Dentro “Il Samaritano”, intervista al presidente Panetta

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Successivamente al nostro articolo riguardante una problematica riscontrata nella gestione del furgone del “Samaritano”, abbiamo incontrato il presidente di tale associazione di volontariato.

Arrivati in Via del Palo siamo stati accolti dal presidente in carica Antimo Panetta, dalla sua signora, e da un altro membro del direttivo.

Abbiamo constatato come i locali dell’associazione, retrostanti la struttura polivalente della Croce Verde, siano molto ampi: un ingresso, due uffici, un magazzino con due celle frigorifere, un refettorio da 30 posti, un locale di smistamento dei pasti, un comparto sanitario con bagni e docce, un nuovo magazzino ristrutturato dai volontari.

Il magazzino

Il magazzino

I volontari

L’associazione comprende una decina di volontari, alcuni fissi: Dino Pasquali (ex assessore ai Servizi Sociali e padre dell’attuale ass. all’Urbanistica Annalinda Pasquali) e Carlo Lattanzi, i quali fanno anche accoglienza d’ascolto per gli utenti; il diacono Sergio Stacchietti, mandato in aiuto dalla diocesi e da essa stipendiato, opera tutti i giorni presso l’associazione; e gli altri volontari come il consigliere Daniele Stacchietti, figlio del primo e impegnato nell’aiuto per le problematiche legali degli utenti, una psicologa che dona il suo contributo qualche ora a settimana, l’assistente sociale Alice Ciccolini impegnata nella realizzazione di progetti.

Manca un ricambio generazionale dei volontari purtroppo” afferma il presidente, che si lamenta della poca conoscenza dell’associazione, seppur trentennale, tra la popolazione. “Avevamo fatto richiesta al Comune per il bando del Servizio Civile ma è stato rimandato a febbraio 2014 perché sono a corto di risorse”. Per fare un paragone, i volontari della Croce Verde sono moltissimi, e a volte anche sottoutilizzati.

Azioni svolte

Il grosso del lavoro al Samaritano viene svolto nella consegna di generi alimentari, la maggioranza derivanti dall’Agea (ex Aima, l’ente che gestisce i fondi europei per le derrate alimentari). I “pacchi” vengono distribuiti ogni giovedì a circa 450 utenti, previa presentazione di un Isee, e in questi tempi di crisi si presentano anche molti connazionali. “Riscontriamo problemi non solo derivanti dalla povertà economica, ma anche dal fatto che veniamo a contatto con persone che non sanno gestirsi -dichiara Panetta. Col tempo sono aumentati molto gli utenti italiani e ho l’impressione che noi vediamo soltanto la punta dell’iceberg: ci sono moltissime persone che non riescono a chiedere aiuto perché si vergognano”. Da qui il progetto che verrà presentato alle associazioni di quartiere per delle segnalazioni dei casi di difficoltà. Un’azione importante soprattutto in un momento come questo, in cui il 60% degli italiani conosce almeno una persona con problemi economici di tipo alimentare.

L’associazione si occupa anche della raccolta e distribuzione di vestiario il quale “fortunatamente non manca mai, ed il servizio è organizzato ottimamente grazie all’aiuto di alcune volontarie” afferma la signora Biagioli.

E non solo, l’associazione dispone di 6 posti letto di prima emergenza situati al secondo piano della Casa del Volontariato, e gestisce per conto del Comune due mini appartamenti, uno per un nucleo familiare e uno per uomini soli. Attualmente entrambi sono occupati e il “maggiore” è occupato da una famiglia italiana. “Noi direttamente non abbiamo mai mandato nessuno negli appartamenti, tutto viene fatto tramite delle segnalazioni dei Servizi Sociali”.

Il refettorio

Il refettorio

L’associazione aveva all’attivo quasi cento mila euro alla chiusura dell’anno 2012, derivanti per lo più dai 125000 euro di finanziamenti regionali per l’accoglienza dei profughi. Con tali finanziamenti sono stati pagati inoltre lavori di ristrutturazione, utenze, i rimborsi dei volontari, ed anche quei generi alimentari di difficile reperibilità o più costosi, come quelli per l’infanzia.

I soldi vengono anche utilizzati per il pagamento di bollette, rate di mutui o assicurazioni per quelle persone che rischiano di perdere la casa e versano in situazioni di instabilità per la perdita del lavoro. “Non diamo mai soldi liquidi alle persone, andiamo direttamente noi a pagare la bolletta”.

Il furgone

Il furgone

Il furgone e le scommesse

Il furgone del Samaritano, viene gestito dal direttivo, che lo ha affidato in uso ad un paio di utenti, uno dei quali è stato al centro di un nostro articolo. Abbiamo riscontrato in lui, tramite ripetute segnalazioni, una forte dipendenza dal gioco. La sua storia è stata piena di difficoltà: salvato dai volontari del Samaritano da una situazione di abbandono, portato negli uffici del patronato per la richiesta di una pensione che tutt’ora percepisce, ha prima alloggiato in uno dei due mini appartamenti per circa un anno ed ora è ospite fisso degli alloggi di prima necessità alla Casa del Volontariato. Ora il suo apporto all’associazione è diventato fondamentale, in quanto realizza in prima persona vari lavori, tra i quali: riparazioni, imbiancamento, trasporto merci, aiutando così l’associazione a risparmiare compiendo i lavori in economia.

