La centrale a biomasse di Campiglione

Sadam Zuccherificio Jesi

Una storia che dura da anni mette in evidenza le incongruenze tra i governi locali e quello regionale, guidati tutti dal Partito Democratico. Da una parte Brambatti(sindaco di Fermo) e Cesetti(presidente ella Provincia) sono contrari alla centrale di Campiglione, dall’altra il governatore Spacca e la giunta regionale che sembrano invece favorevoli.

Di Pamela Adami

FERMO – Ha voluto rassicurare i cittadini di Campiglione Nella Brambatti, sindaco di Fermo, intervenuta martedì 29 Aprile alla riunione indetta dal Partito Democratico nel Centro Sociale del quartiere per «dire no alla Centrale Biomasse». 
Per affermare il diritto alla vita la cittadinanza si è opposta da sempre alla costruzione della centrale e da sempre il comune, in particolare il Partito Democratico, si è fatto portavoce delle esigenze della comunità. Ma la sentenza del TAR Marche del 16.04.14, che ha accolto il ricorso della Powercrop, dà nuovo avvio all’iter procedurale per il rilascio dell’autorizzazione per la centrale biomasse. La VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) ora dovrà essere riformulata dalla Provincia tenendo conto, secondo la sentenza del TAR, di «indiscutibili presupposti», di cui non si hanno valutazioni oggettive. Dunque i cittadini sono inferociti e stanchi di una vicenda che si protrae da diversi anni e il sindaco, insieme al presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti, ha affermato la volontà di far ricorso al Consiglio di Stato per impugnare la sentenza e non solo: «ricorreremo a qualsiasi atto amministrativo necessario». Seguendo un iter che si prevede ancora lungo e tortuoso.

In merito è intervenuto anche Manolo Bagalini, segretario cittadino del Partito Democratico: «Come PD abbiamo ribadito il nostro forte senso di contrarietà, espresso sin dall’inizio di questa vicenda. Una posizione che si concretizza nei fatti e non resta solo ideologica. Campiglione negli ultimi anni ha subito una forte urbanizzazione ed uno sviluppo economico-commerciale spaventoso. E’ nostro compito inoltre fare pressing sulla Regione per la firma dell’accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale di rete”. Sì perché ciò che ha influenzato di più nella decisione del TAR sarebbe stato soprattutto il parere favorevole alla centrale, ma espresso in modo non chiaro, da parte dell’Azienda Unica Regionale. Il parere «non negativo» di ASUR e ARPAM sembra pieno di incongruenze necessariamente da chiarire e ben definire e qualora risultino infondate «i danni li chiedo a loro», afferma Cesetti, il quale conclude ribadendo che le ragioni del territorio e la tutela della salute dei cittadini dovrebbe essere più forti di ogni interesse economico.

Numerosissimi gli interventi a gran voce dei cittadini, rincuorati (forse) soltanto da una promessa espressa dal Presidente della Provincia ma pienamente condivisa dal Sindaco e dal Partito Democratico: «Se tra istituzioni, cittadini e comitati saremo uniti e determinati nel portare avanti questa battaglia, convinti che la legge è dalla nostra parte, la centrale biomasse non si farà!».

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Consiglio straziante e politica latitante

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Un consiglio lunghissimo con discussioni estremamente prolisse. Poca trasparenza e poca partecipazione, si rafforzano le critiche al modo di agire dell’amministrazione comunale, che in consiglio incassa gli attacchi dell’opposizione senza scomporsi troppo.

Errare è umano, perseverare è diabolico. Effettivamente è stato un po’ diabolico il consiglio comunale appena celebratosi. Per la seconda volta in pochi mesi infatti, la conferenza dei capigruppo è caduta nell’errore di convocare un consiglio con 15 punti all’ordine del giorno. Nel primo caso a rimetterci fu la coalizione di Putzu che ricevette un discreto scossone per non aver battuto il ferro sulla riapertura di piazza al traffico, mentre in questo caso è stato il presidente Romitelli a chiedere la sospensione, perché in effetti a quell’ora della notte, dopo circa sei ore di consiglio, la concentrazione e le energie necessarie a trattare alcuni punti rimasti non erano assolutamente sufficienti.

