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Le news, la politica, i fatti di Porto Sant'Elpidio

Il riuso incivile

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Per la serie “come rovinare una buona idea” oggi vi proponiamo la questione del “Centro del Riuso” di Porto Sant’Elpidio.

Qualche mese fa ricevemmo una segnalazione da parte di un nostro lettore che riguardava il centro del riuso. Il nostro amico svolgeva il servizio civile in una delle tante associazioni di volontariato che si occupano di aiutare le persone in difficoltà, e nell’ambito del suo lavoro ha consigliato molte volte, a chi gli chiedeva aiuto per reperire un mobile o un elettrodomestico, di rivolgersi al centro del riuso.

Questo centro è situato vicino al cimitero in via Garda 14, all’interno della sede della Protezione Civile, che ne ha la gestione. “Il centro del riuso nasce per rispondere in modo semplice e immediato all’esigenza di ridurre la produzione di rifiuti stimolando il riuso e il riciclaggio. Esso viene attrezzato per accogliere materiale usato il quale, anziché divenire inutile rifiuto, potrà tornare ad essere oggetto di interesse per altre persone”. Questa è la definizione presa dalle “Linee guida per l’organizzazione e la gestione del centro del riuso”, documento approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 199 del 02/12/2011.

È o non è una buona idea creare un luogo fisico dove portare mobili, elettrodomestici, vestiti ed altro, che altrimenti andrebbero in discarica, per metterli a disposizione di chi ne ha un qualsiasi bisogno? Come viene rovinata quindi questa buona idea? Dalla mala-gestione, è semplice.

Ci sono state riportate(dal nostro lettore sopracitato) le esperienze di alcune persone che pensando di poter usufruire di questo servizio in maniera gratuita, hanno invece dovuto pagare, trovando addirittura i prezzi sopra gli oggetti esposti(100 euro una tv, 70 un mobile da camera, 90 un materasso).

In occasione dell’inaugurazione, a giugno 2012, l’allora sindaco Andrenacci dichiarava: “non si deve pagare nulla. Chi vuole prende e si porta a casa quello che ritiene più utile gratuitamente. Se poi – rileva Andrenacci – vuole lasciare un’offerta, è gradita. Servirà per migliorare il servizio o per fare beneficenza, ma senza obbligo”.

L’art.3 delle linee guida per il funzionamento del centro del riuso, indica che si può consegnare un oggetto “a titolo di donazione al centro del riuso affinché, mediante la cessazione a terzi gratuita o con un’offerta libera, se ne possa prolungare il ciclo di vita”. L’art. 7 delle linee guida, al punto 10 recita: “Dall’attività del Centro non può derivare alcun lucro“, il punto 11 invece recita: “Il prelievo del bene è a titolo gratuito; è consentito accettare un contributo economico a titolo di offerta a favore del gestore”.

 

Qualche settimana fa, in maniera del tutto casuale siamo andati al centro del riuso ed abbiamo trovato una situazione simile a quella paventataci in anticipo dal nostro amico, e per certi versi anche peggiore. Su di alcuni oggetti erano attaccati dei post-it con un prezzo, e nel ritirare alcuni libri ci è stata chiesta in maniera molto esplicita un’offerta. Come se non bastasse abbiamo scoperto che ci sono persone che usano questo luogo come deposito materiali, infatti alla nostra richiesta di poter prendere una specie di tela(o quinta da teatro) ci è stato risposto che quel materiale era di una signora che lo teneva lì per poi usarlo d’estate. Vicino a queste tele c’era un mobile da giardino in legno, ma non potevamo prenderlo gratuitamente perché era di proprietà della persona responsabile del centro, che ci ha chiesto venti euro per portarcelo a casa.

La Protezione Civile quindi, a quanto abbiamo potuto appurare noi, ed in base alle esperienze di altre persone, vìola le linee guida fornite dall’Amministrazione Comunale. L’offerta, eventualmente si può accettare, non si può chiedere sfrontatamente. Se si porta un mobile in quel posto non lo si può vendere, per quello ci sono i vari mercatini dell’usato privati.

A noi le segnalazioni sono arrivate ad ottobre 2014, quindi è almeno da quel periodo che lì dentro funziona così. Avrà funzionato in questa maniera sin dall’apertura? Speriamo di no.

Questa situazione è esemplare di un modo d’amministrare dedito soltanto agli annunci ed alla facciata: si crea il progetto, si spendono soldi pubblici(73 mila euro per 3 centri in tutta la provincia), si va sul giornale per accaparrarsi simpatie ma non si bada alla buona gestione. Il Sindaco Franchellucci si è fregiato di questo progetto anche allo SMAU di Roma del 2014, una fiera dedicata alle nuove tecnologie, partecipando ad un workshop intitolato“La seconda vita degli oggetti. Recuperare è smart!”

“Siamo onorati – ha dichiarato il Sindaco Nazareno Franchellucci – di poter prendere parte ad un evento di caratura nazionale. Il nostro progetto è stato selezionato insieme ad un altro in tutta Italia e questo ci gratifica moltissimo perché rappresenta il giusto riconoscimento per l’impegno profuso e per l’importanza che esso ricopre. La nostra Amministrazione Comunale si è sempre contraddistinta per la cura e la salvaguardia dell’ambiente e la sensibilizzazione delle giovani generazioni su questi temi importanti dal punto di vista ecologico ed economico”. Magari, prima di andare a Roma e sentirsi onorato, il nostro Sindaco poteva farsi un giro e vedere come funzionava veramente il centro del riuso di Porto Sant’Elpidio.

