Gli anni d’oro di Putzu

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Di Marco Vesperini

Pochi giorni fa sulla carta stampata è uscita la notizia che “i Nas hanno scoperto una casa di riposo abusiva a Porto Sant’Elpidio”. Conseguentemente il comune di Porto Sant’Elpidio ha emesso una diffida a continuare l’attività nei confronti della società “Anni d’Oro S.r.l.”, con legale rappresentante Putzu Marco, padre dell’ex candidato sindaco ed ora consigliere comunale Putzu Andrea.

Nella diffida si legge che “emergono chiaramente tutti gli elementi che configurano la gestione di una struttura socio – assistenziale che questo Comune non ha autorizzato né per la quale è pervenuta domanda di autorizzazione”. E quindi il comune, nella persona del dirigente dell’area servizi alla persona e alla comunità “Diffida Putzu Marco a gestire senza autorizzazione, una casa di riposo/ residenza protetta per anziani non autosufficienti nell’unità immobiliare ubicata in Contrada Pescolla n° 7/A a Porto Sant’Elpidio.” La diffida indica in dieci giorni il tempo massimo per la cessazione dell’attività. Niente di strano o di difficilmente comprensibile: i carabinieri hanno riscontrato delle irregolarità, hanno fatto un verbale e sulla base di quello gli organi comunali competenti hanno agito. Per aprire una casa di riposo bisogna rispettare una serie di regole e seguire una serie di prescrizioni indicate nella legge regionale di riferimento. Bisogna avere inoltre una valutazione da parte “della competente Unità Valutativa Distrettuale”, per quanto riguarda le persone non autosufficienti. Questa struttura da ciò che dicono i carabinieri e il comune, non aveva i requisiti fondamentali per svolgere questa attività, quindi dovrà chiudere.

Immediata la reazione del Movimento 5 Stelle che ha chiesto le dimissioni del consigliere Putzu. Non si sono espressi invece gli altri schieramenti protagonisti della vita politica locale. La discussione si è svolta soprattutto sui social network, e a volte è diventata anche confusionale a causa dei molti commentatori. Alcuni difendono il presunto illecito con la tesi che gli ospiti erano trattati bene, e che le famiglie erano felici di tenerli lì. Ci mancherebbe pure che venissero trattati male! Ma la questione sollevata dalle autorità e diffidata dal comune non riguarda il tipo di trattamento riservato agli ospiti, ma il fatto che la società non aveva i permessi per gestire una casa di riposo. La superficialità di alcuni commentatori invece si manifesta quando si dice che questo non è il problema peggiore che abbiamo a Pse. Esatto, ma non per questo dobbiamo lasciar correre. Se c’è un illecito bisogna riconoscerlo e prenderne atto, non fregarsene. Altri invece difendono il consigliere Putzu, sostenendo che non dovrebbe dimettersi perché “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli”. Potremmo anche essere d’accordo in linea di principio, ma in questo caso il figlio non sembrerebbe estraneo alla situazione. Da ciò che sappiamo sembrerebbe che frequentasse il country house del padre, ed insieme a lui avrebbe dovuto aprire un centro diurno per anziani. Veramente il consigliere Putzu pensava che i clienti di questa struttura fossero anziani dei dintorni che venivano in vacanza a Porto Sant’Elpidio tutto l’anno?
È molto difficile credere che Putzu Andrea fosse totalmente all’oscuro di quello che stava facendo Putzu Marco, è difficile quasi quanto credere che Ruby sia la nipote di Mubarak.

Ma pensiamo un attimo cosa sarebbe successo se qualche mese fa Putzu fosse diventato sindaco. Nel suo programma, nel capitolo delle politiche sociali, si parlava della mancata realizzazione “di una casa protetta per anziani proseguendo la virtuosa collaborazione all’interno del distretto sanitario e dell’ambito XX”. Ma “qualora le problematiche che hanno impedito la realizzazione del progetto persistano, sarà dovere della nuova amministrazione comunale intervenire per rispondere alla carenza di posti riservati agli anziani nel distretto, realizzando nel proprio territorio una casa di riposo, o attivando politiche di sostegno alla realizzazione di alloggi per la terza età”.
Visto che è chiaro ed era chiaro anche prima delle elezioni che la casa di riposo in questione sarebbe stata realizzata a Sant’Elpidio a Mare e non qui a Porto Sant’Elpidio, a chi avrebbe dato gli aiuti necessari a realizzare alloggi per la terza età il sindaco Putzu? Si sarebbe creato un conflitto d’interessi enorme alla luce di ciò che è emerso in questi giorni. Sarebbe stato come minimo imbarazzante, ma gli elettori hanno detto no.

A questo punto sarebbe bello che il consigliere Putzu prenda le distanze da quello che è accaduto, e non continui a difendere una situazione illecita. Oppure, sarebbe ancora meglio se spiegasse pubblicamente la situazione fugando ogni dubbio sulla sua estraneità alla vicenda, evidenziando quelle che secondo lui sono le ingiuste o infondate accuse mosse dai Carabinieri. Se così non fosse non gli resterebbe che ritirarsi dalla sua attività di consigliere comunale, per dare il buon esempio agli altri consiglieri della sua coalizione e per essere coerente e conseguente con le sue idee di buona politica, così da razzolare bene dopo aver ben predicato. Gli anni d’oro della sua carriera politica sembrerebbero finiti, ma non è detto che non possa trovare l’oro in qualcos’altro.