Su alcuni temi caldi si è scatenata la discussione, come ad esempio sull’abbattimento delle palme in via Mameli. Il coro dei consiglieri d’opposizione era quello della condanna al modus operandi adottato dall’amministrazione, che su alcune tematiche non coinvolge affatto le forze politiche né il resto della popolazione. Il mantra che risuonava dalla maggioranza e dall’assessore ai lavori pubblici Buono era quello dell’inevitabilità e della natura “tecnica” di questa decisione. “Questo è un atto tecnico che andava fatto”, sentenzia l’assessore. Conferma l’ineluttabilità della decisione il consigliere Stacchietti dichiarando “io non convoco la commissione per pura volontà informativa, in commissione non potevamo cambiare una virgola di quello che ha deciso Stefoni”.

Una decisione tecnica quindi, che i rappresentanti politici non avrebbero potuto stoppare. Peccato che a smentire questa tesi sia proprio il dirigente Stefoni quando dice che dopo aver tagliato le palme nella parte nord di via Mameli, “non abbiamo tagliato le altre piante(quelle dietro piazza Garibaldi) perché l’assessore Buono, Romitelli e Ciarrocca si sono messi di traverso”. Infatti gli abitanti di via Mameli hanno chiamato incavolati neri i loro referenti nell’amministrazione(Romitelli e Ciarrocca), i due intervenuti insieme all’assessore Buono hanno fermato il taglio delle altre palme nella parte sud della via. Se il dirigente quella mattina è uscito con l’intenzione di tagliare tutte le palme perché le riteneva pericolose allora le avrebbe dovute tagliare tutte, ma ne ha lasciate alcune perché i tre di cui sopra si sono opposti fermamente. Questo significa che la scelta “tecnica” che ha evocato l’assessore in consiglio in realtà non era inevitabile.

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Di questa storia si sapeva che c’era una serie di lettere mandate dalle Ferrovie e dalla Prefettura che intimavano il comune di tagliare le palme vicino la ferrovia, perché violavano le distanze prescritte dalla legge. Nel momento in cui il dirigente ritiene che è arrivata l’ora di passare all’azione dopo tanti anni di carteggi, il sindaco e i suoi collaboratori avrebbero dovuto condividere questa scelta almeno con il resto della maggioranza e con le altre forze politiche. Perché così facendo avrebbero potuto trovare soluzioni alternative o in caso contrario non sarebbero finiti nell’occhio del ciclone delle proteste dei cittadini del centro.

Ciò che emerge palesemente da questo episodio è la completa mancanza del lavoro della politica. Quando un assessore si maschera dietro alla tecnicità di una scelta e quindi della sua inesorabilità abdica al suo ruolo di rappresentante politico della cittadinanza. Il ruolo dell’assessore o del consigliere comunale di riferimento è quello di fare da cuscinetto, da filtro tra la cittadinanza e i dirigenti comunali.

Proprio per questa ragione l’osservazione del consigliere Farina, nel far notare che è incoerente organizzare la giornata ecologica insieme a Legambiente e due giorni dopo tagliare nove palme storiche senza proferir parola a nessuno, non è affatto inappropriata, anzi calza proprio a pennello. Dare spiegazioni postume non è degno di un’amministrazione comunale che vuole apparire come partecipativa e trasparente, e a dispetto di ciò che sostiene l’assessore Pasquali, le ragioni del taglio e l’eventuale futura piantumazione di altri alberi più idonei sono arrivate dopo il fatto, non prima. La paura che hanno in molti è che questo taglio sia propedeutico alla realizzazione del piano di riqualificazione urbanistica di piazza Garibaldi nel quale è prevista la realizzazione di una doppia corsia in via Mameli e dei parcheggi a spina di pesce sul lato ferrovia. Sorprendentemente l’assessore Buono ha negato che ciò succederà, staremo a vedere.

Amplia il discorso il consigliere Fioschini nel suo intervento, “non vorrei che questa situazione di non trasparenza si sommi ad altre situazioni di non trasparenza come sulla fidejussione per la bonifica della Fim ecc, e la popolazione perda la fiducia in voi”.

