Petrini e i rimborsi per le cene di compleanno

Foto: Ansa.it

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Si sono concluse le indagini della Procura di Ancona sulla cosiddetta “Rimborsopoli” in salsa marchigiana. Dopotutto, mancavamo solo noi al novero delle regioni coinvolte nei “rimborsi facili” ai consiglieri regionali. Viaggi, cene, libri, 66 indagati e centinaia di capi d’accusa per reati inquadrati tra il 2008 e il 2012.

C’è da dire che gli inquirenti hanno fatto i raggi ai poveri consiglieri regionali che, forse per leggerezza o per prassi, incassavano i fondi destinati ai gruppi consiliari senza presentare adeguata documentazione, o laddove presentata si configurerebbe al di fuori del ruolo di consigliere regionale.

L’inchiesta tocca anche uno dei nostri più noti concittadini: Paolo Petrini. Ex sindaco di Porto Sant’Elpidio, ex vicepresidente della Regione Marche, attualmente Deputato del Partito Democratico.

L’accusa

A Petrini viene contestata l’appropriazione per l’anno 2009 di euro 596,40 per spese di ristorazione senza documentazione idonea attestante l’inerenza alle funzioni di rappresentanza; euro 133,90 spesi per l’acquisto di libri non inerenti alle funzionalità del Gruppo consiliare. Per l’anno 2010 gli viene contestata l’appropriazione di euro 600 di cui euro 440 per una cena da sette coperti a Porto Sant’Elpidio, ed euro 160 per una cena fuori regione, a Verona, non collegata ad alcun evento riconducibile ad attività funzionale al gruppo. Sempre per l’anno 2010 gli viene contestata l’appropriazione di euro 1231,49. Di questi, euro 33,75 per l’acquisto di libri per un corso di formazione per manager. Il resto(1197,74) per spese di ristorazione sostenute a Porto Sant’Elpidio, anche qui senza i necessari documenti di supporto per il riconoscimento della spesa. Per l’anno 2011 gli viene contestata l’appropriazione di euro 2454,75 per spese di ristorazione risultanti da fatture prive di documenti di supporto per ricondurre i costi a spese di rappresentanza. Per l’anno 2012 gli viene contestata l’appropriazione di euro 1353,91 per 12 cene inserite nella voce “iniziative”, senza però nessun riferimento all'”occasione” della spesa, tutte peraltro tenute nel territorio fermano.

Le cene di compleanno

Quello che fa impressione in questa situazione non è tanto la somma contestata (6370 euro in totale) ma il fatto che in maniera spudorata vengano utilizzati soldi pubblici per finalità che vanno oltre il “lavoro” di consigliere regionale. Sia chiaro, questo è un segno comune a quasi tutti gli indagati di questa inchiesta, il modo di fare era per tutti più o meno uguale.

Ciò che interessa a noi comunque è l’operato del nostro concittadino che in almeno due occasioni si è distinto per furbizia. Infatti, da quanto risulta dalle indagini nel 2011 le cene di compleanno della sua famiglia le hanno pagate i contribuenti. Il nostro rappresentante al parlamento ha chiesto il rimborso per la cena del compleanno della moglie nel giugno del 2011: 4 coperti per 218,25 euro spesi al “Faro” di Porto San Giorgio; ed anche per la cena del suo compleanno a luglio dello stesso anno al ristorante “Papillon” di Porto Sant’Elpidio, 195 euro per 4 coperti.

A noi la sua innocenza o colpevolezza nell’ambito processuale interessa relativamente. Possiamo e dobbiamo però ragionare sui dati di fatto. Un politico che si sarebbe fatto rimborsare i libri per un corso di formazione e la cena del suo compleanno dalla regione, è un politico su cui puntare? Un politico di cui potersi fidare?

Oggetto misterioso in mare

Di Lorenzo Cisbani

PORTO SANT’ELPIDIO – A caval donato non si guarda in bocca ma, da qualsiasi angolazione lo si guardi, risulta complicato anche attribuire una faccia al regalo che il mare ha recapitato davanti allo chalet Moyto. Da questa mattina, infatti, fluttua ormai prossimo all’arenamento un pezzo di ferro di circa dieci metri, con una sorta di scaletta che lascia presupporre si tratti di un pezzo della piattaforma petrolifera o di imbarcazione.
Come prevedibile, il tam tam mediatico ha scatenato la curiosità di molti, accorsi a fotografare il leviatano metallico.

Foto e video di proprietà di POST IT PSE.

Partecipazione immaginaria

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il rapporto tra la maggior parte dei cittadini e la nostra amministrazione, si sa, non è dei migliori. Per questo il Sindaco e la sua giunta hanno iniziato un percorso di cambiamento nel modo d’agire amministrativo. O almeno hanno detto che vorrebbero iniziare a farlo.

Sui giornali abbiamo letto che i cittadini saranno protagonisti del progetto di Piazza Garibaldi e che l’amministrazione gira i quartieri per scrivere il bilancio in maniera partecipata. Ma se chiudiamo Granma e apriamo gli occhi, ci accorgiamo che questa partecipazione esiste soltanto nella mente dei nostri amministratori e sulle pagine dei giornali embedded.