L’ultima nota dolente di questa storia è il coinvolgimento della nostra Protezione Civile, che si è sempre dimostrata all’altezza di ogni compito fin ora svolto, ma che questa volta ha toppato alla grande nella gestione di un progetto che avrebbe potuto essere veramente il fiore all’occhiello di una città attenta all’ambiente e che guarda al futuro. Vogliamo credere che da parte dei responsabili è stato fatto tutto in buona fede, ma resta il fatto che così non va bene e che bisogna cambiare al più presto.

 

 

Franchellucci taxi driver

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Articolo del Corriere Adriatico on-line del 30/03/15

 

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il 31 marzo di quest’anno sui giornali locali è uscita una notizia che ha fatto ridere ed anche indignare molti cittadini. Il Sindaco Franchellucci dichiarava che non avrebbe messo a bando due nuove licenze taxi nel nostro comune perché “oltre l’ottanta per cento delle persone che si rivolgono all’unico taxi in circolazione sono le prostitute, allora ho ritenuto inopportuno mettere in moto altre due licenze”.

Pochi giorni dopo, con determinazione n°4 del 18/04/2015, il responsabile delle attività economiche del comune di Porto Sant’Elpidio indice un bando pubblico per l’assegnazione di tre autorizzazioni per l’attività di noleggio auto con conducente(NCC).

Le NCC, sostanzialmente, non sono altro che taxi senza la scritta “taxi” sopra il tetto.

Ora, se andiamo a rileggere la motivazione con cui Franchellucci si è pubblicamente giustificato per il fatto di non voler rilasciare due nuove licenze taxi, viene veramente da ridere(e tralasciamo pure il bigottismo che sottende tale dichiarazione). Se i taxi, secondo la sua visione, favorirebbero le prostitute, o comunque le renderebbero la vita più facile, le auto NCC sono pure peggio. Le NCC sono più appetibili per le prostitute in quanto più discrete, e con la possibilità di concordare il prezzo. Se fosse stato coerente con se stesso non avrebbe fatto partire il bando per tre NCC.

A questo punto ci chiediamo, che senso ha fare una dichiarazione così ridicola per giustificare il fatto di non dare nuove licenze taxi, e poi fare in sostanza l’esatto contrario venti giorni dopo? Qual è la logica di questo comportamento? Che modo di amministrare è questo?

Oltretutto Franchellucci non ci ha detto come ha fatto a scoprire che l’ottanta per cento dei clienti dell’unico taxi in circolazione sono prostitute. Si può però facilmente ipotizzare che l’abbia chiesto proprio alla persona interessata, in quanto l’unico titolare di licenza taxi a Porto Sant’Elpidio abita nello stesso palazzo della famiglia del Sindaco.

Non vorremmo che questa apparente schizofrenia sia in realtà una malcelata scelta di mantenere al meglio i rapporti di buon vicinato.

 

Il bando per tre nuove licenze NCC:

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In piazza la chiarezza

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Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Domani sera, alle ore 21:00 presso “La Piccola”, si terrà un incontro organizzato congiuntamente dalle forze di opposizione per fare chiarezza riguardo alla riqualificazione di Piazza Garibaldi.

“In piazza la chiarezza” è il titolo dell’iniziativa. “Le forze politiche di opposizione proveranno a fare chiarezza sul progetto di riqualificazione di Piazza Garibaldi promosso dalla maggioranza, si analizzerà insieme alla cittadinanza le priorità e le giuste linee per una piazza di tutti, per tutta la città.”

Una serata di informazione e di partecipazione, con lo scopo di mettere al corrente i cittadini dell’idea di piazza portata avanti dall’amministrazione, capire cosa non va, e proporre delle soluzioni alternative.

Franchellucci e i crono-programmi

A maggio 2014 il Sindaco Franchellucci stilava un crono-programma dei passi necessari al raggiungimento dell’agognato risultato:

LUGLIO(2014): Presentazione del progetto alla cittadinanza;

LUGLIO(2014): Contributi da parte della commissione consiliare competente

LUGLIO/AGOSTO/SETTEMBRE(2014): Incontri bilaterali “fiume”tra l’amministrazione e tutti i cittadini che vorranno dare il loro contributo in termini di idee al progetto (non escludendo, ma valutandone la fattibilità, un concorso di idee per la progettazione del “corso naturale”)

SETTEMBRE/OTTOBRE(2014): Avvio del procedimento amministrativo di “Variante al Piano di RecuperoEsistente”

#tantavogliadirisultatiimmediati

Nonostante abbia parecchia fretta di portare a casa qualche successo, la variante in questione ancora non s’è ancora vista, e il progetto non è stato presentato alla cittadinanza per poterne poi recepire i contributi(senza parlare del fatto che preferisce gli incontri “tete a tete” alle assemblee pubbliche). La falsa partecipazione ha fatto un buco nell’acqua, com’era facilmente prevedibile. Le promesse di un progetto redatto in maniera partecipativa sono rimaste tali, senza alcun seguito. Il concorso di idee rimane un miraggio, come un’oasi nel deserto.

Sarà tanta la carne al fuoco da cuocere quindi, molti sono i punti oscuri ancora da chiarire. Uno, importantissimo, è quello che riguarda il rapporto tra Moreschini(proprietario del “Gigli”) e l’amministrazione comunale. Ultimamente abbiamo assistito alla riaccensione del dibattito sul futuro della piazza. Da un lato il Sindaco diceva di aver avviato trattative con Moreschini e di aver strappato un accordo, dall’altro lo stesso Moreschini a mezzo stampa smentisce clamorosamente il Sindaco, dichiarando che finché campa lui, quel “coso”(il cineteatro), può rimanere così com’è.

Perché non espropriare?

Il costruttore dichiara inoltre di essere favorevole ad un eventuale esproprio. Perché non si prende in considerazione di praticare questa strada? Perché non si sfrutta il vantaggio dato da una situazione immobiliare stagnante, e quindi favorevole per la collettività? Il Sindaco dice di voler lasciare quest’opzione come ultima spiaggia “perché avrebbe dei tempi lunghi”. Ma se Moreschini non interverrà(“finché campo io resta così com’è”), quale altra strada si può pensare di intraprendere?