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Non è da sottovalutare ciò che sostiene Fioschini, perché di trasparente nella storia della Fim c’è ben poco. Da quello che era emerso nella riunione della IV commissione consiliare del luglio 2013, i lavori di bonifica sarebbero dovuti riprendere a gennaio 2014, invece il sindaco rispondendo all’interrogazione del consigliere Farina ci ha fatto sapere che probabilmente riprenderanno a settembre 2014. Un ritardo di nove mesi che si somma al ritardo di cinque anni precedentemente accumulato. Ciò che risulta più nebuloso di tutto è il perché il comune, nel momento in cui la proprietà non rinnovava la polizza in tempo utile, non abbia incassato i soldi che la banca aveva messo a garanzia del buon esito della bonifica. Su questo tema ci saremmo aspettati una mozione o una interrogazione da parte del Movimento 5 Stelle, visto che sono stati proprio loro a portare all’attenzione di tutti questa anomalia con una conferenza stampa di qualche settimana fa.

La mancanza di azione politica da parte dell’amministrazione è stata evidente. Questa mancanza si ripercuote negativamente anche nel consiglio comunale, che è diventato la valvola di sfogo dei consiglieri e un luogo di supplizio per la giunta, in testa a tutti il Sindaco, che assume un atteggiamento di insofferenza rispetto alla discussione consiliare tanto da concentrarsi soltanto sul suo tablet nascosto sotto la scrivania. Ci auguriamo che i prossimi consigli siano più umani sotto tutti i punti di vista.

Consiglio comunale martedì 29 Aprile

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – È convocato il consiglio comunale per martedì 29 aprile 2014 alle ore 17:30.

Sono 15 i punti all’ordine del giorno. Si preannuncia un consiglio lungo ed interessante, si parlerà della rateizzazione della tassa sui rifiuti, ci sarà il rinnovo della commissione edilizia comunale. Si toccheranno temi scottanti come il taglio delle palme in via Mameli, prostituzione, manutenzione del lungomare sud, bonifica dell’area ex Fim.

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Il “luna park” elpidiense

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Sapevate che a Porto Sant’Elpidio sorgerà un parco divertimenti da più di un milione di visitatori l’anno? Verrà costruito nel quartiere Fonte di Mare e si chiamerà “Chienti Shire”. È molto fiera l’assessore Sebastiani nel parlare di questo progetto al convegno sul turismo di villa Baruchello . Anzi, di questa idea, perché il progetto non è di pertinenza pubblica, nonostante l’assessore all’urbanistica Annalinda Pasquali lo abbia mostrato ai colleghi di giunta a novembre 2013.
La prima obiezione nasce spontanea: dove prenderà i soldi il comune per realizzare un’opera così imponente(è previsto centro benessere, centro commerciale, piscine coperte ecc.)? Dal “privato”, è logico. Il privato in questione si chiama Enzo Amadio, condannato in primo grado a 4 anni per bancarotta fraudolenta. Va bene che questo è un periodo di crisi, però tra tanti imprenditori dobbiamo prendere proprio uno condannato per fallimento? Come potranno fidarsi i cittadini elpidiense di un progetto del genere, se parte con questi presupposti? Ma soprattutto, non sarebbe forse il caso di interpellarli prima di iniziare un’avventura simile?
Evidentemente per l’amministrazione comunale non è importante consultare i cittadini per operazioni del genere. Così facendo rischiamo di finire come con la darsena: un progetto di speculazione edilizia mascherato da opera pubblica, che la sovrintendenza ha rispedito al mittente. Mantenuto nel programma elettorale, nonostante il partito di maggioranza sapesse benissimo che ormai al netto della speculazione edilizia nessuno avrebbe mai investito lì, soltanto per non doversi giustificare dei tanti soldi già spesi per un’opera che non vedremo mai.
Ci ritroviamo così, un’amministrazione turisticamente schizofrenica, perché da una parte presenta un progetto di albergo diffuso, che speriamo non rimanga una scatola vuota; e dall’altra parte puntano in un turismo di massa, completamente differente.
Sarebbe invece il caso di discutere insieme ai cittadini di quale tipo di sviluppo turistico vorrebbero per la loro città, riconoscendo quali sono le nostre inclinazioni, magari puntando sulla riqualificazione e sulla valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, invece che lanciarsi nell’ennesimo ed anacronistico progetto di speculazione edilizia. E non possiamo bere la balla del progetto turistico che rivitalizzerà la parte nord del paese e che stimolerà Civitanova Marche a creare un collegamento alternativo sul fiume Chienti. Un altro ponte sul Chienti si può fare anche senza depauperare quasi centomila metri quadri di terreno agricolo.
Ricordiamo nuovamente al sindaco la sua promessa fatta in campagna elettorale di diminuire il gap decisionale tra l’amministrazione comunale e i cittadini, che ha da sempre contraddistinto le scelte importanti in città. Continuando su questa strada non farà che disattendere la sua promessa.