Il 23 dicembre 2014 l’assessore Pasquali, riferendosi al progetto preliminare redatto dall’architetto di Moreschini(proprietario del Gigli), dichiarava: “siccome vogliamo la città e i commercianti protagonisti, a gennaio indiremo una assemblea pubblica e ragioneremo su tutto il piano che, come vedete, non è un progetto definitivo ma una idea di indirizzo di quel che vogliamo fare”. La tattica magistralmente mostrata da Renzi di fissare le scadenze ad un mese senza specificare l’anno è stata ben introiettata dai nostri amministratori: gennaio sì, ma di quale anno non si sa.

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Invece dell’assemblea pubblica per parlare di Piazza Garibaldi, l’amministrazione pensa bene di organizzare un giro nei quartieri intitolato “Bilancio partecipato 2015”. Bisogna ricordare che all’inizio del mandato il Sindaco aveva concertato con le associazioni di quartiere un tour continuo durante l’anno per garantire quella vicinanza necessaria a tutti i cittadini tanto evocata in campagna elettorale. Fin da subito però, Franchellucci ha voluto cambiare le modalità di questi incontri: non più assemblee pubbliche con il quartiere, ma colloqui individuali vis à vis; appuntamenti poi spariti dalla sua agenda. Ora invece ci ripensa e cerca di far passare normali assemblee nei quartieri come bilancio partecipato.

Abbiamo già accertato che nei primi due incontri non si è minimamente parlato di bilancio, si è invece parlato dei soliti problemi che affliggono i quartieri da anni e che l’amministrazione sta goffamente cercando di riparare nell’imminenza di questi incontri. La tempistica di certi interventi in effetti sa di compitino svolto da portare all’assemblea.

Un importante dato che emerge da questa situazione è il grave malfunzionamento del rapporto tra associazioni di quartiere e amministrazione comunale. Uno dei compiti più importanti delle associazioni di quartiere dovrebbe essere quello di fare da trait d’union fra i cittadini del quartiere e l’amministrazione, raccogliendo di continuo informazioni sulle problematiche per poi farle presente all’amministrazione che una volta ogni due/tre mesi(come si era detto all’inizio) potrebbe far visita al quartiere per dar conto di ciò che è stato fatto per porre rimedio. Quando le associazioni fanno il loro lavoro, l’amministrazione non ci mette del suo. Più spesso invece, queste associazioni sono interpretate come uno strumento di potere da parte di chi le occupa per risolvere problemi personali, o grazie al quale ricevere degli incarichi diretti dal comune che ingraziandosi i vertici delle associazioni pensa di controllare un intero quartiere. Abbiamo visto che “elettoralmente” questo sistema funziona abbastanza bene. Ma al fine della buona amministrazione è decisamente deleterio.

Completa il quadro di autoreferenzialità di questa amministrazione l’idea di organizzare un “Question time” molto originale. Nella versione elpidiense infatti non sono previste come di consueto le domande delle opposizioni al governo, ma i vari componenti della maggioranza si fanno delle domande e si danno delle risposte da soli, in perfetto stile marzulliano, per poi mandarle alle redazioni dei giornali spacciandole come interviste vere. Dire che questa mossa è vergognosa è un eufemismo.

Alla luce di tutto ciò e senza approfondire nello specifico i vari argomenti, volendo soltanto analizzare il concetto di partecipazione che ha l’amministrazione, non possiamo che rimandare all’anno il Sindaco e la giunta. Non serve mettersi in bocca il bilancio partecipato per girare nei quartieri, bastava essere coerenti e conseguenti con gli impegni presi all’inizio del mandato. Vale lo stesso discorso per piazza Garibaldi: tante parole, pochi fatti concreti. La finta partecipazione è inutile e dannosa, gli amministratori perdono tempo e i cittadini si sentono presi in giro per l’ennesima volta.

AWARDS 2014 – I premi

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È ormai scaduto il tempo per votare ai POST IT PSE AWARDS 2014, i premi che incoronano le personalità e gli avvenimenti che più hanno segnato la nostra cittadina nel corso dell’anno appena trascorso secondo i nostri lettori.

Come vi avevamo preannunciato ci sono anche delle sorprese, dei premi dati direttamente dalla redazione che vanno a completare il quadro dell’anno appena concluso.

Bando alle ciance, ecco i risultati:

 

Elpidiense dell’anno – Andrea Balestrieri con il 46,79% dei voti.

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Passione ed impegno al servizio dei cittadini. Sembra essere questo il motto del consigliere Balestrieri, sentinella dei cittadini elpidiensi, attento ad ogni segnalazione e lamentela (anche quelle che molti ignorano o definiscono poco importanti), si adopera al massimo per dare conto alla cittadinanza di ciò che succede nel “palazzo”. Criticato per aver portato in consiglio comunale delle mozioni riguardanti temi di poco spessore, ha rispedito le critiche al mittente difendendo le sue scelte come espressione della volontà popolare. Divenuto capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale dopo la dipartita dell’ex candidato sindaco Andrea Putzu, sta diventando un punto di riferimento per molti, c’è chi addirittura lo vorrebbe candidato sindaco per il centro-destra alle prossime comunali.

