[PostX] Maledetta primavera!

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Disagi a Porto Sant’Elpidio, allagata la statale Adriatica, divelto l’asfalto, poi la mareggiata si è ritirata.

Le pioggie di questi giorni sono state talmente intense che le prostitute usavano i preservativi per non bagnarsi i capelli.
Persino un tombino è esploso a causa delle forti precipitazioni. Sul posto sono subito intervenuti anche il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici, a bordo dello chalet Minù.
Fortunatamente le abitazioni lungo la strada non hanno riportato danni, ma hanno deciso che andranno comunque tagliate.

Il Primo Cittadino sui social invoca aiuti dall’alto: “Non lasciateci soli”. Eppure ero convinto che si fosse battezzato.

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Le forze dell’ordine comunque ribadiscono che si è trattato di un “Evento eccezionale”, infatti pare che da oltre 72 ore non sia successo nulla in Via 5 Giornate.

Buone notizie: a settembre, con appena 85mila euro, prenderà il via l’allargamento del parco elettorale del quartiere San Filippo. “Si tratta di un intervento che renderà particolarmente fruibile e sicura l’intera area” commenta Franchellucci, la massiccia piantumazione di alberi prevista infatti potrà attutire le cadute dei cittadini lanciati dai balconi.

V. L.

 

 

Consiglio straziante e politica latitante

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un consiglio lunghissimo con discussioni estremamente prolisse. Poca trasparenza e poca partecipazione, si rafforzano le critiche al modo di agire dell’amministrazione comunale, che in consiglio incassa gli attacchi dell’opposizione senza scomporsi troppo.

Errare è umano, perseverare è diabolico. Effettivamente è stato un po’ diabolico il consiglio comunale appena celebratosi. Per la seconda volta in pochi mesi infatti, la conferenza dei capigruppo è caduta nell’errore di convocare un consiglio con 15 punti all’ordine del giorno. Nel primo caso a rimetterci fu la coalizione di Putzu che ricevette un discreto scossone per non aver battuto il ferro sulla riapertura di piazza al traffico, mentre in questo caso è stato il presidente Romitelli a chiedere la sospensione, perché in effetti a quell’ora della notte, dopo circa sei ore di consiglio, la concentrazione e le energie necessarie a trattare alcuni punti rimasti non erano assolutamente sufficienti.

Su alcuni temi caldi si è scatenata la discussione, come ad esempio sull’abbattimento delle palme in via Mameli. Il coro dei consiglieri d’opposizione era quello della condanna al modus operandi adottato dall’amministrazione, che su alcune tematiche non coinvolge affatto le forze politiche né il resto della popolazione. Il mantra che risuonava dalla maggioranza e dall’assessore ai lavori pubblici Buono era quello dell’inevitabilità e della natura “tecnica” di questa decisione. “Questo è un atto tecnico che andava fatto”, sentenzia l’assessore. Conferma l’ineluttabilità della decisione il consigliere Stacchietti dichiarando “io non convoco la commissione per pura volontà informativa, in commissione non potevamo cambiare una virgola di quello che ha deciso Stefoni”.

Una decisione tecnica quindi, che i rappresentanti politici non avrebbero potuto stoppare. Peccato che a smentire questa tesi sia proprio il dirigente Stefoni quando dice che dopo aver tagliato le palme nella parte nord di via Mameli, “non abbiamo tagliato le altre piante(quelle dietro piazza Garibaldi) perché l’assessore Buono, Romitelli e Ciarrocca si sono messi di traverso”. Infatti gli abitanti di via Mameli hanno chiamato incavolati neri i loro referenti nell’amministrazione(Romitelli e Ciarrocca), i due intervenuti insieme all’assessore Buono hanno fermato il taglio delle altre palme nella parte sud della via. Se il dirigente quella mattina è uscito con l’intenzione di tagliare tutte le palme perché le riteneva pericolose allora le avrebbe dovute tagliare tutte, ma ne ha lasciate alcune perché i tre di cui sopra si sono opposti fermamente. Questo significa che la scelta “tecnica” che ha evocato l’assessore in consiglio in realtà non era inevitabile.

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Di questa storia si sapeva che c’era una serie di lettere mandate dalle Ferrovie e dalla Prefettura che intimavano il comune di tagliare le palme vicino la ferrovia, perché violavano le distanze prescritte dalla legge. Nel momento in cui il dirigente ritiene che è arrivata l’ora di passare all’azione dopo tanti anni di carteggi, il sindaco e i suoi collaboratori avrebbero dovuto condividere questa scelta almeno con il resto della maggioranza e con le altre forze politiche. Perché così facendo avrebbero potuto trovare soluzioni alternative o in caso contrario non sarebbero finiti nell’occhio del ciclone delle proteste dei cittadini del centro.

Ciò che emerge palesemente da questo episodio è la completa mancanza del lavoro della politica. Quando un assessore si maschera dietro alla tecnicità di una scelta e quindi della sua inesorabilità abdica al suo ruolo di rappresentante politico della cittadinanza. Il ruolo dell’assessore o del consigliere comunale di riferimento è quello di fare da cuscinetto, da filtro tra la cittadinanza e i dirigenti comunali.

Proprio per questa ragione l’osservazione del consigliere Farina, nel far notare che è incoerente organizzare la giornata ecologica insieme a Legambiente e due giorni dopo tagliare nove palme storiche senza proferir parola a nessuno, non è affatto inappropriata, anzi calza proprio a pennello. Dare spiegazioni postume non è degno di un’amministrazione comunale che vuole apparire come partecipativa e trasparente, e a dispetto di ciò che sostiene l’assessore Pasquali, le ragioni del taglio e l’eventuale futura piantumazione di altri alberi più idonei sono arrivate dopo il fatto, non prima. La paura che hanno in molti è che questo taglio sia propedeutico alla realizzazione del piano di riqualificazione urbanistica di piazza Garibaldi nel quale è prevista la realizzazione di una doppia corsia in via Mameli e dei parcheggi a spina di pesce sul lato ferrovia. Sorprendentemente l’assessore Buono ha negato che ciò succederà, staremo a vedere.

Amplia il discorso il consigliere Fioschini nel suo intervento, “non vorrei che questa situazione di non trasparenza si sommi ad altre situazioni di non trasparenza come sulla fidejussione per la bonifica della Fim ecc, e la popolazione perda la fiducia in voi”.

