Dentro “Il Samaritano”, intervista al presidente Panetta

Di Marco Vesperini e Riccardo Marchionni

PORTO SANT’ELPIDIO – Successivamente al nostro articolo riguardante una problematica riscontrata nella gestione del furgone del “Samaritano”, abbiamo incontrato il presidente di tale associazione di volontariato.

Arrivati in Via del Palo siamo stati accolti dal presidente in carica Antimo Panetta, dalla sua signora, e da un altro membro del direttivo.

Abbiamo constatato come i locali dell’associazione, retrostanti la struttura polivalente della Croce Verde, siano molto ampi: un ingresso, due uffici, un magazzino con due celle frigorifere, un refettorio da 30 posti, un locale di smistamento dei pasti, un comparto sanitario con bagni e docce, un nuovo magazzino ristrutturato dai volontari.

Il magazzino

Il magazzino

I volontari

L’associazione comprende una decina di volontari, alcuni fissi: Dino Pasquali (ex assessore ai Servizi Sociali e padre dell’attuale ass. all’Urbanistica Annalinda Pasquali) e Carlo Lattanzi, i quali fanno anche accoglienza d’ascolto per gli utenti; il diacono Sergio Stacchietti, mandato in aiuto dalla diocesi e da essa stipendiato, opera tutti i giorni presso l’associazione; e gli altri volontari come il consigliere Daniele Stacchietti, figlio del primo e impegnato nell’aiuto per le problematiche legali degli utenti, una psicologa che dona il suo contributo qualche ora a settimana, l’assistente sociale Alice Ciccolini impegnata nella realizzazione di progetti.

Manca un ricambio generazionale dei volontari purtroppo” afferma il presidente, che si lamenta della poca conoscenza dell’associazione, seppur trentennale, tra la popolazione. “Avevamo fatto richiesta al Comune per il bando del Servizio Civile ma è stato rimandato a febbraio 2014 perché sono a corto di risorse”. Per fare un paragone, i volontari della Croce Verde sono moltissimi, e a volte anche sottoutilizzati.

Azioni svolte

Il grosso del lavoro al Samaritano viene svolto nella consegna di generi alimentari, la maggioranza derivanti dall’Agea (ex Aima, l’ente che gestisce i fondi europei per le derrate alimentari). I “pacchi” vengono distribuiti ogni giovedì a circa 450 utenti, previa presentazione di un Isee, e in questi tempi di crisi si presentano anche molti connazionali. “Riscontriamo problemi non solo derivanti dalla povertà economica, ma anche dal fatto che veniamo a contatto con persone che non sanno gestirsi -dichiara Panetta. Col tempo sono aumentati molto gli utenti italiani e ho l’impressione che noi vediamo soltanto la punta dell’iceberg: ci sono moltissime persone che non riescono a chiedere aiuto perché si vergognano”. Da qui il progetto che verrà presentato alle associazioni di quartiere per delle segnalazioni dei casi di difficoltà. Un’azione importante soprattutto in un momento come questo, in cui il 60% degli italiani conosce almeno una persona con problemi economici di tipo alimentare.

L’associazione si occupa anche della raccolta e distribuzione di vestiario il quale “fortunatamente non manca mai, ed il servizio è organizzato ottimamente grazie all’aiuto di alcune volontarie” afferma la signora Biagioli.

E non solo, l’associazione dispone di 6 posti letto di prima emergenza situati al secondo piano della Casa del Volontariato, e gestisce per conto del Comune due mini appartamenti, uno per un nucleo familiare e uno per uomini soli. Attualmente entrambi sono occupati e il “maggiore” è occupato da una famiglia italiana. “Noi direttamente non abbiamo mai mandato nessuno negli appartamenti, tutto viene fatto tramite delle segnalazioni dei Servizi Sociali”.

Il refettorio

Il refettorio

L’associazione aveva all’attivo quasi cento mila euro alla chiusura dell’anno 2012, derivanti per lo più dai 125000 euro di finanziamenti regionali per l’accoglienza dei profughi. Con tali finanziamenti sono stati pagati inoltre lavori di ristrutturazione, utenze, i rimborsi dei volontari, ed anche quei generi alimentari di difficile reperibilità o più costosi, come quelli per l’infanzia.

