Consiglio comunale giovedì 22 maggio

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È convocato per domani giovedì 22 maggio alle ore 17:45 il consiglio comunale. Si tratteranno i punti che non sono stati discussi nell’ultimo consiglio del mese scorso.

Ricordiamo a tutti i cittadini che si può seguire il consiglio comunale in diretta streaming a questo indirizzo: http://new.livestream.com/accounts/1668274

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Rapina con frontale in via Ungheria

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ieri, intorno alla mezzanotte, in via Ungheria(all’altezza del palazzetto dello sport) un uomo alla guida della sua auto è stato avvicinato e fermato da due uomini a bordo di una golf blu. Secondo la testimonianza del primo, i due hanno chiesto patente e libretto al malcapitato, poi gli hanno rubato soldi e documenti scappando con la loro auto in direzione nord.

L’uomo, residente a Castelfidardo, capito l’inganno è partito all’inseguimento dei malviventi, che arrivati alla fine di via Ungheria hanno dovuto far manovra(perché la via è chiusa) e mentre tornavano indietro le due auto si sono scontrate frontalmente. La Seat Ibiza su cui viaggiava l’uomo rapinato si è fermata in mezzo alla strada. Il fidardense si è diretto subito verso la golf dei rapinatori cercando di aprire la portiera, ma questi sono ripartiti trascinandolo e investendolo, procurandogli la rottura di una gamba.

Subito i residenti di via Ungheria sono scesi in strada ed hanno chiamato l’ambulanza che è arrivata prontamente. Dopo un’ora è arrivata anche una volante della Polizia Stradale di San Benedetto Del Tronto, ed i Carabinieri della stazione locale.

Un nostro inviato, appena arrivato sul posto ha trovato una scena da film: il sessantenne a terra con la gamba rotta in mezzo ad una pozza di sangue che inveiva contro i rapinatori, e la sua auto completamente distrutta.

I due malviventi, secondo le nostre fonti, dovrebbero essere stati fermati all’altezza della rotonda “Pellegrini” a Civitanova Marche. Viste le condizioni della Seat Ibiza, per i rapinatori sarebbe stato difficile darsi alla fuga con un’auto massacrata frontalmente.

Abbiamo raccolto inoltre il malcontento dei residenti di via Ungheria, che chiedono maggiore illuminazione e più controlli. Quella zona infatti, ci raccontano alcuni residenti, è trafficata di notte dagli avventori delle prostitute che consumano i rapporti in macchina, ed anche in alcuni appartamenti.

Ciò che emerge da questa storia è che il livello di criminalità è molto alto e distribuito in tutta la città. Le forze dell’ordine hanno poche risorse e poco personale per garantire una buona copertura delle notti(tanto che la pattuglia della stradale è partita da San Benedetto). La questione sicurezza rimane di primaria importanza a Porto Sant’Elpidio, sarà una difficile sfida da vincere per il Sindaco e per tutte le forze dell’ordine.

 

 

Dirigenti come cda Farmacie, perché no?

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Bella mossa quella del sindaco Franchellucci, che ha diminuito di due terzi il gettone di presenza per i membri del cda delle Farmacie Comunali(2 più il presidente), e ha legato una parte dello stipendio del presidente ai risultati raggiunti dalla società.

Riconosciamo il merito al sindaco quando fa delle scelte azzeccate, e questa è una di quelle. Si vede che quando può agire in autonomia, slegato dalla pesantezza degli accordi presi dalle amministrazioni precedenti, Franchellucci si distingue per la bontà delle sue politiche.

Ricordiamo per esempio quando qualche mese fa in consiglio comunale, aveva esternato l’intenzione di rideterminare il contratto con l’Ecoelpidiense, per migliorare il servizio(e far risparmiare il comune) tramite la creazione di isole ecologiche nelle quali dapprima i commercianti(che hanno esigenze diverse dalle famiglie) potessero riversare i propri rifiuti, evitando le situazioni spiacevoli che si creano ogni tanto con la raccolta porta a porta. Attendiamo fiduciosi gli sviluppi di quest’idea.

Buone idee quindi, quelle partorite dalla mente del sindaco. Risparmio, razionalizzazione delle spese, stipendio legato ai risultati. Ottimi criteri, applicati in modo ineccepibile.