Ti chiami Andrea come Putzu, sei il Capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale come Putzu, papabile candidato sindaco per il centro-destra come è stato Putzu, vincitore del Post-it Pse Awards come elpidiense dell’anno come Putzu, per favore lascia perdere le cambiali e non autenticare firme a nessuno!

 

 

Evento dell’anno – Festa di riapertura delle Grottacce con il 53,54% dei voti.

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Un gruppo di persone che si impegna per riqualificare un luogo storico distrattamente abbandonato, per riportarlo allo splendore di un tempo. Le Grottacce, mitico luogo di aggregazione musicale, rinascono dopo più di quarant’anni. È stato in assoluto l’evento più importante per i cittadini elpidiensi che hanno partecipato numerosissimi alla serata di riapertura del famoso “Dancing”. Una serata memorabile, che ha visto la partecipazione di molte generazioni anche tra loro distanti, e che ha unito tutti i cittadini elpidiensi sotto il segno della riqualificazione e della salvaguardia dei beni culturali della nostra città. È l’esempio dato il tesoro più grande, una manciata di sognatori che sgobbano durante il tempo libero reinventandosi giardinieri, muratori, archeologi e festaioli per portare a casa il recupero di un simbolo cittadino.

La vittoria schiacciante è sicuramente sinonimo di genuina gratitudine da parte dei nostri lettori nei confronti degli artefici di tutto questo, sentimento al quale ci uniamo anche noi.

 

 

Peggior figura dell’anno – Franchellucci-Pasquali che difendono la costa con sacchi per alimenti con il 16,67% dei voti.

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La creazione di un assessorato ad hoc per gestire il problema “erosione costiera” è stato un bel segnale, ma i provvedimenti presi sono stati deludenti. Un intervento per proteggere gli stabilimenti balneari era dovuto da parte dell’amministrazione, ma si è trattato dell’ennesimo rattoppo malamente ideato e sfacciatamente sopravvalutato. La Saccheria Bernabeo ringrazia, i nostri lettori un po’ meno.

Un doveroso cenno va al secondo classificato, l’ormai plurirapinato Giacomo Perticarini al quale va tutta la nostra solidarietà, che ha sfiorato la vittoria con la sua formidabile performance interrompendo un consiglio comunale appena prima di una scottante discussione riguardante Piazza Garibaldi che avrebbe messo decisamente in imbarazzo l’amministrazione.

 

 

Miglior attore non protagonista – Daniele Stacchietti con il 27,88% dei voti.

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Si aggiudica il titolo di vero non protagonista della vita politica elpidiense il nostro superconsigliere Daniele Stacchietti vincendo addirittura di 3 punti percentuali sul fuoriclasse Carlo Vallesi che ha pagato un’imperdonabile errore: indossare la tuta arancione fosforescente nel ruolo di operaio comunale attirando l’attenzione su di se a causa degli sgarcianti riflessi.

C’è da dire che Stacchietti lo scorso anno si era piazzato sul podio ma probabilmente, quest’anno, le energie dissipate tra provincia e comune hanno reso ancor più impalpabile la sua presenza agli occhi dei cittadini. Forse i nostri lettori pensavano che date le sue posizioni politiche potesse avere il potere dell’ubiquità?

 

 

Effetti speciali – Abbattimento a tradimento delle palme in via Mameli con il 26,06% dei voti.

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L’amministrazione non poteva non aggiudicarsi anche l’ambitissimo premio per gli effetti speciali (8 nomination su 8). A prevalere, il Thriller psicologico Terrore in via Mameli 2: Il giorno delle lame, sequel del film trionfatore della scorsa edizione Terrore in via Mameli: L’agguato. Il brutale massacro perpetrato in nome delle ferrovie dello stato ha lasciato i nostri lettori indignati, disorientati e inorriditi. A Shelbyville (Porto San Giorgio) non le hanno tagliate, invece qui l’amministrazione ha strappato un pezzo di storia della sua città come se fosse un pezzo di Lego da una costruzione. Ma la cosa più triste è stata constatare che non se ne sono nemmeno resi conto.

 

 

Premio alla carriera – Remo Tomassini detto Remo de Biancalana con il 42,68% dei voti.

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Dopo aver conquistato per 7 volte consecutive l’Arrosticino D’Oro nella categoria braci, premio della critica al Festival della Bestemmia di Castelluccio di Norcia, inventore della Festa dell’Unità e padre del gioco dei tappi, giudice nella prima edizione di Masterchef Corea del Nord, un altro prestigioso riconoscimento si va ad aggiungere alla lunga lista degli attestati di stima ottenuti in carriera dal compagno Remo. Continua così,  generoso e testardo, Hasta Siempre!

 

 

Rivelazione dell’anno – Marco Fioschini (nuovo consigliere comunale) con il 43,22% dei voti.

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Dopo Cerquozzi un altro grillino si aggiudica il premio rivelazione dell’anno. Fioschini passa dalle retrovie al consiglio comunale in scioltezza, andando a ricoprire uno dei ruoli più importanti: quello del consigliere attento, studioso, e sempre pronto che quando serve sa chiedere conto all’amministrazione di quello che non va. In alcune occasioni avrebbe potuto dimostrarsi più audace, ma comunque i nostri lettori hanno apprezzato il suo impegno e lo hanno voluto premiare.