Recreativo P.S.E. – Tirassegno ’95, due modi diversi d’intendere il calcio

Di Riccardo Marchionni

L’A.S.D. Recreativo P.S.E. è una squadra di calcio di terza categoria che gioca nel campionato Marchigiano. Sarebbe una squadra come tante altre, e per certi versi lo è, ma c’è qualcosa che la caratterizza sin dalla sua nascita. Dirigenti e giocatori sono un gruppo di amici molto affiatato, sono ragazzi giovani che hanno voluto dare l’esempio di come si possa giocare a calcio in maniera diversa, senza pensare di diventare ricchi giocando o di fare chissà quale carriera strabiliante, ma rimanendo sempre con i piedi per terra, senza montarsi mai la testa. Inoltre il presidente Roberto Sbrolla, ha importato dal Rugby il cosiddetto “terzo tempo”, ogni partita giocata in casa del Recreativo è seguita da panini, vino e birra per tutti, per concludere in maniera conviviale la gara sportiva. Come ogni impresa di nuova formazione, il Recreativo ha impiegato un po’ di tempo per arrivare a pieno ritmo, trovare i giusti equilibri in campo ed in panchina, e quest’anno(al terzo anno di attività) iniziano a raccogliere i frutti del loro lavoro. Sono primi in classifica, con zero sconfitte.

Essere il leader di un campionato di calcio di qualsiasi categoria implica il non dover sbagliare mai, perché ogni squadra gioca la partita della vita contro la prima in classifica. Sabato scorso infatti, nella partita contro il “Tirassegno ’95” giocata al “Ferranti 2”, il Recreativo ha disputato un match impeccabile vincendo con un secco 3 – 0. I problemi sono però sorti fuori dal campo, dove un manipolo di tifosi fermani, sul gol del 3 a 0, ha aggredito a calci e pugni alcuni tifosi della squadra di casa, con una violenza inaudita e in maniera del tutto inaspettata.
Il casus belli è stato un post pubblicato su Facebook da un tifoso del Recreativo, in cui si evocava una partita di trenta anni fa tra San Crispino e Fermana, disputata all’Orfeo Serafini, in cui la squadra elpidiense si era distinta per caparbietà, conquistando una storica vittoria. L’intento del tifoso era quello di incitare gli altri supporter del Recreativo ad andare a vedere la partita, invece fuori dai confini elpidiensi quel post è stato visto come un attacco all’onore della Fermana, come un affronto che non poteva essere trascurato.

È così che a partita praticamente conclusa, appena segnato il gol del 3 a 0 alcuni personaggi si sono scagliati contro un giocatore del Recreativo che si trovava in tribuna, che nel corso della partita si era “preso a parole” con un giocatore del Tirassegno. Dalle testimonianze dei presenti si è capito che è stato proprio il giocatore del Tirassegno che era in campo a dare l’ok alla “spedizione punitiva”. Iniziato il parapiglia, è intervenuto prontamente il padre di un giocatore della squadra di casa per calmare gli animi, ma inutilmente perché ormai le tribune si erano trasformate in un ring in cui si combatteva venti contro uno! Una volta precipitata la situazione, preoccupato per l’incolumità del padre e della fidanzata, il portiere del Recreativo ha istintivamente scavalcato la rete per soccorrerli. Solo l’intervento dei carabinieri che erano presenti alla partita, ha fermato quello che non si può altro che definire un attacco barbaro e vigliacco mosso da motivazioni malate.
Non saprei come altro definire, se non malata, la visione del calcio di queste persone, che vedono in un’inoffensivo invito a partecipare ad una partita, la motivazione per fare venti chilometri e picchiare chi secondo loro aveva il torto di aver nominato la loro squadra in maniera impropria. Un comportamento degno dei peggiori fondamentalismi religiosi. Senza contare poi che questa società si è distinta negli anni passati per episodi simili, quindi non è nemmeno da considerarsi un caso isolato quel che è successo sabato.