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Non è da sottovalutare ciò che sostiene Fioschini, perché di trasparente nella storia della Fim c’è ben poco. Da quello che era emerso nella riunione della IV commissione consiliare del luglio 2013, i lavori di bonifica sarebbero dovuti riprendere a gennaio 2014, invece il sindaco rispondendo all’interrogazione del consigliere Farina ci ha fatto sapere che probabilmente riprenderanno a settembre 2014. Un ritardo di nove mesi che si somma al ritardo di cinque anni precedentemente accumulato. Ciò che risulta più nebuloso di tutto è il perché il comune, nel momento in cui la proprietà non rinnovava la polizza in tempo utile, non abbia incassato i soldi che la banca aveva messo a garanzia del buon esito della bonifica. Su questo tema ci saremmo aspettati una mozione o una interrogazione da parte del Movimento 5 Stelle, visto che sono stati proprio loro a portare all’attenzione di tutti questa anomalia con una conferenza stampa di qualche settimana fa.

La mancanza di azione politica da parte dell’amministrazione è stata evidente. Questa mancanza si ripercuote negativamente anche nel consiglio comunale, che è diventato la valvola di sfogo dei consiglieri e un luogo di supplizio per la giunta, in testa a tutti il Sindaco, che assume un atteggiamento di insofferenza rispetto alla discussione consiliare tanto da concentrarsi soltanto sul suo tablet nascosto sotto la scrivania. Ci auguriamo che i prossimi consigli siano più umani sotto tutti i punti di vista.

Il “luna park” elpidiense

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sapevate che a Porto Sant’Elpidio sorgerà un parco divertimenti da più di un milione di visitatori l’anno? Verrà costruito nel quartiere Fonte di Mare e si chiamerà “Chienti Shire”. È molto fiera l’assessore Sebastiani nel parlare di questo progetto al convegno sul turismo di villa Baruchello . Anzi, di questa idea, perché il progetto non è di pertinenza pubblica, nonostante l’assessore all’urbanistica Annalinda Pasquali lo abbia mostrato ai colleghi di giunta a novembre 2013.
La prima obiezione nasce spontanea: dove prenderà i soldi il comune per realizzare un’opera così imponente(è previsto centro benessere, centro commerciale, piscine coperte ecc.)? Dal “privato”, è logico. Il privato in questione si chiama Enzo Amadio, condannato in primo grado a 4 anni per bancarotta fraudolenta. Va bene che questo è un periodo di crisi, però tra tanti imprenditori dobbiamo prendere proprio uno condannato per fallimento? Come potranno fidarsi i cittadini elpidiense di un progetto del genere, se parte con questi presupposti? Ma soprattutto, non sarebbe forse il caso di interpellarli prima di iniziare un’avventura simile?
Evidentemente per l’amministrazione comunale non è importante consultare i cittadini per operazioni del genere. Così facendo rischiamo di finire come con la darsena: un progetto di speculazione edilizia mascherato da opera pubblica, che la sovrintendenza ha rispedito al mittente. Mantenuto nel programma elettorale, nonostante il partito di maggioranza sapesse benissimo che ormai al netto della speculazione edilizia nessuno avrebbe mai investito lì, soltanto per non doversi giustificare dei tanti soldi già spesi per un’opera che non vedremo mai.
Ci ritroviamo così, un’amministrazione turisticamente schizofrenica, perché da una parte presenta un progetto di albergo diffuso, che speriamo non rimanga una scatola vuota; e dall’altra parte puntano in un turismo di massa, completamente differente.
Sarebbe invece il caso di discutere insieme ai cittadini di quale tipo di sviluppo turistico vorrebbero per la loro città, riconoscendo quali sono le nostre inclinazioni, magari puntando sulla riqualificazione e sulla valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, invece che lanciarsi nell’ennesimo ed anacronistico progetto di speculazione edilizia. E non possiamo bere la balla del progetto turistico che rivitalizzerà la parte nord del paese e che stimolerà Civitanova Marche a creare un collegamento alternativo sul fiume Chienti. Un altro ponte sul Chienti si può fare anche senza depauperare quasi centomila metri quadri di terreno agricolo.
Ricordiamo nuovamente al sindaco la sua promessa fatta in campagna elettorale di diminuire il gap decisionale tra l’amministrazione comunale e i cittadini, che ha da sempre contraddistinto le scelte importanti in città. Continuando su questa strada non farà che disattendere la sua promessa.

Giunta Franchellucci 2.0

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – La squadra del sindaco torna al completo. L’architettura assessorile cambia, si assesta. Nuove deleghe. E vecchie deleghe che passano di mano da un assessore all’altro. La struttura sembra tenere, ma non è bella a vedersi.

C’è qualcosa di buono nella ridistribuzione delle deleghe conseguente al ritorno del 5° assessore. Innanzitutto due neonate deleghe importanti: difesa della costa(Pasquali), mobilità e trasporto pubblico(Vallesi). Il sindaco cede le pesanti responsabilità ereditate con la requisizione delle deleghe all’ex vicesindaco Scotucci, mettendole in mano al nuovo assessore Peppino Buono. Le politiche giovanili vengono accorpate a sport e turismo, e istruzione e scuola ritorna insieme alla cultura.

La situazione di partenza comunque, non era bella. Il bilancio e la cultura non possono essere affidate allo stesso assessore, per ovvie ragioni di opportunità: chi ha il bilancio tende a stringere, chi ha la cultura tende a spendere. Tenendo separate le due deleghe si creerebbero dei confronti, dei compromessi tra i due assessori, che porterebbero ad un equilibrio tra “rigore di bilancio” e “pazzi investimenti”. Accorpandole, al contrario, si tenderà probabilmente a favorire il rigore di bilancio a discapito della cultura, vista la situazione economica attuale. Senza contare che l’assessore alla cultura della scorsa amministrazione ora è assessore all’urbanistica. Che cosa può significare questo, che per il nuovo sindaco la Pasquali non ha agito bene nei precedenti cinque anni di amministrazione, o che ha dovuto cedere qualcosa in sede di insediamento, per garantire la tenuta della sua maggioranza?

Confermando la carica di vicesindaco ad Annalinda Pasquali, e togliendole due vecchie deleghe, il sindaco stravolge il suo assessorato, staccandolo definitivamente dall’impianto originario. Diventa così un assessorato molto importante perché tra un anno si riscriverà il piano regolatore comunale, e perché c’è da sgobbare sul piano della difesa della costa.

Le due altre pretendenti al titolo di vicesindaco: Monica Leoni e Milena Sebastiani, prendono in cambio dell’ambita carica una delega a testa, pescate appunto tra quelle della Pasquali. Cambio di deleghe azzeccato in questo caso, ma senza risolvere i problemi di partenza. Ecco che si mischiano ancor di più le carte in tavola e si ingarbuglia ulteriormente la matassa degli assessorati.