I soldi vengono anche utilizzati per il pagamento di bollette, rate di mutui o assicurazioni per quelle persone che rischiano di perdere la casa e versano in situazioni di instabilità per la perdita del lavoro. “Non diamo mai soldi liquidi alle persone, andiamo direttamente noi a pagare la bolletta”.

Il furgone

Il furgone

Il furgone e le scommesse

Il furgone del Samaritano, viene gestito dal direttivo, che lo ha affidato in uso ad un paio di utenti, uno dei quali è stato al centro di un nostro articolo. Abbiamo riscontrato in lui, tramite ripetute segnalazioni, una forte dipendenza dal gioco. La sua storia è stata piena di difficoltà: salvato dai volontari del Samaritano da una situazione di abbandono, portato negli uffici del patronato per la richiesta di una pensione che tutt’ora percepisce, ha prima alloggiato in uno dei due mini appartamenti per circa un anno ed ora è ospite fisso degli alloggi di prima necessità alla Casa del Volontariato. Ora il suo apporto all’associazione è diventato fondamentale, in quanto realizza in prima persona vari lavori, tra i quali: riparazioni, imbiancamento, trasporto merci, aiutando così l’associazione a risparmiare compiendo i lavori in economia.

Il presidente ci ha rivelato che era a conoscenza di questa problematica già da un anno (confermando che nel nostro articolo avevamo visto giusto, a dispetto anche di chi non credeva a ciò che abbiamo scritto). Provando anche a parlare con il gestore del bar(che ha minimizzato il problema) non si è riusciti a modificare una situazione che poteva portare a delle conclusioni spiacevoli. Qualche mese fa il direttivo si è espresso per un’operazione “trasparenza”, affiggendo sul furgone i simboli dell’associazione, “perché non abbiamo niente da nascondere”- dichiara il presidente. “Quella di lasciare il furgone al volontario è stata una scelta umana del direttivo. Non è che finito il servizio possiamo dirgli: adesso lasci il furgone e torni a casa a piedi. Poi quello che fa al bar noi non lo possiamo sapere con certezza”, ha concluso il presidente Panetta.

Il disagio

Dalle parole di Panetta abbiamo capito che il disagio che l’associazione si trova di fronte è troppo grande da combattere e vincere con la “forza” che ha adesso. Principalmente per mancanza di “personale”, cioè di volontari che mettano a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità per aiutare le molte famiglie di Porto Sant’Elpidio che si trovano in difficoltà.

Per esempio la persona in questione avrebbe bisogno di un aiuto psicologico per superare la dipendenza da gioco d’azzardo, che ormai e purtroppo ci siamo abituati a sopportare perché dilagante nel nostro paese.

L'entrata della sede principale

L’entrata della sede principale

Il conflitto d’interesse

Abbiamo chiesto inoltre ai tre volontari come fosse andata a finire la questione uscita fuori in campagna elettorale, in cui l’allora candidato sindaco Andrea Putzu accusava: “alla Caritas si fa campagna elettorale con pasta e santini”.

Io come presidente mi sono sentito in dovere di rispondere negando assolutamente le affermazioni di Putzu, e ci siamo riservati la possibilità di azioni legali, che però mi sembra non siano mai partite” -afferma il presidente Panetta, e continua- “mi sono imposto con le persone coinvolte nella campagna elettorale per lasciar fuori dal Samaritano le questioni politiche, un volontario che era candidato si è per così dire “ritirato” in quel periodo, e Dino Pasquali si è visto poche volte”. Proprio Dino Pasquali e anche Sergio Stacchietti sarebbero stati i bersagli dell’accusa di Putzu, visto che sono i genitori rispettivamente di un assessore e di un consigliere di maggioranza. L’accusa è stata fatta, le conseguenze legali non ci sono state, ma il conflitto d’interesse di Stacchietti figlio e Pasquali figlia rimane, perché da una parte i due amministrano la città, e dall’altra gestiscono indirettamente gli aiuti per una fetta di popolazione abbastanza grande(intorno ai mille utenti, sommando le persone coinvolte nei vari tipi di aiuto) ed in netta difficoltà, che in periodo di elezioni potrebbe diventare un ghiotto bacino di voti.

Riflessioni

Lo scopo principale di quest’associazione è quello di rimettere in carreggiata gli utenti di cui si occupa, facendo così in modo che non debbano più avere il bisogno di essere aiutati. “Certamente questo è un compito difficile da portare a termine, tanto più -dice il presidente Panetta- se ci troviamo a compiere quest’opera in pochi”, e lancia un appello a tutta la cittadinanza invitando più persone possibile ad avvicinarsi al “Samaritano”.