Quella infatti non è stata “la classica rissa che ogni tanto capita nei campi di terza categoria”. È stato (in maniera simbolica) anche un attacco ad un modo di vivere il calcio fatto di amicizia, onestà, e fratellanza. Il “modello Recreativo” è stato attaccato, macchiato da chi vede il calcio come una valvola di sfogo basata sulla violenza e sulla rissosità.

Da notare anche la differenza di stile tra le due società, i ragazzi del Recreativo non hanno voluto infierire sul risultato finale dopo il parapiglia, mentre gli avversari speravano in una sospensione della partita, rigirando a loro favore la violenza perpetuata dai loro tifosi. “Tifosi”, che dopo l’intervento dei Carabinieri sono prontamente scappati a gambe levate.

 

Rettifica

Mi ha contattato telefonicamente Marco, un responsabile degli ultras della Fermana, che teneva a precisare che le persone coinvolte nei fatti sopra descritti non fanno parte del tifo organizzato della Fermana. Sono sicuramente simpatizzanti e seguono le partite di tanto in tanto, ma non fanno parte del gruppo del tifo organizzato.

Nella versione originale dell’articolo era scritto così: “Da quello che siamo riusciti a capire, i violenti in questione sarebbero degli ultras della Fermana, arrivati a Porto Sant’Elpidio per tenere alto l’onore della loro squadra. Non il Tirassegno ’95, ma la Fermana”.

 

EFFETTO NOTTE – il cinema e il cinema

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Di Manuel Devenuti

Torna il Venerdì a Villa Baruchello il cinema della Petite Maison de Son et Lumières con una rassegna incentrata sul Metacinema dal titolo EFFETTO NOTTE — il cinema & il cinema . Quattro appuntamenti in cui stavolta il protagonista è il cinema che parla e racconta se stesso. Tra i tanti, più o meno famosi, film da poter proporre, sono stati scelti, sotto la super visione di Manuel Devenuti, Petra Felizani e Simone Paglialunga, quattro titoli, particolari, al di fuori di quelli che hanno fatto la storia del cinema, film che sono recenti, innovativi nello sguardo e disillusi nella concezione filmica della finzione.

Questo il calendario:

VENERDI 07 FEBBRAIO 2014 ED WOOD

VENERDI 14 FEBBRAIO 2014 SI GIRA A MANHATTAN

VENERDI 21 FEBBRAIO 2014 LOST IN LA MANCHA

VENERDI 28 FEBBRAIO 2014 LE CINQUE VARIAZIONI

Una doppia visione. Quella dei primi due film, Si gira a Manhattan e Ed Wood, legati a modo loro dalla caratteristica della finzione cinematografica e quindi dalla duplice concezione visiva: il cinema fatto (dal regista) e il cinema visto (dal pubblico). Film che nella loro leggerezza mostrano tutto il loro essere contemporanei, liberi da quella che vuole essere la tradizionale “forma” cinematografica.

Allo stesso modo, Lost in La Mancha e Le cinque variazioni, dichiaratamente sperimentali, seppur nella loro diversità, sono “riflessioni” riflesse sullo schermo, giochi di uno sguardo tutto personale e intimo (quello del regista) che nella condivisione con il pubblico diventa un nuovo modo di vedere e vivere l’esperienza cinematografica.

Per ulteriori info http://www.petitemaison.it/metacinema/index.html

Le proiezioni saranno precedute da presentazioni a scopo didattico che si avvalgono della consulenza dei curatori della rassegna.

L’associazione il cui scopo è la diffusione della cultura fotografica svolge numerosi corsi che spaziano dalla fotografia al compositing ( fare riferimento a http://www.petitemaison.it/camerascuola.asp per info sui corsi)

Per quanto riguarda le prossime iniziative cinematografiche a breve il programma della quarta edizione di Anima, una rassegna di Animazione curata da Corrado Virgili.

