In piazza la chiarezza

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Domani sera, alle ore 21:00 presso “La Piccola”, si terrà un incontro organizzato congiuntamente dalle forze di opposizione per fare chiarezza riguardo alla riqualificazione di Piazza Garibaldi.

“In piazza la chiarezza” è il titolo dell’iniziativa. “Le forze politiche di opposizione proveranno a fare chiarezza sul progetto di riqualificazione di Piazza Garibaldi promosso dalla maggioranza, si analizzerà insieme alla cittadinanza le priorità e le giuste linee per una piazza di tutti, per tutta la città.”

Una serata di informazione e di partecipazione, con lo scopo di mettere al corrente i cittadini dell’idea di piazza portata avanti dall’amministrazione, capire cosa non va, e proporre delle soluzioni alternative.

Franchellucci e i crono-programmi

A maggio 2014 il Sindaco Franchellucci stilava un crono-programma dei passi necessari al raggiungimento dell’agognato risultato:

LUGLIO(2014): Presentazione del progetto alla cittadinanza;

LUGLIO(2014): Contributi da parte della commissione consiliare competente

LUGLIO/AGOSTO/SETTEMBRE(2014): Incontri bilaterali “fiume”tra l’amministrazione e tutti i cittadini che vorranno dare il loro contributo in termini di idee al progetto (non escludendo, ma valutandone la fattibilità, un concorso di idee per la progettazione del “corso naturale”)

SETTEMBRE/OTTOBRE(2014): Avvio del procedimento amministrativo di “Variante al Piano di RecuperoEsistente”

#tantavogliadirisultatiimmediati

Nonostante abbia parecchia fretta di portare a casa qualche successo, la variante in questione ancora non s’è ancora vista, e il progetto non è stato presentato alla cittadinanza per poterne poi recepire i contributi(senza parlare del fatto che preferisce gli incontri “tete a tete” alle assemblee pubbliche). La falsa partecipazione ha fatto un buco nell’acqua, com’era facilmente prevedibile. Le promesse di un progetto redatto in maniera partecipativa sono rimaste tali, senza alcun seguito. Il concorso di idee rimane un miraggio, come un’oasi nel deserto.

Sarà tanta la carne al fuoco da cuocere quindi, molti sono i punti oscuri ancora da chiarire. Uno, importantissimo, è quello che riguarda il rapporto tra Moreschini(proprietario del “Gigli”) e l’amministrazione comunale. Ultimamente abbiamo assistito alla riaccensione del dibattito sul futuro della piazza. Da un lato il Sindaco diceva di aver avviato trattative con Moreschini e di aver strappato un accordo, dall’altro lo stesso Moreschini a mezzo stampa smentisce clamorosamente il Sindaco, dichiarando che finché campa lui, quel “coso”(il cineteatro), può rimanere così com’è.

Perché non espropriare?

Il costruttore dichiara inoltre di essere favorevole ad un eventuale esproprio. Perché non si prende in considerazione di praticare questa strada? Perché non si sfrutta il vantaggio dato da una situazione immobiliare stagnante, e quindi favorevole per la collettività? Il Sindaco dice di voler lasciare quest’opzione come ultima spiaggia “perché avrebbe dei tempi lunghi”. Ma se Moreschini non interverrà(“finché campo io resta così com’è”), quale altra strada si può pensare di intraprendere?

L’impressione data dal Sindaco e dalla giunta durante gli ultimi incontri pubblici(oltre all’insofferenza ai pareri contrari, o a chi semplicemente pone questioni per loro spinose) è quella di qualcuno che cerca soltanto di portare a casa un risultato in tempi brevi per metterci il cappello sopra, e che vede in chi vuole una decisione partecipata dei gufi contrari alla buona riuscita della riqualificazione. Il rischio è che si vada spediti con la costruzione della strada radente la ferrovia e che poi ci si impantani, senza un’idea generale e di più ampio respiro, in una situazione ancora più complicata di quella attuale.

Documenti scottanti

Si parla addirittura dell’esistenza di alcuni documenti risalenti ai primi del ‘900, che annullerebbero le compravendite del Cineteatro Moderno effettuate negli anni, a causa della mancata riscossione di un canone da parte del comune, e che potrebbero far tornare lo stabile di proprietà pubblica.

Di questo e di molto altro si parlerà domani sera, tutti quelli interessati alla riqualificazione del centro della nostra città sono invitati a partecipare per apportare un positivo contributo di idee o anche solo di presenza. Perché partecipare è importante, soprattutto quando si parla del futuro della piazza e quindi del futuro dell’intera città.