Inoltre nell’alleggerire il proprio pacchetto deleghe, il sindaco cede l’ambiente alla Pasquali. Urbanistica-Ambiente stesso discorso di Bilancio-Cultura. Soprattutto in fase di stesura del piano regolatore, sarebbe bello che chi è addetto a scriverlo sia “controllato” dall’assessore all’ambiente, e quindi che urbanistica e ambiente non siano in capo alla stessa persona.

A questo punto l’unico assessore con deleghe coerenti tra loro è Vallesi. Assessorato ereditato grazie al sacrificio del padre in Provincia, all’inizio sottovalutato ed anche deriso da qualcuno, ora ha la possibilità di far vedere cosa sa fare. Deleghe come “Polizia municipale”, “agenda digitale”, “partecipazione”, ecc. in un momento come questo, sono deleghe importanti. Suggeriamo ad esempio all’assessore Vallesi di fornire la sede del consiglio comunale di una rete wi-fi per far connettere i cittadini che assistono al consiglio, questo gioverebbe sicuramente a noi giornalisti che seguiamo in diretta il consiglio comunale, ma anche tutti gli altri cittadini che vogliono condividere in diretta le loro impressioni sul consiglio che stanno seguendo.

Sul nuovo assessore ai lavori pubblici quello che c’era da dire lo abbiamo detto al momento del suo insediamento, tanto un problema di incompatibilità in più o in meno, poco cambia per questa giunta.

Alla luce di tutto ciò non posso che fare i complimenti al sindaco per come ha gestito la crisi politica d’agosto e i suoi risvolti. La sua maggioranza è stata depurata da mine vaganti, da cani sciolti che stavano creando problemi alla realizzazione del progetto politico della coalizione. La giunta è tornata al completo e a livello di deleghe è riuscito ad accontentare tutti, anche in maniera furba, ad esempio rimettendo nelle mani dei segretari delle liste di coalizione la creazione di un nuovo criterio per assegnare il titolo di vicesindaco. Ha sfruttato la rissosità delle anime della sua coalizione salvo poi rabbonire tutti dopo la sua scelta, con la compensazione a base di deleghe per Leoni e Sebastiani. La maggioranza è solida e la giunta pure, ma vedendo entrambe da vicino non sono assolutamente un bello spettacolo.

Patti Chiari risponde al sindaco

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Di Redazione POST IT PSE

Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo assessore ai lavori pubblici in quota “Obiettivo futuro”(ex Patti Chiari), il sindaco ha tenuto a precisare che politicamente parlando, con Mancinelli e Scotucci ha definitivamente chiuso. Un logoramento iniziato con la presentazione della giunta in giugno, aggravato a fine agosto dopo la festa a villa Baruchello, e conclusosi sabato scorso con l’entrata in giunta di Peppino Buono.

I vertici di Patti Chiari rispondono per le rime al sindaco Franchellucci con questo comunicato.

“Ancora  una volta, il caro pseudo sindaco non ha perso l’occasione per  ridicolizzare la sua giunta, l’immagine della nostra città e il ruolo di primo cittadino,continuando a lanciare accuse personali. Mai si era visto un primo cittadino non dialogare con una lista della sua maggioranza per paura di confrontarsi con il segretario della lista e con un suo ex assessore.

Forse perché,  sa benissimo caro sindaco che potremo ridicolizzarlo, in qualsiasi momento, per gli impegni presi e mai mantenuti con la lista, che  è stata determinante per la sua vittoria ,chiudendole la porta ad ogni trattativa. Ma tutto era già scritto . Fin dall’inizio il suo atteggiamento ostativo ha lasciato presagire una convivenza alquanto difficile. E che dire come la carica di vice sindaco assegnata a Scostucci e la delega ai LL.PP.dopo un’intera nottata di trattative sono state mal digerite da Lei e dalla nomenclatura del Pd. E come prontamente il suo ex segretario di partito si preoccupava di accertarsi  con la sottoscritta  che l’intraprendenza e le capacità di gestione amministrative  dello Scotucci non mettessero in ombra la sua persona. Pensi sindaco, quanta fiducia ha, nei  suoi confronti  il suo partito! E’ ovvio che  la visibilità politica di Patti chiari con l’intraprendenza del suo assessore avrebbero portato il PD a perdere ancora più  consensi.

Ora, dopo le note vicende , dove personaggi del calibro di Summa, Rocchi e Buono  (stendo un velo pietoso su Natali)  collegati tra loro, per motivi di lavoro e legati per ammissione dello stesso Summa, a doppio filo con il PD ,si sono defilati da patti chiari in nome e per conto di un eterno appoggio a questa giunta e non più al programma che la nostra lista ha contribuito a scrivere, si ritrovano catapultati in una giunta che a dir poco è definibile legata tra loro da pezzi di scotch, visto che già si è tornati alle note questioni di visibilità tra le prime donne assessori.

E allora , noi di Patti Chiari ci chiediamo,  come  due consiglieri,  ormai in balia del caos totale che regna nel suo governo della città possano sostituire una lista civica che oggi è ancora la seconda forza politica della sua maggioranza?. Mentre Rocchi e Summa rappresentano solo se stessi se ci riescono perché ad oggi non sono mai pervenuti, noi continuiamo a ricordarle che:

  1.  Gli amici d’affari non funzionano e  non garantiscono a lungo quello che oggi le fa comodo avere;
  2. La sua giunta conosce solo i litigi tra gli assessori e la confusione che regna in questa amministrazione ha prodotto il nulla per la città;
  3. Non è stata intrapresa nessuna attività degna di nota,  nessuna questione importante  è stata affrontata (- povertà nelle famiglie, crisi piccole-medie imprese , Piazza , ex Fim….)e la tanta partecipazione di cui lei si è vantato in campagna elettorale è rimasta solo un vago ricordo.
  4. Anziché reperire risorse per il sociale in un momento drammatico,  investe nelle festicciole di basso livello, nelle piste di ghiaccio, nelle feste di Halloween, nell’albero di Natale pagato a peso d’oro e in tante altre insignificanti iniziative.
  5. rileggendo alcuni dei suoi impegni sbandierati in campagna elettorale come la riduzione della tares e Imu , nel suo bilancio fatto a tempo ormai scaduto , ha fatto proprio l’esatto contrario,  aumentando con l’appoggio del suo assessore  la tares in misura superiore di quanto affermato in consiglio comunale dalla Leoni, ossia non del solo 15% ma addirittura più del doppio (aumento medio circa 32%).
  6. E che dire , che il Comune è da settembre che non paga la cooperativa che gestisce i pulmini della Scuola Bus?  Può immaginare quali conseguenze derivano da tale situazione  ma come poc’anzi detto trova il denaro per sponsorizzare le feste.