Una cosa è chiara: l’associazione si occupa di aiutare una fascia di popolazione estremamente bisognosa e purtroppo in aumento. Le iniziative messe in campo sono tante(raccolta e distribuzione di cibo, di vestiti, di aiuti monetari ecc.), le strutture in gestione sono parecchie(refettorio da trenta posti, due appartamentini, un alloggio d’emergenza per una decina di persone ecc.), ma i volontari(quelli che devono gestire il tutto) sono pochi, anzi sono in calo rispetto agli anni passati.

Anche a causa di ciò si possono creare situazioni imbarazzanti o spiacevoli. Per risolvere tali problematiche e per aiutare nella sua opera quest’associazione ognuno di noi può fare del suo: facciamolo!

Il bilancio sociale 2012 dell’associazione “Il Samaritano”:

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Foto: https://www.facebook.com/ilsamaritanoonlus/photos_stream

[Post.X] È sempre halloween all’ex Fim

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Volete passare un Halloween alternativo a Porto Sant’Elpidio? Venite! Come e quando? Ma il 31 Ottobre, dopo le venti, nell’area ex FIM. Per quella data avete già un impegno? Fa niente. Se passate di lì la sera dopo o quell’altra dopo ancora fa lo stesso, quel posto manterrà in pieno la sua aria spettrale. Ecco, questo è lo scherzetto perpetuo del nostro comune. Perché ogni volta che abbiamo suonato il campanello al palazzo del comune, c’hanno rimpinzati di dolcetti da quattro soldi, proprio come si usa nella notte delle streghe. Noi avremmo dovuto tirargli addosso sacchetti di sabbia rossa della ex FIM. Ma ci siamo accontentati dei dolcetti di LIDL.
E adesso che fanno? Con il benestare dell’assessorato al turismo mettono su un evento laddove sarebbe saggio non sostare per più di dieci minuti. E usano parolone per contornare un evento che la popolazione, tutta, avverte come uno scherzo: Music e architectural mapping, (una sorta di proiezioni digitali e tridimensionali, applicate all’architettura). Tutto rigorosamente in lingua anglosassone, per rendere figo quello che non lo è.
È uno scherzo perché veramente in quel posto è entrata gente dall’aspetto sano e sono usciti degli zombie. È uno scherzo perché nessun cittadino sa veramente quel’è il livello d’inquinamento di quel party. È uno scherzo perché quello scheletro di fabbrica è la radiografia d’un fallimento. È uno scherzo che, edulcorato da evento, noi non accetteremo!
Dopo tutto volete ancora andarci? Ok, allora ecco un’idea per un abbigliamento da vero scherzetto: faccia gialliccia, indumenti strappati, e non dimenticatevi di appendervi un cartello con su scritto “Un tempo lavoravo qui”.
Buon dolcetto e scherzetto!

Sergio Marinelli

Un ringraziamento speciale a Marco Vesperini

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[Post.X] Chiamiamo l’esercito per seppellire Priebke

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Di Vittorio Lattanzi

PORTO SANT’ELPIDIO – Fa discutere la clamorosa dichiarazione del consigliere Putzu: “Seppelliamo Priebke a Porto Sant’Elpidio, è un onore per la nostra città ospitare la salma di un così grande calciatore”
Ora la sua bacheca è piena di commenti e persino i suoi elettori erano increduli: “Ma davvero ha pronunciato bene Priebke?

Anche se questa boutade sembra più un bengala sparato in cielo da un’imbarcazione in difficoltà, Putzu ci ha abituato a questo tipo di provocazioni, e continuerà a farlo, almeno finché non trova un altro modo per farselo venire duro.

Infatti poco dopo aggiusta il tiro:“Intendevo dire che il funerale di Priebke ci distrae da cose più importanti come l’occupazione, gli italiani in crisi, i politici e dirigenti che guadagnano soldi fregandosene del nostro Paese”.
Per questo dovevamo sparargli settant’anni fa.

Poi ha invitato Perticarini a rimettere a posto la pala.

Priebke ha stranamente una buona presa tra i giovani di destra, probabilmente perché ha ammazzato centinaia di italiani proprio nel modo in cui lo avrebbero fatto i fascisti.