 

L’evento facebook della serata:

https://www.facebook.com/events/513897285416288/

chiarezzainpiazza

Proibizionismo come soluzione, e i valori di sinistra se ne vanno a farsi fottere.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Introduzione del reato di prostituzione e processo penale per i clienti. Questa è la soluzione che auspica il Sindaco di Porto Sant’Elpidio, Nazareno Franchellucci, per risolvere la questione “prostituzione selvaggia”. Un intervento legislativo di forte stampo proibizionista, che limiterebbe la libertà dell’individuo di disporre come meglio crede del suo corpo e della sua vita, che andrebbe a sindacare nell’intimo delle scelte che riguardano solo e soltanto la sfera personale.

Una visione un po’ retrograda quella del nostro Sindaco, degna del miglior conservatorismo di destra. Ma dove sono finiti gli ideali di sinistra che dovrebbero contraddistinguere il Partito Democratico e i suoi rappresentanti? Probabilmente si sono persi lungo la strada della gentrificazione del partito. Forse si sono persi mentre festeggiavano il fatto di “avere” una banca, o mentre contavano i soldi intascati applicando un metodo mafioso all’amministrazione pubblica(ogni giorno sentiamo di amministratori a vari livelli che vengono trovati con le mani nella marmellata).

Fatto sta che il PD locale, levati gli scandali legati al malaffare, è in linea con il PD nazionale. I principi e gli ideali caratterizzanti la sinistra sono ormai un ricordo. Vale soltanto il fare (a qualsiasi costo), conta soltanto vincere e mantenere il potere.

Reato sì, ma anche no.

La posizione presa ieri sera dal Sindaco, durante l’ultimo degli incontri farsa sul fantomatico bilancio partecipato, è da esperto contorsionista. Dice che vorrebbe la caccia alle prostitute e la punizione per i clienti, ma anche “se si facesse qualcosa di diverso andrebbe bene lo stesso”. Basta che si faccia qualcosa insomma, non importa che sia la soluzione sia quella giusta o quella sbagliata.

Aggiungere il reato di prostituzione non cambierebbe affatto la situazione attuale, se non in peggio, infatti porterebbe soltanto un ulteriore ingolfamento dei tribunali, oltre che danni economici e psicologici per chi viene “beccato”(a fare, sostanzialmente, niente di male). Esiste, nel nostro ordinamento, il reato di sfruttamento della prostituzione, ma questo non ferma i criminali che lo gestiscono, perché il guadagno è troppo alto per lasciarselo scappare. E siccome tale mercato è relegato nell’illegalità, allora l’unica legge che esiste è quella del più forte, così le organizzazioni criminali hanno campo libero.

Dentro al recinto della legge.

Se un mercato è fuori dal controllo della legge, e ci guadagnano solo i criminali che vivono tramite le attività illegali, allora l’unica soluzione intelligente e degna di uno stato moderno è quella di portare tale mercato all’interno del recinto della legge, dando delle regole a qualcosa che è lasciato allo “stato di natura”. I risvolti positivi di quest’azione toccherebbero tutti i cittadini, in quanto un controllo sanitario sulle ragazze e di salubrità dei luoghi dove quest’attività viene svolta garantirebbe un risparmio al servizio sanitario perché meno persone rischierebbero di contrarre malattie. Le entrate fiscali che ne deriverebbero sarebbero enormi. Alla criminalità toccherebbe abbandonare il mercato o ridimensionarsi pesantemente.

Questi ragionamenti di buon senso il Sindaco non li fa? Con quali argomentazioni può portare avanti la sua idea di criminalizzare le scelte personali dei cittadini? Sulla base di quale superiorità morale? E ancora, è accettabile per il nostro paese avere un Sindaco che vorrebbe fuori legge le prostitute e i clienti, ma anche no? Che idea ha del futuro del nostro paese se gli sta bene anche qualcosa a cui lui è contrario?

Una manifestazione fine a se stessa?

L’associazione di quartiere centro ha proposto, ieri sera, di indire una manifestazione contro la prostituzione. Anche altre associazioni di quartiere hanno visto di buon grado questa proposta. “Uniamo la nostra rabbia – incita il Sindaco – su questo tema dobbiamo essere tutti uniti”. Ok, uniti per far cosa? Una buona manifestazione di solito, per raggiungere il risultato prefissato(cioè che cambi quello di cui ci si lamenta), porta con sé delle chiare richieste. Non possiamo pensare di risolvere il problema piantonando tutte le sere la statale in massa, è ridicolo. Il problema va risolto alla radice, cioè cambiando la legge.