Ora che il sindaco ha incassato le lodi di molti, ora che ha visto come ci si sente bene quando si fanno delle scelte positive, ora che ha rodato questo modo d’agire con la società Farmacie Comunali spa, attendiamo di tessere future lodi per quando applicherà i sopracitati criteri anche agli stipendi dei dirigenti comunali.

Infatti, al di là del ritorno mediatico di questa politica, il risparmio generato sarebbe intorno ai diecimila euro all’anno secondo i nostri calcoli. Andando ad agire sull’indennità di posizione dei dirigenti(portandola al minimo di legge, 11mila euro all’anno) si risparmierebbero circa 50mila euro all’anno. Stessa politica, ma con più sostanza.

Avremmo potuto commentare dicendo che diecimila euro non risolvono i problemi della città, ma questo lo lasciamo fare a qualche consigliere comunale; non ci spingiamo fino a suggerire al presidente del consiglio Renzi di prendere esempio da noi, questo lo lasciamo fare ai giornalisti in carriera. Diciamo solo: bravo Nazareno, ti sei allenato con le Farmacie, ora tocca ai dirigenti comunali.

Disagi per i pazienti dirottati alla Croce Verde

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Un caso “esploso” questa mattina quando i pazienti dell’ambulatorio medico di Via Elpidiense hanno trovato il foglio alla porta che li informava della chiusura per due giorni: causa un corso di aggiornamento dei medici; invitandoli quindi a rivolgersi alla Croce Verde, che avrebbe sostituito i medici assenti.
Il gruppo, costituito da una ventina di persone, si è diretto quindi verso gli edifici posti di fianco l’Asl per le loro ricette. Arrivati in loco però sono venuti a conoscenza del fatto che il giovane medico con funzioni di sostituto non poteva prescrivere ricette base di analisi del sangue, radiografie e simili; “il medico non aveva neanche il ricettario ed è dovuto andare da un suo responsabile, il dott. Corsi, perché aveva finito i fogli – affermano alcuni pazienti – per due giorni non riescono a trovare un sostituto con l’autorizzazione necessaria?”. Insieme ai pazienti era presente perfino un informatore farmaceutico che avrebbe confidato di non essere stato avvertito dell’assenza dei medici seppur avesse preso appuntamento un mese prima. “Non me la prendo con il giovane medico – afferma una signora – ma con i coordinatori e responsabili medici di zona che non riescono ad organizzare una sostituzione”. Responsabile dell’organizzazione dei servizi sanitari di base per il distretto è il dott. Licio Livini, dirigente dell’Asur zona11.

Taglio palme, l’esperienza di Porto San Giorgio

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Due pesi e due misure. È passato un mese dall’abbattimento delle 8 palme storiche di Via Mameli ma la vicenda brucia ancora nella cittadinanza elpidiense; soprattutto dopo l’ultimo Consiglio comunale quando sia il presidente Vitaliano Romitelli che, per ammissione indiretta, il dirigente Lavori Pubblici Stefano Stefoni hanno confermato la mancanza di comunicazione interna alla stessa maggioranza. “Non abbiamo tagliato le altre piante(quelle dietro piazza Garibaldi) perché l’assessore Buono, Romitelli e Ciarrocca si sono messi di traverso”. Afferma quest’ultimo. Il buon assessore ai Lavori Pubblici sembrava egli stesso saper ben poca cosa in quel frangente: peccato di negligenza?

Si è detto che “quello dell’abbattimento è stato un atto dovuto conseguentemente alle richieste delle Ferrovie dello Stato”, nonché per due palme intaccate dal ‘punteruolo rosso’. Sarà una coincidenza ma su quel tratto ci sarebbe una previsione di allargamento dei parcheggi, in vista della variante urbanistica per la nuova viabilità di Piazza Garibaldi.

Abbiamo intervistato Giorgio Raccichini, consigliere comunale di Porto San Giorgio, per sapere come i nostri vicini hanno gestito le “pressioni” di Ferrovie.

Consigliere nella vostra città come avete affrontato la questione degli arbusti posti sul tratto ferroviario?