La diffida emessa dal comune di Porto Sant’Elpidio:

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La storia di Mariella Martellini, allontanata dal Samaritano per il suo bene

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

Si fa sempre più calda la situazione intorno alla Caritas cittadina, infatti dai commenti al nostro ultimo articolo è emersa la storia di Mariella, una volontaria allontanata dall’associazione per essere protetta. Mariella e suo marito Lamberto sono stati per anni colonne portanti della storica pesca benefica di San Crispino. Siamo andati a trovarli per verificare quanto affermato dalla signora sul nostro blog riguardo l’allontanamento dall’associazione. “Mi è stato imposto, e chiedendo il perché la risposta è stata “è l’unico modo per proteggerti”. Non dagli utenti, ma da qualcuno all’interno dell’associazione stessa. Non ho mai saputo, nonostante avessi il diritto di sapere e di salvaguardare la mia persona, chi fosse il pericolo da cui stare lontana. Mio marito, allontanata me, abbandonò il servizio”. Parole dure quelle della signora, rispettata e molto conosciuta a Porto Sant’Elpidio.

Signora Mariella ci può raccontare la sua storia all’interno del Samaritano?

Io e mio marito siamo stati volontari per tredici anni nell’associazione, facendo parte anche del direttivo. Fino all’anno scorso sono stata responsabile della pesca che l’associazione fa annualmente in occasione della festa del patrono. Il tempo che dedicavo all’associazione riguardava anche la consegna dei pacchi e i rapporti diretti con gli utenti. Ho sempre cercato di svolgere i miei compiti al meglio, facendo sentire il calore umano e la mia vicinanza a quelle persone che versavano in condizioni difficili per le cause più disparate. Proprio in occasione della pesca di San Crispino del 2012, è successo che inizialmente sono stata tenuta al margine nell’organizzazione, e poi sono stata attaccata ed umiliata pubblicamente da un responsabile dell’associazione quando, chiamata dal presidente, mi sono presentata per dare una mano(erano presenti alcuni membri dell’associazione ed altra gente). Successivamente a questo episodio il presidente mi ha imposto di lasciare l’associazione perché a suo dire (cito testualmente) era “l’unico modo per proteggerti”. Alle mie richieste di spiegazioni, non ha mai voluto rispondere. Il presidente avrebbe dovuto difendermi e tutelarmi in quanto membro del direttivo, invece di invitarmi ad andarmene. Avrebbe dovuto prendere una posizione chiara e decisa, invece di mortificare anni di sacrifici all’interno dell’associazione. Ora so con certezza da dove viene la minaccia, ma non capisco come ed in che modo potrebbe farmi del male questa persona. Senza parlare del fatto che a chi chiede di me viene detto che ho dei problemi di salute. Questo lo trovo scandaloso. Ci sono stati un paio di mesi, quando abbiamo ristrutturato casa, in cui ho dovuto diminuire la mia presenza in associazione, dato che i lavori mi hanno tenuta impegnata e mi ero un po’ debilitata, ma dire in giro che sto male mi sembra a dir poco eccessivo. Non voglio più che questa scusa venga utilizzata per non dover dire alle persone che sono stata allontanata senza alcuna motivazione valida. Infine voglio fare una richiesta al presidente: cosa avrei fatto di tanto grave da dover essere allontanata? Se vuole darmi delle spiegazioni, anche dopo un anno d’attesa sono disposta ad accoglierle.

Caro sindaco, l’aria è cambiata

Di Riccardo Marchionni

Sono ormai alcuni giorni che sta salendo la tensione e l’attenzione sull’operato dell’amministrazione comunale.

Sull’erosione costiera non si è capito cosa abbia intenzione di fare, almeno per arginare i danni che porteranno le mareggiate di quest’inverno. Sappiamo solo che il sindaco ha chiesto maggiori risorse dal bilancio regionale per “continuare a lavorare nella direzione indicata dalla Regione Marche”. La richiesta di denaro è fondamentale, ma in pratica cosa ci facciamo? Ci vuole spiegare cosa ha intenzione di fare il sindaco con i soldi chiesti alla regione? Riuscirà poi ad ammettere il fallimento del piano di salvaguardia della costa realizzato fin’ora, e quindi ad intraprendere veramente la direzione indicata dalla regione?

Un’altro fronte aperto è quello all’interno della giunta, dove c’è un assessore inarrestabile che straborda di energia organizzativa, tanto da uscire fuori dal seminato dell’esecutivo ed organizzare all’insaputa di tutti un evento a tre giorni dalla fine dell’anno con due comici di destra con cachet da band di cinque elementi. Il sindaco era al corrente dell’accordo con Martufello? Se no, non sarebbe come se fosse “venuto a mancare il necessario rapporto di fiducia e di leale collaborazione tra lo stesso e il sottoscritto”, come è successo con Scotucci? Perché la serata è stata poi annullata, forse per il tempestivo intervento di Mauro Tosoni che ha portato alle cronache questa scelta improvvida?

Nel programma di coalizione del candidato Franchellucci c’erano delle prescrizioni interessanti per quanto riguarda il turismo, tipo: “potenziare le risorse umane a disposizione dell’ufficio turismo, pianificando attività e programmazioni che coprano l’intero arco temporale dell’anno”. A che punto siamo con la realizzazione di questo punto strategico del programma? C’è almeno l’intenzione di aumentare il personale a disposizione dell’ufficio turismo?

Sempre Mauro Tosoni solleva un altro problema. Alcuni mezzi del comune non sono utilizzati perché necessitano di manutenzione, quindi per muovere le casette di legno per i mercatini si usa una ruspa anziché il camion con il braccio mobile. Dice Tosoni “possibile che si trovino soldi per manifestazioni di ogni genere, e non si trovi un migliaio di euro per sistemare una gru?”.

Un’altra questione riguarda invece il montaggio della pista per il pattinaggio sul ghiaccio, che sarebbe stato realizzato senza la necessaria delibera di giunta. Se questo è l’esempio che l’amministrazione da, come si dovrebbero comportare i cittadini? Uno si può sentire autorizzato ad effettuare dei lavori in casa senza comunicare niente al comune, perché tanto così fa anche l’amministrazione. La legalità era un tema molto caro alle amministrazioni che si sono succedute in questi anni a Pse, o almeno così ci hanno fatto credere.