Illustrissimo sindaco , potremo allungare la nostra lista delle sue false promesse, di impegni mai presi, di falsa condivisione con la sua maggioranza ma ci fermiamo qui e le consigliamo di mandare a casa la sua insignificante giunta per provare a ricominciare.

Noi  come gruppo, continueremo non più ad appoggiare questa giunta, ma a sollecitare che la stessa faccia il proprio dovere,  portando a termine quel programma scritto proprio, ed insieme a patti chiari e mai nemmeno una volta letto da quei personaggi che oggi siedono in quegli scranni.

Un sindaco che dimostra di avere paura di confrontarsi con una lista civica che dall’inizio ha dimostrato di  tenerle testa perché capace di capire qual’erano le reali intenzioni di questa amministrazione,  non avrà un futuro facile,  come avranno serie difficoltà i 3 soggetti che tenteranno di  amministrare insieme a lei il  paese e che hanno avuto solo la superbia di  accettare gli incarichi  da lei proposti, confrontandosi solo con se stessi, senza avere il senso dell’etica e del rispetto dei cittadini , tutto ciò è veramente vergognoso . Una Lista che  è stata esclusa da qualsiasi  trattativa perché caro sindaco sapeva benissimo che con Mancinelli , Scotucci e gli altri componenti della lista PC si sarebbe solo trovato in ombra e sbugiardato ogni qualvolta avesse tentato di convincerli in merito a questioni che avessero solo portato disagi alla città.  L’esempio della sua debolezza politica e personale l’ha dimostrata soprattutto, quando  per un  un fatto pretestuoso  ha cacciato Scotucci  , in realtà lo  sappiamo tutti ,   per timore che continuasse a metterla in secondo piano. Creda sindaco, non è difficile farlo, e proprio per questo motivo ha preferito risolvere la questione rivolgendosi a persone che di politica  ne è digiuna.

Nel  frattempo , noi della lista PC,  ci impegneremo a continuare il confronto con i nostri concittadini, attraverso iniziative, con lo spirito di essere  d’aiuto a volte anche con qualche sana bastonata.

La politica elpidiense ne ha proprio bisogno.

 Concludo, in un accorato appello proprio rivolto a Lei sindaco,come le dissi a giugno alla vigilia della presentazione della  giunta, a seguito di  uno scambio piuttosto vivace di opinioni :” per essere un bravo amministratore  prima dovrebbe imparare le educazioni e rispettare le persone”. Capisco che sono regole di comportamento che dovrebbero essere imparate da bambino…..  mi creda è ancora in tempo!”

Buono ai Lavori Pubblici, Pasquali Vicesindaco prende l’Ambiente. Franchellucci: “Storia chiusa, ora si va avanti con Obiettivo Futuro”.

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Fine della crisi di maggioranza che aveva visto protagonista l’ex lista ‘Patti Chiari’. “Dopo il ritiro delle deleghe di Scotucci, mi sono reso conto che la lista Patti Chiari si stava allontanando dalla maggioranza – afferma il primo cittadino – A voce sosteneva il programma, ma Scotucci e Anna Maria Mancinelli ponevano un guado insuperabile. Parallelamente, però, è iniziato un percorso di dialogo con i consiglieri, Summa e Natali, basandomi sulla coerenza del programma”. Il dissenso interno tra le due anime della lista è sfociato nella scissione, nonché nella nascita del nuovo soggetto politico ‘Obiettivo Futuro’ i cui maggiori esponenti sono il consigliere Giuseppe Summa, l’ormai ex Elio Natali (papabile sostituto sembra essere Massimo Rocchi) e il neo assessore Buono.

“Con il rientro in maggioranza, ho deciso di reinserirli all’interno della Giunta”. Conclude Franchellucci che afferma: “Tra i vari nomi che mi erano stati fatti ho scelto l’ingegner. Peppino Buono”. Cambia la struttura comunale a livello di deleghe: Buono avrà Lavori pubblici, patrimonio e infrastrutture, qualità urbana e personale. “Oggi sancisco in maniera definitiva una chiusura totale dal punto di vista politico con Mancinelli e Scotucci – precisa il sindaco – E quindi con la stessa Patti Chiari”. La parola passa a Buono che afferma: “La crisi politica di fine agosto ha creato un forte dibattito dentro la lista. Ci sono state posizione diverse, ma spesso è uscita solo quella dei vertici. In tanti volevamo avere obiettivi diversi, più futuribili. E da questo modo di ragionare è nato ‘Obiettivo futuro’ come logo. Un nuovo movimento non per prendere deleghe, ma per appoggiare una amministrazione in cui credevamo”. Le deleghe sono comunque arrivate. “Il rapporto leale e sincero di collaborazione ci farà lavorare al meglio. Oggi – sottolinea l’assessore – ‘Obiettivo futuro’ cresce. A due consiglieri aggiunge un assessore che porterà progetti nuovi”. Sempre con un occhio al bilancio e alla maggioranza con cui il confronto dovrà essere costante. “Sono pronto ad ascoltare la minoranza, perché le risorse vanno usate al meglio”.

Confermata Annalinda Pasquali come vicesindaco ma con minori deleghe (mantiene l’Urbanistica) più due aggiunte importanti: Ambiente e Difesa della costa, quest’ultimo tema “importantissimo su cui bisognerà concentrare tutti gli sforzi necessari e molto tempo”, puntualizza il primo cittadino. Per quanto riguarda la scelta poi “il criterio del vicesindaco era legato al fatto che sarebbe andato alla prima lista dopo quella del sindaco. E così fu. A dicembre la discussione è continuata in maggioranza. Ora, non essendoci più Patti Chiari, ho chiesto ai segretari politici di trovare un nuovo criterio”. Questo “criterio” non ha trovato accordo tra le forze della maggioranza tanto da dover lasciare la patata bollente nelle mani di Franchellucci che ha preferito mantenere il suo secondo in casa democrat per non scontentare le altre due pretendenti nonché leader di liste alleate importanti. Le quali inglobano alcune deleghe del vicesindaco: Leoni Istruzione e politiche scolastiche, Sebastiani Politiche giovanili.