L’impressione data dal Sindaco e dalla giunta durante gli ultimi incontri pubblici(oltre all’insofferenza ai pareri contrari, o a chi semplicemente pone questioni per loro spinose) è quella di qualcuno che cerca soltanto di portare a casa un risultato in tempi brevi per metterci il cappello sopra, e che vede in chi vuole una decisione partecipata dei gufi contrari alla buona riuscita della riqualificazione. Il rischio è che si vada spediti con la costruzione della strada radente la ferrovia e che poi ci si impantani, senza un’idea generale e di più ampio respiro, in una situazione ancora più complicata di quella attuale.

Documenti scottanti

Si parla addirittura dell’esistenza di alcuni documenti risalenti ai primi del ‘900, che annullerebbero le compravendite del Cineteatro Moderno effettuate negli anni, a causa della mancata riscossione di un canone da parte del comune, e che potrebbero far tornare lo stabile di proprietà pubblica.

Di questo e di molto altro si parlerà domani sera, tutti quelli interessati alla riqualificazione del centro della nostra città sono invitati a partecipare per apportare un positivo contributo di idee o anche solo di presenza. Perché partecipare è importante, soprattutto quando si parla del futuro della piazza e quindi del futuro dell’intera città.

 

L’evento facebook della serata:

https://www.facebook.com/events/513897285416288/

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Proibizionismo come soluzione, e i valori di sinistra se ne vanno a farsi fottere.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Introduzione del reato di prostituzione e processo penale per i clienti. Questa è la soluzione che auspica il Sindaco di Porto Sant’Elpidio, Nazareno Franchellucci, per risolvere la questione “prostituzione selvaggia”. Un intervento legislativo di forte stampo proibizionista, che limiterebbe la libertà dell’individuo di disporre come meglio crede del suo corpo e della sua vita, che andrebbe a sindacare nell’intimo delle scelte che riguardano solo e soltanto la sfera personale.

Una visione un po’ retrograda quella del nostro Sindaco, degna del miglior conservatorismo di destra. Ma dove sono finiti gli ideali di sinistra che dovrebbero contraddistinguere il Partito Democratico e i suoi rappresentanti? Probabilmente si sono persi lungo la strada della gentrificazione del partito. Forse si sono persi mentre festeggiavano il fatto di “avere” una banca, o mentre contavano i soldi intascati applicando un metodo mafioso all’amministrazione pubblica(ogni giorno sentiamo di amministratori a vari livelli che vengono trovati con le mani nella marmellata).

Fatto sta che il PD locale, levati gli scandali legati al malaffare, è in linea con il PD nazionale. I principi e gli ideali caratterizzanti la sinistra sono ormai un ricordo. Vale soltanto il fare (a qualsiasi costo), conta soltanto vincere e mantenere il potere.

Reato sì, ma anche no.

La posizione presa ieri sera dal Sindaco, durante l’ultimo degli incontri farsa sul fantomatico bilancio partecipato, è da esperto contorsionista. Dice che vorrebbe la caccia alle prostitute e la punizione per i clienti, ma anche “se si facesse qualcosa di diverso andrebbe bene lo stesso”. Basta che si faccia qualcosa insomma, non importa che sia la soluzione sia quella giusta o quella sbagliata.

Aggiungere il reato di prostituzione non cambierebbe affatto la situazione attuale, se non in peggio, infatti porterebbe soltanto un ulteriore ingolfamento dei tribunali, oltre che danni economici e psicologici per chi viene “beccato”(a fare, sostanzialmente, niente di male). Esiste, nel nostro ordinamento, il reato di sfruttamento della prostituzione, ma questo non ferma i criminali che lo gestiscono, perché il guadagno è troppo alto per lasciarselo scappare. E siccome tale mercato è relegato nell’illegalità, allora l’unica legge che esiste è quella del più forte, così le organizzazioni criminali hanno campo libero.

Dentro al recinto della legge.

Se un mercato è fuori dal controllo della legge, e ci guadagnano solo i criminali che vivono tramite le attività illegali, allora l’unica soluzione intelligente e degna di uno stato moderno è quella di portare tale mercato all’interno del recinto della legge, dando delle regole a qualcosa che è lasciato allo “stato di natura”. I risvolti positivi di quest’azione toccherebbero tutti i cittadini, in quanto un controllo sanitario sulle ragazze e di salubrità dei luoghi dove quest’attività viene svolta garantirebbe un risparmio al servizio sanitario perché meno persone rischierebbero di contrarre malattie. Le entrate fiscali che ne deriverebbero sarebbero enormi. Alla criminalità toccherebbe abbandonare il mercato o ridimensionarsi pesantemente.

Questi ragionamenti di buon senso il Sindaco non li fa? Con quali argomentazioni può portare avanti la sua idea di criminalizzare le scelte personali dei cittadini? Sulla base di quale superiorità morale? E ancora, è accettabile per il nostro paese avere un Sindaco che vorrebbe fuori legge le prostitute e i clienti, ma anche no? Che idea ha del futuro del nostro paese se gli sta bene anche qualcosa a cui lui è contrario?

Una manifestazione fine a se stessa?

L’associazione di quartiere centro ha proposto, ieri sera, di indire una manifestazione contro la prostituzione. Anche altre associazioni di quartiere hanno visto di buon grado questa proposta. “Uniamo la nostra rabbia – incita il Sindaco – su questo tema dobbiamo essere tutti uniti”. Ok, uniti per far cosa? Una buona manifestazione di solito, per raggiungere il risultato prefissato(cioè che cambi quello di cui ci si lamenta), porta con sé delle chiare richieste. Non possiamo pensare di risolvere il problema piantonando tutte le sere la statale in massa, è ridicolo. Il problema va risolto alla radice, cioè cambiando la legge.