Allora questa manifestazione può avere un senso se si chiede di cambiare la legge in maniera decisa, verso una legalizzazione e regolamentazione del mercato della prostituzione. Una sessantina di parlamentari di vari schieramenti si sono riuniti ieri mattina per tirar giù un disegno di legge per superare la legge Merlin, che metteva fine all’esperienza delle case di tolleranza. Questa è una buona notizia che la nostra amministrazione tutta avrebbe dovuto accogliere con piacere, invece ci tocca avere a che fare con l’Anslinger di turno. Che amarezza.

 

 

Progetto sì, progetto no.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Giovedì 19 marzo c’è stato un incontro “ristretto” tra l’amministrazione comunale, alcuni commercianti del centro e i membri dell’associazione di quartiere centro per parlare del progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi. C’erano anche cittadini che non ricadevano nelle suddette categorie, e nonostante all’amministrazione piaccia interfacciarsi soltanto con portatori organizzati di interessi, questi cittadini hanno avuto accesso alla riunione e diritto di parola. Peccato che hanno fatto scappare l’ospite più importante della serata, il disegno del progetto che ha in mente l’amministrazione. Il computer era attaccato al video-proiettore, e lo schermo era aperto pronto a ricevere le immagini, invece niente. Così ci siamo ritrovati ad assistere alla coniazione di un nuovo modo di esplicare i progetti: il “progetto raccontato”. Scherza così l’assessore ai lavori pubblici Buono, ma ha ben poco di cui ridere, almeno per quanto ci riguarda. Sì, perché il loro comportamento cozza platealmente con le loro dichiarazioni. È avvilente ricordare ancora una volta che l’assessore Pasquali a dicembre ’14 promise un’assemblea pubblica da fare a gennaio(di non si sa quale anno) nella quale si sarebbe parlato del progetto di riqualificazione per rendere i cittadini protagonisti. Assemblea pubblica mai svoltasi, sostituita invece con un più compiacente incontro ristretto con alcune categorie.

riunione ristretta

Oltre all’allergia al confronto e alla partecipazione da parte degli amministratori è stato evidente a tutti che i tempi e le modalità di realizzazione dell’opera non sarebbero comunque brevi. L’assessore al bilancio Leoni ci ha infatti spiegato che per quest’anno il comune investirà un milione di euro contraendo un mutuo. Con un milione però rischiamo che non si riesce a fare nemmeno il primo dei tre interventi ipotizzati dall’amministrazione. Poi ci ha spiegato che nel 2016 (senza specificare se all’inizio o alla fine) scadranno tanti dei mutui stipulati negli anni passati, così avremo la possibilità di reperire altre risorse stipulando nuovi mutui. Ma allora, se potremo sperare soltanto nel 2016 di avere i soldi necessari, negli anni passati ci hanno portato in giro dicendoci che avrebbero fatto la piazza “subito”? Anche in campagna elettorale Franchellucci disse che la piazza aveva priorità assoluta, invece…

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Il disegno presentato nel dicembre del 2014 con il crono-programma dei lavori

Voglia di partecipazione

Il concetto che ci preme chiarire al Sindaco, se ancora non l’ha capito, è che non stiamo giocando a chi si aggiudicherà la medaglia di aver realizzato la piazza, o a chi vuole fare e a chi gufa contro(come piace far credere al capo del suo partito). Non giochiamo come i bambini dell’asilo. Tutta la città vuole una nuova piazza e il miglior modo per realizzarla è farlo in maniera partecipativa. Ciò che farà la differenza non è fare due opere di sistemazione viaria entro la fine dell’anno per mettere la medaglietta sulla camicia e postare #promessamantenuta, ma creare un progetto il più possibile condiviso, discusso, sviscerato ed approvato dai cittadini, non la solita pappetta pronta da mostrare una volta prese tutte le decisioni importanti.

I soldi

Naturalmente se ci limitiamo al discorso delle risorse, i cittadini chiedono e gli amministratori fanno spallucce dicendo che non ci sono i soldi. Se però andiamo a vedere alcune scelte del recente passato possiamo trarre delle interessanti conclusioni. Prendiamo due casi: lungomare Europa e l’ampliamento della zona industriale S. Filippo.

Per costruire il lungomare Europa il comune ha speso circa quattro milioni di euro, anticipando una spesa inutilmente in quanto la costruzione di una strada sarebbe stata a carico dei futuri lottizzanti di quell’area. Cioè, quando quell’area sarebbe diventata abitata, chi costruiva le case avrebbe avuto l’onere di costruire anche la strada. Invece prima ancora che in quella zona si insediasse chicchessia il comune ha sprecato quattro milioni di euro. A chi avrà giovato la realizzazione di quell’opera?