Il decreto del 1980 parla di divieto di far crescere piante o siepi ad una distanza minore di 6 metri dal tracciato ferroviario. Il punto maggiormente colpito da tale divieto, a Porto San Giorgio, riguarda Viale Cavallotti dove ci sono molti pini storici della città; e abbiamo trovato un appiglio nel fatto che in tale decreto non viene menzionato l’abbattimento come obbligatorietà ma si possono trovare misure alternative per preservare il patrimonio arboreo, come potatura e messa in sicurezza.

Ci sono state ripercussioni di FS?

Nel marzo 2013 Ferrovie aveva diffidato il Comune di tagliare una trentina di pini entro un mese ma non ci siamo piegati. Un’amministrazione deve preservare il suo patrimonio quando può. L’assessore mi ha detto poi che recentemente è arrivata in Comune una multa di 26 € per questa mancata ottemperanza. Non è finita qui quindi; ma quando la cittadinanza e l’amministrazione, che deve tutelare gli interessi di quest’ultima, si battono su questioni condivise, si può fare molto. Noi (ndr. l’attuale amministrazione) a Porto San Giorgio abbiamo scelto di non tagliare a differenza di chi ci ha preceduto. Anche da un punto di vista turistico, dato che molte città della costa adriatica hanno un percorso marittimo formato da pini e palme, sarebbe bene preservare tale patrimonio.

Associazioni di quartiere e verde pubblico

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Le associazioni di quartiere, organi sempre più importanti all’interno della vita cittadina, gestiranno parte delle aree verdi della città. Due di queste, San Filippo e Cretarola, lo fanno già da alcuni anni, mentre le altre inizieranno a breve. All’interno di questo progetto di cura del verde, oltre alle associazioni di quartiere, rientrano anche il centro anziani di villa Murri e della Faleriense.

“Le associazioni, oltre a fare le segnalazioni, ora agiranno direttamente diventando così ancora più responsabili”, ha affermato l’assessore Buono durante la conferenza stampa di oggi, e continua “con la promessa che se ci sarà bisogno faranno anche di più di quello che gli viene realmente corrisposto”.

Infatti il contributo che il comune darà alle associazioni sarà al ribasso rispetto ai costi che sosteneva il comune servendosi dell’Ecoelpidiense. “Si fa un computo forfettario al ribasso rispetto a prima e i soldi risparmiati andranno nel sociale”, dichiara il sindaco Franchellucci.

Rimarca il grande spirito di volontariato delle associazioni di quartiere l’assessore Leoni, che spiega come “partendo dallo statuto della associazioni di quartiere, e anche su proposta di alcune di loro, abbiamo voluto allargare l’esperimento già iniziato con San Filippo e Cretarola”.

“Le associazioni con i soldi incassati andranno ad implementare le molte attività che compiono durante l’anno”, spiega il presidente dell’associazione di quartiere Corva Gaetano Pieroni.

Una bella iniziativa che responsabilizza i cittadini rendendoli partecipi della cura del proprio quartiere. Due punti restano da capire: se la pertinenza da parte delle associazioni rispetto alle 92 aree verdi individuate sarà limitata soltanto al proprio quartiere o se come adesso si “sconfinerà” in altri. E in che maniera, nello specifico, verranno impiegati i soldi risparmiati con questa operazione.

Le priorità dell’amministrazione Franchellucci

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – L’ampliamento del parco San Filippo odora di regalo per il buon comportamento elettorale di quel quartiere. Molte altre zone della città versano in condizioni pessime, l’ingrandimento del parco già di per se gigante non sembrerebbe una questione tanto urgente. E non possiamo credere che quest’intervento risolverebbe il problema sicurezza.

“E’ un intervento importante  – commenta l’assessore Pasquali – Il piano regolatore degli anni 80 qui ci permette di intervenire con questo tipo di struttura che può davvero essere un centro che caratterizzerà la città così come la pineta o le ville. Si procederà per stralci ma già così possiamo dire di essere molto soddisfatti”.

Un centro che caratterizzerà la città, come la pineta o le ville quindi. Che il “centro” per l’amministrazione sia il quartiere San Filippo non c’erano dubbi. Che il parco San Filippo sia come la pineta o le ville invece, non sembra proprio.

Il parco in questione è probabilmente il più grande della città. La manutenzione è affidata all’associazione di quartiere San Filippo, che percepisce dal comune ventimila euro l’anno. Da quello che sappiamo la gestione funziona molto bene e il parco è sempre in ordine e pulito.