Allora questa manifestazione può avere un senso se si chiede di cambiare la legge in maniera decisa, verso una legalizzazione e regolamentazione del mercato della prostituzione. Una sessantina di parlamentari di vari schieramenti si sono riuniti ieri mattina per tirar giù un disegno di legge per superare la legge Merlin, che metteva fine all’esperienza delle case di tolleranza. Questa è una buona notizia che la nostra amministrazione tutta avrebbe dovuto accogliere con piacere, invece ci tocca avere a che fare con l’Anslinger di turno. Che amarezza.

 

 

Progetto sì, progetto no.

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Giovedì 19 marzo c’è stato un incontro “ristretto” tra l’amministrazione comunale, alcuni commercianti del centro e i membri dell’associazione di quartiere centro per parlare del progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi. C’erano anche cittadini che non ricadevano nelle suddette categorie, e nonostante all’amministrazione piaccia interfacciarsi soltanto con portatori organizzati di interessi, questi cittadini hanno avuto accesso alla riunione e diritto di parola. Peccato che hanno fatto scappare l’ospite più importante della serata, il disegno del progetto che ha in mente l’amministrazione. Il computer era attaccato al video-proiettore, e lo schermo era aperto pronto a ricevere le immagini, invece niente. Così ci siamo ritrovati ad assistere alla coniazione di un nuovo modo di esplicare i progetti: il “progetto raccontato”. Scherza così l’assessore ai lavori pubblici Buono, ma ha ben poco di cui ridere, almeno per quanto ci riguarda. Sì, perché il loro comportamento cozza platealmente con le loro dichiarazioni. È avvilente ricordare ancora una volta che l’assessore Pasquali a dicembre ’14 promise un’assemblea pubblica da fare a gennaio(di non si sa quale anno) nella quale si sarebbe parlato del progetto di riqualificazione per rendere i cittadini protagonisti. Assemblea pubblica mai svoltasi, sostituita invece con un più compiacente incontro ristretto con alcune categorie.

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Oltre all’allergia al confronto e alla partecipazione da parte degli amministratori è stato evidente a tutti che i tempi e le modalità di realizzazione dell’opera non sarebbero comunque brevi. L’assessore al bilancio Leoni ci ha infatti spiegato che per quest’anno il comune investirà un milione di euro contraendo un mutuo. Con un milione però rischiamo che non si riesce a fare nemmeno il primo dei tre interventi ipotizzati dall’amministrazione. Poi ci ha spiegato che nel 2016 (senza specificare se all’inizio o alla fine) scadranno tanti dei mutui stipulati negli anni passati, così avremo la possibilità di reperire altre risorse stipulando nuovi mutui. Ma allora, se potremo sperare soltanto nel 2016 di avere i soldi necessari, negli anni passati ci hanno portato in giro dicendoci che avrebbero fatto la piazza “subito”? Anche in campagna elettorale Franchellucci disse che la piazza aveva priorità assoluta, invece…

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Il disegno presentato nel dicembre del 2014 con il crono-programma dei lavori

Voglia di partecipazione

Il concetto che ci preme chiarire al Sindaco, se ancora non l’ha capito, è che non stiamo giocando a chi si aggiudicherà la medaglia di aver realizzato la piazza, o a chi vuole fare e a chi gufa contro(come piace far credere al capo del suo partito). Non giochiamo come i bambini dell’asilo. Tutta la città vuole una nuova piazza e il miglior modo per realizzarla è farlo in maniera partecipativa. Ciò che farà la differenza non è fare due opere di sistemazione viaria entro la fine dell’anno per mettere la medaglietta sulla camicia e postare #promessamantenuta, ma creare un progetto il più possibile condiviso, discusso, sviscerato ed approvato dai cittadini, non la solita pappetta pronta da mostrare una volta prese tutte le decisioni importanti.

I soldi

Naturalmente se ci limitiamo al discorso delle risorse, i cittadini chiedono e gli amministratori fanno spallucce dicendo che non ci sono i soldi. Se però andiamo a vedere alcune scelte del recente passato possiamo trarre delle interessanti conclusioni. Prendiamo due casi: lungomare Europa e l’ampliamento della zona industriale S. Filippo.

Per costruire il lungomare Europa il comune ha speso circa quattro milioni di euro, anticipando una spesa inutilmente in quanto la costruzione di una strada sarebbe stata a carico dei futuri lottizzanti di quell’area. Cioè, quando quell’area sarebbe diventata abitata, chi costruiva le case avrebbe avuto l’onere di costruire anche la strada. Invece prima ancora che in quella zona si insediasse chicchessia il comune ha sprecato quattro milioni di euro. A chi avrà giovato la realizzazione di quell’opera?

È andata peggio per l’ampliamento della zona industriale S. Filippo, opera costata circa dodici milioni di euro. Durante l’ultimo consiglio comunale in cui si è deciso di posticipare nuovamente la scadenza per costruire sui lotti della zona industriale, il capogruppo Pd Acconcia ha confessato che quella è stata “una scelta folle, azzardata”. Ecco, giocano d’azzardo con i soldi di tutti, in un momento in cui già l’industria calzaturiera era in contrazione hanno agito senza lungimiranza, ampliando una zona industriale che ora è disabitata e con le strade e fognature già deteriorate.

La chiara conclusione da tirare è che per l’amministrazione la piazza centrale non è mai stata una priorità, ha preferito sperperare denaro pubblico in azzardi invece che sul “sicuro”. Bisognerebbe che rendano conto alla cittadinanza di queste sciagurate scelte e che i cittadini li facciano pagare per le miriadi di cavolate simili a queste che hanno fatto negli ultimi anni. Con dodici milioni di euro quante piazze Garibaldi potevamo mettere a posto?