È andata peggio per l’ampliamento della zona industriale S. Filippo, opera costata circa dodici milioni di euro. Durante l’ultimo consiglio comunale in cui si è deciso di posticipare nuovamente la scadenza per costruire sui lotti della zona industriale, il capogruppo Pd Acconcia ha confessato che quella è stata “una scelta folle, azzardata”. Ecco, giocano d’azzardo con i soldi di tutti, in un momento in cui già l’industria calzaturiera era in contrazione hanno agito senza lungimiranza, ampliando una zona industriale che ora è disabitata e con le strade e fognature già deteriorate.

La chiara conclusione da tirare è che per l’amministrazione la piazza centrale non è mai stata una priorità, ha preferito sperperare denaro pubblico in azzardi invece che sul “sicuro”. Bisognerebbe che rendano conto alla cittadinanza di queste sciagurate scelte e che i cittadini li facciano pagare per le miriadi di cavolate simili a queste che hanno fatto negli ultimi anni. Con dodici milioni di euro quante piazze Garibaldi potevamo mettere a posto?

Altre questioni in sospeso

Rimangono ancora altre domande in attesa di risposta. Ad esempio, come mai è l’architetto del proprietario del cineteatro Gigli a fare il progetto di piazza del comune? Non c’erano profili professionali all’altezza nel nostro ufficio tecnico? Che fine farà l’altro edificio privato della piazza(palazzo di Birimbao e Caffè Dolce Vita), e quali rapporti ci sono tra l’amministrazione e i proprietari di quell’immobile, si incontrano, c’è una contrattazione, si muove qualcosa? Il primo stralcio del progetto(spostamento della cabina dell’Enel e costruzione nuova strada adiacente la ferrovia) è previsto per il 2015, siamo a fine Marzo, dobbiamo immaginare che questi lavori si faranno nella stagione estiva, oppure slitterà tutto di un anno?

Prendiamo atto che l’amministrazione ha paura di far vedere ciò che hanno già deciso che si farà in piazza e che continua sulla strada della finta partecipazione. Tanto ormai, progetto sì o progetto no, restiamo sempre la terra dei cachi.

Petrini e i rimborsi per le cene di compleanno

Foto: Ansa.it

Foto: Ansa.it

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Si sono concluse le indagini della Procura di Ancona sulla cosiddetta “Rimborsopoli” in salsa marchigiana. Dopotutto, mancavamo solo noi al novero delle regioni coinvolte nei “rimborsi facili” ai consiglieri regionali. Viaggi, cene, libri, 66 indagati e centinaia di capi d’accusa per reati inquadrati tra il 2008 e il 2012.

C’è da dire che gli inquirenti hanno fatto i raggi ai poveri consiglieri regionali che, forse per leggerezza o per prassi, incassavano i fondi destinati ai gruppi consiliari senza presentare adeguata documentazione, o laddove presentata si configurerebbe al di fuori del ruolo di consigliere regionale.

L’inchiesta tocca anche uno dei nostri più noti concittadini: Paolo Petrini. Ex sindaco di Porto Sant’Elpidio, ex vicepresidente della Regione Marche, attualmente Deputato del Partito Democratico.

L’accusa

A Petrini viene contestata l’appropriazione per l’anno 2009 di euro 596,40 per spese di ristorazione senza documentazione idonea attestante l’inerenza alle funzioni di rappresentanza; euro 133,90 spesi per l’acquisto di libri non inerenti alle funzionalità del Gruppo consiliare. Per l’anno 2010 gli viene contestata l’appropriazione di euro 600 di cui euro 440 per una cena da sette coperti a Porto Sant’Elpidio, ed euro 160 per una cena fuori regione, a Verona, non collegata ad alcun evento riconducibile ad attività funzionale al gruppo. Sempre per l’anno 2010 gli viene contestata l’appropriazione di euro 1231,49. Di questi, euro 33,75 per l’acquisto di libri per un corso di formazione per manager. Il resto(1197,74) per spese di ristorazione sostenute a Porto Sant’Elpidio, anche qui senza i necessari documenti di supporto per il riconoscimento della spesa. Per l’anno 2011 gli viene contestata l’appropriazione di euro 2454,75 per spese di ristorazione risultanti da fatture prive di documenti di supporto per ricondurre i costi a spese di rappresentanza. Per l’anno 2012 gli viene contestata l’appropriazione di euro 1353,91 per 12 cene inserite nella voce “iniziative”, senza però nessun riferimento all'”occasione” della spesa, tutte peraltro tenute nel territorio fermano.