Il nostro sindaco ha accumulato tantissime deleghe e quindi grandissime responsabilità. A questo punto della situazione non può esimersi dal rispondere e dal fare chiarezza riguardo le questioni sollevate in questi giorni. L’opinione pubblica, per quel poco che può, si è fatta sentire in maniera molto chiara, il sindaco d’ora in poi non potrà più pensare di amministrare senza rendere conto a nessuno come hanno fatto Petrini ed Andrenacci. Perché se lui manca una settimana e arriva una mareggiata, l’assessore deputato alla protezione civile è Carlo Vallesi, che per usare un termine meteorologico in questa situazione si classifica “non pervenuto”. Quindi o sceglie degli assessori all’altezza del ruolo che ricoprono, oppure se intende fare tutto lui in prima persona non può permettersi di lasciare la città nemmeno un giorno.

E per quanto riguarda la partecipazione, come mai non è ancora partito il secondo giro di incontri nei quartieri che il sindaco avrebbe dovuto tenere insieme all’assessore Leoni ciclicamente una volta ogni due settimane?

La promessa da lei fatta di colmare il gap tra l’amministrazione e i cittadini sembra che non venga rispettata. Almeno risponda su Martufello, sulla pista di pattinaggio e sulla difesa degli stabilimenti balneari. Faccia un comunicato stampa, una telefonata, un messaggino. Andrebbe bene qualsiasi cosa, anche un pizzino.

Quanto ci costa salvare la costa?

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Di Riccardo Marchionni

Venerdì 15 novembre si è tenuta una riunione tra proprietari e gestori degli stabilimenti balneari e l’amministrazione comunale, in seguito alla mareggiata di pochi giorni prima che ha inflitto danni ingenti a molti chalet, soprattutto del lungomare sud. Erano presenti una ventina tra proprietari e gestori. Per l’amministrazione erano presenti invece il vicesindaco Pasquali, l’assessore alla protezione civile Vallesi, l’assessore al turismo Sebastiani, il dirigente dell’ufficio tecnico Stefoni, ed il capitano della polizia locale Gattafoni. Tra la platea, in mezzo ai balneari erano inoltre presenti i due consiglieri del M5S Cerquozzi e Spina, ed altri attivisti del movimento.

L’intento della riunione era di creare un piano d’emergenza per far fronte alle mareggiate. Già a settembre c’era stato un’altro incontro tra i balneari e l’allora assessore Scotucci che si era preso l’impegno di creare un tavolo per risolvere questa problematica. Poi Scotucci è stato cacciato e non s’è fatto più nulla. Ma l’ex vicesindaco non è stato il solo a voler affrontare questo problema, infatti sempre a settembre Roberto Cerquozzi, capogruppo del M5S, aveva protocollato la richiesta di poter parlare in commissione III della darsena e dell’erosione costiera. Esito della sua richiesta, negativo. Per prassi le commissioni si riuniscono una volta al mese e sempre per prassi si parla di un solo argomento per volta. Sarebbe il caso forse di cambiare la prassi e di fare un vero e proprio regolamento delle commissioni per renderle un efficace strumento operativo del consiglio comunale, o vogliamo lasciarle l’inutile appendice del consiglio come sono ora? Non si sa. Di certo si sa che l’amministrazione non vuole affrontare questa problematica, tanto che i balneari hanno paura che la prossima riunione si terrà solo dopo la prossima mareggiata e che finirà in nulla di fatto. Il vicesindaco Pasquali rassicura tutti escludendo fermamente questa possibilità. Staremo a vedere.

L’erosione continua

Pennelli, scogli, barriere soffolte, non si sa a chi dare la colpa della continua erosione costiera che affligge il litorale elpidiense. Sui social network all’indomani della mareggiata della scorsa settimana tutti hanno commentato, cercato di spiegare, provato a risolvere le mille tematiche connesse a questo problema. Anche durante la riunione in questione si è cercato di fare chiarezza su tutto ciò. Dagli sviluppi della discussione si è capito che il problema è molto grande e che nessuno vuole prendersi la responsabilità di affrontarlo a modo. Spieghiamo perché.

Con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001 la competenza in materia di tutela del territorio viene affidata alle regioni. Quindi è la regione Marche l’ente indicato ad affrontare la questione. La regione dovrebbe attuare un piano di difesa della costa, ma nel bilancio regionale per la lotta all’erosione costiera non c’è nemmeno il capitolo di spesa.

I progetti

Sul nostro litorale però dei lavori sono stati fatti. Nel recente passato il comune ha dato incarico alla ditta Modimar di redigere due progetti: uno per la realizzazione di una darsena, ed un altro per la difesa della costa.

Le famose barriere soffolte(gli scogli a pelo dell’acqua) che partono dal camping Le Mimose e arrivano più o meno allo chalet Minù, fanno parte del progetto per la difesa della costa. Queste barriere sono state realizzate e collaudate, ma ad oggi c’è ancora un contenzioso giudiziario tra il comune e la ditta esecutrice dei lavori, perché non si sa se il materiale effettivamente messo in acqua corrisponda a quello previsto nelle carte. Nel frattempo gli scogli sommersi si sono assestati sul fondale e sono scesi di alcune decine di centimetri. Per alcuni ora sarebbero addirittura pericolosi, in quanto non spezzerebbero l’onda, ma la ingrandirebbero ancora di più. Per realizzare quest’opera sono stati spesi sei milioni e mezzo di euro(due terzi dalla regione ed un terzo dal comune), ma non sono stati previsti soldi per il ripascimento della spiaggia e per la manutenzione necessaria a mantenere efficienti gli scogli. Per questo appena installati funzionavano ed ora non funzionano più. Anche perché se avessero funzionato a dovere il mare avrebbe sfogato più a nord, mangiando la spiaggia di Tropical e Nero di sole.

