Le priorità dell’amministrazione Franchellucci

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – L’ampliamento del parco San Filippo odora di regalo per il buon comportamento elettorale di quel quartiere. Molte altre zone della città versano in condizioni pessime, l’ingrandimento del parco già di per se gigante non sembrerebbe una questione tanto urgente. E non possiamo credere che quest’intervento risolverebbe il problema sicurezza.

“E’ un intervento importante  – commenta l’assessore Pasquali – Il piano regolatore degli anni 80 qui ci permette di intervenire con questo tipo di struttura che può davvero essere un centro che caratterizzerà la città così come la pineta o le ville. Si procederà per stralci ma già così possiamo dire di essere molto soddisfatti”.

Un centro che caratterizzerà la città, come la pineta o le ville quindi. Che il “centro” per l’amministrazione sia il quartiere San Filippo non c’erano dubbi. Che il parco San Filippo sia come la pineta o le ville invece, non sembra proprio.

Il parco in questione è probabilmente il più grande della città. La manutenzione è affidata all’associazione di quartiere San Filippo, che percepisce dal comune ventimila euro l’anno. Da quello che sappiamo la gestione funziona molto bene e il parco è sempre in ordine e pulito.

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La pineta, al contrario, si trova in una situazione per niente bella. Massacrata dal maltempo e dalle nevicate degli ultimi anni, non ha mai ricevuto la cura necessaria al suo perfetto mantenimento. Nessun serio lavoro di manutenzione è stato fatto da almeno dieci anni, infatti le passeggiate e le staccionate interne sono scomparse, il percorso sportivo lato mare è andato distrutto e non è mai stato pensato un “ricambio generazionale” e una diversificazione delle piante fino a poco tempo fa. Un progetto è stato realizzato nel 2013, finanziato dalla regione Marche con 80mila euro. I lavori per la sistemazione della pineta si sarebbero dovuti svolgere tra ottobre 2013 e marzo 2014, il sindaco aveva proclamato: “a primavera concludiamo”. Siamo a Maggio e non s’è visto niente, perché?

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Villa Baruchello versa in condizioni pietose: il boschetto è stato sventrato dai lavori di ampliamento dell’autostradaè pieno di alberi pericolanti che potrebbero cadere da un momento all’altro(tanto che uno è caduto distruggendo il gazebo vegetale vicino ai “giochi”), il giardino è in totale stato di abbandono(ed è diventato meta fissa di personaggi a dir poco loschi). E come se non bastasse la Limonaia soffre di umidità a causa di infiltrazioni d’acqua. Il sindaco Franchellucci aveva dichiarato che prima di Natale(2013 in teoria) avrebbe affidato la gestione della villa all’associazione di quartiere Marina Picena. Ma non si può affidare una struttura del genere in queste condizioni ad un’associazione di quartiere senza prima rimetterla a posto, infatti a novembre scorso Franchellucci asseriva: “prima di darla in affidamento a chiunque è necessario che alcune parti progettuali vengano fatte”. “Prima di natale facciamo tutto, sia l’affidamento che l’altra parte”. Anche in questo caso niente di fatto. Speriamo che  non venga utilizzata la tecnica ormai rodata dalle amministrazioni precedenti dell'”abbandona e distruggi” o dell'”abbandona e vendi”.

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Riguardo al parco della Marchesa il Sindaco commenta così: “si tratta di un intervento che renderà particolarmente fruibile e sicura l’intera area”- e continua –  “se ancora non c’è una delibera di giunta è solo perché abbiamo prima voluto comunicare il progetto ai cittadini”. Ma veramente qualcuno crede che l’ampliamento del parco porterà maggiore sicurezza? Siamo sicuri che i residenti di quel quartiere, e i cittadini tutti, siano d’accordo con il portare avanti questa politica? E poi, la concezione di partecipazione che ha il sindaco lascia a dir poco a desiderare: fare una presentazione del progetto bell’e pronto non equivale al concetto di partecipazione, significa mettere al corrente i cittadini di una scelta già presa.

In un momento come questo, con le risorse economiche all’osso, ogni intervento deve essere pesato bene sulla bilancia delle priorità, è così tanto prioritario ampliare l’enorme parco della Marchesa? Forse si potrebbe spendere diversamente quella cifra(85mila euro), per esempio sistemando le strade disastrate di cui è piena la città, che portano più cause per danni che altro. Oppure, rimanendo nell’ambito del quartiere San Filippo, lo si poteva dotare di un centro d’aggregazione giovanile, visto che manca da ormai troppi anni. Si poteva assumere un vigile(o più) che coadiuvasse il difficile lavoro della Polizia Locale di contrasto alla criminalità. Potremmo stilare una lista lunghissima di cose più stringenti, più necessarie rispetto all’ampliamento di un parco gigante.

La ratio delle scelte politiche dei nostri amministratori che emerge dai fatti è evidente: gratificare gli allineati con azioni eclatanti e puramente di facciata per fortificare e mantenere il potere di elezione in elezione. Più chiaro di così si muore.

 

 

 

Candidati a confronto alla Corva. Live Blog report

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Si sta riempendo la sala Corsi di villa Maroni alla Corva. Tra poco inizia il confronto.

Sono arrivati tutti i candidati. La sala è piena. Si inizia. Il presidente dell’associazione del quartiere Corva Gaetano Pieroni introduce la serata, i candidati e i Bloggers che moderano la serata.