Intanto Don Dario si dice pronto a celebrare la funzione confidando di raccogliere molte più offerte grazie ai lanci di monetine durante gli scontri tra fazioni opposte.

Comunque mi piace l’idea di Putzu, anch’io vorrei che venisse sepolto a Porto Sant’Elpidio, non vorrei fare tanti chilometri per pisciarci sopra.

Il progetto di Piazza Garibaldi dell'ex vicesindaco Scotucci

Il progetto di Piazza Garibaldi dell’ex vicesindaco Scotucci

Il M5Stelle invece si interroga sulla questione e proprio il pacatissimo Cerquozzi pone diversi quesiti all’amministrazione: Riuscirà P.S.Elpidio a gestire il flusso turistico che questa sepoltura comporterà? avete in mente quanti pullman di ultras della Lazio e del Verona transiteranno da queste parti? la finiamo di fare a cappellate con i passeri? i costi per la sorveglianza?
c’è un nesso tra l’aumento dei crisantemi e questa frase di Putzu? non venite a dirmi che è solo perché si avvicina il giorno dei morti…
è la potente lobby de Piripò e degli altri fiorai che muove i fili? Allora nutriamo gli asini con le pastarelle?
c’era il bisogno di stoccare altro gas a Porto Sant’Elpidio, per giunta tedesco? buttate i fichi e mangiate le scorze?
per voi è possibile che il bue dica cornuto all’asino? fatemi capire, Gruppì prese le botte e poi andò in prigione?
chi ha approvato la legge de lu Facià?

Dedicato all’amico e compagno Luca Piermartiri

Speciali ringraziamenti a Lorenzo Cisbani ed Andrea Michielotto

Rifondazione Comunista commenta la “provocazione” di Putzu

di Rifondazione Comunista PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – Quella che speriamo sia solo una provocazione del consigliere comunale Andrea Putzu è una dichiarazione assolutamente fuori luogo, assurda e delirante.

Proprio in questi giorni (16 ottobre) ricorre il 70° anniversario del rastrellamento nazista del ghetto di Roma, che portò al barbarico sterminio di oltre 1000 cittadini italiani.
La gratuita ed incommentabile proposta di accogliere nella nostra città le spoglie di un criminale di guerra condannato per l’eccidio delle fosse ardeatine che fino alla sua morte non ha mai mostrato segni di rimorso o pentimento, continuando imperterrito a negare l’olocausto sino alla sua recente dipartita, è un fatto gravissimo ed inaccettabile da un rappresentante delle istituzioni, tanto più laddove si consideri che lo stesso è stato candidato alla carica di sindaco nelle ultime consultazioni cittadine.

Il suo atteggiamento ambiguo nei confronti della dittatura fascista e dei suoi esponenti, così come del regime nazista tedesco, sta assumendo contorni grotteschi e preoccupanti che non si confanno ad un rappresentante dei cittadini di Porto S. Elpidio.

I valori della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, non possono convivere con l’apprezzamento dei criminali nazi-fascisti. Ci appelliamo a tutte le forze politiche democratiche e civili presenti nel Consiglio Comunale affinché chiedano conto al consigliere Putzu delle sue esternazioni, ed ai suoi colleghi di minoranza affinché prendano le dovute distanze da tali posizioni, esigendo, laddove ve ne fosse necessità, le dimissioni dello stesso.

Il direttivo del circolo di PSE-SEM di Rifondazione Comunista

[Post.X] Il punteruolo rosso

di Vittorio Lattanzi

Monta la protesta degli studenti della sede distaccata dell’alberghiero “G. Ramsey” di Porto Sant’Elpidio contro la “Classe Pollaio” di 33 elementi in cui sono costretti a studiare. I primi a segnalare il problema sono stati i genitori di uno degli studenti, che avevano chiesto al proprio figlio: “chi è il tuo compagno di classe?”
E lui aveva risposto: “Quale? Quello sopra o quello sotto?”
L’enorme classe inoltre protesta per la mancata possibilità per i futuri cuochi di usufruire di un laboratorio di cucina. Ma come?! Un alberghiero senza cucina? Sarebbe come dare il brevetto da sub ad uno che non si è mai bagnato la testa.