Si riparte con la Giunta al completo. Sembra superata anche l’incompatibilità del fatto di avere un ingegnere edile come assessore ai Lavori Pubblici. “Io sono trasparente. Non ho rapporti diretti con Rocchi e Summa, non devo certo passare lavori – afferma Buono – sono un libero professionista con una sua etica personale, di livello molto elevato”. Secondo Franchellucci, addirittura, “Buono accettando si auto penalizza. Perché è lui che dovrà rinunciare a lavori. Quindi si può solo apprezzare il tecnico che decide di aiutare il pubblico”. Il Testo Unico sugli Enti Locali parla chiaro in merito: “i componenti della giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato” art.78, comma 3. La trasgressione prevede la sospensione dall’Albo nonché la rimozione dalla carica pubblica.

Encomiabile il fatto che l’ingegner Buono si tolga parte della propria potenziale sfera di lavoro per il benessere pubblico, e proprio nella città in cui ha il suo ufficio. Ma il fatto che sia della stessa compagine politica del proprietario di un’impresa edile, il consigliere Giuseppe Summa, e di un geometra, il nuovo consigliere Massimo Rocchi, non può che generare tutti gli interrogativi del caso che speriamo vengano smentiti dai fatti del loro buon operato.

Post It Pse chiama, Franchellucci risponde. L’intervista al sindaco

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Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

Successivamente alla cacciata di Scotucci lei aveva detto che avrebbe rimesso mano agli assessorati solo dopo l’approvazione del bilancio preventivo. Eccoci arrivati, ha in mente anche di redistribuire le deleghe?

Da questa settimana cominciamo a fare gli incontri con i segretari delle liste che sono in maggioranza. Siccome è passato molto poco tempo, a me non piace stravolgere completamente il sistema delle deleghe, magari dopo due anni e mezzo di lavoro, più o meno a metà mandato, puoi dire se uno ha lavorato bene o meno. Quello che dirò ai segretari politici è che vorrei mantenere lo stesso impianto.

La delega alla cultura rimarrà alla Leoni? Perché anche dalle iniziative culturali fin’ora proposte si capisce che ad occuparsene è di fatto la Pasquali, vedi il cinema all’aperto della scorsa estate.

Io vorrei cercare di mantenere la cultura separata dall’istruzione e dalle politiche giovanili, però se dal dialogo viene qualcosa di meglio vediamo. Comunque vorrei mantenerle così soprattutto per le persone, almeno per dare il tempo di lavorare.

Sarà Buono l’assessore che entrerà in giunta in quota Patti chiari?

Non lo so non mi hanno fatto proposte neanche loro. Non mi hanno dato una rosa dei nomi.

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Parlerei della situazione del maltempo, la mareggiata, la salvaguardia della costa, la darsena ecc. I due pennelli erano previsti nel progetto darsena, soprattutto quello al fosso di Castellano era propedeutico per la costruzione della darsena.
Il sentore di parecchi è che in realtà il progetto doveva essere più lungo con scogliere che si estendevano tra i due fiumi, secondo lei sarebbe stato un progetto buono, che avrebbe dato i suoi frutti? Nel frattempo c’è un piano a medio-breve termine per arginare questo problema?

Sarebbe stato meglio avere una protezione su tutta la costa, ma purtroppo non bastavano le risorse. Allora c’era l’emergenza della zona sud, e quindi si è deciso che i soldi si sarebbero spesi per la zona sud. La situazione non era grave come adesso.
Le direzioni d’azione sono due. L’altro giorno l’avvocato che segue il contenzioso è stato a parlare col giudice, perché il 31 dicembre scade il termine dato dal tribunale per effettuare la perizia da parte del Ctu. Ha chiesto al giudice che immediatamente sblocchi l’area di modo che noi con soldi nostri andiamo a completare, cioè ricaricare le altezze degli scogli e prendere materiali dal fiume per il ripascimento. Ma dico con certezza che quel lavoro non basta più. Con Annalinda ormai due mesi prima delle mareggiate ci siamo iniziati a muovere in maniera veloce con dei comprovati specialisti tecnici per individuare il soggetto migliore per fare un nuovo studio su tutta la costa, da sud a nord.
La settimana scorsa sono stato a parlare con Spacca. Loro entro il 2015 vogliono rifare il piano di sicurezza del litorale, quindi ogni comune presenterà la propria proposta di modifica. Questo è il presupposto per chiedere i finanziamenti, non possiamo pensare di fare un opera del genere senza i soldi della regione.
Il tecnico certifica che la situazione è drammatica, in modo che la regione capisca la nostra necessità, e su quello si tara l’intervento. La soluzione ce la dobbiamo far dare da chi queste cose le capisce. Ormai dopo quasi dieci anni la situazione della costa è cambiata quindi serve uno studio sulla situazione attuale.

La darsena sarà compresa nel piano di salvaguardia? Sarà considerata? In pratica, il pennello di castellano va via subito o no?

Se nella progettazione si capisce che il pennello crea problemi di erosione verrà levato. Se devo dirti però se la darsena verrà fatta oppure no, non posso perché è troppo presto per dirlo. Noi naturalmente al progettista diremo che lì c’è la previsione di una darsena. In campagna elettorale l’ho detto mille volte, lì c’è un percorso molto lungo poi bisogna trovare gli investitori, io oggi non vedo un clima fervente di proposte accettabili.

Però tutte le cose propedeutiche sono state fatte, la strada e il pennello ci sono.

La strada non è propedeutica per la darsena, quello è un intervento che sarebbe stato fatto comunque, non si poteva prescindere dal fare una strada nella zona nord.

Il problema infatti non è strada si o strada no, ma il fatto che sta attaccata alla ferrovia e crea una zona pericolosa vicino al sottopassaggio(tanto che l’estate scorsa è morta una ragazza proprio lì), che si poteva fare più verso mare.

Forse è stato scelto di farla attaccata alla ferrovia perché altrimenti si doveva fare un esproprio maggiore, quella è tutta terra privata. Comunque i dossi sono già arrivati, li installeremo entro natale.

Riguardo l’Ecoelpidiense, si è visto che soprattutto durante le feste aumenta la quantità di grigio e quindi il costo da pagare, è previsto un piano per risolvere questo problema?

Io lo proposi e Scotucci ci lavorò moltissimo su questo: vogliamo far acquistare materiali biodegradabili a chi organizza le feste da noi patrocinate. Le associazioni di quartiere sanno che quest’anno per avere il patrocinio e per fare le feste dovranno dimostrare di usare materiali biodegradabili. È al vaglio degli uffici un regolamento per le “feste bio” che approveremo al più presto in giunta. Questo è un pacchetto “feste non selvagge” che stiamo mettendo a punto: prima tiriamo fuori un calendario delle feste e iniziative storiche di modo che se c’è qualcun altro che vuole organizzare qualcos’altro, lo deve fare rispettando il calendario ed in più dovranno rispettare le regole sul materiale biodegradabile. Anche per i palchi ci sarà un regolamento.