Stoccaggio gas e modifica del piano antenne la prima domanda. Inizia a rispondere Franchellucci.

Franchellucci rimane cauto sulla modifica del piano antenne. Sullo stoccaggio gas si espone, “l’amministrazione è contraria, ma se lo stato dice sì non potremo opporci.”

Belletti non vuole gas sotto il territorio elpidiense. Sulle antenne chiede più partecipazione nella decisione. Breve e diretto.

Cerquozzi critica la poca informazione sul piano antenne(che ritiene necessario), favorevole alla modifica nei termini di legge. Rivendica il primato dell’informazione sullo stoccaggio gas del m5s, primi a parlarne. Completamente contrario allo stoccaggio, stoccata all’amministrazione sulla presa di posizione blanda rispetto a questo tema.

Mea culpa di Putzu sul mancato coinvolgimento della città sul piano antenne. Propone varianti, subito appena insediato. Assolutamente contrario allo stoccaggio gas, rimanda al livello nazionale la decisione ultima

Farina denuncia il mancato confronto con la cittadinanza per quanto riguarda il piano antenne. “Nettamente contrario” allo stoccaggio del gas, per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini, nonostante la difficile situazione normativa.

Marisa Colibazzi domanda specificatamente a Franchellucci sulla mancata informazione sul piano antenne. Franchellucci fa notare che effettivamente c’è stata un’informazione, ma non abbastanza, la gente partecipò poco all’assemblea pubblica riguardante questo tema. Si impegna a discutere con tutti i quartieri provvedimenti importanti come questo.

Pierpaolo Pierleoni concentra la sua domanda sull’impatto ambientale, che a Sem è più alto, e a Pse sarebbe più basso secondo il suo punto di vista. Per il piano antenne qual’è l’impatto ambientale?

Belletti caustico e chirurgico, “non possiamo decidere se fa bene o no, da Agorà, dobbiamo chiederlo agli esperti”.

Cerquozzi evidenzia i pericoli derivanti dallo stoccaggio del gas.

Putzu rilancia i consigli nei quartieri e i referendum nei quartieri

Farina auspica che l’amministrazione si batta contro le grandi imprese come la Edison, per salvaguardare la sicurezza dei cittadini.

Con quali risorse e con quali priorità si sosterranno le politiche sociali?

Belletti legge il programma: adeguare gli interventi per i non autosufficienti e disabili, e tariffe rapportate a reddito e carico famigliare. Sostegno al genitore separato senza una casa, o con ridotte disponibilità economiche. Chi si separa sta in difficoltà, rischia la depressione.

Cerquozzi non taglierà le risorse nel sociale, e reperirà nuove risorse tagliando in settori marginali del bilancio, attuando politiche per creare una rete tra scuole, associazioni, amministrazione per nuove e valide linee guida per i giovani, non giovani e disabili, per garantire a tutti almeno i minimi livelli di assistenza. Guardare al sociale con occhi diversi.

Putzu vuole trovare risorse tagliando stipendi ad assessori e sindaco, e tagliare cda delle farmacie, premi di produzione dei dirigenti, tagliando le consulenze esterne. Aiutare le persone in difficoltà in accordo con i comitati di quartiere, per garantire solidarietà. Denuncia campagna elettorale scorretta da parte di chi fa parte della caritas che da pasta e santino. Qualcuno che fa parte della coalizione di Franchellucci.

Per Farina le politiche sociali sono priorità ed emergenze. Non si può assistere a perdite della dignità delle persone. Bisogna essere vicini a queste persone, con le associazioni di volontariato. I volontari sono degli eroi, dice Farina, hanno un ruolo fondamentale, in sinergia con l’amministrazione comunale. Le risorse sono difficili da reperire a causa dei tagli ai comuni, ma dare priorità alle spese per il sociale. Collaborazione anche con le imprese per stare vicino alle persone in difficoltà.

Franchellucci risponde a Putzu che se qualcuno si sente diffamato prenderà provvedimenti. Ricorda l’apertura di mini alloggi d’emergenza, l’apertura di un refettorio. Nel programma si affronta il problema abitativo, con la costruzione di case di edilizia convenzionata a fonte di mare(zona Pietrella). L’amministrazione mette più di 4 milioni di euro in bilancio per il sociale. Ma si va sempre più spesso a cercare risorse al di là delle casse comunali, proprio verso le imprese. Dare soldi tramite voucher alle famiglie per ricevere assistenza sanitaria domiciliare.

Pieroni sui rifiuti. Ci sarà un nuovo modo di calcolare la tares?

Belletti non risponde, e passa il microfono.

Cerquozzi attende come si articolerà la norma, e come il comune potrà recepirla. Il m5s propone “rifiuti zero”, chi ricicla meglio paga meno, chi ricicla peggio paga di più.

Putzu propone il pagamento della tassa sui rifiuti in base a ciò che si produce, e rilancia l’affidamento ad un’azienda privata la riscossione diretta delle tasse comunali, per  rateizzare le spese al cittadino.

Farina vuole un giusto equilibrio per il giusto conteggio della tassa. Il cittadino deve conoscere bene i criteri con cui si differenzia, per essere più efficiente.

Franchellucci dice che si pagherà sia a metri quadri che in base al nucleo famigliare. Propone la progressività dell’addizionale comunale sull’Irpef.