Esiste una leggenda riguardante lo scranno che occupa in consiglio comunale: si crede che sia stregato. In effetti certi suoi interventi iniziano ad assomigliare a quelle famose arringhe dell’ex consigliere Federico Costantini, che fino a pochi anni fa sedeva proprio lì. Continuando di questo passo Marco Fioschini potrebbe diventare un’importante risorsa per le future elezioni.

 

 

Top player di Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner – Mauro Tosoni con il 23,68% dei voti.

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E’ Mauro Tosoni ad aggiudicarsi il premio di Top player di Speaker’s Corner, ovvero il commentatore che con i suoi post ha più animato il portale più ostile di Pse, miglior termometro politico che un’amministrazione possa sognare nonché utile megafono del popolo per richiamare quei protagonisti della vita politica che si allontanano sempre più dai cittadini. Il Julian Assange a piede libero di Porto Sant’Elpidio vince di misura nella categoria più agguerrita, che ha visto ben 4 persone guidare la testa della classifica tra cui Luigi Badalini, Sergio Belletti e Andrea Medori Jr. che in maniera colorita e talvolta ‘telegrafica’ hanno creato spettacolari flame nei loro interventi. Top Player tra i Top Players.

 

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Eccoci ora giunti ai premi speciali assegnati dalla redazione di Post it:

Il premio “Inciso sulla pietra” che va al commento più indelebile del 2014 entrato ormai nel linguaggio comune, va al Sindaco-ombra Sergio Belletti con: “Sindaco della Marchesa”

Secondo classificato l'”arcaico e preistorico” Roberto Lattanzi con: “Vulcanizzati alle poltrone”

Terzo classificato il meteorologo Fausto Fantuzi con: “Buonisti pelosi”

 

Miglior Hashtag 2014: #Psenolegocity – Tonino Del Moro

 

Premio Disinformazione:

Primo classificato: Raffaele Vitali(Laprovinciadifermo) ed il suo allarme ebola.

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Secondo classificato: la bufala del Corriere Adriatico e del Resto del Carlino degli amanti focosi incastrati in mare.

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Terzo classificato: ancora il Corriere Adriatico con l’articolo su “La Piccola”.

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Concludiamo in bellezza con l’Oscar della redazione di Post it Pse: Il Piermartirino d’Oro. Il premio più ambito di tutti, ispirato al nostro illustre consigliere che da quest’anno consacrerà chi tra tutti gli elpidiensi protagonisti della vita politica si è più distinto per Piermartirità.

Il Piermartirino d’Oro se lo aggiudica il nostro consigliere Massimo Rocchi, che ha sbeffeggiato gli elpidiensi pubblicando gli auguri con una foto dell’albero di Natale dell’anno scorso bello illuminato, mentre quello di quest’anno non era ancora stato addobbato.

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POST IT PSE AWARDS 2014

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Eccoci arrivati all’appuntamento più atteso da tutti i lettori del nostro Blog, ovvero agli ambitissimi POST IT PSE AWARDS. Anche quest’anno abbiamo selezionato per voi i migliori avvenimenti e i personaggi che hanno segnato maggiormente la vita pubblica cittadina.

L’anno che si sta concludendo è stato ricco di cambiamenti e noi di POST IT abbiamo seguito tutto con lo spirito di libertà che ci contraddistingue. Il supporto dei nostri lettori è stato fondamentale per continuare la nostra attività: dalle collaborazioni attive, alle segnalazioni, alle semplici pacche sulle spalle accompagnate da un “bravi, continuate così”.

Lanciando questo concorso rivolgiamo a tutti i più sentiti auguri di buon Natale e felice anno nuovo, augurandoci che l’anno che verrà sia migliore di quello appena trascorso.

Anche per quest’anno non mancano le sorprese, infatti sono cambiate alcune categorie: abbiamo aggiunto “Top player di Pse Speaker’s Corner” per decretare il personaggio più importante del gruppo di discussione più amato/odiato di Pse. Abbiamo inoltre istituito un premio speciale, che la redazione assegnerà al cittadino che si è distinto durante l’anno per determinate peculiarità. Sarete quindi voi a decretare chi sarà l’elpidiense dell’anno, e i vincitori di tutte le altre categorie. Avanti, al voto!

Ecco le categorie:

Elpidiense dell’anno

Evento dell’anno

Peggior figura dell’anno

Miglior attore non protagonista

Effetti speciali

Premio alla carriera

Rivelazione dell’anno

Top player di Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La città delle figuracce

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ha qualcosa di stupefacente quello che succede a Pse. La città del Natale con albero di Natale, ma senza addobbi. Con il programma degli eventi di Natale, ma senza la pista di pattinaggio e il teatro-tenda che dovrebbe ospitarli.

L’esperienza dell’anno scorso con la pista di pattinaggio(montata senza delibera, con convenzioni e sconti poco chiari, con perdite di acqua che hanno causato degli incidenti) sarebbe dovuta servire da lezione al Sindaco “per far meglio i prossimi anni”, invece sembra che sia servita a poco.