Le cene di compleanno

Quello che fa impressione in questa situazione non è tanto la somma contestata (6370 euro in totale) ma il fatto che in maniera spudorata vengano utilizzati soldi pubblici per finalità che vanno oltre il “lavoro” di consigliere regionale. Sia chiaro, questo è un segno comune a quasi tutti gli indagati di questa inchiesta, il modo di fare era per tutti più o meno uguale.

Ciò che interessa a noi comunque è l’operato del nostro concittadino che in almeno due occasioni si è distinto per furbizia. Infatti, da quanto risulta dalle indagini nel 2011 le cene di compleanno della sua famiglia le hanno pagate i contribuenti. Il nostro rappresentante al parlamento ha chiesto il rimborso per la cena del compleanno della moglie nel giugno del 2011: 4 coperti per 218,25 euro spesi al “Faro” di Porto San Giorgio; ed anche per la cena del suo compleanno a luglio dello stesso anno al ristorante “Papillon” di Porto Sant’Elpidio, 195 euro per 4 coperti.

A noi la sua innocenza o colpevolezza nell’ambito processuale interessa relativamente. Possiamo e dobbiamo però ragionare sui dati di fatto. Un politico che si sarebbe fatto rimborsare i libri per un corso di formazione e la cena del suo compleanno dalla regione, è un politico su cui puntare? Un politico di cui potersi fidare?

Oggetto misterioso in mare

Di Lorenzo Cisbani

PORTO SANT’ELPIDIO – A caval donato non si guarda in bocca ma, da qualsiasi angolazione lo si guardi, risulta complicato anche attribuire una faccia al regalo che il mare ha recapitato davanti allo chalet Moyto. Da questa mattina, infatti, fluttua ormai prossimo all’arenamento un pezzo di ferro di circa dieci metri, con una sorta di scaletta che lascia presupporre si tratti di un pezzo della piattaforma petrolifera o di imbarcazione.
Come prevedibile, il tam tam mediatico ha scatenato la curiosità di molti, accorsi a fotografare il leviatano metallico.

Foto e video di proprietà di POST IT PSE.

Partecipazione immaginaria

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il rapporto tra la maggior parte dei cittadini e la nostra amministrazione, si sa, non è dei migliori. Per questo il Sindaco e la sua giunta hanno iniziato un percorso di cambiamento nel modo d’agire amministrativo. O almeno hanno detto che vorrebbero iniziare a farlo.

Sui giornali abbiamo letto che i cittadini saranno protagonisti del progetto di Piazza Garibaldi e che l’amministrazione gira i quartieri per scrivere il bilancio in maniera partecipata. Ma se chiudiamo Granma e apriamo gli occhi, ci accorgiamo che questa partecipazione esiste soltanto nella mente dei nostri amministratori e sulle pagine dei giornali embedded.

Il 23 dicembre 2014 l’assessore Pasquali, riferendosi al progetto preliminare redatto dall’architetto di Moreschini(proprietario del Gigli), dichiarava: “siccome vogliamo la città e i commercianti protagonisti, a gennaio indiremo una assemblea pubblica e ragioneremo su tutto il piano che, come vedete, non è un progetto definitivo ma una idea di indirizzo di quel che vogliamo fare”. La tattica magistralmente mostrata da Renzi di fissare le scadenze ad un mese senza specificare l’anno è stata ben introiettata dai nostri amministratori: gennaio sì, ma di quale anno non si sa.

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Invece dell’assemblea pubblica per parlare di Piazza Garibaldi, l’amministrazione pensa bene di organizzare un giro nei quartieri intitolato “Bilancio partecipato 2015”. Bisogna ricordare che all’inizio del mandato il Sindaco aveva concertato con le associazioni di quartiere un tour continuo durante l’anno per garantire quella vicinanza necessaria a tutti i cittadini tanto evocata in campagna elettorale. Fin da subito però, Franchellucci ha voluto cambiare le modalità di questi incontri: non più assemblee pubbliche con il quartiere, ma colloqui individuali vis à vis; appuntamenti poi spariti dalla sua agenda. Ora invece ci ripensa e cerca di far passare normali assemblee nei quartieri come bilancio partecipato.

Abbiamo già accertato che nei primi due incontri non si è minimamente parlato di bilancio, si è invece parlato dei soliti problemi che affliggono i quartieri da anni e che l’amministrazione sta goffamente cercando di riparare nell’imminenza di questi incontri. La tempistica di certi interventi in effetti sa di compitino svolto da portare all’assemblea.