Il presidente ci ha rivelato che era a conoscenza di questa problematica già da un anno (confermando che nel nostro articolo avevamo visto giusto, a dispetto anche di chi non credeva a ciò che abbiamo scritto). Provando anche a parlare con il gestore del bar(che ha minimizzato il problema) non si è riusciti a modificare una situazione che poteva portare a delle conclusioni spiacevoli. Qualche mese fa il direttivo si è espresso per un’operazione “trasparenza”, affiggendo sul furgone i simboli dell’associazione, “perché non abbiamo niente da nascondere”- dichiara il presidente. “Quella di lasciare il furgone al volontario è stata una scelta umana del direttivo. Non è che finito il servizio possiamo dirgli: adesso lasci il furgone e torni a casa a piedi. Poi quello che fa al bar noi non lo possiamo sapere con certezza”, ha concluso il presidente Panetta.

Il disagio

Dalle parole di Panetta abbiamo capito che il disagio che l’associazione si trova di fronte è troppo grande da combattere e vincere con la “forza” che ha adesso. Principalmente per mancanza di “personale”, cioè di volontari che mettano a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità per aiutare le molte famiglie di Porto Sant’Elpidio che si trovano in difficoltà.

Per esempio la persona in questione avrebbe bisogno di un aiuto psicologico per superare la dipendenza da gioco d’azzardo, che ormai e purtroppo ci siamo abituati a sopportare perché dilagante nel nostro paese.

L'entrata della sede principale

L’entrata della sede principale

Il conflitto d’interesse

Abbiamo chiesto inoltre ai tre volontari come fosse andata a finire la questione uscita fuori in campagna elettorale, in cui l’allora candidato sindaco Andrea Putzu accusava: “alla Caritas si fa campagna elettorale con pasta e santini”.

Io come presidente mi sono sentito in dovere di rispondere negando assolutamente le affermazioni di Putzu, e ci siamo riservati la possibilità di azioni legali, che però mi sembra non siano mai partite” -afferma il presidente Panetta, e continua- “mi sono imposto con le persone coinvolte nella campagna elettorale per lasciar fuori dal Samaritano le questioni politiche, un volontario che era candidato si è per così dire “ritirato” in quel periodo, e Dino Pasquali si è visto poche volte”. Proprio Dino Pasquali e anche Sergio Stacchietti sarebbero stati i bersagli dell’accusa di Putzu, visto che sono i genitori rispettivamente di un assessore e di un consigliere di maggioranza. L’accusa è stata fatta, le conseguenze legali non ci sono state, ma il conflitto d’interesse di Stacchietti figlio e Pasquali figlia rimane, perché da una parte i due amministrano la città, e dall’altra gestiscono indirettamente gli aiuti per una fetta di popolazione abbastanza grande(intorno ai mille utenti, sommando le persone coinvolte nei vari tipi di aiuto) ed in netta difficoltà, che in periodo di elezioni potrebbe diventare un ghiotto bacino di voti.

Riflessioni

Lo scopo principale di quest’associazione è quello di rimettere in carreggiata gli utenti di cui si occupa, facendo così in modo che non debbano più avere il bisogno di essere aiutati. “Certamente questo è un compito difficile da portare a termine, tanto più -dice il presidente Panetta- se ci troviamo a compiere quest’opera in pochi”, e lancia un appello a tutta la cittadinanza invitando più persone possibile ad avvicinarsi al “Samaritano”.

Una cosa è chiara: l’associazione si occupa di aiutare una fascia di popolazione estremamente bisognosa e purtroppo in aumento. Le iniziative messe in campo sono tante(raccolta e distribuzione di cibo, di vestiti, di aiuti monetari ecc.), le strutture in gestione sono parecchie(refettorio da trenta posti, due appartamentini, un alloggio d’emergenza per una decina di persone ecc.), ma i volontari(quelli che devono gestire il tutto) sono pochi, anzi sono in calo rispetto agli anni passati.

Anche a causa di ciò si possono creare situazioni imbarazzanti o spiacevoli. Per risolvere tali problematiche e per aiutare nella sua opera quest’associazione ognuno di noi può fare del suo: facciamolo!

Il bilancio sociale 2012 dell’associazione “Il Samaritano”:

Bilancio-sociale2012

Foto: https://www.facebook.com/ilsamaritanoonlus/photos_stream

Commissione III, pochi punti discussi e sospensione per una lite

Si è riunita oggi a mezzogiorno la III commissione consiliare. I punti all’ordine del giorno erano: piazza, ex Fim, darsena e piano antenne. Alla fine si è discusso soltanto dei lavori di piazza e dell’eventuale rotonda alla fine di via Pesaro, a causa di un litigio tra il consigliere Cerquozzi e il presidente della commissione Stacchietti.