Infatti anche quest’anno i nostri amministratori hanno dato prova d’inadeguatezza. Nonostante sul programma “La città del Natale” sia scritto che da giovedì 11 dicembre a domenica 18 gennaio ci sarebbe stata una pista di pattinaggio e un teatro tenda per ospitare eventi, niente di tutto questo ci sarà. “Autorizzazione respinta per incompletezza della domanda”, questa la spiegazione che viene dal comune. Nicola Convertino (proprietario della società Insonnia Agency), che avrebbe dovuto montare la pista, il tendone e che avrebbe organizzato parecchi eventi, dice che “il sindaco non vuole firmare l’autorizzazione”, e che hanno respinto la domanda “senza specificare cosa mancava”.

Due questioni sono da chiarire. La prima: cos’è che manca alla domanda presentata da Insonnia Agency? La scelta del Sindaco di non firmare l’autorizzazione al montaggio della pista e del tendone potrebbe anche essere vista come una positiva prudenza se venisse spiegato il perché. Altrimenti si lascia spazio a delle supposizioni che, si sa, non portano mai da nessuna parte. Aspettiamo fiduciosi che Franchellucci chiarisca questa scelta.

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Seconda questione. L’assessore al Turismo Milena Sebastiani esce ridimensionata da questa storia. L’assessore organizzaeventi che incappa in un problema (forse)burocratico e manda in mezzo fallimento la città del Natale è da criticare o da elogiare “perché comunque è l’unica che si dà da fare?”

Avrebbe potuto assicurarsi prima che l’agenzia alla quale affidava l’organizzazione del natale avesse tutti i requisiti per fare ciò che proponeva. Invece così è stata “sbugiardata” dal Sindaco che non si è voluto prendere la responsabilità di far montare il tendone e la pista di ghiaccio. Dopo un fallimento del genere di solito ci dovrebbero essere delle conseguenze adeguate.

Il post di Milena Sebastiani subito cancellato, lo trovate solo su Post It Pse.

Il post di Milena Sebastiani subito cancellato, lo trovate solo su Post It Pse.

La Sebastiani si è distinta anche in un’altra occasione, commentando il fatto che l’albero di Natale di piazza Garibaldi non fosse stato addobbato per l’8 dicembre. Evidentemente non era lei ad occuparsi dell’albero e degli addobbi, perché ha commentato con un tagliente post sul suo profilo facebook, poi prontamente cancellato. Come dovremmo considerare un assessore che gode del fallimento dell’operato di altri componenti della giunta, e che commenta una figuraccia di tutta l’amministrazione con un “No Milena… no party”? E che dire ora che proprio Milena ha toppato un party?

Come non citare infine la mega-figuraccia del consigliere Rocchi, che ha scatenato l’ira dei cittadini postando su Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner un’immagine dell’albero dell’anno scorso e augurando a tutti i cittadini un buon Natale. Correggendo il tiro successivamente dicendo che quella era una pubblicazione “edonistica”. Mai come in questo caso il silenzio sarebbe stato d’oro.

La conclusione alla quale si arriva analizzando la situazione è che l’amministrazione è allo sbaraglio, ognuno agisce per conto suo. È evidente che non c’è un lavoro di squadra in giunta, ma ogni assessore ha il proprio binario dove viaggia e costruisce la propria carriera personale insieme al proprio gruppo di fedelissimi. E come se non bastasse, a causa di deleghe date in base al peso elettorale, e non in base alle capacità personali, si è creata una confusione di competenze per cui l’assessore al Turismo insieme alla Commissione Pari Opportunità(dalla Sebastiani creata) organizza eventi culturali, che dovrebbero essere seguiti dall’assessore alla Cultura(Monica Leoni), ma che in realtà dovrebbe fare Annalinda Pasquali(vero assessore alla cultura), che però si occupa di Urbanistica ed Erosione Costiera.

Una giunta del genere non serve il paese, ma le singole personalità che la compongono, e se non cambia subito qualcosa non potremo che continuare ad essere “la città delle figuracce”.

Sudomagodo se ne va. Chi sarà il prossimo?

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sconforto e delusione sono i due sentimenti che si provano a vedere il triste spettacolo dello chalet Sudomagodo che rischia di franare in mare. Sentimenti che si provano pensando a quanto lavoro e quanti soldi sono stati investiti in una struttura turistica che per colpa di scelte clamorosamente sbagliate da parte dell’amministrazione rischia di venire distrutta dalla forza del mare. E non sarà neanche l’unico a subire le conseguenze peggiori di tali scellerate scelte. Infatti nella tarda mattinata anche alcuni cubi di cemento che sostengono la pavimentazione di Saxa Beach sono franati in mare lasciando la struttura in balia delle onde.

In mattinata c’è stata una riunione proprio allo chalet Sudomagodo con l’amministrazione e la Capitaneria di Porto e si è arrivati alla conclusione che nell’immediato(domani) ci sarà una delibera ad hoc per permettere il posizionamento di blocchi di cemento a difesa delle strutture nell’area che va dai casotti dei pescatori fino a Saxa Beach. Lascia tutti ammutoliti Cristiano Recanati(proprietario di Saxa Beach) quando arriva sul posto, commentando con un rassegnato “e adesso che ci inventiamo?”.