Come tutti i progetti presentati per piazza Garibaldi, anche quello del punteruolo rosso per abbellire la palma nel giardino della piazza è entrato in contrasto con l’amministrazione. Come l’ex vicesindaco, l’insetto aveva presentato un progetto praticamente senza costi per il comune, che però entrava in conflitto con la futura costruzione dell’edificio previsto nel sedime dell’ex municipio. Proprio per questo al punteruolo rosso sono state revocate le deleghe prima di essere sterminato con tutta la sua famiglia, mentre gli altri punteruoli rossi sono passati sulla palma opposta, continuando però a sostenere il progetto del loro compagno, a differenza di “Patti chiari”.

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Periodo intenso anche per il sindaco Franchellucci: prima si è lamentato dei ritardi dell’ufficio postale dopo aver fatto due ore di fila, e poi ha redarguito le Poste per i continui ritardi nella consegna della corrispondenza. Successivamente l’arcano è stato svelato: il postino era Godot.
Come se non bastasse ha dovuto rispondere alle domande dei giornalisti che chiedevano se fosse vero che un investitore israeliano sia interessato all’acquisto del muro del pianto elpidiense: l’ex Fim. Franchellucci ha commentato: “nessuno mi ha messo al corrente di alcuna trattativa, lo giuro sulla Torah”.

Lavori in corso lungo la statale

Lavori in corso lungo la statale

Per concludere, ci sono stati nuovi sviluppi sul caso dell’agguato con spranghe e molotov in via Mameli. Il rumeno sospettato ha un alibi di ferro per quella sera: “Impossibile, io a quell’ora stavo sprangando un altro pappone rumeno”.

Shalom.

Ad esser troppo buoni…

Di Redazione POST IT PSE

PORTO SANT’ELPIDIO – L’altro giorno mi è capitato di assistere ad una piccola discussione mentre ero passato a salutare un amico a lavoro, in cui un uomo parlava animatamente sul ciglio della strada. Continuando a discutere attraversa la carreggiata e si dirige verso la mia direzione, ma l’interlocutore a cui si sta rivolgendo non sono io: ma il padre del mio amico, appena sceso dall’auto. Incuriositi ci avviciniamo e sento questa persona lamentarsi per qualcosa riguardante un’associazione di volontariato.
Il nocciolo della questione era futile.
Si lamentava del fatto che il furgone dell’associazione sostava costantemente almeno due ore al mattino e due al pomeriggio nei pressi del bar scommesse di Via Belgio. L’uomo sosteneva che fosse parcheggiato li perché il conducente andava a scommettere, mettendo in risalto la pessima figura che stava facendo fare all’associazione e che se aveva i soldi per scommettere, non era così bisognoso ecc.
Il conducente del furgone, ce ne siamo accertati, è un utente dell’associazione di volontariato. Uno dei tanti che vengono aiutati perché vertono in situazioni di difficoltà. Quindi abbiamo verificato se questo comportamento fosse solo un caso isolato o se si verificasse costantemente.

Fonte: archivio POST IT PSE

Foto: archivio POST IT PSE

Dal modo in cui l’uomo si lamentava col padre del mio amico si capiva che la sua era soltanto una preoccupazione superficiale.

Sono sicuro che a questa persona non importava realmente della figura che stesse facendo l’associazione, avrà avuto i suoi astiosi motivi, temo persino rivalità calcistiche, e questo l’ho capito perché proponeva come soluzione che parcheggiasse il furgone lontano dal Bar e lo raggiungesse a piedi per non dare nell’occhio. Invece di chiedere se questa persona venisse concretamente aiutata e invece evidentemente non lo era; e nemmeno che il furgone in questione, usato con tali finalità, potesse essere più utile altrove.

Vero è che la gente dovrebbe pensare ai propri problemi ma inevitabilmente mi sono chiesto: questa associazione non vive di donazioni?
Credo basti questa domanda per far desistere lo scommettitore. Non pensate possa essere deleterio per la beneficenza? Non mi fiderei di entrare in un fight club dove tutti parlano del fight club.

Pare che questo utente sia in difficoltà da diverso tempo ormai. Ma se anche fosse finito in difficoltà da poco, non sarebbe grave se proprio l’associazione che gli ha teso una mano fosse la stessa che perpetra la sua problematica, fornendo anche un mezzo di sua proprietà per alimentare un problema che dovrebbe cercare di risolvere o comunque cercare di fargli evitare qualla ‘strada’?

