Disagi per i pazienti dirottati alla Croce Verde

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Un caso “esploso” questa mattina quando i pazienti dell’ambulatorio medico di Via Elpidiense hanno trovato il foglio alla porta che li informava della chiusura per due giorni: causa un corso di aggiornamento dei medici; invitandoli quindi a rivolgersi alla Croce Verde, che avrebbe sostituito i medici assenti.
Il gruppo, costituito da una ventina di persone, si è diretto quindi verso gli edifici posti di fianco l’Asl per le loro ricette. Arrivati in loco però sono venuti a conoscenza del fatto che il giovane medico con funzioni di sostituto non poteva prescrivere ricette base di analisi del sangue, radiografie e simili; “il medico non aveva neanche il ricettario ed è dovuto andare da un suo responsabile, il dott. Corsi, perché aveva finito i fogli – affermano alcuni pazienti – per due giorni non riescono a trovare un sostituto con l’autorizzazione necessaria?”. Insieme ai pazienti era presente perfino un informatore farmaceutico che avrebbe confidato di non essere stato avvertito dell’assenza dei medici seppur avesse preso appuntamento un mese prima. “Non me la prendo con il giovane medico – afferma una signora – ma con i coordinatori e responsabili medici di zona che non riescono ad organizzare una sostituzione”. Responsabile dell’organizzazione dei servizi sanitari di base per il distretto è il dott. Licio Livini, dirigente dell’Asur zona11.

Taglio palme, l’esperienza di Porto San Giorgio

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Due pesi e due misure. È passato un mese dall’abbattimento delle 8 palme storiche di Via Mameli ma la vicenda brucia ancora nella cittadinanza elpidiense; soprattutto dopo l’ultimo Consiglio comunale quando sia il presidente Vitaliano Romitelli che, per ammissione indiretta, il dirigente Lavori Pubblici Stefano Stefoni hanno confermato la mancanza di comunicazione interna alla stessa maggioranza. “Non abbiamo tagliato le altre piante(quelle dietro piazza Garibaldi) perché l’assessore Buono, Romitelli e Ciarrocca si sono messi di traverso”. Afferma quest’ultimo. Il buon assessore ai Lavori Pubblici sembrava egli stesso saper ben poca cosa in quel frangente: peccato di negligenza?

Si è detto che “quello dell’abbattimento è stato un atto dovuto conseguentemente alle richieste delle Ferrovie dello Stato”, nonché per due palme intaccate dal ‘punteruolo rosso’. Sarà una coincidenza ma su quel tratto ci sarebbe una previsione di allargamento dei parcheggi, in vista della variante urbanistica per la nuova viabilità di Piazza Garibaldi.

Abbiamo intervistato Giorgio Raccichini, consigliere comunale di Porto San Giorgio, per sapere come i nostri vicini hanno gestito le “pressioni” di Ferrovie.

Consigliere nella vostra città come avete affrontato la questione degli arbusti posti sul tratto ferroviario?

Il decreto del 1980 parla di divieto di far crescere piante o siepi ad una distanza minore di 6 metri dal tracciato ferroviario. Il punto maggiormente colpito da tale divieto, a Porto San Giorgio, riguarda Viale Cavallotti dove ci sono molti pini storici della città; e abbiamo trovato un appiglio nel fatto che in tale decreto non viene menzionato l’abbattimento come obbligatorietà ma si possono trovare misure alternative per preservare il patrimonio arboreo, come potatura e messa in sicurezza.

Ci sono state ripercussioni di FS?

Nel marzo 2013 Ferrovie aveva diffidato il Comune di tagliare una trentina di pini entro un mese ma non ci siamo piegati. Un’amministrazione deve preservare il suo patrimonio quando può. L’assessore mi ha detto poi che recentemente è arrivata in Comune una multa di 26 € per questa mancata ottemperanza. Non è finita qui quindi; ma quando la cittadinanza e l’amministrazione, che deve tutelare gli interessi di quest’ultima, si battono su questioni condivise, si può fare molto. Noi (ndr. l’attuale amministrazione) a Porto San Giorgio abbiamo scelto di non tagliare a differenza di chi ci ha preceduto. Anche da un punto di vista turistico, dato che molte città della costa adriatica hanno un percorso marittimo formato da pini e palme, sarebbe bene preservare tale patrimonio.