Per quanto riguarda piazza Garibaldi ci sono alcune novità: verrà installato a breve l’impianto d’irrigazione per l’area adiacente la ferrovia, mentre nel pezzo di giardino che da verso piazza rimarrà quello esistente perché perfettamente funzionante. Niente più barca, mosaici e cordoni nell’area dell’ex municipio, verrà invece posizionata una pavimentazione ed eventualmente delle piante ai quattro angoli, lasciando libero il passaggio pedonale. Non verrà rivista la viabilità per ora. I lavori, attualmente interrotti per sistemare le scuole in procinto di riaprire, riprenderanno mercoledì o giovedì di questa settimana. Il tempo di realizzazione dovrebbe essere abbastanza breve, l’assessore Pasquali ritiene che entro San Crispino la piazza sarà bella e pronta.

In via Pesaro invece, si pensava di creare una rotonda intorno alla cabina dell’Enel, nello spazio antistante il vecchio centro anziani. Questa possibilità era venuta fuori nell’ultima riunione della commissione, e nel frattempo gli uffici incaricati hanno presentato un primo elaborato. Ora si valuterà la fattibilità economica, e il disagio che creerà l’eventuale riduzione del numero di parcheggi nella piazzetta.

Purtroppo gli altri punti all’ordine del giorno non sono stati discussi a causa di un diverbio tra il capogruppo del Movimento 5 stelle Cerquozzi e il presidente della commissione Stacchietti. Il primo avrebbe usato delle parole forti nei confronti del secondo, il quale risentito ha chiesto delle scuse che non sono arrivate, e quindi ha sospeso la commissione.

Nelle riunioni i toni si possono alzare, sta ai singoli sapersi regolare o saper accettare delle critiche forti. Non per questo però deve essere il cittadino a pagarne le spese, che vede i lavori delle commissioni lenti, se non fermi, o che si inceppano per ragioni di principio che se applicate ovunque porterebbero alla paralisi del sistema amministrativo.

Riccardo Marchionni

Analisi di un rimpasto annunciato

Scotucci è fuori dalla giunta. Patti chiari è fuori dalla maggioranza, almeno pare. Sì, perché dai loro comunicati e parole sembrano sperare che il sindaco riprenda in giunta Daniele Scotucci, condicio sine qua non per un rientro in maggioranza di Patti Chiari.

Non penso che Franchellucci abbia intenzione di compiere un’azione del genere. Già non lo avrebbe mai voluto in giunta, ora che è riuscito a farlo fuori con un buon pretesto non tornerà sui suoi passi. Quindi, o Patti chiari accetta la condizione del sindaco, cioè di far entrare la Mancinelli(coordinatrice della lista) o qualcun altro in giunta, oppure se ne va tra i banchi dell’opposizione. Anna Maria Mancinelli ha più volte dichiarato che non intende impegnarsi nell’esecutivo, ma Patti chiari potrebbe proporre una persona alternativa. In questo caso il sindaco sarebbe molto contento di ridare le cariche in sospeso ad un uomo della civica, perché rinsalderebbe la sua maggioranza in consiglio senza aver a che fare con qualcuno ormai sfiduciato.

Di Scotucci è stato detto di tutto. Noi pensiamo che stesse facendo un lavoro discretamente buono, almeno per quanto riguarda il progetto di piazza, visto che era riuscito a mettere in difficoltà il piano strategico del Pd di costruire una palazzina al posto dell’ex municipio. Peccato che a soli tre giorni dall’approvazione di questo progetto abbia dato in escandescenze per una festa che a suo parere non doveva essere svolta a villa Baruchello. Piccarsi per un’autorizzazione ad una festa in villa va bene, ma se questo poi manda all’aria tutto il lavoro di piazza e tutti i buoni propositi lanciati in campagna elettorale, allora non va più bene. Il suo comportamento in questo caso ci è sembrato un po’ infantile, di sicuro politicamente miope. Verrà ricordato come l’assessore cacciato per una festa in villa, invece che come l’assessore che ha sistemato e salvato la piazza dalla palazzina.

Sarebbe bello vedere come il sindaco redistribuirebbe le deleghe nel caso in cui Patti chiari non rientrasse in giunta. Probabilmente Franchellucci nominerebbe un assessore preso dalle file del Pd, il più quotato sarebbe Daniele Stacchietti. Una scelta ottimale per il sindaco: levare un “cane sciolto” e metter dentro un “fedelissimo”. Un punto cruciale sarebbe la carica di vicesindaco, che è stata data temporaneamente all’assessore Pasquali, ma che non dispiacerebbe alla Leoni. Se la Leoni diventasse vicesindaco, la Pasquali potrebbe riprendere l’assessorato alla cultura(che di fatto continua ad esercitare), ma la Sebastiani non accetterebbe che alla Leoni venga data tale carica in quanto la lista “Impegno per Pse” esprime già il presidente del consiglio comunale. Quindi si verrebbe a creare una disparità di trattamento tra le due civiche rimaste in maggioranza.