I palchi saranno alcuni fissi ed uno mobile, giusto?

Si. Uno sarà alla pineta, uno a villa Murri, ed uno all’Orfeo Serafini. Poi il quarto palco girerà nelle feste di quartiere. Per far funzionare bene questo sistema ne servirebbe un quinto, infatti molto probabilmente lo metteremo a bilancio.

Il montaggio e smontaggio dei palchi lo fa la piramide?

Abbiamo il montaggio e smontaggio gratuito di 15 palchi derivante dal bando per le palestre. Ma noi nel regolamento prevediamo un’esternalizzazione per il resto dei montaggi. Se stiamo sotto ai 40mila euro lo affidiamo direttamente, se è di più faremo un bando. Gli operai in quei mesi faranno la manutenzione che serve alle scuole al verde ecc. invece di montare e smontare palchi e casette.

Per approfondire sul contratto dell’Ecoelpidiense, in pratica si riapriranno le isole ecologiche?

Non è una riapertura, è il fatto di ragionare di trovare delle zone dove poter conferire direttamente il materiale in modo molto tecnologico. È un cambio totale di mentalità, proprio per questo se si partisse con questa modalità bisogna dire come cominceremmo a fare questa cosa. Cominceremo con i commercianti perché sono quelli che si lamentano di più per la differenziata, anche perché un commerciante una macchina ce l’ha. In questo modo li puoi sgravare avendo dei risparmi però devono conferire in maniera diretta. A Bressanone lo fanno tutti, anche i cittadini. Le hanno messe in zone di visibilità assoluta, sotto un monumento tutelato dalla sovrintendenza, perché serve un luogo di visibilità massima, non nascosto dietro qualcosa.

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Per quanto riguarda la pista di pattinaggio sul ghiaccio invece, tralasciando il fatto che è iniziato il montaggio senza la necessaria delibera, un’altra cosa ci preoccupa. Nella convenzione e nella delibera è previsto che la società, in cambio di quello che il comune dà, garantisca un buono sconto del 50% a tutti gli studenti di ogni ordine e grado. Abbiamo scoperto però che questo è uno sconto una tantum ed è valido fino al 20 dicembre esclusi i giorni festivi e prefestivi. Poi c’è il Conad di via Caserta che restituisce l’altra metà del biglietto con una spesa minima di 50 euro. Entrambe queste cose non erano previste nella delibera e nella convenzione. Questo sconto sa di truffaldino, che significa che dal 20 in poi noi non paghiamo più la corrente? 

Si sarebbe potuto fare meglio? Probabile. Lì più che altro è il rapporto che lega l’amministrazione con il soggetto in questione, tu gli concedi di fare l’attività poi vedono loro il modo in cui si organizzano e fanno convenzioni. Si poteva governare meglio, però questo ci servirà per far meglio i prossimi anni.

Riguardo al bosco di villa Baruchello, c’è un piano per superare l’invernata, per mettere in sicurezza le piante?

Nel periodo invernale non si possono fare i lavori, ora c’è l’Ecoelpidiense che sta pulendo e mettendo a posto, poi lo stiamo dando in gestione all’associazione di quartiere Marina Picena. L’Ecoelpidense fino al 2020 è autorizzata a prendere e trattare i rifiuti, alla luce di questo sollecitati da parte nostra sono andati là ed hanno pulito.
Capisco che prima di darla in affidamento a chiunque sia necessario che prima alcune parti progettuali vengano fatte. Prima di natale facciamo tutto, sia l’affidamento che l’altra parte.
Anche la pineta va in giunta. Siamo pronti con il progetto esecutivo, la provincia ha dato l’ok, lo porto in giunta la settimana prossima dopo il parere del demanio. Metteremo dei cartelli espositivi per spiegare il tipo di intervento che viene fatto, così per la primavera concludiamo.

Piazza Garibaldi libera dalle auto tra pochi giorni

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – È questa la notizia che il sindaco Nazareno Franchellucci ci ha dato in anteprima questa mattina. Dal prossimo fine settimana, fino al sei gennaio piazza Garibaldi avrà una nuova viabilità. In pratica non si attraverserà più con le automobili, creando “un grande spazio in cui passeggiare, anche in vista del periodo natalizio in cui verrà organizzato un mercatino di qualità”, ha dichiarato il sindaco.

La strada sarà interrotta lungo il fosso dell’albero e nella parte nord della piazza. Quindi dalla statale si entrerà normalmente in direzione di “Walter”, ma allo stop non si potrà girare a destra, si potrà andare o verso il lungomare o tornare verso la statale.

“Questa è una prova che durerà un mese”- ha dichiarato Franchellucci – “poi in base a come andrà vedremo se continuare o no”.

Encomiabile la volontà del sindaco di fare questa prova. Staremo a vedere come reagirà la cittadinanza a questo cambiamento.

Per quanto riguarda il piano di recupero ufficiale invece, il sindaco non si scompone più di tanto e conferma quanto detto già altre volte, cioè che se non ci saranno le condizioni per realizzarlo si cambierà rotta. Tradotto: se non c’è chi finanzia, non si costruisce sul perimetro dell’ex municipio. Nel frattempo lo studio geologico che riguarda il lotto di via Mameli è finito ed entro fine anno verrà approvata in giunta la variante necessaria per la costruzione di un piano interrato, che poi verrà portata ad anno nuovo in consiglio comunale per la definitiva approvazione. La vendita di questo lotto è importante perché propedeutica alla realizzazione del piano di recupero ufficiale di piazza Garibaldi.

Caro sindaco, l’aria è cambiata

Di Riccardo Marchionni

Sono ormai alcuni giorni che sta salendo la tensione e l’attenzione sull’operato dell’amministrazione comunale.

Sull’erosione costiera non si è capito cosa abbia intenzione di fare, almeno per arginare i danni che porteranno le mareggiate di quest’inverno. Sappiamo solo che il sindaco ha chiesto maggiori risorse dal bilancio regionale per “continuare a lavorare nella direzione indicata dalla Regione Marche”. La richiesta di denaro è fondamentale, ma in pratica cosa ci facciamo? Ci vuole spiegare cosa ha intenzione di fare il sindaco con i soldi chiesti alla regione? Riuscirà poi ad ammettere il fallimento del piano di salvaguardia della costa realizzato fin’ora, e quindi ad intraprendere veramente la direzione indicata dalla regione?