Perticarini chiede a sorpresa la sospensione del consiglio comunale

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Grande autogol di una parte dell’opposizione ieri sera al consiglio comunale. Infatti il consigliere Giacomo Perticarini intorno alla mezzanotte, quando si stava per discutere il punto 10 all’o.d.g. ha proposto di “sospendere il consiglio comunale e rinviarlo a data da destinarsi”.
Esplode subito dopo il capogruppo FI Enzo Farina, “io dico che siamo un controsenso ragazzi, abbiamo fatto una battaglia per portare tutti i punti all’ordine del giorno, e decidiamo di sospendere il consiglio comunale? Io non ci sto”.
Undici favorevoli(maggioranza + Putzu e Perticarini), un astenuto(Romitelli) e quattro contrari(Farina, Spina, Fioschini e Balestrieri). Con questa votazione si è sospeso ieri il consiglio comunale, proprio un attimo prima di parlare della mozione presentata dal capogruppo Farina sulla riapertura al traffico di Piazza Garibaldi.

Esiste un precedente, cioè il consiglio comunale scorso ,che è stato impiegato soltanto per l’insediamento del consigliere Fioschini. Il presidente del consiglio Romitelli infatti non ha voluto accettare mozioni da parte di nessuno perché quel consiglio era stato convocato come “straordinario” e quindi non poteva trattare questioni “ordinarie”. Probabilmente per coprire il poco lavoro fatto da alcuni consiglieri di maggioraza(che non avevano nulla da portare in consiglio). I consiglieri di minoranza si sono arrabbiati parecchio ed hanno convinto Romitelli a fare uno strappo alla regola per il consiglio successivo(quello di ieri) dove si sarebbero potute portare più mozioni rispetto a quelle che si presentano di solito.

Il patto è stato rispettato da parte del presidente del consiglio, ma non si capisce per quale ragione quando rimanevano da discutere soltanto mozioni dell’opposizione il consigliere Perticarini ha servito su di un piatto d’argento la possibilità alla maggioranza di evitare la scottantissima discussione sulla viabilità di piazza Garibaldi. Il consiglio è così rimandato a data da destinarsi, al più presto dicono. Perticarini a fine serata si accorge di “aver fatto una cazzata”, e oggi Putzu tramite Facebook fa mea culpa dichiarando “Io ho votato a favore della sospensione del consiglio comunale e mi scuso con i commercianti del centro perché non abbiamo votato la mozione per la riapertura di Piazza al traffico”, ma ormai la frittata è fatta.

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – La squadra del sindaco torna al completo. L’architettura assessorile cambia, si assesta. Nuove deleghe. E vecchie deleghe che passano di mano da un assessore all’altro. La struttura sembra tenere, ma non è bella a vedersi.

C’è qualcosa di buono nella ridistribuzione delle deleghe conseguente al ritorno del 5° assessore. Innanzitutto due neonate deleghe importanti: difesa della costa(Pasquali), mobilità e trasporto pubblico(Vallesi). Il sindaco cede le pesanti responsabilità ereditate con la requisizione delle deleghe all’ex vicesindaco Scotucci, mettendole in mano al nuovo assessore Peppino Buono. Le politiche giovanili vengono accorpate a sport e turismo, e istruzione e scuola ritorna insieme alla cultura.

La situazione di partenza comunque, non era bella. Il bilancio e la cultura non possono essere affidate allo stesso assessore, per ovvie ragioni di opportunità: chi ha il bilancio tende a stringere, chi ha la cultura tende a spendere. Tenendo separate le due deleghe si creerebbero dei confronti, dei compromessi tra i due assessori, che porterebbero ad un equilibrio tra “rigore di bilancio” e “pazzi investimenti”. Accorpandole, al contrario, si tenderà probabilmente a favorire il rigore di bilancio a discapito della cultura, vista la situazione economica attuale. Senza contare che l’assessore alla cultura della scorsa amministrazione ora è assessore all’urbanistica. Che cosa può significare questo, che per il nuovo sindaco la Pasquali non ha agito bene nei precedenti cinque anni di amministrazione, o che ha dovuto cedere qualcosa in sede di insediamento, per garantire la tenuta della sua maggioranza?