Associazioni di quartiere e verde pubblico

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Le associazioni di quartiere, organi sempre più importanti all’interno della vita cittadina, gestiranno parte delle aree verdi della città. Due di queste, San Filippo e Cretarola, lo fanno già da alcuni anni, mentre le altre inizieranno a breve. All’interno di questo progetto di cura del verde, oltre alle associazioni di quartiere, rientrano anche il centro anziani di villa Murri e della Faleriense.

“Le associazioni, oltre a fare le segnalazioni, ora agiranno direttamente diventando così ancora più responsabili”, ha affermato l’assessore Buono durante la conferenza stampa di oggi, e continua “con la promessa che se ci sarà bisogno faranno anche di più di quello che gli viene realmente corrisposto”.

Infatti il contributo che il comune darà alle associazioni sarà al ribasso rispetto ai costi che sosteneva il comune servendosi dell’Ecoelpidiense. “Si fa un computo forfettario al ribasso rispetto a prima e i soldi risparmiati andranno nel sociale”, dichiara il sindaco Franchellucci.

Rimarca il grande spirito di volontariato delle associazioni di quartiere l’assessore Leoni, che spiega come “partendo dallo statuto della associazioni di quartiere, e anche su proposta di alcune di loro, abbiamo voluto allargare l’esperimento già iniziato con San Filippo e Cretarola”.

“Le associazioni con i soldi incassati andranno ad implementare le molte attività che compiono durante l’anno”, spiega il presidente dell’associazione di quartiere Corva Gaetano Pieroni.

Una bella iniziativa che responsabilizza i cittadini rendendoli partecipi della cura del proprio quartiere. Due punti restano da capire: se la pertinenza da parte delle associazioni rispetto alle 92 aree verdi individuate sarà limitata soltanto al proprio quartiere o se come adesso si “sconfinerà” in altri. E in che maniera, nello specifico, verranno impiegati i soldi risparmiati con questa operazione.

Le priorità dell’amministrazione Franchellucci

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – L’ampliamento del parco San Filippo odora di regalo per il buon comportamento elettorale di quel quartiere. Molte altre zone della città versano in condizioni pessime, l’ingrandimento del parco già di per se gigante non sembrerebbe una questione tanto urgente. E non possiamo credere che quest’intervento risolverebbe il problema sicurezza.

“E’ un intervento importante  – commenta l’assessore Pasquali – Il piano regolatore degli anni 80 qui ci permette di intervenire con questo tipo di struttura che può davvero essere un centro che caratterizzerà la città così come la pineta o le ville. Si procederà per stralci ma già così possiamo dire di essere molto soddisfatti”.

Un centro che caratterizzerà la città, come la pineta o le ville quindi. Che il “centro” per l’amministrazione sia il quartiere San Filippo non c’erano dubbi. Che il parco San Filippo sia come la pineta o le ville invece, non sembra proprio.

Il parco in questione è probabilmente il più grande della città. La manutenzione è affidata all’associazione di quartiere San Filippo, che percepisce dal comune ventimila euro l’anno. Da quello che sappiamo la gestione funziona molto bene e il parco è sempre in ordine e pulito.

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La pineta, al contrario, si trova in una situazione per niente bella. Massacrata dal maltempo e dalle nevicate degli ultimi anni, non ha mai ricevuto la cura necessaria al suo perfetto mantenimento. Nessun serio lavoro di manutenzione è stato fatto da almeno dieci anni, infatti le passeggiate e le staccionate interne sono scomparse, il percorso sportivo lato mare è andato distrutto e non è mai stato pensato un “ricambio generazionale” e una diversificazione delle piante fino a poco tempo fa. Un progetto è stato realizzato nel 2013, finanziato dalla regione Marche con 80mila euro. I lavori per la sistemazione della pineta si sarebbero dovuti svolgere tra ottobre 2013 e marzo 2014, il sindaco aveva proclamato: “a primavera concludiamo”. Siamo a Maggio e non s’è visto niente, perché?