Un’altro fronte aperto è quello all’interno della giunta, dove c’è un assessore inarrestabile che straborda di energia organizzativa, tanto da uscire fuori dal seminato dell’esecutivo ed organizzare all’insaputa di tutti un evento a tre giorni dalla fine dell’anno con due comici di destra con cachet da band di cinque elementi. Il sindaco era al corrente dell’accordo con Martufello? Se no, non sarebbe come se fosse “venuto a mancare il necessario rapporto di fiducia e di leale collaborazione tra lo stesso e il sottoscritto”, come è successo con Scotucci? Perché la serata è stata poi annullata, forse per il tempestivo intervento di Mauro Tosoni che ha portato alle cronache questa scelta improvvida?

Nel programma di coalizione del candidato Franchellucci c’erano delle prescrizioni interessanti per quanto riguarda il turismo, tipo: “potenziare le risorse umane a disposizione dell’ufficio turismo, pianificando attività e programmazioni che coprano l’intero arco temporale dell’anno”. A che punto siamo con la realizzazione di questo punto strategico del programma? C’è almeno l’intenzione di aumentare il personale a disposizione dell’ufficio turismo?

Sempre Mauro Tosoni solleva un altro problema. Alcuni mezzi del comune non sono utilizzati perché necessitano di manutenzione, quindi per muovere le casette di legno per i mercatini si usa una ruspa anziché il camion con il braccio mobile. Dice Tosoni “possibile che si trovino soldi per manifestazioni di ogni genere, e non si trovi un migliaio di euro per sistemare una gru?”.

Un’altra questione riguarda invece il montaggio della pista per il pattinaggio sul ghiaccio, che sarebbe stato realizzato senza la necessaria delibera di giunta. Se questo è l’esempio che l’amministrazione da, come si dovrebbero comportare i cittadini? Uno si può sentire autorizzato ad effettuare dei lavori in casa senza comunicare niente al comune, perché tanto così fa anche l’amministrazione. La legalità era un tema molto caro alle amministrazioni che si sono succedute in questi anni a Pse, o almeno così ci hanno fatto credere.

Il nostro sindaco ha accumulato tantissime deleghe e quindi grandissime responsabilità. A questo punto della situazione non può esimersi dal rispondere e dal fare chiarezza riguardo le questioni sollevate in questi giorni. L’opinione pubblica, per quel poco che può, si è fatta sentire in maniera molto chiara, il sindaco d’ora in poi non potrà più pensare di amministrare senza rendere conto a nessuno come hanno fatto Petrini ed Andrenacci. Perché se lui manca una settimana e arriva una mareggiata, l’assessore deputato alla protezione civile è Carlo Vallesi, che per usare un termine meteorologico in questa situazione si classifica “non pervenuto”. Quindi o sceglie degli assessori all’altezza del ruolo che ricoprono, oppure se intende fare tutto lui in prima persona non può permettersi di lasciare la città nemmeno un giorno.

E per quanto riguarda la partecipazione, come mai non è ancora partito il secondo giro di incontri nei quartieri che il sindaco avrebbe dovuto tenere insieme all’assessore Leoni ciclicamente una volta ogni due settimane?

La promessa da lei fatta di colmare il gap tra l’amministrazione e i cittadini sembra che non venga rispettata. Almeno risponda su Martufello, sulla pista di pattinaggio e sulla difesa degli stabilimenti balneari. Faccia un comunicato stampa, una telefonata, un messaggino. Andrebbe bene qualsiasi cosa, anche un pizzino.

Quanto ci costa salvare la costa?

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Di Riccardo Marchionni

Venerdì 15 novembre si è tenuta una riunione tra proprietari e gestori degli stabilimenti balneari e l’amministrazione comunale, in seguito alla mareggiata di pochi giorni prima che ha inflitto danni ingenti a molti chalet, soprattutto del lungomare sud. Erano presenti una ventina tra proprietari e gestori. Per l’amministrazione erano presenti invece il vicesindaco Pasquali, l’assessore alla protezione civile Vallesi, l’assessore al turismo Sebastiani, il dirigente dell’ufficio tecnico Stefoni, ed il capitano della polizia locale Gattafoni. Tra la platea, in mezzo ai balneari erano inoltre presenti i due consiglieri del M5S Cerquozzi e Spina, ed altri attivisti del movimento.

L’intento della riunione era di creare un piano d’emergenza per far fronte alle mareggiate. Già a settembre c’era stato un’altro incontro tra i balneari e l’allora assessore Scotucci che si era preso l’impegno di creare un tavolo per risolvere questa problematica. Poi Scotucci è stato cacciato e non s’è fatto più nulla. Ma l’ex vicesindaco non è stato il solo a voler affrontare questo problema, infatti sempre a settembre Roberto Cerquozzi, capogruppo del M5S, aveva protocollato la richiesta di poter parlare in commissione III della darsena e dell’erosione costiera. Esito della sua richiesta, negativo. Per prassi le commissioni si riuniscono una volta al mese e sempre per prassi si parla di un solo argomento per volta. Sarebbe il caso forse di cambiare la prassi e di fare un vero e proprio regolamento delle commissioni per renderle un efficace strumento operativo del consiglio comunale, o vogliamo lasciarle l’inutile appendice del consiglio come sono ora? Non si sa. Di certo si sa che l’amministrazione non vuole affrontare questa problematica, tanto che i balneari hanno paura che la prossima riunione si terrà solo dopo la prossima mareggiata e che finirà in nulla di fatto. Il vicesindaco Pasquali rassicura tutti escludendo fermamente questa possibilità. Staremo a vedere.

L’erosione continua

Pennelli, scogli, barriere soffolte, non si sa a chi dare la colpa della continua erosione costiera che affligge il litorale elpidiense. Sui social network all’indomani della mareggiata della scorsa settimana tutti hanno commentato, cercato di spiegare, provato a risolvere le mille tematiche connesse a questo problema. Anche durante la riunione in questione si è cercato di fare chiarezza su tutto ciò. Dagli sviluppi della discussione si è capito che il problema è molto grande e che nessuno vuole prendersi la responsabilità di affrontarlo a modo. Spieghiamo perché.

Con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001 la competenza in materia di tutela del territorio viene affidata alle regioni. Quindi è la regione Marche l’ente indicato ad affrontare la questione. La regione dovrebbe attuare un piano di difesa della costa, ma nel bilancio regionale per la lotta all’erosione costiera non c’è nemmeno il capitolo di spesa.