Un importante dato che emerge da questa situazione è il grave malfunzionamento del rapporto tra associazioni di quartiere e amministrazione comunale. Uno dei compiti più importanti delle associazioni di quartiere dovrebbe essere quello di fare da trait d’union fra i cittadini del quartiere e l’amministrazione, raccogliendo di continuo informazioni sulle problematiche per poi farle presente all’amministrazione che una volta ogni due/tre mesi(come si era detto all’inizio) potrebbe far visita al quartiere per dar conto di ciò che è stato fatto per porre rimedio. Quando le associazioni fanno il loro lavoro, l’amministrazione non ci mette del suo. Più spesso invece, queste associazioni sono interpretate come uno strumento di potere da parte di chi le occupa per risolvere problemi personali, o grazie al quale ricevere degli incarichi diretti dal comune che ingraziandosi i vertici delle associazioni pensa di controllare un intero quartiere. Abbiamo visto che “elettoralmente” questo sistema funziona abbastanza bene. Ma al fine della buona amministrazione è decisamente deleterio.

Completa il quadro di autoreferenzialità di questa amministrazione l’idea di organizzare un “Question time” molto originale. Nella versione elpidiense infatti non sono previste come di consueto le domande delle opposizioni al governo, ma i vari componenti della maggioranza si fanno delle domande e si danno delle risposte da soli, in perfetto stile marzulliano, per poi mandarle alle redazioni dei giornali spacciandole come interviste vere. Dire che questa mossa è vergognosa è un eufemismo.

Alla luce di tutto ciò e senza approfondire nello specifico i vari argomenti, volendo soltanto analizzare il concetto di partecipazione che ha l’amministrazione, non possiamo che rimandare all’anno il Sindaco e la giunta. Non serve mettersi in bocca il bilancio partecipato per girare nei quartieri, bastava essere coerenti e conseguenti con gli impegni presi all’inizio del mandato. Vale lo stesso discorso per piazza Garibaldi: tante parole, pochi fatti concreti. La finta partecipazione è inutile e dannosa, gli amministratori perdono tempo e i cittadini si sentono presi in giro per l’ennesima volta.

POST IT PSE AWARDS 2014

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Eccoci arrivati all’appuntamento più atteso da tutti i lettori del nostro Blog, ovvero agli ambitissimi POST IT PSE AWARDS. Anche quest’anno abbiamo selezionato per voi i migliori avvenimenti e i personaggi che hanno segnato maggiormente la vita pubblica cittadina.

L’anno che si sta concludendo è stato ricco di cambiamenti e noi di POST IT abbiamo seguito tutto con lo spirito di libertà che ci contraddistingue. Il supporto dei nostri lettori è stato fondamentale per continuare la nostra attività: dalle collaborazioni attive, alle segnalazioni, alle semplici pacche sulle spalle accompagnate da un “bravi, continuate così”.

Lanciando questo concorso rivolgiamo a tutti i più sentiti auguri di buon Natale e felice anno nuovo, augurandoci che l’anno che verrà sia migliore di quello appena trascorso.

Anche per quest’anno non mancano le sorprese, infatti sono cambiate alcune categorie: abbiamo aggiunto “Top player di Pse Speaker’s Corner” per decretare il personaggio più importante del gruppo di discussione più amato/odiato di Pse. Abbiamo inoltre istituito un premio speciale, che la redazione assegnerà al cittadino che si è distinto durante l’anno per determinate peculiarità. Sarete quindi voi a decretare chi sarà l’elpidiense dell’anno, e i vincitori di tutte le altre categorie. Avanti, al voto!

Ecco le categorie:

Elpidiense dell’anno

Evento dell’anno

Peggior figura dell’anno

Miglior attore non protagonista

Effetti speciali

Premio alla carriera

Rivelazione dell’anno

Top player di Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La città delle figuracce

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ha qualcosa di stupefacente quello che succede a Pse. La città del Natale con albero di Natale, ma senza addobbi. Con il programma degli eventi di Natale, ma senza la pista di pattinaggio e il teatro-tenda che dovrebbe ospitarli.

L’esperienza dell’anno scorso con la pista di pattinaggio(montata senza delibera, con convenzioni e sconti poco chiari, con perdite di acqua che hanno causato degli incidenti) sarebbe dovuta servire da lezione al Sindaco “per far meglio i prossimi anni”, invece sembra che sia servita a poco.

Infatti anche quest’anno i nostri amministratori hanno dato prova d’inadeguatezza. Nonostante sul programma “La città del Natale” sia scritto che da giovedì 11 dicembre a domenica 18 gennaio ci sarebbe stata una pista di pattinaggio e un teatro tenda per ospitare eventi, niente di tutto questo ci sarà. “Autorizzazione respinta per incompletezza della domanda”, questa la spiegazione che viene dal comune. Nicola Convertino (proprietario della società Insonnia Agency), che avrebbe dovuto montare la pista, il tendone e che avrebbe organizzato parecchi eventi, dice che “il sindaco non vuole firmare l’autorizzazione”, e che hanno respinto la domanda “senza specificare cosa mancava”.