Belletti rettifica e riprende la parola, dicendo che certi tipi di domande devono essere fatte dopo la campagna elettorale, perché ora è ovvio che tutti rispondano positivamente.

Con quali criteri formerete la vostra giunta? Vi impegnate ad evitare conflitti d’interessi?

Cerquozzi nota che ciò che succede a livello nazionale, succede in piccolo anche qui a pse. Il m5s è fortemente contrario ai doppi incarichi. Non esclude di attingere fuori dai confini i nomi della giunta, per ruoli precisi, e vuole scegliere la giunta insieme alla cittadinanza.

Putzu vuole nominare anche assessori esterni, e propone di dare la presidenza del consiglio comunale all’opposizione. Il problema è quando vengono nominati gli assessori e i vertici degli enti, e stocca sulla Sebastiani, assessore al turismo. Dare assessorati per competenza, professionalità e competenza, non per i voti che uno prende.

Farina, giunta scelta in base alla competenza. Potrebbe scegliere tutti tecnici, la sua squadra non rivendica nessun ruolo. Non esclude incarichi a non elpidiensi. Fortemente contrario a possibili conflitti d’interesse, e a doppi incarichi.

Franchellucci fa i conti, nel 2012 la giunta ha preso 68mila euro complessivi, Pse città dove la giunta riceve meno in tutta la regione Marche. Accoglie le giuste critiche, anche in base al momento storico, e lancia la stesura di un codice etico escludendo chi sta in conflitto d’interesse e pregiudicati.

Belletti vuole fare una giunta nuova, con gli amici candidati sindaco che vuole portare tutti in giunta. Si espone difendendo Milena Sebastiani, “che è una mia amica”, dicendo che ha lavorato molto e bene, ma si trova in una scomoda posizione, che non dovrebbe esistere. Da un consiglio al presidente di confcommercio, dicendo che si può anche dimettere.

Pierleoni chiede, pensate di utilizzare tutti e cinque gli assessorati dati dalla legge?

Cerquozzi vuole accorpare alcune deleghe, coinvolgendo il consiglio comunale, per dargli un ruolo di maggior rilievo. Creare una giunta in sinergia con il consiglio.

Putzu, turismo e commercio insieme, accorpare le deleghe, sicuramente.

Farina anche d’accordo con l’accorpamento per rispiarmiare.

Franchellucci confermerà i cinque assessori, non è pensabile di ridurre questo numero, è già difficile governare in sei.

Belletti, un domani quando staremo meglio, taglieremo qualche assessore.

Belletti, “se trovo Vitaliano Romitelli presidente del consiglio comunale, te vengo a cercà.” Naturalmente riferito a Franchellucci.

Putzu, rilancia la proposta di dare la presidenza del consiglio comunale all’opposizione

Dal pubblico, forse mettere tutti assessori donna sarebbe meglio. Cerquozzi, quelle che ci sono state fin’ora, magari no.

A Pse esiste la criminalità organizzata, o solo microcriminalità?

Putzu contro le prostitute. Vuole più polizia municipale. Riconosce ad Andrenacci di averci provato. E rilancia sull’esercito, per supportare gli agenti di polizia locale e le forze dell’ordine.

Farina non è a conoscenza di fenomeni di macrocriminalità. Ma se continua così, ci si può arrivare. Massimo utilizzo della municipale, vigile di quartiere e videosorveglianza. Prostituzione piaga numero uno, nell’ambito della sicurezza. Auspica una legge nazionale per regolamentare questo fenomeno. Sicurezza non può prescindere dall’integrazione, con associazioni di volontariato e parrocchie. Fondamentale il decoro della città, tenendo in ordine e pulite le strade, i parchi, con il metodo Giuliani dei “vetri rotti”.

Franchellucci riconosce altri problemi oltre la prostituzione. Microcriminalità legata al gioco d’azzardo. Denuncia l’uso di cocaina da parte di molte persone in città. Esistono strutture microcriminali di provenienza rumena. Chiede aiuto alle forze dell’ordine. Deniuncia che molti affittano appartamenti alle prostitute a prezzi maggiorati. Associare il lavoro della polizia locale con i carabinieri per reprimere il fenomeno prostitutivo. Si astiene da commentare la proposta “esercito”, però escludendola.

Belletti ha studiato gli interventi fatti dalla polizia locale, e il comandante ha lamentato il poco organico e la mancanza di compenso per le notti. Non ci sono soldi per il vigile di quartiere, e aumentare l’organico della polizia locale. Da Roma partono gli interventi per contrastare la prostituzione. Poca partecipazione alle assemblee sulla prostituzione, bisogna partecipare di più.

Cerquozzi crede che non esista criminalità organizzata di grande livello, ma episodi legati al degrado della città. Rivendica di avere candidato tutte persone pulite, senza precedenti penali. Il problema prostituzione non ha colore, dobbiamo prendere provvedimenti condivisi.

Marisa Colibazzi chiede spiegazioni sul probabile spostamento del Serd.

Belletti si impegna ad affrontare insieme questo problema, in comune accordo con gli altri. Vuole spostarlo e portarlo in una sede adeguata.

Franchellucci. Probabilmente verrà spostato a Fermo, centralizzato come il servizio vaccinazioni ecc.