Confermando la carica di vicesindaco ad Annalinda Pasquali, e togliendole due vecchie deleghe, il sindaco stravolge il suo assessorato, staccandolo definitivamente dall’impianto originario. Diventa così un assessorato molto importante perché tra un anno si riscriverà il piano regolatore comunale, e perché c’è da sgobbare sul piano della difesa della costa.

Le due altre pretendenti al titolo di vicesindaco: Monica Leoni e Milena Sebastiani, prendono in cambio dell’ambita carica una delega a testa, pescate appunto tra quelle della Pasquali. Cambio di deleghe azzeccato in questo caso, ma senza risolvere i problemi di partenza. Ecco che si mischiano ancor di più le carte in tavola e si ingarbuglia ulteriormente la matassa degli assessorati.

Inoltre nell’alleggerire il proprio pacchetto deleghe, il sindaco cede l’ambiente alla Pasquali. Urbanistica-Ambiente stesso discorso di Bilancio-Cultura. Soprattutto in fase di stesura del piano regolatore, sarebbe bello che chi è addetto a scriverlo sia “controllato” dall’assessore all’ambiente, e quindi che urbanistica e ambiente non siano in capo alla stessa persona.

A questo punto l’unico assessore con deleghe coerenti tra loro è Vallesi. Assessorato ereditato grazie al sacrificio del padre in Provincia, all’inizio sottovalutato ed anche deriso da qualcuno, ora ha la possibilità di far vedere cosa sa fare. Deleghe come “Polizia municipale”, “agenda digitale”, “partecipazione”, ecc. in un momento come questo, sono deleghe importanti. Suggeriamo ad esempio all’assessore Vallesi di fornire la sede del consiglio comunale di una rete wi-fi per far connettere i cittadini che assistono al consiglio, questo gioverebbe sicuramente a noi giornalisti che seguiamo in diretta il consiglio comunale, ma anche tutti gli altri cittadini che vogliono condividere in diretta le loro impressioni sul consiglio che stanno seguendo.

Sul nuovo assessore ai lavori pubblici quello che c’era da dire lo abbiamo detto al momento del suo insediamento, tanto un problema di incompatibilità in più o in meno, poco cambia per questa giunta.

Alla luce di tutto ciò non posso che fare i complimenti al sindaco per come ha gestito la crisi politica d’agosto e i suoi risvolti. La sua maggioranza è stata depurata da mine vaganti, da cani sciolti che stavano creando problemi alla realizzazione del progetto politico della coalizione. La giunta è tornata al completo e a livello di deleghe è riuscito ad accontentare tutti, anche in maniera furba, ad esempio rimettendo nelle mani dei segretari delle liste di coalizione la creazione di un nuovo criterio per assegnare il titolo di vicesindaco. Ha sfruttato la rissosità delle anime della sua coalizione salvo poi rabbonire tutti dopo la sua scelta, con la compensazione a base di deleghe per Leoni e Sebastiani. La maggioranza è solida e la giunta pure, ma vedendo entrambe da vicino non sono assolutamente un bello spettacolo.

Consiglio comunale venerdì 31 gennaio 2014

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Ecofeste, l’intervista al neo-consigliere Marco Fioschini

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Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Era stata fissata la riunione della commissione I lunedì 20 gennaio, con all’ordine del giorno la discussione sul regolamento per le cosiddette “Feste Ecosostenibili”. Il sindaco aveva già annunciato che questo regolamento era al vaglio degli uffici competenti, e che al più presto lo avrebbe portato in giunta. Infatti sabato 18 gennaio è stato approvato dalla giunta.
Questo provvedimento è finalizzato alla riduzione del grigio derivante dalle feste cittadine. La parte più cospicua della somma che il comune deve dare all’Ecoelpidiense per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è infatti rappresentata dal grigio prodotto durante le numerose feste organizzate nell’arco dell’anno. Obbligare a ridurre la quantità di grigio prodotto nelle feste comporterebbe un risultato concreto: una notevole riduzione della tassa sui rifiuti.

Quando avete presentato la prima volta la proposta per il regolamento delle feste ecosostenibili?
La mozione sul regolamento delle feste ecosostenibili è stata protocollata in data 08/01/14. L’intenzione era quella di presentarla nell’ultimo consiglio comunale, quello del mio insediamento, che però non è stato possibile perché non accettata dal Presidente del Consiglio per i motivi che sappiamo.