Franchellucci, proprio perché ha deciso di improntare la sua amministrazione in continuità con quelle passate ora ne paga il prezzo. Paga lo scotto del non poter dire chiaramente ed apertamente che il progetto di salvaguardia della costa portato avanti dai suoi predecessori non solo non è stato efficace ma è stato dannoso. Ed il non ammettere questa ovvietà, unito al rattoppare malamente le pecche passate lo rende un Sindaco dimezzato. Non può essere sincero con i cittadini ed ha le mani legate per colpa delle precedenti amministrazioni. Ora infatti, scaricare la colpa sulla Regione che non ha incluso la nostra città nel piano regionale di difesa costiera, equivale a buttare fumo negli occhi. I soldi la Regione ce li ha già dati pochi anni fa, e la nostra amministrazione li ha usati malissimo, inoltre a livello regionale si preferisce intervenire dove ci sono pericoli per le infrastrutture pubbliche, e non è il caso nostro.

C’è anche il consigliere Enzo Farina a guardare la scena, “hanno fatto il lungomare sud per poter mettere la bandierina, ma il problema parte proprio da lì. Il problema riguarda il progetto del lungomare sud, del marciapiede, dei pali posti al contrario e in tale quantità che guardando in lontananza coprono la vista della spiaggia, e degli chalet costruiti troppo a ridosso del mare. Mi ricordo quand’ero più giovane il mare arrivava fino a lambire la ferrovia quando c’erano le mareggiate”, commenta laconico Farina. E dà anche una visione d’insieme dei problemi della nostra città, “è ora di dire basta, non se ne può più, la nostra città è impantanata in quattro/cinque situazioni private che bloccano lo sviluppo a discapito di tutti. Questo è un modo di fare che non va più bene, bisogna dirlo”.

Su questo fronte il Sindaco rischia grosso. Rischia di pagare il conto aperto dai suoi predecessori. Se i balneari intentano una causa collettiva contro il comune, come la mettiamo? Chi pagherà? Toccherà fare un pellegrinaggio fino al quartiere San Filippo e al quartiere Cretarola per suonare il campanello dei due ex sindaci e anche(forse soprattutto) a casa del quasi ex capo dell’ufficio tecnico.

Il piano di difesa costiera è stato un bluff per mascherare la costruzione della darsena, le barriere soffolte sono state fatte buttando la terra in mare al posto delle pietre, e i danni provocati dai pennelli ora ce li chiedono indietro i balneari con le cause in tribunale; il “lungomare sud” è costato tantissimo, è stato realizzato male e troppo vicino al mare(perché non era stata risolta la questione Fim, altra ferita aperta), e i cittadini che ci camminano sopra e cadono chiedono giustamente i danni al comune. Ma che modo di amministrare è questo? E che Sindaco è quello che è fiero di amministrare in continuità con chi ha commesso questi gravi errori?

La scomparsa degli chalet non sarà una cosa facile da far scordare alla cittadinanza. Nazareno Franchellucci è ad un bivio, o prende le distanze e ammette il fallimento delle strategie fin ora adottate e va a chiamare chi ha sbagliato per chiedergli conto di ciò che ha fatto, oppure, se non ha il coraggio di fare questo, è meglio che se ne torni a casa, perché la città non può restare un minuto in più sotto al giogo dei rapporti di potere che hanno segnato fino ad ora la nostra vita amministrativa.

Frodi bancarie e bollette energeitche, istruzioni per l’uso.

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – “Come evitare una frode bancaria, come procedere in sede legale in caso un cittadino dovesse sentirsi danneggiato; come leggere le bollette di luce e gas, come intervenire nel caso di errori dei fornitori e dove vanno a finire le tasse versate da noi cittadini”. Questi i punti che verranno toccati venerdì 28 novembre alle ore 21 presso la sala conferenze della casa del volontariato(Croce Verde), nel convegno intitolato “Frodi bancarie, bollette fortinure energetiche, tutela dei consumatori” organizzato dal gruppo Facebook “Sei di Porto Sant’Elpidio se…”.

“Scopo del convegno è quello di fornire ai cittadini diverse informazioni che molto spesso non trovano spazio attraverso i mass media nazionali e locali – specificano gli organizzatori, che continuano – pensiamo che di questi tempi il peggiore dei mali è il non sapere, ignorare. Questa malattia, però, dovete sapere che è curabile”.

Un’altra serata informativa aperta a tutti, quindi. “Stavolta si parlerà di Economia, Banche, Equitalia, etc, proprio per essere informati, per cercare di prendere meno fregature legalizzate possibili. Saremo supportati da relatori di livello nazionale ed internazionale.”

Interverranno Elio Veltri, Ex membro commissione parlamentare Anticorruzione e Presidente dell’associazione “Democrazia & Legalità”; Alessandro Lippo, consulente giuridico ass. “Consumatori Utenti”; Giuseppe Tosoni, Associazione “Tutela impresa”; Rodolfo Nasini, consulente settore energetico; Mirko Rainelli, “Co.Re.Com”.

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La gita a Roma

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un pulmino parte dal Comune e percorre la A24 in direzione Roma. Ma non è la classica gita scolastica(anche se ne ha il sapore). È un’uscita per la presentazione del programma del Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio, nella sala stampa della Camera dei Deputati.