Non solo ciò arrecherebbe danno all’utente, o agli utenti (sarà il solo?), ma usando soldi derivanti da donazioni di privati o pubblici, potrebbe insinuarsi il rischio che tali associazioni, le quali dovrebbero aiutare i bisognosi, li sostengano in modo errato per far si che abbiano bisogno di loro, delle donazioni e della gestione che ne deriva. È già capitato purtroppo a livello nazionale ed internazionale. Con conseguenze anche peggiori della mera gestione delle donazioni. Un’associazione benefica non dovrebbe istillare dubbio alcuno sulla sua efficacia o gestione con possibili casi di negligenza.

Dico questo perché, un associazione di volontariato attiva e che fa concretamente del bene indistintamente a tutti, come appunto “Il Samaritano” che offre tantissimi tipi di aiuto, può permettersi la pecca di non prestare un supporto psicologico ai suoi utenti?
Secondo me sarebbe un ottimo investimento, che permetterebbe non ad 1 ma a 30 utenti con problemi di alcool, droga o gioco, di venire supportati rimettendoli davvero in ‘carreggiata’ per poi non dipendere più dall’associazione, invece che creare un bacino di utenza che inevitabilmente andrà ad aumentare.

Piazza Giuseppe Garibaldi (palazzinaro)

di Riccardo Marchionni

Me ne sono accorto solo io o ci avete fatto caso anche voi che dopo la cacciata di Scotucci dei lavori in piazza Garibaldi se ne parla come se niente fosse successo?

I lavori che proseguono in piazza Garibaldi sono per la “messa in sicurezza”, tenete bene presente questo concetto. Non si ristruttura o riqualifica, si mette in sicurezza.

Parla così il sindaco: “Nuovo look, dunque, per l’area Piazza in occasione della Festa di San Crispino, una rinfrescata all’intera zona per rendere più gradevole e fruibile questo spazio in attesa di procedere con la vera ed effettiva riqualificazione.”

Intanto la piazza si rinfresca, anche perché non sarebbe stato più accettabile continuare ad avere delle macerie al centro della piazza, poi si procederà con la “vera ed effettiva riqualificazione”. La traduzione di “vera ed effettiva riqualificazione”, ce la fece una volta l’allora candidato sindaco Sergio Belletti in una memorabile serata al teatro delle Api, quando con l’ausilio delle mani che mimavano la forma di una casa disse “quissu vole fa na palazzina mmenzo de piazza”.

Quindi “vera ed effettiva riqualificazione” sta in realtà per “palazzina di quattro piani in mezzo alla piazza”. Sarebbe il caso di iniziare a chiamare le cose con il nome proprio, quello più consono e calzante, non imbellettare verbalmente obbrobri urbanistici e politici.

I nostri amministratori hanno infilato una serie di mosse strategiche in piazza Garibaldi da far impallidire il miglior stratega del mondo. Hanno fatto comprare il teatro ad un privato senza pianificare un piano per l’acquisto da parte del comune. Con il vincolo messo dalla sovrintendenza ai beni culturali sul Beniamino Gigli, si è intoppato il piano del “padrino” della città, che tanto si è buttato nella propria carriera politica. Non è stato da meno il successore che dieci giorni prima che l’ex comune venisse vincolato, nel buio di una notte di dicembre lo ha raso al suolo. Al suo posto dovrebbe sorgere questa palazzina che servirà come pegno da dare in cambio ai proprietari dello stabile di fronte(quello di Birimbao), che dovrà essere anch’esso abbattuto. Ricapitolando: giù l’ex comune, giù l’edificio di Birimbao, su una palazzina in mezzo alla piazza.

A parte  lo spreco di energie e risorse che si perpetua con questo piano, basterebbe parlare cinque minuti con un esperto di urbanistica per capire che costruire in mezzo ad una piazza è stupido, casomai sarebbe meglio costruire di fianco alla statale, per creare una barriera dalla strada, non in mezzo alla piazza per creare una barriera dalla ferrovia(come è stato detto in campagna elettorale da Franchellucci).

Questo pomeriggio in consiglio comunale è prevista un’interpellanza sui lavori di piazza Garibaldi, speriamo che almeno si parli in maniera chiara e trasparente.