Ma un altro è il progetto più intrigante e anche più dannoso: l’odiata ed amata darsena. All’inizio era stato presentato anche questo come progetto in difesa della costa, poi è stato inserito a forza all’interno del piano regionale dei porti per ricevere i finanziamenti. Come prima opera prevede la creazione di due “pennelli” di scogli, uno alla foce del Tenna, l’altro in direzione del fosso di Castellano.

Dall'alto si vedono i due pennelli, le scogliere soffolte e la silouette della costa

Dall’alto si vedono i due pennelli, le scogliere soffolte e la silouette della costa

Questi pennelli si sono rivelati controproducenti. Basta vedere su google maps la costa elpidiense per rendersi conto del lavoro che hanno svolto. Nel lato sud dei due pennelli ci sono accumuli di ghiaia e nel lato nord il mare mangia la costa(lo stesso effetto che si verifica intorno ad un porto). I più danneggiati sono stati gli stabilimenti balneari del lungomare sud per quanto riguarda il pennello del Tenna; la Playa de Cococciò e il camping La Risacca per quanto riguarda il pennello del fosso di Castellano(cioè la zona in cui sarebbe dovuta sorgere la darsena).

Il pennello sul fosso di Castellano che aumenta la spiagga davanti all'Holiday e annienta quella davanti a Cococciò e La Risacca

Il pennello sul fosso di Castellano che fa aumentare la spiagga davanti all’Holiday e fa diminuire quella davanti a Cococciò e La Risacca

Quindi le due opere fin ora realizzate a difesa della costa sono risultate inutili, se non dannose. Nonostante ciò alla ditta che le ha progettate l’amministrazione ha dato il compito di riscrivere un nuovo progetto darsena, perché il primo è stato bocciato dalla regione. Intanto però paghiamo i danni di un’azione impacciata a suon di decine di metri di spiaggia scomparsa.

Da quello che è emerso parlando con i vari gestori, la mossa ottimale sarebbe stata quella di creare un pennello alla foce del Chienti ed uno alla foce del Tenna, ed unirli tramite scogliere emerse o soffolte, in modo da creare un “vascone” che proteggerebbe la spiaggia elpidiense dall’erosione.

Puntare i piedi e creare un piano provvisorio

Perché però l’amministrazione non sembra convinta nel portare avanti una battaglia in regione affinché si attui un piano di salvaguardia della costa? Semplicissimo, perché costerebbe una marea di soldi. Significherebbe rompere le scatole, battere i pugni, mettere alle strette la giunta regionale affinché riesca a tirare fuori i soldi necessari. Il sindaco Franchellucci ha la forza di fare questo? Ma soprattutto, i nostri amministratori hanno voglia di rompere le scatole in regione, quando tra due anni ci saranno le elezioni regionali alle quali probabilmente qualcuno parteciperà?

Nel caso in cui il sindaco riesca nell’impresa, bisognerebbe comunque capire cosa si può fare negli anni che servono a portare a compimento l’iter regionale ed eventualmente i vari lavori. Cosa si fa a Porto Sant’Elpidio mentre la regione prepara il piano di salvaguardia della costa e lo realizza? Questa è la domanda più importante alla quale dobbiamo rispondere, e che ha cercato in tutti i modi di ribadire il consigliere Cerquozzi durante la riunione. Inoltre, visto che a Porto Sant’Elpidio dei soldi regionali sono già stati spesi, i prossimi finanziamenti non possiamo di certo aspettarceli di nuovo per noi, quindi i tempi si dilateranno ulteriormente.

Alla luce di tutto ciò l’amministrazione che propone? Il sindaco, l’assessore ai lavori pubblici, l’assessore all’ambiente, l’assessore alle grandi opere, che propongono di fare? Rispondere a queste domande non è solo cortesia, c’è in ballo il futuro di decine di famiglie che vivono grazie agli stabilimenti balneari che forse non sopravviveranno ad un’altra invernata di mareggiate, e c’è in ballo il futuro di tutta l’economia locale, perché se vogliamo vivere di turismo non possiamo farci portar via la spiaggia.

Il lungomare “Petrini”

Un ultimo punto è sembrato importante ribadire ad alcuni operatori balneari. La “colpa” di aver costruito gli chalet a dieci metri dal mare non è certamente la loro, ma di chi gli ha dato la possibilità di farlo. È chiaro che se gli chalet fossero stati costruiti quindici metri più ad ovest non ci sarebbero stati tutti questi danni, visto che le mareggiate sono sempre arrivate alla strada. Dovremmo chiedere all’allora sindaco Petrini perché ha voluto costruire un lungomare così addossato alla riva, prevedendo la costruzione di stabilimenti balneari che sarebbero potuti diventare facili prede delle mareggiate.

È ora di cominciare a chiedere conto del loro operato a quelli che hanno amministrato la nostra città, altrimenti cadiamo dalle nuvole ogni volta che succede qualcosa e sembra che quello che succede sia colpa del destino, non di scelte politiche fatte dagli amministratori del passato.

 

Immagine di copertina by: Alessio Cimadamore – archivio Post It Pse

Consiglio Comunale dei Ragazzi: “Vogliamo Piazza Garibaldi libera, con il verde e senza costruzioni in mezzo”

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Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Questa una delle prerogative del nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi insediatosi lunedì scorso, con un sindaco “donna”: Alessia Ercolani.
Quaranta consiglieri, sei assessori (tre maschi e tre femmine) e un vicesindaco: Alessia Marchionni; un’Amministrazione al femminile insomma che punta al verde, al decoro urbano, agli spazi ricreativi e alla volontà, preponderante, di veder realizzato finalmente uno spazio centrale per la città.