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Appena vista la foto celebrativa con i protagonisti tutti in tiro e sorridenti ci siamo chiesti: ma che senso ha? Che senso ha fare la conferenza stampa di presentazione del programma teatrale della città di Porto Sant’Elpidio a Roma, alla Camera dei Deputati? Forse si punta al pubblico romano? O alla cerchia dei parlamentari? Chi lo sa…

Un teatro(o per meglio dire, un auditorium acchittato) costruito ai bordi di un quartiere residenziale, con 400 posti a sedere e 40 posti auto, che ha succhiato dal centro uno degli spazi caratterizzanti la piazza del paese, soltanto per il personale tornaconto in termini di immagine e di voti dell’apparato piddino locale.

La storia del “delle Api” infatti è rappresentativa del modo d’agire autoreferenziale e personalistico che hanno i nostri amministratori. Invece di acquisire il cineteatro moderno “Beniamino Gigli” il nostro padrino politico l’ha lasciato comprare ad un costruttore amico col quale si è accordato per la “valorizzazione” della piazza. Cioè, radiamo al suolo tutto e ricostruiamo con l’aggiunta di un po’ d’appartamenti che non fanno mai male. Il piano diabolico per fortuna o purtroppo non è andato a buon fine, lasciando la nostra piazza nelle condizioni che vediamo. Quindi invece che puntare su ciò che già esisteva, un teatro storico nel mezzo della piazza centrale della città, si è preferito ingaggiare un percorso di speculazione edilizia e di spostare il teatro in un quartiere periferico, lontano da tutto e da tutti. L’impressione è che Petrini abbia voluto costruirsi il suo personale teatrino da dare in gestione all’amico famoso che porta a Pse i propri amici della televisione a prezzi altrettanto amichevoli, e così sono tutti contenti.

Ecco allora che la conferenza stampa di presentazione del nostro(o loro) teatro che si celebra a Roma acquista senso. Il direttore, il nostro illustre concittadino Neri Marcorè, vive e lavora a Roma. Il nostro illustre concittadino Paolo Petrini lavora a Roma. Perché far spostare le persone importanti?

Così il legame tra il direttore del teatro e il Partito Democratico si rafforza. Ricorderanno tutti che prima delle elezioni amministrative del 2008 Marcorè sentenziò senza nessuna remora: “se non vince Andrenacci, non farò più il direttore del teatro”. Questo ci fa capire che non fa il direttore per il bene e l’interesse della nostra città, ma per piacere personale al politico potente. Siamo sicuri che sia positivo per la nostra città avere un direttore che lavora a queste condizioni?

La gita a Roma si sa, è un must di tutte le scuole italiane. Ed anche il nostro Sindaco non poteva fare a meno di visitare il luogo in cui il suo padre putativo è arrivato a sedere dopo anni di mala gestione della cosa pubblica. Speriamo che nonostante tutti questi anni di scuola petriniana il nostro Nazareno non segua le orme del suo mentore. Altrimenti per i prossimi anni ci ritroviamo un’altra cattedrale nel deserto, un altro fallimento su piazza Garibaldi, un altra strada inutile sul lungomare, un altro lungomare costosissimo e di qualità pessima con marciapiede perennemente rotto, un altra mancata risoluzione della questione Fim, un altro intervento a difesa della costa che aumenta l’erosione costiera, un altro ampliamento della zona industriale in momento di crisi, un altro progetto di depauperamento del territorio mascherato da opera di interesse pubblico, etc, etc.

Se sceglierà di seguire le orme di Petrini, con un po’ di fortuna e di aiuto ma senza la stessa disponibilità economica, tra qualche anno potrà sedersi sullo scranno che è andato a visitare l’altro giorno. Ma a noi cosa resterà? Se i nostri sindaci continuano a pensare soltanto alla loro carriera personale utilizzando la cosa pubblica per aumentare il loro potere, a noi cittadini cosa resterà in mano? Molto probabilmente una città ancora più disastrata di com’è oggi, e con le migliori risorse in mano ai privati collusi col potere politico.

Nel frattempo ci tocca sperare che Petrini diventi governatore, magari è la volta buona che fa qualcosa per il nostro paesello.

Sacchi alimentari posti a difesa degli chalet. Serve chiarezza.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Ecco alcune immagini che ritraggono la situazione della spiaggia di Porto Sant’Elpidio al 25 ottobre 2014. In particolare il tratto in direzione della ex Fim, dei casotti dei pescatori e di una parte del lungomare sud.

 

Si vede chiaramente che i sacchi in alcune zone hanno fatto il loro lavoro, ma in altre si sono strappati ed hanno iniziato a perdere sabbia. I casotti dei pescatori sembrano veramente spacciati. I sacchi fanno da barriera alle fondamenta, sono l’ultimo baluardo prima del loro crollo. Facile immaginare che durante l’invernata si potrebbero verificare dei danni importanti. Nei punti in cui i sacchi non sono presenti, naturalmente il mare ha mangiato più spiaggia e arriva quasi a lambire le palme che arredano la passeggiata del lungomare.

Di fronte all’ex Fim invece abbiamo fatto una scoperta interessante. Dalla spiaggia erosa è emerso il vecchio canale di scarico della fabbrica di concimi, immerso in un tappeto di pirite solidificata che il mare ha spezzato in maniera frastagliata, creando una zona surreale, quasi un paesaggio vulcanico. È da considerare anche questo come archeologia industriale ed eventualmente da salvare e da riqualificare? Oppure finite le mareggiate verrà ricoperto di nuovo di ghiaia e lasciato nel dimenticatoio?