Cerquozzi quota Belletti, non si fanno proclami elettorali su questi temi. Il problema non è avere gente fuori dal serd di Pse o di Fermo, bisogna intercettare la problematica prima, per aiutare chi ha un disagio di questo tipo.

Putzu vuole un lavoro insieme ai sindaci di Sem e Monte urano. Avrebbe preferito prima spostare il serd poi il servizio vaccinazioni. Si impegna a spostare il serd a Fermo.

Farina è molto vicino a questa problematica. Replica a Belletti sulla sicurezza: bisogna reperire le risorse, perchè la sicurezza è alla base della vita dei cittadini.

Prevedete di costruire nell’area dell’ex comune? E il cineteatro Beniamino Gigli come verrà sbloccato?

Farina. Piazza base per il rilancio sociale, economico, commerciale. Non ci sono fondi per ricostruire sul vecchio comune. Collaborazione con il privato. Piazza pedonabile, con viabilità fluida, con aree verdi e non incrocio di vie. Dalla Piazza si rilancia il turismo. Mancanza di b&b, e di alberghi. Fim fondamentale per lo sviluppo turistico della città, bonifica dell’area, e forti nella trattativa col privato, per spostare la lancetta verso il pubblico.

Franchellucci. L’amm. comunale ha approvato il nuovo piano di recupero di piazza. Creare nuova viabilità di piazza, collegandola con il corso e con le vie che confluiscono in piazza. Il cineteatro deve essere ristrutturato, ma bisogna fare i conti col privato. Demolizione del mercato coperto e dell’edificio lato ovest(Birimbao), per aumentare lo spazio pedonabile. Prevista la ricostruzione sul vecchio comune, come barriera per la ferrovia. Prevedere un porticato che colleghi dal punto di vista architettonico tutto ciò che sta intorno, per avere nuovi spazi commerciali. Al terzo piano di questo edificio ci andrà il residenziale.

Belletti non sa parlare politichese. “Franchellucci vuole fare una piazza con una palazzina dentro”. La piazza di Belletti è libera. Chiusa al traffico. La barriera può essere fatta con le piante, non per forza con una palazzina. Nazareno deve sopportare il peso delle amministrazioni precedenti. Qualcuno ha venduto il cineteatro Gigli a Moreschini, perché? Visto che è stato abbattutto il comune perché ricostruire, lasciamolo così. Denuncia il degrado  delle vie parallele al lungomare della faleriense, non solo del centro. Sul turismo punta sul verde, contagiato dal m5s.

Cerquozzi. Visione turistica sostenibile. Darsena è follia. Troppo sfitto, usare il patrimonio sfitto per fare turismo. Altrimenti non si va da nessuna parte. Propone l’azionariato diffuso per realizzare le opere pubbliche. Demolire il vecchio comune è stato un atto criminale, ricostruire li, ancora più criminale. Prendere di petto il problema del cineteatro, intraprendiamo un discorso per ristrutturarlo. Dal 1962 si progetta piazza, è rimasta sempre così.

Putzu non vuole residenziale in piazza. Se il privato non accetta di ristrutturare il cineteatro si andrà all’esproprio. Sul vecchio comune vuole costruire un edificio leggero, solo commerciale. Ripartire dal commercio. Rivalutare il borgo marinaro. Dare la possibilità ai cittadini del borgo marinaro di riconvertire le abitazioni in b&b, con sgravi fiscali.

Come pensate di coinvolgere la cittadinanza nelle scelte dell’amministrazione?

Franchellucci. Dal problema antenne abbiamo imparato che bisogna coinvolgere sempre di più i quartieri nelle scelte dell’amministrazione. Costituire una consulta permanente dei comitati di quartiere. I cittadini dovrebbero partecipare di più al comitato di quartiere, per poi confrontarsi con l’amministrazione. Decidere insieme ai comitati di quartiere. Prima partecipare ed informarsi e poi partecipare alle decisioni.

Belletti. I quartieri sono i rami d’azienda del comune. Devono essere forti. A Marina Picena villa Baruchello è degradata. L’associazione di quartiere potrebbe gestire la villa, per tenerla a modo e avere qualche entrata. Questo discorso si può espandere a tutti i comitati. Partecipazione importante. Se il quartiere è forte si fa sentire dall’amministrazione.

Putzu. Se andrà al ballottaggio il m5s voterò loro. Le commissioni vanno allargate alla città, anche ai singoli cittadini, con particolare competenza. Consigli comunali aperti nei quartieri. Va benissimo il referendum, le decisioni non vanno prese dal direttivo di un partito. Facciamo scegliere ai cittadini, se votano contro le nostre proposte, lo dobbiamo accettare.

Cerquozzi d’accordo con la consulta permanente. La partecipazionie c’è se chi partecipa può incidere nella decisione. I pareri dei quartieri devono essere vincolanti. Bisogna migliorare il rapporto diretto con il cittadino.

Farina. La partecipazione è il punto di partenza per avvicinare i cittadini all’amministrazione. Punto forte del programma è la consulta permanente dei quartieri. Tutti si devono impegnare affinchè tutti i cittadini siano partecipi alle decisioni dell’amministrazione comunale.

Le domande sono finite. Chiusura al presidente dell’associazione di quartiere Corva.

L’assemblea è finita. Andiamo in pace!!