Alla cerimonia di insediamento erano presenti il Presidente del Consiglio Vitaliano Romitelli, i consiglieri Enzo Farina, Aldo Acconcia, Andrea Balestrieri, Luca Piermartiri e le insegnanti dei giovani consiglieri. “Il Consiglio Comunale dei Ragazzi – spiega il vicesindaco pro tempore Annalinda Pasquali – è un luogo in cui si esercita il diritto di espressione dei cittadini più giovani per sentirsi parte della comunità e delle sue istituzioni. Attraverso la partecipazione attiva i bambini e i ragazzi possono contribuire concretamente alla qualità della vita della comunità. A ciò si aggiunge la candidatura di Porto Sant’Elpidio al progetto regionale “CITTA’ SOSTENIBILI E AMICHE DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI”, promosso da Ombusdam delle Marche, Legambiente e Unicef con lo scopo di favorire la qualità della vita infantile”.

“Gli scopi – prosegue il Presidente del Consiglio Vitaliano Romitelli – sono molteplici: in ambito educativo: porre le basi e sperimentare l’esercizio della cittadinanza attiva; sviluppare le capacità di confronto libero e pluralistico, di negoziazione e gestione dei conflitti; conoscere la Costituzione italiana. In ambito sociale: promuovere il rispetto dei diritti; contribuire alla qualità della vita della comunità.

Proprio la piazza, tanto amata e tanto sognata dai bambini, provenienti dalle scuole elementari elpidiensi, è stata al centro della votazione per il primo cittadino. “Una piazza libera, con il verde e senza costruzioni in mezzo”. Chissà forse potremmo sempre fare a cambio con l’altra assise, sarebbero per giunta giustificati i battibecchi da scolaresche.

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“Il CCR – afferma il consigliere Luca Piermartiri – esercita le sue funzioni sulla base del mandato permanente con cui il  Sindaco, il Consiglio e la Giunta del Comune di Porto Sant’Elpidio, chiedono alle  bambine e ai ragazzi di dar loro consigli utili per  governare meglio la città, rappresentando le proprie esigenze ed esprimendo  il punto di vista dei cittadini più piccoli, ma non meno importanti dei cittadini più grandi”.

Prendiamo alla lettera queste ultime parole del consigliere con delega alle politiche giovanili che sicuramente, insieme agli altri membri della maggioranza, combatteranno per sostenere la volontà dei loro piccoli colleghi, futuro di Porto Sant’Elpidio.

[Post.X] La tempesta imperfetta

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Porto Sant’Elpidio colpita dal maltempo, le raffiche di vento erano talmente forti che sono dovuto andare a puttane alla Corva. Lungomare devastato davanti l’ex Fim dove per l’occasione è stato fatto Architectural Mapping sulla facciata con i pezzi degli chalet.

Folate di vento hanno toccato i 100km/h, erano così forti che sul mio balcone è stato rinvenuto un cinghiale morto. Mentre i papponi dell’agguato estivo hanno dovuto sbarrare via Mameli dall’alto.

Il maltempo ha provocato anche reazioni politiche, la bufera è stata così violenta che Putzu ha indirizzato le cambiali direttamente alla provincia di Terni, Piermartiri ha bannato su facebook un meteorologo mentre Cerquozzi ha i capelli lisci.

Ma non tutto è stato negativo, ad esempio le luminarie di via Principe Umberto, con tutto quel vento non sembravano disposte a cazzo di cane. Della Valle invece, è prontamente ritornato a Casette senza accendere l’elicottero.

Vittorio Lattanzi

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I 5 Stelle presentano il Bilancio Partecipativo

Di Marco Vesperini

PORTO SANT’ELPIDIO – Manca poco oramai all’ultimo Consiglio Comunale del 2013 che avrà come protagonista il bilancio. La “manovra” amministrativa che detterà la spesa per la città è stata già approvata in Giunta, manca solo l’ok dell’assise cittadina per chiudere il cerchio. In tempi in cui la parola più inflazionata sembra essere “congiuntura economica”, una parolaccia per dire che siamo messi male, il Movimento 5 Stelle, la scorsa settimana, ha incontrato la cittadinanza per presentare un esempio virtuoso di bilancio partecipativo. Relatore dell’iniziativa è Stefano Stortone, presidente del Centro Studi per la democrazia partecipativa – Milano, presente anche l’assessora al Bilancio Monica Leoni, nonché i consiglieri comunali Massimo Spina e Roberto Cerquozzi.

L’esperienza presentata è quella di Canegrate, comune del milanese dove l’amministrazione si è prestata a questa diversa tipologia di scelta di spesa. La ricerca portata avanti dal centro studi verteva sulla possibilità di spendere centomila euro per cinque possibili investimenti: arredi per una scuola primaria, manutenzione del centro sportivo, nuovi strumenti per la banda, ristrutturazione di un centro giovanile, ristrutturazione di una stazione ferroviaria.
La cittadinanza nel corso dell’anno si è riunita e ha partecipato ad assemblee pubbliche valutando i pro e i contro dei vari investimenti. Infatti, ogni gruppo (il centro sportivo spinto dalle associazioni era soggetto a pressioni maggiori rispetto la proposta della stazione, presentata da due soli cittadini) ha informato sulle proprie proposte, spiegando motivazioni e fattibilità dei progetti, con i relativi rientri di spesa per la comunità.