Il caso dei sacchi alimentari

Rimane il dubbio sull’adeguatezza dei sacchi utilizzati per difendere gli stabilimenti balneari. I sacchi in questione sono in polipropilene, certificati per contenere materia prima alimentare tipo orzo, grano, riso ecc. e proprio in bella vista, sul fogliettino attaccato ad ogni sacco è indicato che nel caso in cui i sacchi vengano posti all’esterno debbano essere al riparo dalla luce del sole e dalla pioggia. sacchialimenti A Senigallia l’inverno scorso hanno sperimentato per la difesa della costa e di alcuni stabilimenti balneari dei sacconi in geotessuto denominati “Stop Wave”, appositamente progettati per questo uso. Questo materiale, estremamente robusto e permeabile all’acqua, può essere riempito di sabbia, terra, ghiaia ecc. e va a formare un’opera stabile e resistente nel tempo. Si può inoltre facilmente rimuovere l’opera nel momento opportuno ripristinando la situazione iniziale della spiaggia. Il costo per 200 sacchi in geotessuto specifici per la difesa della costa da cm. 160 x 120 x 40 è stato di 4500 euro circa. Noi per 150 sacchi da alimenti abbiamo speso 3500 euro.

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

Sacchi in geotessuto

La critica che è stata mossa al Sindaco non è quella al metodo utilizzato. L’uso di sacchi per difendere gli stabilimenti balneari è sacrosanto, anzi è la “toppa” che l’inverno scorso è mancata. Mossa azzeccata quindi. La critica alla quale il Sindaco non ha voluto rispondere è quella sull’adeguatezza del materiale con cui sono fatti questi sacchi. Siccome nascono e vengono certificati per altri utilizzi, e nel “bugiardino” attaccato al sacco è sconsigliato di tenerli al sole e all’acqua allora nasce spontanea la domanda se siano idonei o meno.

“Il nostro obiettivo era quello di creare a costo minimale una barriera meccanica che in caso di mareggiata medio-grande potesse arginare i piccoli danni che gli stabilimenti puntualmente registrano in queste situazioni”, sostiene il Sindaco Franchellucci, che continua “è chiaro che come li abbiamo usati noi non devono tenere per chissà quanti anni, ma solo per un tempo limitato di sei mesi”. La vera notizia però non è che i sacchi hanno tenuto alla prima mareggiata per altro di media intensità. La notizia è che con una mareggiata di media intensità già i sacchi hanno iniziato a rompersi. Ma se si sono rotti con una media mareggiata, quando in pieno inverno ci saranno mareggiate imponenti che presumibilmente romperanno altri sacchi che facciamo? Ci rimettiamo le mani? Forse sarebbe stato meglio utilizzare materiali idonei creati apposta per questo tipo di utilizzo.

“Facciamo come a Senigallia”

Da uno studio del dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università di Firenze intitolato “Opere di difesa della costa costruite con contenitori in geotessuto riempiti di sabbia”, si capisce che l’intervento realizzato a Porto Sant’Elpidio è assimilabile agli interventi che si facevano negli anni ’80 e ’90 cioè con “sacchi non specificamente studiati per l’impiego marino, che non avevano sufficienti caratteristiche di resistenza e durabilità”, mentre invece “negli ultimi anni sono state realizzate difese con nuovi geosintetici”, quelli utilizzati per l’appunto a Senigallia.

A questo punto il Sindaco e l’assessore Pasquali che ha la speciale delega alla salvaguardia della costa dovrebbero rendere conto ai propri cittadini in maniera seria delle loro scelte, non buttare fumo negli occhi e difendendosi dichiarando delle banalità. Devono dire chi ha consigliato di acquistare questi sacchi e chi li ha forniti. E come mai l’assessore Pasquali a settembre dichiarava “faremo come a Senigallia”, e che non sarebbero stati utilizzati i sacchi messi a disposizione dalla regione, ma che sarebbero stati presi “quelli prodotti da una ditta italiana, gli stessi utilizzati a Senigallia (cioè gli StopWave, ndr), che hanno determinate caratteristiche tecniche”. Come giustifica questo cambio di strategia?

Ci sarebbe da ridire anche sul fatto che i sacchi sono stati posizionati “di volta in volta seguendo le indicazioni degli operatori turistici”, come sostenuto dagli assessori Buono e Pasquali. A Senigallia invece i sacchi sono stati posizionati in base ad una relazione tecnica di un ingegnere dell’Università di Ancona.

Un detto popolare recitava: “contenti e cojonati”.

 

DOCUMENTAZIONE

 

La determina del dirigente del comune di Senigallia per l’acquisto dei sacchi in geotessuto:

DeterminaDirigenteSenigallia

OPERE DI DIFESA DELLA COSTA COSTRUITE CON CONTENITORI IN GEOTESSUTO RIEMPITI DI SABBIA – relazione a cura di Pier Luigi Aminti ed Enrica Mori del dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli studi di Firenze:

operedifesacostaingeotessuto

La Delibera della giunta di Porto Sant’Elpidio per l’acquisto dei sacchi a difesa degli stabilimenti balneari:

Deliberagiuntapse