Due questioni sono da chiarire. La prima: cos’è che manca alla domanda presentata da Insonnia Agency? La scelta del Sindaco di non firmare l’autorizzazione al montaggio della pista e del tendone potrebbe anche essere vista come una positiva prudenza se venisse spiegato il perché. Altrimenti si lascia spazio a delle supposizioni che, si sa, non portano mai da nessuna parte. Aspettiamo fiduciosi che Franchellucci chiarisca questa scelta.

locandinanatalealternativa

Seconda questione. L’assessore al Turismo Milena Sebastiani esce ridimensionata da questa storia. L’assessore organizzaeventi che incappa in un problema (forse)burocratico e manda in mezzo fallimento la città del Natale è da criticare o da elogiare “perché comunque è l’unica che si dà da fare?”

Avrebbe potuto assicurarsi prima che l’agenzia alla quale affidava l’organizzazione del natale avesse tutti i requisiti per fare ciò che proponeva. Invece così è stata “sbugiardata” dal Sindaco che non si è voluto prendere la responsabilità di far montare il tendone e la pista di ghiaccio. Dopo un fallimento del genere di solito ci dovrebbero essere delle conseguenze adeguate.

Il post di Milena Sebastiani subito cancellato, lo trovate solo su Post It Pse.

Il post di Milena Sebastiani subito cancellato, lo trovate solo su Post It Pse.

La Sebastiani si è distinta anche in un’altra occasione, commentando il fatto che l’albero di Natale di piazza Garibaldi non fosse stato addobbato per l’8 dicembre. Evidentemente non era lei ad occuparsi dell’albero e degli addobbi, perché ha commentato con un tagliente post sul suo profilo facebook, poi prontamente cancellato. Come dovremmo considerare un assessore che gode del fallimento dell’operato di altri componenti della giunta, e che commenta una figuraccia di tutta l’amministrazione con un “No Milena… no party”? E che dire ora che proprio Milena ha toppato un party?

Come non citare infine la mega-figuraccia del consigliere Rocchi, che ha scatenato l’ira dei cittadini postando su Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner un’immagine dell’albero dell’anno scorso e augurando a tutti i cittadini un buon Natale. Correggendo il tiro successivamente dicendo che quella era una pubblicazione “edonistica”. Mai come in questo caso il silenzio sarebbe stato d’oro.

La conclusione alla quale si arriva analizzando la situazione è che l’amministrazione è allo sbaraglio, ognuno agisce per conto suo. È evidente che non c’è un lavoro di squadra in giunta, ma ogni assessore ha il proprio binario dove viaggia e costruisce la propria carriera personale insieme al proprio gruppo di fedelissimi. E come se non bastasse, a causa di deleghe date in base al peso elettorale, e non in base alle capacità personali, si è creata una confusione di competenze per cui l’assessore al Turismo insieme alla Commissione Pari Opportunità(dalla Sebastiani creata) organizza eventi culturali, che dovrebbero essere seguiti dall’assessore alla Cultura(Monica Leoni), ma che in realtà dovrebbe fare Annalinda Pasquali(vero assessore alla cultura), che però si occupa di Urbanistica ed Erosione Costiera.

Una giunta del genere non serve il paese, ma le singole personalità che la compongono, e se non cambia subito qualcosa non potremo che continuare ad essere “la città delle figuracce”.

Hip Hop e Street Art con Cinergie Musica, stasera a villa Baruchello

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Venerdì 5 dicembre si terrà il penultimo appuntamento con la sesta edizione di CINERGIE MUSICA. Il documentario, THE ART OF RAP, girato dal rapper e padre dell’Hip Hop Ice-T e da Andy Baybutt nel 2012, indaga sulle origine e l’evoluzione dl rap: come è passato dalle strade delle periferie alle vette delle classifiche? Come nasce un pezzo Hip Hop? A queste domande rispondono i maggiori rapper del passato e del presente, tra i quali Eminem, Run-Dmc, Snoop Dog, Kanye West e tanti altri ancora.

Ospite speciale della serata sarà Giulio Vesprini, grafico e artista freelance, curatore di alcuni importanti progetti di Street Art in ambito regionale e nazionale.

L’appuntamento è quindi per stasera alle ore 21:30 alla sala conferenze di villa Baruchello.

Per ulteriori informazioni

Evento facebook:  https://www.facebook.com/events/739040999514302/?fref=ts

www.petitemaison.it

http://www.giuliovesprini.it

Sudomagodo se ne va. Chi sarà il prossimo?