Riccardo Marchionni

La CNA, i candidati sindaci

“Oggi, con i tempi che corrono, un primo cittadino deve dimostrare di avere la capacità per contrastare le tante problematiche: sfitto, lavoro, erosione della spiaggia, strutture ricettizie, viabilità, sociale. La crisi è stringente e abbiamo bisogno di soluzioni chiare dalla prossima amministrazione, una cosa è fondamentale: prima di tutto il lavoro”.

Senza tanti giri di parole. Così è iniziato il confronto tra i candidati alla guida del Comune, indetto venerdì scorso dalla CNA della Provincia di Fermo (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa). La serata, moderata dalla giornalista Sonia Mauro, ha riscosso un grande successo tra la cittadinanza, tanto da non essere sufficiente la sala per i convegni della Croce Verde.

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“Il direttivo della CNA ha lavorato molto per trovare soluzioni ai problemi dello sviluppo, accentuati dalla crisi economica. Abbiamo raccolto un migliaio di firme a supporto delle nostre proposte, sperando che la politica faccia qualcosa di reale – afferma Alessandro Migliore, giovane segretario provinciale dell’associazione – le tematiche sono varie, non ci preoccupano soltanto il credito, i prestiti, la tassazione; ma anche lo sviluppo turistico, la viabilità pedonale, accendere i riflettori sulle reti di impresa fino anche a favorire lo spacchettamento degli appalti, così da dare spazio alle imprese locali”.

Le richieste del mondo del lavoro sono molte, ma necessarie in un paese affossato dalla crisi economia, con una disoccupazione giovanile elevatissima, nella cui provincia chiudono sedici aziende al giorno. Ai cinque candidati sindaci sono state sottoposte cinque domande, per ognuna quattro minuti di tempo a disposizione, presenti nel documento stilato dall’associazione.

Turismo. “A Porto Sant’Elpidio abbiamo fatto tanti passi avanti riguardo l’offerta turistica, ma non basta. Sono molte le problematiche esistenti: dall’erosione costiera, al consumo del territorio, alla mancanza di strutture ricettizie. C’è una strategia comune per far volare il paese?”

Andrea Putzu. “Il turismo non può essere di quaranta giorni l’anno. Sono stati sprecati soldi pubblici per le scogliere (n.d.r. costo circa sei milioni di euro, in parte dati dalla regione) e non si è risolto il problema dell’erosione . Così rischiamo che anche le famiglie non vengano a Porto Sant’Elpidio e con le casse comunali indebitate per circa trenta milioni di euro in mutui da estinguere, non possiamo più permetterci una soluzione come quella. Noi vogliamo un turismo legato alla calzatura, consorziando le aziende. Una struttura ricettiva capillare, perché ricordiamoci che nell’area dell’ex Fim è in cantiere la costruzione di un albergo ma lo stesso costruttore deve ancora terminarne un altro”.

Roberto Cerquozzi. “Dobbiamo costruire un circuito di tutte le strutture sfitte e da li introdurre l’offerta dell’artigianato. Il target sono le famiglie e dobbiamo dare la possibilità a tutti di fare cassa. Per una vera offerta turistica non possiamo fare accordi tra privati anche non di Porto Sant’Elpidio perché i ricavi non rimarrebbero nel territorio, e questo non possiamo più permettercelo.

Sergio Belletti. “Parlare di turismo è impegnativo ma io voglio soffermarmi sulla calzatura. Non riusciamo promuoverci con efficacia nelle fiere; dovremmo promuoverla come fanno altri paesi che hanno creato marchi per le proprie tipicità. Riguardo l’erosione, c’è una cosa da dire, ieri l’incontro con il sindacato dei balneari, l’assessore regionale ci ha mostrato un foglio in cui risultava che l’amministrazione non ha chiesto i danni per l’erosione.

Nazareno Franchellucci. “I numeri del turismo sono aumentati rispetto agli anni passati, secondo i dati regionali. Noi vogliamo continuare la costruzione delle strutture alberghiere ma parallelamente l’attuazione di sgravi fiscali per chi intende trasformare gli immobili per attività di affittacamere. Ma anche mettere insieme una regia di artigiani e balneari così da poter sfruttare un brand che includa l’eccellenza calzaturiera.

Enzo Farina. “Noi siamo favorevoli ad una ricettività diffusa insieme alle strutture alberghiere. Applicheremo una politica a favore degli imprenditori calzaturieri. Dato che la calzatura è il perno della nostra economia”.

Viabilità. “C’è sicurezza sulle strade? Non credete che non sia stato fatto molto per la viabilità pedonale? Siete favorevoli allo “spacchettamento” dei bandi per gli appalti pubblici?”

Roberto Cerquozzi. “Da questo punto di vista dobbiamo aumentare il verde pubblico, anche con i canali del sociale. La precedente amministrazione ha fatto qualcosa in merito, ma noi proponiamo uno stop con il consumo del territorio. Rischiamo che a pagare il prezzo per le grandi opere siano i nostri figli e nipoti. Siamo favorevoli ad uno spacchettamento dei bandi per gli appalti, proposta presente nel programma.

Sergio Belletti. “In generale la città è fornita di viabilità pedonale, ma meno al nord e c’è un problema di manutenzione al sud. Il recupero del territorio potrà avvenire anche favorendo i laboratori e riqualificando lo sfitto presente”.