Altre questioni in sospeso

Rimangono ancora altre domande in attesa di risposta. Ad esempio, come mai è l’architetto del proprietario del cineteatro Gigli a fare il progetto di piazza del comune? Non c’erano profili professionali all’altezza nel nostro ufficio tecnico? Che fine farà l’altro edificio privato della piazza(palazzo di Birimbao e Caffè Dolce Vita), e quali rapporti ci sono tra l’amministrazione e i proprietari di quell’immobile, si incontrano, c’è una contrattazione, si muove qualcosa? Il primo stralcio del progetto(spostamento della cabina dell’Enel e costruzione nuova strada adiacente la ferrovia) è previsto per il 2015, siamo a fine Marzo, dobbiamo immaginare che questi lavori si faranno nella stagione estiva, oppure slitterà tutto di un anno?

Prendiamo atto che l’amministrazione ha paura di far vedere ciò che hanno già deciso che si farà in piazza e che continua sulla strada della finta partecipazione. Tanto ormai, progetto sì o progetto no, restiamo sempre la terra dei cachi.

Giochi senza scogliere

La Regione Marche ci odia, è palese.

Certo alle orecchie di Spacca&co. la richiesta di 18 milioni di euro per salvare Porto Sant’Elpidio deve aver suonato come la richiesta di un kamikaze di essere messo in cima alla lista per il trapianto, ma ciò non giustifica le menzogne perpetrate a noi elpidiensi.

E non solo. Ribadisce l’astio verso la nostra città scartandoci chirurgicamente da ogni intervento, rispondendo in sostanza che i tratti di spiaggia maggiormente colpiti dalla furia delle mareggiate interessano solo spiaggia libera e concessioni a privati, e quindi non prioritario dal punto di vista degli interventi, a differenza invece dei tratti di spiaggia dell’anconetano ad esempio dove il mare sta mettendo in serio pericolo il traffico ferroviaro.

In parole povere, per la Regione, P.S.Elpidio non avrebbe passaggi ferroviari minacciati dall’acqua e quindi può aspettare. Si sbagliano!

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Fonte foto: Corriere Adriatico (Capito informazione.tv?)

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Fonte foto: Resto del Carlino (Capito informazione.tv?)

Riconfermato l'appalto per la gestione della piscina comunale

Ora speriamo che queste foto vengano allegate al dossier.

Intanto Franchellucci e la Pasquali non stanno a guardare, hanno fatto rinforzare i punti critici della costa disponendo specifici cubi di cemento per alimenti.

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E continuano a lanciare messaggi indirizzati alla regione sulle maggiori testate locali.

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Anche se quest’ultimo è un bluff. Come facciamo a sapere che è così?

Ma perché, pensate davvero che se a concedere i fondi della Regione spettasse al Sindaco di P.S.Elpidio li avrebbe affidati all’amministrazione di P.S.Elpidio?

Ecco una proiezione di come potrebbe apparire il nostro litorale ad agosto 2016 se la Regione Marche continuasse ad ignorare la situazione lasciandoci in balia dell’amministrazione.10685527_10205400127952545_1830327868721393290_n

 

Ovviamente, la speranza condivisa all’unanimità dalla popolazione, forse anche la più logica, è che il nostro Paolo Petrini possa vincere in regione per poi convogliare tutti i soldi nel nostro comune trasformandoci in una nuova Acapulco e che tutti gli altri comuni, democraticamente, selapijessedanterculo.

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Ma se ciò non dovesse accadere? se questa propaganda politica inversa dovesse fallire?

Post-X, da sempre al fianco dei cittadini elpidiensi, si è spinta oltre i confini delle rotonde, non si ferma ad osservare e raccontare ma propone sempre soluzioni alternative e a costo zero che speriamo vengano accolte.

Ecco come possiamo risolvere il problema delle scogliere: facciamole sponsorizzare ai privati.10914739_10205226244908174_5884872345316665014_o

Vendiamo uno spazio pubblicitario ad esempio a 3000 euro al metro di scogliera alle aziende a cui verranno aggiunti i costi di verniciatura del logo sullo scoglio, per 7 kilometri di scogliera otterremmo 21 milioni di euro. Le grandi aziende non potrebbero resistere ad una proposta simile, il monte Rushmore delle sponsorizzazioni, un ritorno di immagine mai visto prima e ad un costo bassissimo! Per non parlare del rilancio turistico al nostro paese grazie ad una scogliera originale e coloratissima. Cosa stiamo aspettando?

 

 

Vittorio L.

Foto: Alessio C. e Marco B.

Petrini e i rimborsi per le cene di compleanno

Foto: Ansa.it

Foto: Ansa.it

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Si sono concluse le indagini della Procura di Ancona sulla cosiddetta “Rimborsopoli” in salsa marchigiana. Dopotutto, mancavamo solo noi al novero delle regioni coinvolte nei “rimborsi facili” ai consiglieri regionali. Viaggi, cene, libri, 66 indagati e centinaia di capi d’accusa per reati inquadrati tra il 2008 e il 2012.

C’è da dire che gli inquirenti hanno fatto i raggi ai poveri consiglieri regionali che, forse per leggerezza o per prassi, incassavano i fondi destinati ai gruppi consiliari senza presentare adeguata documentazione, o laddove presentata si configurerebbe al di fuori del ruolo di consigliere regionale.

L’inchiesta tocca anche uno dei nostri più noti concittadini: Paolo Petrini. Ex sindaco di Porto Sant’Elpidio, ex vicepresidente della Regione Marche, attualmente Deputato del Partito Democratico.