Al sindaco non converrebbe “trattar male” Milena Sebastiani e la sua lista “Popolari per Pse” perché se in consiglio si gioca otto contro otto, si potrebbe verificare una crisi quando si voterà per la riqualificazione dell’area Pietrella, perché il consigliere Simone Malavolta(Popolari per Pse) si era astenuto nell’ultima votazione riguardante questo argomento. In quanto portavoce dei malumori manifestati dal suo quartiere di residenza(Fonte di Mare), sarebbe difficile convincerlo a votarla scontentando così il suo quartiere.

I rappresentanti dell’opposizione hanno dichiarato che presenteranno una mozione per sfiduciare il sindaco, e stanno facendo pressioni per convocare al più presto il consiglio comunale. Nel caso in cui Patti chiari esca dalla maggioranza, potrebbero presentarla proprio loro questa mozione. Sarebbe una sfiducia politica pesantissima, soprattutto ora che bisogna approvare il bilancio preventivo.

Anche se veder cadere anzitempo una giunta a Porto Sant’Elpidio sarebbe un’emozione mai provata prima, almeno per i più giovani, molto probabilmente accadrà che Patti chiari riuscirà a trovare un nome da mettere in giunta a posto di Scotucci. È stato lo stesso ex vicesindaco a dire pochi giorni fa che “il Pd, con in testa il suo onorevole e segretario sta cercando di comprare il voto dei nostri due consiglieri”.

Nei prossimi giorni vedremo se gli “acquisti” sono andati in porto.

Riccardo Marchionni

I consiglieri di opposizione riuniti: “Stiamo valutando una mozione di sfiducia al sindaco”.

Il primo ad intervenire alla conferenza stampa indetta dall’opposizione presso il Bar Aragno è stato Andrea Putzu. “Porto Sant’Elpidio non merita di non essere governato. Io non posso che esprimere la mia solidarietà a Daniele Scotucci per quello che è avvenuto in questi giorni. Patti Chiari è stata l’unica compagine politica che voleva il cambiamento ed ha visto cacciato il proprio rappresentante in giunta – e continua il capogruppo di Fratelli d’Italia – gli unici ad aver coinvolto l’opposizione sul progetto di Piazza Garibaldi. Il concetto di trasparenza non viene applicato da questa Amministrazione neanche all’interno della propria maggioranza. Posso dire che noi come opposizione porteremo avanti il progetto di piazza presentato dall’ex assessore. Se Patti Chiari verrà all’opposizione avremo una situazione di otto e otto, con il sindaco che farà l’ago della bilancia su ogni votazione”.

Enzo Farina si sofferma anche sul problema sicurezza e quello riguardante le convenzioni, scadute oggi sabato 31 agosto, della piscina comunale e del palazzetto sportivo. “Non c’è stata sinergia fin dall’inizio sul progetto di piazza portato dall’opposizione. Ribadisco il fatto che questa è un’Amministrazione poco coesa: sono partiti subito male. I lavori di piazza Garibaldi fermi, non si sa ancora le decisioni sulle convenzioni con importanti impianti sportivi, il problema sicurezza sfociato nello spiacente episodio di Via Mameli; tutto ciò  denota un problema di governabilità”.

Roberto Cerquozzi, capogruppo dei 5 Stelle, non si risparmia. “Se il sindaco non sa scegliere neanche il suo vicesindaco, che questa gente andasse a casa. Dopo una campagna elettorale piena di propositi, siamo di fronte a delle scelte portate avanti con metodi e strumenti ottocenteschi. Il problema di Scotucci è l’apice del clima presente nella giunta. Perché c’è anche il discorso della Sebastiani con la Leoni, di Vallesi (che ancora non ho capito cosa faccia). Senza parlare dell’ordinanza di ferragosto che ha svuotato Porto Sant’Elpidio a favore di Porto San Giorgio e lido di Fermo, completamente piene, poi parlano di turismo. E – continua il consigliere – della costruzione di trecento appartamenti nella zona ex-Fim quando c’è il 40% di sfitto nel borgo marinaro. Dobbiamo anche ricordare che il bilancio che si prospetta sarà di lacrime e sangue, con la Tares (Tassa rifiuti e servizi) che aumenterà dato il buco lasciato dall’Imu. Il Comune se punta sulle esternalizzazioni dilaganti non riuscirà più a fare cassa. Con una situazione del genere non possiamo permetterci un’Amministrazione che non governa”.

Non sono presenti i consiglieri comunali di Patti Chiari, Giuseppe Summa e Elio Natali; mentre Scotucci e Anna Maria Mancinelli arrivano successivamente e, alla domanda di Putzu: «Passerete all’opposizione?» , la segretaria afferma: «Io ribadisco quanto detto sulla stampa, se non riprenderanno Daniele, Patti Chiari uscirà dalla maggioranza».

                                                                                                                  Marco Vesperini

 

Ex Fim. Come stanno le cose?