Il cuore del bilancio partecipato è lo scambio di conoscenza tramite la partecipazione ad un sistema decisionale per il quale alla fine la cittadinanza riuscirà, molto probabilmente, a prendere la decisione migliore e nel frattempo a risolvere anche le altre, o almeno a prendere coscienza della reale situazione delle stesse. Vediamo come. Il progetto di questa decisione di spesa ha visto nelle prime votazioni il centro sportivo al primo posto; il motivo è consequenziale: la pressione delle associazioni. Ma durante il processo sono stati gli stessi cittadini a prendere coscienza di quale spesa fosse effettivamente più necessaria alla comunità intera. E alla fine della corsa il progetto più votato è stato quello della ristrutturazione della stazione ferroviaria, presentata da due sole persone. Il motivo? Canegrate è un comune a nord di Milano con una viabilità ferroviaria dismessa e con molti pendolari all’attivo che utilizzano la stazione.

Se la scelta fosse stata fatta da una sola persona o un gruppo ristretto, difficilmente ci sarebbe stato lo stesso risultato date le probabili pressioni delle associazioni, più forti dei singoli, e quindi sarebbe stata scelta la manutenzione del centro sportivo quando magari non era così urgente perché fatta già due anni prima.
Non solo, tra i progetti vi era quello delle uniformi e strumentazioni per la banda del paese, e anche se il progetto non è uscito vincitore, attraverso la spiegazione alla cittadinanza della poca spesa che sarebbe stata necessaria per far fronte alle loro richieste, è stata la comunità a farsi carico di tale necessità in maniera diretta, invece che attraverso l’Amministrazione.

Il lavoro dietro ad un tale processo è sicuramente complesso ma è stato provato come questo percorso democratico venga velocemente assimilato dalla popolazione quando si rende conto che la sua decisione è effettivamente rilevante. Uno strumento ancora pressoché inutilizzato nel nostro paese, che potrebbe mettere un freno alla corruzione, e, soprattutto, ottimizzare le già scarse risorse che oggi le comunità hanno a disposizione.

Per maggiori info sul bilancio partecipativo di Canegrate:

http://www.canegratepartecipa.org/il-progetto/

Il cinema e la musica a villa Baruchello

CINERGIE5 logo

Di Manuel Devenuti

PORTO SANT’ELPIDIO – Torna a Villa Baruchello Cinergie e Musica Rassegna di Cinema di qualità dedicato alla musica.

E’ arrivata alla quinta edizione la rassegna dedicata allo stretto legame fra musica e cinema, realizzata dalla Petite Maison des Sons et Lumières, sotto la supervisione di Manuel Devenuti, Petra Feliziani e Simone Paglialunga.

6 appuntamenti ,ogni Venerdì, a Villa Baruchello (presso la sala conferenze) con inizio ore 21:30 a partire da Venerdì 8 Novembre 2013 fino a Venerdì 13 Dicembre 2013.

Questo il calendario:

VEN 08/11 THE BIG EASY EXPRESS

VEN 15/11 SIGUR ROSS: HEIMA

VEN 22/11 ANVIL! THE STORY OF ANVIL

VEN 29/11 FEDELE ALLA LINEA

VEN 06/12 SOUND CITY

VEN 13/12 VINYL MANIA

Per ulteriori info http://www.petitemaison.it/cinergiemusica5/

Si tratta di una rassegna nata ormai 5 anni or sono con l’intento di provare a raccontare del rapporto fra due “ arti diverse”: la musica e il cinema, ma anche, e per forza di cose, la fotografia e quindi il linguaggio che le lega. Le proiezioni sono precedute da presentazioni a scopo didattico che si avvalgono della consulenza dei curatori della rassegna per l’ambito cinematografico e dalla scorsa stagione della presenza di ospiti via via diversi per ogni incontro per quello che concerne l’ambito musicale. Nel corso di questi anni quindi ciò che si è tentato di fare non è stato solamente esaminare il connubio “musica-cinema” soltanto attraverso il genere classico del documentario, ma anche analizzando contesti più singolari, ad esempio : il mocumentary “La vera legenda di Tony Villar” , oppure il genere di finzione come ad esempio “Control” , spaziando dalla musica classica “ 32 piccoli film su Glenn Gould “ alla musica elettronica “Berlin Calling”.

L’associazione il cui scopo è la diffusione della cultura fotografica svolge numerosi corsi che spaziano dalla fotografia al compositing ( fare riferimento a http://www.petitemaison.it/camerascuola.asp per info sui corsi)

Per quanto riguarda il futuro prossimo la sezione cinema sta preparando una minirassegna per Gennaio, e successivamente, la quarta edizione di Anima, una rassegna di Animazione curata Corrado Virgili.

CINERGIE5

Bella coi soldi nostri

Di Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Continua l’infinita saga delle feste organizzate dal super assessore al turismo Milena Sebastiani. Organizza feste a volontà mentre tutti intorno a lei continuano ad ignorare il suo palese conflitto d’interessi, essendo contemporaneamente direttore di zona(e factotum) della Confcommercio e assessore al turismo. Che ne pensa l’opposizione che in campagna elettorale aveva giustamente criticato in maniera dura questa situazione spiacevole? Nei consigli comunali in seguito alle elezioni non si è mai fatto cenno di questo problema, si cercherà di parlarne almeno al prossimo?

Uno dei punti di forza del suo operato è quello di organizzare i vari eventi senza pesare sulle casse comunali. Punto di forza che almeno per quanto riguarda l’ultima festa viene a mancare, in quanto l’amministrazione ha impegnato 5000 euro per la realizzazione dell’Halloween Party, che poi arrivano a ben 11000 euro contando “l’apporto tecnico-logistico”, “le risorse umane e la dotazione strutturale” messa in campo dal comune.