L’accusa

A Petrini viene contestata l’appropriazione per l’anno 2009 di euro 596,40 per spese di ristorazione senza documentazione idonea attestante l’inerenza alle funzioni di rappresentanza; euro 133,90 spesi per l’acquisto di libri non inerenti alle funzionalità del Gruppo consiliare. Per l’anno 2010 gli viene contestata l’appropriazione di euro 600 di cui euro 440 per una cena da sette coperti a Porto Sant’Elpidio, ed euro 160 per una cena fuori regione, a Verona, non collegata ad alcun evento riconducibile ad attività funzionale al gruppo. Sempre per l’anno 2010 gli viene contestata l’appropriazione di euro 1231,49. Di questi, euro 33,75 per l’acquisto di libri per un corso di formazione per manager. Il resto(1197,74) per spese di ristorazione sostenute a Porto Sant’Elpidio, anche qui senza i necessari documenti di supporto per il riconoscimento della spesa. Per l’anno 2011 gli viene contestata l’appropriazione di euro 2454,75 per spese di ristorazione risultanti da fatture prive di documenti di supporto per ricondurre i costi a spese di rappresentanza. Per l’anno 2012 gli viene contestata l’appropriazione di euro 1353,91 per 12 cene inserite nella voce “iniziative”, senza però nessun riferimento all'”occasione” della spesa, tutte peraltro tenute nel territorio fermano.

Le cene di compleanno

Quello che fa impressione in questa situazione non è tanto la somma contestata (6370 euro in totale) ma il fatto che in maniera spudorata vengano utilizzati soldi pubblici per finalità che vanno oltre il “lavoro” di consigliere regionale. Sia chiaro, questo è un segno comune a quasi tutti gli indagati di questa inchiesta, il modo di fare era per tutti più o meno uguale.

Ciò che interessa a noi comunque è l’operato del nostro concittadino che in almeno due occasioni si è distinto per furbizia. Infatti, da quanto risulta dalle indagini nel 2011 le cene di compleanno della sua famiglia le hanno pagate i contribuenti. Il nostro rappresentante al parlamento ha chiesto il rimborso per la cena del compleanno della moglie nel giugno del 2011: 4 coperti per 218,25 euro spesi al “Faro” di Porto San Giorgio; ed anche per la cena del suo compleanno a luglio dello stesso anno al ristorante “Papillon” di Porto Sant’Elpidio, 195 euro per 4 coperti.

A noi la sua innocenza o colpevolezza nell’ambito processuale interessa relativamente. Possiamo e dobbiamo però ragionare sui dati di fatto. Un politico che si sarebbe fatto rimborsare i libri per un corso di formazione e la cena del suo compleanno dalla regione, è un politico su cui puntare? Un politico di cui potersi fidare?

Oggetto misterioso in mare

Di Lorenzo Cisbani

PORTO SANT’ELPIDIO – A caval donato non si guarda in bocca ma, da qualsiasi angolazione lo si guardi, risulta complicato anche attribuire una faccia al regalo che il mare ha recapitato davanti allo chalet Moyto. Da questa mattina, infatti, fluttua ormai prossimo all’arenamento un pezzo di ferro di circa dieci metri, con una sorta di scaletta che lascia presupporre si tratti di un pezzo della piattaforma petrolifera o di imbarcazione.
Come prevedibile, il tam tam mediatico ha scatenato la curiosità di molti, accorsi a fotografare il leviatano metallico.

Foto e video di proprietà di POST IT PSE.

Partecipazione immaginaria

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Il rapporto tra la maggior parte dei cittadini e la nostra amministrazione, si sa, non è dei migliori. Per questo il Sindaco e la sua giunta hanno iniziato un percorso di cambiamento nel modo d’agire amministrativo. O almeno hanno detto che vorrebbero iniziare a farlo.

Sui giornali abbiamo letto che i cittadini saranno protagonisti del progetto di Piazza Garibaldi e che l’amministrazione gira i quartieri per scrivere il bilancio in maniera partecipata. Ma se chiudiamo Granma e apriamo gli occhi, ci accorgiamo che questa partecipazione esiste soltanto nella mente dei nostri amministratori e sulle pagine dei giornali embedded.

Il 23 dicembre 2014 l’assessore Pasquali, riferendosi al progetto preliminare redatto dall’architetto di Moreschini(proprietario del Gigli), dichiarava: “siccome vogliamo la città e i commercianti protagonisti, a gennaio indiremo una assemblea pubblica e ragioneremo su tutto il piano che, come vedete, non è un progetto definitivo ma una idea di indirizzo di quel che vogliamo fare”. La tattica magistralmente mostrata da Renzi di fissare le scadenze ad un mese senza specificare l’anno è stata ben introiettata dai nostri amministratori: gennaio sì, ma di quale anno non si sa.

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Invece dell’assemblea pubblica per parlare di Piazza Garibaldi, l’amministrazione pensa bene di organizzare un giro nei quartieri intitolato “Bilancio partecipato 2015”. Bisogna ricordare che all’inizio del mandato il Sindaco aveva concertato con le associazioni di quartiere un tour continuo durante l’anno per garantire quella vicinanza necessaria a tutti i cittadini tanto evocata in campagna elettorale. Fin da subito però, Franchellucci ha voluto cambiare le modalità di questi incontri: non più assemblee pubbliche con il quartiere, ma colloqui individuali vis à vis; appuntamenti poi spariti dalla sua agenda. Ora invece ci ripensa e cerca di far passare normali assemblee nei quartieri come bilancio partecipato.

Abbiamo già accertato che nei primi due incontri non si è minimamente parlato di bilancio, si è invece parlato dei soliti problemi che affliggono i quartieri da anni e che l’amministrazione sta goffamente cercando di riparare nell’imminenza di questi incontri. La tempistica di certi interventi in effetti sa di compitino svolto da portare all’assemblea.