Nazareno Franchellucci. “È stato fatto tanto lavoro. Pensiamo l’apertura del casello autostradale e alla pista ciclabile del lungo mare. Ma questo non basta; ci proponiamo di aumentare la viabilità ciclabile e anche la creazione di quelle che abbiamo chiamato “piccole oasi” pedonali all’interno dei quartieri. Siamo favorevoli allo “spacchettamento”, usando anche la formula dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

Enzo Farina. “Per noi è fondamentale che la piazza ritorni al centro. Un urbanistica concertata con la cittadinanza, con una seria viabilità ciclo-pedonale. Mi riferisco anche al lungomare Europa e al sud”.

Andrea Putzu. “Vogliamo che il ponte di collegamento con Civitanova, alla fine del lungomare Europa sia finalmente fatto. Anche trovando un accordo con i sindaci delle altre città per una viabilità condivisa. Riqualificare l’urbanistica esistente anche eliminando il regolamento che fa si che non si possano ristrutturare edifici privi di parcheggio.

Lavoro. “Alleggerire la burocrazia perché oggi gli imprenditori devono fare tutto da soli. Detassazione per le imprese, insostenibile il 60 – 70%. Trovare un accordo condiviso per il credito bancario e rilanciare il Made in Italy”.

Sergio Belletti. “Come dicevo prima non affrontiamo in modo vincente le fiere. Ma dobbiamo anche collaborare con quelle realtà forti, dando la loro stessa possibilità anche alle piccole di avere una vetrina comune”.

Nazareno Franchellucci. “Dobbiamo favorire figure interne l’amministrazione che siano di supporto alle aziende. Dare incentivi a quelle che nasceranno con esenzione per un anno dalla tassazione, per le altre cercheremo di ridurre dove si potrà. Per il Made in Italy noi abbiamo già valenti associazioni, dobbiamo soltanto spingere le aziende a farne parte; anche intercettando i finanziamenti europei con l’aiuto dell’amministrazione. Per questo sono contro lo sportello Europa paventato da qualcuno”.

Farina. “Dobbiamo far ripartire l’edilizia e l’indotto che crea. Alleggerire il peso burocratico. Soltanto in Italia, per aprire un’azienda, si devono aspettare 4-5 mesi, quando nel resto d’Europa bastano 4-5 giorni. Ma anche dare sgravi fiscali a quelle aziende che assumono giovani.

Andrea Putzu. “Secondo noi per il rilancio del Made in Italy lo sportello Europa è fondamentale. In questi anni sono stati intercettati pochissimi finanziamenti europei anche perché i dipendenti del Comune non sono così efficaci per questo lavoro. Abbassare i pagamenti riguardo i rifiuti nella T.A.R.E.S per le imprese e permettere pagamenti dilazionati con un’azienda privata invece che con Equitalia”.

Roberto Cerquozzi. “Noi nasciamo in rete e per questo è fondamentale l’attuazione di sistemi online certificati per alleggerire la burocrazia. Il turismo dovrebbe essere associato al calzaturiero, promuovendo un consorzio o marchio per la calzatura elpidiense. Ma dobbiamo ripartire da zero per un visione economica, collaborando con le associazioni di categoria, con trasparenza e partecipazione.

Le ultime due domande riguardavano, l’istituzione di una consulta permanente d’impresa, accolta favorevolmente da tutti i candidati, e le prime tre cose che avrebbero fatto appena eletti.

Enzo Farina. “Vedere la situazione reale del bilancio e tamponare i fondi per il sociale e piazza.

Andrea Putzu. “Risolvere il problema della prostituzione. Dare più risorse alla polizia locale togliendole dalle consulenze esterne per le infrastrutture. Fare una piazza con edifici commerciali e viabilità pedonale. Trovare le risorse per il sociale andando a tagliare gli stipendi dei dirigenti comunali”.

Roberto Cerquozzi. “Riassetto della macchina comunale dando più poteri ai comitati di quartiere. Rivedere l’architettura del bilancio e sensibilizzare la cittadinanza sulla partecipazione. Informatevi perché è la prima cosa.

Sergio Belletti. “Ricomincia dal centro, piazza e borgo marinaro. Rilanciare il calzaturiero e soprattutto lavorare insieme sulle proposte condivise.

Nazareno Franchellucci. “Capire quali tagli saremo costretti a sopportare dal governo centrale, cercando le risorse per mantenere i servizi. Partire con i lavori per la viabilità di piazza Garibladi. Combattere la prostituzione, con la forza di tutti e non con proposte campate per aria”.

Come potete notare la maggior parte delle proposte sono simili tra loro. Si è parlato poco, tranne alcune eccezioni, di dove prendere le risorse. Della lunghezza di un progetto come piazza Garibaldi, e del ruolo che dovrà svolgere il privato, pagando il comune in opere compensative. Quali e quante? Non credo sia avvenuto un vero confronto, speriamo che al più presto sia dato modo ai candidati di impegnarsi realmente. Soprattutto se la condivisione delle idee si deve esplicare con il “confronto”, avvenuto a fine evento, tra un consigliere e il padre di un candidato sindaco.