Quindi la storia che la Sebastiani organizza le feste coi soli soldi degli sponsor possiamo sistemarla nel reparto “fantasy”, o “cazzate”, come meglio preferite.
L’amministrazione comunale ha speso migliaia di euro della comunità per pagare dei Visual spacciati per Architectural Mapping. Sembra grave solo a me o anche a voi?

Nella delibera di giunta che approva l’organizzazione di questa festa c’è scritto che “l’evento, denominato “Halloween Party”, sarà un mix di animazione, suoni, musica, immagini ed effetti speciali, con proiezioni sulla facciata diroccata della ex FIM fatte utilizzando l’innovativa tecnica di comunicazione visiva denominata ”Architectural Mapping”, per creare in chiave techno le suggestive atmosfere spettrali legate a tale ricorrenza, e con la presenza inoltre di bancarelle di prodotti a tema e punti di ristoro.” Quindi era prevista la presenza di un mercatino a tema, l’avete per caso visto? C’era qualcosa a tema?

Se Milena Sebastiani si vuole dedicare in maniera completa all’organizzazione di eventi, può agilmente farlo senza dover essere per forza assessore al turismo, non è obbligatorio. Potrebbe dimettersi dal suo incarico, aprire una società privata e organizzare tutti gli eventi che più desidera insieme all’ormai rodata squadra da lei costituita nel tempo. Potrebbe farsi bella con le sue sole forze, invece che coi nostri soldi. Sì perché tutte queste feste portano solo un nome, e non è Porto Sant’Elpidio, bensì Milena.

Certi che i nostri suggerimenti verranno presi in considerazione chiediamo per l’immediato futuro almeno di parlare chiaro quando si fa la promozione di un evento, perché se pubblicizzo il concerto dei Deep Purple, poi la gente si aspetta i Deep Purple, non la loro cover band. Chiamare le cose col proprio nome sarebbe auspicabile. Grazie.

Ecco le varie delibere riguardanti la festa di halloween:

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Dentro “Il Samaritano”, intervista al presidente Panetta

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Successivamente al nostro articolo riguardante una problematica riscontrata nella gestione del furgone del “Samaritano”, abbiamo incontrato il presidente di tale associazione di volontariato.

Arrivati in Via del Palo siamo stati accolti dal presidente in carica Antimo Panetta, dalla sua signora, e da un altro membro del direttivo.

Abbiamo constatato come i locali dell’associazione, retrostanti la struttura polivalente della Croce Verde, siano molto ampi: un ingresso, due uffici, un magazzino con due celle frigorifere, un refettorio da 30 posti, un locale di smistamento dei pasti, un comparto sanitario con bagni e docce, un nuovo magazzino ristrutturato dai volontari.

Il magazzino

Il magazzino

I volontari

L’associazione comprende una decina di volontari, alcuni fissi: Dino Pasquali (ex assessore ai Servizi Sociali e padre dell’attuale ass. all’Urbanistica Annalinda Pasquali) e Carlo Lattanzi, i quali fanno anche accoglienza d’ascolto per gli utenti; il diacono Sergio Stacchietti, mandato in aiuto dalla diocesi e da essa stipendiato, opera tutti i giorni presso l’associazione; e gli altri volontari come il consigliere Daniele Stacchietti, figlio del primo e impegnato nell’aiuto per le problematiche legali degli utenti, una psicologa che dona il suo contributo qualche ora a settimana, l’assistente sociale Alice Ciccolini impegnata nella realizzazione di progetti.

Manca un ricambio generazionale dei volontari purtroppo” afferma il presidente, che si lamenta della poca conoscenza dell’associazione, seppur trentennale, tra la popolazione. “Avevamo fatto richiesta al Comune per il bando del Servizio Civile ma è stato rimandato a febbraio 2014 perché sono a corto di risorse”. Per fare un paragone, i volontari della Croce Verde sono moltissimi, e a volte anche sottoutilizzati.

Azioni svolte

Il grosso del lavoro al Samaritano viene svolto nella consegna di generi alimentari, la maggioranza derivanti dall’Agea (ex Aima, l’ente che gestisce i fondi europei per le derrate alimentari). I “pacchi” vengono distribuiti ogni giovedì a circa 450 utenti, previa presentazione di un Isee, e in questi tempi di crisi si presentano anche molti connazionali. “Riscontriamo problemi non solo derivanti dalla povertà economica, ma anche dal fatto che veniamo a contatto con persone che non sanno gestirsi -dichiara Panetta. Col tempo sono aumentati molto gli utenti italiani e ho l’impressione che noi vediamo soltanto la punta dell’iceberg: ci sono moltissime persone che non riescono a chiedere aiuto perché si vergognano”. Da qui il progetto che verrà presentato alle associazioni di quartiere per delle segnalazioni dei casi di difficoltà. Un’azione importante soprattutto in un momento come questo, in cui il 60% degli italiani conosce almeno una persona con problemi economici di tipo alimentare.

L’associazione si occupa anche della raccolta e distribuzione di vestiario il quale “fortunatamente non manca mai, ed il servizio è organizzato ottimamente grazie all’aiuto di alcune volontarie” afferma la signora Biagioli.

E non solo, l’associazione dispone di 6 posti letto di prima emergenza situati al secondo piano della Casa del Volontariato, e gestisce per conto del Comune due mini appartamenti, uno per un nucleo familiare e uno per uomini soli. Attualmente entrambi sono occupati e il “maggiore” è occupato da una famiglia italiana. “Noi direttamente non abbiamo mai mandato nessuno negli appartamenti, tutto viene fatto tramite delle segnalazioni dei Servizi Sociali”.

Il refettorio

Il refettorio

L’associazione aveva all’attivo quasi cento mila euro alla chiusura dell’anno 2012, derivanti per lo più dai 125000 euro di finanziamenti regionali per l’accoglienza dei profughi. Con tali finanziamenti sono stati pagati inoltre lavori di ristrutturazione, utenze, i rimborsi dei volontari, ed anche quei generi alimentari di difficile reperibilità o più costosi, come quelli per l’infanzia.