I progetti

Sul nostro litorale però dei lavori sono stati fatti. Nel recente passato il comune ha dato incarico alla ditta Modimar di redigere due progetti: uno per la realizzazione di una darsena, ed un altro per la difesa della costa.

Le famose barriere soffolte(gli scogli a pelo dell’acqua) che partono dal camping Le Mimose e arrivano più o meno allo chalet Minù, fanno parte del progetto per la difesa della costa. Queste barriere sono state realizzate e collaudate, ma ad oggi c’è ancora un contenzioso giudiziario tra il comune e la ditta esecutrice dei lavori, perché non si sa se il materiale effettivamente messo in acqua corrisponda a quello previsto nelle carte. Nel frattempo gli scogli sommersi si sono assestati sul fondale e sono scesi di alcune decine di centimetri. Per alcuni ora sarebbero addirittura pericolosi, in quanto non spezzerebbero l’onda, ma la ingrandirebbero ancora di più. Per realizzare quest’opera sono stati spesi sei milioni e mezzo di euro(due terzi dalla regione ed un terzo dal comune), ma non sono stati previsti soldi per il ripascimento della spiaggia e per la manutenzione necessaria a mantenere efficienti gli scogli. Per questo appena installati funzionavano ed ora non funzionano più. Anche perché se avessero funzionato a dovere il mare avrebbe sfogato più a nord, mangiando la spiaggia di Tropical e Nero di sole.

Ma un altro è il progetto più intrigante e anche più dannoso: l’odiata ed amata darsena. All’inizio era stato presentato anche questo come progetto in difesa della costa, poi è stato inserito a forza all’interno del piano regionale dei porti per ricevere i finanziamenti. Come prima opera prevede la creazione di due “pennelli” di scogli, uno alla foce del Tenna, l’altro in direzione del fosso di Castellano.

Dall'alto si vedono i due pennelli, le scogliere soffolte e la silouette della costa

Dall’alto si vedono i due pennelli, le scogliere soffolte e la silouette della costa

Questi pennelli si sono rivelati controproducenti. Basta vedere su google maps la costa elpidiense per rendersi conto del lavoro che hanno svolto. Nel lato sud dei due pennelli ci sono accumuli di ghiaia e nel lato nord il mare mangia la costa(lo stesso effetto che si verifica intorno ad un porto). I più danneggiati sono stati gli stabilimenti balneari del lungomare sud per quanto riguarda il pennello del Tenna; la Playa de Cococciò e il camping La Risacca per quanto riguarda il pennello del fosso di Castellano(cioè la zona in cui sarebbe dovuta sorgere la darsena).

Il pennello sul fosso di Castellano che aumenta la spiagga davanti all'Holiday e annienta quella davanti a Cococciò e La Risacca

Il pennello sul fosso di Castellano che fa aumentare la spiagga davanti all’Holiday e fa diminuire quella davanti a Cococciò e La Risacca

Quindi le due opere fin ora realizzate a difesa della costa sono risultate inutili, se non dannose. Nonostante ciò alla ditta che le ha progettate l’amministrazione ha dato il compito di riscrivere un nuovo progetto darsena, perché il primo è stato bocciato dalla regione. Intanto però paghiamo i danni di un’azione impacciata a suon di decine di metri di spiaggia scomparsa.

Da quello che è emerso parlando con i vari gestori, la mossa ottimale sarebbe stata quella di creare un pennello alla foce del Chienti ed uno alla foce del Tenna, ed unirli tramite scogliere emerse o soffolte, in modo da creare un “vascone” che proteggerebbe la spiaggia elpidiense dall’erosione.

Puntare i piedi e creare un piano provvisorio

Perché però l’amministrazione non sembra convinta nel portare avanti una battaglia in regione affinché si attui un piano di salvaguardia della costa? Semplicissimo, perché costerebbe una marea di soldi. Significherebbe rompere le scatole, battere i pugni, mettere alle strette la giunta regionale affinché riesca a tirare fuori i soldi necessari. Il sindaco Franchellucci ha la forza di fare questo? Ma soprattutto, i nostri amministratori hanno voglia di rompere le scatole in regione, quando tra due anni ci saranno le elezioni regionali alle quali probabilmente qualcuno parteciperà?

Nel caso in cui il sindaco riesca nell’impresa, bisognerebbe comunque capire cosa si può fare negli anni che servono a portare a compimento l’iter regionale ed eventualmente i vari lavori. Cosa si fa a Porto Sant’Elpidio mentre la regione prepara il piano di salvaguardia della costa e lo realizza? Questa è la domanda più importante alla quale dobbiamo rispondere, e che ha cercato in tutti i modi di ribadire il consigliere Cerquozzi durante la riunione. Inoltre, visto che a Porto Sant’Elpidio dei soldi regionali sono già stati spesi, i prossimi finanziamenti non possiamo di certo aspettarceli di nuovo per noi, quindi i tempi si dilateranno ulteriormente.

Alla luce di tutto ciò l’amministrazione che propone? Il sindaco, l’assessore ai lavori pubblici, l’assessore all’ambiente, l’assessore alle grandi opere, che propongono di fare? Rispondere a queste domande non è solo cortesia, c’è in ballo il futuro di decine di famiglie che vivono grazie agli stabilimenti balneari che forse non sopravviveranno ad un’altra invernata di mareggiate, e c’è in ballo il futuro di tutta l’economia locale, perché se vogliamo vivere di turismo non possiamo farci portar via la spiaggia.

Il lungomare “Petrini”

Un ultimo punto è sembrato importante ribadire ad alcuni operatori balneari. La “colpa” di aver costruito gli chalet a dieci metri dal mare non è certamente la loro, ma di chi gli ha dato la possibilità di farlo. È chiaro che se gli chalet fossero stati costruiti quindici metri più ad ovest non ci sarebbero stati tutti questi danni, visto che le mareggiate sono sempre arrivate alla strada. Dovremmo chiedere all’allora sindaco Petrini perché ha voluto costruire un lungomare così addossato alla riva, prevedendo la costruzione di stabilimenti balneari che sarebbero potuti diventare facili prede delle mareggiate.

È ora di cominciare a chiedere conto del loro operato a quelli che hanno amministrato la nostra città, altrimenti cadiamo dalle nuvole ogni volta che succede qualcosa e sembra che quello che succede sia colpa del destino, non di scelte politiche fatte dagli amministratori del passato.

 

Immagine di copertina by: Alessio Cimadamore – archivio Post It Pse