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La pineta, al contrario, si trova in una situazione per niente bella. Massacrata dal maltempo e dalle nevicate degli ultimi anni, non ha mai ricevuto la cura necessaria al suo perfetto mantenimento. Nessun serio lavoro di manutenzione è stato fatto da almeno dieci anni, infatti le passeggiate e le staccionate interne sono scomparse, il percorso sportivo lato mare è andato distrutto e non è mai stato pensato un “ricambio generazionale” e una diversificazione delle piante fino a poco tempo fa. Un progetto è stato realizzato nel 2013, finanziato dalla regione Marche con 80mila euro. I lavori per la sistemazione della pineta si sarebbero dovuti svolgere tra ottobre 2013 e marzo 2014, il sindaco aveva proclamato: “a primavera concludiamo”. Siamo a Maggio e non s’è visto niente, perché?

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Villa Baruchello versa in condizioni pietose: il boschetto è stato sventrato dai lavori di ampliamento dell’autostradaè pieno di alberi pericolanti che potrebbero cadere da un momento all’altro(tanto che uno è caduto distruggendo il gazebo vegetale vicino ai “giochi”), il giardino è in totale stato di abbandono(ed è diventato meta fissa di personaggi a dir poco loschi). E come se non bastasse la Limonaia soffre di umidità a causa di infiltrazioni d’acqua. Il sindaco Franchellucci aveva dichiarato che prima di Natale(2013 in teoria) avrebbe affidato la gestione della villa all’associazione di quartiere Marina Picena. Ma non si può affidare una struttura del genere in queste condizioni ad un’associazione di quartiere senza prima rimetterla a posto, infatti a novembre scorso Franchellucci asseriva: “prima di darla in affidamento a chiunque è necessario che alcune parti progettuali vengano fatte”. “Prima di natale facciamo tutto, sia l’affidamento che l’altra parte”. Anche in questo caso niente di fatto. Speriamo che  non venga utilizzata la tecnica ormai rodata dalle amministrazioni precedenti dell'”abbandona e distruggi” o dell'”abbandona e vendi”.

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Riguardo al parco della Marchesa il Sindaco commenta così: “si tratta di un intervento che renderà particolarmente fruibile e sicura l’intera area”- e continua –  “se ancora non c’è una delibera di giunta è solo perché abbiamo prima voluto comunicare il progetto ai cittadini”. Ma veramente qualcuno crede che l’ampliamento del parco porterà maggiore sicurezza? Siamo sicuri che i residenti di quel quartiere, e i cittadini tutti, siano d’accordo con il portare avanti questa politica? E poi, la concezione di partecipazione che ha il sindaco lascia a dir poco a desiderare: fare una presentazione del progetto bell’e pronto non equivale al concetto di partecipazione, significa mettere al corrente i cittadini di una scelta già presa.

In un momento come questo, con le risorse economiche all’osso, ogni intervento deve essere pesato bene sulla bilancia delle priorità, è così tanto prioritario ampliare l’enorme parco della Marchesa? Forse si potrebbe spendere diversamente quella cifra(85mila euro), per esempio sistemando le strade disastrate di cui è piena la città, che portano più cause per danni che altro. Oppure, rimanendo nell’ambito del quartiere San Filippo, lo si poteva dotare di un centro d’aggregazione giovanile, visto che manca da ormai troppi anni. Si poteva assumere un vigile(o più) che coadiuvasse il difficile lavoro della Polizia Locale di contrasto alla criminalità. Potremmo stilare una lista lunghissima di cose più stringenti, più necessarie rispetto all’ampliamento di un parco gigante.

La ratio delle scelte politiche dei nostri amministratori che emerge dai fatti è evidente: gratificare gli allineati con azioni eclatanti e puramente di facciata per fortificare e mantenere il potere di elezione in elezione. Più chiaro di così si muore.

 

 

 

[PostX] Maledetta primavera!

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Disagi a Porto Sant’Elpidio, allagata la statale Adriatica, divelto l’asfalto, poi la mareggiata si è ritirata.

Le pioggie di questi giorni sono state talmente intense che le prostitute usavano i preservativi per non bagnarsi i capelli.
Persino un tombino è esploso a causa delle forti precipitazioni. Sul posto sono subito intervenuti anche il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici, a bordo dello chalet Minù.
Fortunatamente le abitazioni lungo la strada non hanno riportato danni, ma hanno deciso che andranno comunque tagliate.