Schermata 2013-07-12 a 00.50.41

Oggi, giovedì 11 luglio 2013, alle ore 12:00 si è riunita al IV commissione consigliare presieduta dal consigliere Giacomo Perticarini, per parlare dell’area ex Fim. Hanno partecipato, il capogruppo del Pd Aldo Acconcia, il capogruppo di Fdi Andrea Putzu, il capogruppo del M5S Roberto Cerquozzi, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Daniele Scotucci, il capogruppo del Pdl Enzo Farina, il capogruppo di Impegno per Pse Sergio Ciarrocca, il consigliere Giuseppe Summa, l’ingegner Stefano Stefoni, e seppur per poco l’assessore all’urbanistica Annalinda Pasquali.

Come detto la Pasquali ha dovuto abbandonare dopo poco i lavori causa un impegno precedentemente assunto, ma l’assessore Scotucci e l’ingegner Stefoni hanno saputo chiarificare esaustivamente tutti i dubbi venuti fuori durante la discussione. In particolare Stefoni ha fatto, in due/tre interventi, una panoramica riguardante tutto ciò che gira intorno a quell’area(proprietà, bonifica, riqualificazione).

Innanzitutto si è capito che il 70% di bonifica realizzato in quell’area è riferito ad una valutazione per così dire “vecchia”, inserita nel vecchio progetto ormai cassato dalla sovrintendenza. Infatti ad agosto 2011 i lavori di bonifica sono stati stoppati dall’Arpam che ha ritenuto i materiali che venivano trattati come non pericolosi, in realtà pericolosi. Il costo della bonifica era stato preventivato in dieci milioni di euro, che alla luce delle nuove rilevazioni fatte, aumenterà del 50% circa.

Nei mesi di Marzo e Aprile l’Arpam ha effettuato nuove rilevazioni sul terreno, e dalle previsioni di Stefoni, se i risultati di queste analisi arrivassero entro l’estate, entro ottobre-novembre si farà la variante al programma di bonifica necessaria, per gennaio 2014 potranno ricominciare i lavori di bonifica che potrebbero concludersi in circa otto mesi.

Schermata 2013-07-12 a 00.51.13

Per quanto riguarda le metrature di residenziale, è venuto fuori dalla discussione che il terreno destinato a questa utilità sarà il dieci percento del totale di tutta l’area, e a detta del vicesindaco Scotucci(che ha visto il progetto presentato dal privato alla maggioranza), l’impatto visivo è molto positivo, le costruzioni abitative, dai due ai cinque piani, sono disposte in una maniera tale da non “rovinare” il paesaggio.

I tremilacinquecento metri quadrati in più che chiede il privato al comune, molto probabilmente verranno concessi, nonostante l’assessore all’urbanistica Pasquali sia stata contraria, perché è meglio non rischiare che il privato faccia saltare in aria tutto, e non rispetti l’impegno di bonificare l’area, hanno specificato Scotucci e Stefoni.

Il capogruppo Acconcia rimarca invece un aspetto molto importante, cioè che in quell’area sarà creato un parco di centomila metri quadrati, destinato al pubblico utilizzo. Quindi anche 50- 60 appartamenti in più non intaccheranno significativamente in complesso l’equilibrio della riqualificazione dell’area.

La cattedrale sarà ristrutturata ed adibita ad albergo, con il piano terra(1400 metri quadrati), utilizzabile anche dalla comunità cittadina. Il complesso ricettivo prevede 70-80 camere, per una metratura totale di 5000 metri quadrati. In realtà è proprio da qui che escono fuori i 3500 metri quadrati di residenziale che probabilmente verranno concessi al privato. Nel piano erano stati destinati 8500 metri quadrati al ricettivo, ma siccome l’area della cattedrale può ospitare massimo 5000 metri quadrati di edificio, la differenza è stata chiesta in metri di residenziale.

Schermata 2013-07-12 a 00.51.28

I tempi di realizzazione dell’opera, senza contare i tempi indicati da Stefoni per la bonifica, dovrebbero aggirarsi tra i cinque e i sette anni. Se ad agosto 2014 finirà la bonifica, nel giro di sette anni potremmo vedere completato il lavoro di riqualificazione di quell’area.

Al pubblico resterà dunque, oltre al già citato mega parco, la struttura costruita all’interno delle mura della cattedrale che però verrà ceduta al privato(mantenendo l’uso del piano terra), ed una palazzina per gli uffici completamente nuova e pronta all’uso.

Un aspetto importante che merita di essere chiarito è che i proprietari cercheranno di completare l’opera il più celermente possibile, per rientrare al più presto del grande debito assunto con le banche, che ogni anno succhiano fior fior di interessi passivi sui mutui. In particolare, il socio di minoranza che ha acquistato l’area, cioè l’Ecoelpidiense, se si verificassero ulteriori slittamenti rischierebbe praticamente il tracollo finanziario.

I dubbi che son venuti fuori dalla discussione sono stati molteplici, indichiamo i più importanti.

I 25000 metri quadrati di residenziale saranno difficili da vendere in questo particolare momento storico, anche perché per evitare l’effetto “tre archi”, gli appartamenti non saranno più piccoli di 65-70 metri quadri, con un conseguente costo medio abbastanza alto anche vista la posizione in cui si troveranno.