Un importante dato che emerge da questa situazione è il grave malfunzionamento del rapporto tra associazioni di quartiere e amministrazione comunale. Uno dei compiti più importanti delle associazioni di quartiere dovrebbe essere quello di fare da trait d’union fra i cittadini del quartiere e l’amministrazione, raccogliendo di continuo informazioni sulle problematiche per poi farle presente all’amministrazione che una volta ogni due/tre mesi(come si era detto all’inizio) potrebbe far visita al quartiere per dar conto di ciò che è stato fatto per porre rimedio. Quando le associazioni fanno il loro lavoro, l’amministrazione non ci mette del suo. Più spesso invece, queste associazioni sono interpretate come uno strumento di potere da parte di chi le occupa per risolvere problemi personali, o grazie al quale ricevere degli incarichi diretti dal comune che ingraziandosi i vertici delle associazioni pensa di controllare un intero quartiere. Abbiamo visto che “elettoralmente” questo sistema funziona abbastanza bene. Ma al fine della buona amministrazione è decisamente deleterio.

Completa il quadro di autoreferenzialità di questa amministrazione l’idea di organizzare un “Question time” molto originale. Nella versione elpidiense infatti non sono previste come di consueto le domande delle opposizioni al governo, ma i vari componenti della maggioranza si fanno delle domande e si danno delle risposte da soli, in perfetto stile marzulliano, per poi mandarle alle redazioni dei giornali spacciandole come interviste vere. Dire che questa mossa è vergognosa è un eufemismo.

Alla luce di tutto ciò e senza approfondire nello specifico i vari argomenti, volendo soltanto analizzare il concetto di partecipazione che ha l’amministrazione, non possiamo che rimandare all’anno il Sindaco e la giunta. Non serve mettersi in bocca il bilancio partecipato per girare nei quartieri, bastava essere coerenti e conseguenti con gli impegni presi all’inizio del mandato. Vale lo stesso discorso per piazza Garibaldi: tante parole, pochi fatti concreti. La finta partecipazione è inutile e dannosa, gli amministratori perdono tempo e i cittadini si sentono presi in giro per l’ennesima volta.

AWARDS 2014 – I premi

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È ormai scaduto il tempo per votare ai POST IT PSE AWARDS 2014, i premi che incoronano le personalità e gli avvenimenti che più hanno segnato la nostra cittadina nel corso dell’anno appena trascorso secondo i nostri lettori.

Come vi avevamo preannunciato ci sono anche delle sorprese, dei premi dati direttamente dalla redazione che vanno a completare il quadro dell’anno appena concluso.

Bando alle ciance, ecco i risultati:

 

Elpidiense dell’anno – Andrea Balestrieri con il 46,79% dei voti.

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Passione ed impegno al servizio dei cittadini. Sembra essere questo il motto del consigliere Balestrieri, sentinella dei cittadini elpidiensi, attento ad ogni segnalazione e lamentela (anche quelle che molti ignorano o definiscono poco importanti), si adopera al massimo per dare conto alla cittadinanza di ciò che succede nel “palazzo”. Criticato per aver portato in consiglio comunale delle mozioni riguardanti temi di poco spessore, ha rispedito le critiche al mittente difendendo le sue scelte come espressione della volontà popolare. Divenuto capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale dopo la dipartita dell’ex candidato sindaco Andrea Putzu, sta diventando un punto di riferimento per molti, c’è chi addirittura lo vorrebbe candidato sindaco per il centro-destra alle prossime comunali.

Ti chiami Andrea come Putzu, sei il Capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale come Putzu, papabile candidato sindaco per il centro-destra come è stato Putzu, vincitore del Post-it Pse Awards come elpidiense dell’anno come Putzu, per favore lascia perdere le cambiali e non autenticare firme a nessuno!

 

 

Evento dell’anno – Festa di riapertura delle Grottacce con il 53,54% dei voti.

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Un gruppo di persone che si impegna per riqualificare un luogo storico distrattamente abbandonato, per riportarlo allo splendore di un tempo. Le Grottacce, mitico luogo di aggregazione musicale, rinascono dopo più di quarant’anni. È stato in assoluto l’evento più importante per i cittadini elpidiensi che hanno partecipato numerosissimi alla serata di riapertura del famoso “Dancing”. Una serata memorabile, che ha visto la partecipazione di molte generazioni anche tra loro distanti, e che ha unito tutti i cittadini elpidiensi sotto il segno della riqualificazione e della salvaguardia dei beni culturali della nostra città. È l’esempio dato il tesoro più grande, una manciata di sognatori che sgobbano durante il tempo libero reinventandosi giardinieri, muratori, archeologi e festaioli per portare a casa il recupero di un simbolo cittadino.

La vittoria schiacciante è sicuramente sinonimo di genuina gratitudine da parte dei nostri lettori nei confronti degli artefici di tutto questo, sentimento al quale ci uniamo anche noi.

 

 

Peggior figura dell’anno – Franchellucci-Pasquali che difendono la costa con sacchi per alimenti con il 16,67% dei voti.

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La creazione di un assessorato ad hoc per gestire il problema “erosione costiera” è stato un bel segnale, ma i provvedimenti presi sono stati deludenti. Un intervento per proteggere gli stabilimenti balneari era dovuto da parte dell’amministrazione, ma si è trattato dell’ennesimo rattoppo malamente ideato e sfacciatamente sopravvalutato. La Saccheria Bernabeo ringrazia, i nostri lettori un po’ meno.

Un doveroso cenno va al secondo classificato, l’ormai plurirapinato Giacomo Perticarini al quale va tutta la nostra solidarietà, che ha sfiorato la vittoria con la sua formidabile performance interrompendo un consiglio comunale appena prima di una scottante discussione riguardante Piazza Garibaldi che avrebbe messo decisamente in imbarazzo l’amministrazione.