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sconforto e delusione sono i due sentimenti che si provano a vedere il triste spettacolo dello chalet Sudomagodo che rischia di franare in mare. Sentimenti che si provano pensando a quanto lavoro e quanti soldi sono stati investiti in una struttura turistica che per colpa di scelte clamorosamente sbagliate da parte dell’amministrazione rischia di venire distrutta dalla forza del mare. E non sarà neanche l’unico a subire le conseguenze peggiori di tali scellerate scelte. Infatti nella tarda mattinata anche alcuni cubi di cemento che sostengono la pavimentazione di Saxa Beach sono franati in mare lasciando la struttura in balia delle onde.

In mattinata c’è stata una riunione proprio allo chalet Sudomagodo con l’amministrazione e la Capitaneria di Porto e si è arrivati alla conclusione che nell’immediato(domani) ci sarà una delibera ad hoc per permettere il posizionamento di blocchi di cemento a difesa delle strutture nell’area che va dai casotti dei pescatori fino a Saxa Beach. Lascia tutti ammutoliti Cristiano Recanati(proprietario di Saxa Beach) quando arriva sul posto, commentando con un rassegnato “e adesso che ci inventiamo?”.

Franchellucci, proprio perché ha deciso di improntare la sua amministrazione in continuità con quelle passate ora ne paga il prezzo. Paga lo scotto del non poter dire chiaramente ed apertamente che il progetto di salvaguardia della costa portato avanti dai suoi predecessori non solo non è stato efficace ma è stato dannoso. Ed il non ammettere questa ovvietà, unito al rattoppare malamente le pecche passate lo rende un Sindaco dimezzato. Non può essere sincero con i cittadini ed ha le mani legate per colpa delle precedenti amministrazioni. Ora infatti, scaricare la colpa sulla Regione che non ha incluso la nostra città nel piano regionale di difesa costiera, equivale a buttare fumo negli occhi. I soldi la Regione ce li ha già dati pochi anni fa, e la nostra amministrazione li ha usati malissimo, inoltre a livello regionale si preferisce intervenire dove ci sono pericoli per le infrastrutture pubbliche, e non è il caso nostro.

C’è anche il consigliere Enzo Farina a guardare la scena, “hanno fatto il lungomare sud per poter mettere la bandierina, ma il problema parte proprio da lì. Il problema riguarda il progetto del lungomare sud, del marciapiede, dei pali posti al contrario e in tale quantità che guardando in lontananza coprono la vista della spiaggia, e degli chalet costruiti troppo a ridosso del mare. Mi ricordo quand’ero più giovane il mare arrivava fino a lambire la ferrovia quando c’erano le mareggiate”, commenta laconico Farina. E dà anche una visione d’insieme dei problemi della nostra città, “è ora di dire basta, non se ne può più, la nostra città è impantanata in quattro/cinque situazioni private che bloccano lo sviluppo a discapito di tutti. Questo è un modo di fare che non va più bene, bisogna dirlo”.

Su questo fronte il Sindaco rischia grosso. Rischia di pagare il conto aperto dai suoi predecessori. Se i balneari intentano una causa collettiva contro il comune, come la mettiamo? Chi pagherà? Toccherà fare un pellegrinaggio fino al quartiere San Filippo e al quartiere Cretarola per suonare il campanello dei due ex sindaci e anche(forse soprattutto) a casa del quasi ex capo dell’ufficio tecnico.

Il piano di difesa costiera è stato un bluff per mascherare la costruzione della darsena, le barriere soffolte sono state fatte buttando la terra in mare al posto delle pietre, e i danni provocati dai pennelli ora ce li chiedono indietro i balneari con le cause in tribunale; il “lungomare sud” è costato tantissimo, è stato realizzato male e troppo vicino al mare(perché non era stata risolta la questione Fim, altra ferita aperta), e i cittadini che ci camminano sopra e cadono chiedono giustamente i danni al comune. Ma che modo di amministrare è questo? E che Sindaco è quello che è fiero di amministrare in continuità con chi ha commesso questi gravi errori?

La scomparsa degli chalet non sarà una cosa facile da far scordare alla cittadinanza. Nazareno Franchellucci è ad un bivio, o prende le distanze e ammette il fallimento delle strategie fin ora adottate e va a chiamare chi ha sbagliato per chiedergli conto di ciò che ha fatto, oppure, se non ha il coraggio di fare questo, è meglio che se ne torni a casa, perché la città non può restare un minuto in più sotto al giogo dei rapporti di potere che hanno segnato fino ad ora la nostra vita amministrativa.