Nel boulevard centrale pedonale e ciclabile che attraverserà il complesso residenziale saranno previsti al piano terra degli spazi commerciali, che a detta del vicesindaco Scotucci dovrebbero servire a rilanciare i commercianti del centro. Sinceramente difficile da seguire, in quanto se si insedierà un nuovo complesso commerciale all’interno di una nuova area residenziale, o facciamo trasferire tutti i commercianti del centro lì(e quindi spariscono dal centro), oppure nasceranno nuove attività che si aggiungeranno a quelle già esistenti che soffrono una tremenda crisi. Sicuramente questo sarà un punto da approfondire accuratamente.

In generale questa riunione è stata molto costruttiva e soddisfacente per tutti. I toni sono stati a volte duri, a volte inutilmente stizziti, ma la maggior parte delle volte calmi e pacati. La disponibilità a far assistere i Blog che seguono le vicende cittadine alla riunione della commissione da parte del presidente e di tutti i membri, è sintomo di una predisposizione alla trasparenza, alla condivisione ed alla partecipazione, e spero che sia da esempio anche per le altre commissioni. Per assurdo, se tutti i cittadini di Porto Sant’Elpidio avessero assistito alla riunione di oggi, andrebbero in giro meno cazzate sul conto della Fim, e sarebbero stati tutti più informati e consapevoli della complessità e della difficoltà nel risolvere una questione così importante per il futuro della nostra città.

Riccardo Marchionni

Foto by Giulia Piermartiri: http://giuliapiermartiri.jimdo.com/

La “giunta Franchellucci”

Ecco a voi la giunta che governerà Porto Sant’Elpidio per i prossimi cinque anni: Annalinda Pasquali urbanistica, politiche giovanili e scolastiche. Milena Sebastiani turismo e sport. Monica Leoni bilancio, cultura e rapporti con i quartieri. Carlo Vallesi semplificazione, partecipazione, agenda digitale e polizia municipale. Daniele Scotucci vice sindaco, lavori pubblici e ambiente. Il sindaco Nazareno Franchellucci tiene per se le deleghe alle grandi opere, servizi sociali e commercio.

A Franchellucci si sono allineati proficuamente alcuni pianeti. Con la provvidenziale dimissione di Vallesi Renato si è liberato un posto da assessore in provincia dove piazzare Rosanna Vittori, molto vicina a Petrini, che la voleva come assessore ai servizi sociali di Pse. Il sacrificio di Vallesi padre inoltre, spiana la strada dell’assessorato a Vallesi figlio. E qui entra in causa il vicesindaco Daniele Scotucci, che all’inizio della campagna elettorale, durante il freddo febbraio, dichiarava che avrebbe fatto “un macello al prossimo incarico dato a Vallesi”. Vale solo per Vallesi Renato o anche per Vallesi Carlo?

Daniele Stacchietti invece, che sembrava da tempo destinato ai lavori pubblici è rimasto a bocca asciutta. Franchellucci ha dovuto rinunciare a piazzare un suo uomo di fiducia, per sbrogliare la matassa della sua coalizione e delle richieste pressanti dei capi delle liste che lo hanno sostenuto.

Vitaliano Romitelli è stato avvistato a macinare chilometri in macchina per le vie del centro, in attesa che gli vengano riconosciuti i 334 voti che ha preso, che l’hanno reso il secondo candidato consigliere più votato. Lui, si sa, ambisce al posto di presidente del consiglio comunale, ma sono in molti a bramarlo adesso. Cercando di superare le polemiche uscite in campagna elettorale, dobbiamo riflettere sull’opportunità di riconoscere al secondo più votato un ruolo di qualche tipo, e se non verrà fatto, bisognerà spiegarne il perché.

Chi esce a testa alta, vincitore, è sicuramente Scotucci e la lista “Patti chiari per il cambiamento”, che grazie anche al fortunato posizionamento sulla scheda elettorale, è la seconda lista della coalizione ed ora può pretendere tanto dal sindaco, anche il presidente del consiglio comunale a quanto pare. Certo è, che passare da “disturbatore della coalizione che rischiava ogni giorno di essere cacciato” a vicesindaco, è proprio un bel salto di qualità per Scotucci.

Alla luce di tutto ciò, sorgono spontanee alcune domande.

Come mai la votatissima Pasquali non è stata riconfermata alla cultura? Con quale criterio le è stata affidata l’urbanistica? Perché la cultura è stata accorpata al bilancio?

Come mai la delega al commercio l’ha tenuta il sindaco e non è stata accorpata con turismo e sport? Qualche problema di conflitto d’interesse?

L’assessorato di Vallesi è molto singolare(per usare un eufemismo), ha l’aria di un assessorato ad personam, creato soltanto per affidargli un incarico. Praticamente, a che serve?

Durante la campagna elettorale il “sociale” è stato sulla bocca di tutti, in particolare di Franchellucci. I servizi sociali non meritavano un assessorato a parte?