Il Sindaco Franchellucci partecipa alla Prima Giornata Nazionale dei Comuni Italiani

Di Comune di Porto Sant’Elpidio

MILANO – Lunedì 23 settembre, nella sala Alessi di Palazzo Marino, si è tenuta la prima giornata nazionale dei comuni italiani relativa al tema “Expo Milano 2015”. All’evento cui ha preso parte anche il Sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci, sono intervenuti tra gli altri il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il Presidente Anci Piero Fassino, il sottosegretario di Stato con delega Expo Maurizio Martina,    il Sindaco di Roma Ignazio Marino, Laura Boldrini Presidente della Camera dei Deputati .

EXPO 2015

 “L’expo 2015 sarà un evento straordinario che muoverà più di 20 milioni di persone di cui più di 10 milioni provenienti dall’estero – ha commentato il Sindaco Nazareno Franchellucci – Il Presidente Anci Fassino e il governo si sono impegnati a coinvolgere i sindaci prima e durante la manifestazione, organizzando importanti eventi su tutti i comuni interessati. Ad attrarre i visitatori non saranno soltanto i temi portanti della manifestazione (ambiente, alimentare e sostenibilità energetica) ma design ed eccellenza delle produzioni locali della nostra terra. Si tratta di una grande opportunità, che noi come Comune non dobbiamo assolutamente perdere. Mi relazionerò con il Presidente Spacca e con l’Anci Regionale affinché la nostra città, facendo sinergia con i comuni vicini, possa essere protagonista di una importante iniziativa legando territorio, eccellenze eno gastronomico e calzature”.

L’Expo è un’Esposizione Universale di natura non commerciale (non è dunque una fiera), organizzata dalla nazione che ha vinto una gara di candidatura e prevede la partecipazione di altre nazioni invitate tramite canali diplomatici dal Paese ospitante. La prima Expo è stata quella di Londra nel 1851 e il suo successo ha spinto altre nazioni ad organizzare iniziative similari, come l’Expo di Parigi del 1889 ricordata per la creazione della Torre Eiffel. Ogni Expo è dedicata a un tema di interesse universale. L’Expo si realizza in un sito appositamente attrezzato ed è un’occasione incontro e condivisione che promuove un’esperienza unica dei partecipanti e visitatori attraverso la conoscenza e sperimentazione innovativa del tema. Il ruolo di Expo più che esporre le maggiori novità tecnologiche è orientato all’interpretazione delle sfide collettive cui l’umanità è chiamata a rispondere. L’organismo internazionale che regola la frequenza, la qualità e lo svolgimento delle esposizioni è il Bureau International des Expositions (BIE) nato da una convenzione internazionale siglata a Parigi nel 1928, con 157 paesi aderenti.

“L’Expo 2015 sarà uno straordinario evento universale – ha concluso il primo cittadino –  che darà visibilità alla tradizione, alla creatività e all’ innovazione nel settore dell’alimentazione, raccogliendo tematiche già sviluppate dalle precedenti edizioni di questa manifestazione e riproponendole alla luce dei nuovi scenari globali al centro dei quali c’è il tema del diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta”.

[Post.X]L’11 Settembre Elpidiense

di Sergio Marinelli

PORTO SANT’ELPIDIO – Anche noi abbiamo avuto il nostro 11 Settembre. No, non ve ne siete accorti?

Ok, lo ammetto, le immagini dell’Audi schiantata e messa di traverso in mezzo alla strada, non sarà mai paragonabile alle torri gemelle che collassano su di loro.
Non abbiamo messo sui balconi le bandiere con gli stemmi del nostro comune, non abbiamo avuto quel senso di comunità che prima non avevamo. Niente di tutto questo. Ma quell’agguato ha germogliato in ogni elpidiense la stessa identica sensazione di vulnerabilità di un newyorkese reduce dell’attentato alle Twin Towers.

L’unica flebile prova che ho, sono i volantini con i corsi per l’auto difesa. Tecniche di facile apprendimento. Lo scopo? be’, riuscire a stendere energumeni rumeni dediti allo sfruttamento della prostituzione e al malaffare.
No, non credo sia questo. E’ solo che quando capita qualche colluttazione dove c’è un determinato numero di spettatori ad assistervi, ognuno dirà: “Ehi, poteva succedere qualcosa a me o alla mia famiglia”. Allora il mio istinto satirico m’imporrebbe uno sguardo intriso di simpatia verso il rumeno pappone. Ma è da un po’ che ho posato lo sguardo su di loro. Girano in macchine grosse come quelle dei politici, parcheggiano in doppia fila come dei politici. Hanno palazzine piene di troie come “quel politico”. Troppe le similitudini con la nostra classe dirigente, da poter provare un minimo di simpatia per loro.