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Villa Baruchello versa in condizioni pietose: il boschetto è stato sventrato dai lavori di ampliamento dell’autostradaè pieno di alberi pericolanti che potrebbero cadere da un momento all’altro(tanto che uno è caduto distruggendo il gazebo vegetale vicino ai “giochi”), il giardino è in totale stato di abbandono(ed è diventato meta fissa di personaggi a dir poco loschi). E come se non bastasse la Limonaia soffre di umidità a causa di infiltrazioni d’acqua. Il sindaco Franchellucci aveva dichiarato che prima di Natale(2013 in teoria) avrebbe affidato la gestione della villa all’associazione di quartiere Marina Picena. Ma non si può affidare una struttura del genere in queste condizioni ad un’associazione di quartiere senza prima rimetterla a posto, infatti a novembre scorso Franchellucci asseriva: “prima di darla in affidamento a chiunque è necessario che alcune parti progettuali vengano fatte”. “Prima di natale facciamo tutto, sia l’affidamento che l’altra parte”. Anche in questo caso niente di fatto. Speriamo che  non venga utilizzata la tecnica ormai rodata dalle amministrazioni precedenti dell'”abbandona e distruggi” o dell'”abbandona e vendi”.

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Riguardo al parco della Marchesa il Sindaco commenta così: “si tratta di un intervento che renderà particolarmente fruibile e sicura l’intera area”- e continua –  “se ancora non c’è una delibera di giunta è solo perché abbiamo prima voluto comunicare il progetto ai cittadini”. Ma veramente qualcuno crede che l’ampliamento del parco porterà maggiore sicurezza? Siamo sicuri che i residenti di quel quartiere, e i cittadini tutti, siano d’accordo con il portare avanti questa politica? E poi, la concezione di partecipazione che ha il sindaco lascia a dir poco a desiderare: fare una presentazione del progetto bell’e pronto non equivale al concetto di partecipazione, significa mettere al corrente i cittadini di una scelta già presa.

In un momento come questo, con le risorse economiche all’osso, ogni intervento deve essere pesato bene sulla bilancia delle priorità, è così tanto prioritario ampliare l’enorme parco della Marchesa? Forse si potrebbe spendere diversamente quella cifra(85mila euro), per esempio sistemando le strade disastrate di cui è piena la città, che portano più cause per danni che altro. Oppure, rimanendo nell’ambito del quartiere San Filippo, lo si poteva dotare di un centro d’aggregazione giovanile, visto che manca da ormai troppi anni. Si poteva assumere un vigile(o più) che coadiuvasse il difficile lavoro della Polizia Locale di contrasto alla criminalità. Potremmo stilare una lista lunghissima di cose più stringenti, più necessarie rispetto all’ampliamento di un parco gigante.

La ratio delle scelte politiche dei nostri amministratori che emerge dai fatti è evidente: gratificare gli allineati con azioni eclatanti e puramente di facciata per fortificare e mantenere il potere di elezione in elezione. Più chiaro di così si muore.

 

 

 

[PostX] Maledetta primavera!

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Disagi a Porto Sant’Elpidio, allagata la statale Adriatica, divelto l’asfalto, poi la mareggiata si è ritirata.

Le pioggie di questi giorni sono state talmente intense che le prostitute usavano i preservativi per non bagnarsi i capelli.
Persino un tombino è esploso a causa delle forti precipitazioni. Sul posto sono subito intervenuti anche il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici, a bordo dello chalet Minù.
Fortunatamente le abitazioni lungo la strada non hanno riportato danni, ma hanno deciso che andranno comunque tagliate.

Il Primo Cittadino sui social invoca aiuti dall’alto: “Non lasciateci soli”. Eppure ero convinto che si fosse battezzato.

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Le forze dell’ordine comunque ribadiscono che si è trattato di un “Evento eccezionale”, infatti pare che da oltre 72 ore non sia successo nulla in Via 5 Giornate.

Buone notizie: a settembre, con appena 85mila euro, prenderà il via l’allargamento del parco elettorale del quartiere San Filippo. “Si tratta di un intervento che renderà particolarmente fruibile e sicura l’intera area” commenta Franchellucci, la massiccia piantumazione di alberi prevista infatti potrà attutire le cadute dei cittadini lanciati dai balconi.

V. L.