Ciò che viene fuori dalla composizione di questa giunta è un qualcosa di molto confusionario. I ruoli non sono ben definiti, le competenze non sembra siano state prese in considerazione per l’assegnazione di tutti gli incarichi. Sembra un’accozzaglia indefinita di contentini post-elettorali. Non dubito che il lavoro di mediatore in una coalizione così larga come quella di Franchellucci sia molto difficile, ma una giunta così pazza non poteva venir fuori neanche dalla mente malata dei nostri autori satirici.

Prima impressione sulla giunta: pessima. Speriamo di ricrederci osservandone l’operato.

Riccardo Marchionni

Comunicato stampa di Perticarini. Altre critiche alla Sebastiani

Siamo sempre alle solite…il lupo perde il pelo ma non il vizio!!

Stiamo assistendo in questi giorni al preludio di quello che ci attende nei prossimi mesi, il caos. Milena Sebastiani, vera vincitrice di tutte le elezioni, ha fatto, continua a fare e farà tutto quello che vuole indisturbata da tutti, fino alle prossime elezioni regionali, vero e unico obiettivo della signora….altrimenti come piu volte ribadito non si spiega tutta questa voglia di apparire, quando non si è nemmeno assessori, e si organizzano Feste, che sono il vero obiettivo programmatico del Sindaco Franchellucci, ma nella foga del fare, si fa un manifesto raffazzonato, dove nemmeno tutti gli sport sono raffigurati, ma ancor più sconosciuto è quanto ci costano tutti questi eventi, visto che non ci sono tracce, da nessuna parte, credo che il costo zero, sia morto da tempo .

Non bastasse questo assopiamo al walzer dei Vallesi dalla provincia al comune, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia sempre un Vallesi c’è non importa se è il padre o il figlio, ovviamente nobile è stato il padre nel lasciare l’assessorato in provincia per il suo giovane pargolo. Ovviamente tutto questo lascia una casella aperta, che il buon Petrini non può che non coprire con la sua sempre verde fedelissima Vittori, che scalpitava già in citta per una riconoscenza.

Ma la vera sorpresa, la vera sconfitta è stata la Pasquali, la piu votata e la più bocciata!! Per lei si profila un cambio, dalla cultura ai servizi sociali!!
Ma come non aveva fatto tanto bene, perche non riconfermarla, forse ostica a qualche direttore artistico…

E poi c’è sempre lui, Mister posto sicuro, vitaliano Romitelli , al quale non interessa il ruolo, basta che sia a gettone altrimenti rompe tutto e scappa via, bisogna dargli la presidenza, chi meglio di lui!!

Caro sindaco, avrai pure la macchina accesa, ma ancora non hai capito come si mette la marcia, perdi tempo dietro a tutti e non guardi la città!

Giacomo Perticarini
Capogruppo lista civica L’Alternativa

Il miracolo italiano

Si possono dire i nomi dei componenti della giunta prima del secondo turno? Sì, non è vietato. A cosa potrebbe servire? A dare un qualche elemento in più ai cittadini che hanno votato uno dei candidati che non sono andati al ballottaggio. O a convincere qualche astenuto, invogliato dalla bontà di una delle future giunte.

Convincere gli astenuti, e quelli che hanno votato i candidati che non sono al ballottaggio, serve a chi sta “sotto” per rimontare lo svantaggio di preferenze che si è manifestato al primo turno. Ecco perché Andrea Putzu ha colto al balzo la palla lanciata da Cerquozzi. Putzu ha tutto da guadagnare nel mostrarsi “trasparente” nella scelta del suo team di governo, dicendo: ”questa è la mia squadra. Se vi piace, votatemi”. La sua figura rimane comunque poco credibile: fuoriuscito dal Pdl per reinventarsi civico, ex “aiutante” di Maurizio Gasparri, ricopre il ruolo di consigliere provinciale e di consigliere comunale, come consigliere comunale è stato un fantasma più che un oppositore. Un passato da “vecchio politicante” più che da nuovo politico capace di cambiare i vecchi schemi.

Se c’è stato il ballottaggio soltanto per un pelo, vorrà dire pur qualcosa: la città ha detto no. No! Non si fida di chi si è proposto come cambiamento, nè di Putzu, nè di Cerquozzi, nè di Farina, nè di Belletti. Chi continua, nonostante tutto, ad ispirare fiducia agli elpidiensi è il buon caro vecchio Pd.