Non riesco a tollerare neanche tutte le reazioni razziste e xenofobe dei miei compaesani. In America l’hanno fatto. Nei giorni successivi all’11 Settembre gli yankee sparavano alla gente scura e con la barba. Qua è più complicato procurarsi un’arma.
E adesso la gente vuole imparare a usare il loro corpo come un’arma. Ma c’è già un’arma nel nostro corpo, ed è quella che ha scatenato questa guerra: il nostro cazzo. L’abbiamo tirata fuori per primi e abbiamo sparato le nostre cartucce e generato il proliferare delle meretrici e dei loro protettori.

Rimettiamo il nostro arnese nel fodero e speriamo in un futuro migliore.
E che Dio benedica P.S.E.

Al via Settembre Incontri: successo per l’inaugurazione della rassegna

Domenica 15 settembre alle ore 17 a Villa Baruchello si è tenuta la presentazione della Rassegna “Settembre Incontri”, evento organizzato dall’Associazione Pro Loco di Porto Sant’Elpidio in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

Quest’anno la manifestazione vedrà il suo momento clou nella serata conclusiva del 28 settembre dove, al Teatro delle Api, in occasione della finale del concorso “IX Premio di Poesia La Torre dell’Orologio” interverrà, quale ospite della serata, il cantante Amedeo Minghi.

Ieri, nella prestigiosa location di Villa Baruchello, dopo la presentazione dell’intero programma della rassegna, è avvenuto il taglio del nastro ad opera del Vicesindaco Annalinda Pasquali e alla presenza dell’Assessore alla Cultura Monica Leoni, dell’Assessore alle Pari Opportunità Milena Sebastiani, l’Assessore Regionale Paola Giorgi e l’Assessore Provinciale Buondonno. Successivamente c’è stata l’apertura della mostra “Perartemisia”, una collettiva di pittura di artiste donne cui è seguito un convegno dal titolo “Femminicidio :una legge per le donne” e delle letture di Maria Cognigni accompagnate da Sabrina Vallesi al pianoforte. La mostra sarà aperta dal 15 al 29 settembre dalle ore 17 alle 20.

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Sabato 21 settembre, sempre a Villa Baruchello, nell’ambito della rassegna “Settembre Incontri” si terrà, invece,  il concerto “Note…d’autore” ad opera degli Allievi delle scuole di canto di Porto Sant’Elpidio.

L’Assessore alla Cultura Monica Leoni ha dichiarato: ““ E’ stato un week end all’insegna della cultura grazie ad un evento di grande caratura ospitato in una prestigiosa location come Villa Baruchello dove arte, musica e pittura si sono incontrati senza confini tracciabili. Un ottimo inizio della stagione culturale che proseguirà con il programma del Teatro delle Api, la rassegna “Non a voce sola” solo per citarne alcuni.

La stagione culturale è stata anticipata lo scorso 8 settembre con due eventi di grande richiamo di pubblico. Mi riferisco alle iniziative  “Arte in Villa” e “Di villa in villa” che hanno visto una grande partecipazione e un notevole interesse da parte dei cittadini elpidiensi e non solo.  Eventi come “ Di Villa in Villa” , – continua l’Assessore alla Cultura Monica Leoni – soprattutto per l’arricchimento culturale, dimostrano come la cultura sia in grado di interagire con la sensibilità degli abitanti e con la storia dei luoghi. Anche quest’anno anno la rassegna, giunta alla XX edizione, ha confermato il successo di una formula interessante e sono onorata che Porto Sant’Elpidio abbia ospitato questa  rassegna che quest’anno si è sviluppata in  un progetto ancor più corposo, diffuso in tutta la provincia: un successo da far crescere, dunque, ogni anno. Per far crescere il Paese è necessario ” fare rete “, creando un sistema di relazioni virtuose tra le imprese . Su questa logica ritenendo importante che noi  amministratori insieme agli imprenditori e alle associazioni dobbiamo essere uniti: l’unione è uno spartiacque tra chi ce la fa e chi scompare. Gli eventi della crisi economica, eventi certamente sofferti, contengono in sé i germi di un cambiamento importante e positivo da attuare : Unione significa strategia”.