Il Primo Cittadino sui social invoca aiuti dall’alto: “Non lasciateci soli”. Eppure ero convinto che si fosse battezzato.

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Le forze dell’ordine comunque ribadiscono che si è trattato di un “Evento eccezionale”, infatti pare che da oltre 72 ore non sia successo nulla in Via 5 Giornate.

Buone notizie: a settembre, con appena 85mila euro, prenderà il via l’allargamento del parco elettorale del quartiere San Filippo. “Si tratta di un intervento che renderà particolarmente fruibile e sicura l’intera area” commenta Franchellucci, la massiccia piantumazione di alberi prevista infatti potrà attutire le cadute dei cittadini lanciati dai balconi.

V. L.

 

 

Consiglio comunale martedì 29 Aprile

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È convocato il consiglio comunale per martedì 29 aprile 2014 alle ore 17:30.

Sono 15 i punti all’ordine del giorno. Si preannuncia un consiglio lungo ed interessante, si parlerà della rateizzazione della tassa sui rifiuti, ci sarà il rinnovo della commissione edilizia comunale. Si toccheranno temi scottanti come il taglio delle palme in via Mameli, prostituzione, manutenzione del lungomare sud, bonifica dell’area ex Fim.

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Il “luna park” elpidiense

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sapevate che a Porto Sant’Elpidio sorgerà un parco divertimenti da più di un milione di visitatori l’anno? Verrà costruito nel quartiere Fonte di Mare e si chiamerà “Chienti Shire”. È molto fiera l’assessore Sebastiani nel parlare di questo progetto al convegno sul turismo di villa Baruchello . Anzi, di questa idea, perché il progetto non è di pertinenza pubblica, nonostante l’assessore all’urbanistica Annalinda Pasquali lo abbia mostrato ai colleghi di giunta a novembre 2013.
La prima obiezione nasce spontanea: dove prenderà i soldi il comune per realizzare un’opera così imponente(è previsto centro benessere, centro commerciale, piscine coperte ecc.)? Dal “privato”, è logico. Il privato in questione si chiama Enzo Amadio, condannato in primo grado a 4 anni per bancarotta fraudolenta. Va bene che questo è un periodo di crisi, però tra tanti imprenditori dobbiamo prendere proprio uno condannato per fallimento? Come potranno fidarsi i cittadini elpidiense di un progetto del genere, se parte con questi presupposti? Ma soprattutto, non sarebbe forse il caso di interpellarli prima di iniziare un’avventura simile?
Evidentemente per l’amministrazione comunale non è importante consultare i cittadini per operazioni del genere. Così facendo rischiamo di finire come con la darsena: un progetto di speculazione edilizia mascherato da opera pubblica, che la sovrintendenza ha rispedito al mittente. Mantenuto nel programma elettorale, nonostante il partito di maggioranza sapesse benissimo che ormai al netto della speculazione edilizia nessuno avrebbe mai investito lì, soltanto per non doversi giustificare dei tanti soldi già spesi per un’opera che non vedremo mai.
Ci ritroviamo così, un’amministrazione turisticamente schizofrenica, perché da una parte presenta un progetto di albergo diffuso, che speriamo non rimanga una scatola vuota; e dall’altra parte puntano in un turismo di massa, completamente differente.
Sarebbe invece il caso di discutere insieme ai cittadini di quale tipo di sviluppo turistico vorrebbero per la loro città, riconoscendo quali sono le nostre inclinazioni, magari puntando sulla riqualificazione e sulla valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, invece che lanciarsi nell’ennesimo ed anacronistico progetto di speculazione edilizia. E non possiamo bere la balla del progetto turistico che rivitalizzerà la parte nord del paese e che stimolerà Civitanova Marche a creare un collegamento alternativo sul fiume Chienti. Un altro ponte sul Chienti si può fare anche senza depauperare quasi centomila metri quadri di terreno agricolo.
Ricordiamo nuovamente al sindaco la sua promessa fatta in campagna elettorale di diminuire il gap decisionale tra l’amministrazione comunale e i cittadini, che ha da sempre contraddistinto le scelte importanti in città. Continuando su questa strada non farà che disattendere la sua promessa.