                                                                                                                        Marco Vesperini

[Post.X] Miracolo a Pse, il nome di un consigliere appare su un cubo di cemento

Blocchi

Ha dell’incredibile l’evento che si è verificato a P.S.Elpidio, un’anziana signora che per tutelare la sua privacy chiameremo ‘Marì, all’uscita della messa aveva notato una macchia color sangue su uno di quei bellissimi blocchi di cemento armato invecchiato 12 anni in botti di rovere che negli ultimi mesi hanno invaso la nostra cittadina e che hanno donato al nostro paese i caldi colori tipici dei paesi sovietici, una gioia per gli esteti, che servono da supporto a dei vessilli sponsorizzati.
Cosi’ incuriosita si è avvicinata al quel cubo grigio ed ha visto che quello strano liquido rosso in realtà, stesse trasudando proprio dal blocco formando una scritta (vedi foto)
che, secondo il parere di esperti mondiali nel campo della crittologia, corrisponderebbe a nome e cognome di un consigliere comunale arrivato a sostegno della giunta Andrenacci, mentre il suo partito stava rompendo proprio con quella maggioranza, ora ribattezzata ‘Giunta dei Miracoli’, ma sull’identità si mantiene il massimo riserbo.

La bonipertiana ‘Marì’, che era solita lasciare la messa prima del giro col piattino delle offerte usando la tattica del ‘vaco addè che dopo me sse fa scuro’ ne è certà, “mezz’ora prima non c’era!”. Intanto il Vaticano ha convocato d’urgenza la “commissione miracoli”, pare infatti che la parsimoniosa anziana sia tornata di corsa a mettere 20 euro sul piattino delle offerte, facendo gridare il curato al miracolo, e che la stessa scritta sia comparsa contemporaneamente in quasi tutti gli altri blocchi.
Centinaia i fedeli accorsi in adorazione dei cubi di cemento mentre in città Don Dario cerca di minimizzare l’evento: “E’ presto per parlare di intervento divino, Marì c’ha quasci 70 anni se pò esse ‘mmoccò rincojonita” ed aggiunge: “Vittò e basta a scrie le cazzate, piuttosto battezza ‘ssa frica!”, pur sapendo benissimo che non solo non si è candidata per diventare Sindaco, ma che non sta neanche sulle liste.

Vittorio Lattanzi

Blocchi1

Nazareno Franchellucci incontra il quartiere Corva

La nostra priorità è quella di mantenere vivi e accesi i servizi” ha esordito così Nazareno Franchellucci, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, durante l’incontro tenutosi giovedì 28 marzo presso Villa Maroni. Alla serata hanno partecipato una cinquantina di persone tra cui alcuni esponenti del Consiglio Comunale, dei GD e di volti storici del quartiere.

Mantenere servizi di alto profilo costa e l’esempio portato è quello degli asili nido comunali. Una problematica già affrontata nell’incontro con il quartiere centro dall’assessore Annalinda Pasquali. “Dobbiamo abbassare i costi coinvolgendo i privati”. L’idea è quella di permettere la creazione di piccoli centri a gestione domestica in luoghi funzionali (come case private o condomini) sotto la direzione di personale qualificato. Una buona proposta questa in un momento di affanno per i fondi riguardanti il sociale. Infatti la Regione Marche, che fino ad ora aveva rimpinguato questa voce di spesa con il fondo per la sanità, si vedrà costretta a diminuire i finanziamenti.

Sanità che viene chiamata in causa con il rilancio della proposta di adibire il terzo piano della Cittadella del Sole a centro di cura degli anziani. Proposta che nei giorni precedenti aveva fatto nascere una diatriba con il sindaco di Sant’Elpidio a Mare, Alessio Terrenzi. Quest’ultimo ricordava come da accordi con l’Ambito XX spettasse a S.E.M la priorità sul servizio per gli anziani. “Noi non vogliamo dare questo servizio in gestione ai privati ma ad una associazione di volontariato di concerto con l’ambito sociale”.

Molte le proposte sui temi di casa, lavoro, turismo, già riporti su questo blog. La novità riguarda la pianificazione territoriale e la priorità rimane piazza Garibaldi. Sarà la prossima amministrazione quella che giocherà un ruolo cruciale nella definizione del nuovo piano regolatore (quello attuale scadrà nel 2015). Viene presentato il progetto sulla viabilità intorno alla piazza (approvato nel luglio 2012 con una delibera del Consiglio Comunale) che prevede l’abbattimento dell’attuale mercato ortofrutticolo, spostato in un nuovo edificio a ridosso del fosso, un collegamento pedonale e ciclabile con via Umberto I, e un sottopasso all’altezza di via Piave. Il costo preventivato è di 1.9 milioni di euro che dovrebbero essere ricavati dalla vendita del lotto in via Mameli.

Efficientamento energetico, neologismo entrato nella lingua comune, dovrà essere la realtà del domani al di là delle forze che siederanno sulle poltrone del Comune. Franchellucci fa un esempio “forte” per rendere l’idea: il termovalorizzatore (inceneritore) della città di Vienna che da energia alle strutture pubbliche. Non è quella la direzione ma il messaggio è chiaro. Bisogna convertire la strutture pubbliche in una visione di risparmio energetico (elettrico e termico), a maggior ragione in un comune come quello di Porto Sant’Elpidio gravato da buchi di bilancio (che siano strutturali o meno non importa, un debito grava sempre sul debitore). Inoltre finalmente qualcun altro parla di Wi-Fi oltre al Movimento 5 Stelle. “Vorremmo dotare gli edifici scolastici di adeguata copertura internet, con il passaggio di almeno un edificio all’anno o a semestre).