Franchellucci infatti ha bisogno di pochissimi voti in più rispetto a quelli che ha preso al primo turno, quindi per non rischiare di rimetterci, tace. Rischierebbe di perdere voti perché la giunta che proporrà sarà “in continuità con la vecchia amministrazione”, come ha ribadito più volte nel corso della campagna elettorale. Significa che per esempio l’assessore al turismo probabilmente sarà Milena Sebastiani, quello alla cultura Annalinda Pasquali, ai servizi sociali Rosanna Vittori, vice-sindaco Elio Natali. Questi sarebbero i nomi “sicuri” che in qualche modo siamo riusciti a sapere tramite vari informatori, poi ci sarebbe la diatriba dell’assessorato ai lavori pubblici/urbanistica, che dovrebbe andare o a Vallesi Carlo(Vallesi Renato in qualche modo spingerà la carriera del “ragazzo”), o a Daniele Stacchietti, fortemente voluto da Nazareno. Addirittura a Natali potrebbe andare la delega all’urbanistica, visto che Patti chiari è la seconda lista della coalizione di centro-sinistra, e sta battendo forte i pugni per occupare più poltrone possibile. Il nuovo equilibrio all’interno della coalizione mette in discussione anche il ruolo della Leoni, alla quale potrebbe andare il bilancio. E anche la tanto famigerata carica di presidente del consiglio comunale, non è detto che vada a Vitaliano Romitelli, in quanto sembra che sia non troppo ben voluto dai vertici Pd e che questa carica sia stata chiesta proprio da Patti chiari.

Naturalmente saremo molto lieti di essere smentiti tra una settimana, se vincerà Franchellucci, quando verrà svelata la sua giunta.

Nel frattempo ci godiamo gli ultimi giorni di campagna elettorale, momento fantastico in cui anche chi non ha mai letto nemmeno la guida tv può permettersi di ergersi ad opinionista politico: il miracolo italiano!

Riccardo Marchionni

Sicurezza urbana e degrado giovanile

 Mercoledì 13 marzo 2013 si è tenuta a villa Murri, nella sala del pianoforte, una riunione con il comandante della polizia locale, un rappresentante del S.e.r.d., dell’ambito XX, e l’amministrazione comunale, per parlare del problema sicurezza (in particolare nel quartiere san Filippo).

Voglio sottolineare incidentalmente l’importanza di situazioni come queste, che saldano il rapporto tra cittadini e amministratori. Occasioni del genere sono auspicabili a cadenze costanti durante tutto l’anno, anche per affrontare problematiche diverse dalla sicurezza.

Ciò che mi ha colpito sono state alcune coincidenze. Il problema principale è che al quartiere san Filippo c’è un gruppetto di balordi che tiene sotto scacco un intero quartiere(scassi, intimidazioni, richieste continue di soldi), ma la cosa ancor più grave, che hanno notato in tanti, è che al loro seguito si sta creando un gruppo di ragazzi più giovani, dell’età dei centri di aggregazione. È proprio di questo che vorrei parlare. Una coincidenza strana è che nei quartieri in cui sono stati chiusi i centri di aggregazione giovanile (san Filippo e centro), si sono create delle situazioni spiacevoli: a san Filippo i ragazzi non avendo un luogo dove passare i pomeriggi, vagano nel quartiere e gli unici esempi che trovano sono i suddetti personaggi non raccomandabili. Al centro invece i ragazzetti si sono insediati nelle immediate vicinanze della stazione, nonché sede della polizia municipale, passando i pomeriggi allo sbaraglio e iniziando ad avvicinarsi alla micro-delinquenza(testimoniato dallo stesso comandante della polizia locale).

Non voglio dire che se ci fossero stati i centri di aggregazione queste situazioni non si sarebbero verificate, ma sicuramente ci sarebbe stata una valida e sicura alternativa per questi ragazzini.

Ciò che mi dispiace di più è che l’assessore alla cultura e alle politiche giovanili non senta il bisogno di scusarsi. Non per ciò che ha fatto o non fatto lei personalmente, ma a nome della sua giunta che in questi due casi ha fallito miseramente. Sarebbe stato un bel gesto dire “mi scuso per ciò che non siamo riusciti a fare in questi quartieri”, invece ho sentito un “io non devo scusarmi con nessuno, perché per quanto mi riguarda ho fatto del tutto per evitare la chiusura di quei due centri”. Non metto in dubbio che la Pasquali abbia fatto del tutto, anzi lo credo fermamente, però la sua giunta a maggioranza ha votato la chiusura, e questo ha portato i risultati sopra descritti. Un “mi scuso”, ogni tanto, sarebbe carino sentirlo.

Le ragioni portate dalla Pasquali non bastano. Non basta riversare i ragazzi negli oratori, o sperare che nei centri d’aggregazione rimasti siano i genitori dei ragazzi ad aiutare gli operatori. Alessandro Ranieri dell’ambito territoriale XX ha sottolineato come i centri d’aggregazione abbiano avuto una crescita ed un declino, dimenticandosi di precisare che questo declino è avvenuto nel momento in cui si è iniziato a ridurre progressivamente l’organico da tre operatori ad uno. Uno solo operatore non può far altro che garantire un livello di assistenza minimo, cioè che nessuno si faccia del male. Non può organizzare nessun tipo di attività, di giochi, di svago per i ragazzi fruitori dei centri.

Dalla nuova amministrazione mi aspetterei che organizzasse meno feste e più centri giovanili. Il candidato sindaco Franchellucci al nostro giornale ha dichiarato che questa “è una questione alla quale bisogna assolutamente trovare una soluzione”. Anche lui faceva parte dell’amministrazione che ha chiuso i due centri. Speriamo che non sia solo una promessa da campagna elettorale.

                                                                                                                Riccardo Marchionni