Sapevate che il sindaco già da mesi aveva dichiarato in maniera formale ed informale che gli uffici comunali stavano creando un regolamento del genere?
Già in campagna elettorale e quindi all’interno del nostro programma, c’era e c’è, l’intenzione di promuovere una serie di pratiche che potessero diminuire la quantità, fino ad azzerarla completamente, di rifiuti indifferenziati e di aumentare la parte differenziata. Tempo fa a tal proposito siamo andati all’ufficio ambiente, dall’architetto Cardone, per parlare del regolamento sulle ecofeste(una delle pratiche della strategia rifiuti zero), allo scopo di avere dei consigli per la scrittura della mozione da portare in consiglio comunale. Lei ci ha fatto vedere lo stesso regolamento che noi volevamo portare (cioè quello promosso dall’associazione comuni virtuosi), fatte salve alcune aggiunte e correzioni che noi avevamo e abbiamo in mente e che proporremmo al prossimo consiglio comunale. Lo stesso architetto ci ha poi dichiarato che il regolamento era già stato promosso dall’ex assessore Procaccini (amministrazione Andrenacci II) e quindi fermo da molto tempo negli uffici del comune. A quel punto abbiamo appurato che il tema era condiviso fra amministrazione e movimento 5 stelle. In più se non erro avete fatto anche voi un articolo dove il Sindaco dichiarava di avviare un procedimento del genere. (Leggi l’articolo)

Avete parlato col sindaco o con un di lui incaricato per chiedere spiegazione di questa delibera di giunta così tempestiva?
Ne abbiamo parlato in commissione I, dove erano presenti gli assessori Pasquali e Sebastiani. In quella occasione l’assessore Pasquali ci ha ribadito che il regolamento era stato proposto dall’ ex assessore Procaccini. In quell’occasione le “linee guida” erano identiche al regolamento allegato alla nostra mozione.

Cosa cambia tra la vostra proposta e quella approvata in giunta quindi?
Alcuni aspetti per quanto riguarda sanzioni, messa a disposizione di gazebo, luce. Tassa di occupazione del suolo pubblico gratuita per chi aderisce al regolamento a differenza di chi non aderisce. Estendere il controllo per il rispetto del regolamento ad associazioni specializzate in ordine pubblico come protezione civile e guardie zoofile.

Secondo voi perché il sindaco ha voluto bruciare sul tempo una proposta che stava seguendo il suo normale iter: proposta e discussa nella commissione competente e prossima all’approvazione in consiglio?
Questo proprio non riesco a capirlo. Se io avessi fatto parte dell’amministrazione avrei apprezzato una proposta (condivisa) da parte dell’opposizione, non avrei nè promosso nè approvato una delibera di giunta, di fatto scavalcando il consiglio comunale ed infine lo avrei portato in commissione per una discussione preliminare e poi in consiglio comunale per discutere le migliori correzioni da apportare fra opposizione e maggioranza. Poi perché definirle “linee guida” quando invece sostanzialmente è un regolamento identico a quello proposto dall’ ass. comuni virtuosi? A questo punto, visto come sono andati i fatti posso solamente trarre delle conclusioni a posteriori. Il fatto è che abbiamo accelerato l’attuazione di un provvedimento fermo da tempo negli uffici comunali costringendo l’amministrazione a muoversi. Questo è il nostro modo di fare opposizione: un ‘opposizione costruttiva. Concludo dicendo che a me non interessano questi giochi politici, la vedo una perdita di tempo, l’importante è che venga attuato il regolamento e fatto rispettare per valutare in seguito un riscontro positivo in termini di raccolta differenziata. Raccolta differenziata fatta con il buon senso dei cittadini che però vedono costantemente non gratificati i loro sforzi per differenziare tutto, dove, il riconoscimento da parte dell’amministrazione è solo quello di aumentare costantemente ogni anno la tassazione. E’ nostra intenzione proporre una serie di provvedimenti per abbassare la tassa sui rifiuti guadagnando sulla parte differenziata. Ora non ci aspetta che vedere al prossimo consiglio comunale come verrà votata la nostra mozione.