 

 

Miglior attore non protagonista – Daniele Stacchietti con il 27,88% dei voti.

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Si aggiudica il titolo di vero non protagonista della vita politica elpidiense il nostro superconsigliere Daniele Stacchietti vincendo addirittura di 3 punti percentuali sul fuoriclasse Carlo Vallesi che ha pagato un’imperdonabile errore: indossare la tuta arancione fosforescente nel ruolo di operaio comunale attirando l’attenzione su di se a causa degli sgarcianti riflessi.

C’è da dire che Stacchietti lo scorso anno si era piazzato sul podio ma probabilmente, quest’anno, le energie dissipate tra provincia e comune hanno reso ancor più impalpabile la sua presenza agli occhi dei cittadini. Forse i nostri lettori pensavano che date le sue posizioni politiche potesse avere il potere dell’ubiquità?

 

 

Effetti speciali – Abbattimento a tradimento delle palme in via Mameli con il 26,06% dei voti.

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L’amministrazione non poteva non aggiudicarsi anche l’ambitissimo premio per gli effetti speciali (8 nomination su 8). A prevalere, il Thriller psicologico Terrore in via Mameli 2: Il giorno delle lame, sequel del film trionfatore della scorsa edizione Terrore in via Mameli: L’agguato. Il brutale massacro perpetrato in nome delle ferrovie dello stato ha lasciato i nostri lettori indignati, disorientati e inorriditi. A Shelbyville (Porto San Giorgio) non le hanno tagliate, invece qui l’amministrazione ha strappato un pezzo di storia della sua città come se fosse un pezzo di Lego da una costruzione. Ma la cosa più triste è stata constatare che non se ne sono nemmeno resi conto.

 

 

Premio alla carriera – Remo Tomassini detto Remo de Biancalana con il 42,68% dei voti.

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Dopo aver conquistato per 7 volte consecutive l’Arrosticino D’Oro nella categoria braci, premio della critica al Festival della Bestemmia di Castelluccio di Norcia, inventore della Festa dell’Unità e padre del gioco dei tappi, giudice nella prima edizione di Masterchef Corea del Nord, un altro prestigioso riconoscimento si va ad aggiungere alla lunga lista degli attestati di stima ottenuti in carriera dal compagno Remo. Continua così,  generoso e testardo, Hasta Siempre!

 

 

Rivelazione dell’anno – Marco Fioschini (nuovo consigliere comunale) con il 43,22% dei voti.

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Dopo Cerquozzi un altro grillino si aggiudica il premio rivelazione dell’anno. Fioschini passa dalle retrovie al consiglio comunale in scioltezza, andando a ricoprire uno dei ruoli più importanti: quello del consigliere attento, studioso, e sempre pronto che quando serve sa chiedere conto all’amministrazione di quello che non va. In alcune occasioni avrebbe potuto dimostrarsi più audace, ma comunque i nostri lettori hanno apprezzato il suo impegno e lo hanno voluto premiare.

Esiste una leggenda riguardante lo scranno che occupa in consiglio comunale: si crede che sia stregato. In effetti certi suoi interventi iniziano ad assomigliare a quelle famose arringhe dell’ex consigliere Federico Costantini, che fino a pochi anni fa sedeva proprio lì. Continuando di questo passo Marco Fioschini potrebbe diventare un’importante risorsa per le future elezioni.

 

 

Top player di Porto Sant’Elpidio Speaker’s Corner – Mauro Tosoni con il 23,68% dei voti.

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E’ Mauro Tosoni ad aggiudicarsi il premio di Top player di Speaker’s Corner, ovvero il commentatore che con i suoi post ha più animato il portale più ostile di Pse, miglior termometro politico che un’amministrazione possa sognare nonché utile megafono del popolo per richiamare quei protagonisti della vita politica che si allontanano sempre più dai cittadini. Il Julian Assange a piede libero di Porto Sant’Elpidio vince di misura nella categoria più agguerrita, che ha visto ben 4 persone guidare la testa della classifica tra cui Luigi Badalini, Sergio Belletti e Andrea Medori Jr. che in maniera colorita e talvolta ‘telegrafica’ hanno creato spettacolari flame nei loro interventi. Top Player tra i Top Players.

 

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Eccoci ora giunti ai premi speciali assegnati dalla redazione di Post it:

Il premio “Inciso sulla pietra” che va al commento più indelebile del 2014 entrato ormai nel linguaggio comune, va al Sindaco-ombra Sergio Belletti con: “Sindaco della Marchesa”

Secondo classificato l'”arcaico e preistorico” Roberto Lattanzi con: “Vulcanizzati alle poltrone”

Terzo classificato il meteorologo Fausto Fantuzi con: “Buonisti pelosi”

 

Miglior Hashtag 2014: #Psenolegocity – Tonino Del Moro

 

Premio Disinformazione:

Primo classificato: Raffaele Vitali(Laprovinciadifermo) ed il suo allarme ebola.

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Secondo classificato: la bufala del Corriere Adriatico e del Resto del Carlino degli amanti focosi incastrati in mare.

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Terzo classificato: ancora il Corriere Adriatico con l’articolo su “La Piccola”.

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Concludiamo in bellezza con l’Oscar della redazione di Post it Pse: Il Piermartirino d’Oro. Il premio più ambito di tutti, ispirato al nostro illustre consigliere che da quest’anno consacrerà chi tra tutti gli elpidiensi protagonisti della vita politica si è più distinto per Piermartirità.

Il Piermartirino d’Oro se lo aggiudica il nostro consigliere Massimo Rocchi, che ha sbeffeggiato gli elpidiensi pubblicando gli auguri con una foto dell’albero di Natale dell’anno scorso bello illuminato, mentre quello di quest’anno non era ancora stato addobbato.

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