I soldi vengono anche utilizzati per il pagamento di bollette, rate di mutui o assicurazioni per quelle persone che rischiano di perdere la casa e versano in situazioni di instabilità per la perdita del lavoro. “Non diamo mai soldi liquidi alle persone, andiamo direttamente noi a pagare la bolletta”.

Il furgone

Il furgone

Il furgone e le scommesse

Il furgone del Samaritano, viene gestito dal direttivo, che lo ha affidato in uso ad un paio di utenti, uno dei quali è stato al centro di un nostro articolo. Abbiamo riscontrato in lui, tramite ripetute segnalazioni, una forte dipendenza dal gioco. La sua storia è stata piena di difficoltà: salvato dai volontari del Samaritano da una situazione di abbandono, portato negli uffici del patronato per la richiesta di una pensione che tutt’ora percepisce, ha prima alloggiato in uno dei due mini appartamenti per circa un anno ed ora è ospite fisso degli alloggi di prima necessità alla Casa del Volontariato. Ora il suo apporto all’associazione è diventato fondamentale, in quanto realizza in prima persona vari lavori, tra i quali: riparazioni, imbiancamento, trasporto merci, aiutando così l’associazione a risparmiare compiendo i lavori in economia.

Il presidente ci ha rivelato che era a conoscenza di questa problematica già da un anno (confermando che nel nostro articolo avevamo visto giusto, a dispetto anche di chi non credeva a ciò che abbiamo scritto). Provando anche a parlare con il gestore del bar(che ha minimizzato il problema) non si è riusciti a modificare una situazione che poteva portare a delle conclusioni spiacevoli. Qualche mese fa il direttivo si è espresso per un’operazione “trasparenza”, affiggendo sul furgone i simboli dell’associazione, “perché non abbiamo niente da nascondere”- dichiara il presidente. “Quella di lasciare il furgone al volontario è stata una scelta umana del direttivo. Non è che finito il servizio possiamo dirgli: adesso lasci il furgone e torni a casa a piedi. Poi quello che fa al bar noi non lo possiamo sapere con certezza”, ha concluso il presidente Panetta.

Il disagio

Dalle parole di Panetta abbiamo capito che il disagio che l’associazione si trova di fronte è troppo grande da combattere e vincere con la “forza” che ha adesso. Principalmente per mancanza di “personale”, cioè di volontari che mettano a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità per aiutare le molte famiglie di Porto Sant’Elpidio che si trovano in difficoltà.

Per esempio la persona in questione avrebbe bisogno di un aiuto psicologico per superare la dipendenza da gioco d’azzardo, che ormai e purtroppo ci siamo abituati a sopportare perché dilagante nel nostro paese.

L'entrata della sede principale

L’entrata della sede principale

Il conflitto d’interesse

Abbiamo chiesto inoltre ai tre volontari come fosse andata a finire la questione uscita fuori in campagna elettorale, in cui l’allora candidato sindaco Andrea Putzu accusava: “alla Caritas si fa campagna elettorale con pasta e santini”.

Io come presidente mi sono sentito in dovere di rispondere negando assolutamente le affermazioni di Putzu, e ci siamo riservati la possibilità di azioni legali, che però mi sembra non siano mai partite” -afferma il presidente Panetta, e continua- “mi sono imposto con le persone coinvolte nella campagna elettorale per lasciar fuori dal Samaritano le questioni politiche, un volontario che era candidato si è per così dire “ritirato” in quel periodo, e Dino Pasquali si è visto poche volte”. Proprio Dino Pasquali e anche Sergio Stacchietti sarebbero stati i bersagli dell’accusa di Putzu, visto che sono i genitori rispettivamente di un assessore e di un consigliere di maggioranza. L’accusa è stata fatta, le conseguenze legali non ci sono state, ma il conflitto d’interesse di Stacchietti figlio e Pasquali figlia rimane, perché da una parte i due amministrano la città, e dall’altra gestiscono indirettamente gli aiuti per una fetta di popolazione abbastanza grande(intorno ai mille utenti, sommando le persone coinvolte nei vari tipi di aiuto) ed in netta difficoltà, che in periodo di elezioni potrebbe diventare un ghiotto bacino di voti.

Riflessioni

Lo scopo principale di quest’associazione è quello di rimettere in carreggiata gli utenti di cui si occupa, facendo così in modo che non debbano più avere il bisogno di essere aiutati. “Certamente questo è un compito difficile da portare a termine, tanto più -dice il presidente Panetta- se ci troviamo a compiere quest’opera in pochi”, e lancia un appello a tutta la cittadinanza invitando più persone possibile ad avvicinarsi al “Samaritano”.

Una cosa è chiara: l’associazione si occupa di aiutare una fascia di popolazione estremamente bisognosa e purtroppo in aumento. Le iniziative messe in campo sono tante(raccolta e distribuzione di cibo, di vestiti, di aiuti monetari ecc.), le strutture in gestione sono parecchie(refettorio da trenta posti, due appartamentini, un alloggio d’emergenza per una decina di persone ecc.), ma i volontari(quelli che devono gestire il tutto) sono pochi, anzi sono in calo rispetto agli anni passati.

Anche a causa di ciò si possono creare situazioni imbarazzanti o spiacevoli. Per risolvere tali problematiche e per aiutare nella sua opera quest’associazione ognuno di noi può fare del suo: facciamolo!

Il bilancio sociale 2012 dell’associazione “Il Samaritano”:

Bilancio-sociale2012

Foto: https://www.facebook.com/ilsamaritanoonlus/photos_stream