Strutture sportive. Tema molto sentito anche dal candidato Andrea Putzu. L’idea è quella di dare una concessione ai privati per costruire una struttura sportiva polifunzionale al coperto. Quest’ultima verrà usata dei ragazzi del liceo Sportivo (questa sembra essere una certezza oramai) e il pomeriggio dalle associazioni sportive private.

Grande assente della serata è stata l’antenna che dovrebbe costruirsi nel quartiere Corva, sulla rotonda tra la strada provinciale e via Morandi. Sulla problematica, che nelle scorse settimane aveva acceso ampi dibattiti, non si sono esposti neanche i residenti. Per ora non è stata accolta nessuna proposta da parte di altre compagnie telefoniche ma viene confermata la posizione e una possibile alternativa sempre in una zona limitrofa a quella indicata nel piano antenne.

Da indiscrezioni la Wind, la concessionaria dell’antenna di Cretarola, e l’attuale amministrazione avrebbero concordato di rimandare la costruzione post elezioni. Franchellucci ci tiene a sottolineare che le voci non sono vere e che la compagnia telefonica, ad oggi, non ha dato nessuna risposta alle sollecitazioni del vice sindaco Monica Leoni. Queste ultime avallate anche dalla delibera consiliare del 7 marzo scorso. “Quello dei residenti adiacenti al sito non è problema di salute ma di qualità della vita” afferma il candidato sindaco. I diretti interessati avranno l’occasione di esporre le loro problematiche il 15 aprile, durante l’incontro nel quartiere. 

                                                                                                                        Marco Vesperini

 

Sicurezza urbana e degrado giovanile

 Mercoledì 13 marzo 2013 si è tenuta a villa Murri, nella sala del pianoforte, una riunione con il comandante della polizia locale, un rappresentante del S.e.r.d., dell’ambito XX, e l’amministrazione comunale, per parlare del problema sicurezza (in particolare nel quartiere san Filippo).

Voglio sottolineare incidentalmente l’importanza di situazioni come queste, che saldano il rapporto tra cittadini e amministratori. Occasioni del genere sono auspicabili a cadenze costanti durante tutto l’anno, anche per affrontare problematiche diverse dalla sicurezza.

Ciò che mi ha colpito sono state alcune coincidenze. Il problema principale è che al quartiere san Filippo c’è un gruppetto di balordi che tiene sotto scacco un intero quartiere(scassi, intimidazioni, richieste continue di soldi), ma la cosa ancor più grave, che hanno notato in tanti, è che al loro seguito si sta creando un gruppo di ragazzi più giovani, dell’età dei centri di aggregazione. È proprio di questo che vorrei parlare. Una coincidenza strana è che nei quartieri in cui sono stati chiusi i centri di aggregazione giovanile (san Filippo e centro), si sono create delle situazioni spiacevoli: a san Filippo i ragazzi non avendo un luogo dove passare i pomeriggi, vagano nel quartiere e gli unici esempi che trovano sono i suddetti personaggi non raccomandabili. Al centro invece i ragazzetti si sono insediati nelle immediate vicinanze della stazione, nonché sede della polizia municipale, passando i pomeriggi allo sbaraglio e iniziando ad avvicinarsi alla micro-delinquenza(testimoniato dallo stesso comandante della polizia locale).

Non voglio dire che se ci fossero stati i centri di aggregazione queste situazioni non si sarebbero verificate, ma sicuramente ci sarebbe stata una valida e sicura alternativa per questi ragazzini.

Ciò che mi dispiace di più è che l’assessore alla cultura e alle politiche giovanili non senta il bisogno di scusarsi. Non per ciò che ha fatto o non fatto lei personalmente, ma a nome della sua giunta che in questi due casi ha fallito miseramente. Sarebbe stato un bel gesto dire “mi scuso per ciò che non siamo riusciti a fare in questi quartieri”, invece ho sentito un “io non devo scusarmi con nessuno, perché per quanto mi riguarda ho fatto del tutto per evitare la chiusura di quei due centri”. Non metto in dubbio che la Pasquali abbia fatto del tutto, anzi lo credo fermamente, però la sua giunta a maggioranza ha votato la chiusura, e questo ha portato i risultati sopra descritti. Un “mi scuso”, ogni tanto, sarebbe carino sentirlo.

Le ragioni portate dalla Pasquali non bastano. Non basta riversare i ragazzi negli oratori, o sperare che nei centri d’aggregazione rimasti siano i genitori dei ragazzi ad aiutare gli operatori. Alessandro Ranieri dell’ambito territoriale XX ha sottolineato come i centri d’aggregazione abbiano avuto una crescita ed un declino, dimenticandosi di precisare che questo declino è avvenuto nel momento in cui si è iniziato a ridurre progressivamente l’organico da tre operatori ad uno. Uno solo operatore non può far altro che garantire un livello di assistenza minimo, cioè che nessuno si faccia del male. Non può organizzare nessun tipo di attività, di giochi, di svago per i ragazzi fruitori dei centri.

Dalla nuova amministrazione mi aspetterei che organizzasse meno feste e più centri giovanili. Il candidato sindaco Franchellucci al nostro giornale ha dichiarato che questa “è una questione alla quale bisogna assolutamente trovare una soluzione”. Anche lui faceva parte dell’amministrazione che ha chiuso i due centri. Speriamo che non sia solo una promessa da campagna elettorale.

                                                                                                                Riccardo Marchionni